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FORMPOCKET

La Formazione in mano
Ideata e creata da Loris Del Grande
Formazione di prevenzione incendi

▪ Legge 27 dicermbre 1941, n° 1570 – Nuove norme per l’organizzazione dei servizi antincendi.

▪ Legge 07 agosto 2015, n° 124, c.d. legge Madia – Delega prevista dalla legge di riforma della pubblica amministrazione.

▪ D.Lgs. 139/2006 – Funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario.

▪ D.Lgs. 217/2005 – Modifiche all’ordinamento del personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

▪ D.Lgs. 19 agosto 2016, n° 177 – Assorbimento del personale del Corpo forestale dello Stato e delle relative funzioni.

▪ D.Lgs. 29 maggio 2017, n° 97 – Revisione della normativa che disciplina il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

▪ D.Lgs. 06 ottobre 2018, n° 127 – Modifiche all’ordinamento del Corpo con disposizioni correttive e integrative del D.Lgs. 97/2017.

▪ D.P.R. 6 Febbraio 2004, n° 76 – Regolamento recante norme sul reclutamento, avanzamento ed impiego del personale volontario

del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 2


L’attività di polizia viene svolta dallo Stato per assicurare
un ordinato vivere sociale e può essere diretta a
prevenire la commissione di reati (polizia amministrativa),
o a reprimere reati già commessi (polizia giudiziaria).
− Polizia amministrativa: attività volta a realizzare le
misure amministrative, di vigilanza per
l’accertamento dell’osservanza di leggi e atti
amministrativi, per la prevenzione dei pericoli che Stato normativo
possono derivare dalle condotte dei cittadini, per il
mantenimento dell’ordine pubblico e la tutela della
proprietà.
− Polizia giudiziaria: attività svolta dopo che si è
verificato un reato, per reprimerlo, prendendone
notizia, impedendo che venga portato a ulteriori
conseguenze, ricercando autori, compiendo atti per
assicurare le fonti di prova, ecc.
L’attività di PG è collegata all’accertamento e alla
repressione di un reato già commesso, e si colloca quindi
all’interno del procedimento penale, costituendone il
primo momento in contatto con il PM.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 3

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STORIA Art. 8.
Legge 27 dicembre1941, n° 1570 Ai fini della presente legge e nell’esercizio delle loro
NUOVE NORME PER L’ORGANIZZAZIONE DEI funzioni, gli appartenenti ai Corpi dei vigili del
SERVIZI ANTINCENDI fuoco, sia permanenti che volontari, sono agenti di
Entrata in vigore del provvedimento: 03/02/1942 pubblica sicurezza e godono, nei viaggi per servizio,
Art. 1. degli stessi benefici concessi agli agenti della forza
È istituito e posto alla diretta dipendenza del Ministero pubblica circa l’uso dei pubblici trasporti statali,
dell’interno il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il quale provinciali e comunali. Gli ufficiali ed i sottufficiali
è chiamato a tutelare la incolumità delle persone e la sono ufficiali di polizia giudiziaria, i vigili scelti ed i
salvezza delle cose, mediante la prevenzione e vigili sono agenti di polizia giudiziaria.
l'estinzione degli incendi e l’apporto di soccorsi tecnici in
genere, anche ai fini della protezione antiaerea.
Art. 7.
Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha un personale
permanente ed un personale volontario, costituiti da
ufficiali, sottufficiali, vigili scelti e vigili. Il personale
permanente dedica la propria attività in modo esclusivo e
continuativo al servizio. Il personale volontario è
chiamato a prestare servizio ogni qualvolta se ne
manifesti il bisogno.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 4

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La revisione dell’organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
(fonte Camera dei Deputati – 01/01/2019)

La revisione dell’ordinamento del Corpo dei vigili del fuoco è stata disposta in attuazione di una delega
prevista dalla legge di riforma della pubblica amministrazione (la L. 124/2005, c.d. legge Madia).
L’articolo 8 della legge 7 agosto 2015, n. 124, ha delegato il Governo ad adottare uno o più decreti
legislativi in materia di riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato.
In particolare, il comma 1, lett. a), del citato articolo, ha conferito una specifica delega per
l’ottimizzazione dell’efficacia delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, mediante
modifiche al D.Lgs. 139/2006, in relazione alle funzioni e ai compiti del personale permanente e
volontario del medesimo Corpo e conseguente revisione del D.Lgs. 217/2005 (ordinamento del personale),
anche con soppressione e modifica dei ruoli e delle qualifiche esistenti ed eventuale istituzione di
nuovi appositi ruoli e qualifiche, con conseguente rideterminazione delle relative dotazioni organiche.
Inoltre, la medesima disposizione di delega ha previsto, un complessivo riordino delle Forze di polizia e, in
tale ambito, la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato, anche attraverso il suo eventuale
assorbimento in altra Forza di polizia.
In tal caso, la delega ha fatto salve le competenze del medesimo Corpo forestale in materia di lotta attiva
contro gli incendi boschivi e di spegnimento con mezzi aerei degli stessi da attribuire, in caso di
assorbimento, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco con le connesse risorse.

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La revisione dell'organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
(fonte Camera dei Deputati – 01/01/2019)

In ordine di tempo, in attuazione della delega è stato emanato prima il decreto legislativo 19 agosto
2016, n. 177 che ha disposto l’assorbimento del personale del Corpo forestale dello Stato e delle
relative funzioni nell’Arma Carabinieri, con un contingente limitato da assegnare alla Polizia di Stato,
alla Guardia di finanza, e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
A quest’ultimo sono state trasferite inoltre le competenze del Corpo forestale in materia di lotta attiva
contro gli incendi boschivi e di spegnimento con mezzi arerei.
Successivamente, è intervenuto il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 97 che ha operato una ampia
revisione della normativa che disciplina il Corpo nazionale dei vigili del fuoco:

• viene previsto il riassetto delle strutture organizzative del Corpo,

• disciplinate le funzioni e i compiti in materia di soccorso pubblico, prevenzione incendi, difesa


civile e incendi boschivi,

• viene modificato l’ordinamento del personale per gli aspetti non demandati alla contrattazione
collettiva nazionale.

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La revisione dell'organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
(fonte Camera dei Deputati – 01/01/2019)

Da ultimo il D.Lgs. 127/2018 introduce ulteriori modifiche all’ordinamento del Corpo con disposizioni
correttive e integrative del D.Lgs. 97/2017.
In sintesi, il provvedimento dispone in materia di:
• funzioni del Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
• convenzioni e permuta di materiali o prestazioni del Corpo;
• rimodulazione del percorso di carriera di ciascuno dei tre ruoli del personale non direttivo e non dirigente il
quale espleti funzioni operative. Sono disposte:
o la soppressione per ciascun ruolo di una qualifica (o due, nel caso del ruolo degli ispettori);
o l’attribuzione di scatti convenzionali (o la diversa determinazione del lasso temporale di servizio nella
qualifica, necessario per conseguirli);
o talora la rideterminazione della durata di servizio effettivo richiesto per accedere alla promozione (e
talora l’accesso ad una qualifica superiore è mutata in a ruolo aperto);
o per l’accesso al ruolo di vigile del fuoco, il titolo di studio richiesto diviene il diploma secondario di
secondo grado;
o istituzione di appositi ruoli del personale non direttivo e non dirigente il quale espleti funzioni
specialistiche (specialità aeronaviganti, nautiche, dei sommozzatori), con un percorso di carriera
modulato sulla falsariga di quanto previsto per il personale con funzioni operative;

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La revisione dell'organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
(fonte Camera dei Deputati – 01/01/2019)

Da ultimo il D.Lgs. 127/2018 introduce ulteriori modifiche all’ordinamento del Corpo con disposizioni
correttive e integrative del D.Lgs. 97/2017.
In sintesi, il provvedimento dispone in materia di:
• istituzione di appositi ruoli del personale non direttivo e non dirigente che espleti funzioni tecnico-
professionali (operatori ed assistenti; ispettori logistico-gestionali; ispettori informatici; ispettori
tecnicoscientifici; ispettori sanitari);
• istituzione di appositi ruoli del personale non dirigente e non direttivo che espleta funzioni di
rappresentanza (banda musicale ed atleti);
• incremento della riserva di posti per il personale del Corpo con i dovuti requisiti, nell’accesso al ruolo dei
ruoli direttivi;
• istituzione, per il personale con funzioni tecnico-professionali e per gli atleti, di un ruolo dei direttivi
(articolato in tre qualifiche) e di un ruolo dei dirigenti (costituito di una qualifica; due qualifiche per i ginnico-
sportivi);
• istituzione del ruolo dei direttivi aggiunti, per il personale con funzioni operative;
• valutazione del personale di alcuni ruoli.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 8

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La revisione dell'organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
(fonte Camera dei Deputati – 01/01/2019)

Il D.Lgs. 97/2017 Organizzazione del Corpo


Per quanto riguarda l’ordinamento generale del Corpo dei VVFF, il D.Lgs. 97/2017 ha rimarcato la
collocazione del Corpo nell’ambito del Ministero dell’interno facendo riferimento alle funzioni di
soccorso pubblico, anti-incendio, difesa civile, affidate a tale dicastero dal decreto legislativo 300/1999,
recante la riforma dell’organizzazione del Governo.
Viene modificata l’articolazione delle strutture periferiche del Corpo con l'introduzione della
previsione che le direzioni regionali possano essere altresì interregionali, istituzionalizzando così una
situazione di fatto di alcune realtà territoriali esistenti (come la direzione interregionale del Veneto e del
Trentino-Alto Adige).
Inoltre, sono aboliti i comandi provinciali, sostituiti da comandi sub-regionali, in linea con l’evoluzione
della riforma degli enti locali in atto.
Relativamente al personale, permane la distinzione del personale del Corpo nazionale in permanente e
volontario, e viene riformulata come distinzione tra personale di ruolo e volontario, sancendo, inoltre,
la sovraordinazione del primo sul secondo negli interventi di soccorso.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 9

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La revisione dell'organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
(fonte Camera dei Deputati – 01/01/2019)

Il D.Lgs. 97/2017 Organizzazione del Corpo


Riguardo al personale volontario, viene ribadito il suo carattere “esterno” dal punto di vista
lavorativo, stabilendo che esso rimanga escluso dalla disciplina dei contratti di lavoro subordinato a
tempo determinato, dettata dal decreto legislativo n. 81 del 2015.
Nel contempo sono state introdotte misure per agevolare il passaggio di ruolo del personale
volontario.
Viene, inoltre, abolita la previsione degli appositi elenchi provinciali di personale volontario sostituiti
da elenchi distinti in due tipologie, per le necessità da un lato dei distaccamenti volontari, dall'altro delle
strutture centrali e periferiche.
Per quanto riguarda le funzioni del CNVF, la riforma incide in primo luogo sulla prevenzione incendi, ed
in particolare sull'attività di certificazione antincendi di imprese e attività, adeguandola alla complessa
evoluzione normativa della materia (si fa riferimento infatti non più al certificato di prevenzione incendi bensì
alle procedure di prevenzione incendi che comprendono sia il certificato, sia gli altri atti e provvedimenti di
prevenzione). Inoltre, vengono introdotte le modifiche conseguenti al trasferimento in capo al CNVF delle
competenze del Corpo forestale in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e di spegnimento con
mezzi aerei (ad opera del D.Lgs. 177/2016).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 10

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DECRETO LEGISLATIVO 6 ottobre 2018, n. 127 (Testo in vigore dal: 21-11-2018)
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 97, riguardante «Disposizioni
recanti modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, concernente le funzioni e i compiti del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, nonché al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, concernente
l’ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e altre norme per l’ottimizzazione delle
funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7
agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche», al decreto legislativo 8
marzo 2006, n. 139, recante «Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229» e al decreto
legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, recante «Ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco a norma dell'articolo 2 della legge 30 settembre 2004, n. 252».

Art. 2 Modifiche al Titolo I del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217


1. Il Titolo I del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, è sostituito dal seguente:
Art. 1 (Istituzione dei ruoli).
2. Fatto salvo quanto specificato nel presente capo, il personale appartenente ai ruoli di cui al comma 1,
nell’espletamento dei compiti istituzionali, svolge anche le attività accessorie necessarie al pieno
assolvimento dei compiti di istituto.

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DECRETO LEGISLATIVO 6 ottobre 2018, n. 127 (Testo in vigore dal: 21-11-2018)
Art. 2 (Funzioni di polizia giudiziaria).
1. Il personale appartenente ai ruoli di cui all’articolo 1, nell’assolvimento dei compiti istituzionali, svolge
funzioni di polizia giudiziaria, limitatamente all’esercizio di quelle previste per il ruolo di appartenenza.
2. Il personale appartenente al ruolo dei vigili del fuoco riveste la qualifica di agente di polizia giudiziaria,
limitatamente all’esercizio delle funzioni previste per il ruolo di appartenenza.
3. Il personale appartenente ai ruoli dei capi squadra e dei capi reparto e degli ispettori antincendi
riveste la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, limitatamente all’esercizio delle funzioni previste per il
ruolo di appartenenza.

Art. 4 (Funzioni del personale appartenente al ruolo dei vigili del fuoco).
1. Ferme restando l’unitarietà delle funzioni e la piena fungibilità operativa, il personale appartenente al ruolo
dei vigili del fuoco svolge, nell’ambito delle attività di soccorso, prevenzione e vigilanza, omissis.

Art. 11 (Funzioni del personale appartenente al ruolo dei capi squadra e dei capi reparto).
1. Ferme restando l’unitarietà delle funzioni e la piena fungibilità operativa del personale appartenente al ruolo
dei capi squadra e dei capi reparto, il personale con le qualifiche di capo squadra e di capo squadra
esperto provvede agli interventi preliminari ed esecutivi, omissis; svolge le attività di soccorso e di
prevenzione incendi omissis; su disposizione delle professionalità superiori e nell’ambito delle norme
istitutive del servizio, effettua e coordina le operazioni omissis, sia pure per aspetti indiretti o collegati
all’attività di prevenzione, accertando la rispondenza delle attività soggette ai controlli alle prescrizioni
tecniche antincendi e di sicurezza; omissis.

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I vigili del fuoco volontari, nel momento in cui hanno il decreto di nomina, hanno gli stessi obblighi dei
vigili permanenti ed hanno, durante l’espletamento delle funzioni, la qualifica di Agente o Ufficiale di
Polizia Giudiziaria, a seconda del grado che possiedono. 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 Febbraio 2004, n.76


Regolamento recante norme sul reclutamento, avanzamento ed impiego del personale volontario del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco.
Articolo 3
2. Al personale volontario si applicano, in quanto compatibili, le vigenti disposizioni in materia di doveri, compiti e
responsabilità, previste per il 2 personale permanente di pari qualifica, limitatamente alle attività inerenti al
soccorso.

Articolo 26 Disposizioni transitorie e finali


3. Ai sensi dell’articolo 8 della legge 27 dicembre 1941, n. 1570, e dell’articolo 16 della legge 13 maggio 1961, n.
469, nonché dell’articolo 13 della legge 27 dicembre 1973, n. 850, nell’esercizio delle proprie funzioni, i funzionari
tecnici antincendi volontari, i capi reparto volontari e i capi squadra volontari sono ufficiali di polizia giudiziaria,
mentre i vigili volontari sono agenti di polizia giudiziaria.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 13

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D.Lgs 8 marzo 2006, n. 139
Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a
norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229.

CAPO II - Sezione I - PERSONALE


Art. 6 - Disposizioni generali (articolo 7, commi 1 e 2, articoli 8 e 17, legge 27 dicembre 1941, n. 1570; articoli 14 e 16,
legge 13 maggio 1961, n. 469; articoli 1 e 2, legge 30 settembre 2004, n. 252)

2. Nell’esercizio delle attività istituzionali, il personale di cui al comma 1, che espleta compiti operativi, svolge
funzioni di polizia giudiziaria. Al personale che riveste le qualifiche di vigile del fuoco sono attribuite le
funzioni di agente di polizia giudiziaria; al personale appartenente agli altri ruoli e qualifiche della
componente operativa del Corpo nazionale sono attribuite le funzioni di ufficiale di polizia giudiziaria
secondo quanto previsto nelle disposizioni contenute nei decreti legislativi di cui al comma 1.

CAPO III - PREVENZIONE INCENDI


Art. 14 - Competenza e attività (articoli 22 e 30, legge 27 dicembre 1941, n. 1570; articolo 2, legge 26 luglio 1965, n. 966;
articolo 14, D.Lgs 30 luglio 1999, n. 300; articoli 1, 6 e 8, D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577)
3. La prevenzione incendi è affidata alla competenza esclusiva del Ministero dell'interno, che esercita le relative
attività attraverso il Dipartimento e il Corpo nazionale.
4. Le attività di prevenzione incendi di cui al comma 1 sono in particolare:
i) i servizi di vigilanza antincendio nei locali di pubblico spettacolo ed intrattenimento e nelle strutture
caratterizzate da notevole presenza di pubblico;
l) la vigilanza ispettiva sull’applicazione della normativa di prevenzione incendi.
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 14

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D.Lgs 8 marzo 2006, n. 139
Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a
norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229.

CAPO III - PREVENZIONE INCENDI


Art. 19 - Vigilanza ispettiva
1. Il Corpo nazionale esercita, con i poteri di polizia amministrativa e giudiziaria, la vigilanza ispettiva
sull’applicazione della normativa di prevenzione incendi in relazione alle attività, costruzioni, impianti,
apparecchiature e prodotti ad essa assoggettati nonché nei luoghi di lavoro ai sensi del decreto legislativo 9
aprile 2008, n. 81. La vigilanza ispettiva si realizza attraverso visite tecniche, verifiche e controlli disposti
di iniziativa dello stesso Corpo, anche con metodo a campione o in base a programmi settoriali per categorie di
attività o prodotti, ovvero nelle ipotesi di situazioni di potenziale pericolo segnalate o comunque rilevate.
Nell’esercizio dell’attività di vigilanza ispettiva, il Corpo nazionale può avvalersi di amministrazioni, enti, istituti,
laboratori e organismi aventi specifica competenza.
2. Al personale incaricato delle visite tecniche, delle verifiche e dei controlli è consentito: l’accesso alle
attività, costruzioni ed impianti interessati, anche durante l’esercizio; l’accesso ai luoghi di fabbricazione,
immagazzinamento e uso di apparecchiature e prodotti; l’acquisizione delle informazioni e dei documenti
necessari; il prelievo di campioni per l’esecuzione di esami e prove e ogni altra attività necessaria
all’esercizio della vigilanza.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 15

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D.Lgs 8 marzo 2006, n. 139
Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a
norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229.

CAPO III - PREVENZIONE INCENDI


Art. 19 - Vigilanza ispettiva
3. Qualora nell’esercizio dell’attività di vigilanza ispettiva siano rilevate condizioni di rischio, l’inosservanza
della normativa di prevenzione incendi ovvero l’inadempimento di prescrizioni e obblighi a carico dei
soggetti responsabili delle attività, il Corpo nazionale adotta, attraverso i propri organi, le misure urgenti,
anche ripristinatorie, di urgenza per la messa in sicurezza delle opere e dà comunicazione dell’esito degli
accertamenti effettuati ai soggetti interessati, al sindaco, al prefetto e alle altre autorità competenti, ai fini
degli atti e delle determinazioni da assumere nei rispettivi ambiti di competenza.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 16

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I Vigili del fuoco sono un Organo di controllo, ovviamente per quanto inerente il campo specifico di
competenza, delegati alla verifica dell’ottemperanza ai dettami di prevenzione incendi e di sicurezza
nei luoghi di lavoro.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per effetto dell’art. 14 della Legge 5 marzo 1990, nr. 46, «Norme
per la sicurezza degli impianti», sono Organo di controllo in riferimento agli impianti di cui alle lettere c)
(«impianti di riscaldamento e di climatizzazione azionati da fluido liquido, aeriforme, gassoso e di qualsiasi
natura o specie»), e) («impianti per il trasporto e l'utilizzazione di gas allo stato liquido o aeriforme all'interno
degli edifici a partire dal punto di consegna del combustibile gassoso fornito dall'ente distributore») e g)
(«impianti di protezione antincendio»).

Sempre in merito ai controlli sul gas, i Vigili del fuoco sono chiamati a intervenire quale organo di controllo
dalla Direttiva della Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario di Milano 26 ottobre 2000,
nr. 34, «Direttive per l’applicazione della normativa vigente relativa alla sicurezza nell'impiego del gas
combustibile per uso domestico ed usi similari» che, malgrado riconosca che la vigilanza ed il controllo
sulla sicurezza e l’impiego del gas combustibile appartengono in primo luogo alle Aziende ASL in virtù delle
attribuzioni stabilito dalla Legge 23 dicembre n. 833, ricorda che in virtù dell’art. 14 della legge n. 46/90, la
competenza per accertare la conformità degli impianti risulta estesa anche ai comandi provinciali dei Vigili
del Fuoco.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 17

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Non ultimo il Decreto Legisalativo 9 aprile 2008, nr. 81, «Testo unico sulla salute e sicurezza sul
alvoro», e s.m.i., all’art. 13, «Vigilanza», recita: «La vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di
salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dalla azienda sanitaria locale competente per territorio e, per
quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco …».

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 18

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Polizia amministrativa
e
Polizia Giudiziaria
I Vigili del fuoco sono un organo
di controllo, ovviamente per
quanto inerente il campo specifico
di competenza, delegati alla
verifica dell’ottemperanza ai
dettami di prevenzione incendi
e di sicurezza nei luoghi di
lavoro.
Differenza tra Polizia di Sicurezza COSA SI INTENDE PER ATTIVITA’ DI POLIZIA
e Polizia Giudiziaria attività di polizia
Per attività di polizia amministrativa si intende
l’attività volta a realizzare le misure attività che lo Stato ed altri enti pubblici svolgono per
amministrative, di vigilanza ed osservazione:
− per l’accertamento delle condotte dei
cittadini in ordine all’osservanza dei limiti assicurare le condizioni di un
imposti dalle leggi e dagli atti amministrativi; ordinato e tranquillo vivere sociale
− per la prevenzione dei pericoli che dalle
condotte dei cittadini possono derivare per
la loro sicurezza e incolumità, nonché per il REPRIMERE PREVENIRE
mantenimento dell’ordine pubblico e la tutela reati già commessi la commissione di reati
della proprietà (in questa ipotesi si parla, più
specificamente, di polizia di sicurezza, che
costituisce un particolare settore di quella POLIZIA POLIZIA
amministrativa). AMMINISTRATIVA
GIUDIZIARIA
(o di SICUREZZA)

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 20

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Differenza tra Polizia di Sicurezza COSA SI INTENDE PER ATTIVITA’ DI POLIZIA
e Polizia Giudiziaria attività di polizia

Per attività di polizia giudiziaria si intende:


attività che lo Stato ed altri enti pubblici svolgono per
− l’attività svolta dai relativi ufficiali ed agenti
che, dopo che si è verificato un reato e con
l’intento di impedire che venga portato a assicurare le condizioni di un
conseguenze ulteriori ricercandone gli autori, ne ordinato e tranquillo vivere sociale
prendono notizia, compiono gli atti necessari
per assicurare le fonti di prova e raccolgono
quant’altro possa servire per l’applicazione
della legge penale (art. 55 c.p.p.). REPRIMERE PREVENIRE
reati già commessi la commissione di reati

POLIZIA POLIZIA
GIUDIZIARIA AMMINISTRATIVA
(o di SICUREZZA)

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 21

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La Polizia Amministrativa Per meglio comprendere quanto inerente l’attività di
o di Sicurezza pubblica sicurezza cui siamo chiamati, ci viene in
aiuto il Capo II – Della esecuzione dei provvedimenti di
Per quanto inerente questo ruolo lo stesso si polizia – art. 5 – del Regio Decreto 18 giugno 1931, n.
applica ogni qualvolta vengano riscontrate 773, che afferma “I provvedimenti della autorità di
violazioni ai provvedimenti autorizzativi, alle pubblica sicurezza sono eseguiti in via
norme tecniche e di prevenzione incendi, amministrativa indipendentemente dall’esercizio
riscontrabili in occasione di: dell’azione penale.”.
1) soccorsi tecnici urgenti;

Esempio:
in occasione di un intervento per dispersione di gas dove non vi sia stato decesso, si provvede
all’emanazione di diffida, ovvero di un provvedimento dell’autorità di pubblica sicurezza atto a garantire la
messa a norma prima del riutilizzo, sempreché l’impianto sia stato eseguito alla regola dell’arte in
ottemperanza alla Legge 1083/71 che comporta violazione penale.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 22

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La Polizia Amministrativa Nel campo di applicazione del T.U.L.P.S. rientrano:
o di Sicurezza  l’autorizzazione per I materiali esplodenti (art. 46,
47, 53 e 57), è il caso di un servizio di vigilanza in
Per quanto inerente questo ruolo lo stesso si occasione dell’esecuzione di fuochi pirotecnici;
applica ogni qualvolta vengano riscontrate ovvero per i gas tossici (art. 58);
violazioni ai provvedimenti autorizzativi, alle  oppure per l’accensione di campi, boschi e stoppie
norme tecniche e di prevenzione incendi, (art. 59), è il caso di soccorso tecnico urgente in
riscontrabili in occasione di: occasione di incendio di detti luoghi;
2) esami progetto e sopralluoghi di  anche nel settore dello spettacolo (art. 68, 69, 75-
prevenzione incendi; bis, 80), è il caso dei locali soggetti anche al nostro
D.M. 19/08/2008;
3) visite ispettive;  anche nel settore ricettivo e della ristorazione (art.
4) servizi di vigilanza. 86), è il caso delle strutture ricettive soggette anche
al nostro D.M. 06/10/2003 o delle attività di
Esempio: ristorazione.
dove vengano dettate prescrizioni in relazione
all’applicazione delle normative.

Esempio:
in occasione di visite a campione o congiunte.

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FORMPOCKET
Articolo 650 Codice penale
La Polizia Amministrativa (R.D. 19 ottobre 1930, n. 1938)
o di Sicurezza Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità
Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato
dall'Autorità(1) per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica,
In questi casi di violazione l’art. 17 del T.U.L.P.S.
o d’ordine pubblico o d’igiene(2), è punito, se il fatto non costituisce un
prevede che le violazioni alle disposizioni di più grave reato [337, 338, 389, 509](3), con l’arresto fino a tre mesi o
questo testo unico, per le quali non è stabilita una con l’ammenda fino a duecentosei euro(4).
pena od una sanzione amministrativa ovvero non (1) Si intende per provvedimento legalmente dato dall’autorità qualsiasi atto
provvede il codice penale, sono punite con autoritativo unilaterale proveniente da un soggetto pubblico e diretto a
perseguire dei pubblici interessi, nonchè idoneo ad incidere direttamente sulla
l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € sfera soggettiva del singolo.
206,00. (2) Si tratta di un’elencazione tassativa, giustificata dalla particolare rilevanza di
L’art. 17-bis prevede che le violazioni alle tali interessi. Nello specifico le ragioni di giustizia si riferiscono ai casi di
applicazione del diritto da parte del p.m. o della polizia giudiziaria. Mentre,
disposizioni di cui agi articoli. 59, 75-bis, se il essendo le ragioni di sicurezza pubblica riferite ai casi in cui l’attività di polizia
fatto è commesso contro il divieto dell’autorità, e viene posta in essere in funzione repressiva o preventiva, ne è un esempio
l’ordinanza del sindaco con la quale sia stato ingiunto al titolare di un impianto
all’articolo 86, limitatamente alle operazioni diverse di distribuzione di carburante di disattivare gli apparecchi self-service, privi di
da quelle indicate nella tabella, sono soggette alla apposita autorizzazione. Sono esempi, invece, di ragioni di ordine pubblico ad
esempio l’ordinanza del sindaco che, sul territorio di loro competenza,
sanzione amministrativa del pagamento di una stabilisce la circolazione dei veicoli a targhe alterne. Mentre le ragioni di igiene
somma da € 516,00 a € 3098,00. si ritrovano ad esempio a fondamento dell’ordinanza del sindaco di sgombero
L’art. 17-ter chiude con la dicitura “Chiunque non delle aree occupate da rifiuti tossici.
(3) La norma ha comunque carattere sussidiario, in quanto opera solo qualora
osserva i provvedimenti, legalmente dati l’ordine disatteso non trovi copertura legale, anche di natura non penale.
dall’autorità, è punito ai sensi dell’art. 650 del (4) Si tratta in ogni caso di un reato omissivo proprio che difatti si sostanzia in
un’attività di inadempimento e inerzia nei riguardi dell’ordine espresso dal
codice penale.”. precetto.

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La Polizia Giudiziaria Prendere notizia dei reati, ovvero il dovere di
informarsi sui reati già commessi o in atto,
Per quanto concerne il ruolo di polizia adoperandosi nella ricerca di informazioni, non solo
giudiziaria ci viene in aiuto il Codice di procedura attingendole da fonte esterna ma anche di propria
penale che alla Parte prima – Libro primo – iniziativa ed in via del tutto autonoma ed
Soggetti – Titolo III – Polizia giudiziaria – art. 55 – indipendentemente dalla volontà delle eventuali parti
Funzioni di polizia giudiziaria, ci dice: lese o soggetti in qualche modo interessati in via
diretta o mediata. Fino a quando il Pubblico Ministero
“La polizia giudiziaria deve, anche di propria non assume la direzione delle indagini, la Polizia
iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire giudiziaria deve continuare la propria attività col solo
che vengano portati a conseguenze ulteriori, obbligo di mantenere informato il magistrato.
ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari
per assicurare le fonti di prova e raccogliere Art. 326 c.p.p.: “Il pubblico ministero e la polizia
quant’altro possa servire per l’applicazione
giudiziaria svolgono, nell’ambito delle rispettive
della legge penale. Svolge ogni indagine e
attività disposta o delegata dall’autorità attribuzioni, le indagini necessarie per le
giudiziaria.”. determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione
penale.”.
Art. 330 c.p.p.: “Il pubblico ministero e la polizia
giudiziaria prendono notizia dei reati di propria
iniziativa e ricevono le notizie di reato presentate o
trasmesse a norma degli articoli seguenti.”.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 25

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La Polizia Giudiziaria La polizia giudiziaria ha l’obbligo, acquisita la notizia
di reato, di riferire al pubblico ministero, per
Ovviamente la polizia giudiziaria deve impedire iscritto, gli elementi essenziali del fatto e gli altri
che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori: elementi sino ad allora raccolti. Qualora siano stati
evitare la consumazione dell’evento lesivo. compiuti atti per i quali è prevista l’assistenza del
Se il reato è in via di consumazione deve difensore della persona nei cui confronti vengono
interromperne la consumazione. svolte le indagini, la comunicazione è trasmessa al più
Se esso è già stato consumato deve tentare di tardi entro quarantotto ore dal compimento dell’atto.
ripristinare lo status quo ante a favore della Quando sussistono ragioni di urgenza, la
parte lesa. comunicazione è data immediatamente anche in forma
Ma anche ricercare gli autori dei reati di propria orale, cui deve seguire senza ritardo quella scritta (art.
iniziativa o su ordine del Pubblico Ministero, e 347 c.p.p.).
individuando ed assicurando le fonti di prova
mediante la raccolta di sommarie informazioni,
perquisizioni, accertamenti urgenti sui luoghi, sulle
cose e sulle persone, sequestri, rilievi fotografici.

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La Polizia Giudiziaria Gli ufficiali di polizia giudiziaria assumono
sommarie informazioni utili per le investigazioni
Anche successivamente alla comunicazione anche dalla persona nei cui confronti vengono
della notizia di reato, la polizia giudiziaria svolte le indagini, invitandola a nominare un
continua a svolgere le funzioni indicate
difensore di fiducia che dovrà presenziare e in
nell’articolo 55 raccogliendo in specie ogni
elemento utile alla ricostruzione del fatto e alla difetto procedendo alla nomina di un difensore
individuazione del colpevole (art. 348 c.p.p.). d’ufficio, salvo la necessità dell’immediatezza in cui è
possibile assumerle (art. 350 e 351 c.p.p.).
Individuata la persona nei cui confronti vengono
svolte le indagini, la polizia giudiziaria procede Nella flagranza di reato procede alla perquisizione
alla sua identificazione, oltre delle persone in della persona e dei locali alla ricerca di cose o tracce
grado di riferire su circostanze rilevanti per la pertinenti il reato, trasmettendo senza ritardo, e
ricostruzione dei fatti, invitandola a dichiarare o comunque non oltre le quarantotto ore, il verbale
a eleggere il domicilio per le notificazioni a
delle operazioni compiute al pubblico ministero del
norma dell’articolo 161 (art. 349 c.p.p.).
luogo dove la perquisizione è stata eseguita, che, se
ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore
successive convalida la perquisizione. (art. 352 c.p.p.).

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Ipotesi di assunzione
del ruolo di
Polizia Giudiziaria
Nello svolgimento dei compiti
d’istituto il personale del Corpo
può “imbattersi” in fatti concreti
costituenti reato e trovarsi, di
conseguenza, costretto ad
esercitare funzioni di polizia
giudiziaria.

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CASI DI ASSUNZIONE DEL RUOLO durante il lavoro, l’individuazione delle misure di
prevenzione e di protezione ed il programma
A. In relazione ai compiti di istituto della delle misure ritenute opportune per garantire il
prevenzione incendi si possono individuare miglioramento dei livelli di sicurezza;
i seguenti principali reati: g) omessa designazione preventiva da parte
a) falsa attestazione, contraffazione ed del datore di lavoro, del dirigente e del
alterazione di certificazioni; preposto dei lavoratori incaricati delle misure
b) omessa sottoposizione a preventivo di prevenzione incendi e della lotta
esame di progetti di nuovi impianti o antincendio;
costruzioni; h) omesso aggiornamento da parte del datore
c) omessa richiesta di collaudo di impianti e di lavoro, del dirigente e del preposto delle
costruzioni prima dell'inizio delle misure di prevenzione incendi in relazione ai
lavorazioni; mutamenti organizzativi e produttivi che
d) mancanza di idonei mezzi di estinzione; hanno rilevanza ai fini della salute e della
e) inosservanza di prescrizioni imperative sicurezza del lavoro;
per ragioni di sicurezza pubblica; i) omessa adozione da parte del datore di lavoro,
f) omessa elaborazione da parte del datore del dirigente e del preposto delle misure
di lavoro del documento contenente la necessarie ai fini della prevenzione incendi e
relazione sulla valutazione dei rischi per dell’evacuazione dei lavoratori, nonché per il
la sicurezza e la salute caso di pericolo grave ed immediato;

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 29

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CASI DI ASSUNZIONE DEL RUOLO C. In relazione ai compiti di istituto dei servizi tecnici si possono
individuare i seguenti reati:
a) inondazione, frana o valanga;
B. In relazione ai compiti di istituto della b) danneggiamento seguito da inondazione, frana o valanga;
estinzione incendi si possono individuare i c) sommersione di natanti;
seguenti reati: d) pericolo di disastro ferroviario causato dal danneggiamento;
a) incendio doloso; e) attentati alla sicurezza dei trasporti;
f) attentati alla sicurezza degli impianti di energia elettrica e del
b) incendio colposo; gas ovvero delle pubbliche comunicazioni;
c) danneggiamento seguito da incendio; g) crollo di costruzioni;
d) disastro aviatorio; h) sottrazione, occultamento o guasto di apparecchi a pubblica
difesa da infortuni;
e) disastro ferroviario; i) rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul
f) fabbricazione illegale di esplosivi; lavoro;
j) omissione colposa di cautele o difese contro disastri o
g) fabbricazione di materie esplodenti; infortuni sul lavoro;
h) omessa denuncia di materie esplodenti; k) procurato allarme presso l’Autorità;
i) detenzione illegale di armi od esplosivi; l) omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari;
m) getto pericoloso di cose;
j) porto illegale di armi od esplosivi; n) collocamento pericolso di cose;
k) accensioni ed esplosioni pericolose. o) rovina di edifici od altre costruzioni;
p) omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano
rovina;
q) apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o
intrattenimento.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 30

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Ausiliari della
polizia giudiziaria
La polizia giudiziaria (e gli agenti
nell’ambito della loro competenza)
può trovarsi, quando agisce o di
iniziativa o su delega del pubblico
ministero, nella necessità di
compiere atti od operazioni che
richiedono specifiche competenze
tecniche che essa non possiede.
In questi casi la polizia giudiziaria
può avvalersi di persone idonee.
GLI AUSILIARI DI P.G. SANZIONI DISCIPLINARI
Tali soggetti: Le norme di attuazione del codice di procedura penale
regolamentano il tema delle sanzioni disciplinari che
 non possono rifiutare la propria opera e
possono essere applicate agli ufficiali ed agli agenti di
devono, quindi presentarsi e svolgere l’incarico
polizia giudiziaria che, violando le norme relative
ricevuto. In caso contrario possono incorrere nel
all’esercizio delle loro funzioni:
reato previsto dall’art. 328 c.p. (Rifiuto di atti di
ufficio. Omissione);  omettono di riferire nel termine previsto
all’autorità giudiziaria la notizia di reato;
 devono mantenere il segreto, secondo quanto
prevede l’art. 329, in ordine all’attività svolta. In  omettono o ritardano l’esecuzione di un ordine
caso contrario possono incorrere nel delitto della autorità giudiziaria o lo eseguono solo in
previsto dall’art. 326 c.p. (Rivelazione e parte o negligentemente;
utilizzazione di segreti di ufficio).
 violano ogni altra disposizione di legge relativa
all’esercizio delle loro funzioni.
Quando ne sussistono i presupposti, I’inosservanza delle norme attinenti alle funzioni di polizia
giudiziaria può dare luogo anche ad un procedimento penale.
Infatti, l’esercizio di tali funzioni è un esercizio non facoltativo, ma doveroso il cui inadempimento
(totale o parziale) può anche comportare responsabilità penali.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 32

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Definizione di reato
Il reato, previsto, disciplinato e
sanzionato dall’ordinamento
giuridico si distingue dall’illecito
amministrativo e civile per la
diversa natura della sanzione
prevista.
IL REATO Per quanto riguarda gli elementi essenziali del reato
(in assenza dei quali lo stesso non esiste) essi sono:
Dal punto di vista formale (o giuridico) il reato è
 il fatto (condotta umana, evento e nesso di
quel fatto giuridico espressamente previsto
dalla legge (principio di legalità) al quale causalità che lega la condotta all’evento);
l’ordinamento giuridico ricollega, come  la colpevolezza (imputazione soggettiva del fatto
conseguenza, la sanzione. che si risolve in un giudizio di colpevolezza);
Dal punto di vista strutturale, pertanto, il reato è  l’antigiuridicità (contrasto tra la norma ed il fatto,
quel fatto umano attribuibile al soggetto teoria della tripartizione che si differenzia da quella
(principio di materialità) offensivo di un bene della bipartizione proprio per la presenza
giuridicamente tutelato (od anche solo dell’antigiuridicità dell’illecito).
minacciato) sanzionato con una pena
proporzionale alla rilevanza del bene tutelato,
in cui la sanzione svolge la funzione di Secondo questa concezione è reato l’illecito penale,
rieducazione del condannato. cioè la violazione di una norma che prevede come
sanzione una delle pene previste dall’art. 17 del
Codice Penale:
 delitti: ergastolo, reclusione e multa;
 contravvenzioni: arresto e ammenda.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 34

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IL REATO Definizione sostanziale
Tale distinzione è rilevante sul piano applicativo Comportamento umano che a giudizio del legislatore
per il criterio di imputazione soggettiva (salvo contrasta con i fini dello Stato ed esige come sanzione
diversa disposizione legislativa si risponde per i una pena criminale
delitti a solo titolo di dolo mentre nel caso delle
contravvenzioni si può essere chiamati a Definizione formale-sostanziale
rispondere indifferentemente a titolo di dolo o di
colpa), il tentativo (istituto giuridico non applicabile Fatto umano che aggredisce un bene giuridico ritenuto
alle contravvenzioni) e le cause di giustificazione o meritevole di tutela da un legislatore che si muove nel
scriminanti. quadro dei valori costituzionali; sempre che la misura
Le contravvenzioni scaturiscono storicamente dell’aggressione sia tale da far apparire inevitabile il
dai c.d. reati di polizia con cui si esprimeva la ricorso alla pena e le sanzioni di tipo non penale non
regolamentazione disciplinare della vita associata. siano sufficienti a garantire una efficace tutela.
Esse sono un “mala quia prohibita” (male
perchè proibiti), cioè repressi solo in rapporto
alle mutevoli esigenze di comune ordine e
sicurezza.
I delitti invece sono reati che violano norme a
tutela di diritti naturali. Essi sono “mala in se”
(male in sé), cioè lesivi di un bene preesistente.
Per i delitti è necessario il dolo, mentre per le
contravvenzioni basta anche solo la colpa.
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 35

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Classificazione dei
reati
Il reato, previsto, disciplinato e
sanzionato dall’ordinamento
giuridico si distingue dall’illecito
amministrativo e civile per la
diversa natura della sanzione
prevista.
Classificazione dei reati La divisione principale all’interno della categoria del reato è
quella che distingue i delitti dalle contravvenzioni. Tale
L’art. 39 del codice che:
divisione risale al Codice Toscano del 1856 ed è stata
 Sono delitti i reati al cui verificarsi accettata senza modifiche dal Codice Zanardelli del 1889 e
l’ordinamento penale ricollega (o ricollegava) le dal Codice Rocco del 1930. Il criterio distintivo delle due
pene seguenti: categorie accolto dal codice penale attualmente vigente è di
 la pena di morte, la pena capitale era
prevista, sino alla sua completa abolizione natura formale.
avvenuta solo nel 1994, per taluni La distinzione ha notevole rilievo pratico sotto diversi
gravissimi delitti, aspetti: principalmente, mentre per i delitti si risponde a
 l’ergastolo, titolo di dolo, e solo se espressamente previsto dalla legge
 la reclusione, penale a titolo di colpa, per le contravvenzioni si risponde
 la multa. indifferentemente per dolo o per colpa.
Inoltre, il delitto tentato è configurabile esclusivamente per i
 Sono contravvenzioni i reati al cui verificarsi delitti:
l’ordinamento penale ricollega le pene seguenti: * delitti: forme più gravi di illecito penale
 l’arresto,
 l’ammenda. * contravvenzioni: meno gravi

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 37

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Classificazione dei reati La dottrina si è sforzata di rinvenire un criterio
sostanziale di differenziazione tra delitti e
Sul piano del diritto positivo vigente, la distinzione contravvenzioni, una ricerca questa influenzata da
più sicura è quella di natura formale che fa leva sul concezioni politico criminali di volta in volta dominanti.
diverso tipo di sanzioni comminate. Infatti Oggi la differenza poggia su un criterio “quantitativo”,
ossia una distinzione che opera sulla base di Maggiore
stabilisce l’art. 39 : “I reati si distinguono in
e Minore gravità. Il reato di falso era già contemplato
delitti/contravvenzioni secondo la diversa specie dal codice penale parmense del 1820.
delle pene per essi stabilite da questo codice” e La rivalutazione dell’illecito amministrativo introdotta
l’art. 17 stabilisce : “PENE PER I DELITTI: con la legge 689/81, giustifica l’interrogativo se non sia
Ergastolo, Reclusione, Multa; PENE PER opportuno superare la vecchia bipartizione trasferendo
CONTRAVVENZIONI: Arresto e Ammenda”. in blocco l’intero settore degli illeciti contravvenzionali
 delitto: richiede dolo e la punibilità a titolo di nel campo degli illeciti puniti con sanzione pecuniaria
colpa rappresenta l’eccezione; amministrativa. Tuttavia un’eventuale trasformazione
 contravvenzioni: si risponde indifferentemente appare sconsigliabile da un punto di vista politico
criminale perchè ci sono illeciti posti in una posizione
a titolo di dolo/colpa almeno che non si versi in intermedia.
casi eccezionali in cui è la struttura del fatto Il mantenimento della differenziazione può trovare
contravvenzionale a richiedere o uno o l’altro. giustificazione nell’esigenza di configurare modelli di
disciplina penale differenziati in funzione delle
Il tentativo è configurabile solo nei delitti. peculiarità strutturali di determinati illeciti.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 38

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Classificazione dei reati La Circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri
Reato proprio e reato comune del 5 febbraio 1986 stabilisce criteri orientativi per la
scelta tra delitti e contravvenzioni.
A seconda della figura soggettiva di chi lo Le contravvenzioni dovrebbero circoscriversi a 2
commette, il reato può essere distinto in proprio o categorie di illeciti:
comune: 1. fattispecie di carattere preventivo cautelare
• il reato comune può essere commesso da finalizzate a tutela di beni primari
chiunque; 2. fattispecie concernenti le discipline di attività
• il reato proprio può invece essere sottoposte a potere amministrativo per
commesso soltanto da colui che rivesta una pubblico interesse
determinata qualifica o abbia uno status
precisato dalla norma, o possieda un La non punibilità del tentativo è giustificata dal primo
tipo.
requisito necessario per la commissione
dell’illecito; il peculato e la concussione, ad esempio, La circolare esclude che il criterio di distinzione tra
possono essere commessi solo da un pubblico ufficiale o da
un incaricato di pubblico servizio poiché la ratio specifica
illeciti delittuosi/contravvenzionali, possa far sempre
della norma consiste evidentemente proprio nell’evitare che il leva sul parametro quantitativo della maggiore o minor
pubblico ufficiale o l’i.p.s. commettano azioni malvagie gravità dell’illecito.
profittando della loro posizione, mentre la ratio generale
intende preservare rispettabile la pubblica amministrazione.
Altrettanto, il delitto di falsa perizia può essere commesso
solo dal perito.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 39

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Classificazione dei reati È relativa invece quella condizione che ha valore solo
Reato proprio e reato comune per alcuni altri appartenenti alla medesima comunità,
ma non per altri, come accade nell’infanticidio per la
La qualità personale necessaria per il reato madre che cagiona la morte del proprio neonato (essa
proprio può essere permanente oppure è l’unica madre di quel neonato, può essere madre di
temporanea (o episodica), come nel caso del altri soggetti, ma non è ovviamente madre di chiunque
testimone in un procedimento giudiziario il quale, pur non - la condizione dell’autore è dunque relativa al solo
trovandosi evidentemente stabilmente nella condizione soggetto passivo del reato). Da taluni si cita anche
di teste (non dovrebbe infatti trattarsi di una condizione l’esempio dell’incesto, che consiste in una
frequente, si spera), può commettere il reato proprio di
falsa testimonianza solo durante quel breve tempo in cui congiunzione carnale compiuta fra soggetti legati da
rivesta tale funzione. vincoli di sangue o di affinità, sebbene questo reato sia
Anche la situazione nella quale si commette l’illecito può più spesso e più a proposito citato per esemplificare
essere permanente o temporanea: l’elettore che entri quelle azioni umane normalmente lecite che
armato in un seggio elettorale può commettere quel divengono reato solo in presenza di particolari qualità
reato proprio solo quando un seggio elettorale è dell’autore, ed in questo caso divengono reato proprio.
presente, ed il seggio esiste per i soli pochi giorni di voto Vi sono bensì azioni umane che costituiscono sempre
e di spoglio. reato, ma che a particolari condizioni divengono reato
La situazione soggettiva dell’autore del reato proprio: l’uccisione di un neonato è generalmente un
proprio può essere assoluta o relativa: è omicidio, salvo che sia commessa dalla madre del
assoluta quella condizione che una volta acquisita ha neonato, nel qual caso diviene il già ricordato reato
valore generale agli effetti dell’ordinamento, come per il
proprio di infanticidio.
caso del detto pubblico ufficiale, che tale è per
l’universalità dei componenti la comunità che ne
riconosce la carica e la funzione.
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 40

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Classificazione dei reati Non è pacifica in dottrina la distinzione fra il reato
Reato istantaneo, permanente e abituale continuato ed il reato permanente, stante anche una
qualche carenza di nitidezza lessicale, e la stessa
distinzione normativa non è da tutti condivisa; la
A seconda della natura e del momento
differenza consiste nella eventuale pluralità di azioni
consumativo del reato, in pratica della durata da considerarsi singolarmente reati ripetuti (reiterati),
dell’illecito, e sotto l’aspetto degli effetti dell’azione ovvero nella configurabilità di un reato unico,
delittuosa, il reato può essere istantaneo, all’interno di un brano temporale rilevante durante il
permanente, continuato, abituale o quale perduri una situazione di illecito.
professionale: Il detto sequestro di persona, ad esempio, considerato
• il reato istantaneo si ha quando la condotta come abusiva detenzione coattiva di una persona, è
con la quale si viola la norma (e quindi si produce l’offesa al molto chiaramente un reato unico, la cui
bene o valore tutelato dalla norma penale incriminatrice) si consumazione si compie operando nel tempo una
compie in un solo momento, in una sola frazione di serie di azioni tutte finalizzate alla commissione di quel
tempo, come accade ad esempio per il reato delitto, di uno stesso disegno criminoso (reato
contravvenzionale di spari in luogo pubblico. Non è altrettanto continuato con pluralità di condotte).
corretto, come però da molti si sostiene, includere anche
l’omicidio fra i reati istantanei,
• il reato permanente è invece, il reato in cui
l’evento lesivo e la sua consumazione perdurino
per un certo lasso di tempo, come accade per il
sequestro di persona.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 41

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Classificazione dei reati L’evasione fiscale del c.d. “evasore totale” è invece un
Reato istantaneo, permanente e abituale reato continuato (poiché parte dalla data di scadenza
del pagamento dovuto e cesserà solo al momento del
pagamento) con il quale in una armonica condotta
• il reato abituale è un reato che si verifica solo
omissiva (al fine di perseguire un medesimo
in presenza di una condotta reiterata nel tempo coordinato disegno criminoso) possono aversi più reati
da parte dello stesso autore, mediante più azioni distinti (evasione IRPEF, evasione IVA, etc.).
identiche ed omogenee, come nel lenocinio o nel delitto di
maltrattamenti in famiglia.
Reato a forma vincolata e a forma libera
Reato di condotta
Con riguardo alla condotta si distinguono invece i reati
Tenere una certa condotta, a prescindere dal a forma vincolata ed i reati a forma libera.
risultato (necessaria l’analisi del nesso di causalità • I reati a forma vincolata sono quei reati per i quali
da parte del giudice) la norma penale descrive un’azione connotata da
specifiche modalità. In questo caso il bene protetto dalla
norma penale è tutelato penalmente solo contro determinate
modalità di azione e non altre.
• I reati a forma libera sono i reati in cui la fattispecie
è descritta facendo riferimento all’evento, potendo
essere le più varie le modalità della azione. (ad es. la
norma penale che punisce l’omicidio tutela il bene della vita
indipendentemente dalle modalità di aggressione) .

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 42

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Classificazione dei reati I reati di pericolo presunto continuano ad apparire non
Reato di danno e reato di pericolo esenti da obiezioni costituzionali. Essi rischiano di
reprimere la mera disobbedienza dell’agente, ossia la
Con riguardo alla offesa arrecata al bene giuridico semplice inottemperanza di un precetto penale senza
protetto dalla norma penale distinguiamo i reati di che a questa si accompagni un effettiva esposizione o
danno e i reati di pericolo. pericolo del bene protetto. Bisogna individuare
• I reati di danno si configurano quando l’evento correttamente i settori dove è necessario anticipare la
giuridico si sostanzia nella effettiva lesione del tutela sino all’astratta pericolosità.
bene giuridico tutelato dalla norma penale Si suole distinguere ulteriormente in reati di pericolo
incriminatrice. concreto e reati di pericolo presunto.
• I reati di pericolo che si hanno, invece, • I reati di pericolo concreto sono quelli nei quali il
nell’ipotesi in cui l’evento giuridico si sostanzi giudice valuta in base a un giudizio ex ante la
nella mera messa in pericolo del bene o valore concreta pericolosità della condotta incriminata
tutelato dalla norma penale. In tal caso dunque la verso il bene giuridico tutelato. Il pericolo è dunque per
tutela offerta dal diritto penale ai beni giuridici è anticipata in questi reati un elemento costitutivo della fattispecie .
quanto viene anticipata la stessa soglia di tutela del bene . • I reati di pericolo presunto sono quelli in cui la
condotta viene sanzionata senza la necessità di
verificarne in concreto la pericolosità, in quanto
questa è già prevista dal legislatore nella norma
incriminatrice.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 43

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Classificazione dei reati Si pensi a processi tecnologici di massa che
Reato di pericolo concreto minacciano beni come la salute. Poi ci sono beni
superindividuali che possono essere danneggiati da
Il pericolo deve effettivamente esistere e di volta in condotte cumulative ripetute nel tempo e ciò rende
volta accertato dal giudice. impossibile provare una singola condotta tipica. Più
l’incriminazione interferisce con l’esercizio di libertà
Reato di pericolo astratto
politiche, più c’è esigenza di attribuire al reato un
Il pericolo è implicito nella stessa condotta, ma contenuto concretamente pericoloso.
non è inibito all’accusato fornire la prova contraria.

Reato di pericolo presunto

Sebbene il pericolo non sia implicito nella


condotta, viene comunque presunto “iuris et de
iure” senza ammissione di prova contraria circa la
sua concreta esistenza.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 44

FORMPOCKET
Struttura del reato Elemento oggettivo
L’elemento oggettivo è costituito da una condotta,
La struttura del reato, negli anni, è stata oggetto di ovvero una modificazione del mondo esteriore, che
numerosi studi ed approfondimenti, volti ad consiste in un’azione od omissione contraria alla
unificare, dal punto di vista teorico-sistematico, le legge penale, dalla quale scaturisce un risultato,
varie fattispecie criminose che il nostro detto evento, collegato alla prima da un nesso
ordinamento penalistico raccoglie. La dottrina, sia causale.
in passato che ai giorni nostri, utilizza due
principali teorie per l’analisi della struttura del La condotta
reato: La condotta è l’elemento dinamico della fattispecie
• Teoria bipartita (maggiormente sostenuta in oggettivo-materiale del fatto tipico. Essa può
giurisprudenza) essere commissiva (o positiva) e si sostanzia quindi
• Teoria tripartita (accolta da larga dottrina) in un’azione, in un fare; o può essere omissiva (o
negativa) e si sostanzia quindi in un’omissione, in un
Teoria bipartita non fare. L’omissione, a sua volta, può essere
propria ed impropria. Si parla di “omissione
Il reato, essendo un atto giuridico, è composto propria” quando ai fini della configurabilità dell’illecito
da due elementi: quello soggettivo, che rileva la mera omissione o ritardo nell’azione,
concerne l’autore del reato, e quello oggettivo, mentre si parla di “omissione impropria” nelle ipotesi
che si concentra sulla sua condotta. di reati commissivi mediante omissione (es.
l’omicidio del neonato da parte della madre che omette
di allattarlo).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 45

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Struttura del reato L’evento
Il nesso causale Sussistono due concezioni dell’evento: concezione
giuridica e concezione naturalistica.
Il nesso causale è il passaggio logico che Secondo la concezione naturalistica l’evento
rende l’evento una conseguenza della consiste nella modificazione della realtà esteriore
condotta del reo e, quindi, imputabile a suscettibile di percezione sensoria. Tale concezione
ritiene che possano esistere dei reati senza evento come ad es.
quest’ultimo, in quanto nessuno può essere nell’ipotesi dei reati di mera condotta in cui si ha la consumazione del
considerato autore di un reato se l’evento non è a reato con il semplice porre in essere la condotta tipica (es. omissione
lui imputabile. Si può pertanto affermare che il di referto).
“nesso causale”, anche detto “nesso di Secondo la concezione giuridica, invece, l’evento si
causalità”, è il rapporto che deve intercorrere sostanzia nell’offesa del bene o valore tutelato
tra azione ed evento, dal quale deve risultare che dalla norma penale incriminatrice; offesa che può
quest’ultimo è la diretta conseguenza dell’azione manifestarsi nelle due forme della lesione o messa in pericolo. Tale
teoria sostiene, per converso, che non possono esistere dei reati
(od omissione) in esame. senza evento perché lo stesso reato si sostanzia nell’aggressione di
un bene giuridico. Quanto al reato di omissione di referto sostiene che
Elemento soggettivo il bene aggredito è quello dell’interesse dell’Amministrazione della
giustizia di venire a conoscenza di quei fatti che possono costituire i
L’elemento soggettivo consiste nella presupposti per la perseguibilità d’ufficio di dati reati . Per
coscienza e volontà dell’azione od omissione e semplificare, l’evento non è altro che la conseguenza
può assumere due forme fondamentali: il dolo o la dannosa dell’azione od omissione.
colpa.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 46

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Struttura del reato Antigiuridicità
Teoria tripartita
La teoria tripartita, suole suddividere la struttura Quando il fatto umano si configura come fatto tipico,
del reato in tipicità, antigiuridicità e perchè possa sussistere un illecito penale, lo stesso
colpevolezza e suole definire il reato come: fatto deve essere anche antigiuridico, ossia, deve essere
umano tipico, antigiuridico e colpevole. realmente “Contra Jus” e portatore di una lesione del
bene giuridico protetto dall’ordinamento giuridico. Da
Tipicità tale requisito risulta l’effettivo elemento di
Per tipicità si intende la corrispondenza del differenziazione tra la teoria bipartita e quella tripartita.
fatto umano, posto in essere dal soggetto agente, Si ricorre a questo terzo requisito per introdurre
ad una delle fattispecie criminose configurate accanto al fatto umano e alla colpevolezza un
dal nostro ordinamento. Il fatto, nel caso sussista elemento negativo: l’assenza di scriminati.
tale corrispondenza, diverrà un fatto tipico. Il fatto Inammissibile per chi ritenga che il concetto proprio di
tipico, quindi, sarà un’espressione di tutti quegli elementi “fatto” comprenda già di per se la mancanza di
costituenti la fattispecie criminosa tipizzata dall’ordinamento . La scriminati.
tipicità è, di conseguenza, espressione sia del principio di
materialità, sia del principio di tassatività, poiché configura un La costituzione sancisce all’art. 27 “La responsabilità
fatto umano (nella teoria bipartita corrisponderebbe alla condotta
e, quindi, all’elemento oggettivo) che, rileva ai fini del nostro penale è personale. L’imputato non è considerato
ordinamento penalistico, solo se posto materialmente in essere colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non
dall’agente e solo se aderente a quelle ipotesi tassative, possono consistere in trattamenti contrari al senso di
espressioni anche del principio di legalità, che lo stesso enuncia . umanità e devono tendere alla rieducazione del
condannato.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 47

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Struttura del reato
Ammenda
L’ammenda è la pena pecuniaria per la
commissione di un reato come le
contravvenzioni.
Essa è regolata dall’articolo 26 del codice penale che
recita: la pena dell’ammenda consiste nel pagamento
allo Stato di una somma non inferiore ad € 2 né
superiore ad € 1.032. In caso di concorso di reati la
pena pecuniaria non potrà superare € 2.065.
Arresto
L’arresto in Italia è una pena principale che si
inserisce tra le cosiddette pene detentive o
restrittive della libertà personale, per la
commissione di una contravvenzione, ovvero un
reato meno grave.
Definizione
L’arresto consiste nella privazione della libertà
personale per un periodo da 5 giorni a 3 anni, ai
sensi dell’art. 25 c.p. Tali limiti non vincolano però il
legislatore ma solo il giudice come limiti della
commisurazione della pena.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 48

FORMPOCKET
Struttura del reato Questo limite massimo è elevato a 5 anni in caso di
concorso di circostanze aggravanti, ai sensi dell’art. 66
Differenza con le misure cautelari c.p. L’art. 25 c.p. dispone che la pena dell’arresto è
Con il termine arresto, in senso profondamente e scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati (case
tecnicamente diverso, si intende anche, insieme al di arresto, differenziate dalle case di reclusione), o in
fermo di polizia di indiziato di delitto, una delle sezioni speciali degli stabilimenti di reclusione, con
l’obbligo del lavoro e con l’isolamento notturno.
cosiddette misure precautelari, previste dal codice Nonostante la previsione del codice circa l’espiazione
di procedura penale agli articoli 380 e seguenti. presso tali stabilimenti speciali, in realtà il
Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria sovraffollamento delle carceri provoca una
devono procedere all’arresto di chiunque sia: commistione negli stessi stabilimenti.
• colto in flagranza di un delitto non colposo, Distinzioni con la reclusione
consumato o tentato, per il quale la legge L’arresto è previsto per le contravvenzioni, a differenza
stabilisce la pena dell’ergastolo o della della reclusione che è prevista per i delitti. In linea di
reclusione non inferiore nel minimo a cinque massima valgono gli stessi principi stabiliti per la
reclusione. Le differenze di contenuto tra le due figure
anni e nel massimo a venti anni; di pena detentiva sono abbastanza marginali e
• colto nella flagranza di delitti gravi indicati riguardano principalmente:
tassativamente dalla legge come, ad esempio, 1. la possibilità del condannato di accedere alle
la riduzione in schiavitù, la rapina, lo spaccio di misure alternative alla detenzione (ad esempio non
è previsto un massimo di arresto per la
sostanze stupefacenti. concessione della detenzione domiciliare).
2. la disciplina della semilibertà.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 49

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Struttura del reato Anche i privati cittadini in tali casi possono procedere
all’arresto e consegnare immediatamente l’arrestato
alla polizia giudiziaria.
Subito dopo l’arresto, la polizia giudiziaria deve darne
notizia al pubblico ministero e all’avvocato difensore
dell’arrestato.
Entro 48 ore dall’arresto, il pubblico ministero deve
richiederne la convalida al giudice per le indagini
preliminari competente per territorio.
Il giudice fissa l’udienza di convalida al più presto e
comunque entro le 48 ore successive dandone avviso
al pubblico ministero e al difensore.
Quando risulta che l’arresto sia stato legittimamente
eseguito, il giudice provvede alla convalida con
ordinanza.
Se ne ricorrono i presupposti, dispone anche
l’applicazione di una misura cautelare coercitiva; in
caso contrario, ordina l’immediata liberazione
dell’arrestato.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 50

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Reati previsti
dal codice penale
Alcuni reati inerenti la specifica
attività del Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco
Incendio doloso o colposo Procedura
1) Si procede d’ufficio
L’incendio non è un qualsiasi abbruciamento di 2) La competenza è del tribunale
cose, ma un fuoco di vaste proporzioni, che 3) Per l’incendio doloso l’arresto in flagranza è
tende a diffondersi e non può essere spento obbligatoriio e il fermo consentito, se l’autore è
facilmente. minorenne non sono consentiti ma solo
l’accompagnamento;
 L’art. 423 prevede, ai commi 1 e 2, due distinte 4) Per l’incendio colposo l’arresto in flagranza è
ipotesi di reato (incendio di cosa altrui e di cosa facoltativo ed il fermo non è consentito, se l’autore
propria). è minorenne nessuna misura è consentita.
 L’art. 423-bis è stato introdotto con il precipuo
scopo di protezione del patrimonio forestale. Si tratta comunque di reati di pericolo, inseriti tra i
 L’art. 424 punisce il danneggiamento seguito da delitti contro la pubblica incolumità per l’intrinseca
incendio. attitudine a esporre a rischio i beni della vita e
 L’art. 425 contiene le aggravanti configurabili in dell’integrità fisica di un numero indeterminato di
relazione agli artt. 423 e 424. persone.
 L’art. 449 prevede l’incendio colposo nell’ambito
dei delitti colposi contro l’incolumità pubblica.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 52

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Incendio doloso o colposo Le definizioni ricorrenti da un lato mirano a
distinguere l’incendio dal semplice fuoco o
abbruciamento della cosa (del resto, dalla lettura
Per quanto l’incendio offenda anche il patrimonio, dell’art. 424 risulta in modo chiaro la distinzione tra
danneggiando beni mobili e immobili, del danno e l’appiccamento del fuoco, che determina
del pericolo alle cose si tiene conto solo in l’abbruciamento della cosa in tutto o in parte, pur
quanto da esso possa sorgere un pericolo per senza sprigionare fiamme, e l’incendio vero e proprio),
la vita e la sicurezza delle persone; da ciò dall’altro sottolineando l’efficacia distruttiva, la
consegue che l’incendio non può essere vastità di proporzioni, la tendenza a progredire, la
giuridicamente ricondotto ad un fatto di dificoltà di spegnimento.
danneggiamento, essendone carattere
fondamentale l’intrinseca diffusibilità e dimensione
assunta dalle fiamme, che costituisce un pericolo
per la pubblica incolumità. Di modo che la
considerazione degli aspetti patrimoniali connessi
allo sprigionarsi e al diffondersi delle fiamme, è
solo indiretta (S. Corbetta, Marinucci-Dolcini,
Trattato, p.s., II, 1, 119).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 53

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Pericolo presunto e pericolo concreto La tematica del pericolo, presunto e concreto, ha avuto
elaborazione proprio con riguardo al delitto d’incendio, per il
quale, nella fattispecie prevista dal comma 1 dell’art. 423, in
Nei delitti contro l’incolumità pubblica, secondo la cui l’incendio ha ad oggetto la cosa altrui (a contrario dal comma
tradizionale ripartizione dei reati di pericolo, se 2, che tratta dell’incendio della cosa propria), si tende a ritenere
presunto o concreto: che il pericolo sia presunto, mentre nell’ipotesi del comma 2
• il pericolo è presunto qualora il legislatore si richiede esplicitamente che dal fatto derivi un pericolo per
abbia descritto l’evento, con lineamenti l’incolumità pubblica.
La giurisprudenza è pacifica in tal senso, essendosi
strutturali precisi e ben definiti (artt. 423, comma reiteratamente affermato che ai fini della sussistenza del reato
1, 426, 428, comma 1, 430) stabilendo una d’incendio di cosa altrui non è necessario un pericolo concreto
presunzione inderogabile di pericolo fondata ed effettivo (Cass., sez. IV, 21 dicembre 1981, D’Onofrio, Riv.
sull’id quod plerunque accidit; Pen. 1982, 570), essendo sufficiente un pericolo potenziale per
• è concreto quando entra nella fattispecie, l’incolumità pubblica, cioè che l’incendio dimostri, per la sua
tendenza a diffondersi, una possibilità di pericolo (Cass., sez. III,
attraverso la formula se dal fatto deriva 19 giugno 1967, Francia, ivi 1968, 680); che nel delitto di
pericolo per la pubblica incolumità, come incendio la sussistenza di un pericolo concreto ed effettivo per
elemento costitutivo (artt. 423, comma 2, 424, l’incolumità pubblica è richiesta dall’art. 423, comma 2, quale
427, 428, comma 3, 431, 433, 434; ma anche condizione obbiettiva di punibilità, e nelle altre ipotesi di incendio,
art. 422), e allora va effettivamente accertato. della cosa altrui o della cosa propria che si propaga alla altrui, il
pericolo per la pubblica incolumità è presunto iuris et de iure ed è
insito nel fatto stesso dell’incendio e della sua forza espansiva
(Cass., sez. IV, 7 febbraio 1974, Leonardini, ivi 1974, 714; Cass.
Pen. 1968, 1377; Cass., sez. I, 3 luglio 1978, Russi, Riv. Pen.
1979, 47; Cass., sez. IV, 9 aprile 1991, Bonetto, ivi 1991, 84;
Cass., sez. IV, 5 dicembre 2003, n. 4981, C.E.D. Cass., n.
229670).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 54

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Soggetto attivo Elemento oggettivo - Condotta
Nella forma commissiva, il delitto d’incendio di cosa altrui La norma prevede come delitto il semplice fatto di chi cagiona un
(art. 423, comma 1) può essere commesso da chiunque. incendio. Trattandosi di reato a forma libera, sono indifferenti
L’art. 423, comma 2, prevede l’ipotesi in cui l’incendio sia le condotte ed i mezzi con cui l’incendio può essere
appiccato alla cosa propria, richiedendosi allora che dal fatto provocato.
derivi un pericolo per la pubblica incolumità. Il soggetto del La condotta è fondamentalmente attiva, a meno che non si renda
delitto d’incendio di cosa propria deve essere rigorosamente applicabile l’art. 40, comma 2, che rende equivalenti il cagionare
il proprietario, ovvero colui che vanta un diritto di proprietà e e il non impedire un dato evento, se e in quanto sussista un
non semplicemente un diritto reale limitato o una situazione obbligo giuridico di impedirlo.
possessoria, o la detenzione di virtù di carica societaria Evento
(Cass., sez. V, 29 febbraio 2000, Manservisi, Riv. Pen. L’incendio di per sé, come fenomeno naturalistico, idoneo a porre
2001, 91). in pericolo la pubblica incolumità, non può consistere in semplice
Nella forma omissiva della condotta, particolarmente per abbruciamento di cose, ma è necessario un fuoco distruttore di
l’ipotesi colposa vengono in considerazione i soggetti che si vaste proporzioni che tende a diffondersi e non può essere
trovino in particolari posizioni di garanzia, sui quali grava spento facilmente (Manuale Antolisei, p.s. II.11; Fiandaca-
l’obbligo di controllo della specifica fonte di pericolo, dai vigili Musco. Diritto, p.s. I 500).
del fuoco ai privati tenuti a munirsi, ai fini dell’esercizio di Sono i requisiti che la giurisprudenza ha costantemente preteso,
determinate attività industriali, del certificato di prevenzione affermandosi che costituisce incendio, agli effetti delle norme
incendi, e in particolari settori contraddistinti da speciali penali, un fuoco di non lievi proporzioni, che tenda ad
rischi per l’incolumità pubblica, ai gestori delle attività, tenuti espandersi e non possa essere facilmente estinto.
ad adottare in tutte le misure idonee a prevenire incendi, Dalla copiosa giurisprudenza che si è cimentata nella definizione
esplosioni, incidenti per l’ambiente di lavoro. di incendio si desume che perché si verifichi l’ipotesi criminosa di
Soggetto passivo cui all’art. 423 c.p., l’incendio, anche con riferimento alla cosa
Il titolare dell’interesse tutelato, nei reati contro altrui, deve essere un fuoco caratterizzato da vastità delle
l’incolumità pubblica con riferimento ai soggetti titolari dei proporzioni, dalla tendenza a progredire e dalla difficoltà di
beni danneggiati dall’incendio. spegnimento.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 55

FORMPOCKET
Va inoltre fatta distinzione tra il concetto di fuoco e Mentre nell’ipotesi dolosa la mera accensione del
quello di incendio, in quanto si ha incendio solo fuoco ha rilievo se posta in essere allo scopo di
quando il fuoco divampi irrefrenabilmente, in provocare un incendio, in quella colposa rileva solo ed
vaste proporzioni, con fiamme divoratrici che esclusivamente la fattispecie legale: l’essere, cioè,
si propaghino con potenza distruttrice, così da divampato l’incendio.
porre in pericolo la incolumità di un numero In quest’ultima ipotesi, al fine della causale
indeterminato di persone; ne deriva che non determinazione di tale evento, assume rilievo
ogni fuoco è, di per sé ab origine qualificabile eziologico l’azione o l’omissione dell’agente, in essere
come incendio, ma, secondo la fattispecie legale dovendosi individuare l’esistenza, o meno, della colpa.
prevista sia dall’art. 423 che dall’art. 449 c.p., solo La mera accensione del fuoco, dovuta a fatto del
quando le fiamme, non controllate e non soggetto cui si addebita l’incendio colposo (o qualsiasi
controllabili, assumano i connotati di proporzione, altra causa) è giuridicamente irrilevante; assume
di forza diffusiva, di capacità distruttiva, di rilievo esclusivamente il perché, ad opera di quali
estinzione, dai quali deve desumersi la cause, per quali comportamenti, cui risulti estraneo
configurazione giuridica del delitto (Cass., sez. IV. l’intento di provocare l’incendio, il fuoco sia divampato
29 ottobre 2008, n. 43126, C.E.D. Cass., n. assumendo le caratteristiche della vastità, diffusibilità
242459). Non è comunque richiesta la forza e di difficoltà di estinzione sopra evidenziate.
prorompente e distruttrice delle fiamme, essendo
sufficiente che il fuoco tenda a diffondersi e non
possa facilmente spegnersi. Non si è in presenza
di incendio ove le fiamme si siano spente da sole,
dopo aver cagionato esigui danni.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 56

FORMPOCKET
Rapporto di causalità Elemento soggettivo
Al giudice è affidato l’accertamento del rapporto Il dolo, in entrambe le ipotesi previste dall’art. 423, è
di causa-effetto tra il comportamento generico: secondo l’opinione tradizionale esso è
dell’agente e il fatto d’incendio, con costituito dalla volontà di cagionare un incendio,
complicazione delle leggi scientifiche idonee a unitamente alla consapevolezza - nell’incendio di
spiegare le origini del fenomeno naturalistico. cosa propria - del pericolo incombente su una
Egli dovrà mentalmente elidere l’azione, cerchia indeterminata di persone, sempre che
considerandola non avvenuta, per verificare se questo venga considerato elemento costitutivo del
l’incendio si sarebbe ugualmente verificato nelle reato.
stesse circostanze di tempo e di luogo, e nel caso Va detto che l’avvicinamento delle due fattispecie
di omissione, se il comportamento dell’azione previste dai due commi, sotto il profilo degli elementi
doverosa che è stata omessa avrebbe paralizzato costitutivi del reato, induce ad equiparare
la serie causale che ha innescato l’incendio; l’accertamento in ordine alla consapevolezza del
sussiste il rapporto di causalità se, con pericolo per l’incolumità pubblica, non solo per
l’impiego di una legge di copertura, l’azione l’incendio di cosa propria, in cui il pericolo è
dell’agente non può essere mentalmente espressamente previsto dalla fattispecie legale, ma
eliminata senza che venga meno l’incendio che anche per l’incendio di cosa altrui, in cui l’agente deve
in concreto si è manifestato. essere consapevole che il fuoco sarà di vaste
proporzioni, tendente ad espandersi, difficilmente
estinguibile, tale da creare un pericolo per un numero
indeterminato di persone.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 57

FORMPOCKET
Il pericolo per la pubblica incolumità deve dunque
essersi concretamente verificato, il che si ha
quando dal fuoco appiccato alla cosa propria
consegua un vero incendio, e allora il reato si
consuma, senza di che, per essere stato spento il
fuoco prima che raggiungesse le proporzioni di un
incendio, non si può configurare il tentativo
punibile.
Il dolo specifico del fine di uccidere è
l’elemento distintivo rispetto al delitto di
incendio e ad altri delitti contro l’incolumità,
che tuttavia possono costituire il mezzo per
provocare la strage; l’incendio quando sia stato
determinato dal fine di uccidere integra sempre il
delitto di cui all’art. 422 c.p., anche quando non sia
stata cagionata la morte di alcuno, venendo
l’incendio od altro delitto contro l’incolumità
pubblica assorbito in un unico reato complesso.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 58

FORMPOCKET
Inondazione, frana o valanga Procedura
1) si procede di ufficio;
L’inondazione è l’allagamento dovuto 2) la competenza è del tribunale;
all’invasione di acque in luoghi non destinati, 3) per il delitto doloso l’arresto in flagranza è
nel momento del fatto, a riceverle e per obbligatorio ed il fermo consentito; se l’autore è un
un’estensione tale da costituire un pericolo per minorenne sono consentiti l’arresto, il fermo e
la pubblica incolumità. l’accompagnamento;
La frana è una massa di terreno, sabbia, 4) per il delitto colposo l’arresto in flagranza è
pietrame ecc. che proviene dall’alto. facoltativo ed il fermo non è consentito; se l’autore
La valanga è una massa di neve che si è un minorenne, non è consentita alcuna misura.
distacca dalla montagna e, crescendo
progressivamente, precipita in un punto in
basso.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 59

FORMPOCKET
Disastro ferroviario Procedura
1) si procede di ufficio;
Il disastro ferroviario è ogni incidente (scontro, 2) la competenza è del tribunale;
rovesciamento, deragliamento ecc.) che colpisca 3) per il delitto doloso l’arresto in flagranza è
un trasporto ferroviario, offendendo o obbligatorio ed il fermo consentito; se l’autore è un
mettendo a repentaglio un numero minorenne sono consentiti l’arresto, il fermo e
indeterminato di persone. l’accompagnamento;
4) per il delitto colposo l’arresto in flagranza è
facoltativo ed il fermo non è consentito; se l’autore
è un minorenne, non è consentita alcuna misura.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 60

FORMPOCKET
Attentati Procedura
1) si procede di ufficio;
2) la competenza è del tribunale;
Per attentato si intende l’azione che minaccia 3) per l’ipotesi semplice l’arresto in flagranza è
la sicurezza di officine, opere, apparecchi e facoltativo ed il fermo non è consentito; per l’ipotesi
altri mezzi destinati alla produzione e aggravata l’arresto in flagranza è obbligatorio ed il
trasmissione di energia o alle comunicazioni. fermo è consentito; se l’autore è un minorenne
sono consentiti l’arresto, il fermo e
l’accompagnamento solo nell’ipotesi aggravata.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 61

FORMPOCKET
Disastri dolosi Procedura
1) si procede di ufficio;
Crollo di costruzioni o altri disastri 2) la competenza è del tribunale;
dolosi 3) per il delitto doloso semplice l’arresto in flagranza è
Il crollo, totale o parziale, di una costruzione facoltativo, il fermo non è consentito e, se l’autore è
implica la disintegrazione delle strutture un minorenne, non è consentita alcuna misura
essenziali di essa, in modo che la forza di (neppure l’accompagnamento); per il delitto doloso
coesione fra i singoli elementi costruttivi venga aggravato, l’arresto in flagranza è obbligatorio, il
superata e vinta dalla forza di gravità. Non basta, fermo consentito e se l’autore è un minorenne sono
quindi, ad integrare il delitto qualsiasi distacco consentiti l’arresto, il fermo e l’accompagnamento;
con conseguente caduta al suolo di singoli per il delitto colposo è consentito solo l’arresto in
elementi costruttivi, ancorché stabilmente inseriti flagranza del maggiorenne.
nella costruzione, quando le strutture di essa non
risultino definitivamente compromesse.
Per disastro si intende qualunque evento di
vaste proporzioni che ponga in pericolo la
pubblica incolumità e che non sia
espressamente previsto negli articoli da 422 a 433
c.p.
La norma contenuta nell’art. 434 c.p. ha carattere
sussidiario (cioè opera dove non ne operano altre
a carattere più specifico).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 62

FORMPOCKET
Delitti colposi di pericolo Procedura
1) si procede di ufficio;
2) la competenza è del pretore;
Rientrano in questa categoria azioni od 3) non sono consentiti né l’arresto in flagranza né il
omissioni che fanno sorgere il pericolo di fermo; né, se si tratta di un minorenne,
determinati disastri. l’accompagnamento.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 63

FORMPOCKET
Omissione colposa di cautele e Procedura
1) si procede di ufficio;
difese contro disastri o infortuni 2) la competenza, per i maggiorenni, è del pretore;
sul lavoro 3) non sono consentiti nè l’arresto in flagranza, né il
fermo; per minorenni, non è consentito neppure
Si tratta dell’azione colposa di chi ometta di l’accompagnamento.
collocare o rimuova o renda inutilizzabili mezzi
di estinzione.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 64

FORMPOCKET
Altri delitti contro l’incolumità Procedura
1) si procede di ufficio;
pubblica 2) competente è il tribunale;
3) l’arresto in flagranza è facoltativo ed il fermo
Sottrazione, occultamento o guasto di consentito; se autore è un minorenne è consentito
apparecchi a pubblica difesa da infortuni. solo l’accompagnamento.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 65

FORMPOCKET
Inosservanza dei provvedimenti Procedura
dell’Autorità 1) si procede di ufficio;
2) la competenza è del pretore;
3) non sono consentiti né l’arresto né il fermo né, per i
Il reato previsto dall’art. 650 è concretizzato
dall’inosservanza delle prescrizioni - anche di minorenni, l’accompagnamento.
quelle che impongono una scadenza entro la quale
una certa situazione pericolosa deve essere
regolarizzata - impartite ai responsabili delle
attività soggette a controllo di prevenzione
incendi (art. 14 d.p.r. n. 577 29/7/1982).
Naturalmente anche in questo specifico settore
l’ordine, affinché la sua inosservanza realizzi il reato
(contravvenzione) punito dall’art. 650 c.p. deve:
− essere emanato dall’organo specificamente
competente ad impartirlo (dal Comando
Provinciale dei Vigili del Fuoco);
− essere emesso nell’esercizio ed entro la sfera
del potere conferito dalla legge (c.d. Iegalità
sostanziale);
− essere diretto a chi è obbligato ad osservarlo
(al titolare delle attività soggette ai controlli di
prevenzione incendi) e portato a conoscenza di
tale soggetto.
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 66

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Reati
Il titolare di un’attività assume la prima responsabilità nel caso ometta di presentare la SCIA o, nel caso di SCIA presente
ed in scadenza, ometta di presentare la richiesta di rinnovo periodico. Nei casi sopracitati scatta la sanzione penale che
determina l’arresto sino a un anno o l’ammenda da 258 a 2.582 euro. L’art. 20 del D.Lvo 29/05/2017, n. 97, del resto
come il precedente D.Lvo 139/2006, fa riferimento ad “attività che comportano la detenzione e l’impiego di prodotti
infiammabili, incendiabili o esplodenti, da cui derivano in caso di incendio gravi pericoli per l’incolumità della vita e dei
beni”, ovvero tutte le attività.
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Omessa segnalazione certificata Art. 20, co. 1, D.Lvo. 8 marzo Art. 20, D.Lvo. 8 marzo 2006 arresto fino a un anno o ammenda da 258 a
d’inizio attività ai fini antincendio 2006 n. 139 n. 139 2.582,87 euro
D.Lvo. 8 marzo 2006 n. 139 - Art. 20. - Sanzioni penali e sospensione dell’attività (1)
(articoli 1, 5, commi 1 e 2, legge 7 dicembre 1984, n. 818; articolo 2, legge 26 luglio 1965, n. 966)
1. Chiunque, in qualità di titolare di una delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ometta di presentare la segnalazione certificata di inizio attività
o la richiesta di rinnovo periodico della conformità antincendio è punito con l’arresto sino ad un anno o con l’ammenda da 258 a 2.582 euro, quando si tratta
di attività che comportano la detenzione e l’impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti, da cui derivano in caso di incendio gravi pericoli per
l’incolumità della vita e dei beni, da individuare con il decreto del Presidente della Repubblica previsto dall’articolo 16, comma 2.

Nota (1): Reato per il quale risulta applicabile l’art 301 del D.Lvo. 81/2008
Art. 301 - Applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 20 e seguenti del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758
2. Alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro previste dal presente decreto nonché da altre disposizioni aventi forza di legge, per le
quali sia prevista la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda ovvero la pena della sola ammenda, si applicano le disposizioni in materia di prescrizione
ed estinzione del reato di cui agli articoli 20, e seguenti, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758 (Art. 20 (Prescrizione); Art. 21 (Verifica
dell’adempimento); Art. 22 (Notizie di reato non pervenute dall’organo di vigilanza); Art. 23 (Sospensione del procedimento penale); Art. 24 (Estinzione del
reato).

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Reati
Nell’ambito dei luoghi di lavoro le sanzioni sono le seguenti:
NORMA
OMISSIONE NORMA VIOLATA SANZIONE
PENALE
Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all’Allegato Art. 68, co. 1,
Art. 64, co. 1, lett. “a”
IV del D.Lvo. 81 del 09.04.2008. lett. “b”, arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.096 a
Allegato IV, p.to 4.4.1,
Omessa presentazione di progetto antincendio per D.Lvo. 5.260,80 euro
D.Lvo. 81/2008
nuova attività o per modifica di attività esistente. 81/2008

Art. 64. - Obblighi del datore di lavoro


1. Il datore di lavoro provvede affinchè:
a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all’articolo 63, commi 1, 2 e 3;
(omissis)
Art. 63. - Requisiti di salute e di sicurezza
2. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV.
(omissis)
D.Lvo. 81 del 09.04.08

Allegato IV
4.3. Le aziende e le lavorazioni nelle quali si producono, si impiegano, si sviluppano o si detengono prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti o quelle che, per
dimensioni, ubicazione ed altre ragioni presentano in caso di incendio gravi pericoli per la incolumità dei lavoratori sono soggette, ai fini della prevenzione degli
incendi, al controllo del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco competente per territorio ad esclusione delle attività svolte dal Ministero della difesa per le
quali lo stesso Ministero provvede ai controlli e all’attuazione di idonee misure a salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori in conformità ai provvedimenti
specifici emanati in materia di prevenzione incendi.
4.4.1. I progetti di nuovi impianti o costruzioni di cui al precedente punto o di modifiche di quelli esistenti alla data di entrata in vigore del presente Decreto, devono
essere sottoposti al preventivo parere di conformità sui progetti, da parte del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, al quale dovrà essere richiesta la visita
di controllo ad impianto o costruzione ultimati, prima dell’inizio delle lavorazioni, secondo le procedure di cui all’art. 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006 n.
139.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 68

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Reati
Nell’ambito dei luoghi di lavoro le sanzioni sono le seguenti:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all’Allegato
Art. 64, co. 1, lett. “a”
IV del D.Lvo. 81 del 09.04.08. Art. 68, co. 1, lett. “b”, arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.096 a
Allegato IV, p.to 4.4.1,
Omessa richiesta di visita sopralluogo di verifica a D.Lvo. 81/2008 5.260,80 euro
D.Lvo. 81/2008
lavori ultimati

Art. 64. - Obblighi del datore di lavoro


1. Il datore di lavoro provvede affinchè:
a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all’articolo 63, commi 1, 2 e 3;
(omissis)
Art. 63. - Requisiti di salute e di sicurezza
2. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV.
(omissis)

Allegato IV
4.3. Le aziende e le lavorazioni nelle quali si producono, si impiegano, si sviluppano o si detengono prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti o quelle che, per
dimensioni, ubicazione ed altre ragioni presentano in caso di incendio gravi pericoli per la incolumità dei lavoratori sono soggette, ai fini della prevenzione degli
incendi, al controllo del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco competente per territorio ad esclusione delle attività svolte dal Ministero della difesa per le
quali lo stesso Ministero provvede ai controlli e all’attuazione di idonee misure a salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori in conformità ai provvedimenti
specifici emanati in materia di prevenzione incendi.
4.4.1. I progetti di nuovi impianti o costruzioni di cui al precedente punto o di modifiche di quelli esistenti alla data di entrata in vigore del presente Decreto, devono
essere sottoposti al preventivo parere di conformità sui progetti, da parte del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, al quale dovrà essere richiesta la visita
di controllo ad impianto o costruzione ultimati, prima dell’inizio delle lavorazioni, secondo le procedure di cui all’art. 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006 n.
139.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 69

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Reati
Nell’ambito dei luoghi di lavoro le sanzioni sono le seguenti:

OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE


Omessa adozione di misure di prevenzione
Art. 55, co.5, lett. “c”, arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.315,20
incendi e per la tutela dell’incolumità dei Art. 46, co. 2, D.Lvo. 81/2008
D.Lvo. 81/2008 a 5.699,20 euro
lavoratori
Art. 46. - Prevenzione incendi
1. La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi
uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell’ambiente.
2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei
lavoratori.
Omessa organizzazione dei necessari Art. 43, co. 1, lett. “a”,.
rapporti con i servizi pubblici competenti in D.Lvo. 81/2008 Art. 55, co. 5, lett. “a”, arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 822 a
materia di salvataggio, lotta antincendio, Art. 18, co. 1, lett. “t”, D.Lvo. 81/2008 4.384 euro
gestione dell’emergenza D.Lvo. 81/2008
Articolo 43 - Disposizioni generali
1. Ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro:
a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza;
Articolo 18 - Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
2. ll datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad
essi conferite, devono:
……
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato,
secondo le disposizioni di cui all’articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità
produttiva, e al numero delle persone presenti;

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 70

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Reati
Nell’ambito dei luoghi di lavoro le sanzioni sono le seguenti:

OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE


Omessa predisposizione di idonei mezzi di
Art. 43, co. 1, lett. “e-bis”, D.Lvo. Art. 55, co. 5, lett. C, arresto da due a quattro mesi o ammenda da
estinzione nonché di impianti di estinzione
81/2008 D.Lvo. 81/2008 1.315,20 a 5.699,20 euro
fissi, manuali o automatici
Articolo 43 - Disposizioni generali
1. Ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro:
e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anc he conto
delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L’obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in
relazione alla valutazione dei rischi.
Articolo 18 - Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
2. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad
essi conferite, devono: …
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato,
secondo le disposizioni di cui all’articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità
produttiva, e al numero delle persone presenti;

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 71

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Reati
Nell’ambito dei luoghi di lavoro le sanzioni sono le seguenti:

OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE


Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro
all’Allegato IV del D.Lvo. 81 del 09.04.08. Art. 64, co. 1, lett. “a”
Art. 68, co. 1, lett. “b” arresto da due a quattro mesi o ammenda da
Omessa manutenzione periodica di idonei D.Lvo. 81/2008
D.Lvo. 81/2008 1.096,00 a 5.260,80 euro
presidi antincendio, ivi compresi gli estintori Allegato IV, punto 4.1.3
portatili
Art. 64. - Obblighi del datore di lavoro
1. Il datore di lavoro provvede affinchè:
a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all'articolo 63, commi 1, 2 e 3;
Art. 63. - Requisiti di salute e di sicurezza
2. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell'allegato IV.

Allegato IV
4.1. Nelle aziende o lavorazioni in cui esistono pericoli specifici di incendio:
4.1.1. è vietato fumare;
4.1.2. è vietato usare apparecchi a fiamma libera e manipolare materiali incandescenti, a meno che non siano adottate idonee misure di sicurezza;
4.1.3. devono essere predisposti mezzi ed impianti di estinzione idonei in rapporto alle particolari condizioni in cui possono essere usati, in essi compresi gli
apparecchi estintori portatili o carrellati di primo intervento. Detti mezzi ed impianti devono essere mantenuti in efficienza e controllati almeno una volta ogni sei
mesi da personale esperto

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 72

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Reati
Qualora il titolare dell’attività cui viene irrorata la sospensione, per reiterate violazioni in materia di tutela della salute e
della sicurezza sul lavoro, non ottemperasse a tale sanzione sarebbe soggetto a:

OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE


Inosservanza dei provvedimenti Art. 20, co. 1 D.Lvo. 8 marzo 2006 n. Art. 650, Regio Decreto 19 arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206
dell’autorità 139 ottobre 1930, n. 1938 euro
Art. 650. - Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.
Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il
fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.

Art. 20, co. 2, D.Lvo. 8 marzo 2006 Art. 20, D.Lvo. 8 marzo reclusione da tre mesi a tre anni e multa da
Falsità in atti
n. 139 2006 n. 139 103 a 516 euro

D.Lvo. 8 marzo 2006 n. 139 - Art. 20. - Sanzioni penali e sospensione dell’attività
2. Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni rese ai fini della presentazione della segnalazione certificata di inizio attività o della richiesta di rinnovo periodico
della conformità antincendio, attesti fatti non rispondenti al vero è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103 a 516 euro. La stessa
pena si applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime.

Falsità in atti pubblici destinati a provare la Art. 483, Regio Decreto 19 ottobre Art. 483, Regio Decreto 19
reclusione fino a due anni
verità 1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938

Art. 483. - Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.


Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 73

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Reati
Analizziamo ora le responsabilità a carico del Professionista abilitato/Installatore.
Ricordiamo, innanzitutto, la sua definizione:
Professionista iscritto in albo professionale, che opera nell’ambito delle proprie competenze (art. 1, comma 1, lettera b)
del Decreto 07/08/2012).
 
Il tecnico abilitato iscritto all’albo professionale: “assevera la conformità dell’opera alle pertinenti regole tecniche di
prevenzione incendi e/o al progetto approvato dal Comando Provinciale dei VV.F.”

Per “Professionista abilitato” si deve quindi intendere il tecnico, l’artigiano o l’ufficio tecnico che presta la propria opera
“professionale”, appunto, avendone competenza e requisiti riconosciuti.

Ricordiamo quali sono gli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative
pertinenze (se l’impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura):
• impianti elettrici (produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione), impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti
per l’automazione di porte, cancelli e barriere, impianti di autoproduzione di energia elettrica fino a 20 kw nominali a condizione che l’energia prodotta sia
utilizzata dall’autoproduttore;
• impianti radiotelevisivi (le antenne e gli impianti elettronici in genere), impianti di sicurezza;
• impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie (comprese le opere di evacuazione dei
prodotti della combustione e delle condense e di ventilazione ed aerazione dei locali), installazione pannelli solari (da associare alla lettera d);
• impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
• impianti del gas (distribuzione e utilizzazione di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione
dei locali);
• impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e simili;
• impianti di protezione antincendio.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 74

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Reati
Quali sono i requisiti per la realizzazione di questi impianti:

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 75

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Reati
E, di conseguenza, quali le imprese abilitate:

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 76

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Reati
Gli impianti soggetti alla redazione di un progetto sono quelli:

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 77

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Reati
Al termine dei lavori il “Professionista abilitato” ha l’obbligo di rilasciare la dichiarazione di conformità –
DI.CO. – debitamente compilata e sottoscritta.
Nel caso in cui la DI.CO., per gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore del Decreto 37/2008, non sia
stata prodotta o non sia più reperibile dovrà essere predisposta una dichiarazione di corrispondenza
redatta:
 per impianti obbligati all’elaborazione di un progetto, da “Professionista abilitato”, competente per la
tipologia di impianto cui si fà riferimento, che abbia esercitato la professione, nel settore impiantistico cui
ci si riferisce, per almeno cinque anni e sotto la propria persona responsabilità avendo:
 esperito un sopralluogo
 accertamenti tecnici
 per impianti non obbligati all’elaborazione di un progetto, da soggetto che ricopre da almeno cinque anni
il ruolo di “responsabile tecnico” di impresa abilitata operante nel settore impiantistico cui si riferisce

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 78

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Reati
La UNI 9494 definisce l’installatore SEFC come una “persona fisica o giuridica che avendone le
competenze è responsabile di realizzare la posa in opera di tutti i componenti di un SEFC, i collegamenti
necessari per il suo funzionamento e la verifica di primo funzionamento (esclusi gli impianti di interfaccia,
per esempio impianti di rivelazione incendio), in conformità ad un progetto”. Si può notare che nella
definizione fornita l’accento è posto sulle competenze ad ampio spettro dell’installatore SEFC che può
essere una persona fisica o giuridica in grado di assumersi la responsabilità del corretto funzionamento di
tutti i componenti del sistema (evacuatori, barriere, griglie di aerazione, quadro di comando e controllo) e
della conformità dell’installazione rispetto a un progetto.
L’impostazione per cui la norma attribuisce a un’unica persona la responsabilità di certificare installazione e
corretto funzionamento, conferma l’approccio normativo generale che considera l’impianto EFC come
“sistema unico” e non come somma di componenti indipendenti.
L’installatore agisce sempre “in conformità a un progetto” che è un progetto di sistema.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 79

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Reati
In caso di inadempienze riferite agli obblighi di legge, le sanzioni sono:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 7, co. 1, Decreto 22 gennaio Art. 15, Decreto 22
Mancata redazione della DI.CO. da 100,00 a 1.000,00 euro
2008, n. 37 gennaio 2008, n. 37
Art. 7, co. 1 – Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa
installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all’articolo 6. Di tale dichiarazione, resa
sulla base del modello di cui all’allegato I, fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto di cui all’articolo 5 .
Art. 15, co. 2, Decreto 22 gennaio Art. 15, co. 2, Decreto 22
Violazioni al Decreto 37/2008 da 1.000,00 a 10.000,00 euro
2008, n. 37 gennaio 2008, n. 37
Art. 15, co. 2 – Alle violazioni degli altri obblighi derivanti dal presente decreto si applicano le sanzioni amministrative da euro 1.000,00 ad euro 10.000,00 con
riferimento all’entità e complessità dell’impianto, al grado di pericolosità ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazioni .

Nota: le altre violazioni possono essere:


- dichiarazioni di conformità non firmata sia dal legale rappresentante dell’impresa che da responsabile tecnico
- mancata indicazione del responsabile tecnico
- dichiarazione firmata da responsabile tecnico non immedesimato nell’impresa
- mancata indicazione del committente
- mancata indicazione dei lavori eseguiti
Sono possibili altre sanzioni per l’impresa

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 80

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In caso di inadempienze riferite agli obblighi di legge, le sanzioni sono:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Artt. 1 e 3, Legge 06 dicembre 1971, Art. 5, Legge 06 dicembre 1971, Arresto fino a due anni o ammenda da 103,00
Impianti realizzati non alla regola dell’arte n. 1083
n. 1083 a 2.065,00 euro
Legge 06 dicembre 1971, n. 1083
Art. 1. Tutti i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile per uso domestico ed usi similari devono essere realizzati secondo le regole specifiche della
buona tecnica, per la salvaguardia della sicurezza.
Art. 3. I materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile per uso domestico e l'odorizzazione del gas, di cui ai precedenti articoli, realizzati secondo le norme
specifiche per la sicurezza pubblicate dall'Ente nazionale di unificazione (UNI) in tabelle con la denominazione UNI-CIG, si considerano effettuati secondo le regole della buona tecnica per la
sicurezza.
Art. 348, Regio Decreto 19 ottobre Art. 348, Regio Decreto 19 reclusione da sei mesi a tre anni e multa da
Abusivo esercizio di professione abilitante
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 10.000,00 a 50.000,00 euro
Art. 348. - Abusivo esercizio di una professione. ( 1)
Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e
con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.
La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il
soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, la trasmissione della sentenza medesima al competente Ordine, albo o
registro ai fini dell’applicazione dell’interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 12, comma 1, L. 11 gennaio 2018, n. 3, a decorrere dal 15 febbraio 2018.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 81

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In caso di inadempienze riferite agli obblighi di legge, le sanzioni sono:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Determinazione nell’abusivo esercizio di Art. 348, Regio Decreto 19 ottobre Art. 348, Regio Decreto 19 reclusione da uno a cinque anni e multa da
professione abilitante 1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 15.000,00 a 75.000,00 euro
Art. 348. - Abusivo esercizio di una professione. ( )
1

Si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 15.000 a euro 75.000 nei confronti del professionista che ha determinato altri a
commettere il reato di cui al primo comma ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 12, comma 1, L. 11 gennaio 2018, n. 3, a decorrere dal 15 febbraio 2018.
Art. 481, Regio Decreto 19 ottobre Art. 481, Regio Decreto 19 reclusione fino a un anno e multa da 51,00 a
Falsità in atti
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 516,00 euro
Art 481. - Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense o di un altro servizio di pubblica necessità attesta falsamente in un certificato, fatti dei quali l’atto è
destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire centomila a un milione.
Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro

Nota: Art 359. - Persone esercenti un servizio di pubblica necessità.


Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità:
1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato [c.p.
348, 498], quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi;
2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un
atto della pubblica amministrazione [c.p. 360].

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 82

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In caso di inadempienze riferite agli obblighi di legge, le sanzioni sono:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Falsità in atti pubblici destinati a provare la Art. 483 Regio Decreto 19 ottobre Art. 483 Regio Decreto 19
reclusione fino a due anni
verità 1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Art. 483. - Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni.

Art. 489 Regio Decreto 19 ottobre Art. 489 Regio Decreto 19


Uso di atto falso 2/3 delle pene articoli precedenti
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Art. 489. - Uso di atto falso.
Chiunque senza essere concorso nella falsità, fa uso di un atto falso soggiace alle pene stabilite negli articoli precedenti, ridotte di un terzo.
Omessa installazione, da parte
dell’installatore, di impianti, attrezzature di
Art. 24 Art. 57, co. 3 arresto fino a tre mesi o ammenda da
lavoro o altri mezzi tecnici in conformità
D.Lvo. 81/2008 D.Lvo. 81/2008 1.315,20 a 5.699,20 euro
alle norme di sicurezza ed alle istruzioni
del fabbricante.
Art. 24. - Obblighi degli installatori
1. Gli installatori e montatori di impianti, attrezzature di lavoro o altri mezzi tecnici, per la parte di loro competenza, devono attenersi alle norme di salute e
sicurezza sul lavoro, nonché alle istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 83

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Reati
Analizziamo ora le responsabilità a carico del Progettista
Per quanto riguarda la posizione del progettista, questo ha l’obbligo di effettuare ogni scelta progettuale e tecnica sulla
base di un’analisi preventiva dei rischi determinati dalla tipologia degli impianti e delle apparecchiature, dai singoli
componenti, nonché dal luogo di lavoro in cui l’impianto o l’apparecchiatura devono essere collocati.
L’art. 5, comma 3, del DM 37/2008 prescrive che “I progetti degli impianti sono elaborati secondo la regola dell’arte. I
progetti elaborati in conformità alla vigente normativa e alle indicazioni delle guide e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri
Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo
spazio economico europeo, si considerano redatti secondo la regola dell’arte”.
Analoga prescrizione obbligatoria è prevista dall’art 81 del D.Lvo. 81/2008 che stabilisce che “tutti i materiali, i macchinari
e le apparecchiature, nonché le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati, realizzati e
costruiti a regola d’arte”. La nozione unitaria di “regola d’arte” elaborata dalla giurisprudenza, cui debbono attenersi i
progettisti, ma anche i fabbricanti e gli installatori, include l’osservanza di tutte le disposizioni ricavabili dalle norme
giuridiche di natura imperativa contenute nel Testo Unico, nel D.M. 37/08 o in altre fonti legislative e regolamentari, oltre
alle regole comportamentali imposte dalla prudenza e dalla perizia.
Questo obbligo è innanzitutto previsto espressamente dal Codice Civile per “prestazioni d’opera” (manuale) e
“prestazioni d’opera intellettuale”, e, dunque, per installatori e progettisti.
Inoltre è considerato dal Codice Penale “colpa” nel caso di delitti colposi in cui l’evento infortunistico e/o pericoloso e/o
dannoso sia causato dalla violazione delle leggi, dei regolamenti e/o delle “regole tecniche” qui sopra individuate – con
danno e/o pericolo per persone, o cose (o animali domestici) o, anche, nel caso di falsità negli atti rilasciati, in particolare
con la “dichiarazione di conformità”.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 84

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Reati
In caso di inadempienze riferite agli obblighi di legge, le sanzioni sono:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 15, co. 2, Decreto 22 gennaio Art. 15, co. 2, Decreto 22
Violazioni al Decreto 37/2008 da 1.000,00 a 10.000,00 euro
2008, n. 37 gennaio 2008, n. 37
Art. 15, co. 2 – Alle violazioni degli altri obblighi derivanti dal presente decreto si applicano le sanzioni amministrative da euro 1.000,00 ad euro 10.000,00 con
riferimento all’entità e complessità dell’impianto, al grado di pericolosità ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazioni .

Nota: le altre violazioni possono essere:


- dichiarazioni di conformità non firmata sia dal legale rappresentante dell’impresa che da responsabile tecnico
- mancata indicazione del responsabile tecnico
- dichiarazione firmata da responsabile tecnico non immedisimato nell’impresa
- mancata indicazione del committente
- mancata indicazione dei lavori eseguiti
Sono possibili altre sanzioni per l’impresa
Art. 348, Regio Decreto 19 ottobre Art. 348, Regio Decreto 19 reclusione da sei mesi a tre anni e multa da
Abusivo esercizio di professione abilitante
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 10.000,00 a 50.000,00 euro
Art. 348. - Abusivo esercizio di una professione. (1)
Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e
con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.
La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il
soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, la trasmissione della sentenza medesima al competente Ordine, albo o
registro ai fini dell’applicazione dell’interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata.
(1)
Articolo così sostituito dall’art. 12, comma 1, L. 11 gennaio 2018, n. 3, a decorrere dal 15 febbraio 2018.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 85

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Reati
In caso di inadempienze riferite agli obblighi di legge, le sanzioni sono:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Determinazione nell’abusivo esercizio di Art. 348, Regio Decreto 19 ottobre Art. 348, Regio Decreto 19 reclusione da uno a cinque anni e multa da
professione abilitante 1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 15.000,00 a 75.000,00 euro
Art. 348. - Abusivo esercizio di una professione. ( )
1

Si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 15.000 a euro 75.000 nei confronti del professionista che ha determinato altri a
commettere il reato di cui al primo comma ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 12, comma 1, L. 11 gennaio 2018, n. 3, a decorrere dal 15 febbraio 2018.
Art. 481, Regio Decreto 19 ottobre Art. 481, Regio Decreto 19 reclusione fino a un anno e multa da 51,00 a
Falsità in atti
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 516,00 euro
Art 481. - Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense o di un altro servizio di pubblica necessità attesta falsamente in un certificato, fatti dei quali l’atto è
destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire centomila a un milione.
Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro

Nota: Art 359. - Persone esercenti un servizio di pubblica necessità.


Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità:
1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato [c.p.
348, 498], quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi;
2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un
atto della pubblica amministrazione [c.p. 360].

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 86

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Reati
In caso di inadempienze riferite agli obblighi di legge, le sanzioni sono:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Falsità in atti pubblici destinati a provare la Art. 483, Regio Decreto 19 ottobre Art. 483, Regio Decreto 19
reclusione fino a due anni
verità 1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Art. 483. - Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni.

Nota: Art. 357. - Nozione del pubblico ufficiale.


Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.
Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla
manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 87

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Reati
Vediamo adesso le possibili violazioni a carico dei Professionisti antincendio
 Il “Professionista antincendio” è un professionista abilitato alle attestazioni in ambito della sicurezza antincenio, inscritto
negli specifici albi o collegi professionali e allo speciale elenco del Ministero dell’Interno.
Il tecnico abilitato ed iscritto negli elenchi del Ministero dell’Interno: “elabora e redige le dichiarazioni e le
certificazioni che devono comprovare che i prodotti, gli elementi costruttivi, i materiali, le attrezzature, etc. rilevanti ai fini
della sicurezza in caso di incendio sono stati realizzati, installati e posti in opera in conformità alla normativa vigente in
materia di sicurezza antincendio”.
Tale professionalità è richiesta per la redazione/certificazione delle seguenti attività:
• redazione dei progetti elaborati con l’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio e del relativo
documento sul sistema di gestione della sicurezza antincendio (SGSA), di cui al D.Min.Interno 09/05/2007;
• elaborazione di progetti redatti secondo norme pubblicate da organismi di standardizzazione riconosciuti a livello
internazionale nel settore della prevenzione incendi;
• asseverazione attestante la funzionalità e l’efficienza degli impianti di protezione attiva antincendi, da
presentare contestualmente alla richiesta di rinnovo di conformità antincendio;
• certificazione di resistenza al fuoco di prodotti/elementi costruttivi in opera (con esclusione delle porte e degli
elementi di chiusura), quando la valutazione sia determinata non per via tabellare, da allegare alla SCIA;
• dichiarazione inerente i prodotti impiegati ai fini della reazione al fuoco e i dispositivi di apertura delle porte, da
allegare alla SCIA;
• certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento di impianto rilevante ai fini della sicurezza
antincendio;
• dichiarazione di rispondenza ai sensi del D.Min.Sviluppo Econ. 22/01/2008, n. 37 per impianti di distribuzione di
GPL ricadente in attività soggetta ai controlli.
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 88

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Le violazioni, sia civili sia penali, in cui possono incorrere i Professionisti antincendio sono palesemente le stesse:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 19, co. 6, Legge 241 del 07 Art. 19, co. 6, Legge 241
Falsità in atti reclusione da uno a tre anni
agosto 1990 del 07 agosto 1990
Legge 07 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme sul procedimento amministrativo”
Art. 19, co. 6 (come modificato dall’art. 49, co. 4-bis, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78): 6. Ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni
o attestazioni o asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara o attesta falsamente l’esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al
comma 1 è punito con la reclusione da uno a tre anni.

Nota: art. 19, co. 1: ... La segnalazione è corredata ... , ove espressamente previsto dalla normativa vigente, dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici
abilitati, ... tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione.
Art. 481, Regio Decreto 19 ottobre Art. 481, Regio Decreto 19 reclusione fino a un anno e multa da 51,00 a
Falsità in atti
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 516,00 euro
Art 481. - Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense o di un altro servizio di pubblica necessità attesta falsamente in un certificato, fatti dei quali l’atto è
destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire centomila a un milione.
Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro

Nota: Art 359. - Persone esercenti un servizio di pubblica necessità.


Agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità:
1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato [c.p.
348, 498], quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi;
2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un
atto della pubblica amministrazione [c.p. 360].

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 89

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Reati
Le violazioni, sia civili sia penali, in cui possono incorrere i Professionisti antincendio sono palesemente le stesse:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Falsità in atti pubblici destinati a provare la Art. 483, Regio Decreto 19 ottobre Art. 483, Regio Decreto 19
reclusione fino a due anni
verità 1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Art. 483. - Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni.

Nota: Art. 357. - Nozione del pubblico ufficiale.


Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.
Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla
manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.
Art. 20, co. 2, D.Lvo. 8 marzo 2006 Art. 20, D.Lvo. 8 marzo reclusione da tre mesi a tre anni e multa da
Falsità in atti
n. 139 2006 n. 139 103 a 516 euro
D.Lvo. 8 marzo 2006 n. 139 - Art. 20. - Sanzioni penali e sospensione dell’attività
2. Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni rese ai fini della presentazione della segnalazione certificata di inizio attività o della richiesta di rinnovo periodico
della conformità antincendio, attesti fatti non rispondenti al vero è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103 a 516 euro. La stessa
pena si applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 90

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Le violazioni, sia civili sia penali, in cui possono incorrere i Professionisti antincendio sono palesemente le stesse:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 348, Regio Decreto 19 ottobre Art. 348, Regio Decreto 19 reclusione da sei mesi a tre anni e multa da
Abusivo esercizio di una professione
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 10.000,00 a 50.000.00 euro
Art. 348. - Abusivo esercizio di una professione. (1)
Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e
con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.
La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il
soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, la trasmissione della sentenza medesima al competente Ordine, albo o
registro ai fini dell’applicazione dell’interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata.
Si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 15.000 a euro 75.000 nei confronti del professionista che ha determinato altri a
commettere il reato di cui al primo comma ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo.
(1)
Articolo così sostituito dall’art. 12, comma 1, L. 11 gennaio 2018, n. 3, a decorrere dal 15 febbraio 2018.
Art. 489, Regio Decreto 19 ottobre Art. 489, Regio Decreto 19
Uso di atto falso 2/3 delle pene articoli precedenti
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Art. 489. - Uso di atto falso.
Chiunque senza essere concorso nella falsità, fa uso di un atto falso soggiace alle pene stabilite negli articoli precedenti, ridotte di un terzo.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 91

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Reati
Le violazioni, sia civili sia penali, in cui possono incorrere i Professionisti antincendio sono palesemente le stesse:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Omesso rispetto, da parte del progettista,
dei principi generali di prevenzione in
Art. 57, co. 1 D.Lvo. arresto fino a sei mesi o ammenda da
materia di sicurezza. Scelta di attrezzature, Art. 22 D.Lvo. 81/2008
81/2008 1.644,00 a 6.576,00 euro
componenti e dispositivi di protezione non
rispondenti alle disposizioni legislative
Art. 22. - Obblighi dei progettisti
1. I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro al momento
delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi di protezione rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in
materia.
Omessa installazione, da parte
dell’installatore, di impianti, attrezzature di
Art. 24 Art. 57, co. 3 arresto fino a tre mesi o ammenda da
lavoro o altri mezzi tecnici in conformità
D.Lvo. 81/2008 D.Lvo. 81/2008 1.315,20 a 5.699,20 euro
alle norme di sicurezza ed alle istruzioni
del fabbricante.
Art. 24. - Obblighi degli installatori
1. Gli installatori e montatori di impianti, attrezzature di lavoro o altri mezzi tecnici, per la parte di loro competenza, devono attenersi alle norme di salute e
sicurezza sul lavoro, nonché alle istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 92

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Reati
Oltre alle violazioni di legge sin qui visitate, sussistono altre sanzioni che possono venire comminate a tutti gli attori.
Queste sono:

OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE

Rimozione od omissione dolosa di cautele Art. 437, Regio Decreto 19 ottobre Art. 437, Regio Decreto 19 reclusione da sei mesi a cinque anni/da tre a
contro infortuni sul lavoro 1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 dieci anni

Art. 437 - Chiunque omette di collocare impianti, apparecchiature o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è
punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se dal fatto deriva un disastro o un infortunio, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.

Omissione colposa di cautele o difese Art. 451, Regio Decreto 19 ottobre Art. 451, Regio Decreto 19 reclusione fino a un anno o multa da 103,00 a
contro disastri o infortuni sul lavoro 1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 516,00 euro

Art. 541 - Chiunque, per colpa, omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi destinati all’estinzione di un incendio, o al
salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire duecentomila a un milione.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 93

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Reati
Inoltre, se a seguito delle precedenti violazioni citate si dovesse verificare un danno, a cose o persone, potrebbero
essere comminate anche le seguenti violazioni, di colpa o di dolo, in concorso:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 423, Regio Decreto 19 ottobre Art. 423, Regio Decreto 19
Incendio reclusione da tre a sette anni
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni.
La disposizione precedente si applica anche nel caso d’incendio della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica.

Art. 425 - Circostanze aggravanti.


Nei casi preveduti dagli articoli 423 e 424, la pena è aumentata se il fatto è commesso:
1) su edifici pubblici o destinati a uso pubblico, su monumenti, cimiteri e loro dipendenze;
2) su edifici abitati o destinati a uso di abitazione, su impianti industriali o cantieri, o su miniere, cave, sorgenti o su acquedotti o altri manufatti destinati a
raccogliere e condurre le acque;
3) su navi o altri edifici natanti, o su aeromobili;
4) su scali ferroviari o marittimi, o aeroscali, magazzini generali o altri depositi di merci o derrate, o su ammassi o depositi di materie esplodenti, infiammabili o
combustibili;
Art. 434, Regio Decreto 19 ottobre Art. 434, Regio Decreto 19
Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi reclusione da uno a cinque anni
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Chiunque, fuori dei casi preveduti dagli articoli precedenti, commette un fatto diretto a cagionare il crollo di una costruzione o di una parte di essa ovvero un altro
disastro è punito, se dal fatto deriva pericolo per la pubblica incolumità, con la reclusione da uno a cinque anni.
La pena è della reclusione da tre a dodici anni se il crollo o il disastro avviene.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 94

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Reati
Inoltre, se a seguito delle precedenti violazioni citate si dovesse verificare un danno, a cose o persone, potrebbero
essere comminate anche le seguenti violazioni, di colpa o di dolo, in concorso:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 449, Regio Decreto 19 ottobre Art. 449, Regio Decreto 19
Delitti colposi di danno reclusione da uno a cinque anni
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938

Chiunque cagiona per colpa un incendio o un altro disastro preveduto dal capo primo di questo titolo, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Art. 450, Regio Decreto 19 ottobre Art. 450, Regio Decreto 19


Delitti colposi di pericolo reclusione fino a due anni
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938

Chiunque, con la propria azione od omissione colposa, fa sorgere o persistere il pericolo di un disastro ferroviario, di una inondazione, di un naufragio, o della
sommersione di una nave o di un altro edificio natante, è punito con la reclusione fino a due anni.
La reclusione non è inferiore a un anno se il colpevole ha trasgredito ad una particolare ingiunzione dell'autorità diretta alla rimozione del pericolo.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 95

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Inoltre, se a seguito delle precedenti violazioni citate si dovesse verificare un danno, a cose o persone, potrebbero
essere comminate anche le seguenti violazioni, di colpa o di dolo, in concorso:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 582, Regio Decreto 19 ottobre Art. 582, Regio Decreto 19
Lesione personale reclusione da sei mesi a tre anni
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583 e 585, ad eccezione di
quelle indicate nel numero 1 e nell’ultima parte dell'articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa.

Art. 583 - Circostanze aggravanti.


La lesione personale è grave e si applica la reclusione da tre a sette anni:
1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni
per un tempo superiore ai quaranta giorni;
2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;
3) [se la persona offesa è una donna incinta e dal fatto deriva l’acceleramento del parto.]

La lesione personale è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva:
4) una malattia certamente o probabilmente insanabile;
5) la perdita di un senso;
6) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una
permanente e grave difficoltà della favella;
7) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso;

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 96

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Inoltre, se a seguito delle precedenti violazioni citate si dovesse verificare un danno, a cose o persone, potrebbero
essere comminate anche le seguenti violazioni, di colpa o di dolo, in concorso:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 449, Regio Decreto 19 ottobre Art. 449, Regio Decreto 19
Circostanze aggravanti reclusione da uno a cinque anni
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Chiunque cagiona per colpa un incendio o un altro disastro preveduto dal capo primo di questo titolo, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Art. 589, Regio Decreto 19 ottobre Art. 589, Regio Decreto 19
Omicidio colposo reclusione da sei mesi a cinque anni
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938
Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni.
Se il fatto è commesso nell’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un’arte sanitaria, la pena è della
reclusione da tre a dieci anni.
Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più
grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 97

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Reati
Inoltre, se a seguito delle precedenti violazioni citate si dovesse verificare un danno, a cose o persone, potrebbero
essere comminate anche le seguenti violazioni, di colpa o di dolo, in concorso:
OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE
Art. 590, Regio Decreto 19 ottobre Art. 590, Regio Decreto 19 reclusione fino a tre mesi o multa fino a
Lesioni personali colpose
1930, n. 1938 ottobre 1930, n. 1938 309,00 euro
Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a euro 309.
Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123 a euro 619, se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni
o della multa da euro 309 a euro 1.239.
Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena per le lesioni gravi è della
reclusione da tre mesi a un anno o della multa da euro 500 a euro 2.000 e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni.
Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi nell’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di
un’arte sanitaria, la pena per lesioni gravi è della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per lesioni gravissime è della reclusione da un anno e sei mesi a
quattro anni.
Nel caso di lesioni di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo; ma la pena della
reclusione non può superare gli anni cinque.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi previsti nel primo e secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle
norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 98

FORMPOCKET
Reati
A queste violazioni si abbinano quelle civili:

Art. 2043 Risarcimento per fatto illecito


Libro Quarto Titolo IX Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha
commesso il fatto a risarcire il danno.
Codice Civile
Art. 2055 Responsabilità solidale
Delle
Dei fatti illeciti Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno.
obbligazioni

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 99

FORMPOCKET
Indagini preliminari
Un escursus sull’attività della
Polizia Giudiziaria
L’attività di polizia giudiziaria si colloca nella prima Gli organi che svolgono le indagini preliminari
fase del procedimento penale, che è denominata sono il pubblico ministero e la polizia giudiziaria.
fase delle indagini preliminari. Essi hanno unicamente funzioni investigative e,
La fase delle indagini preliminari: salvo talune eccezioni, i loro atti non costituiscono
prova.
a) ha una funzione investigativa; Al pubblico ministero, in quanto organo
b) precede l’inizio del processo vero e proprio; dell’investigazione e titolare dell’azione penale, è
attribuito il potere di dirigere la polizia giudiziaria.
c) non serve, salvo alcune eccezioni, a prendere Anche se la fase delle indagini preliminari ha natura
le proprie determinazioni in merito essenzialmente investigativa, è tuttavia previsto, che
all’esercizio penale, cioè decidere se durante tale fase operi un giudice: il giudice per le
chiedere al giudice per le indagini preliminari indagini preliminari (GIP).
l’archiviazione del procedimento o la proroga  
del termine delle indagini, ovvero se esercitare Il GIP non svolge indagini preliminari, ma esercita su
l’azione penale; di esse funzioni di controllo, intervenendo in
funzione di garanzia delle posizioni di libertà e in
In tale ultima ipotesi, il PM chiederà il rinvio a funzione di controllo e garanzia sui tempi di
giudizio dell’imputato, ovvero procederà con uno svolgimento delle indagini e sull’esercizio dell’azione
dei cosiddetti riti alternativi (giudizio immediato, penale.
patteggiamento, giudizio direttissimo, decreto
penale).
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 101

FORMPOCKET
Fasi dell’attività di polizia giudiziaria La prova non si forma nella fase delle indagini
  preliminari ma in dibattimento, nel contraddittorio
Da un punto di vista generale l’attività di indagine orale delle parti.
della polizia giudiziaria può distinguersi in: Può tuttavia accadere che anche nella fase delle
 attività di informazione; indagini preliminari sorga la necessità di compiere un
 attività di investigazione; atto che abbia lo stesso valore di prova di quello
 attività di assicurazione. compiuto nel dibattimento.
Infatti in alcuni casi l’attesa del dibattimento farebbe
venir meno la possibilità di assumere la prova (che
Attività di informazione non è dunque rinviabile al dibattimento). Può accadere
Consiste nella acquisizione della notizia di inoltre che debba espletarsi un accertamento peritale
reato e nella sua comunicazione al pubblico di complessità tale che, se fosse disposto al
ministero (art. 347). dibattimento, ne determinerebbe la sospensione per
La polizia giudiziaria ha, dunque, un duplice dovere:
più di sessanta giorni, così venendo ad incidere
 quello di assumere la conoscenza dei reati
negativamente sul principio dell’oralità del
commessi o che sono in corso di esecuzione
 quello di riferire la notizia di reato al pubblico dibattimento.
ministero, dopo aver compiuto - se del caso - una
attività investigativa od assicurativa in relazione al
reato del quale è venuta a conoscenza.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 102

FORMPOCKET
Attività di investigazione Si pensi, ad esempio, al testimone gravemente
ammalato o minacciato o ad una perizia relativa ad
Consiste nella ricerca delle fonti di prova e una casa o ad un luogo il cui stato è soggetto a
degli autori dei reati. modificazione non evitabile, ovvero alla necessità di
L’attività di investigazione viene, naturalmente, disporre una perizia per un incendio che abbia
svolta dopo che è stata acquisita la notizia di reato distrutto un grande albergo o altro grande esercizio
e può muoversi in varie direzioni: commerciale o industriale.
 ricerca delle cose e delle tracce pertinenti al In questi casi è il GIP che provvede, su richiesta del
reato (art. 348, co. 2, lett. a); pubblico ministero o della persona indagata, ad
 ricerca delle persone in grado di riferire su assumere la prova con incidente probatorio (artt.
circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti 392 ss.), nel corso di una udienza non pubblica, ma
(art. 348, co. 2, lett. b); che, per il resto, riproduce le forme di quella
 raccolta di ogni elemento utile alla ricostruzione dibattimentale.
del fatto e alla individuazione del colpevole (art.
348, co. 1) e di quant’altro possa servire per
l’applicazione della legge penale (ad es.,
raccolta di dati sulle condizioni di vita
dell'indagato che potranno servire per
determinare in concreto la pena da infliggergli in
caso di condanna).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 103

FORMPOCKET
L’attività di iniziativa è quella che la polizia giudiziaria è
Attività di assicurazione legittimata e tenuta a compiere in base a propri autonomi
poteri, che le derivano, cioè, direttamente dalla legge e
Consiste nell’acquisizione al procedimento di non da richieste od ordini del pubblico ministero.
ciò che è stato trovato mediante l’attività di Taluni atti non possono esser compiuti di iniziativa della
investigazione (si pensi alla conservazione delle polizia giudiziaria:
tracce e delle cose pertinenti al reato: art. 354, co. a) assunzione di sommarie informazioni dall’arrestato o dal
1; al sequestro del corpo del reato e delle cose ad fermato (art. 350, co. 1);
esso pertinenti: art. 354, co. 2; all'arresto in b) sequestro di plichi o corrispondenza (art 353);
c) ispezione personale (art. 354, co. 3);
flagranza dell’autore del reato: artt. 380, 381).
d) perquisizioni, ispezioni e sequestri negli uffici dei difensori
  (art. 103).
Considerando che la funzione della polizia Se il PM si limita ad impartire direttive di indagine,
giudiziaria è una funzione preliminare rispetto a l’attività della polizia giudiziaria si denomina attività
quella di pubblico ministero, l’attività di polizia guidata; se, invece, il pubblico ministero delega alla
giudiziaria può essere suddivisa in: polizia giudiziaria specifici atti, l’attività della polizia
 attività di iniziativa; giudiziaria si denomina attività delegata.
 attività guidata; Taluni atti non possono essere delegati alla polizia giudiziaria. In
particolare, non possono essere delegati l’interrogatorio
 attività delegata.
della persona sottoposta alle indagini (indagato) ed i
confronti con la medesima, se questa non si trovi in stato di
libertà; in dette ipotesi l’indagato deve essere necessariamente
assistito da un difensore (art.370. co.1).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 104

FORMPOCKET
Principali atti di
indagine
L’attività di Polizia Giudiziaria
segue regole precise anche sugli
atti che la contraddistinguono
L’attività di informazione Il singolo ufficiale o agente di polizia giudiziaria,
quando ritiene di aver acquisito una notizia di reato
  dovrà immediatamente comunicarla al dirigente
L’attività di informazione ha per oggetto una notizia comando. Spetterà a quest’ultimo valutare se
di reato e presenta due aspetti significativi: effettivamente la notizia di reato sussista e, in caso
 l’acquisizione della notizia (art. 330); positivo, riferirla al pubblico ministero ai sensi dell’art.
 l’obbligatoria comunicazione della notizia di 347.
reato al pubblico ministero (art. 347).  
Se il dirigente valuta che la notizia di reato è
Se, infatti, la notizia di reato non viene riferita, o insussistente, non si avrà comunicazione al pubblico
viene riferita con ritardo, ricorrono ministero.
responsabilità penali (artt. 361 e 362, co. 2, c.p.) Il dirigente potrà, comunque, quando opportuno,
e disciplinari (art. 16, att. c.p.p.). impartire disposizioni per lo svolgimento di ulteriori
attività.
La valutazione della sussistenza della notizia La notizia di reato deve infatti ritenersi acquisita
di reato spetta al dirigente dell’ufficio dal quale quando si sono appresi gli elementi essenziali di un
dipende chi l’ha acquisita autonomamente. È, fatto costituente reato (anche se non se ne conosce
quindi, dal dirigente e non dal singolo ufficiale l’autore).
o agente di polizia giudiziaria che deve
provenire l’informativa al pubblico ministero.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 106

FORMPOCKET
Le fonti di notizia del reato L’acquisizione di notizia di reato da parte dell’Ufficiale
  di Polizia Giudiziaria può avvenire anche per mezzo di
La polizia giudiziaria può venire a conoscenza di comunicazioni ricevute da parte di altri Enti preposti al
una notizia di reato: controllo di altri settori (vedasi l’esempio delle Strutture
 ricevendola da altri attraverso atti Sanitaria Locali in occasione di controlli di pubblici
espressamente disciplinati dal codice a tale esercizi qualora in questi vi sia attività che ricopra un
scopo ( ad esempio : denuncia, referto ); rischio di incendio/esplosione).
 acquisendola di iniziativa: ciò accade non In questo caso la Polizia Giudiziaria non può esimersi dal
solo quando la polizia giudiziaria constata redigere gli atti da trasmettere al P.M.
direttamente il reato (ad esempio, coglie una Il Dirigente della Polizia Giudiziaria non darà un parere
persona mentre lo sta commettendo: flagranza negativo all’inoltro degli atti ma potrò chiedere al
di reato), ma anche quando viene a conoscenza personale di eseguire un sopralluogo tecnico per
del reato attraverso vie che non sono quelle verificare sia la sussistenza dei reati segnalati sia
espressamente disciplinate dal codice: l’eventuale presenza di altri.
 informazione occasionale;
 denuncia anonima;
 notizia confidenziale;

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 107

FORMPOCKET
L’identificazione Modalità di esecuzione
1) la polizia giudiziaria invita la persona indagata a dichiarare le
  proprie generalità e quant’altro può valere a identificarla (art.
L’identificazione è un atto tipico di investigazione, 66; art. 21, att. c.p.p.);
mediante il quale la polizia giudiziaria procede 2) la persona indagata viene ammonita sulle conseguenze cui
si espone chi si rifiuta di dare le proprie generalità o le dà
(attraverso un complesso di operazioni che false (art. 66) (artt. 495 e 651 c.p.);
possono talora consistere anche in rilievi sulla 3) la polizia giudiziaria rivolge l’invito a dichiarare le proprie
persona) a stabilire l’identità del soggetto nei generalità anche ai potenziali testimoni. A essi non sono però
cui confronti vengono svolte le indagini rivolte né la ammonizione né le richieste ulteriori di cui all’art. 66;
4) i potenziali testimoni dimostrano la propria identità personale
(indagato) e l’identità dei soggetti in grado di mediante l’esibizione dei mezzi di identificazione, ma non
riferire su circostanze rilevanti per la possono essere sottoposti a rilievi;
ricostruzione dei fatti (potenziali testimoni). 5) la persona indagata dimostra la propria identità personale
mediante l’esibizione dei mezzi di identificazione; nei suoi
confronti si possono però anche eseguire rilievi dattiloscopici,
Organo che procede fotografici, antropometrici, nonché altri accertamenti;
Possono procedere all’identificazione gli ufficiali 6) quando l’indagato o i potenziali testimoni rifiutano di farsi
e agenti di polizia giudiziaria. identificare oppure forniscono generalità o documenti di
identificazione in merito ai quali sussistono sufficienti elementi
per ritenerne la falsità, la polizia giudiziaria li accompagna nei
propri uffici;
7) l’atto può avere una sua autonomia, ma anche essere il
presupposto di un altro atto; come ad esempio, della assunzione
di sommarie informazioni (artt. 350, 351).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 108

FORMPOCKET
Le perquisizioni
 
La perquisizione è un atto tipico di investigazione,
mediante il quale ufficiali di polizia giudiziaria (o, in
casi eccezionali, agenti di polizia giudiziaria), in
situazioni di urgenza, procedono alla ricerca del
corpo del reato o di cose pertinenti al reato.
Si prescinde, ovviamente dalle situazioni di
urgenza e da qualsiasi riferimento alla gravità del
reato, quando gli ufficiali di polizia giudiziaria
compiono perquisizioni personali o locali su delega
del pubblico ministero.
La perquisizione può essere:
1) locale, se avviene nei luoghi, in cui
fondatamente si ritengono occultate le cose o
le persone ricercate;
2) personale, quando si esercita sulla persona,
che - fondatamente - si ritiene occulti il corpo
del reato o cose pertinenti.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 109

FORMPOCKET
Gli accertamenti urgenti Organo che procede
 
Gli accertamenti urgenti su luoghi, cose e persone Solo gli ufficiali di polizia giudiziaria, salvi i casi di
costituiscono un complesso di atti tipici e atipici particolare necessità e urgenza (ad esempio,
compiuti dalla polizia giudiziaria, con finalità investigative rilevamento di una macchia di combustibile che
e assicurative, quando il pubblico ministero non può potrebbe andare dispersa a causa della pioggia).
intervenire tempestivamente. Questi atti possono  
essere compiuti solo se sussiste il pericolo che, prima Garanzie difensive
dell’intervento del PM, possano essere alterati lo stato
Il difensore ha facoltà di assistere senza diritto di
delle persone, dei luoghi, delle cose pertinenti al
reato e le tracce di questo. essere preventivamente avvisato (art. 356); della
Gli accertamenti urgenti presuppongono il compimento di facoltà di farsi assistere, la stessa polizia giudiziaria
una attività generica di conservazione che la polizia deve notiziare l’indagato se presente (art. 114 att.).
giudiziaria svolge, non appena acquisita la notizia di Il verbale di accertamento urgente è depositato nella
reato, per la ricerca delle cose e delle tracce pertinenti al segreteria del pubblico ministero entro il terzo giorno
reato e per la conservazione delle cose e dello stato dei successivo al compimento dell’atto (art. 366, co. 2).
luoghi. L’attività svolta è documentata mediante
verbale (art. 357, co. 2, lett. f) e la documentazione
dell’attività è trasmessa al pubblico ministero con la
comunicazione scritta della notizia di reato (art. 347,
co. 3).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 110

FORMPOCKET
Gli accertamenti urgenti
 Documentazione e trasmissione
Le operazioni e gli accertamenti urgenti sono
documentati mediante verbale (art. 357, co. 2, let. e).
Come sempre, il verbale è redatto contestualmente; è
però redatto immediatamente dopo, quando ricorrono
insuperabili circostanze (da indicarsi specificamente) che
impediscono la documentazione contestuale (art. 373,
co. 4).
Il verbale dà atto dell’eventuale sequestro, se eseguito.
La documentazione è messa a disposizione del pubblico
ministero (previa conservazione di copia) ed è trasmessa
insieme alla comunicazione scritta dell’acquisizione della
notizia di reato (art. 347, commi 1 e 3).
La documentazione è conservata in apposito fascicolo
presso l’ufficio del pubblico ministero (art. 373, co. 5).
 
Utilizzazione
Nella gran parte dei casi, l’accertamento urgente è atto
non ripetibile e come tale ha utilizzabilità piena prima del
giudizio e utilizzabilità originaria piena anche nel giudizio
(art. 431, co. 1 let. b).
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 111

FORMPOCKET
Il sequestro penale Organo che procede
  
Il sequestro penale (o probatorio) è un atto tipico Solo gli ufficiali di polizia giudiziaria salvo i casi di
di assicurazione, mediante il quale la polizia particolare necessità e urgenza.
giudiziaria, ricorrendo situazioni di necessità e
urgenza, sottrae alla disponibilità dell’avente diritto Presupposti
e assoggetta a custodia una cosa mobile o
immobile che rappresenta corpo del reato o cosa La polizia giudiziaria procede al sequestro quando
pertinente al reato necessaria per l’accertamento vi è pericolo che le cose, le tracce o i luoghi del
dei fatti. reato si alterino, si disperdano o comunque si
modifichino e il pubblico ministero non può
intervenire tempestivamente (art. 354). Tali situazioni
di necessità e urgenza non riguardano, naturalmente,
le ipotesi di sequestro delegato alla polizia giudiziaria
dal pubblico ministero (art. 253, co. 3).
Il sequestro è eseguito in qualsiasi luogo e può
avvenire anche nel corso dell’esecuzione di un altro
atto di polizia giudiziaria (ad esempio, perquisizione
personale o domiciliare) oltre che su esibizione
dell’interessato (art. 352, in rel. artt. 252 e 248, co. 1).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 112

FORMPOCKET
Garanzie difensive
Il sequestro penale Il difensore ha facoltà di assistere all’atto; non ha diritto, però di
Modalità di esecuzione essere preventivamente avvisato (art. 356). La persona indagata
deve essere avvisata se presente, che ha facoltà di farsi assistere dal
difensore di fiducia (art. 114 att.).
Nel caso di cosa materiale mobile, la polizia Il verbale di sequestro è depositato nella segreteria del pubblico
giudiziaria esegue il sequestro per mezzo di una ministero entro il terzo giorno successivo al compimento dell’atto
apprensione manuale della cosa salvo che il pubblico ministero non disponga di ritardare il deposito
(I’impossessamento). I reperti sono affidati alla (art. 366, co. 2).

custodia della segreteria del pubblico ministero, Documentazione e trasmissione


salvo che ciò non sia possibile o opportuno. L’atto di sequestro è documentato mediante verbale (art. 357, co. 2,
let. a).
Nel caso di cose immobili o di cose difficilmente Il verbale è sottoscritto da chi ha eseguito il sequestro e da chi era
trasportabili oppure di cose mobili non custodibili in presente; contiene l’elenco delle cose sequestrate e la descrizione
delle cautele adottate per assicurarle; indica inoltre la specie e il
ufficio giudiziario (automobili, animali, etc.) il numero dei sigilli apposti.
sequestro si esegue in maniera simbolica, Nel verbale è fatta menzione sia delle determinazioni adottate in tema
mediante assicurazione locale, con la nomina di di custodia delle cose sequestrate (v. artt. 259, 260) sia del luogo
della custodia.
un custode e con la apposizione, quando sia Il verbale è sottoscritto anche dal custode se nominato. Nel verbale si
necessario e possibile, dei sigilli, o di altro mezzo dà atto inoltre della dichiarazione del custode di assumere gli obblighi
di legge.
idoneo a indicare il vincolo imposto ai fini di Il verbale è trasmesso senza ritardo e comunque non oltre le 48 ore al
giustizia. pubblico ministero del luogo dove è stato eseguito il sequestro (art.
355, co. 1).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 113

FORMPOCKET
Il sequestro penale
Utilizzazione
Il verbale di sequestro ha utilizzabilità piena
prima del giudizio e utilizzabilità piena anche
nel giudizio (art. 431, co. 1, let. b).
Convalida del sequestro
Quando ha proceduto al sequestro, la polizia
giudiziaria enuncia nel verbale i motivi del
sequestro e ne consegna copia alla persona
alla quale le cose sono state sequestrate (art.
355, co. 1).
Il verbale è trasmesso senza ritardo e comunque
non oltre le 48 ore al pubblico ministero del luogo
dove il sequestro è stato eseguito.
Il pubblico ministero nelle 48 ore successive, con
decreto motivato, convalida il sequestro oppure
dispone la restituzione delle cose sequestrate.
Contro il decreto di convalida può essere proposta
richiesta di riesame, anche nel merito (art. 324).
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 114

FORMPOCKET
La documentazione delle attività Il contenuto essenziale delle annotazioni è
costituito (art. 115, att.):
di polizia giudiziaria 1) dall’indicazione dell’ufficiale o agente di polizia
giudiziaria che ha compiuto le attività di indagine
Le forme attraverso le quali deve esser lasciata e che dovrà sottoscrivere l’atto;
traccia in un documento dell’attività di indagine 2) dall’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo in
compiuta dalla polizia giudiziaria, sono cui sono state eseguite;
l’annotazione e il verbale. 3) dalle generalità e dalle altre indicazioni personali
L’annotazione è il modo ordinario mediante il utili per l’identificazione del soggetto dal quale
quale viene documentata l’attività svolta di la polizia giudiziaria ha eventualmente assunto
iniziativa dalla polizia giudiziaria. dichiarazioni;
Il verbale è un modo più formale di 4) dalla enunciazione succinta del risultato della
documentazione dell’attività di polizia attività di indagine.
giudiziaria.
Nulla vieta alla polizia giudiziaria di documentare
La polizia giudiziaria può far ricorso mediante verbale l’attività che potrebbe esser
all’annotazione tutte le volte che la legge non documentata mediante annotazione.
richiede la redazione del verbale (art. 357, co 1,
2). La annotazione, anche sommaria, avverrà
secondo le modalità ritenute idonee ai fini delle
indagini.
ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 115

FORMPOCKET
Va tenuto presente che se qualcuna delle persone
La documentazione delle attività intervenute non vuole o non è in grado di sottoscrivere
di polizia giudiziaria deve esserne fatta menzione nel verbale (con l’indicazione
del motivo). La sottoscrizione non può essere apposta con
Il codice (art. 357, co. 2) stabilisce per quali atti deve essere mezzi meccanici o segni diversi dalla scrittura (art. 110).
redatto il verbale. Inoltre, il verbale deve esser redatto in Il codice (artt. 136, 137, 142) prescrive specifiche regole in
caso di denunce e querele presentate oralmente. Il verbale caso di verbalizzazione di dichiarazioni, di verbale costituito
può essere redatto con strumento meccanico o a mano. da più fogli, di cancellature, di variazioni e aggiunte.
Secondo il codice (artt. 136, 137) il verbale deve contenere: Il verbale è nullo quando manca (art. 142):
1) la menzione del luogo, anno, mese, giorno e, occorrendo,
dell’ora in cui è cominciato e chiuso;
a) la designazione delle persone intervenute, cui è
2) le generalità delle persone intervenute e le cause, se equiparata la incertezza assoluta su chi è intervenuto (di qui,
conosciute, per cui sia eventualmente mancata la presenza ad esempio, la necessità di indicare tutte le persone che
di persone che avrebbero dovuto intervenire; abbiano partecipato a una perquisizione e, se i compiti sono
3) la descrizione di quanto l’autore del verbale ha fatto o stati ripartiti, di precisare quelli affidati a ognuno);
constatato, o di quanto è avvenuto in sua presenza; b) la sottoscrizione di chi ha redatto il verbale (v. artt. 357,
4) le dichiarazioni ricevute e l’attestazione, prima della co. 3 e 373, co. 6).
chiusura, della avvenuta lettura dell’atto;
Il verbale (art. 134 e seg.; artt. 357 e 373) può essere redatto
5) la sottoscrizione (cioè la firma) delle persone intervenute,
del pubblico ufficiale che ha redatto il verbale e del pubblico in forma integrale o in forma riassuntiva. Il verbale, sia esso
ufficiale che egli ha eventualmente assistito. integrale o riassuntivo, può poi essere integrato con la ripresa
audiovisiva.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 116

FORMPOCKET
Intervento in
edificio di civile
abitazione
ESEMPI PRATICI DELL’ATTIVITÀ Vediamo, con alcuni esempi
pratici, come attuare i ruoli di
Polizia Amministrativa ed
eventualmente di Polizia
Giudiziaria
Nel caso di interventi in edifici di civile abitazione,
dobbiamo sempre rapportarci al luogo in cui ci
troviamo:
a) innanzitutto in un appartamento, quindi con
impiantistica a gas;
b) poi in edificio, il che comporta:
b1) la verifica dell’altezza antincendio (D.M.
246/87); b1
b2) la verifica dell’esistenza della centrale a
termica (D.M. 08/11/2019, per quelle a
combustibili gassosi; D.M. 28/04/2005, per
quelle a combustibili liquidi; Chiarimento
Prot. N° 0003746 del 25/03/2014);
b3) la verifica dell’esistenza di una autorimessa
(D.M. 01/02/1986).

b3 b2

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 118

FORMPOCKET
a) Immaginiamo quindi di aver esperito un
soccorso tecnico urgente in un appartamento.
Al termine delle operazioni verifichiamo le
condizioni dell’impiantistica del gas e gli
apparecchi utilizzatori, al fine di verificare se
è stata realizzata alla regola dell’arte, la
prima, e se sono installati in ambienti idonei, i
secondi.
In questa verifica ci viene in aiuto la Norma
tecnica UNI 7129/2008 (per ol metano) e la
Norma tecnica UNI 7131/1999 (per il gpl).
Va ricordato che la realizzazione dell’impianto
del gas e l’installazione degli apparecchi in
difformità alla norma tecnica, corrisponde alla
violazione penale della Legge 1083/1971.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 119

FORMPOCKET
b1) Usciti dall’abitazione ci troveremo sul
pianerottolo. La domanda da porsi è: quanti
piani ha l’edificio?
Va ricordato che il D.M. 246/87 classifica gli edifici
in:

classi a b c d e
altezza >12<24 >24<32 >32<54 >54<80 >80

Già negli edifici di altezza superiore a 12 m, la


norma cita “Il vano scala deve avere
superficie netta di aerazione permanente in
sommità non inferiore a 1 metro quadrato”.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 120

FORMPOCKET
Per quanto inerente l’ascensore:
− corsa > 20 m;
− superficie netta di aerazione
permanente in sommità ≥ al 3%
dell’area sezione orizzontale del
vano stesso, e ≥ a 0,20 mq, anche
tramite camini.
Per quanto inerente il locale macchine:
− superficie netta di aerazione
permanente ≥ al 3% della superficie
del pavimento, con un minimo di
0,05 mq, e sfociante all’aperto.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 121

FORMPOCKET
Per quanto inerente gli impianti
elettrici:
− devono essere realizzati in
conformità della L. 186/1968;
− negli edifici di tipo “c”, “d”, “e”, deve
essere installato un sistema di
illuminazione di sicurezza, che deve
garantire un’affidabile illuminazione e
la segnalazione delle vie di esodo,
che abbia un’alimentazione
autonoma che, per durata e livello di
illuminamento, consenta un ordinato
sfollamento.

Per quanto inerente gi impianti del gas,


le condutture principali dei gas
combustibili devono essere esterne al
fabbricato ed a vista.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 122

FORMPOCKET
Per quanto inerente gli impianti
antincendio:
− gli edifici di tipo “b”, “c”, “d”, “e”,
devono essere dotati di reti idranti
costituite da almeno una colonna
montante di ciascun vano scala
dell’edificio da cui deve essere
derivato ad ogni piano, sia fuori terra
che interrato, almeno un idrante con
attacco 45 UNI 804;
− al piede di ogni colonna montante
deve essere installato un idoneo
attacco di mandata per autopompa;
− qualora l’acquedotto non garantisca
le condizioni di cui al punto
precedente dovrà essere installata
idonea riserva idrica

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 123

FORMPOCKET
Per quanto inerente gli impianti
antincendio:
 negli edifici esistenti, entro cinque
anni dalla data di entrata in vigore,
devono essere attuate le seguenti
prescrizioni:
− negli edifici di tipo “c”, “d”, “e”,
deve essere installato un
sistema di illuminazione di
sicurezza;
− negli edifici di tipo “c”, “d”, “e”,
devono essere installati impianti
antincendio fissi. Restano validi
gli impianti già installati a
condizione che siano sempre
assicurate le prestazioni
idrauliche.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 124

FORMPOCKET
b2) Per quanto inerente gli impianti di
produzione di calore devono essere
osservate le norme vigenti oltre a:

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 125

FORMPOCKET
b3) Per quanto inerente l’autorimessa deve
essere osservata la norma vigente (D.M. 1°
febbraio 1986 oltre al Decreto del 22
novembre 2002).

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 126

FORMPOCKET
Pertanto, dopo il soccorso tecnico urgente e aver effettuato le
verifiche, se riteniamo esserci qualche violazione dobbiamo
procedere con la compilazione dei seguenti atti:

a) Per le violazioni riscontrate all’interno dell’unità


abitativa e riferite al gas

se non comportanti se comportanti un


un rischio grave ed rischio grave ed
immediato immediato

Verbale di diffida Verbale di Verbale consegna in


all’uso sequestro giudiziale custodia

Verbale di autorizzazione alla rimozione


dei sigilli per la messa a norma

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 127

FORMPOCKET
MINISTERO DELL’INTERNO D. DEI V.F. DEL S.P. E D. C.
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO
MILANO
Il Verbale di diffida dovrà essere VIA MESSINA 35 – 20154 MILANO – Tel. 02-31901 – FAX 02 - 33104430

redatto in duplice copia, di cui una Sig. Giampiero Panza


A carico di/della …………………………………………………………… Savona
nato/a ……………………………….
VERBALE DI DIFFIDA

consegnata all’utente, e completo SV


……………………….. prov. ……………… 15/01/1963
il ……………………………..
del Cardellino
…………………………………………………
Milano (MI)
residente a …………………………
via/piazza …………………………………………………………..

della descrizione di quanto ……………………n°


10 ……… identificato/a
C.I. a mezzo di …………………………………………n°
AO153681 ……………...
con validità fino al ……………………… rilasciata da ………………………………………… il ……………….
24/05/2015 Com. Milano 25/05/2005
riscontrato in difformità e delle norme
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

08
Il giorno …………del novembre
mese di ………………………dell’anno 2011
……………… 15:30
alle ore ………………………….
Milano MI prov. ……………… del
nel comune di ………………………………………………… Cardellino
via/piazza ………………….

di riferimento. 10 n° ………, il/i sottoscritto/i


…………………………………………… C.S.E.……………………………………………..
Loris Del Grande
………………………………………………… dipendente/i da questo Comando, c/o la Sede di servizio di
Via Messina 35/37 n° ……… nel comune
via/piazza …………………………………………………… Milanodi …………………………..
MI
…………………... prov. ……………… tel. 02.31901
…………………………, avendo riscontrato all’interno del/della
…… …………………………………………………………………………
unità abitativa 3° sito/aunica
al piano ………… scala ……..

Si ricorda che l’attività di diffida non è X


 la difformità dell’impianto
interno …………………………………………………………………………
adduzione gas e installazione alla norma
tecnica di7129/2008
riferimento ……………, in particolare
assenza ………………………………………………………………
foro di aerazione e di ventilazione,
attività di Polizia Giudiziaria. ………………………………………………………………………………………………………………………,
tubo in gomma per monoblocco cottura scaduto
 la pericolosità ……………………………………………………………………………………………………..;
redige il presente verbale per diffidare il/la Sig./Sig.ra …………………………………………………………...
Giampiero Panza
 dall’utilizzare l’impianto di cui trattasi,  dall’accedere agli ambienti citati, sino al ripristino delle
X
Si ricorda che è necessaria la verifica condizioni di sicurezza che dovranno essere accertate e certificate da tecnici qualificati.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

2 in n° ……… copie:
dell’ottemperanza alla diffida.
Il presente verbale è stato redatto
 di cui una viene rilasciata alla parte interessata;
X in assenza della parte interessata viene rilasciata copia del presente verbale al Sig./Sig.ra

……………………………………………… nato/a a ………………………………………… prov. ………
il ……………… e residente in via/piazza ………………………………………………… …………………
n° ……… nel comune di …………………………………………………… prov. …….. tel. …………………
identificato/a a mezzo di ………………………………………… n° ………………………... con validità
fino al ……………………… rilasciata da ………………………………………… il ……………… in qualità
di …………………………………………………………………………………… che dà disponibilità alla
consegna del presente documento alla parte interessata.
La parte Il/i verbalizzante/i

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 128

FORMPOCKET
MINISTERO DELL'INTERNO D.G.P.C. E S.A.

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO


MILANO
VI A ME SSIN A 35 - 20 1 54 MI LANO - T E L.0 2/3 19 034 6 - T E LE FAX 0 2 / 319 021 9

In alternativa è possibile la P ROT . N° DEL

sigillatura del gruppo misuratore AT A.S.L. Città di Milano

da parte dell’azienda fornitrice. AT Società A2A - Settore gas


In questo caso si dovrà provvedere
anche all’invio di fax, a firma del
Funzionario, allo stesso Ente
riportante l’autorizzazione alla T ESTO IN DATA 08/11/2011 SQUADRE DI QUESTO COMANDO SONO
INTERVENUTE NEL COMUNE DI MILANO (MI) IN VIA DEL

riapertura della fornitura a seguito CARDELLINO CIVICO 10 PER SOCCORSO PERSONA.


IN OCCASIONE DEL SOCCORSO PERSONALE OPERANTE HA
delle verifiche di legge. VERIFICATO L’IMPIANTO DEL GAS E L’INSTALLAZIONE
DEGLI APPARECCHI UTILIZZATORI PROCEDENDO ALLA
SIGILLATURA DEL GRUPPO MISURATORE A CAUSA DI
DIFFORMITA’ NON COMPORTANTI UN RISCHIO GRAVE.
PER QUANTO INERENTE LA RIATTIVAZIONE DELLA
FORNITURA DEL GAS ALL’IMPIANTO INTERESSATO,
L’AZIENDA DISTRIBUTRICE È AUTORIZZATA FIN D’ORA,
COME PRESCRITTO DALL’ART. 23, CO. 2, DELLA DELIBERA
18/03/2004, ALL’ATTIVAZIONE DELLA FORNITURA DEL GAS
MEDIANTE LA PROCEDURA DI CUI ALL’ART. 22.

Il Funzionario di servizio

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 129

FORMPOCKET
Nei casi di decesso per COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO
monossido di carbonio o di MILANO
UFFICIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA

incendio dovuto a fuga di gas o di


VIA MESSINA 35 Ğ20154 MILANO ĞTEL. 02/3190.346 ĞTEL EFA X 02/3190.219

scoppio dovuto a fuga di gas, si


Oggetto: Verbale dinomina di Ausiliariodi polizia Giudiziaria

dovrà procedere al sequestro Il giorno 08/11/2011


................... alle ore16:00
Milano
sito/a in ......... ..........(MI)
.........via
........del Cardellino
.........
unità.........
............ presso ............ abitativa
......................................................,
10................................................ i sottoscritti
..........................

giudiziale di tutto l’impianto di Centrale


C.S.E. Loris
Ufficiali/Agenti di P.G. .................. Del
......... Grande
....................
Messina
...................................................................,
35/37
................................................................................................., in servizioMilanopresso la sede

adduzione del gas, degli .............................................. sita in via ......................................... in ..........................................,


appartenenti al Comando in Bonavita epigrafe, hanno Giuliano proceduto alla nomina di ausiliario di Polizia

apparecchi utilizzatori, nonché del nato/a Concorezzo


San Miniato
Giudiziaria nella persona del Sig. .............................
(MI)
a ..... .............................................
PI .........28/01/1945
le ilMilano
......... (.....)
....................................ÉÉÉ É ÉÉ.
......................................, residente 15 a

gruppo misuratore che non dovrà ident ificato Concorezzo


C.I. ...................... (.....),
.......................................
Com a mezzo ............................
AX54568
in Via .................
14/03/2008
......................................... nr. .....,
..... N¡ ...................................... dipendente
. rilasciato da

per nessun motivo essere ................................................., in data ................................, di professione ...............................


A2A..........................................................................operatore
............ .........., in qualitˆsquadra tecnica
di .......... di
........................

manomesso. emergenza
.......................................................................................................................................................

Pertanto si dovrà redigere il Verbale 16:00 08/11/2011


FATTO

di nomina di ausiliario di Polizia Alle ore ....................... del ........................, gli Agenti/Ufficiali
monossido di carbonio di P.G. sopra citati, nel corso
delle operazioni a seguito di intervento per ...................................................................., stante la

Giudiziaria a nome dell’incaricato


necessitˆ ed urgenza di dover eseguire operazioni tecniche indifferibili, stante inoltre la
distacco del gruppo misuratore dalla tubazione
specificitˆ delle stesse, consistenti in ...........................................................................................
di adduzione del gas posta a monte
dell’azienda fornitrice prima che lo
.................................................................................................., si provvedeva a nominare
Bonavita Giuliano
ausiliario di polizia giudiziaria il Sig. .............................................. in rubrica generalizzato, al fine

stesso inizi, sotto il diretto controllo


di prestare la sua opera tecnica, reso edotto dai verbalizzanti circa lÕ impossibilitˆ, da parte sua,
di rifiutare la propria opera.

nostro, le operazioni di distacco del Fatto, letto e chiuso, in data e luogoBonavitacome sopra, il presente verbale viene confermato e
Giuliano
sottoscritto dai verbalizzanti e dal Sig. .......................................................
gruppo dalla condotta principale di Gli U.P.G./A.P.G. verbalizzanti Il nominato

adduzione, previo tappo cieco.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 130

FORMPOCKET
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO
MILANO
UFFICIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA
VIA MESSINA 35 Ğ 20154 MILANO ĞTEL. 02.3190470-346 Ğ TELEFAX 02.3190219

Il Verbale di sequestro Prot. n¡

dovrà essere redatto in


Arch P.G.

Oggetto: Verbale di Sequestro.

duplice copia, di cui una 15/01/1963


............. ........
Sig. Giampiero
A carico di ...................... Panza
... ...... ..........
Milano (MI)
residente in ...............
... ...... nato a .................... Savona
.......... (SV)
......... ... .. il
.............. .......... .......... .......... ......... ....... ... Via
del Cardellino 10 .......... ......... ....... ..............02.356897
consegnata all’utente, e .............
impiegato
.......... ..........
............. .......... ..... doc. di identifica C.I. N° AO153681
zione ................
tel ............ ...........
ril. Com.
.. .......... .......... .......... MI
professione
il 25/05/2006
......... ....... .
Il ..........08/11/2011 15:30 .. in ........
Milano (MI) .......... .......... .......... ... Via
completo della descrizione del
......... ......... alle ore ................
Cardellino
.............
.. ... ..........
10 .......... ......... ....... ......... ..... .......... ........ .. .......... ......... ...
.......... ..........

dell’impianto e/o delle


i sottoscritti Ufficialidi Polizia Giudiziaria in servizio presso il Comando Provinciale Vigili del Fuoco di
L.commissione
Milano, via Messina 35, a seguito della 1083-589cpdi reato ......... .... ... hanno proceduto al sequestro
dei seguenti corpi del reato e delle seguenti cose pertinenti al medesimo reato ritenute necessarie per
apparecchiature poste lÕaccer
canale
tamentoscaldabagno
............. da fumo,
.......... impianto
..........
tipo
dei fatti ................ “B”
.........
adduzione
.......... .........
marca
...... “Junkers”
..............
del gas
....... ..............
mod.
.......... .......... AE18LT,
..........
all’apparecchiatura
..........
......... ....... ........
.......... .......... ......... ....... ........

sotto sequestro, completo ............. .......... .......... .......... ......... ....... .............. .......... .......... .......... ......... ....... ........
Al fine di assicurare le fonti di prova.

anche delle norme di Il sequestro  stato eseguito perch :


 sussisteva g
rave peric olo per la pubblica e privata incolumitˆ delle persone e cose.

riferimento. 

X

La merce non era detenuta in conformitˆ con la normativa vigente.
Sussisteva il pericolo che le cose ( le tracce e i luoghi del reato), si alterassero, si disperdessero o
comunque si modificassero.
Si informa che la rimozione non autorizzata, dei piombi e dei nastri m uniti di s igillo comporta la pena
comminata degli artt. 334 e 335 del C.P..
Quanto sopra  stato contestastualmente verbalizzato nel presente atto che dai verbalizzanti, unitamente
a tutti gli intervenuti, viene riletto, confermato e sottoscritto, copia del quale viene consegnata al
Sig. ....................
Giampiero ..........
Panza .......... ......... ..... .............. .......... .......... .......... ......... ....... .......

La Parte I verbalizzanti

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 131

FORMPOCKET
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO
MILANO
UFFICIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA
VIA MESSINA 35 – 20154 MILANO – TEL. 02.3190470-346 – TELEFAX 02.3190219

Prot. n°

Il Verbale di consegna in Arch. P.G.

Oggetto: Verbale di consegna in giudiziale custodia di merce sequestrata.

giudiziale custodia dovrà 2011


L’anno …………….. 08 del mesenovembre
addi ……….. …………………. alle ore16:00 Milano
……………… in località
del Cardellinovia ………………………………………..
10
……….
……………………………………………………………… N° ……….
essere redatto in duplice C.S.E. Loris Del Grande
i sottoscritti Ufficiali di PG del Comando in epigrafe ……………………………………………………………..
………………………………………………………………. procedono all’affido dei seguenti beni sequestrati:
copia, di cui una 1 ……………………………………………………………………………………………………………………..
…) scaldabagno tipo “B” marca “Junkers” mod. AE18LT,
2 ……………………………………………………………………………………………………………………..
…) canale da fumo,
consegnata all’utente, e 3 ……………………………………………………………………………………………………………………..
…) impianto adduzione del gas all’apparecchiatura
…) ……………………………………………………………………………………………………………………..

completo della descrizione …) ……………………………………………………………………………………………………………………..


…) ……………………………………………………………………………………………………………………..

dell’impianto e/o delle Giampiero Panza


al Sig. ………………………………………….
Savona (SV)
nato a …………………………………………………………
proprietario
in qualità di ……………………………………………………….
il 15/01/1963 Milano (MI)
………………… residente a ……….………….

apparecchiature poste del Cardellino


………………………………………………………….
C.I.
identificato con ………………… N° AO153681
10
via …………………………………………….. N° ………
Com.
………………………………………… rilasciata daMI
………………………

sotto sequestro. 25/05/2006


in data ……………………

Il predetto a richiesta dei verbalizzanti si assume l’onere della custodia della merce sequestrata a carico
di ………………………………………. dopo che la stessa è stata assicurata con  piombi,  nastro,
Giampiero Panza X
 adesivo  ……….................................... ed è a disposizione dell’Autorità competente.
Il Sig. …………………………………………
Giampiero Panza è stato avvertito delle pene comminate degli artt. 334 e 33 5
del C.P. per chiunque trasgredisca ai doveri della custodia.
Fatto letto e chiuso in data e luogo come sopra, viene confermato e sottoscritto dai verbalizzanti e dalla
parte alla quale si rilascia copia del seguente atto.

La Parte I verbalizzanti

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 132

FORMPOCKET
DIPART IMENT O VIGILI DE L FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLIC O E DELLA DIFES A CIVILE

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO


MILANO
Ufficio di Polizia Giudiziaria
VIA MESSINA 35 – 20154 MILANO – TEL.02/3190 .346 -3190 .505 – TELEF AX 02/33104430

Il Verbale di autorizzazione alla Procediment o Penale N¡ _______/20__ R.G.N.R.

rimozione dei sigilli dovrà Arch. P.G. _____/20__

Autorizzaz ione alla rimozione dei sigilli

essere redatto in duplice copia, di Il giorno ____08/11/2011


ed esecuzione lav ori

_______________ 2010 alle ore 16:00


___ :___, i sottoscritti Uffic iali di Polizia Giudiziaria

cui una consegnata all’utente, e C.S.E. Loris Del Grande _____ _______________________ in servizio press o il Coman do
_____ _______________________,
Provinciale Vigili del Fuoco di Milano, Via Mess ina 35, in esecuz ione a quanto dispost o dal Sostituto
Procuratore della Repubblica Guariniello
Dott. ___ ______ _____________, con provvedimento in da ta ____

completo della descrizione _______________ 2010 , relativo al p rocedi mento penale N¡ _________/20__ R.G.N.R. , su rich iesta
Giampiero_________
del/ della Sig./ Sig.ra ____________ Panza in qualitˆ di proprietario
__________________ dellÕ appar tam ent o
di Via ___________________ civico __, s cala __ _ piano __ alloggio N¡ _ _, r elativa alla rimozione dei

dell’impianto e/o delle del Cardellino 10


sigilli apposti in data ____ _______________ 2010
 allÕ
X
08/11/2011
= 3°
impianto interno di adduz ione del gas agli utili zzatori;

apparecchiature poste sotto


 alla cu cina a gas di tipo Ò AÓ;
 allÕ apparecch iatura scal dacqua;
X
auto rizzano il/la summ enz ionato/a alla temporan ea rimozione dei sigilli allÕ esclusi vo fine di pot er

sequestro, nonché delle


adempiere alle operaz ioni di ripristino e messa a no rma di q uanto sopra descritto e p osto sott o
sequestro in data ____ _______________ 2010.
08/11/2011
LÕefficie nza del lÕimpianto dovrˆ esse re accertata e do cumentata da ditta o tecni co specializzato ai

motivazioni dell’autorizzazione. sensi delle norme vigenti.


La documentaz ione prodotta dov rˆ espressamente ed inequivocabilmente attest are che lÕintero
impianto  conf or me alle no rme UNI-CIG ed alla regola dellÕ arte.
QuestÕufficio provvederˆ successivamente allÕevent uale dissequestro dellÕ impianto cos“ come
cont enuto nel provvedimento del Sostituto Procuratore de lla Repubblica.
Si significa che le apparecch iatu re e/o i mate riali rimangono sotto sequest ro ed i n giudiziale
custod ia al cust ode a s uo tempo nominato e pertan to ne  f atto assoluto divieto di attivaz ione e
smaltimento.
Fatto, letto e chiuso in data e luogo come s opra, i l presente verbale viene confermato e sottoscritt o
dai v erbalizzanti e dalla par te alla quale viene rilasciata co pia del presente atto.

La par te I Verbalizzanti

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 133

FORMPOCKET
Tutte le operazioni dovranno essere oggetto di rilievi fotografici che:
 Riprendano l’impianto e gli apparecchi utilizzatori prima del sequestro;
 Riprendano lo stato dei luoghi;
 Riprendano l’apposizione dei sigilli (qualora non sussista nell’immediatezza la
necessità di rimozione dei sigilli per la messa a norma);
 Riprendano l’apposizione dei cartelli di apparecchiature poste sotto sequestro
(qualora non sussista nell’immediatezza la necessità di rimozione dei sigilli per la
messa a norma).

Ci si deve ricordare che, come citato nella Direttiva della Procura, si dovrà ricercare le
fonti di prova del compimento del reato e ogni altra notizia utile ai fini dell’indagine come:
• dichiarazione di conformità dell’impianto;
• documentazione attestante la data di installazione degli
apparecchi;
• documentazione attestante le manutenzioni.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 134

FORMPOCKET
b) Per le violazioni riscontrate all’interno dell’attività soggetta al controllo
da parte dei VV.F.
come recitato dall’art. 4, comma 2, del D.P.R. 151/2011, “Controlli di prevenzione incendi”,
per le attività di cui alle categorie “A” e “B” dell’Allegato 1, il Comando, entro sessanta
giorni dal ricevimento dell’istanza, comma 2 dell’art. 16 del D.L.vo 139/2006, effettua
controlli volti ad accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di
prevenzione degli incendi, nonché la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio,
anche nelle situazioni di potenziale pericolo comunque segnalate o rilevate.
Entro lo stesso termine, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti
per l’esercizio delle attività, il Comando adotta motivati provvedimenti di divieto di
prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi dalla stessa
prodotti, ad eccezione che, ove sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla
normativa antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione incendi detta attività entro
un termine di quarantacinque giorni.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 135

FORMPOCKET
Va ricordato che il D.P.R. 151/2011 ha suddiviso le attività in tre categorie:
• “A”: attività regolamentate da specifiche normative che non comportano gravi pericoli;
• “B”: attività regolamentate da specifiche normative che necessitano di un preventivo esame progetto ma
che non hanno l’obbligo dell’acquisizione del C.P.I.;
• “C”: attività regolamentate da specifiche normative che necessitano di un preventivo esame progetto e
che hanno l’obbligo dell’acquisizione del C.P.I.
Va ricordato che l’art. 19, “Vigilanza”, del decreto 139/2006, al comma 1 si recita: “Il Corpo nazionale esercita, con i
poteri di polizia amministrativa e giudiziaria, la vigilanza sull’applicazione della normativa di prevenzione
incendi in relazione alle attività, costruzioni, impianti, apparecchiature e prodotti ad essa assoggettati. La vigilanza si
realizza attraverso visite tecniche, verifiche e controlli disposti di iniziativa dello stesso Corpo, anche con
metodo a campione o in base a programmi settoriali per categorie di attività o prodotti, ovvero nelle ipotesi di
situazioni di potenziale pericolo segnalate o comunque rilevate”, e che al comma 3 si recita: “Qualora
nell’esercizio dell’attività di vigilanza siano rilevate condizioni di rischio, l’inosservanza della normativa di
prevenzione incendi ovvero l’inadempimento di prescrizioni e obblighi a carico dei soggetti responsabili delle
attività, il Corpo nazionale adotta, attraverso i propri organi, i provvedimenti di urgenza per la messa in sicurezza
delle opere e dà comunicazione dell’esito degli accertamenti effettuati ai soggetti interessati, al sindaco, al prefetto e
alle altre autorità competenti, ai fini degli atti e delle determinazioni da assumere nei rispettivi ambiti di competenza”.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 136

FORMPOCKET
Va ricordato anche che l’art. 20 del D.L.vo 139/2006, “Sanzioni penali e sospensione dell’attività”,
recita “Chiunque, in qualità di titolare di una delle attività soggette al rilascio del certificato di
prevenzione incendi, ometta di richiedere il rilascio o il rinnovo del certificato medesimo è
punito con l’arresto sino ad un anno o con l’ammenda da 258 euro a 2.582 euro, quando si
tratta di attività che comportano la detenzione e l’impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o
esplodenti, da cui derivano in caso di incendio gravi pericoli per l’incolumità della vita e dei beni”, e
“Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni, attesti fatti non rispondenti al vero è punito con
la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103 euro a 516 euro. La stessa pena si
applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime”.
Il Prefetto può disporre la sospensione dell’attività nelle ipotesi in cui i soggetti responsabili
omettano di richiedere il rilascio ovvero il rinnovo del certificato di prevenzione incendi, i servizi di
vigilanza quando obbligatori, fino all’adempimento dell’obbligo.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 137

FORMPOCKET
Quindi, in caso di mancato rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli
incendi, ovvero della mancata sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio, dell’obbligo di
mantenere in stato di efficienza i sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza
antincendio adottate, ovvero di mancata assicurazione di una adeguata informazione sui rischi di
incendio connessi con la specifica attività, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sulle
precauzioni da osservare per evitare l’insorgere di un incendio e sulle procedure da attuare in
caso di incendio, in attività riconducibili nella categoria “A”, non essendo le stesse obbligate dal D.P.R.
151/2011 all’ottenimento del C.P.I., ovvero la mancata richiesta dell’esame progetto in attività
riconducibili nella categoria “B”, come prescritto dall’art. 3 del D.P.R. 151/2011, si dovrà redigere
un’annotazione ex OdG 167 in cui descrivere dettagliatamente quanto riscontrato e
successivamente, al rientro, si dovrà redigere la lettera prescrittiva con richiesta in via
amministrativa della messa a norma dell’attività stessa, con i riferimenti normativi di e le violazioni
riscontrate, salvo poi, in caso negativo, procedere d’ufficio per mezzo della denuncia del titolare
dell’attività per violazione dell’art. 650 c.p.
Art. 650 - Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità
Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza
pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a
tre mesi o con l’ammenda fino a lire quattrocentomila.

ex C.R.E. Loris Del Grande 01/10/2021 138

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Va ricordato che l’art. 6 del D.L.vo 139/2006, “Obblighi connessi con l’esercizio
dell’attività”, recita “Gli enti e i privati responsabili di attività di cui all’Allegato 1, non
soggette al D.L.vo 81/2008, hanno l’obbligo di mantenere in stato di efficienza i
sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio
adottate e di effettuare verifiche di controllo ed interventi di manutenzione secondo
le cadenze temporali che sono indicate dal Comando nel certificato di prevenzione
o all’atto del rilascio della ricevuta a seguito della presentazione della SCIA, nonché
di assicurare una adeguata informazione sui rischi di incendio connessi con la
specifica attività, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sulle
precauzioni da osservare per evitare l’insorgere di un incendio e sulle procedure da
attuare in caso di incendio, da annotare in un apposito registro mantenuto
aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza del Comando”.

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Intervento in
pubblico esercizio
ESEMPI PRATICI DELL’ATTIVITÀ Vediamo, con alcuni esempi
pratici, come attuare i ruoli di
Polizia Amministrativa ed
eventualmente di Polizia
Giudiziaria
Immaginiamo ora, invece, di aver esperito un Per quanto inerente l’impiantistica del gas e gli
soccorso tecnico urgente in un luogo apparecchi utilizzatori vale quanto già detto nella
particolare come potrebbe essere un presentazione della Direttiva della Procura di Milano.
ristorante. Unico aggiornamento riguarda la verifica della
In questo caso, sempre al termine delle potenzialità installata onde verificare se rientrante
operazioni di soccorso tecnico, dovremo nelle more di applicazione del D.M. 12/04/1996.
eseguire verifiche su due fronti:
1) In primo luogo sull’impiantistica del gas e
Per quanto inerente i dettami del D.L.vo 81/2008 si
gli apparecchi utilizzatori;
dovranno verificare i luoghi di lavoro (Allegato IV), la
2) In secondo luogo in merito all’applicazione
prevenzione incendi (D.M. 10/03/1998), la segnaletica
dei dettami di cui al D.L.vo 81/2008, così
di sicurezza (Allegati XXVII, XXVIII e XXIX), infine la
come modificato dalla Legge n° 88/2009 e
documentazione.
dal D.L.vo n° 106/2009.

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In una cucina si deve verificare:
- l’esistenza di aperture di aerazione
realizzate su parete esterna (4.1.2);
- I locali devono essere esclusivamente
destinati agli apparecchi (4.4.);
- le strutture portanti devono essere R
60/120 e quelle di separazione REI
60/120 a seconda se </≥ a 116 kW
(4.4.1.)
- l’accesso deve avvenire dall’esterno,
con porta larga ≥ 0,90m di classe 0, e/o
dalocale consumazione pasti, con porta
≥ 0,90m REI 30/60, a seconda se </≥ a
116 kW, con autochiusura anche del
tipo normalmente aperto se asservito a
sistema di rilevazione incendi (4.4.2.);
- può comunicare con altri locali pertinenti con disimpegno anche non aerato;
- l’installazione nei locali di consumazione pasti è consentita se:
- gli apparecchi sono collegati a sistema di evacuazione forzata;
- l’alimentazione del gas deve avvenire se il sistema di evacuazione è funzionante appieno, se
scende la portata si deve interrompere;
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- l’atmosfera della zona cucina deve essere
in depressione;
- il sistema di evacuazione deve garantire un
volume ≥ a 1m3/h di fumi per ogni kW di
potenza installata;
- tra la zona cucina e quella
consumazione pasti deve essere
realizzata una separazione verticale
pendente dalla copertura fino a quota
2,2m dal pavimento, in materiale di
classe 0 ed avente adeguata resistenza
meccanica nel vincolo (4.4.3.);
- le tubazioni del gas devono essere
protette contro la corrosione e collocate
in modo da non subire danneggiamenti
dovuti ad urti (5.4.2., a);
- non si possono utilizzare le tubazioni
come dispersori o conduttori di terra
(5.4.2., b);

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- all’esterno dei locali di installazione
deve essere installata, in posizione
visibile e facilmente raggiungibile, una
valvola di intercettazione manuale a
leva (5.4.2., f);
- il contatore del gas deve essere
installato all’esterno in contenitore o
nicchia areata oppure all’interno in
locale o in nicchia entrambi areati
direttamente dall’esterno (5.5.);
- l’interruttore generale deve essere
collocato lontano dall’apparecchio
utilizzatore, in posizione facilmente
raggiungibile e segnalata (6.1.);
- in ogni locale e in prossimità di ogni
apparecchio deve essere installato un
estintore di classe ≥ 21A 89BC (6.2.).

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Per quanto inerente l’applicazione del D.L.vo − la presenza degli atti riferiti all’effettuazione
81/2008, si dovrà verificare: dell’informazione ai dipendenti;
− la presenza del DVR (documento di − la presenza di eventuale pratica SCIA;
valutazione dei rischi; − la corrispondenza e la rispondenza dei luoghi
− la presenza, all’interno del DVR, del con la pratica SCIA;
capitolo relativo al rischio incendio in deve − la presenza di eventuali depositi di materiale
essere enunciato il rischio incendio combustibile e/o infiammabile;
finale; − la presenza di sufficienti vie ed uscite di
− la presenza della nomina del RSPP emergenza;
(Responsabile Sicurezza Prevenzione − la piena disponibilità di dette vie ed uscite di
Protezione); emergenza;
− la presenza degli atti relativi alle − la corrispondenza dei luoghi alle norme
capacità professionali del RSPP o tecniche;
all’effettuazione dei relativi corsi; − la pulizia degli impianti.
− la presenza della nomina degli addetti
alla squadra antincendio;
− la presenza dell’effettuazione del corso
antincendio da parte degli addetti e riferita
alla valutazione del rischio incendio (basso,
medio o alto);

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Dopo il soccorso tecnico urgente,
se riteniamo esserci qualche
violazione, compiliamo il verbale
di sopralluogo.
2011 10 novembre 15:00
“SCATOLIFICIO ERRETI S.r.l.”, in Milano (MI) Via Venini 3

C.S.E. Loris Del Grande

Sicurezza a seguito di soccorso tecnico urgente


Gianni Bellotti
Milano (MI) 05/04/1945 Milano (MI)
Panfilo Castaldi 16 C.I. N° AO355471
Ril. Com. Milano il 13/09/2008 Amm.re Unico

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La Società opera nel settore della produzione di scatole in cartone ondulato
e occupa una capannone di circa 3.000 mq con annessa palazzina uffici a
tre piani f.t. e piazzale di circa 10.000 mq. Il capannone è suddiviso in un
Dopo il soccorso tecnico urgente, reparto prodotti primari, con quantitativi di carta e cartone superiori a 50
q.li, in un reparto produzione e in un reparto prodotti finiti e spedizione. Nel
se riteniamo esserci qualche reparto produzione sussiste un deposito di vernici a componente acquosa.
%
violazione, compiliamo il verbale
Gianni Bellotti
di sopralluogo.

C.S.E. Loris Del Grande ===============

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Informare è un piacere,
Formare un dovere,

Grazie per la Vostra volontà di formarvi

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La Formazione in mano
Ideata e creata da Loris Del Grande