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Il perché

dell’urbanistica
partecipata

Prof. Carlo Cellamare


DAU – Uniroma1
Comune di Cerveteri, 17 marzo 2010
Il senso della partecipazione
Il senso della partecipazione:
• Integrare democrazia diretta e democrazia rappresentativa. (Non si intende
mettere in discussione l’apparato istituzionale e decisionale, ma si vuole
avere “voce in capitolo”)
• Attivare/coinvolgere risorse, culture e capacità produttive locali. Creatività
e capacità progettuale. Cittadinanza attiva
• Costruzione di un interesse collettivo. Costruzione di prospettive di sviluppo
condivise. Costruzione di uno sviluppo integrato e sostenibile

• Migliore qualità delle scelte progettuali e capacità di rispondere alle


esigenze dei cittadini, alla domanda sociale diffusa
• Appropriazione (riconoscimento delle risorse e dei “capitali” – sociale,
culturale, territoriale, ecc.). Responsabilizzazione
• Coinvolgere i soggetti per raggiungere obiettivi altrimenti non raggiungibili
(partenariato pubblico-privato). Rendere più efficienti i processi (coinvolgere
i soggetti che realizzeranno gli obiettivi). Governare i processi socio-
economici e di trasformazione territoriale (l’idea di governance)
Diversi processi partecipativi

Positività ed ambiguità della partecipazione

La centralità del processo: le modalità di interazione, lo sviluppo nel tempo, i


soggetti coinvolti, il rapporto coi processi decisionali

[00. Procedure amministrative]


[0. Informazione e consultazione]

1. Negoziazione
2. Concertazione
3. Partecipazione
Partecipazione: in quali momenti?
 Definizione dei bisogni
 Elaborazione di idee e progetti
Co-progettazione
 Valutazione
 Decisione
 Realizzazione di interventi
 Elaborazione tecnica dei progetti
 Implementazione delle azioni pianificate
 Progettazione di scenari
 Gestione o manutenzione di prodotti e servizi. Co-gestione
(Autogestione delegata a organizzazioni di abitanti)
 Controllo delle realizzazioni e monitoraggio (e valutazione)
 Progettazione dal basso e proposte che stimolino all’innovazione
 Ecc.
I processi all’interno della pianificazione

Caratteri del processo: - in fase di formazione/elaborazione


- in fase di attuazione/gestione

- Consultazione istituzionale

- Informazione (diffusione su web, presentazioni pubbliche, ecc.)


Consultazione dei soggetti
Pratiche di ascolto
Forme di indagine sociale (interviste, questionari, ecc.)

- Primo coinvolgimento di (alcuni) soggetti sociali


Negoziazione
Tavoli di concertazione
Cooperazione interistituzionale (coordinamento, copianificazione)
I processi all’interno della pianificazione

- Gruppi di lavoro o di coordinamento (per ambito territoriale, per


tematiche o politiche)
Coinvolgimento stabile dei soggetti sociali e/o incontri (assemblee)
periodici (attori economici, attori sociali, attori istituzionali,
rappresentanze di base, associazioni ambientaliste, associazioni culturali,
comitati e reti locali, ecc.)
Metodi e pratiche di coinvolgimento dei soggetti (la passeggiata di
quartiere, i laboratori, ecc.)
Piano strutturale di Dicomano (FI)

Popolazione: 5.000 abitanti


(esplosione demografica
nell’ultimo ventennio: +
2.000 abitanti)
Estensione: 61 kmq tra
Mugello e Valdisieve
Distanza da Firenze: 36 km

Problematiche emergenti:
previsione di “bretella
autostradale”; aumento
della residenza e del
pendolarismo; “turismo
rurale”; progetti
“destrutturanti”
PS Dicomano: percorso e metodo
Coinvolgimento graduale dei cittadini e dei soggetti sociali:
1. Incontri con esponenti della società
locale (30 incontri aperti e focus
group) per strutturare il quadro dei
problemi, delle attese e delle
possibili risposte, e per favorire il
confronto tra posizioni diverse;
2. Parallelo lavoro di un anno nelle
scuole e nei campi estivi (Piano
delle Bambine e dei Bambini)
3. 5 incontri aperti (“I Giovedì del
Piano”) per esposizione e
discussione degli “scenari di futuro”
(Scenari tendenziale, di gravitazione
sull’Area metropolitana, di tutela e
conservazione, di sviluppo locale
autosostenibile)
4. Concertazione linee di sviluppo
ultimo scenario con indirizzi a PS (e
supervisione istituzionale)
5. Statuto del Territorio
Piano Str.
Dicomano
Temi rilevanti:
- Scelte strategiche di sviluppo locale
- La ridiscussione di tracciati stradali (SS 67)
e il ruolo delle infrastrutture nello sviluppo
(maggiori benefici possibili sul territorio)
- Aree di valorizzazione del paesaggio
silvopastorale (l’attenzione agli altri ambiti,
non solo urbani);
- La riqualificazione di “frammenti urbani e
territoriali” (elementi di appartenenza e
identità - rafforzamento)
- Tutela e valorizzazione del patrimonio
storico-archeologico e ambientale (come
riconoscimento e come motore di sviluppo)
Piano strutturale di Scandicci
(FI) e Regolamento urbanistico

50.000 abitanti
Area metropolitana di Firenze
Polo industriale
Grandi progetti di intervento (centralità
– studio Richard Rogers)
Nuova linea tranviaria Firenze –
Scandicci
Definizione dei progetti di
riqualificazione urbana
Legame con gestione dei servizi
PRG di Grottammare (AP)
15.000 abitanti
Prossimità San Benedetto del Tronto
(40.000 abitanti)
Turismo
Ereditato PRG bloccato Percorso:
Articolazione in quartieri e assemblee 1. Due cicli assembleari di
territoriali quartiere
2. Assemblea settimanale
3. Ufficio del PRG aperto
4. Comitati di Quartieri
Costruzione dell’interesse collettivo
Contrasto a pretese impraticabili e
individuali
Legame col Bilancio Partecipativo
Schema di PTPG Rieti
Il piano provinciale di Rieti ha avuto i caratteri di un progetto di territorio e di sviluppo
locale

I “punti irrinunciabili” sono stati:


 la “costruzione” di un’identità provinciale .
 fare sviluppo e società locale. La considerazione fondamentale è che la Provincia di
Rieti sia “scampata allo sviluppo”, al modello di sviluppo prevalente fondato sulla grande
industria e sulle grandi infrastrutture, che si è però poi rivelato fallimentare. Da negativo
questo fatto si è tradotto in termini positivi, proprio perché ha permesso di ridurre le forme
di depauperamento territoriale, sociale e culturale, di de-territorializzazione, di spreco di
risorse ambientali, salvo che in ambiti limitati e circoscritti. L’esito è che paradossalmente
la Provincia di Rieti si ritrova con un patrimonio culturale e ambientale abbastanza integro,
con un’elevata carrying capacity, con una significativa qualità di vita. E’ necessario quindi,
ed il piano ha contribuito in questa direzione, riproporre prospettive alternative, fondate
prima di tutto sulle risorse naturali, sui prodotti e sulle culture locali, che siano in grado di
dialogare positivamente con le dinamiche della globalizzazione;
 la compatibilità ambientale. In questa nuova prospettiva l’ambiente costituisce
evidentemente un punto di forza, un riferimento fondamentale;
 creare progettualità diffusa, creatività e capacità imprenditoriale . Queste
prospettive non possono essere costruite se non attraverso l’attivazione e
l’impegno diretto degli attori sociali, dei soggetti locali;
 saper(e) fare il cambiamento. Quest’ultimo punto riassume un po’ tutti i
precedenti, sottolineando come le nuove prospettive comportano un grande
sforzo progettuale e culturale, la costruzione di rapporti innovativi tra produzione
e ambiente, tra reti sociali e capacità progettuali ed imprenditoriali, tra istituzioni
e realtà locali.
Schema di PTPG
Processo:
1. Delibera programmatica
2. Incontro pubblico di discussione. Organizzazione
delle attività
3. Gruppi di lavoro a carattere territoriale
4. Incontri a carattere locale. Definizione di “progetti di
territorio”
5. Elaborazione dello schema di PTPG (strategie
generali e “progetti di territorio”)
6. Valutazione, discussione e decisione in ambito
politico e istituzionale
Bilancio ambientale
Il Bilancio ambientale è uno strumento di programmazione che
definisce i riferimenti politici e culturali dello sviluppo provinciale
(con particolare riferimento ai temi ambientali), le strategie e le
linee di azione, i progetti e le priorità su cui investire (in stretta
relazione al PTPG)

Il Bilancio ambientale è un processo che mira al coinvolgimento dei


diversi soggetti sociali nella costruzione delle strategie di sviluppo
e degli specifici progetti. Fasi:
- elaborazione di un Documento programmatico. Il Documento
programmatico definisce strategie e linee di azione nei diversi
campi tematici ed un primo quadro delle proposte progettuali
- sviluppo di un processo partecipativo, attraverso incontri pubblici
e gruppi di lavoro sia a carattere tematico a livello provinciale, sia
a carattere territoriale
- elaborazione del Bilancio ambientale 2008, attraverso la
definizione di un quadro programmatico e di schede progettuali
Bilancio ambientale. Quadro
sintetico dei progetti e delle azioni
A. Progetti di carattere generale o di interesse provinciale:

- Parco fluviale del Velino


- “Patto delle acque” del fiume Velino
- Energia
- Valorizzazione del patrimonio forestale
- Gruppo di progettazione

B. Progetti riferiti a specifiche aree territoriali:


- Paesaggio sabino
- Salto-Cicolano
- Turano
- Alto Velino - Amatriciano

C. Pacchetti di azioni settoriali


Processi partecipativi a livello
comunale (Borbona – RI)
Tre delibere Regione Lazio: Bilancio partecipativo, Azioni di sviluppo socio-
economico, Opere pubbliche

Processo:
1. Fasi politiche di avvio. Riferimenti di bilancio
2. Incontri pubblici per promuovere il bilancio partecipativo (e gli altri processi),
illustrarne le caratteristiche, organizzare il processo, discutere le politiche comunali
3. Diverse forme di diffusione (la più ampia possibile)
4. Nomina dei referenti locali. Incontri locali per discutere esigenze e possibili proposte
5. Presentazione di proposte (attraverso apposita scheda)
6. Raccolta, organizzazione e valutazione tecnica delle proposte (lavoro istruttorio)
7. Incontri pubblici per discutere e selezionare priorità e proposte
8. Progettazione definitiva
9. Decisioni degli organi politici
10. Seguire l’attuazione
Processi partecipativi a
livello comunale
(Borbona – RI)
Bilancio partecipativo  riqualificazione urbana
Azioni di sviluppo socio-economico  valorizzazione ambientale e
fruizione del patrimonio storico-culturale
Opere pubbliche  Energie alternative (fotovoltaico) con risparmio di
risorse pubbliche
A21L – IX Municipio
Legame col Bilancio Partecipativo
Documento della Partecipazione relativo al
Progetto Urbano San Lorenzo
Progetti integrati (Mandrione – Casilina Vecchia;
ecc.)
Iniziative e azioni

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