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IL DIRITTO ALLA VITA

il diritto umano n°3


Il diritto alla vita e più in generale alla salute dell’individuo, è
tutelato da una serie di norme , alcune delle quali puniscono anche
penalmente chiunque cagioni la morte di un uomo o gli provochi delle
lesioni personali.
L’ABORTO
Fino agli anni ’70 la legge italiana proibiva l’aborto e
prevedeva, per le donne che lo praticavano, pene da 1 ai 4
anni di detenzione. Nel ’78 venne approvata la legge che
dettava le norme per la tutela sociale della maternità e
sull’interruzione volontaria della gravidanza, dopo
accurate analisi, entro i primi 3 mesi di gestazione. E’ una
legge attualmente molto discussa, che divide sia il
personale ospedaliero e sia l’opinione pubblica in
favorevoli e contrari. Il termine "diritto alla vita" è usato
nel dibattito sull'aborto da coloro che desiderano ridurre
l'uso degli aborti e nel contesto della gravidanza.
“L’aborto non può essere un diritto, perché il diritto alla
vita del bambino supera ogni possibile diritto che la
donna ha o pretenda di avere” così è come la pensano
alcuni . Il Diritto alla vita- Papa Francesco “L’ aborto è
come affittare un sicario: far uccidere una persona non è
mai un diritto.”
LA SCHIAVITÚ NEL MONDO
Nel mondo ci sono quaranta milioni
di persone ridotte in schiavitù. Da un
punto di vista statistico, la schiavitù
moderna è più diffusa in Africa, e a
seguire in Asia e nella regione del
Pacifico. Secondo il Global slavery
index, in questi dieci paesi:
Cina, Repubblica Democratica del
Congo, India, Indonesia, Iran,
Nigeria, Corea del Nord, Pakistan,
Filippine e Russia vive
complessivamente il 60% circa di
tutte le persone ridotte in schiavitù e
più della metà della popolazione
mondiale.
L’INDIA,LA CINA E LA
RUSSIA
L’India ha il più grande numero assoluto di residenti che
vivono in condizioni di schiavitù moderna. I 14,3 milioni di
schiavi presenti qui sono quattro volte di più rispetto a
quello della Cina.
In Cina la popolazione ridotta in schiavitù è pari a 3,2
milioni. Questa cifra elevata può essere commisurata in
parte dal fatto che la Cina è il paese più popoloso del
mondo, con oltre 1,3 miliardi di abitanti.
La Russia è uno dei cinque paesi nel mondo con più di un
milione di persone che vivono come schiavi moderni,
secondo la Walk Free Foundation. Tra questi lavoratori nati
nei paesi dell’ex Unione Sovietica, anche le donne e i
bambini che sono vittime della tratta del sesso. Tuttavia gli
Stati Uniti sono il terzo paese più popoloso del mondo,
poco più di 60.000 persone vivono in condizioni di
schiavitù moderna.
ANCHE IN ITALIA
Schiavitù, l’Italia al terzo posto in Europa per
numero di schiavi . Peggio di noi solo Polonia e
Turchia. A dirlo il rapporto della Walk Free
Foundation che analizza la schiavitù moderna e
il traffico di esseri umani in 167 paesi. Le
insufficienze del governo italiano. Al primo
posto c'è la Corea del Nord. Si stima che almeno
10.000 bambini riconosciuti come rifugiati siano
ora dispersi, di questi 5.000 in Italia
DIFESA DEL DIRITTO
ALLA VITA:
Il diritto alla vita in generale riguarda tutti gli aspetti
della vita come la schiavitù che è presente tutt’oggi nel
Mondo. La schiavitù presente in Africa è tra le peggiori
al mondo, infatti moltissimi africani di qualsiasi età dai
più giovani ai più vecchi, continuano ad essere tenuti in
situazioni di schiavitù o di lavoro da cui non possono
sfuggire.
1. I casi di schiavitù sono saliti notevolmente nel
Sudan dove vari gruppi europei tra cui Anti-
Slavery Society , Amnesty International , padre
Renato Kizito Sessana e l’arcivescovo cattolico
di Khartoum hanno presentato le
documentazioni e testimonianze personali in
questo senso.
2. In Niger la schiavitù è stata dichiarata illegale
nel 2003 ciononostante 8% della popolazione
soprattutto gruppi etnici nomadi e semi-nomadi
come i Taureg, i Fulani e i Toubou vivono
tutt’ora in condizione di schivitù.
DIFESA DEL DIRITTO
ALLA VITA:
Bisogna arrivare al Medioevo per trovare le prime
manifestazioni concrete con effetto pratico
dell'idea di diritti dell'uomo ,alla fine dell'anno
1222, il giorno dell'incoronazione di Sundjata
Keïta il quale sovrano dell'Impero dei Mali, fu
solennemente proclamata e tramandata oralmente
la Carta Manden, una dichiarazione di diritti
umani essenziali quali il diritto alla vita Si trovano
in questa carta i temi che saranno trattati vari
secoli dopo in Occidente nelle dichiarazioni dei
diritti umani: il rispetto della vita umana e della
libertà dell'individuo, la giustizia e l'equità, la
solidarietà. Prendendo posizione contro la
schiavitù, divenuta corrente in Africa occidentale,
la carta identifica la violenza delle cause come
precedente la violenza della guerra.
L'abolizione della schiavitù fu probabilmente il
grande merito di Sundjata Keïta. La Carta Manden
può probabilmente essere considerata come una
delle prime dichiarazioni dei diritti dell'uomo.
Il rischio maggiore oggi è la perdita della memoria
storica. Per tenere vivo il ricordo, l'Onu ha indetto
il 25 marzo la Giornata mondiale per l’abolizione della
schiavitù. Lo scopo della ricorrenza è quello di ricordare
coloro che sono stati privati della libertà e che si sono
battuti per l’abolizione della schiavitù.