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Automazione e cambiamenti nel mondo del

lavoro
Alfonso Riccardi
Capua, 16 ottobre 2018
 Robots are coming for your job, and most of you don’t even know it – marzo 2016
Robots are coming for your job, and most of you don’t even know it. 80% of workers believe their current job will likely
exist in 50 years. Robots may soon take your job and, most likely, you won’t see it coming.
While two in three Americans expect that, within 50 years, robots and computers will do much of the work that
humans currently do, when it comes to their own jobs, most workers think they’re in the clear, according to a survey of
more than 2,000 adults released Thursday by Washington, D.C.-based think tank Pew Research Center.
Fully 80% of workers say their current job will definitely or probably exist in its current form in 50 years; just 6% say it
will definitely not.

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 Il lavoro sta "scomparendo" causa della globalizzazione e della deflazione tecnologica

https://www.youtube.com/watch?v=rb0nxQyv7RU

Recentemente è stato presentato Handle di Boston Dynamics, un robot "con le sue quattro zampe e le due ruote
posizionate all’estremità degli arti inferiori, Handle corre a oltre 9 miglia all’ora (circa 15 km/h), scende le scale, si
muove agilmente su qualsiasi tipo di terreno adattandosi agli ostacoli che incontra". "Handle infatti è una forma ibrida
tra i precedenti robot presentati dall’azienda, e può utilizzare gli arti superiori per afferrare e sollevare oltre 50 kg."
Diventerà molto utile nella logistica e nelle grandi fabbriche sostituendo ulteriore manodopera.
https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=-7xvqQeoA8c

https://www.youtube.com/watch?v=rVlhMGQgDkY
 
https://www.youtube.com/watch?v=tf7IEVTDjng

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 In Giappone arrivano i commessi-robot!

Un'importante marca di bevande sta per introdurre in Giappone 1000 robot umanoidi nei propri negozi, come addetti
alla vendita delle nuove macchine da caffè. I robot sono programmati per spiegare al cliente le caratteristiche degli
oggetti in vendita e aiutarli nella scelta. La società è convinta che questa trovata attirerà molti clienti nei negozi, e
favorirà l'aumento delle vendite.
http://www.rainews.it/dl/rainews/media/In-Giappone-arrivano-i-commessi-robot-6a88879a-eee4-4a2f-88a2-
4abb7a659b80.html

Giappone: benvenuti nel futuro: arriva ChihiraAico, la commessa robot!


L'incredibile prodotto della Toshiba risponde al nome di ChihiraAico, la gentilissima e preparatissima commessa robot
di un magazzino di Tokyo!
https://www.youtube.com/watch?v=Ka5diu53aQE
Il progetto, sviluppato dalla Toshiba, prevede che il robot parli, oltre al giapponese, anche il coreano, il cinese, l’inglese
e la lingua dei segni giapponese. Inoltre, secondo i programmatori, ChihiraAico sarebbe anche in grado di cantare,
piangere e di indicare con i gesti. Siamo in Giappone, insomma: siamo proiettati verso un incredibile futuro!

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 9 cose che saranno obsolete tra 9 anni

Il mondo corre sempre più veloce e la tecnologia corre ancora più velocemente. Quella che oggi è una novità
incredibile, tra pochi anni sarà già nel dimenticatoio, superata da una tecnologia più moderna e funzionale. Ecco,
dunque, alcuni prodotti che oggi usiamo tutti i giorni, ma che tra meno di 10 anni saranno obsoleti.
1.TV LCD – Erano la televisione del futuro, all’inizio degli anni 2000 erano un must per chi voleva la tv più nuova e alla
moda. Ma già sono vecchi oggi e le nuove tecnologie OLED permettono schermi autoilluminanti e talmente sottili che,
in futuro, i televisori saranno dei poster da srotolare e appendere al muro.
2.LAMPADINE LED – Ancora una volta la colpa sarà della tecnologia OLED Oganic Light Emitting Diode, cioè il diodo
organico a emissione di luce, che renderà obsolete le oggi moderne lampadine LED. Le lampadine OLED sono fredde
come quelle LED, ma con una luce maggiormente distribuita nell’ambiente.
3.SUPPORTO DI ARCHIVIAZIONE FISICA – Ricordate i dischetti su cui salvavate tutto? Un ricordo ormai da anni,
sostituiti prima dai CD, dai DVD, poi dai dischi esterni e le chiavette USB. Oggi, però, i supporti di archiviazioni sono a un
passo dall’essere archiviati loro, con l’esplosione ormai inarrestabile del cloud.
4.CONSOLE DI GIOCO – Anche qui a fare la rivoluzione sarà il cloud. Il gaming cloud-based senza console sarà il must
del futuro, come il NVIDIA’s GeForce Now game-streaming service ovvero la disponibilità immediata di giochi e
aggiornamenti.
5.SPECCHIETTI RETROVISORI – Non è certo una tecnologia moderna, ma gli specchietti retrovisori erano sopravvissuti a
ogni rivoluzione tecnologica delle auto. Fino a ora. Perché l’introduzione, che dal 2018 sarà obbligatoria per legge, delle
telecamere posteriori e dei sensori
5 parcheggio renderà inutili quelle appendici delle auto.
 9 cose che saranno obsolete tra 9 anni

6.CARICABATTERIE – No, le batterie andranno ancora ricaricate, ma il futuro è wireless. Samsung ha già inserito
l’opzione di ricarica wireless per la batteria degli ultimi smartphone, mentre anche Apple ne seguirà presto l’esempio.
7.TELECOMANDI – Un altro classico pronto a diventare un oggetto di modernariato. L’evoluzione sempre più veloce e
perfezionata dei comandi vocali (vedi Siri) renderà a breve obsoleto il telecomando, potendo gestire ogni accessorio
parlando e a mani libere.
8.CARTE DI CREDITO – Mentre si sta andando verso il superamento – anche per legge – dei pagamenti in contanti,
presto non useremo neanche più le carte di credito. Merito delle nuove tecnologie e dei sistemi di pagamento come
Paypal o Apple Pay, che permetteranno di pagare usando solo lo smartphone.
9.PASSWORD – Sono la croce e la delizia delle moderne tecnologie. Pardon, sono solo la croce, con decine di password
da ricordare e, rigorosamente, dimenticate. Ma ormai anche le password stanno per venir dimenticate sul serio grazie
alle nuove tecnologie biometriche, già attive con l’impronta digitale sull’iPhone e il riconoscimento facciale già pensato
da Facebook.

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 I 10 lavori che non esisteranno più entro il 2022

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante in tutti i campi, e ben presto professioni, che oggi sopravvivono
ancora, saranno sostituite da macchine che renderanno i processi il più automatici possibile oppure i cosiddetti robot
intelligenti, ormai capaci di compiere svariate attività.
A stilare la classifica dei 10 lavori destinati a scomparire è il sito CareerCast.com, che ha fissato la data di scadenza per
tutte le professioni ritenute oramai "superate", ovvero per il 2022. Tra soltanto 6 anni dunque i seguenti lavori
potranno essere "estinti".
1.postino
2.lettore di contatori
3.agricoltore
4.giornalista
5.taglialegna
6.tipografo
7.assistente di volo
8.operaio in fabbrica
9.esaminatore di tasse
10.agente di viaggio
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 Lo spazzolino con dentifricio incorporato, ecco l’invenzione di una classe delle superiori – 10 gennaio 2017
I ragazzi e le ragazze della 4B dell’Istituto Tecnico Ettore Majorana di Torino hanno realizzato, a soli 17 anni d’età, uno
spazzolino da denti che potrebbe portare una ventata d’aria fresca al mercato dell’igiene dentale: si tratta, infatti, di
uno spazzolino innovativo con incorporato un dentifricio, ideale per chi viaggia, per chi lavora e per chi ha fretta.
L’idea (geniale) potrebbe essere brevettata e potrebbe lanciare nell’imprenditoria i 16 ragazzi che hanno partecipato al
progetto, con l’aiuto della scuola torinese, che ha già contattato alcuni gruppi industriali locali per promuovere uno
studio di fattibilità. La spesa per il brevetto è infatti non indifferente (tremila euro, che per un istituto scolastico sono
molti soldi), quindi allo stato attuale è necessaria una collaborazione con l’esterno.
Come funziona? Fondamentalmente è lo stesso principio dei comunissimi rossetti: ruotando la rotellina alla base dello
spazzolino la pasta dentifricia fuoriesce direttamente sulle setole. I ragazzi l’hanno chiamato per questo motivo ‘Turn
n’smile’, cioè "gira e sorridi". Quando il dentifricio finisce, è sufficiente sostituirlo con un’apposita ricarica. Il dentifricio
è anch’esso particolare: nel composto si trova anche una dose di collutorio. Si tratta dunque di un tre in uno, anziché di
un due in uno!
Ogni alunno ha partecipato a una fase ben definita del progetto: ci sono i responsabili tecnici, l’amministratore
delegato, il coordinatore delle risorse umane, il direttore della comunicazione. Questa divisione dei compiti è frutto di
un altro progetto innovativo, che mira ad avvicinare scuola e lavoro, portato avanti dall’Università di Torino e chiamato
2i3T. Il processo formativo ha accompagnato i ragazzi della 4B da gennaio a maggio del 2016, con fasi distinte: prima
sono stati messi nero su bianco i dettagli del prodotto, poi sono stati realizzati dei prototipi grazie a una stampante 3D e
infine è stato approntato un business plan (e un sito).
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 Nokia: Non ci resta che saltare - 10 febbraio 2011
Nokia è stata totalmente impreparata nell'affrontare i cambiamenti nel settore degli smartphone.
L’AD del primo produttore al mondo di telefonini, Stephen Elop, ha affermato che l’azienda "è stata carente nel tenere traccia dei
propri risultati e nel mantenere la sua leadership" non essendo riuscita a seguire una precisa direzione "nel corso di questi tempi
così distruttivi".
 Licenziamenti in vista in Nokia - 29 aprile 2011
La crisi sta continuando a mietere vittime.
Alla Nokia i tagli coinvolgeranno 4 mila lavoratori. Il piano prevede inoltre l'esternalizzazione di oltre 3 mila collaboratori. I
licenziamenti riguarderanno paesi dove la disoccupazione era fino a qualche tempo fa soltanto una voce del vocabolario: la stessa
Finlandia e la Danimarca. L'obbiettivo è quello di tagliare costi per circa 1 miliardo di dollari entro in 2013. Nokia, che fino al 2008
controllava circa il 40% del mercato mondiale della telefonia mobile, deve fare oggi i conti con un 29% con tendenza alla flessione
registrato nel corso del primo trimestre dell'anno corrente.
 Nokia: Lancia profit warning sul 2° trimestre. Titolo a Picco (-13%) - 31 maggio 2011
Nokia ha rivisto al ribasso le sue previsioni sui risultati del secondo trimestre. Il numero uno della telefonia mobile ha spiegato che
i ricavi saranno molto al di sotto delle aspettative e che per questo non e' più in grado di fornire una previsione per l'intero
esercizio. Immediata la reazione del titolo che sulla borsa di Helsinki e' sprofondato del 13% tornando ai minimi dal 1998. Il rinvio
delle previsioni per il 2011 dimostra la forte incertezza che caratterizza questa fase dell'azienda. 
 Nokia pronta a licenziare 3.500 dipendenti - 29 settembre 2011
 Nokia annuncia taglio altri 4.000 posti di lavoro - 8 febbraio 2012
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 Il titolo Nokia sprofonda sui livelli del '97 - 16 aprile 2012
Nokia crolla sotto i 3 euro. L'azione stamani è scivolata a un minimo a quota 2,95 euro, soglia che non toccava da aprile 1997, dopo
l'ennesimo profit warning lanciato la scorsa settimana.
 Migliori marchi al mondo - sparisce Nokia - 23 maggio 2012
Spicca l'uscita di Nokia dal gruppo dei primi 100, anche se non deve sorprendere più di tanto visto la piena crisi in cui versa l'azienda di
telefonini finlandese. Nokia, che l'anno scorso era 81esima, per effetto di un calo del 28% e' uscita dalla top 100. Il 2008 sembra molto
lontano: allora il brand dell'impresa scandinava valeva il nono posto al mondo.
 Nokia taglia 10.000 posti di lavoro e l’outlook sul secondo trimestre - 14 giugno 2012
Nokia ridurrà la sua forza lavoro di 10.000 unità entro la fine del 2013. L'annuncio di Nokia ha riguardato anche la riduzione dell'outlook per
il secondo trimestre del 2012, contenente aspettative di una riduzione dei margini rispetto ai primi tre mesi dell'anno.
 Microsoft rileverà da Nokia telefonia mobile per 5,44 mld euro - 3 settembre 2013
Microsoft ha annunciato oggi che rileverà il business della telefonia mobile di Nokia per 5,44 miliardi di euro. Balzo in borsa del titolo
finlandese, che intorno alle 9,30 sale di oltre il 40%.
Con la vendita della telefonia Nokia chiude una storia che l’ha vista dominare il settore dei telefoni cellulari; oggi resta un marchio di
primaria importanza in Europa, ma l’ascesa di Apple e Samsung Electronics l’ha resa irrilevante negli ultimi anni in Asia e Nord America.
Quest’operazione permetterà alla società finlandese di focalizzarsi su altri tre segmenti di business in cui è leader: Nsn (infrastrutture e
servizi di rete), Here (servizi di mapping) e Advanced tecnologies (sviluppo di tecnologie). “Dopo questa cessione il profilo degli utili di Nokia
migliorerà in maniera significativa”, spiega Timo Ihamuotila, direttore finanziario e presidente ad interim di Nokia, “ora abbiamo tre business
dove siamo ben posizionati, ognuno leader nel suo mercato. Continueremo a creare valore per i nostri azionisti”.
Nel primo semestre del 2013 le vendite nette di Nokia si sono attestate a 11,5 miliardi di euro e il margine operativo è stato del 4,2%. Su
base pro-forma, assumendo la cessione
10 già compiuta, le vendite nette dello stesso periodo sarebbero state di 6,3 miliardi e il margine del
12,1%.
 2014 - Samsung perde quota, crescono i vendor cinesi - 15 dicembre 2014
La classifica dei vendor di smartphone è dominata da Samsung e Apple, ma le restanti tre posizioni sono occupate da cinesi: Huawei,
Xiaomi e Lenovo, che hanno accresciuto la loro quota di mercato mentre lo share di Samsung è in netto calo (24,4% contro il 32,1% del
terzo trimestre 2013), con Apple che sale dal 12,1% al 12,7%. Con la capacità di tagliare i costi e offrire dei buoni prodotti i marchi
cinesi sono ben posizionati per espandersi anche sul mercato dei cellulari premium e soddisfare le richieste di utenti più avanzati che
non si possono però permettere i prodotti high-end di Apple o Samsung.
 Vendite di smartphone a giugno 2017: Samsung domina
su Apple, tallonata da Huawei – agosto 2017
Da segnalare che le vendite di smartphone, in crescita a
livello globale del 6,7%, risultano in calo nel maggiore
mercato mondiale, ovvero quello cinese. Nel secondo
trimestre 2016, in Cina si erano vendute 114 milioni di
unità, mentre quest’anno “soltanto” 101,5 milioni, un
rallentamento non proprio marginale. Non conosce crisi,
invece, il produttore cinese Oppo (nata con i lettori dvd),
diventato il quarto produttore mondiale di smartphone, che
insidia anche Huawei.

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 Samsung Sospende le vendite del Galaxy Note 7: la batteria prende fuoco ed esplode – 2 settembre 2016
Alcuni clienti in Corea del Sud avrebbero riportato il problema alla società, che ha accertato 35 casi e quindi ritardato l’uscita mondiale del suo
nuovo prodotto. L’uscita ufficiale, in tutto il mondo, era prevista per il 2 settembre. Invece, nello stesso giorno, arriva l’annuncio del richiamo
globale del Galaxy Note 7. Chi pensava di andare in negozio e portarsi a casa il nuovo maxi smartphone di Samsung dovrà aspettare. Per la sua
sicurezza. Il motivo? La batteria sarebbe difettata: se messa in carica può prendere fuoco ed esplodere.
«Samsung porgerà scuse sincere a tutti i clienti che hanno riscontrato il problema poco dopo l’uscita del nostro prodotto» ha detto Koh Dong-
jin, presidente della sezione mobile di Samsung. Poi ha aggiunto che i clienti che hanno già comprato il dispositivo - sono già state vendute 2,5
milioni di unità - potranno cambiarlo con un altro prodotto. La società ha aperto un’indagine per verificare l’esistenza del problema: secondo le
stime di Samsung, la batteria sarebbe infiammabile in 24 unità ogni milione. Si tratta del primo richiamo massiccio per un gruppo produttore di
smartphone. In una nota ufficiale si legge: «La sicurezza dei clienti è una priorità assoluta per Samsung. Siamo consapevoli che questo possa
causare degli inconvenienti sul mercato, ma quest’azione è necessaria affinché possiamo continuare a garantire la distribuzione di prodotti di
altissima qualità». Fanno sapere che non è possibile conteggiare il numero esatto di «phablet» che dovranno essere sostituiti e non sono
neanche stati precisati i costi dell’operazione. Ma, si sottolinea però, saranno notevoli. Per i tempi, previste due settimane.
Samsung è il maggiore produttore di smartphone a livello mondiale: i suoi prodotti coprono il 22 % del mercato mobile. Appena dietro c’è
Apple, con una percentuale del 12%. Il successo del Galaxy S7 ha trainato le vendite, e il testimone doveva passare al Note 7. Oltre al ritardo nel
lancio del nuovo prodotto, ci potrebbero essere altre ripercussioni.
"I costruttori di smartphone cercano di far entrare le batterie in involucri sottili, piccoli" ha spiegato Hideki Yasuda, analista dell’istituto di
ricerca Ace a Tokyo. "Dato che le batterie generano energia attraverso una reazione chimica, è molto difficile ridurre a zero il rischio di
incendio. A volte la comodità ha un prezzo". Milioni di batterie a ioni di litio vengono prodotte ogni anno e solo una piccolissima parte prende
fuoco. All'inizio di settembre Samsung aveva ricevuto 35 segnalazioni relative alle batterie del telefono e ha lanciato un richiamo di 2,5 milioni
di Note 7 in dieci mercati. La Federal Aviation Administration Usa ha invitato tutti i passeggeri ha inviato a spegnere, a non caricare e a non
stivare tutti Galaxy Note 7, originali o sostituiti. Ma lo scandalo metterà sotto pressione anche gli altri produttori di cellulari, che dovranno
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trovare il modo di migliorare la sicurezza di batterie sempre più piccole.
 Addio Motorola, sparisce il brand che inventò il cellulare – 8 gennaio 2016
Lenovo, il gigante cinese dell'elettronica di consumo che ha acquistato Motorola Mobility da Google nel 2014, sta
unificando i suoi due business nella telefonia sotto il suo nome, con l'intenzione di utilizzare il marchio Moto di
Motorola per i prodotti di fascia alta e quello casalingo Vibe per quelli più economici.
Google aveva acquistato il business della telefonia di Motorola nel 2012 e lo ha venduto due anni dopo. "E’ il nostro
tesoro, aveva detto il Ceo di Lenovo Yang Yuanqing dopo aver siglato l’affare. Abbiamo in programma non solo di
proteggere il marchio Motorola, ma di renderlo più forte".

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 Apple spodestata da Huawei, finisce il duopolio con Samsung – 2 agosto 2018
Rivoluzione sul mercato degli smartphone: la coppia scoppia. Dal 2010, Samsung e Apple erano in vetta alla classifica
dei produttori, poi è arrivato il terzo incomodo, Huawei, che ha addirittura scalzato Apple.
Il sorpasso: nel secondo trimestre 2018 (tra aprile e giugno), il sorpasso. Secondo l’analisi di IDC, la quota di mercato di
Huawei, calcolata sulle unità vendute e non su quanto incassato, è del 15,8%, quella di Apple è del 12,1%, mentre
Samsung regge in vetta con un buon margine (20,9%), anche se la concorrenza cinese si fa sentire.
Samsung in difficoltà: la diminuzione delle vendite si attesta al 10,4%. Samsung conserva il primato con 71,5 milioni di
unità vendute, ma soffre la rincorsa del gruppo cinese. L’ultima trimestrale di Samsung è salvata dalla componentistica
ma presenta la divisione mobile in grande difficoltà: le vendite di smartphone e tablet sono calate del 18% in un anno,
anche per effetto delle vendite inferiori alle attese del Galaxy S9.
La reazione di Apple: Apple ha perso una posizione e nel trimestre ha venduto 41,3 iPhone. Rispetto a un anno fa non
aumentano i volumi (solo +0,7%). Cupertino sta sacrificando parte delle unità vendute in favore di un prezzo più
elevato. La trimestrale al 31 luglio evidenzia, infatti, ricavi pari a 53,3 miliardi di dollari (+17% in un anno) e utile a 11,5
miliardi (+40%).
I nuovi giganti cinesi: Huawei ha fatto un balzo del 40,9%, con 54,2 milioni di unità vendute. In Cina è Huawei uno
smartphone su quattro. Passi da gigante anche per Xiaomi, che si è imposta come quarta forza globale, vendendo 31,9
milioni di smartphone (quota di mercato pari al 9,3%) e facendo registrare una crescita del 48,8% rispetto allo stesso
trimestre del 2017.
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