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GLI ALCOLI

• Il gruppo funzionale degli alcoli è il gruppo OH (gruppo


ossidrilico), legato ad un carbonio ibridato sp 3.
• L’atomo di ossigeno del gruppo OH è ibridato sp 3, e presenta
quindi una geometria tetraedrica: due orbitali ibridi sono
impegnati nei legami, mentre gli altri due contengono i due
doppietti elettronici non condivisi.
• Possiamo immaginare un alcol come un idrocarburo in cui uno o
più atomi di idrogeno sono stati sostituiti con altrettanti gruppi
OH.
NOMENCLATURA DEGLI ALCOLI
NOME IUPAC
• La nomenclatura IUPAC per gli alcoli prevede il suffisso
“olo”: la presenza di questo suffisso nel nome ci indica
chiaramente che la sostanza in questione è un alcol.
• Il nome IUPAC deriva dal corrispondente alcano:
 Si individua la catena base più lunga che contiene il
gruppo OH, e si numera a partire dall’estremità che
assegna il numero più basso al C che lega il gruppo OH;
• si cambia la desinenza dell’alcano di riferimento in “olo” e si una il numero per
indicare la posizione del gruppo OH;
• per esempio nel caso soprastante, è la catena del propano, che diventa
propanolo; il gruppo OH si trova legato al C numero 1, pertanto il composto è l’1-
propanolo.
• per quel che riguarda le catene lineari, abbiamo:
 l’etanolo,
 l’1-propanolo (se OH è all’estremità) e il 2-propanolo (se OH è legato al C numero
2,
 l’1-butanolo (se OH è legato all’estremità) e il 2-butanolo (se OH è legato al C
numero 2)
 … eccetera
• quando la catena principale, oltre al gruppo OH, contiene
sostituenti come gruppi alchilici, gruppi arilici (anelli benzenici) o
alogeni, la numerazione degli atomi di C deve sempre dare la
precedenza al gruppo OH;
• seguono gli altri sostituenti, che nel nome sono disposti in ordine
alfabetico;
• nella prima immagine sotto abbiamo il:
2-metil 2-propanolo
• nella seconda immagine sotto abbiamo il:
2-metil 3-bromo 1-butanolo.
• Se uno dei sostituenti nella catena è un anello benzenico,
questo è detto “fenile”: anche in questo caso però la
numerazione deve sempre assegnare al gruppo OH il
carbonio col numero più piccolo possibile;
• nell’immagine sottostante abbiamo per esempio il 2-fenil
1-etanolo, o semplicemente il 2-fenil etanolo (il numero
del gruppo OH si desume dal numero del fenile)
• Nel caso in cui la catena più lunga appartiene ad un alchene o ad
un alchino, la priorità nella numerazione va sempre al gruppo OH;
• per esempio, per nominare il composto sottostante si procede
così: si numera la catena più lunga a partire dal C che lega il
gruppo OH;
• Si assegna il nome alla catena indicando il carbonio con numero
più basso che porta il doppio legame: 3-butene;
• Si aggiunge il suffisso “2-olo”, dove 2 indica il C che lega il gruppo
OH:
3-buten 2-olo
• Se l’alcol è invece ciclico (NB: non aromatico!), senza sostituenti sul ciclo,
possiamo avere due possibilità:
 è un cicloalcano: basta aggiungere il suffisso “olo” al nome del cicloalcano,
come nella prima immagine sottostante:
cicloesanolo
 è un cicloalchene o un cicloalchino: il gruppo OH deve necessariamente
avere sempre la priorità, pertanto la numerazione degli atomi di C deve
iniziare dal gruppo OH sempre in modo però che gli atomi di C che portano
il doppio legame abbiano i numeri più bassi;
 si scrive quindi il nome del ciclo con il n° del primo carbonio del doppio
legame: 2-cicloesene; si aggiunge il suffisso “1-olo”:
2-cicloesen 1-olo
• Se si tratta di un alcol ciclico con un sostituente
(o più di uno:
 si numerano gli atomi di C a partire dal gruppo
OH sempre in modo che il C che lega il
sostituente (o i C che legano i sostituenti) abbia il
numero più basso;
 si dà il nome al sostituente (o ai sostituenti se
sono più di uno, e in questo caso vanno in ordine
alfabetico), e quindi si scrive il nome (per es.
nella figura in alto):
2-metil ciclopentanolo
• se invece si tratta di un ciclo insaturo, la
numerazione deve dare la precendenza prima al
gruppo OH e poi al doppio o al triplo legame;
pertanto il composto nella figura in basso è
4-cloro 5-metil 2-ciclopenten 1-olo
NOME TRADIZIONALE
• Sono davvero pochi gli alcoli che
possiedono anche un nome tradizionale.
• Tra questi i più comuni sono:
 CH3OH = alcol metilico
 CH3CH2OH = alcol etilico
 CH3CH2CH2OH = alcol propilico
 CH3CHOHCH3 = alcol isopropilico
 CH2=CHCH2OH = alcol allilico
• Quando le molecole legano più gruppi OH sono dette polialcoli; se
legano due OH sono dette dioli, se tre trioli, se quattro “tetroli”, eccetera.
• Per denominare i dioli e i trioli (che sono i più comuni), si utilizza la stessa
nomenclatura vista per gli alcoli, con la differenza che il suffisso ora non
è “olo” ma “diolo” o “triolo”.
• Per esempio, i tre casi sottostanti sono rispettivamente denominati:
1,2-etandiolo (glicole etilenico nella nom. tradizionale)
1,3-propandiolo
1,2,3-propantriolo (o glicerina o glicerolo nella nom. trad.)
• Possiamo suddividere
gli alcoli in:
 primari
 secondari
 terziari
• a seconda che il C che
lega il gruppo OH sia
legato rispettivamente
ad un altro atomo di C,
a due altri atomi di C, a
tre altri atomi di C.
PREPARAZIONE DEGLI ALCOLI
• Un modo per preparare alcol secondari e terziari è
l’addizione elettrofila agli alcheni di acqua, in catalisi acida.
• Il metanolo è un alcol particolare, perché il carbonio che lega
il gruppo OH non è legato a nessuno altro atomo di carbonio.
• Per ottenere il metanolo quindi si utilizza la seguente
reazione:
CO + 2H2 → CH3OH
• Questa reazione avviene a pressione elevata (350°C) e con
l’utilizzo di catalizzatori metallici.
• Per ottenere l’alcol etilico o etanolo si sfrutta la
fermentazione alcolica dei lieviti, che partendo dal glucosio
dà origine a etanolo e anidride carbonica.
• Un altro modo per ottenere alcoli è l’utilizzo del
reattivo di Grignard con reagenti quali aldeidi e
chetoni: questa reazione dà la possibilità di
ottenere alcoli primari, secondari e terziari.
• Il reattivo di Grignard è un composto che contiene
un gruppo alchilico (R), un atomo di magnesio, e un
alogeno (X), che solitamente è lo iodio.
• Il reattivo di Grignard è una molecola molto
polarizzata, a causa della presenza del
magnesio, metallo alcalino terroso, che
allontana da sé gli elettroni.
• Il legame tra il gruppo alchilico R e il magnesio è
quasi ionico, tanto che il reattivo di Grignard si
divide facilmente in due ioni, R-, che è un forte
nucleofilo, e MgI+.
PREPARAZIONE ALCOL PRIMARIO
• Per preparare alcol primari si
utilizza la formaldeide, che è messa
a reagire col reattivo di Grignard.
• A seconda dell’alcol che si vuole
ottenere, si sceglie il gruppo
achilico R corrispondente.
• Il nucleofilo CH3- attacca il
carbonio, che per risonanza ha
carica positiva, mentre il gruppo
MgI+ attacca l’ossigeno, che per
risonanza ha carica negativa.
• Si forma pertanto il composto
illustrato a lato nella immagine
in alto.
• A questo punto per ottenere
l’alcol primario è necessario
sostituire il gruppo MgI+ con uno
ione H+: per questo si può
aggiungere acido cloridrico HCl
che subito si divide in H+ e Cl-;
• Lo ione H+ sostituisce il gruppo
MgI+ , il quale invece lega il cloro
formando il composto Cl-Mg-I.
• Se il gruppo alchilico è il metile,
si ottiene l’etanolo; se è l’etile, l’
1-propanolo; eccetera.
PREPARAZIONE DI ALCOL
SECONDARIO
• Per preparare alcol secondari si
utilizzano aldeidi come per
esempio l’acetaldeide, oppure
aldeidi a catena più lunga a
seconda dell’alcol che si vuole
preparare.
• Il nucleofilo CH3- attacca il
carbonio, che per risonanza ha
carica positiva, mentre il gruppo
MgI+ attacca l’ossigeno, che per
risonanza ha carica negativa.
• Si forma pertanto il composto
illustrato a lato nella immagine
in alto.
• A questo punto per ottenere
l’alcol secondario è necessario
sostituire il gruppo MgI+ con
uno ione H+: per questo si può
aggiungere acido cloridrico HCl
che subito si divide in H+ e Cl-;
• Lo ione H+ sostituisce il gruppo
MgI+ , il quale invece lega il
cloro formando il composto Cl-
Mg-I.
• Si forma così l’alcol secondario
2-propanolo.
PREPARAZIONE DI ALCOL
TERZIARIO
• Per preparare alcol terziari si
utilizzano chetoni come per
esempio l’acetone, oppure
chetoni a catena più lunga a
seconda dell’alcol che si vuole
preparare.
• Il nucleofilo CH3- attacca il
carbonio, che per risonanza ha
carica positiva, mentre il gruppo
MgI+ attacca l’ossigeno, che per
risonanza ha carica negativa.
• Si forma pertanto il composto
illustrato a lato nella immagine
in alto.
• A questo punto per ottenere
l’alcol terziario è necessario
sostituire il gruppo MgI+ con
uno ione H+: per questo si può
aggiungere acido cloridrico HCl
che subito si divide in H+ e Cl-;
• Lo ione H+ sostituisce il gruppo
MgI+ , il quale invece lega il
cloro formando il composto Cl-
Mg-I.
• Si forma così l’alcol terziario 2-
metil 2-propanolo.
• Un altro modo per preparare gli alcoli è la riduzione con NaBH4
(sodio boro idruro) o con LiAlH4 (litio alluminio idruro), che sono
donatori di ioni idruro (H-).
• Infatti questi composti si dissociano così:
NaBH4 → Na+ + H-
LiAlH4 → Li+ + H-
• La riduzione di un’aldeide porta alla formazione di un alcol
primario, mentre la riduzione di un chetone porta alla formazione
di un alcol secondario.
CARATTERISTICHE DEGLI ALCOLI
• Gli alcoli sono sostanze che presentano
caratteristiche intermedie tra quelle degli
idrocarburi e quelle dell’acqua, grazie alla
loro struttura: una parte idrocarburica
apolare e il gruppo OH polare.
• Gli alcoli a corta catena (metanolo, etanolo,
propanolo, butanolo) sono liquidi e molto
solubili in acqua, con la quale stabiliscono
legami idrogeno grazie al loro gruppo OH.
• Negli alcoli a lunga catena (con più di
quattro atomi di carbonio) invece prevale la
componente idrocarburica, pertanto sono
insolubili in acqua, ma sono solubili in
solventi apolari.
• Gli alcoli sono composti più densi dell’acqua, volatili e molto infiammabili.
• Il gruppo OH è polare e ha proprietà leggermente acide, e questo a causa
dell’elettronegatività dell’ossigeno: lo ione H+ infatti può staccarsi, ma si
tratta di un’acidità inferiore a quella dell’acqua. La base che rimane,
l’alcolato, è invece una base molto forte.
• Gli alcoli, a differenza delle basi forti idrossidi non possono lasciare lo ione
OH-, perché l’ossigeno è legato al carbonio con un legame covalente.
• Sono composti molto reattivi, e la loro reattività è dovuta alla:
 polarizzazione del legame Oδ- - Hδ+
 polarizzazione del legame C δ+ – O δ-H
REAZIONI DEGLI ALCOLI
• Possiamo classificare le reazioni degli alcoli in
questo modo:
 Reazioni che interessano il legame OH:
 formazione di alcolati
Reazioni con rottura del legame C – OH:
 formazione di alogenuri
 disidratazione con formazione di alcheni
 condensazione con formazione di eteri
 Reazioni di ossidazione
Reazioni che interessano il legame OH:
formazione di alcolati
• L’atomo di idrogeno del gruppo OH è sostituito
con un atomo metallico, solitamente di metalli
alcalini perché sono molto reattivi.
• La reazione è la seguente (R = alchile):
2ROH + 2Na → 2R-O-Na + H2
• Per esempio possiamo considerare la
reazione, in cui si forma l’etossido di sodio:
2CH3CH2OH + 2Na → 2CH3CH2-O-Na + H2
Reazioni con rottura del legame C – OH:
formazione di alogenuri
• Si tratta di reazioni in cui il gruppo ossidrile è sostituito dall’alogeno, e
che schemticamente si possono scrivere cosi: R-OH + HX → RX + H2O.
 Esempio: CH3CH2OH + HCl → CH3CH2Cl + H2O
disidratazione con formazione di alcheni
 Si tratta di reazioni che prevedono la formazione di acqua e di un
alchene a partire da un alcol, con acido solforico come catalizzatore.
 Per esempio, l’alcol etilico, con acido solforico come catalizzatore,
disidratandosi dà origine all’etene o etilene.
condensazione con formazione di eteri
• Si tratta di una reazione di condensazione tra due alcoli,
con liberazione di una molecola di acqua e formazione di
un etere.
• Per esempio nella reazione sottostante due molecole di
alcol etilico vanno incontro alla reazione di condensazione
liberando acqua e dando origine al dietiletere.
Reazioni di ossidazione
• Come ossidante in queste reazioni si utilizza l’acido cromico (H 2CrO4), che
libera ossigeno.
• La reazione di ossidazione è diversa a seconda che si ossidi un alcol primario,
secondario o terziario.
OSSIDAZIONE ALCOL PRIMARIO
• Con un’ossidazione blanda di un alcol primario si forma un’aldeide, mentre
con l’ossidazione forte si forma un acido carbossilico.
OSSIDAZIONE ALCOL SECONDARIO
• Con l’ossidazione di un alcol secondario si forma un chetone.
OSSIDAZIONE ALCOL TERZIARIO
• Gli alcol terziari non si ossidano, perché il carbonio a cui è legato il gruppo OH non
porta atomi di idrogeno e quindi non può produrre molecole di acqua. La forte
ossidazione porta alla distruzione dell’alcol con produzione di acqua e anidride
carbonica.
ALCOLI PIU’ COMUNI
• METANOLO: liquido incolore, di
odore caratteristico, velenoso, è
usato per la sintesi della formaldeide
e per il dimetiltereftalato, impiegati
per la produzione di plastiche.
• ETANOLO: liquido incolore, volatile,
infiammabile, molto solubile in
acqua; usato come solvente,
combustibile, carburante,
disinfettante; presente nelle
bevande ottenute per fermentazione
alcolica (vino, birra, ecc.)
• GLICOLE ETILENICO: è il 1,2
etandiolo, molto solubile in acqua,
abbassa il punto di congelamento
dell’acqua nei circuiti di
raffreddamento del motore nei
veicoli (antigelo); è usato anche
nell’industria per la produzione di
fibre sintetiche.
• GLICEROLO: o glicerina, è l’1,2,3
propantriolo, liquido molto
viscoso, è usato per la
preparazione di cosmetici (creme)
e saponi; usato anche per la
preparazione della nitroglicerina.
• NITROGLICERINA: o trinitroglicerina, si ottiene facendo
reagire una molecola di glicerolo con tre molecole di
acido nitrico, usando acido solforico come catalizzatore.
• Questo composto è molto instabile e altamente esplosivo: è sufficiente
anche un piccolo apporto di energia per innescare la reazione di
decomposizione e quindi l’esplosione.
• Per innescare la reazione di decomposizione è infatti sufficiente un semplice
urto, o una piccola scintilla. La reazione di decomposizione è la seguente:
4C3H5(NO3)3 → 12 CO2 + H2O + N2 + O2
• È prodotta nella reazione una grande quantità di gas che si espandono molto
velocemente creando una forte esplosione.
• Il chimico svedese A. Nobel inventò la dinamite, nella quale la nitroglicerina
è mescolata alla farina fossile (diatomite) per renderla più stabile.
• È utilizzata nella preparazione di esplosivi per scavi (miniere, cave) e
demolizioni.

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