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LA RELIGIOSITA’

c’è qualcosa in ogni individuo che lo spinge a non fermarsi di fronte a ciò che vede e che lo porta a chiedersi il PERCHÉ delle
cose e il senso della vita.
Tale capacità è la religiosità.
Solo l’uomo si pone domande di senso
Possiamo definire l’essere umano come la creatura che si pone le domande sul senso della propria esistenza.
È grazie alla RELIGIOSITÀ – cioè alla facoltà di riflettere sul destino, sul senso della vita e della morte – che l’uomo si
distingue dai vegetali e dagli animali.
Infatti solo l’essere umano (non importa se credente o non credente) si pone quelle domande esistenziali che vengono così
riassunte dal filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1809):

Che cosa posso Che cosa posso


Che cosa devo fare?
conoscere? sperare?

.
e ancora...
Dove
Chi sono? Da dove vado?
vengo?
… alla ricerca di una risposta
AGNOSTICISMO= NON ATEISMO FEDE
CONOSCENZA

È la posizione di coloro che È la posizione di coloro che, È la posizione di coloro che


affermano l’impossibilità della dopo aver ricercato, negano la sentono ed intuiscono che la
mente umana di dimostrare possibilità della risposta alle risposta alle loro domande può
l’esistenza di Dio, in quanto domande che si pongono e essere ricercata andando oltre
estraneo alle scienze esatte affermano la non esistenza di l’esperienza razionale per
(razionali) e dunque Dio aprirsi ad una relazione
indimostrabile esistenziale che approda a
quell’Essere supremo che le
religioni chiamano Dio
Questa ricerca, che ovviamente non è solo religiosa e abbraccia tanti campi (filosofia,
poesia, musica, arte...), ha trovato una delle sue espressioni più complete proprio nella
RELIGIONE e nelle sue varie manifestazioni storiche: le RELIGIONI

RELIGIONE RELIGIONI:
1. scegliere ed in senso lato, In senso storico, le religioni sono legate
cercare, guardare con alla cultura che l’ha generate. Queste
attenzione, avere riguardo, comprendono diversi elementi:
avere cura, legare e scegliere ● riflessivi (dottrine)
● espressivi (preghiere)
religione = insieme di sentimenti ● morali (regole e valori)
e comportamenti di cura nei attraverso i quali l’uomo ha cercato di
confronti di Dio; e si basa sul trovare RISPOSTE alle grandi domande
rapporto tra Dio e i fedeli che di senso che sempre hanno
scelgono di affidarsi a Lui. caratterizzato l’umanità
RELIGIONI

COSMICO- STORICO-RIVELATE
NATURALI (MONOTEISTE)
(POLITEISTE)

Si fondano sulla
NATURALI SOPRANNATURALI manifestazione di Dio
all’uomo

Attribuiscono alle Identificano le


forze della natura divinità con esseri Ebraismo Islam
le caratteristiche superiori alla natura Cristianesimo
della divinità
FEDE TRA APERTURA E ADESIONE DI VITA

L’uomo può fare un'esperienza di


fede prima di conoscere una
religione, se è fiducioso di trovare le FEDE
proprie risposte nella religione

Se precede le religioni Se segue le religioni

è l’atteggiamento di fiducia di è l’atteggiamento di scelta che compie


l’uomo nei confronti di una religione
trovare risposte nella religione
ritenuta capace di rispondere alle sue
domande esistenziali
SCHEMA DI SINTESI SUL FENOMENO RELIGIOSO

Domande di senso
Umanità Religiosità

Risposte Religioni
Popoli e civiltà

scelta
Individuo Fede
Parabola popolare dei due bambini nel ventre della mamma (attribuita allo scrittore ungherese Útmutató a
Léleknek, nome che significa “Guida spirituale)
Nel ventre di una donna incinta si trovavano due gemelli e fra loro avviene questo dialogo:

– Tu credi nella vita dopo il parto?


– Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.
– Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
– Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla
bocca.
– Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via
d’alimentazione… Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
– Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
– Però, nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che
un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
– Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
– Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
– Dove? Tutta intorno a noi! È in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
– Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
– Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai? … Io
penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa.
Vasco Rossi, Un senso
Voglio trovare un senso a questa sera /
anche se questa sera un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa vita /
anche se questa vita un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa storia /
anche se questa storia un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa voglia /
anche se questa voglia un senso non ce l’ha
Sai che cosa penso / Che se non ha un senso /
Domani arriverà… / Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento / Non basta mai il tempo /
Domani è un altro giorno arriverà…
Voglio trovare un senso a questa situazione /
anche se questa situazione un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa condizione / Si mette in evidenza la volontà di
anche se questa condizione un senso non ce l’ha trovare il senso e il significato della
vita
Film in cui i protagonisti dialogano
ponendosi domande sul senso della vita
Paul Gauguin, Da dove veniamo? Chi siamo?, Dove andiamo?, 1897 (Museo di Belle Arti, Boston)

Gauguin rappresenta il
tentativo da parte della
divinità di rispondere alle
domande che l’uomo si pone

L’opera va letta da destra a sinistra (secondo la direzione degli antichi alfabeti orientali) ed è strutturata come due archi, divisi dalla figura
centrale: all’estrema destra è raffigurato un neonato, che viene al mondo nell’indifferenza degli altri; al centro un giovane coglie un frutto
(richiamo al peccato originale o alla gioventù che coglie la parte migliore dell’esistenza); alle sue spalle, una figura con il gomito in alto
contribuisce a definire la struttura triangolare della prima metà, al cui vertice sono le due figure rosse su uno sfondo oscuro, simboli dei tormenti e
delle domande di senso.
La stessa struttura è nella seconda metà del dipinto. Al vertice troviamo la divinità locale femminile Hina, a rappresentare il tentativo della
religione di rispondere ai grandi interrogativi dell’uomo; all’estrema sinistra c’è una vecchia ripiegata su di sé (identica ad una mummia
peruviana vista dal pittore in gioventù) in attesa della morte, trasfigurata in un urlo che richiama quello ritratto da E. Munch contro la vanità
dell’esistenza; un uccello bianco con una lucertola tra le zampe è simbolo della vanità delle parole.
La vegetazione dello sfondo si trasforma in arabeschi con colori innaturali: gli alberi sono blu.
3. Franco Battiato, Centro di gravità permanente

Cerco un centro di gravità permanente

Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente

Avrei bisogno di

Cerco un centro di gravità permanente

Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente

Over and over again

Evidenzia il bisogno dell’uomo di


trovare un punto di riferimento fisso
e sicuro (centro di gravità
permanente), sostanzialmente di Dio
Io lo so che non sono solo Gli incroci possibili in una piazza
Anche quando sono solo Di stare con le antenne alzate verso il cielo Evidenzia il fatto che per
Io lo so che non sono solo
Io lo so che non sono solo
Io lo so che non sono solo
Io lo so che non sono solo
chi ha fede, Dio gli è
Anche quando sono solo Anche quando sono solo sempre vicino anche nei
Io lo so che non sono solo
Sotto un cielo di stelle e di satelliti E rido e piango e mi fondo con il cielo e con momenti più difficili
Tra I colpevoli le vittime e I superstiti il fango
Un cane abbaia alla luna Io lo so che non sono solo
Un uomo guarda la sua mano Anche quando sono solo
Sembra quella di suo padre Io lo so che non sono solo
Quando da bambino E rido e piango e mi fondo con il cielo e con
Lo prendeva come niente e lo sollevava il fango
su/ Era bello il panorama visto dall'alto La città un film straniero senza sottotitoli
Si gettava sulle cose prima del pensiero Una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
La sua mano era piccina ma afferrava il Come stai quanto costa che ore sono
mondo intero Che succede che si dice chi ci crede
Ora la città è un film straniero senza E allora ci si vede
sottotitoli Ci si sente soli dalla parte del bersaglio
Le scale da salire sono scivoli, scivoli, E diventi un appestato quando fai uno
scivoli sbaglio
Il ghiaccio sulle cose Un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
La tele dice che le strade son pericolose Ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
Ma l'unico pericolo che sento veramente Un mondo vecchio che sta insieme solo
È quello di non riuscire più a sentire niente grazie a quelli che
Il profumo dei fiori l'odore della città Hanno ancora il coraggio di innamorarsi
Il suono dei motorini il sapore della pizza E una musica che pompa sangue nelle vene
Le lacrime di una mamma le idee di uno E che fa venire voglia di svegliarsi e di
studente alzarsi Smettere di lamentarsi
Che l'unico pericolo che senti veramente
È quello di non riuscire più a sentire niente
L’UOMO RISPONDE: LA FEDE

Chi ha fede non si fa prendere Chi ha fede sa di avere Dio


dalla paura di smarrire la sempre al suo fianco, che lo
strada e cerca di ritrovare la sostiene soprattutto nei
direzione momenti difficili