Sei sulla pagina 1di 14

PARRESIA, LA PAROLA LIBERA DEI CLASSICI

“Parrhesia” è una parola del greco antico composta da


due parole: pan, tutto, e rhesìa, da un verbo che
significa “parlare”. “Parrhesìa” significa parlare
apertamente, con libertà, con un obiettivo critico di
fronte alla realtà. Dire tutto davanti a tutti. La libertà di
parola la sentiamo come un diritto insopprimibile, e
oggi ogni volta che questa libertà viene minacciata o
violata ci allarmiamo. Ma la parrhesìa per i Greci è
anche un dovere, e non riguarda solo i giornalisti, ma
anche i governanti.
• Nel Medioevo i governanti e le corti di tutta Europa
consolidano l’abitudine a commissionare e ricevere
notizie di vario genere.
• Esistono I “novellieri” che diffondono notizie
soprattutto su eventi politici.
• Vecchie forme per diffondere le informazioni: i
dispacci diplomatici e la corrispondenza privata
• Si delinea subito la tendenza a un controllo della
comunicazione:
• concedere privilegi (“licenze”);
• imporre censure (controlli) per libri e pamphlet, a
seconda che siano più o meno politicamente graditi;
• organi di controllo: censura preventi va
istituzionale - composta da magistrati e spesso
ecclesiastici.
SOLO CON LE RIVOLUZIONI LIBERALI DEL ‘700 SI GIUNGE
ALL’AFFERMAZIONE DEL DIRITTO ALLA LIBERTA’ DI STAMPA
• XVI SECOLO (1500): l’esigenza di essere informati

• Venezia: scrittori di avvisi. Roma: gazzettanti. Parigi: nouvellistes:


Londra: writers of news’ letters. Germania: Zeitunger.

• Diventano, nel corso del XVI secolo, fornitori di vere e proprie rassegne
settimanali, appunto le notizie scritte, che si sviluppano nelle grandi
città commerciali del Nord Europa ma anche in alcune grandi città
italiane.

• Accanto alla circolazione delle merci abbiamo la diffusione delle


notizie creata dal grande commercio internazionale.

• Le borse, la posta e la stampa nascono pressoché


contemporaneamente: istituzionalizzano contatti e comunicazioni
stabili.
• XVI SECOLO (1500): l’esigenza di essere informati

• Venezia: scrittori di avvisi. Roma: gazzettanti. Parigi: nouvellistes:


Londra: writers of news’ letters. Germania: Zeitunger.

• Diventano, nel corso del XVI secolo, fornitori di vere e proprie rassegne
settimanali, appunto le notizie scritte, che si sviluppano nelle grandi
città commerciali del Nord Europa ma anche in alcune grandi città
italiane.

• Accanto alla circolazione delle merci abbiamo la diffusione delle


notizie creata dal grande commercio internazionale.

• Le borse, la posta e la stampa nascono pressoché


contemporaneamente: istituzionalizzano contatti e comunicazioni
stabili.
Il Giornale
• La novità si ha con la diffusione di PERIODICI A
STAMPA: “a partire dal Seicento con la nascita dei
giornali, pubblicazioni a stampa con:
• periodicità stabile (quotidiano/settimanale/mensile)
• testata fissa (titolo)
• indicazione della data di pubblicazione
• notizie su avvenimenti realmente accaduti
• Verifica delle fonti: citate e riscontrabili
La Gazzetta
•Periodica a stampa di larga diffusione:
• L’origine viene fatta generalmente risalire alla
moneta veneziana con cui venivano pagate, ma è
incerta.
• Quando cominciano a pubblicare su fogli i loro
studi, i letterati – per distinguere questi fogli
dalle solite gazzette, sempre più loquaci e
frivole -, li chiamano giornali. Anche questa è
una definizione presente in tutta Europa
(journal).
Giornalismo di opinione
italiano nel ‘700: periodico
milanese Il Caffè, 1764 al
1766. Alessandro e Pietro
Verri, Cesare Beccarla.
La professione del giornalista
• Nel corso del ‘700, novità nell’informazione. Nasce la
fi gura del professionista: il giornalista
• Nella Stampa finiscono per confluire la figura del philosophe,
del cosmopolita, del patriota e del giornalista
• Tutte figure in grado di incidere sulla formazione
dell’opinione pubblica fra XVIII e XIX secolo
Gli Stati e i governi controllano la stampa in due modi:

• PRIVILEGI: disposizioni per la stampa “amica”

• CENSURA: repressione contro la stampa nemica

Contro queste forme di controllo si afferma il principio della libertà di


stampa, che si afferma alla fine del ‘700. L’esigenza emerge dalla ormai
diffusa richiesta di INFORMAZIONI PUBBLICHE, caratterizzate da:

• PERIODICITA’

• ACCESSIBILITA’

• CONTINUITA’

• DIFFUSIONE
Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del
Cittadino

• Il 26 agosto 1789 l’Assemblea nazionale


francese approvò una la Dichiarazione dei
Diritti dell’Uomo e del Cittadino: premessa
alla Costituzione e vero e proprio
manifesto programmatico della rivoluzione.
• Tra i diritti riconosciuti: l’articolo 11: libera
comunicazione dei pensieri e delle opinioni
Articolo 21

Articolo 21 – Costituzione Italiana 1948

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni
altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al
buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Interpretazione

Che cosa significa? L’art. 21 garantisce la libertà di manifestazione del pensiero che è ritenuta dalla
dottrina e dalla giurisprudenza uno dei fondamenti dell’ordinamento italiano, tanto che entrambe
escludono la possibilità di sottoporre il principio a revisione costituzionale. Sulla base delle norme
dell’art. 21, la giurisprudenza riconosce pienamente il diritto di cronaca e la libertà di informare, in
quanto si ritiene impossibile distinguere fra espressione del pensiero e narrazione dei fatti.
I soli limiti imposti alla libertà di manifestazione del pensiero riguardano il dovere di difendere la
Patria (non si possono diffondere notizie che riguardano la sicurezza dello Stato), il segreto
giudiziario (non si possono diffondere atti processuali per garantire l’efficace andamento della
giustizia), la difesa della riservatezza e dell’onorabilità delle persone. Queste ultime due limitazioni
sono spesso fonte di discussione: secondo alcuni, il diritto di informazione legittimerebbe il
giornalista a cercare e pubblicare informazioni anche in modi discutibili (si parla allora di “talpe”
nei tribunali, “pubblicazioni illecite”…).
Italia ultima in Europa

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2021/05/02/giornata-della-liberta-di-stampa-
italia-ultima-in-europa_37d2d887-c179-4db4-bc51-a2231aeea062.html

Potrebbero piacerti anche