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Lambdin 5

Le regole di šewā
1. Nel corso di flessione o di mutamenti vocalici
non si possono avere due šewā mobili
(sonori) di seguito, in tal caso
il primo si trasforma nella voc. breve i ,
il secondo diventa šewā quiescente (muto):
Cü + Cü → CiC

Á yaiybin>l. → yaiybin>li
2. Con le consonanti gutturali accompagnati
dallo šewā composto: (1)

• Cü + Gá → CaGá
Á ymiAlx]B. → ymiAlx]B;
• Cü + Gé → CeGé
Á tm,a/B. → tm,a/B,
• Cü + Gó → CoGó
Á hY"nIa\B. → hY"nIa\B"
(Bo´ónîyäh)
2. Con le consonanti gutturali accompagnati
dallo šewā composto : (2)

• Gá + Cü → GaCü (muto)

Á ymek.x] → ymek.x;
• Gé + Cü → GeCü (muto)

• Gó + Cü → GoCü (muto)
Le preposizioni ‫ְּב ְל ְּכ‬
1. Normalmente queste preposizioni sono
vocalizzate con šewā
• %l,m,K. tyib;B.
2. Quando il sost. è preceduto dall’articolo, le
preposizioni prendono la vocale dell’articolo

%l,M,h; + K. → %l,M,K; tyiB;h; +


B. → tyIB;B;
3. Quando il sostantivo comincia con la sillaba yə, le
forme *Büyə, *ləyə e *Kəyə diventano Bî, lî, Kî (cioè,
la yod diventa la mater lectionis)

• ~Il;ñv'Wry> + B. → ~Il;ñv'WryBi in
Gerusalemme

4. Quando il sostantivo comincia con qualsiasi altra


consonante seguita da ə, le preposizioni assumono la
vocale i (cfr. le regole di šewā)
laeWmv. + K. → laeWmv.Ki come
Samuele
Le preposizioni B. l. K. con le
gutturali
1.Quando il sostantivo è indeterminato e con
la vocale piena → le preposizioni sono
vocalizzate con lo šewā

~d'a' + l. → ~d'a'l.
vyai + l. → vyail.
2. Quando il sostantivo porta l’articolo → la
preposizione assume la vocale dell’articolo

vyaih' + l. → vyail'
~yrI['h, + B. → ~yrI['B,
lk'yheh; + B. → lk'yheB;
~ydIb'[]h' + l. → ~ydIb'[]l'
3. Quando il sostantivo è indeterminato e
comincia con una gutturale seguita da una
vocale ridotta (á é ó) → le preposizioni
assumono la vocale piena breve
corrispondente (cfr. le regole di šewā)
~Alx] + B. → ~Alx]B; in un sogno
tm,a/ + B. → tm,a/B, in verità
hY"nIa\ + B. → hY"nIa\B" in una
nave
La preposizione ‫מִן‬
1.Davanti a tutte le consonanti – tranne le
gutturali e reš – la nun viene assimilata alla 1ª
consonante che viene raddoppiata: ¤¤£mi
~Ay + !mi → ~AYmi da un
giorno
%l,m, + !mi → %l,M,mi da un
re
2. Davanti alle gutturali e reš – la nun viene
assimilata e la i viene allungata in ë (per
compensare il mancato raddoppiamento)
¤¤Gme
ry[i + !mi → ry[ime da una città
varo + !mi → varome da una
testa
3. Davanti all’articolo determinativo questa preposizione
può avere sia la forma ‫ ֵמ‬unita direttamente alla parola
che la segue: ¤¤£h;me
o ‫ מִן‬congiunta alla parola che la segue col maqqëp
¤¤£h;-!mi
%l,M,h;me dal re
%l,M,h;-!mi dal re
Il comparativo
Per esprimere il grado comparativo, l’aggettivo non
viene alterato nella sua forma.
Invece, si adopera la preposizione ‫ מִן‬posta
davanti al termine di paragone.
lWaV'mi lAdG" dwId" Davide è più
grande di Saul
r[;N:h;me ~k'x' vyaih' L’uomo è più saggio
del giovane
La stessa costruzione può essere tradotta
“troppo…per…”:

vyaih'me hd"Ab[]h' hv'q"


Il lavoro è troppo duro per l’uomo.
Il pronome relativo ‫אֲ ׁשֶ ר‬
Mentre in italiano possiamo dire “il libro sul
tavolo”, dove “sul tavolo” modifica “libro”, in
ebraico una modifica di questo tipo è di solito
introdotta dal pronome relativo rv,a] , che qui
equivale ai pronomi relativi italiani il quale, la
quale e che;
diremo (alla lettera): “il libro che (è) sul tavolo”.
ry[iB' rv,a] vyaih' l’uomo nella città,
o l’uomo che è nella città
• La parola rv,a] è indeclinabile
(non è condizionata dal genere o dal numero
dell’antecedente)
•#r<a'B' rv,a] ~['h' il popolo nel
paese, o
il popolo che è nel paese
lk'yheB; rv,a] hV'aih' la donna nel
tempio
• rv,a] non è normalmente impiegato davanti ad
aggettivi o participi. Quindi

- l’uomo (che è) saggio → ~k'x'h, vyaih' o


~k'x'h,
- l’uomo (che è) seduto → bveYh; vyaih'
• Il participio può essere usato anche senza
l’articolo, come equivalente dell’italiano uno che,
qualcuno che, chiunque, egli che:
tm,a/B, %leho colui che (o chiunque)
cammina nella verità