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Tutto è fantasy

Roberto Markov
1°A Genovesi
Anno scolastico 2016/2017
Mappa del Corsaro

Libro: Film:
Il GGG Il GGG

Storia:
Canzone:
Il Cinema
La favola
e il
mia
Teatro
Perché la scelta del libro?
Scheda del libro:
1) Titolo: Il GGG;
2) Autore: Roald Dahl;
3) Riferimenti all’argomento svolto: avendo scelto come il titolo di questa rappresentazione in
Power Point la fantascienza, ovvero il genere fantasy, ho optato per un libro inerente a questo
argomento;
4) Commento personale: Un libro molto interessante perché oltre a essere pieno di fantascienza,
contiene anche dei momenti comici che strappano sempre almeno un sorriso. Quello che mi ha
colpito di più è l’originalità nel concludere il libro: il GGG scrive un libro mettendo il nome il
Roald Dalh e non il suo.
Trama del libro:
Durante una notte a Londra, un’orfanella di nome Sofia vide passare un’ombra gigante: si trattò di un
VERO gigante di 5 metri ma, all’improvviso egli si diresse verso di lei e la prese con sé. Cominciò a correre
e la portò in una grotta e lui spiegò di essere vegetariano, non come l’Inghiotticicciaviva o il Ciuccia-
budella, molto più grossi di lui, che si cibavano di popolli, ovvero di persone. Poi il gigante cominciò a
parlare di lui e della sua vita dura: si chiamava il GGG (Grande Gigante Gentile), si nutriva di cetrionzoli,
ovvero l’unico di cui si cibava ma, la cosa più importante tra tutte, ovvero della sua magica tromba, che
serviva non solo a “iniettare” sogni nella mente della gente, ma anche di “prelevarne”. Parlando della vita
del gigante, Sofia capì il motivo delle scomparse improvvise di persone: erano tutti mangiati dai giganti!
Così cominciarono a provvedere: andarono dalla Regina d’Inghilterra per farle rimediare questi orribili
accaduti. Capirono immediatamente che lei non li avrebbe creduti, così il GGG creò una formula di sogni
da mandare alla Regina. Dopo una lunga corsa, arrivarono a Londra e durante la notte il GGG, fece sognare
cose terribili a Sua Maestà. Quando si svegliò credette a loro e chiamò il Capo dell’Aviazione e il Capo
dell’Esercito. Per catturare i giganti, il GGG spiegò il suo piano: legarli nel sonno pomeridiano. Egli portò
tutto l’esercito inglese in uno strano posto, in un posto così sperduto che non era segnata nella mappa. Una
volta arrivati, ogni sei uomini si occuparono di un gigante e in dieci minuti furono catturati tutti i giganti. In
seguito vennero fatti cadere in una grande fossa di cento metri di profondità grazie all’aiuto di potenti
elicotteri. Dopo qualche giorno sia il GGG che Sofia vennero ringraziati e premiati da tutti i Ministri del
mondo. Il GGG volendo sapere scrivere e parlare meglio, chiese a Sofia da farle da maestra e mesi dopo lui
scrisse un racconto che venne pubblicato volentieri dalla Regina. Essendo modesto lui non scrisse il suo
nome, ma quello di un altro: la storia di quel libro è proprio quella che avete letto ora!
Perché la scelta della canzone?
1) Analisi del testo: La canzone presenta diverse rime con pensieri infantili parlando di fantasia,
di favole, di eroi, di maschere, ma soprattutto di vita e amore.
2) Comprensione del testo: La canzone rappresenta l'illusione quotidiana espressa dal teatrante
attraverso versi, maschere e costumi che concede la possibilità di soddisfare quella voglia di
vivere un sogno di un pubblico che non osa scoprire le proprie vanità ed i propri bisogni più
ludici ed infantili. L'artista, in questo caso, si sostituisce allo spettatore trasformando in realtà
le proprie fantasie attraverso l'incantato sogno di una serata che si ripete, puntualmente ogni
sera, non appena sia apre il sipario. Una magia che permette ad un pubblico di tornare
bambino ed all'artista di indossare delle maschere ben più vere di quelle che si è costretti a
portare nella odierna collettività sociale.
3) Commento: Apprezzo molto il testo della canzone perché ha saputo contenere tutta la vita di
Renato Zero piena di ostacoli, piena di avventure che lo hanno portato a diventare tra i “miti”
del canto fino ad oggi. La cosa che accomuna il libro e la canzone sono la fantasia, la vita e
l’amore.
Testo de “La favola mia” – Renato Zero
Ogni giorno racconto la favola mia
la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...
E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione
di un bimbo che gioca agli eroi!
Queste luci impazzite si accendono e tu
cambi faccia ogni sera, ma sei sempre tu...
Sei quell'uomo che viene a cercare l'oblio, la poesia
che ti vendo, di cui sono il dio!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
L'uomo di una strada che è la stessa che tu fai.
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via...
Batte il cuore ed ogni giorno è un'esperienza in più...
La mia vita e nella stessa direzione, tu...
E mi vesto da re perché tu sia, tu sia il re di una notte di magia!
Con un gesto trasformo la nuda realtà, poche stelle di carta
il tuo cielo ecco qua! Ed inventa te stesso la musica mia...
E dimentichi il mondo con la sua follia!
Tutto quello che c'è fuori rimane dov'è,
tu sorridi, tu piangi, tu canti con me...
Forse torni bambino e una lacrima va
sopra a questo costume che a pelle mi sta!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
sta!
Con le gioie, le amarezze ed i problemi suoi...
Dietro
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via...
Batte il cuore ed ogni giorno è un'esperienza in più...
La mia vita e nella stessa direzione, tu...
E mi vesto da re perché tu sia, tu sia il re
di una notte di magia!!! Dietro questa maschera
lo sai ci sono io... (Sono io soltanto io!)
Quel che cerco, quel che voglio, lo sa solo Dio...
Ed ogni volta nascerò. Ed ogni volta morirò.
Per questa favola che è mia! Vieni ti porto nella favola mia!
Perché la scelta del film?
1) Titolo: Il GGG;
2) Regista: Steven Spielberg;
3) Personaggi: il Grande Gigante Gentile, Sofia e la Regina d’Inghilterra.
4) Riferimenti all’argomento svolto: avendo scelto come il titolo di questa
rappresentazione in Power Point la fantascienza, ovvero il genere fantasy,
ho optato per un film inerente a questo argomento;
5) Commento: un film molto affascinante perché la morale è: l’astuzia batte
la forza in ogni campo. Adoro anche i montaggi e il modo con il quale
hanno raffigurato il gigante.
Trama del film:
Durante una notte a Londra, un’orfanella di nome Sofia vede passare un’ombra gigante: si tratta di un
VERO gigante di 5 metri ma, all’improvviso egli si dirige verso di lei e la prende con sé. Cominciò a correre
e la portò in una grotta e lui spiegò di essere vegetariano, non come l’Inghiotticicciaviva o il Ciuccia-
budella, molto più grossi di lui, che si cibavano di popolli, ovvero di persone. Poi il gigante cominciò a
parlare di lui e della sua vita dura: si chiamava il GGG (Grande Gigante Gentile), si nutriva di cetrionzoli,
ma la cosa più importante tra tutte, ovvero della sua magica tromba, che serviva non solo a “iniettare” sogni
nella mente della gente, ma anche di “prelevarne”. Parlando della vita del gigante, Sofia capì il motivo delle
scomparse improvvise di persone: erano tutti mangiati dai giganti! Così cominciarono a provvedere:
andarono dalla Regina d’Inghilterra per farle rimediare questi orribili accaduti. Capirono immediatamente
che lei non li avrebbe creduti, così il GGG creò una formula di sogni da mandare alla Regina. Dopo una
lunga corsa, arrivarono a Londra e, durante la notte il GGG fece sognare cose terribili a Sua Maestà. Quando
si svegliò credette a loro e chiamò il Capo dell’Aviazione e il Capo dell’Esercito. Per catturare i giganti, il
GGG spiegò il suo piano: legarli nel sonno pomeridiano. Egli portò tutto l’esercito inglese in uno strano
posto, in un posto così sperduto che non era segnata nella mappa. Una volta arrivati, ogni sei uomini si
occuparono di un gigante e in dieci minuti furono catturati tutti i giganti. In seguito vennero fatti cadere in
una grande fossa di cento metri di profondità grazie all’aiuto di potenti elicotteri. Dopo qualche giorno sia il
GGG che Sofia vennero ringraziati e premiati da tutti i Ministri del mondo. Il GGG volendo sapere scrivere
e parlare meglio, chiese a Sofia da farle da maestra e mesi dopo lui scrisse un racconto che venne pubblicato
volentieri dalla Regina. Essendo modesto lui non scrisse il suo nome, ma quello di un altro.

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