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Corso di Banche e Intermediari

finanziari
Luiss Guido Carli
2011-2012

IL BILANCIO BANCARIO E
LA VALUTAZIONE DELLE
ATTIVITÀ FINANZIARIE
INDICE
 IL BILANCIO DI ESERCIZIO
 LA VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ
FINANZIARIE
 LA VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO
NELLE BANCHE

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INDICE
 IL BILANCIO DI ESERCIZIO
 LA VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ
FINANZIARIE
 LA VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO
NELLE BANCHE

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FONTI NORMATIVE

 Legge delega 24.12.1990, n. 428 (cosiddetta “legge


comunitaria ’90”)
 D. Lgs. 27.11.1992, n. 87
 Decreto del Ministro del Tesoro 24.6.1992, n. 435830
 Regolamento (CE) n. 1606 19.07.2002
 D.Lgs. 28.02.2005 n. 38
 Edizione aggiornata delle istruzioni applicative della
Banca d’Italia del 22.12.2005

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L’INTRODUZIONE DEGLI IAS
 È stato necessario introdurre a livello europeo:
– una normativa di riferimento unica ed efficacemente applicabile per le
aziende europee
– una normativa in grado di assicurare trasparenza e comparabilità
dell’informativa finanziaria
– una normativa che permettesse alle aziende comunitarie di competere
equamente
 Il bilancio deve rispondere alle esigenze informative degli
stakeholders
 Le informazioni che il bilancio deve fornire sono:
– la situazione patrimoniale/finanziaria
– l’andamento economico in seguito a cambiamenti della situazione
patrimoniale/finanziaria
– tutte le altre informazioni utili ad un’ampia serie di possibili utilizzatori
nel processo di decisione economica
 Il processo di redazione del bilancio diviene più complesso
 Nel bilancio non è più predominante il principio della prudenza
 È previsto l’utilizzo del criterio del fair value

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I PRINCIPI DI MAGGIOR IMPATTO PER LE
BANCHE

 Ias 14 prescrive la presentazione di un’autonoma informativa


economico- finanziaria per ciascuno dei settori di attività in cui
l’impresa opera.
 Ias 17 contiene le regole per la contabilizzazione e presentazione
in bilancio delle operazioni di leasing operativo e finanziario.
 Ias 27, 28 e 31 riguardano la rilevazione e la valutazione delle
partecipazioni in imprese controllate, collegate e joint venture.
 Ias 32 e 39 disciplinano la rilevazione e la valutazione degli
strumenti finanziari, oltre alle informazioni integrative
obbligatorie relative a tali strumenti.
 Con l’applicazione del fair value le attività e passività sono
valutate secondo la maturazione economica degli eventi che le
hanno generate fino alla fine dell’esercizio
 Il reddito è prodotto dalle operazioni maturate e realizzate
solamente nell’esercizio corrente
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LO STATO PATRIMONIALE ATTIVO
VOCI DELL’ATTIVO ANNO X ANNOX-1
10 Cassa e disponibilità liquide
20 Attività finanziarie detenute per la negoziazione
30 Attività finanziarie valutate al fair value
40 Attività finanziarie disponibili per la vendita
50 Attività finanziarie detenute fino alla scadenza
60 Crediti verso banche
70 Crediti verso clientela
80 Derivati di copertura
90 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura
generica (+/-)
100 Partecipazioni
110 Attività materiali
120 Attività immateriali
130 Attività fiscali
140 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
150 Altre attività

TOTALE ATTIVO
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LA CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ
FINANZIARIE
 Attività detenute per la negoziazione
– Attività acquisite con lo scopo di essere vendute nel breve termine
 Attività valutate al fair value
– variazione del valore contabilizzata a conto economico. Rientra in questa categoria
qualsiasi attività così definita al momento dell’acquisto indipendentemente dalle
finalità connesse alla detenzione
 Attività disponibili per la vendita
– Attività indicate appositamente come tali ovvero individuate in via residuale come
non rientranti nelle precedenti categorie
 Attività detenute fino a scadenza
– Attività non derivate con scadenza fissa e pagamenti fissi o determinabile,
acquistate con lo scopo di detenerle fino a scadenza
 Crediti e finanziamenti
– Attività non derivate con pagamenti fissi o determinabili non quotate in un mercato
attivo

 La attività classificabili come “crediti e finanziamenti” possono essere inserite


nelle “attività di trading” ovvero nelle “attività disponibili per la vendita” in
caso di espressa volontà manifesta all’origine

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LE ATTIVITÀ FINANZIARIE: UN
APPROFONDIMENTO
 Attività finanziarie detenute fino a scadenza
– Rientrano in questa categoria gli strumenti che la banca acquista con
l’unico scopo di detenerli fino alla data di scadenza
– Non possono rientrare in questa categoria:
 I titoli azionari
 Le opzioni
 Warrant e diritti su azioni
 Gli strumenti puttable
 Strumenti per cui si ha intenzione di effettuare interventi di copertura dal
rischio di tasso d’interesse e dal rischio di pagamento anticipato
 Strumenti finanziari disponibili per la vendita
– Sono classificate come tali le attività finanziarie non derivate, che non
sono state classificate nelle altre categorie
– È una categoria residuale
– Possono essere classificate come tali:
 Titoli obbligazionari che non sono oggetto di attività di trading
 Le azioni non detenute con finalità di negoziazione ovvero non qualificabili
come di controllo, di collegamento o controllo congiunto (anche quote di
investimenti di private equity ovvero in fondi di private equity)
 Quote di prestiti sindacati sottoscritti e destinati fin dall’origine alla cessione

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LO STATO PATRIMONIALE PASSIVO
VOCI DEL PASSIVO ANNO X ANNOX-1
10 Debiti verso banche
20 Debiti verso clientela
30 Titoli in circolazione
40 Passività finanziarie di negoziazione
50 Passività finanziarie valutate al fair value
60 Derivati di copertura
70 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
80  Passività fiscali
90 Passività associate ad attività in via di dismissione
100 Altre passività
110 Trattamento di fine rapporto del personale
120 Fondi per rischi e oneri
130  Riserve da valutazione
140  Azioni rimborsabili
150  Strumenti di capitale
160  Riserve
170  Sovrapprezzi di emissione
180  Capitale
190  Azioni proprie (-)
200  Utile perdita esercizio
TOTALE PASSIVO 10
LE NUOVE VOCI DEL PASSIVO
 Le passività finanziarie di negoziazione:
– figurano nella presente voce le passività finanziarie, qualunque sia
la loro forma tecnica, detenute per finalità di negoziazione come
ad esempio:
 contratti derivati non rilevati come strumenti di copertura
 obbligazioni a consegnare attività finanziarie in caso di operazioni
allo scoperto
 passività finanziarie emesse con l’obiettivo di riacquistarle nel breve
termine
– la valutazione, tranne particolari casi, è effettuata al fair value
 Le passività finanziarie valutate al fair value:
– Le banche, come nel caso delle attività finanziarie, possono
decidere di iscrivere le passività in questa voce, va esclusa la quota
dei titoli di debito di propria emissione non ancora collocata
presso terzi.

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RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO
PATRIMONIALE
Voci

Attività fruttifere (AF)

Cassa e disponibilità liquide (10)


Attività finanziarie detenute per la negoziazione (20)
Attività finanziarie valutate al fair value (30)
Attività finanziarie disponibili per la vendita (40)
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza (50)
Crediti verso banche (60)
Crediti verso clientela (70)
Derivati di copertura (80)
Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di (90)
copertura generica (+/-)
Partecipazioni (100)

Attività non fruttifere (ANF)

Attività fiscali
(130)
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
(140)
Altre attività
(150)
Attività reali (AR)

Attività materiali (110) 12


Attività immateriali (120)
RICLASSIFICAZIONE DELLO STATO
PATRIMONIALE
Voci
Passività onerose (PO)

Debiti verso banche (10)


Debiti verso clientela (20)
Titoli in circolazione (30)
Passività finanziarie di negoziazione (40)
Passività finanziarie valutate al fair value (50)
Derivati di copertura (60)
Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di cop. gen. (+/-) (70)

Passività non onerose (PNO)

Passività fiscali (80)


Passività associate ad attività in via di dismissione (90)
Altre passività (100)
Trattamento di fine rapporto del personale (110)
Fondi per rischi e oneri (120)

Patrimonio (PATR)

Capitale (100)
Sovrapprezzi di emissione (170)
Riserve da valutazione (130)
Azioni rimborsabili (140)
Strumenti di capitale (150)
Riserve (160)
Azioni proprie (-) (190)
Utile (perdita) d’esercizio (+/-) (200)
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Totale passivo e netto
IL CONTO ECONOMICO

Voci del C.E. ufficiale

10
1. Interessi attivi e proventi assimilati 20
2. Interessi passivi e oneri assimilati 30
3. MARGINE D’INTERESSE (1-2) (MINS) 40
4. Commissioni attive 50
5. Commissioni passive 60
6. COMMISSIONI NETTE (4-5) 70
7. Dividendi e proventi simili 80
8. Risultato netto dell’attività di negoziazione 90
9. Risultato netto dell’attività di copertura 100
10. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) passività finanziarie 110
11. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value 120
12. MARGINE DI INTERMEDIAZIONE (3+6+7+8+9+/-10+11) (MINT)

14
IL CONTO ECONOMICO (segue)

Voci del C.E. ufficiale

13. Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: 130


a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) altre operazioni finanziarie
14. RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA (12+/-13) 140
15. Spese amministrative: 150
a) spese per il personale
b) altre spese amministrative
16. Accantonamenti netti ai fondi per rischi 160
17. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali 170
18. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali 180
19. Altri oneri/proventi di gestione 190
20. COSTI OPERATIVI (15+16+/-17+/-18+19) 200

15
IL CONTO ECONOMICO (segue)

Voci del C.E. ufficiale

210
21. Utili (Perdite) delle partecipazioni
220
22. Risultato netto della valutazione al fair value delle
attività immateriali
230
23. Rettifiche di valore dell'avviamento
240
24. Utili (Perdite) da cessione di investimenti
250
25. UTILE (PERDITA) DELL’OPERATIVITÀ CORRENTE AL LORDO
DELLE IMPOSTE (14-20+/-21+22-23+/-24)
260
26. Imposte sul reddito dell'esercizio dell’operatività
corrente
270
27. UTILE (PERDITA) DELL’OPERATIVITÀ CORRENTE AL NETTO
DELLE IMPOSTE (25-26)
280
28. Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto
delle imposte
290
29. UTILE (PERDITA) D’ESERCIZIO (27+/-28)

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I CRITERI DI RICLASSIFICAZIONE DEL
CONTO ECONOMICO

 Negli interessi netti sono allocati:


– I dividendi da partecipazioni connessi con operazioni di
finanziamento
– Il risultato netto dell’attività di copertura
 Il risultato della negoziazione ricomprende:
– i dividendi delle voci 20 e 40 dello Stato Patrimoniale Attivo
– gli utili e le perdite da cessione o riacquisto delle attività
disponibili per la vendita e di passività finanziarie
 Nelle rettifiche di valore nette su crediti sono appostati:
– gli utili o perdite da cessione o riacquisto di crediti
– le rettifiche di valore netto per deterioramento di altre operazioni
finanziarie

17
INDICE
 IL BILANCIO DI ESERCIZIO
 LA VALUTAZIONE DELLE
ATTIVITÀ FINANZIARIE
 LA VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO
NELLE BANCHE

18
LA VALUTAZIONE DEI TITOLI E I
CRITERI DI CONTABILIZZAZIONE
 La valutazione iniziale dei titoli avviene al fair value
 Strumenti finanziari detenuti per la negoziazione
– Sono valutati al fair value
 Strumenti finanziari designati al fair value
 Strumenti finanziari detenuti fino a scadenza
– Sono valutati al costo ammortizzato
 La valutazione degli strumenti finanziari disponibili per la vendita
– Le attività finanziarie quotate sono valutate al fair value con contropartita
 Patrimonio netto, dove sono rilevati gli utili/perdite derivanti dalla variazione del fair value

 Conto economico, in cui vanno rilevati i proventi e gli oneri realizzati in seguito alla cancellazione (storno

della riserva corrispondente)


– Le attività finanziarie non quotate per cui non è possibile determinare il fair value con attendibilità
sono valutate al costo
 Il costo degli strumenti finanziari disponibili per la vendita è determinato tramite la metodologia

del “costo ammortizzato”


– Gli interessi maturati sono rilevati a conto economico tramite l’applicazione del metodo del “costo
ammortizzato”

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LA DETERMINAZIONE DEL FAIR VALUE
 Per i titoli quotati in un mercato regolamentato è il prezzo
di mercato
– Per un’attività da rivendere è il bid price
– Per un’attività da acquistare è l’asking price
– Nel caso di assenza di questi prezzi è il prezzo dell’operazione più
recente
 Nel caso di attività non quotate si può procedere utilizzando delle
tecniche di stima
– Hanno l’obiettivo di valutare quale sarebbe stato il prezzo di una
transazione alla data di valutazione in normali condizioni di mercato
– Devono far possibilmente ricorso ai dati di mercato e solo se non fossero
disponibili ad altre informazioni interne al soggetto emittente l’attività
finanziaria
– Incorporano tutti gli elementi che i partecipanti al mercato
considererebbero nel regolare il prezzo
– Deve essere coerente con le diffuse metodologie economiche utilizzate
per determinare i prezzi degli strumenti finanziari
20
LE RIPERCUSSIONI SUL CONTO
ECONOMICO
ANNO ANNO
VOCI DEL CONTO ECONOMICO
X X-1
10 Interessi attivi e proventi assimilati
20 Interessi passivi e oneri assimilati
30 MARGINE D’INTERESSE (10+20) (MINS)
40 Commissioni attive
50 Commissioni passive
60 COMMISSIONI NETTE (40+50)
70 Dividendi e proventi simili
80 Risultato netto dell’attività di negoziazione
90 Risultato netto dell’attività di copertura
100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) passività finanziarie
110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair
value
120 MARGINE DI INTERMEDIAZIONE (30+60+70+80+90+/-
100+110) (MINT)
21
LE RIPERCUSSIONI SUL CONTO
ECONOMICO (segue)

ANNO
VOCI DEL CONTO ECONOMICO ANNOX
X-1

130 Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di:


a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) altre operazioni finanziarie
140 RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA
(120+/-130)
150 Spese amministrative:
a) spese per il personale
b) altre spese amministrative
160 Accantonamenti netti ai fondi per rischi 22
170 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali
LA VALUTAZIONE DEI CREDITI E I
CRITERI DI CONTABILIZZAZIONE
 La rilevazione in bilancio dei crediti avviene solo quando l’entità diviene
parte del contratto e acquisisce i diritti connessi all’esecuzione delle
relative clausole
 Al momento della prima iscrizione il credito è iscritto al fair value
 In seguito il credito è valutato al “costo ammortizzato” :
– Valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale e di ogni
rettifica/ripresa di valore, in seguito incrementato ovvero ridotto dell’ammortamento
complessivo utilizzando il “metodo dell’interesse effettivo” relativo a qualsiasi
differenza fra l’ammontare erogato e quello a scadenza
 Con tale modalità si ammortizzano i costi/proventi della transazione in un intervallo di
tempo pari alla vita residua attesa del credito.
 Gli elementi fondamentali alla base del criterio contabile del “costo ammortizzato” sono:
– I costi/proventi dell’operazione
– Il tasso d’interesse effettivo

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I COSTI E PROVENTI DELLA
TRANSAZIONE
 Sono quei costi/proventi che sono direttamente attribuibili alla transazione e che
senza di essa si sarebbero prodotti
 La loro presenza incide direttamente sul tasso d’interesse effettivo
– In presenza di costi imputabili alla transazione l’ammontare erogato effettivo sarà
superiore a quello nominale, di conseguenza il tasso effettivo del credito sarà inferiore al
tasso contrattuale
– In presenza di proventi imputabili al credito l’ammontare erogato effettivo sarà inferiore
a quello nominale, di conseguenza il tasso effettivo del credito sarà superiore al tasso
contrattuale
 Sono da includere nei costi della transazione:
– I diritti e le commissioni pagate ad agenti, consulenti, mediatori ed altri intermediari di
mercato
– I contributi dovuti ad organi regolamentari e alle borse
– Le imposte e tasse dovute per la conclusione dei contratti
 Si escludono
– I premi e gli sconti
– I costi di finanziamento
– I costi interni amministrativi o di gestione
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IL TASSO DI INTERESSE EFFETTIVO
 Il tasso effettivo di rendimento di una attività finanziaria è il tasso che soddisfa
la seguente equazione
k m k 1  m1
Ak A1k 1

k 1 ( 1  Tie )
tk
  ( 1  Tie ) t 1k
k 1 1
 Dove:
Tie= tasso di interesse effettivo
k = numero d’ordine di un credito
k1 = numero d’ordine di un rimborso
Ak = importo dell’erogazione numero k
A1K1 = importo di rimborso del numero k
m = numero d’ordine dell’ultima erogazione
m1 = numero d’ordine dell’ultimo rimborso
tk = intervallo espresso in anni e frazioni di anno tra la data
dell’erogazione n. 1 e le date delle ulteriori erogazioni da 2 a m
t1k = intervallo espresso in anni e frazioni di anni fra la data
dell’erogazione n.1 e le date dei rimborsi da 1 a m
25
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
IL TASSO DI INTERESSE EFFETTIVO
(segue)
 Il rendimento del credito è quello effettivamente prodotto
dall’operazione
 La rata calcolata al tasso nominale si configura come un
semplice flusso di cassa senza alcun effetto economico
 Il Tie calcolato all’origine non si modifica nel tempo
– In caso di tassi fissi
– Indipendentemente dall’effettivo incasso dei dei flussi di cassa
– Indipendentemente dall’eventuale rinegoziazione del credito

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ESEMPIO DI COSTO AMMORTIZZATO-
TASSO FISSO
Anno Flussi Valore  Si ipotizza di avere un credito a
attesi attuale durata decennale di 10.000, a tasso
Anno 1 1.000 912 contrattuale pari al 10% e avente
Anno 2 1.000 831 costi di transazione per 200
Anno 3 1.000 758  Il piano di rimborso prevede il
Anno 4 1.000 691 pagamento annuo degli interessi e il
Anno 5 1.000 630 Valore del
pagamento finale degli interessi
Anno 6 1.000 574 TIE dell’ultimo anno più l’intera quota
Anno 7 1.000 524
9,679% capitale
Anno 8 1.000 478
 Come di seguito dimostrato il TIE
che eguaglia l’ammontare dei flussi
Anno 9 1.000 435
contrattuali attesi con il valore
Anno 10 11.000 4.367
attuale erogato comprensivo dei costi
Totale 10.200
di transazione è pari al 9,679%

27
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
ESEMPIO DI COSTO AMMORTIZZATO-
TASSO FISSO (segue)

Il valore contabile del credito varierà lungo la sua vita come rappresentato nella tabella
seguente

Anno CA Inizio TIE Flussi Differenza CA fine anno


anno attesi
Anno 1 10.200 987 1.000 13 10.187
Anno 2 10.187 986 1.000 14 10.173
Anno 3 10.173 985 1.000 15 10.158
Anno 4 10.158 983 1.000 17 10.141
Anno 5 10.141 982 1.000 18 10.123
Anno 6 10.123 979 1.000 21 10.102
Anno 7 10.102 978 1.000 22 10.080
Anno 8 10.080 976 1.000 24 10.056
Anno 9 10.056 973 1.000 27 10.029
Anno 10 10.029 971 11.000 - - 28
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
ESEMPIO DI COSTO AMMORTIZZATO-
TASSO FISSO (segue)

Lo sviluppo contabile in ottica Ias sarà il seguente

Crediti Cassa Interessi


10.000 1.000 1.000 10.000 987
200 200
987
10.187 9.200 987

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ESEMPIO DI COSTO AMMORTIZZATO-
TASSO VARIABILE

CALCOLO DEL TIE AL  Si ipotizza di avere un credito a durata


PRIMO ANNO decennale di 10.000, a tasso contrattuale
in origine pari al 4,4% (Euribor 3,5 +
Anno Flussi Valore spread 0,9) e avente costi di transazione
attesi attuale
per 200
Anno 1 440 423  Il piano di rimborso prevede il pagamento
Anno 2 440 407 annuo degli interessi e il pagamento finale
Valore del degli interessi dell’ultimo anno più
Anno 3 440 392
TIE
Anno 4 440 377
l’intera quota capitale
3,952%
 Come di seguito dimostrato il TIE al
Anno 5 10.440 8.601
primo anno che eguaglia l’ammontare dei
Totale 10.200 flussi contrattuali attesi con il valore
attuale erogato comprensivo dei costi di
transazione è pari al 3,952%
 Essendo un contratto a tasso variabile il
TIE dovrà essere calcolato ogni anno alla
revisione del tasso contrattuale
30
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
ESEMPIO DI COSTO AMMORTIZZATO-
TASSO VARIABILE (segue)

Il valore contabile del credito varierà lungo la sua vita come rappresentato nella tabella
seguente
Anno CA Inizio TIE Flussi Differenz CA fine
anno attesi a anno
Anno 1 10.200 403 440 37 10.163
Anno 2 10.163 402 440 38 10.125
Anno 3 10.125 400 440 40 10.085
Anno 4 10.085 398 440 42 10.043
Anno 5 10.043 397 10.440 - -

31
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
ESEMPIO DI COSTO AMMORTIZZATO-
TASSO VARIABILE (segue)

CALCOLO DEL TIE AL


SECONDO ANNO  Al secondo anno il tasso
Anno Flussi Valore d’interesse viene revisionato in
attesi attuale base alla variazione dell’Euribor
Anno 2 450 432 e sarà pari al 4,5%
Anno 3 450 416 Valore del  Il nuovo TIE sarà quello che
Anno 4 450 399 TIE
4,050% eguaglierà il valore attuale dei
Anno 5 10.450 8.916 flussi attesi residui al valore del
Totale 10.163 credito al netto della quota già
ammortizzata dei costi della
transazione, in altri termini al
valore del costo ammortizzato
alla fine del primo anno
32
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
LE RIPERCUSSIONI SUL CONTO
ECONOMICO

ANNO ANNO
VOCI DEL CONTO ECONOMICO
X X-1
10 Interessi attivi e proventi assimilati
20 Interessi passivi e oneri assimilati
30 MARGINE D’INTERESSE (10+20) (MINS)
40 Commissioni attive
50 Commissioni passive
60 COMMISSIONI NETTE (40+50)
70 Dividendi e proventi simili
80 Risultato netto dell’attività di negoziazione
90 Risultato netto dell’attività di copertura
100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) passività finanziarie
110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair
value
120 MARGINE DI INTERMEDIAZIONE
(30+60+70+80+90+100+110) (MINT) 33
LA VALUTAZIONE DEI CREDITI NON
PERFORMING
 Lo Ias 39 richiede che a ogni chiusura del bilancio si proceda
all’accertamento dell’esistenza di una durevole perdita di valore
(impairment) per ogni attività finanziaria ovvero gruppo di attività
finanziarie
 La perdita di valore può essere rilevata in molte condizioni, fra le
più frequenti:
– Significative difficoltà finanziarie del debitore
– Violazione degli accordi contrattuali (ad esempio mancato versamento degli
interessi oppure mancato rimborso del capitale)
– Rinegoziazione del credito che non sarebbe mai avvenuta se le condizioni
economiche del debitore non fossero peggiorate
– La scomparsa da un mercato attivo dell’attività finanziaria
– Diminuzione nei flussi finanziari stimati di un gruppo di attività finanziarie

34
LA VALUTAZIONE DEI CREDITI NON
PERFORMING (segue)

 Può avvenire secondo due modalità


– Valutazione analitica
 Nel momento in cui si accerta la presenza di una perdita durevole, la

valutazione analitica dell’impairement deve essere effettuata in riferimento


a ciascun credito quando essa risulti singolarmente significativa
 Tali crediti non devono essere a loro volta oggetto di valutazione collettiva

– Valutazione collettiva
 Sono quei crediti per i quali non si hanno a disposizione informazioni tali

da permettere di identificare in modo specifico perdite durevoli


 Nel momento in cui si avessero tali informazioni di un credito inserito

nelle attività valutate collettivamente, esso va immediatamente rimosso dal


gruppo e sottoposto a valutazione analitica

35
LA VALUTAZIONE ANALITICA DI UN
CREDITO NON PERFORMING (segue)

 Si prenda un credito di euro 10.000 di durata decennale, tasso di


interesse pari al 10%, oneri a carico della banca pari a 200 e
commissioni di up-front a carico del cliente pari al 5%
dell’importo erogato e TIE pari al 10,498%
 Al quinto anno tale credito presenta una perdita durevole di
valore che induce a prevedere solo il pagamento di una parte
del capitale a scadenza pari a 8.000.

36
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
LA VALUTAZIONE ANALITICA DI UN
CREDITO NON PERFORMING (segue)

Anno CA TIE Flussi Svalut. Ripresa Altre CA fine


inizio attesi variaz. anno
anno
Anno 1 9.700 1.019 1.000 9.719
Anno 2 9.719 1.020 1.000 9.739
Anno 3 9.739 1.022 1.000 9.761
Anno 4 9.761 1.025 1.000 9.786
Anno 5 9.786 1.028 1.000 9.814
Anno 6 9.814 1.030 1.000 9.844
Anno 7 9.844 1.033 1.000 9.877
Anno 8 9.877 1.037 1.000 9.914
Anno 9 9.914 1.041 1.000 9.955
Anno 10 9.955 1.045 11.000 -
37
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
LA VALUTAZIONE ANALITICA DI UN
CREDITO NON PERFORMING (segue)

Con riferimento al costo ammortizzato il valore della perdita


durevole è pari alla differenza fra il valore di bilancio del
credito e il valore attuale dei flussi di cassa futuri attualizzati al
tasso di interesse effettivo originario

Valore attuale dei flussi attesi 4.856


CA inizio quinto anno -9.786
Interesse al TIE per il 5° -1.028
anno
Ammontare dell’impairment -5.958
(direttamente a CE)
38
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
LA VALUTAZIONE ANALITICA DI UN
CREDITO NON PERFORMING (segue)

Anno CA TIE Flussi Svalut. Ripresa Altre CA fine


inizio attesi variaz. anno
anno
Anno 1 9.700 1.019 1.000 9.719
Anno 2 9.719 1.020 1.000 9.739
Anno 3 9.739 1.022 1.000 9.761
Anno 4 9.761 1.025 1.000 9.786
Anno 5 9.786 1.028 - -5.958 4.856
Anno 6 4.856 510 - 5.366
Anno 7 5.366 564 - 5.930
Anno 8 5.930 622 - 6.552
Anno 9 6.552 688 - 7.240
Anno 10 7.240 760 8.000 -
39
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
LA VALUTAZIONE ANALITICA DI UN
CREDITO NON PERFORMING (segue)

Si ipotizzi il caso in cui nel settimo anno il debitore rimborsi le


rate scadute e inizi nuovamente a pagare con regolarità, il
credito andrebbe nuovamente rettificato, ma con una variazione
positiva calcolata come segue
Valore attuale dei flussi attesi 9.877
Rate scadute 3.000
CA inizio settimo anno -5.366
Interesse al TIE per il 7° anno -564
Ammontare della rettifica 6.947
positiva
40
(direttamente
Fonte: Mazzeo, a S.CE)
R. Palombini, E. Zorzoli, (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
LA VALUTAZIONE ANALITICA DI UN
CREDITO NON PERFORMING (segue)

Anno CA TIE Flussi Svalut. Ripresa Altre CA fine


inizio attesi variaz. anno
anno
Anno 1 9.700 1.019 1.000 9.719
Anno 2 9.719 1.020 1.000 9.739
Anno 3 9.739 1.022 1.000 9.761
Anno 4 9.761 1.025 1.000 9.786
Anno 5 9.786 1.028 - -5.958 4.856
Anno 6 4.856 510 - 5.366
Anno 7 5.366 564 3000 5.958 989 9.877
Anno 8 9.877 1.037 1.000 9.914
Anno 9 9.914 1.041 1.000 9.955
Anno 10 9.955 1.045 11.000 -
41
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
LA VALUTAZIONE COLLETTIVA DEI
CREDITI
 Lo Ias 39 prevede che la valutazione collettiva
avvenga dopo il raggruppamento dei crediti in gruppi
omogenei in termini di rischio di credito,
individuando come possibili criteri:
– Il merito creditizio del debitore
– La tipologia dello strumento finanziario
– Il settore e la localizzazione geografica
– La tipologia dell’eventuale garanzia
– Altri fattori che possono essere individuati allo scopo di
assicurare la capacità tutti gli importi contrattualmente
dovuti

42
IL CALCOLO DELLA SVALUTAZIONE
COMPLESSIVA
 Lo Ias 39 non indica una metodologia precisa, può
essere utilizzato qualsiasi metodo statistico o
matematico che risponda ai seguenti parametri
rilevanti:
– Il valore finanziario nel tempo
– I flussi di cassa residui di ciascuna attività del gruppo
– La durata dei crediti inseriti nel portafoglio
 È necessario che vi sia coerenza fra il criterio di
calcolo della valutazione è il criterio di
segmentazione dei gruppi omogenei
43
IL CALCOLO DELLA SVALUTAZIONE
COMPLESSIVA (segue)
 Quanto disposto dallo Ias 39 si avvicina profondamente alla
normativa vigente in USA riguardo la valutazione dei crediti
 In virtù delle analogie fra le due normative si può ipotizzare
di calcolare il valore della perdita attesa su base collettiva in
riferimento a ciascun gruppo omogeneo seguendo la prassi
statunitense:
% storica di passaggio a perdita x Lcp x valore contabile dei crediti

Con % storica di passaggio a perdita pari a PDxLGD


Lcp è il periodo che intercorre fra il manifestarsi della perdita e
l’iscrizione della stessa

44
Fonte: Mazzeo, R. Palombini, E. Zorzoli, S. (a cua di), (2005), IAS-IFRS e imprese bancarie, edibank, Roma.
RIPERCUSSIONI SULL CONTO
ECONOMICO

ANNO
VOCI DEL CONTO ECONOMICO ANNOX
X-1

130 Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di:


a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) altre operazioni finanziarie
140 RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA
(120+130)
150 Spese amministrative:
a) spese per il personale 45
b) altre spese amministrative
I CREDITI DI FIRMA

 L’emissione di crediti di firma comporta la rilevazione di


un “accantonamento”, poiché essi comportano in un futuro
una possibile fuoriuscita di risorse
 Secondo lo Ias 37 la banca dovrà rilevare un
accantonamento quando
– Vi sia un’obbligazione attuale che nasce da un evento passato (ad
esempio da un fido ceduto)
– È probabile l’esborso di risorse per adempiere all’obbligazione,
ma non determinabili
– Si è in grado di stimare l’ammontare dell’esborso richiesto
 Valutazione analitica
 Valutazione collettiva

46
INDICE
 IL BILANCIO DI ESERCIZIO
 LA VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ
FINANZIARIE
 LA VALUTAZIONE DEL
PATRIMONIO NELLE BANCHE

47
LA VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO
NELLE BANCHE

 Patrimonio di vigilanza
 Capitale complessivo
 Capitale libero (free capital)

48
IL PATRIMONIO DI VIGILANZA:
RIFERIMENTI NORMATIVI
 Circolare Banca d’Italia n. 155 del 18 dicembre
1991
– Ultimo aggiornamento 3 aprile 2006

49
IL PATRIMONIO DI VIGILANZA

È suddiviso in:
 patrimonio di base: va considerato senza limitazioni di
sorta
 patrimonio supplementare: è ammesso al calcolo entro un
limite massimo rappresentato dall’ammontare del
patrimonio di base
 deduzioni patrimoniali: rappresentano le rettifiche
obbligatorie del valore ottenuto grazie alla somma dei due
aggregati precedenti

50
IL PATRIMONIO DI VIGILANZA (segue)
+ RISERVE DI
RIVALUTAZIONE
+ CAPITALE VERSATO
+ STRUMENTI INNOVATIVI
+ RISERVE DIVERSE DA DI CAPITALE NON COMPUTATI NEL
QUELLE DI RIVALUTAZIONE NON POSSONO ECCEDERE IL PATRIMONIO DI BASE
50% DEL PATRIMONIO DI BASE
+ STRUMENTI INNOVATIVI + STRUMENTI IBRIDI DI
DI CAPITALE PATRIMONIALIZZAZIONE
+ UTILE DEL PERIODO PER LE PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ + PASSIVITÀ SUBORDINATE
+ FILTRI PRUDENZIALI POSITIVI NON BANCARIE, FINANZIARIE E
+ PLUSVALENZE NETTE IMPLICITE
ASSICURATIVE, QUOTATE IN UN
- AZIONI (O QUOTE) PROPRIE SU PARTECIPAZIONI
MERCATO REGOLAMENTATO, IL
IN PORTAFOGLIO SALDO ALGEBRICO POSITIVO È + FILTRI PRUDENZIALI POSITIVI
- ATTIVITÀ IMMATERIALI AMMESSO PER IL 35% NEL LIMITE
+ MINUSVALENZE NETTE IMPLICITE
DEL 30% DEL PATRIMONIO BASE
- PERDITE DEL PERIODO, SU PARTECIPAZIONI
REGISTRETE IN ESERCIZI È AMMESSO ENTRO IL LIMITE MAX - ALTRI ELEMENTI NEGATIVI
PRECEDENTI RAPPRESENTATO DALL’AMMONTARE
- FILTRI PRUDENZIALI NEGATIVI
- FILTRI PRUDENZIALI NEGATIVI DEL PATRIMONIO DI BASE.
=

= PATRIMONIO
È AMMESSO SUPPLEMENTARE
PATRIMONIO DI BASE SENZA LIMITI

PATRIMONIO DI = + PATRIMONIO DI BASE


+ PATRIMONIO
VIGILANZA SUPPLEMENTARE
51
- DEDUZIONI
IL PATRIMONIO DI VIGILANZA: IL
PATRIMONIO DI BASE
PATRIMONIO DI BASE (ELEMENTI POSITIVI)
1 Capitale versato
2 Sovrapprezzi di emissione
3 Riserve
4 Strumenti innovativi di capitale
5 Utile del periodo
Filtri prudenziali: incrementi del patrimonio di base:
6 Fair value option: variazioni del proprio merito creditizio
7 Azioni rimborsabili
8 Risorse patrimoniali oggetto di impegni di acquisto a termine computabili nel
patrimonio di base
9 Altri filtri positivi
10 Totale degli elementi positivi del patrimonio di base

52
IL PATRIMONIO DI VIGILANZA:
IL PATRIMONIO DI BASE (segue)
PATRIMONIO DI BASE (ELEMENTI NEGATIVI)
11 Azioni o quote proprie
12 Avviamento
13 Altre immobilizzazioni immateriali
14 Perdita del periodo
Filtri prudenziali: deduzioni del patrimonio di base:
15 Fair value option: variazioni del proprio merito creditizio
Riserve negative su titoli disponibili per la vendita
16 Titoli di capitale e quote di O.I.C.R.
17 Titoli di debito
18 Plusvalenza cumulata netta su attività materiali
19 Risorse patrimoniali oggetto di impegni di acquisto a termine non computabili nel
patrimonio di base
20 Altri filtri negativi
21 Totale degli elementi negativi del patrimonio di base
Totale
22 Valore positivo
23 Valore negativo

53
IL PATRIMONIO DI VIGILANZA:
IL POTRIMONIO SUPPLEMENTARE

PATRIMONIO SUPPLEMENTARE (ELEMENTI POSITIVI)


Riserve da valutazione:
Attività materiali:
24 Leggi speciali di rivalutazione
25 Attività materiali ad uso funzionale
Riserve positive su titoli disponibili per la vendita:
26 Titoli di capitale e quote di O.I.C.R.
27 Titoli di debito
28 Strumenti innovativi di capitale non computabili nel patrimonio di base
29 Strumenti ibridi di patrimonializzazione
30 Passività subordinate
31 Plusvalenze nette su partecipazioni
32 Altri elementi positivi
Filtri prudenziali: incrementi del patrimonio supplementare:
33 Plusvalenza cumulata netta su attività materiali
34 Risorse patrimoniali oggetto di impegni di acquisto a termine computabili nel
patrimonio supplementare
35 Altri filtri positivi
36 Totale degli elementi positivi del patrimonio supplementare 54
IL PATRIMONIO DI VIGILANZA:
IL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE (segue)
PATRIMONIO SUPPLEMENTARE (ELEMENTI NEGATIVI)
37 Minusvalenze nette su partecipazioni
38 Crediti
39 Altri
Filtri prudenziali: deduzioni dal patrimonio supplementare:
40 Quota non computabile della riserva da valutazione su attività materiali ad uso funzionale
Quota non computabile delle riserve positive su titoli disponibili per la vendita:
41 Titoli di capitale e quote di O.I.C.R.
42 Titoli di debito
43 Passività subordinate e strumenti ibridi di patrimonializzazione oggetto di impegni di acquisto a
termine non computabili nel patrimonio supplementare
44 Altri filtri negativi
45 Totale degli elementi negativi del patrimonio supplementare
Totale
46 Valore positivo
47 Eccedenza rispetto al patrimonio di base
48 Valore positivo ammesso
49 Valore negativo
Patrimonio di base supplementare
50 Valore positivo 55
51 Valore negativo
IL PATRIMONIO DI VIGILANZA:
ELEMENTI IN DEDUZIONE
ELEMENTI DA DEDURRE
Partecipazioni in enti creditizi e finanziari superiori al 10% del capitale
dell’ente partecipato
52 Partecipazioni
53 Strumenti innovativi di capitale
54 Strumenti ibridi di patrimonializzazione
55 Passività subordinate
Partecipazioni in enti creditizi e finanziari pari o inferiori al 10% del capitale
dell’ente partecipato
56 Partecipazioni
57 Strumenti innovativi di capitale
58 Strumenti ibridi di patrimonializzazione
59 Passività subordinate
Partecipazioni in società di assicurazione
60 Partecipazioni
61 Passività subordinate
62 Totale elementi da dedurre
Patrimonio di vigilanza
63 Valore positivo
56
64 Valore negativo
IL CAPITALE COMPLESSIVO
 Con il termine capitale complessivo si indicano gli elementi
patrimoniali che la banca ritiene possano essere utilizzati
rispettivamente a copertura del “capitale interno” e del
“capitale interno complessivo”
– Il capitale interno si intende il capitale a rischio, ovvero il
fabbisogno di capitale relativo ad un determinato rischio che la
banca ritiene necessario per coprire le perdite eccedenti un dato
livello atteso
– Il capitale interno complessivo si intende il capitale interno riferito
a tutti i rischi rilevanti assunti dalla banca, incluse le eventuali
esigenze di capitale interno dovute a considerazioni di carattere
strategico

57
LA RICONCILIAZIONE CON IL
PATRIMONIO DI VIGILANZA
È NECESSARIO ILLUSTRARE COME
LE RISORSE PATRIMONIALI
RITENUTE IDDONE AI FINI INTERNI
SI RICONCILIANO CON I
PATRIMONIO DI VIGILANZA

Capitale Capitale Patrimonio di


interno complessivo vigilanza
complessivo
Requisiti
minimi
Altri
fabbisogni

Rischi 2°
Pilastro

Rischi 1° Rischi 1°
Pilastro Pilastro

SONO MISURATI TRAMITE MODELLI SONO VALORI CONTABILI CHE


STATISTICI ED ESPRIMONO LE RAPPRESENTANO RISORSE
PERDITE INATTESE PATRIMONIALI 58
Strumenti patrimoniali non computabili nel PV
IL PATRIMONIO LIBERO

 È costituito dal patrimonio di base e da


quello supplementare (al netto delle
passività subordinate e degli strumenti
ibridi di patrimonializzazione).
Dall’aggregato si sottraggono le sofferenze
al valore di bilancio e le immobilizzazioni
nette tecniche e finanziarie

59
IL PATRIMONIO LIBERO (segue)

ATTIVO PASSIVO E NETTO

Attività fruttifere Passività onerose

Free Capital Patrimonio libero


Patrimonio di
Immobilizzazioni Vigilanza
Materiali, Immateriali e
Finanziarie

60