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MOBILITÀ

ARTICOLARE
La flessibilità o mobilità
articolare è la capacità che
permette di compiere
movimenti di grande ampiezza,
sfruttando al massimo
l’escursione fisiologica
consentita dalle articolazioni.
 Articolarità: la capacità di poter utilizzare al
massimo l’escursione delle nostre articolazioni.
Influenza in modo efficace l’ampiezza dei
movimenti ed è condizionata dall’allungamento
muscolare. Per migliorare o mantenere la
mobilità a buoni livelli, si devono compiere
esercizi di slanci, flessioni, molleggi,
La mobilità è oscillazioni, circonduzioni.
determinata da:  Estensibilità (allungamento muscolare): la
capacità dei muscoli striati di cambiare forma e
ritornare allo stato originario. Per migliorare
l’elasticità muscolare si devono eseguire esercizi
d’allungamento (stretching) tenuto e mai
molleggiato.
Fattori condizionanti

Influenze interne:
Influenze esterne:
 Età
 Ora del giorno
 Sesso
 temperatura
 Volume delle masse muscolari
 Struttura articolazione
 Capacità di decontrazione.
La Classificazione

 Flessibilità attiva: la capacità di assumere e mantenere posizioni distese, usando


solo la tensione degli agonisti e degli agenti sinergici mentre sono allungati gli
antagonisti (sollevare la gamba e tenerla in alto senza supporto esterno,
utilizzando solo i muscoli della gamba). La flessibilità attiva è influenzata dalle
capacità di contrazione dei muscoli agonisti, e cioè dalla loro forza.

 Flessibilità passiva: dovuta all'azione dell'inerzia o della gravità o al semplice


peso del corpo, o ancora all'azione di un partner o di un attrezzo;
I metodi di allenamento

 Flessibilità attiva dinamica: si ottiene allungando i muscoli e mobilizzando le


articolazioni con ampi movimenti di slancio degli arti o del busto nei vari piani dello
spazio. È la contrazione del muscolo agonista che determina l’allungamento di quello
antagonista. Se si cerca di raggiungere la massima escursione articolare attraverso
oscillazioni rapide e successive, l’allungamento viene detto anche balistico. In questo caso
rischio d’intervento del riflesso miotatico da stiramento.

 Flessibilità statica attiva si esercita mantenendo una posizione articolare estrema per un
certo tempo attraverso la contrazione di un gruppo muscolare (agonista) che contrasta la
tensione dei gruppi muscolari antagonisti posti in allungamento
I metodi di allenamento

 Flessibilità statica passiva: Lo stretching (allungamento) statico è il metodo più comune di


stretching. Si tratta di mantenere una posizione di allungamento appena oltre il normale range
di movimento con l'aiuto di qualche forza esterna che può provenire da altre parti del corpo,
da un compagno di allenamento o da attrezzature. Mantenendo una posizione di
allungamento, è possibile aumentare, gradualmente, il range di movimento.

 Flessibilità dinamica passiva: , quando la muscolatura viene allungata da forze esterne


(gravità, compagno, attrezzo) che generano, con un’alternanza ritmica di aumento e riduzione
dell’ampiezza di movimento, una sorta di molleggio;
Lo stretching

Lo stretching consiste nel portare un gruppo muscolare nella massima posizione di


allungamento e mantenerlo così per un periodo di tempo prolungato.
Come si esegue:
1) Posizione di tensione facile: si ricerca la posizione di allungamento in 6-8 secondi
circa.
2) Posizione di tensione di sviluppo: per 20-30 secondi con il massimo rilassamento,
evitando irrigidimenti e senza superare la soglia del dolore.
3) Ritorno alla posizione di partenza: in 6-8 secondi circa.
Effetti degli esercizi di flessibilità

 Effetti permanenti:
 Facilita l’apprendimento, lo sviluppo e il perfezionamento delle abilità motorie.
 Permette alle leve corporee di agire con la maggiore efficienza.
 Migliora la consapevolezza del proprio corpo e agevola il rilassamento generale
 Effetti temporanei:
 Aiuta a prevenire o limitare gli infortuni.
 Eseguito al termine di un allenamento, facilita i processi di recupero.