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La crisi dell’impero romano

La crisi del III secolo


LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO

LA CRISI DEL III SECOLO

Alla morte di Commodo (192), l’ultimo imperatore della dinastia


degli Antonini, le legioni acclamano diversi imperatori, tra i
quali si impone Settimio Severo.

Col III secolo si apre l’epoca tardoantica, di transizione verso il


Medioevo: un periodo di crisi a causa dell’enorme estensione
dell’impero romano e delle minacce esterne che premono ai suoi
confini.
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / LA CRISI DEL III SECOLO

Settimio Severo approva nuovi privilegi per i militari,


finanziandoli con nuove tasse.

L’introduzione di una gran quantità di moneta circolante,


inoltre, provoca una grave inflazione e una crisi economica da
cui l’impero romano non si riprenderà mai.
aumento delle tasse

inflazione

crisi economica
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / LA CRISI DEL III SECOLO

La pesante tassazione prosegue con Caracalla, noto per l’editto


con cui estende la cittadinanza romana a tutti gli abitanti
dell’impero (Constitutio Antoniniana, 212).
Constitutio Antoniniana de civitate 212

I suo successori sono Elagabalo e poi Alessandro Severo, alla


cui morte segue un periodo di anarchia militare, con l’alternanza
di 20 imperatori.
anarchia militare 235-284
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / LA CRISI DEL III SECOLO

Dinastia dei Severi


Con la dinastia dei Severi il
principato diventa un dominato
Settimio Severo 197-211
(dominus = “padrone”): gli
imperatori accentrano sempre più Caracalla 211-217
il potere nelle proprie mani e il
sostegno dell’esercito acquista Elagabalo 217-222

sempre maggiore importanza.


Alessandro Severo 222-235
Una risposta alla crisi: Diocleziano
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO

UNA RISPOSTA ALLA CRISI: DIOCLEZIANO

I cinquant’anni di anarchia militare si chiudono con Diocleziano,


imperatore dal 284, che deve affrontare sia la
crisi economica e demografica sia le
sempre più pressanti minacce esterne.

Diocleziano 284-305
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / UNA RISPOSTA ALLA CRISI: DIOCLEZIANO

Diocleziano rafforza il carattere assolutistico dell’impero, ma


grazie alle sue riforme in ambito militare, fiscale e
amministrativo Roma vive un periodo di relativa stabilità.

La più importante è la suddivisione dell’impero in quattro


parti, governate da quattro diversi sovrani (due Augusti e, in
posizione subordinata, due Cesari).
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / UNA RISPOSTA ALLA CRISI: DIOCLEZIANO

Le 4 prefetture della tetrarchia introdotta da Diocleziano sono:

la prefettura d’Oriente, con capitale Nicomedia;

la prefettura d’Italia, con capitale Milano;

la prefettura dell’Illirico, con capitale Sirmio;

la prefettura delle Gallie, con capitale Treviri.


LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / UNA RISPOSTA ALLA CRISI: DIOCLEZIANO
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / UNA RISPOSTA ALLA CRISI: DIOCLEZIANO

Il decentramento consente un migliore


controllo del territorio: seguono
importanti successi militari contro i Parti
e le tribù germaniche.
Il sistema della tetrarchia ha però fine
con l’abdicazione di Diocleziano e poi di
Massimiano: i loro Cesari sono designati
come nuovi Augusti.
Una risposta alla crisi: Costantino
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO

UNA RISPOSTA ALLA CRISI: COSTANTINO

Dopo il 305 si scatenano feroci lotte per il potere tra vecchi e


nuovi Augusti e altri successori acclamati secondo principi
dinastici.

Alla fine emerge Costantino, figlio di Costanzo


Cloro, che nel 324 diventa imperatore unico.
Costantino 306-337
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / UNA RISPOSTA ALLA CRISI: COSTANTINO

La battaglia definitiva si svolge nel 312 a Roma presso il ponte


Milvio: Costantino sconfigge Massenzio, figlio di Massimiano,
issando sulle sue insegne il simbolo di Cristo.
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / UNA RISPOSTA ALLA CRISI: COSTANTINO

Poco più di dieci anni dopo la


grande persecuzione di
Diocleziano contro i cristiani,
Costantino ha un atteggiamento di
grande apertura verso la nuova
religione.
Con l’editto di Milano, del 313, concede la libertà di culto
nell’impero. editto di Milano 313
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / UNA RISPOSTA ALLA CRISI: COSTANTINO

Oltre ad attribuire vari privilegi fiscali


e giuridici ai sacerdoti, Costantino
interviene direttamente negli affari
della Chiesa convocando il concilio di
Nicea, che condanna l’arianesimo.

concilio di Nicea 325


LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / UNA RISPOSTA ALLA CRISI: COSTANTINO

Alla ricerca di una capitale che sia più al


riparo dagli attacchi dei barbari rispetto a
Roma, e più centrale rispetto alle rotte
commerciali, Costantino sceglie l’antica
città di Bisanzio, in Oriente, che da questo
momento viene chiamata Costantinopoli,
o anche la “Nuova Roma”.
Dopo Costantino
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO

DOPO COSTANTINO

Alla morte di Costantino, nel 337, il trono viene conteso tra i suo
tre figli.
Costanzo II riesce a prevalere nel 353 e instaura uno stato di
polizia in tutto l’impero per evitare nuove ribellioni; affida il
governo della turbolenta provincia della Gallia al cugino
Giuliano nella speranza di eliminarlo, ma questi al contrario si
rivela un abile comandante.
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / DOPO COSTANTINO

Giuliano, detto l’Apostata per aver rinnegato l’educazione


cristiana ricevuta, viene acclamato imperatore dall'esercito nel
360.

Durante il suo regno promuove il ritorno al paganesimo,


annullando i privilegi attribuiti da Costantino ai cristiani e
allontanandoli dall’insegnamento.

Giuliano l’Apostata 360-363


LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / DOPO COSTANTINO

Alla morte di Giuliano il potere passa a Valentiniano I, che


divide il potere con il fratello Valente e il figlio Graziano.

Le minacce dei barbari si fanno sempre più forti, soprattutto la


pressione delle popolazione germanica sui confini: nel 378 i
Visigoti infliggono all’impero una dura sconfitta con la battaglia
di Adrianopoli, in cui muore anche l’imperatore Valente.

Valentiniani 364-378
Da Graziano a Teodosio
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO

DA GRAZIANO A TEODOSIO

Morto Valente, l’impero è guidato da nipoti Graziano e


Valentiniano II, ma per la loro giovane età sono affiancati dal
generale spagnolo Teodosio.
Di fatto l’ascesa al potere di Teodosio inizia già nell’anno 379.

Teodosio 379-395
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / DA GRAZIANO A TEODOSIO

Attraverso la diplomazia Teodosio risolve il problema dei


Visigoti, offrendo loro la possibilità di stanziarsi all’interno
dell’impero come popolazione federata, cioè legata a Roma da
un patto che prevede l’appoggio militare.
LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / DA GRAZIANO A TEODOSIO

Divenuto imperatore nel 388, Teodosio si insedia a Milano,


avvicinandosi molto al vescovo Ambrogio.
Già nel 380 Teodosio aveva emanato l'editto di Tessalonica che
dichiarava il cristianesimo religione di Stato; un ulteriore passo
avviene con l’editto di Costantinopoli (392), che dichiara fuori
legge tutte le altre religioni.

editto di Tessalonica 380 editto di Costantinopoli 392


LA CRISI DELL’IMPERO ROMANO / DA GRAZIANO A TEODOSIO

Nel 395 Teodosio muore e l’impero è diviso tra i suoi figli:

Arcadio ottiene l’Oriente,


con capitale Costantinopoli;

Onordio l’Occidente, con capitale Milano.

Teodosio è dunque l’ultimo imperatore a regnare su un impero


formalmente unificato.