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Piano Sanitario

Obiettivi
Obiettivi specifici
specifici::

✸ raggiungimento
✸ raggiungimento nella
nella popolazione
popolazione didi
età
età inferiore
inferiore aa 24
24 mesi,
mesi, anche
anche immigrata,
immigrata, didi
coperture
coperture vaccinali
vaccinali pari
pari oo superiori
superiori al
al 95%
95% per
per le
le
vaccinazioni
vaccinazioni contro
contro difterite,
difterite, tetano,
tetano,
poliomielite,
poliomielite, epatite
epatite B,
B, morbillo,
morbillo, parotite,
parotite,
rosolia,
rosolia, pertosse,
pertosse, Haemophilus
Haemophilus infuenzae
infuenzae b b

✸ eradicazione
✸ eradicazione del
del virus
virus della
della poliomielite
poliomielite
Il calendario vaccinale
(GU 14 aprile 2005)


3° 5°
5° 11°
11° 13°
13° 15°
15° 18°
18° 3°
3° 5-6°
5-6° 11-12°
11-12° 14-15°
14-15°
mese
mese mese
mese mese
mese mese
mese mese
mese mese
mese anno
anno anno
anno anno
anno anno
anno

IPV
IPV IPV
IPV IPV
IPV IPV
IPV

MPR
MPR11 MPR
MPR22

Hib
Hib Hib
Hib Hib
Hib

DTPa
DTPa DTPa
DTPa DTPa
DTPa DTPa
DTPa

HBV
HBV HBV
HBV HBV
HBV HBV
HBV
Vaccinazione contro la
poliomielite
✸ nel
✸ nel 1957
1957 viene
viene introdotto
introdotto ilil vaccino
vaccino di
di Salk
Salk

✸ nel
✸ nel 1964
1964 viene
viene introdotto
introdotto ilil Sabin
Sabin (( tre
tre dosi
dosi di
di
monovalente
monovalente ee una
una di
di trivalente
trivalente alla
alla
popolazione
popolazione didi età
età compresa
compresa tratra 66 mesi
mesi ee
14
14 anni)
anni)

✸ nel
✸ nel 1966
1966 viene
viene resa
resa obbligatoria
obbligatoria per
per ii nuovi
nuovi
nati
nati nel
nel primo
primo anno
anno di
di vita
vita (Legge
(Legge n°
n° 51,
51, 44
Febbraio)
Febbraio)
Poliomielite
morbosità in Italia
100
Casi notificati x 100000 abitanti

90
80
70
60
50
40
30
20
10

0
1925 1930 1935 1940 1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990
anni
Vaccinazione contro la difterite
• Nel 1939 viene resa obbligatoria per i
nuovi nati entro il 2° anno di vita
(Legge n° 89, 6 giugno)
• Nel 1963 viene reso disponibile il
vaccino bivalente tetano - difterite
• Nel 1981 la vaccinazione con il vaccino
bivalente viene raccomandata nel 1°
anno di vita
Difterite: morbosità in Italia

100
Casi notificati x 100000 abitanti

90
80
70
60
50
40
30
20
10

0
1925 1930 1935 1940 1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990
anni
Vaccinazione contro il tetano
• Nel 1963 viene resa obbligatoria per le
categorie a rischio (lavoratori e sportivi
iscritti al CONI)(Legge n° 292, 20 marzo)
• Nel 1968 viene estesa a tutti i bambini
nel 2° anno di vita (Legge 419, 20 marzo)
• Nel 1981 viene anticipata al 1° anno di
vita
• Nel 1982 si porta a 10 anni l’intervallo
tra i richiami (C.M. n° 52, 9 agosto)
Tetano : morbosità in Italia
Casi notificati x 100000 abitanti

400

300

200

100

1925 1930 1935 1940 1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990
anni
Vaccinazione contro l’epatite B

• Nel 1984 si rendono disponibili i vaccini


plasmaderivati e la vaccinazione è
consigliata a gruppi a rischio
• Nel 1987 si rendono disponibili i vaccini
ricombinanti.
• Nel 1991 la vaccinazione viene resa
obbligatoria (Legge n° 165, 27 maggio)
Pertosse: morbosità in Italia
Casi notificati x 100000 abitanti

60

50

40

30

20

10

0 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93
71
94
anni
I polisaccaridi capsulari

H. Influenzae di tipo b (PRP)

Pneumococco (> 90 sierotipi)

Meningococco (A, B, C, Y, W-135)


Vaccinazione
Vaccinazione Hib
Hib

Epidemiologia della infezione da Hib:

✸ meningite: 17/ 100 000 bambini di età


< 5 anni

✸ epiglottite: 3 - 4 / 100 000 bambini di età


> 5 anni
Vaccinazione
Vaccinazione Hib
Hib
Spettro delle malattie da Hib:

Malattie invasive (per il 95% dovute al tipo B):

meningite polmonite epiglottite


sepsi artrite settica osteomielite
empiema pericardite ascessi

Malattie localizzate alle mucose (H. non tipizzabili)

otite media bronchite sinusite


congiuntivite IVU (Ward J and Cochi S., 1988)
Vaccinazione
Vaccinazione Hib
Hib
La vaccinazione induce:

✸ la comparsa di IgG secretorie


specifiche, proporzionali all’aumento
delle IgG sieriche

✸ la comparsa di IgA secretorie


specifiche, prodotte localmente

Contribuisce quindi a ridurre anche il numero


dei portatori
(Kauppi, 1995)
Infezione da meningococco

1% 2%
16%

40%

41%

meningite sepsi meningite + sepsi non specificato


PHLS surveillance, 2002
altro
Vaccinazione
Vaccinazione meningococcica
meningococcica
Eziologia delle meningiti batteriche in Italia
1995 2002

GBS
Meningococco
Pneumococco
Hib
TB
Listeria
Altri
?

A. Tozzi, 2002
Vaccinazione antinfluenzale

Soggetti in età pediatrica in cui è raccomandata la


vaccinazione:

✸ malattie croniche debilitanti dell’apparato


respiratorio, circolatorio, uropoietico

✸ malattie degli organi emopoietici

✸ diabete e altre malattie dismetaboliche

✸ s. da malassorbimento intestinale
Vaccinazione antinfluenzale

Soggetti in età pediatrica in cui è raccomandata la


vaccinazione:

✸ fibrosi cistica

✸ altre malattie congenite o acquisite che comportano


carente produzione di anticorpi

✸ patologie per le quali sono programmati importanti


interventi chirurgici
Vaccinazione antinfluenzale
Dosaggio e modalità di somministrazione:

Età vaccino modalità di sommministrazione

6 - 36 m split 1/2 dose (0.25 ml) ripetuta a


o subunità distanza di almeno 4 settimane
per i bambini vaccinati per la 1a
volta
3 - 12 a split 1 dose (0.5 ml) ripetuta a
o subunità distanza di almeno 4 settimane
per i bambini vaccinati per la 1a
volta
La percezione soggettiva:

il genitore non conosce neppure la


malattia che si vuole prevenire con la
vaccinazione. Manca la percezione del
rischio.
• Diritto all’autonomia o
autodeterminazione dell’individuo.

• Obbligo morale di proteggere i nostri


simili.
Malattie esantematiche dell’infanzia

• Varicella
• Rosolia
• Morbillo
• Scarlattina
• V malattia o megalo eritema
• Esantema subitum o VI malattia
Varicella
Malattia che decorre normalmente con
sintomi generali modesti cui segue a
mandate successive la comparsa di maculo-
papule, che si trasformano rapidamente in
vescicole e quindi in croste.
Eziologia

• Varicella – Zoster della famiglia delle


herpesviridae.
• Nucleotide a DNA
• Varicella fase acuta dell’infezione da V-
Z, Herpes zoster riattivazione dalla fase
latente e persistente del virus nei gangli
delle radici dei nervi
Epidemiologia
• Tardo inverno e inizio primavera.
• Epidemie ogni 2-3 anni.
• Contatto diretto con pazienti con la varicella o lo
zoster. Penetrazione attraverso la via respiratoria.
• Isolato nel liquido delle vescicole e non nelle croste.
• Incubazione 11-21 giorni.
• Contagiosità da 1 giorno prima della comparsa delle
vescicole a 6 giorni dopo.
• Suscettibilità del 90% dei bambini sotto i 10 anni.
• Varicella subclinica
Sintomi e segni
• Febbre, malessere ed anoressia 1-2 giorni prima della
comparsa delle papule.
• 2-4 gittate successive di gruppi di vescicole nelle parti
superiori del tronco, faccia e cuoio capelluto.
• Distribuzione di tipo centripeto di manifestazioni
cutanee in differenti stadi di maturazione “a cielo
stellato”. Le croste cadono in 5° giornata.
• Mortalità di 1:50.000, nel 1° anno di vita 1:13.000
• Malattia gravissima in bambini immunodepressi.
Sintomi e segni
• Il numero delle lesioni normalmente intorno a
300-400 (50 –1000).
• I neonati che nascono da madri che contraggono
la varicella 5 giorni prima a 2 giorni dopo il parto
a grave rischio.
• Varicella congenita quando la madre contrae
l’infezione nelle prime 20 settimane (cicatrici
cutanee con atrofia delle estremità, anomalie
cerebrali, oculari.
Complicanze
• Impetigine delle lesioni cutanee (S.piogene e S.
aureus).
• Polmonite interstiziale
• Miocardite, artrite e complicanze emorragiche.
• Sindrome di Reye (10% dei casi).
• Encefalite alla fine della varicella o 1-2
settimane dopo (tremori,atassia nistagmo,
convulsioni coma)(guarigione nel 85% dei casi)
Terapia

• Isolamento fino alla scomparsa delle


vescicole.
• Acyclovir (Zovirax) . Non raccomandato
nei bambini sani non a rischio < 12 anni.
• Vaccino vivo attenuato
Rosolia
• Malattia infettiva virale con sintomi
generali lievi, con esantema maculo-
papuloso e tumefazione linfonodi nucali
e retroauricolari.
• Nella donna nei primi tre mesi di
gravidanza può determinare sul feto
aborto, nati-mortalità e difetti congeniti
Eziologia ed epidemiologia
• Togavirus (virus ad RNA).
• Contatto diretto attraverso le mucose delle vie
respiratorie.
• Un paziente è contagioso da 1 settimana prima
dell’inizio dell’esantema a 1 settimana dopo la
sua scomparsa. Isolamento per 7 giorni.
• Nei bambini con rosolia congenita il virus
persiste per mesi.
• Picco d’incidenza tra 5 –14 anni d’età. Il 10%
delle donne in età feconda sono suscettibili.
• Infezione conferisce una immunità permanente
EPIDEMIOLOGIA
Serbatoio uomo
Trasmissione per via aerea – interumana
i casi subclinici possono
trasmetterla
Stagionalità picchi a fine inverno e in
primavera
Infettività da 7 giorni prima a 5-7 giorni
dopo l'inizio dell'esantema i
bambini con RC possono
diffondere virus fino a 1 anno e
più
Rosolia - epidemia USA 1964-65

12,5 milioni di casi di rosolia


2000 casi di encefalite
11250 aborti
2100 morti neonatali
20000 casi di rosolia congenita:
11600 bambini sordi
3580 bambini ciechi
1800 bambini mentalmente ritardati
Sintomi e segni
Rosolia postnatale
Rosolia postnatale
• Incubazione 14-21 giorni.
• 1-5 giorni di malessere lieve con arrossamento delle congiuntive e
macchioline rosse sul palato molle.
• Linfo-adenopatia retroaurciolare, suboccipitale e postcervicale.
• Maculo papule rosee, non confluenti del diametro di 3-4 mm.
Esantema inizia al volto al collo e si diffonde al tronco. In terza
giornata l’esantema si attenua al volto ed al tronco ed è presente
agli arti.
• Esantema può decorrere in apiressia o accompagnarsi a febbre.
• Splenomegalia in alcuni soggetti.
• Nelle ragazze e nelle donne può essere presente poliartrite con
decorso benigno di 1-2 settimane.
MANIFESTAZIONI CLINICHE
ROSOLIA ROSOLIA CONGENITA
POSTNATALE • Anomalie oftalmologiche
(cataratta, microftalimia,
• Esantema eritematoso glaucoma)
maculopapulare(dal volt, • Cardiache (pervietà del dotto
al tronco, agli arti) arteriso, difetti interatriali..)
• Linfoadenopatia • Uditive(sordità neurosensoriale)
generalizzata • Neurologiche (microcefalia..)
(retroauricolare,cervicale,
suboccipitale)
• Modica febbre
Segni e sintomi
Rosolia connatale
Rosolia connatale
• Viremia ed infezione della placenta in una donna gravida e sieronegativa.
• Prima dell’ottava settimana di gestazione il 50-80% dei feti si infetta, nel
secondo trimestre si infetta solo il 10-20%, nel terzo trimestre evenienza
trascurabile.
• Manifestazioni cliniche presenti alla nascita o si manifestano in un’età
successiva:difetti auditivi, oculari, nervosi o costituire la triade di Gregg:
catratta, cardiopatia e sordità.
• Frequenti prematurità, basso peso alla nascita, scarso accrescimento dopo
la nascita.
• Segni clinici precoci: ittero a bilirubina diretto con trombocitopenia.
• Cardiopatie: persistenza dotto di Botallo, stenosi arteria polmonare.
• Descritte più frequentemente:anomalie renali, ipoplasia del timo, disturbi
del sistema nervoso.
Congenital Rubella
(“bluberry muffin” skin lesions)
Rosolia congenita (i)

Può colpire tutti gli organi

Può portare a parto prematuro o a morte


intrauterina

E' più pericolosa nei primi 3 mesi di gravidanza

Gli organi colpiti dipendono dal periodo della


gravidanza in cui avviene l'infezione
Rosolia congenita (ii)

Sordità
Cataratta
Anomalie cardiache
Microcefalia
Ritardo mentale
Alterazioni ossee
Danni al fegato e alla milza
Terapia
• Vaccino con virus vivo attenuato.
• Il vaccino può prevenire la rosolia se
somministrato entro il terzo giorno dal
contagio.
• Immunioglobuline specifiche.
Morbillo
Malattia virale acuta contagiosa con
febbre, tosse, corizza, arrossamento
delle congiuntive e della mucosa orale
con macchie di Koplik. Comparsa sulla
cute dopo i primi tre giorni di un
esantema maculo-papuloso.
Eziologia
• Paramixovirus ad RNA.
• Contatto diretto con le goccioline nella fase
prodromica o iniziale della malattia.
• Contagio diretto dai portatori dal 7° giorno
del periodo di incubazione al 5° giorno dopo
la comparsa dell’esantema.
• Incubazione 8-12 giorni
Epidemiologia
• Molto infettivo, il 90% delle persone
sieronegative si ammala se ha il contatto.
• Negli anni ’70 e ’80 alta mortalità
infantile, che rimane ancora alta nei
paesi del terzo mondo.
• Età maggiore di incidenza dai 3 ai 5 anni.
• Da novembre a maggio.
• Immunità che dura tutta la vita.
Incidenza del morbillo; Italia 1960-2001

180 Inizio della vaccinazione

160
140
120
n. casi/100.000

100
80
60
40
20
0
60

63

66

69

72

75

78

81

84

87

90

96

99
93
anno
Sintomi e segni (I)
• Periodo di incubazione (10-12 giorni) con segni
vaghi malessere, inappetenza, cefalea.
• Periodo prodromico (3 giorni): febbre elevata e
continua, tosse stizzosa e congiuntivite. Tipiche:
lacrimazione con fotofobia intensa, corizza con
secrezione muco-purulenta dal naso, laringite
con tosse abbaiante.
• Macchie di Koplik (a livello dei molari)
patognomoniche del morbillo compaiono 2-3
giorni prima dell’esantema. Fugaci scompaiono
dopo 12-18 ore.
Segni e sintomi (II)
• Periodo esantematico: inizia durante la febbre
elevata con comparsa di elementi roseolici che
presto diventano di colorito rosso sulle regioni
retro-auricolari, fronte, attaccatura dei capelli.
• Si estende in 24-48 ore al volto, al collo, tronco
arti superiori ed inferiori.
• Quando l’esantema interessa il dorso del piede
inizia ad impallidirsi sulla fronte.
• Durata dell’esantema 6-7 giorni. Inizia a
scomparire dalla terza giornata.
CARATTERISTICHE
CLINICHE DEL MORBILLO

Periodo di incubazione: 10-12 giorni


Improvviso aumento della febbre a 38.5°C
o oltre

Tosse, corizza, congiuntivite


Macchie di Koplik
Complicanze
• Otite media
• Polmonite interstiziale (Bronchiolite
obliterante). Prima causa di morte.
• Encefalite (1-2 per 1000 casi di morbillo)
2-5 giorni dopo l’apparizione
dell’esantema.
• Panencefalite subacuta sclerosante (anni
dopo il morbillo)
COMPLICAZIONI DEL MORBILLO

Condizione Percentuale riportata

Qualsiasi complicazione 29 %
Diarrea 8%
Otite media 7%
Polmonite 6%
Encefalite 1‰
Morte 2‰
Ospedalizzazione 18 %
Terapia
• Vaccino con virus vivo attenuato (due
dosi)
Scarlattina
• Malattia batterica legata a tre esotossine
batteriche prodotte dallo streptococco
beta emolitico di gruppo A.
• Stesso soggetto può presentare la
scarlattina più volte.
• Malattia rara nella prima infanzia.
• Incubazione dura 3 giorni.
Sintomatologia (I)
• Insorgenza improvvisa di febbre, vomito e cefalea e
dolori addominali.
• Esantema ed enantema che compaiono dopo 24-48 ore,
caratterizzati da piccole papule eritematose, che
scoloriscono alla pressione ed iniziano alla radice degli
arti per generalizzarsi in 24 ore. Maculo-papule di
colorito rosso e del diametro 1-2 millimetri. Non ci
sono zone di cute integra.(solo intorno alla bocca,
palme delle mani e piante dei piedi.
Sintomatologia (II)
• Dermatografismo bianco strisciando sulla cute.
• Segno della mano gialla sulla cute.
• Enantema sulla lingua: 1-2 giorno ricoperta da
una patina bianca, quindi dal 4-5° giorno
disepitelizzazione con comparsa di una lingua
rossa a “lampone”.
• La febbre scompare dopo una settimana con
desquamazione della pelle.
Complicanze e terapia
• Precoci o settiche: otite media, mastoidite,
sinusite, meningite, osteomielite etc
• Tardive o non settiche: malattia reumatica,
glomerulonefrite.
• Penicillina o eritromicina
Megalo eritema o V malattia
L’eritema infettivo o megaloeritema è
una malattia infettiva virale che
colpisce bambini in età scolare > 5 anni.
Eziologia ed epidemiologia
• Parvovirus B19.
• Presente durante tutto l’anno.
• Acquisito più comunemente tra i 5 –10
anni.
• Periodo di incubazione 6-11 giorni.
• Contatto diretto attraverso le vie
respiratorie.
Sintomatologia clinica
• Prima fase: episodio febbrile con sintomi non specifici
di cefalea, brividi, mialgia e malessere (viremia).
• Periodo asintomatico di circa una settimana con calo
dei reticolociti e dell’emoglobina.
• Dopo circa 2 settimane comparsa del rush maculo-
papuloso al volto.Tre stadi: 1° rush simmetrico alle
gote, 2° comparsa del rush al tronco ed alle estremità
(superficie estensorie)(dopo 1-4 giorni), 3° (può
persistere 1-3 settimane) fasi di scomparsa e
recrudescenza del rush.
• Manifestazioni cutanee spesso sono pruriginose
Complicanze
• Artrite (10% dei casi pediatrici e 80% dei
casi adulti). Compromissione transitoria, ma
può persistere anche per mesi.
• Crisi aplastiche in individui a rischio come
quelli con sferocitosi etc.
• Può dare complicanze in gravidanza.
Esantema critico o roseola
infantum
• Malattia acuta dovuta al virus erpetico umano
6 denominata anche VI malattia.
• Colpisce bambini molto piccoli tra i 6 18 mesi.
• Immunità materna scompare dopo il terzo
mese di vita.
• Il HHV-6 può rimanere latente nelle ghiandole
salivari ed è trasmesso al lattante dai familiari
escretori tramite la saliva.
Sintomatologia clinica
• Inizio improvviso di febbre elevata (39.4-41.2) che
persiste tre-quattro giorni.
• Può accompagnarsi a convulsioni.
• Bambino non compromesso nonostante la febbre.
• Assenza di altri segni di infezione.
• Ci può essere splenomegalia e linfoadenopatia
retronucale.
• Febbre scompare per crisi in terza-quarta giornata con
comparsa di un rush maculo-papuloso su tutto il corpo.
• Il rush parte dal tronco e si diffonde al collo, braccia.
Colpisce poco il volto e gli arti inferiori. Dura solo 24 ore
PERTOSSE
• Infezione batterica acuta dell’albero
tracheobronchiale
• L’agente etiologico è la Bordetella pertussis
(gram-)
EPIDEMIOLOGIA
• L’infezione avviene per via aerea attraverso le
goccioline di saliva emesse dal soggetto ammalato
• La maggior parte dei casi si verifica nei primi 5
anni di vita
• PERIODO DI INCUBAZIONE :7-10 giorni
• CONTAGIOSITà :dalla fine dell’incubazione fino
alla 3°-4° settimana di malattia
SINTOMATOLOGIA
• Nella forma tipica si distinguno 3 fasi:
• Stadio CATARRALE :il quadro è clinicamente
aspecifico, ed è quello di una malattia respiratoria
indifferenziata, con tosse produttiva soprattutto notturna
• Stadio PAROSSISTICO: è caratterizzato da accessi di
tosse spasmodica.L’accesso consiste in una serie di colpi
di tosse secchi e ravvicinati,seguiti da una tipica e
rumorosa inspirazione forzata a glottide chiusa.Gli
accessi sono spesso seguiti da vomito
• Stadio della CONVALESCENZA:progressiva
attenuazione dei fenomeni
TERAPIA E PROFILASSI
• Il farmaco di scelta è l’ERITROMICINA,
ed ha massima efficacia soprattutto quando
il trattamento è avviato nel periodo catarrale
• Profilassi ATTIVA con vaccino acellulare
(contenente le 3 componenti antigeniche),
somministrato in 3 dosi, insieme ai vaccini
antidifterico e antitetanico
PAROTITE

Malattia infettiva contagiosa, di etiologia


virale, che si manifesta con aumento di
volume delle ghiandole parotidi. Può avere
anche un decorso asintomatico o al contrario
interessare numerosi organi e apparati
EPIDEMIOLOGIA
• L’infezione avviene per contatto diretto con goccioline
respiratorie infette
• Il picco di incidenza dell’infezione nella popolazione non
vaccinata si ha nel periodo invernale e primaverile
• La maggior parte dei casi si verifica nella prima e seconda
infanzia (5-10 anni di età)
• PERIODO DI INCUBAZIONE :14-25 giorni
dall’esposizione all’inizio dei sintomi
• CONTAGIOSITà :7 giorni prima fino a 9 giorni dopo la
comparsa della tumefazione
SINTOMATOLOGIA
• Esordio brusco di :
» Tumefazione bilaterale (che regredisce
entro 8-10 giorni)
» Febbre (38-40 °C)
» Cefalea
» Otalgia
» Mialgia

•Frequenti sono le localizzazioni extra salivari


del virus (es ORCHIEPIDIDIMITE nel 20 %
dei pazienti di sesso maschile che hanno
superato la pubertà)
TERAPIA E PROFILASSI
• Il trattamento è unicamente sintomatico
• Il vaccino con virus vivo attenuato è
consigliato nei bambini di età superiore ad
un anno, e nei maschi che hanno raggiunto
la pubertà senza aver superato la parotite
• Nell’infanzia la vaccinazione contro la
parotite viene solitamente associata a quella
contro il morbillo e contro la rosolia
MONONUCLEOSI
INFETTIVA
• Agente etiologico è il virus di Ebstein-Barr, un
herpes virus a DNA
• L’uomo è la sola fonte di EBV, il virus è contenuto
nella saliva e sopravvive diverse ore nell’ambiente
• Non esiste un stagionalità
• L’escrezione virale avviene per molti mesi dopo
l’infezione, è frequente lo stato di portatore
• Il periodo di contagiosità non è determinato
• Il periodo di incubazione è di circa 30-50
giorni
• È frequente elle comunità di adolescenti,
nelle scuole
Manifestazioni cliniche
• Tipiche : febbre, faringite essudativa,
linfoadenopatia, epatosplenomegalia,
linfocitosi atipica
• Può esserci esantema più frequente nei
soggetti trattati con ampicillina
• Spesso asintomatiche nei bambini e nei
lattanti e quindi non diagnosticate
Complicanze
• A livello sistema nervoso centrale:
meningite asettica,encefalite e sindrome
Guillain-Barrè
• Rottura spelenica, trombocitopenia,
agranulocitosi, anemia emolitica
Test diagnostici
Test sierologici: (IgG-IgM)
• Anticorpi contro antigene capsidico (VCA)
• Anticorpi contro gli antigeni nucleari
(EBNA)
Identificazione DNA virale tramite coltura o
PCR
Trattamento
• Riposo ed evitare ogni attività sportiva sino
a quando non si è usciti dalla fase acuta e la
milza non si più apprezzabile
• Cortisonici (prednisone 1mg/Kg/die per 7
giorni)solo se ingrossamento tonsillare
ostruttivo o complicanze gravi: miocardite
splenomegalia, anemia emolitica)