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ACUSTICA DEGLI

AMBIENTI
ACUSTICA
L'acustica (dal greco ἀκούειν, "udire") è quella branca
della fisica che studia il suono, le sue cause - le onde di pressione -,
la sua propagazione e la sua ricezione. In un'accezione più
generale, l'acustica comprende anche lo studio degli infrasuoni e
degli ultrasuoni, che non sono percepibili dall'uomo attraverso
l'udito, ma si comportano - da un punto di vista fisico - nello stesso
modo. Più in generale, si intende talvolta con acustica lo studio
delle vibrazioni meccaniche nei mezzi materiali.
STORIA DELL’ACUSTICA ANTICA
La storia dell'acustica comincia nel sec. VI a. C. con gli studi di Pitagora e
dei pitagorici. Essi giunsero a stabilire le relazioni esistenti fra la lunghezza delle corde
vibranti e l'altezza dei suoni; a loro inoltre si deve una delle prime scale musicali. Con i
pitagorici si delineano le due tendenze tipiche dei primi studi di acustica: quella
musicale e quella fisico-matematica. Dopo occorre arrivare, per un progresso
sostanziale, al Galilei e il francese Marin Mersenne; questi determinarono
sperimentalmente i rapporti matematici tra frequenza, lunghezza, tensione e massa
delle corde vibranti. Le ricerche successive possono riassumersi nelle fasi seguenti:
nascita e primo sviluppo della teoria ondulatoria, secondo la quale il suono si propaga
per vibrazione longitudinale del mezzo (Newton e più precisamente Huygens ) e non si
propaga nel vuoto; ricerche teoriche sulle corde e altri corpi vibranti, come le piastre
(D'Alembert, D. Bernoulli, T. Young, E. F. F. Chladni); studio dei fenomeni di
interferenza e risonanza e acquisizione del concetto di analisi del suono (J.-B.-J.
Fourier).
PRIMI UTILIZZI
La conoscenza almeno grossolana del fenomeno
della riflessione risulta dalla forma del teatro
greco e del successivo teatro romano, poco
diverso: l'orchestra centrale per il coro, la scena
per la rappresentazione e la gradinata per il
pubblico, circondante buona parte dell'orchestra.
Dall'orchestra al pubblico arrivavano sia il suono
diretto sia il suono riflesso una volta sola,
insieme considerato tuttora necessario e
sufficiente per un ascolto gradevole. Ai Romani,
peraltro, erano noti anche i fenomeni dell'eco,
dell'interferenza e della riverberazione.
STORIA DELL’ACUSTICA DEGLI
ULTIMI SECOLI
All'inizio del Novecento l'acustica risentì in modo determinante dell'introduzione
dei tubi elettronici, l'uso dei quali ha reso possibile la costruzione di altoparlanti,
microfoni, amplificatori, registratori per frequenze acustiche e ultracustiche. Le nuove
tecniche hanno consentito di estendere lo studio dai suoni puri e complessi a fenomeni
sonori di qualunque tipo. Tutto ciò ha modificato radicalmente gli strumenti di ricerca
dell'acustico, che da fisico si è trasformato in ingegnere elettronico. Il passo
successivo è consistito nella creazione di trasduttori di energia sonora in energia
elettrica, cioè trasformatori. Alla nozione di “propagazione di energia sonora” si è poi
sostituita quella di “trasmissione di un segnale” che si può manifestare in varie forme
(segnale sonoro, magnetico, elettrico, elettromagnetico) tutte esprimibili sotto forma
circuitale e aventi in comune alcuni caratteri (intensità, larghezza di banda ecc..).
STORIA DELL’ACUSTICA
MODERNA
L'ultimo passo nell'evoluzione dell'acustica è stato fatto quando ci si è resi conto che i
principi precedenti potevano essere applicati anche ai fenomeni che hanno luogo
nell'interno dell'orecchio, stimolato da un suono o rumore esterno; in altre parole il segnale
sonoro esterno si trasforma in segnale meccanico nell'orecchio. In prima approssimazione,
questa configurazione si traduce in scariche nervose lungo il nervo uditivo, che,
opportunamente codificate, portano l'informazione agli alti centri cerebrali. Si è anche
accertato che durante la trasmissione di segnali dalla periferia agli alti centri cerebrali è
valido il principio della dualità e simmetria delle analisi temporale e di frequenza di un
segnale di qualunque forma (nel nostro caso nervosa).Dall'insieme di tali corrispondenze è
sorta la possibilità di simulare le reti nervose con circuiti; sono nati così i modelli
meccanici, elettrici ed elettronici, non solo dell'orecchio, ma anche della rete nervosa. I
problemi dell'acustica hanno cominciato a interessare la cibernetica e quindi la bionica.
 L'acustica, intesa nel senso più esteso e moderno, può quindi ritenersi un'interdisciplina,
alla quale confluiscono contributi della fisica, dell'elettronica, della biologia, della
fisiologia, dell'informatica.
IL SUONO
Il suono per esistere ha bisogno di
una sorgente, cioè di un corpo
vibrante e di un mezzo elastico di
propagazione in cui le onde possano
viaggiare. Aria, acqua, legno, alcuni
metalli e perfino il vetro possono
vibrare e propagare le onde sonore.
Abbiamo quindi un primo dato di
fatto: l'energia sonora, quindi, è una
forza meccanica che, partendo dalla
sorgente, si irradia sotto forma di
onde attraverso il mezzo di
propagazione fino all'ascoltatore.
PROPAGAZIONE DEL SUONO
un'onda si propaga da un punto centrale in
tutte le direzioni. Nel caso degli strumenti
musicali, però, l'irradiazione maggiore è verso
una direzione preferenziale determinata dalla
forma dello strumento. Nella figura seguente
abbiamo una situazione simile vista dall'alto.
Le lettere A e B mostrano i punti di
compressione (la cresta dell'onda) e
rarefazione. L'onda si muove, espandendosi,
nella direzione indicata con W. Proprio a causa
dell'espansione (e dell'assorbimento dell'aria),
l'onda perde lentamente energia, per cui il
suono si propaga fino a una certa distanza, ma
poi non si sente più.
FISICA: FENOMENI ESSENZIALI
Studia le proprietà e le caratteristiche del suono e dei
fenomeni connessi alla sua propagazione nei vari mezzi.
Fra i suoi fenomeni più importanti vanno ricordati: 

1. Riflessione: fenomeno per cui corpi in


moto, onde elastiche ed
elettromagnetiche,
vengono rimandati indietro,
generalmente con
direzione diversa da quella
di provenienza, quando
incidono su una superficie che separa il
mezzo in cui si muovono o si
propagano da un altro.
 
2. Diffrazione: è un fenomeno associato
alla deviazione della traiettoria di
propagazione delle onde (come anche
la riflessione, la rifrazione, la diffusione o
l'interferenza) quando queste incontrano
un ostacolo sul loro cammino. È tipica di
ogni genere di onda, come il suono, le onde
sulla superficie dell'acqua o le onde elettro
magnetiche come la luce o le onde radio; la diffrazione si verifica anche nelle particolari
situazioni in cui la materia mostra proprietà ondulatorie, in accordo con la dualità onda-
particella.
3. Risonanza: è una condizione fisica che si
verifica quando un sistema oscillante
forzato viene sottoposto a sollecitazione periodica
di frequenza pari all'oscillazione propria del
sistema stesso.
4. Interferenza: è un fenomeno dovuto alla
sovrapposizione, in un punto dello spazio, di due o
più onde. Si dice che l'interferenza è 'costruttiva ‘
(ventre-ventre, cresta-cresta) quando l'intensità
risultante è maggiore rispetto a quella di ogni singola
intensità originaria, e ' distruttiva ' (ventre-cresta) in
caso contrario.

5. Assorbimento: consiste essenzialmente nella trasformazione in calore


dell'energia trasportata dalle onde stesse all'interno dei materiali; i materiali nei
quali l'assorbimento ha particolare rilevanza sono detti assorbenti acustici. Il
fenomeno è dovuto sia ad attrito interno nelle cavità del materiale, sia ad attrito
radente fra il materiale e lo strato di fluido a contatto attraverso il quale si
propaga il suono, sia ancora ad attrito interno nello scheletro fibroso del
materiale stesso.
6. Diffusione: del suono quando un'onda
sonora incide su superfici irregolari, dalle
quali viene riflessa o diffratta per incidere
disordinatamente su altre superfici irregolari,
e così di seguito, finché nello spazio
interessato non ha più senso parlare di
propagazione regolare di onde sonore, ma
soltanto di distribuzione più o meno uniforme
di energia sonora. La diffusione sonora si
provoca deliberatamente nelle camere
riverberanti, dove le successive riflessioni
disordinate sono dovute al non parallelismo
delle pareti e all'eventuale presenza di
elementi diffondenti all'interno della camera.
PERCHÉ SENTIAMO
L'ORECCHIO COME TRASDUTTORE
Un trasduttore è un sistema o un congegno capace di trasportare l'energia da un punto a un
altro eventualmente passando attraverso vari stadi di trasformazione. Anche l'orecchio è un
trasduttore: il sistema timpano - catena degli ossicini, trasporta la vibrazione dell'onda audio
dall'aria all'orecchio interno, trasformando l'onda acustica in una serie di onde nel liquido
contenuto nella coclea. Un particolare organo contenuto in quest'ultima, trasforma, poi,
l'energia meccanica (onde nel liquido) in impulsi elettrici che vengono inviati al cervello
tramite il nervo acustico.
ACUSTICA MUSICALE