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ALIMENTAZIONE E DCA

(DISTURBI DEL
COMPORTAMENTO
ALIMENTARE)
SPORT E DCA
Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che lo sport ha una ripercussione positiva sia per il benessere fisico che per il benessere
mentale.

Tuttavia lo sport, particolarmente in età adolescenziale e se praticato ad alti livelli, può rappresentare anche un fattore di rischio per lo
sviluppo dei disturbi del comportamento alimentare, quali ad esempio anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione
incontrollata.

La caratteristica essenziale che accomuna tutti i disturbi alimentari è la presenza di un’alterata percezione del peso e della propria
immagine corporea (preoccupazione eccessiva per il peso, per la forma corporea e per il controllo dell’alimentazione).

Questi disturbi danneggiano molte aree della vita delle persone tra cui ad esempio i rapporti interpersonali, la scuola, il lavoro, la
salute fisica e il funzionamento psicologico.

Questi disturbi si riscontrano soprattutto tra gli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 25 anni, con un picco intorno ai 14/17 anni,
anche se negli ultimi anni si sono notati sempre più casi ad insorgenza precoce (bambini) o tardiva (adulti). I disturbi alimentari
colpiscono soprattutto le persone di sesso femminile ma sembrano in aumento i casi nel sesso maschile.

Inoltre negli ultimi anni è stata evidenziata una maggiore incidenza dei disturbi alimentari tra gli atleti, in particolare quelli di élite,
rispetto ai non atleti.
ANORESSIA NERVOSA
Ciò che contraddistingue l'anoressia nervosa è il rifiuto del cibo da parte della persona e la
paura ossessiva di ingrassare.

Alcune caratteristiche psicologiche frequentemente descritte nei pazienti con anoressia


nervosa sono:

-depressione

-perfezionismo

-bassa autostima

-difficoltà interpersonali

-paura di crescere
BULIMIA NERVOSA
Si caratterizza per la presenza di crisi bulimiche (o “abbuffate”) a cui seguono
comportamenti di compensazione per cercare di evitare l’aumento di peso.

Le principali caratteristiche psicologiche associate alla bulimia nervosa sono:

▪ Perfezionismo

▪ Pensiero tutto o nulla

▪ Bassa autostima

▪ Impulsività
DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA
Si caratterizza per la presenza di crisi bulimiche senza compensazione per il controllo del peso.
Rispetto agli altri pazienti con disturbi dell’alimentazione, i soggetti con disturbo da
alimentazione incontrollata presentano:
● un peso maggiore
● una maggiore frequenza di sovrappeso o obesità
● una età di esordio più varia una maggiore prevalenza anche nelle persone di sesso
maschile
Rispetto ai soggetti obesi riportano una maggiore presenza di sintomi psichiatrici, in particolare
depressione, disturbi d’ansia e di personalità.
Tali soggetti provano senso di vergogna e di insoddisfazione per il proprio corpo, un profondo
senso di disagio nel perdere il controllo con il cibo, ma non sempre danno un’importanza
eccessiva al peso o alla figura corporea per valutare se stessi.
DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA

Livello minimo di gravità:

● Lieve: 1-3 crisi bulimiche per settimana


● Moderato: 4-7 crisi bulimiche per settimana
● Grave: 8-13 crisi bulimiche per settimana
● Estremo: 14 o più crisi bulimiche per settimana
DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE DISTURBI DELLA NUTRIZIONE (EATING DISORDERS)
(FEEDING DISORDERS)

DISTURBI DELLA NUTRIZIONE

comprendono:

-pica

-ruminazione

-disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo


DISTURBI ALIMENTARI SOTTOSOGLIA
Categoria utilizzata per descrivere quei pazienti che pur avendo un disturbo alimentare clinicamente significativo,
non soddisfano i criteri per una diagnosi piena.

Criteri diagnostici per i disturbi dell’alimentazione altrimenti specificati secondo il DSM-5:

-Anoressia nervosa atipica

-Bulimia nervosa di bassa frequenza e/o limitata durata

-Disturbo da alimentazione incontrollata di bassa frequenza e/o limitata durata

-Purging disorder (disturbo da condotte di eliminazione)

-Night eating syndrome

Criteri diagnostici per i disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati secondo il DSM-5
COME SI CURANO I DCA
Decidere di curarsi è già un importante traguardo. Se una persona con disturbo dell’alimentazione
non è ancora in grado di intraprendere un vero e proprio trattamento percorso motivazionale
●riconoscere il problema
●sentire che la situazione crea sofferenza
●credere nella possibilità di cambiare (senso di efficacia)
●mettere tutto se stesso
●avere coraggio e forza di chiedere un aiuto
Rivolgersi a centri specifici e specialistici permette di:
-effettuare una diagnosi differenziale
-effettuare tutte le valutazioni specialistiche necessarie
ricevere indicazioni corrette sul trattamento da seguire
2013: documento su “Appropriatezza clinica strutturale e operativa nella prevenzione, diagnosi e
terapia dei disturbi dell’alimentazione”
TRATTAMENTO

Meno intensivo più intensivo

Ci sono diverse tecniche di trattamento: riabilitazione nutrizionale terapia cognitivo-


comportamentale (individuale o di gruppo), terapia interpersonale, psicoterapie
psicoanalitiche, psicoeducazione alimentare, terapie farmacologiche, terapie familiari,
terapia di riabilitazione cognitiva, auto-aiuto

A volte è necessaria una ospedalizzazione grave o rapida perdita di peso,


complicanze mediche, frequenza molto elevata di crisi bulimiche, vomito ed uso
improprio di farmaci, multi-impulsività, comportamenti autoaggressivi, elevato rischio
suicidario, elevata comorbilità psichiatrica, elevata conflittualità o scarso sostegno
familiare, mancata risposta al trattamento ambulatoriale, lunga durata di malattia e
fallimento precedenti trattamenti