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La struttura dell’atomo

La scoperta degli elettroni e dei


protoni
 Già dal 1897 J.J Thomson aveva condotto
esperimenti con i tubi catodici
 Da tali esperimenti risultò che esistevano
particelle cariche negativamente che
vennero chiamate elettroni
 Attraverso esperimenti simili a quelli che
avevano condotto alla scoperta degli
elettroni vennero isolate particelle positive…
i protoni
Caratteristiche delle particelle
fondamentali
Particella Carica Carica Massa Massa
elettrica relativa al (Kg) relativa al
(Coulomb) protone protone
Elettrone -1,6 x10– 19 -1 9,11 x10– 31 1/1836

Protone +1,6 x10– 19 +1 1,673x10– 27 1

Neutrone 0 0 1,675x10– 27 ≅1
…le tappe storiche
 Glodstein 1866: scoperta del protone
Thomson 1897: determinazione massa di e-
 Millikan 1910: determinazione carica di e-
 Wien 1911: determinazione carica del protone
 Chadwick 1932: scoperta del neutrone
(esistenza teorizzata precedentemente da
Rutherford)
Si ma…l’atomo?

 Fino al 1910 il modello predominate dell’atomo


era quello proposto da J. J. Thomson:
 Si sarebbe trattato di una carica positiva nella quale
si trovavano dispersi gli elettroni negativi (come i
semi in un cocomero)
 Nel 1910 Rutherford et coll. eseguirono un
esperimento che portò al superamento del
modello di J. J. Thomson
R. fece attraversare
L’esperimento di Rutherford una sottile lamina
d’oro da un fascio di
particelle  (carica
positiva, 2+) emesse
da una fonte
radioattiva
Osservò che la
stragrande
maggioranza delle
particelle non
subivano deviazioni

 Poche particelle però deviavano (in parte in accordo col modello


di Thomson) ma alcune tornavano addirittura indietro
 R. interpretò i dati dell’esperimento assumendo che tutta la carica
positiva e la maggior parte della m dell’atomo sono concentrate in
una regione piccolissima e molto densa …il nucleo
Un nuovo modello
 I leggerissimi e- non potevano essere stati in grado di
deviare le “pesanti” particelle 
 I collaboratori di R. studiarono gli angoli di deviazione
delle particelle  e si accorsero che dovevano essere
deviate da forze di repulsione coulombiane
 Esse venivano deviate da cariche positive non diffuse
in una nube (la polpa rossa del cocomero) ma
“concentrate” in un nucleo
 Nasce così il concetto di atomo provvisto di nucleo
Il perché delle grandi deviazioni…

Rutherford
Thomson
 Solo cariche positive addensate in un nucleo possono causare
grandi deviazioni
Le conclusioni di Rutherford
 Nell’esperimento la >
parte delle particelle 
attraversano inalterate la
lamina perché non si
imbattono in nessun
nucleo
 Alcune però colpiscono i
nuclei e vengono deviate
 La maggior parte del
volume dell’atomo non è
che spazio vuoto mentre
gli e- si muovono attorno
al nucleo
I componenti dell’atomo
 Col passare del tempo i fisici ottennero molte
informazioni in più sulla struttura dell’atomo
 L’elenco delle particelle subnucleari si è allungato e
continua ad aumentare
 Ad influire sul comportamento chimico di un atomo
sono solo 3 tipi di particelle
 Protoni: carica +
 Elettroni: carica - (ruolo principale nelle reazioni chimiche)
 Neutroni: nessuna carica elettrica
 Il nucleo è costituito da protoni e neutroni, attorno ad
esso orbitano gli elettroni
 La fuga degli e- è impedita dall’attrazione
elettrostatica esercitata dal nucleo che ha carica +
Dimensioni degli atomi
 Gli atomi hanno dimensioni medie di 100-500
pm (1 pm= 10-12 m)
 Es.: atomo Cl = 200 pm (= 0,20 nm)
 Il diametro medio di un nucleo atomico è
dell’ordine dei 10-2 pm
 La massa degli atomi dipende poi dalla massa
complessiva dei neutroni e protoni assieme
 Neutroni e protoni hanno una m simile, gli e-
hanno invece m trascurabile essendo all’incirca
1/1838 volte la m del protone o del neutrone
Perché un elemento è diverso da un
altro?
 L’identità di un elemento è data dal numero
dei suoi protoni
 Un elemento è quindi una sostanza i cui atomi
possiedono tutti lo stesso numero di protoni
 Gli isotopi sono invece atomi con ugual
numero di protoni ma diverso n° di neutroni.
Conseguentemente anche la m sarà diversa
 Es.: il C ha 6 protoni e la > parte dei suoi atomi
ha anche 6 neutroni, ma alcuni ne hanno di più
Adesso è un po’ più
chiaro!!
Numero atomico e numero di
massa
 Numero atomico: n° di protoni
 Numero di massa: n° di protoni + n°
neutroni

Numero di massa 12
14
Numero atomico 6 C
Per ricavare il numero di neutroni basta fare
n° di massa – n° atomico
Gli ioni
 Nel corso delle reazioni chimiche i nuclei degli atomi
rimangono inalterati
 Tuttavia gli atomi possono perdere o acquisire e- con
una certa facilità
 Quando ad un atomo (carica neutra) viene aggiunto o
tolto un e- si ottiene uno ione:
 Ioni += atomi che hanno perso 1 o + e-
 Ioni - = atomi che hanno acquisito 1 o + e-
 La possibilità di ionizzarsi non riguarda solo gli atomi
ma anche le molecole e si parla di ioni poliatomici (es.
NO3-, SO4 2-)
 Gli ioni hanno proprietà chimiche diverse da quelle
degli atomi di derivazione
Dipende dalla disposizione interna degli e-.
Per capire bene dobbiamo acquisire dei concetti
relativi alla teoria quantistica

Ma perché gli atomi si


legano insieme formando
molecole? E perché si
formano gli ioni?
L’energia radiante

 Molto di ciò che si sa in fatto di struttura


elettronica deriva dalle ricerche condotte sulla
luce e sull’energia radiante in genere
 I vari tipi di energia radiante (calore derivante
da un camino, luce riflessa dalla neve, raggi X)
sembrano molto diversi tra loro
 In realtà hanno molte caratteristiche
fondamentali comuni
Le Correlazione tra  e 
caratteristiche = c (velocità luce)
 L’energia radiante è detta anche radiazione
elettromagnetica e si muove a velocità luce
(circa 3,00 x 108 m/s)
 Tutta l’energia radiante si muove con moto
ondulatorio, un po’ come avviene nei liquidi
 L’energia radiante è associata alla frequenza ed
alla lunghezza d’onda:
 frequenza, n° di cicli /s relativi al passaggio della
radiazione per un certo punto
  = distanza tra due creste dell’onda
Onde elettromagnetiche
Lo spettro elettromagnetico

Unità di misura della frequenza = hertz (He) = cicli/s


Lunghezze d’onda ed energia

 Le radiazioni con alta e breve  sono


più energetiche di quelle con bassa  e 
più elevata, poiché nella stessa unità di
tempo (1 s) passa più energia
 Le relazioni quantitative tra energia e
frequenza furono stabilite alla fine del
XIX sec. all’interno della teoria
quantistica di Max Planc 
Teoria Quantistica
 Studia le regole che governano gli scambi di
energia tra i corpi
 La minima variazione di energia, in + o in -,
che si verifica in un dato evento si definisce
quanto
 La materia può quindi acquisire o cedere energia
(e) sotto forma di onde elettromagnetiche
 Secondo la th di Planck si ha:
 e= h, 2h, 3h, etc. dove h= costante di Planck
 Il quanto di energia è dunque la minima variazione
di energia che si verifica ad una data frequenza
 Una sorgente di E. radiante può emettere una sola 
(come nei laser: radiazione monocromatica) o più 
come in una lampadina o nelle stelle
 Se si fa passare una radiazione (luce) a più  in un
prisma essa viene scomposta nelle sue componenti e
si ottiene uno spettro ovvero una successione di
colori (diversi colori= diverse 
 Se si ha una successione di colori continua, il violetto
sfuma nel blu, il blu nel verde e così via senza
interruzioni
 In questo caso si parla di spettro continuo e
l’esempio più classico è l’arcobaleno prodotto dalla
scomposizione della luce solare ad opera delle gocce
di pioggia
Spettro
ottenuto
facendo
passare la luce
solare in un
prisma
Non tutte le luci sono
però policromatiche.
Es.: una lampada ad
idrogeno emetterà solo
luce di determinate 
Si parla di spettri di
righe

Anche il neon si comporta così: bagliore rosso arancio delle insegne


dei negozi; lampade a vapore di sodio: luce gialla delle autostrade
Spettri di emissione e
spettri di assorbimento
 Gli spettri finora visti sono detti di emissione:
 Spettro della radiazione emessa da una particolare
sostanza
 Le sostanze però hanno anche spettri di
assorbimento:
 Se si fa attraversare una sostanza da una radiazione
elettromagnetica continua (es.: una lampada) è
possibile che vengano assorbite certe lunghezze
d’onda
 Ciò appare dalla presenza di caratteristiche righe
nere nello spettro (righe di Fraunhofer) della luce
che ha attraversato la sostanza
Spettri di assorbimento

Spettro della radiazione solare: da notare le linee scure di Fraunhofer

 Gli elementi presenti nella regione più esterna del sole


si trovano a t più bassa; quando l’energia radiante
proveniente dall’interno raggiunge gli strati più
superficiali essa viene in parte assorbita
 Gli elementi più esterni assorbono radiazioni di
particolari  e ciò determina nello spettro solare la
presenza di linee scure
 Ogni elemento possiede uno spettro di righe
caratteristico
Niels Bhor (1885-1962)
 Bhor si avvale dei concetti di fisica quantistica
introdotti da Planck; per elaborare il suo modello
atomico prende in considerazione l’idrogeno ed il suo
spettro elettromagnetico che è uno spettro di righe
 Sulla base della th di Planck, Bhor sostenne che la
luce emessa od assorbita dagli atomi di H
corrispondesse a variazioni di energia degli e-
 B. si accorse però che in acquisto od emissione si
osservavano solo alcune frequenze
 Giunse quindi alla conclusione che erano possibili
soltanto determinate variazioni di energia
Fondamenti del modello atomico
di Bohr
 Il modello dell’atomo di B. teneva conto di due
aspetti
 Risultanze degli esperimenti di R.: natura nucleare
dell’atomo
 Elaborazioni di Einstein: l’energia radiante è un
fascio di unità di energia discrete dette fotoni
 È fondamentale l’introduzione da parte di B. del
concetto di natura quantica dell’energia degli e-
all’interno degli atomi:
 Agli e- sono permessi soltanto alcuni livelli energetici
Modello dell’atomo di H di Bohr

 e- si muove attorno al nucleo di H (=1 protone) in


un’orbita circolare:
 Non ha accesso a tutti i vari valori di energia = sono

consentite solo orbite di un determinato raggio


 Un e- posto su una di queste orbite si trova in uno stato
energetico detto “permesso”
 Se l’atomo non è investito da energia radiante l’e-
rimane in uno degli stati energetici permessi
 Se l’atomo assorbe energia radiante e- passa da uno
stato energetico permesso a quello superiore
Il numero quantico principale

 Nel modello di B. ogni orbita permessa di e-


è contraddistinta da un n° intero (n
( )=
numero quantico principale
 Esso varia da 1 ad infinito
 Rappresenta gli stati energetici permessi
 > è n > è l’energia posseduta dell’e-
 > è n > è la distanza dell’e- dal nucleo
(raggio)
Stato fondamentale e
stato elettronico eccitato
 Stato fondamentale: è lo stato in cui l’energia è
minima:
 n=1
 È lo stato più stabile (poiché quello a minor energia)
 stato elettronico eccitato: quando a seguito di
acquisizione di energia e- si trova a n> 1

L’energia occorrente per allontanare


completamente un e- dal suo nucleo (n= ∞) si
dice energia di ionizzazione
…i “salti”
degli
elettroni
 Quando l’atomo di H assorbe energia il suo unico e- salta ad
un livello superiore
 Il salto energetico è però “quantizzato” cioè e- può passare da
un livello energetico ad un altro ma non ad uno intermedio es.:
da 1 a 2 non da 1 a 1,2 o 1,5 questo perché o c’è a
disposizione quello specifico quanto di energia o il salto non
avviene…o si va da un numero intero ad un altro o NIENTE
 Quando poi l’elettrone torna ad uno stato di maggiore quiete
perderà l’energia assunta durante il salto energetico
Spettro di
emissione
dell’idrogeno
Lo spettro è qui stato
semplificato e non
contiene tutte le righe

 Con il suo modello Bhor riuscì ad interpretare lo spettro di


emissione dell’idrogeno
 Fornendo energia l’elettrone salta a livelli quantici superiori
poi tende a ritornare a stati a minore energia
 Questo ritorno ad uno stato di quiete avviene tramite
liberazione di energia sotto forma di lunghezza d’onda dello
spettro elettromagnetico
 Ciò spiega la natura a righe dello spettro di emissione di H
Il superamento del modello di
Bohr
 Il modello di B. fu fondamentale perché definì gli e-
come inseriti in livelli di energia quantizzati
 Riusciva però ad interpretare solo atomi o ioni
monoelettronici (H, He+, Li2+)
 Il modello fu quindi sostituito da una nuova visione
dell’atomo basato sulla meccanica quantistica o
meccanica ondulatoria
 Il nuovo modello conserva i concetti fondamentali di
quantizzazione dei livelli degli stati di energia ma
incorpora anche altre applicazioni della teoria
quantistica di Plank

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