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I materiali

e le loro proprietà
Classificazione e proprietà dei materiali
La scelta del materiale più adatto per realizzare un determinato prodotto è un'operazione
preliminare di fondamentale importanza, che può incidere in misura notevole sulla
qualità e sul costo del prodotto, oltre che sulla tecnica di lavorazione. Principali fattori
influenti sulla scelta sono il comportamento del materiale rispetto alle sollecitazioni
indotte da agenti esterni (calore, elettricità, sostanze chimiche e sollecitazioni
meccaniche), la sua idoneità a determinate lavorazioni e il suo costo (1).

Classificazione dei materiali


I materiali possono essere distinti secondo svariati criteri (secondo la loro origine, il metodo
estrattivo, la composizione chimico-fisica, la provenienza ecc.). Nello schema i materiali sono
classificati secondo un criterio tecnico-pratico molto diffuso.
Proprietà dei materiali
Le proprietà caratteristiche fondamentali dei materiali sono:
• chimico-strutturali ;
• chimiche ;
• fisiche;
• meccaniche ;
• tecnologiche.

Queste proprietà vengono misurate secondo criteri normalizzati e da esse dipendono le


caratteristiche del materiale. Altre proprietà, altrettanto importanti, ma più difficilmente
misurabili e quantificabili, sono la durata rapportata a quella del prodotto finito, il costo
ambientale per le lavorazioni (inquinamento), la possibilità di riciclaggio, di recupero, di
smaltimento non dannoso per l'ambiente.
Proprietà chimico-strutturali dei metalli
• Le proprietà chimico-strutturali riguardano la configurazione atomica
del materiale, la forma del suo reticolo cristallino e la dimensione e
l'orientamento dei cristalli. Queste proprietà, particolarmente
importanti per i materiali metallici, influiscono sul comportamento
meccanico e sulle proprietà tecnologiche del materiale.
• L'osservazione dei metalli al microscopio consente di rilevare che i
loro atomi sono organizzati secondo una conformazione ordinata e
regolare, detta reticolo cristallino, che li differenzia dai cosiddetti
materiali amorfi (vetro, ceramica, materie plastiche ecc.) (1).
• La configurazione del reticolo cristallino è molto importante perché
da essa, oltre che dalle dimensioni e dall'orientamento dell'atomo,
dipendono le proprietà meccaniche e tecnologiche di un metallo.
Il reticolo cristallino
• Il reticolo cristallino è una
struttura tridimensionale i cui vertici
sono gli atomi e le cui facce sono
costituite da linee immaginarie
congiungenti i vertici.
• Ogni reticolo è costituito da celle
elementari, che sono la più piccola
parte del reticolo dotata di forma
propria.
• I metalli possono presentarsi con
quattordici celle elementari diverse,
tre delle quali sono dette celle
principali (2). Le celle principali
sono:
1. cella cubica a corpo centrato,
costituita da 9 atomi (2a) (esempi:
ferro Fe sotto 910 ° C, cromo Cr,
molibdeno Mo);
2. cella cubica a facce centrate,
costituita da 14 atomi (2b) (esempi:
ferro Fe sopra 920 ° C, rame Cu,
alluminio Al);
3. cella esagonale, costituita da 17
atomi (2c) (ad esempio lo zinco
Zn).
2 Celle elementari più comuni di un reticolo cristallino: (a) cella cubica a corpo
centrato; (b) cella cubica a facce centrate; (c) cella esagonale
Proprietà chimiche dei metalli
Ogni materiale è caratterizzato da un proprio assetto chimico che ne
influenza profondamente il comportamento e l'idoneità all'impiego e alle
lavorazioni. Le proprietà chimiche più importanti ai fini delle lavorazioni
meccaniche sono la resistenza alla corrosione e la resistenza
all'ossidazione.

Corrosione
La corrosione è un processo chimico che tende a disgregare la struttura cristallina dei
metalli posti a contatto con aria, acqua, acidi, basi o organismi viventi (batteri).
Si distinguono due tipi di corrosione:
1. la corrosione a umido, che è un processo elettrochimico causato da agenti chimici quali
acidi e soluzioni saline capaci di attaccare la superficie del metallo;
2. la corrosione a secco, che avviene per reazione diretta del metallo con l'ossigeno,
principalmente, o con i gas inquinanti contenuti nell‘aria, come idrogeno solforato,
anidride solforosa, ossidi di azoto.
La normativa UNI cataloga gli ambienti a seconda della corrosione che subiscono gli oggetti
esposti all'aria:
– ambiente urbano: poco corrosivo;
– ambiente marino: corrosione più accentuata;
– ambiente industriale: corrosione molto alta per effetto di agenti chimici.
La corrosione ha effetti molto dannosi negli organi meccanici, non solo perché ne modifica
l'aspetto esteriore, ma soprattutto perché ne riduce la resistenza aumentando notevolmente
il rischio di grippaggi.
A seconda della loro resistenza alla corrosione, i metalli possono essere distinti in:
• metalli con ottima resistenza alla corrosione: metalli nobili (oro, argento, platino), acciai
inossidabili contenenti nichel e cromo;
• metalli con buona resistenza alla corrosione: alluminio, rame, zinco, piombo e loro leghe;
• metalli con cattiva resistenza alla corrosione: acciai basso-legati, ferro.

L'ossidazione è la particolare Ossidazione


reazione chimica che i metalli (a
esclusione dei metalli nobili)
subiscono a contatto con l'aria, o
meglio, con l'ossigeno presente
nell'aria.
In determinati metalli, come ad
esempio gli acciai bassolegati, 1 Il ferro a contatto con
questa reazione attacca la superficie l'aria umida si ossida e
metallica in modo discontinuo, produce la ruggine.
provocando una lenta ma
inarrestabile disgregazione del
materiale (1), che deve perciò
essere protetto attraverso specifici
trattamenti superficiali (zincatura,
verniciatura.
2 ossidazione del rame
In altri metalli, come l'alluminio e il rame, la reazione interessa invece in
modo uniforme l'intera superficie, su cui si deposita uno strato di ossido che
la protegge dal contatto con l'ossigeno atmosferico (2) e impedisce così la
propagazione del processo disgregativo negli strati sottostanti. L'ossido di
alluminio, di colore grigio, e l'ossido di rame, di colore verde, che si formano
sopra il metallo puro, creano un vero e proprio strato protettivo.

2 L'ossidazione del rame, che negli anni


assume una colorazione verde, protegge
il materiale dagli agenti atmosferici

Altre proprietà chimiche dei materiali ferrosi


Altre proprietà caratteristiche dei materiali per le costruzioni
di pezzi meccanici sono:
1. la resistenza agli organismi viventi (batteri); Acidi Composti chimici di sapore aspro e pungente, alcuni molto
corrosivi nei confronti dei metalli (acido cloridrico, solforico e
2. la suscettibilità a formare leghe; nitrico).
Basi Composti chimici che danno luogo a soluzioni generalmente
3. la tossicità; amare e lisciviose al tatto (detersivi e saponi); sono basi, ad
esempio, l'idrossido di sodio (soda caustica) e l'idrossido di potassio
4. la resistenza al calore; (potassa caustica).
Grippaggio Bloccaggio e conseguente deformazione che si veri-fica
5. la resistenza al fuoco. tra organi a contatto e in moto relativo fra loro (pistoni e cilindri); è
provocato dalla mancanza di lubrificazione.
Proprietà fisiche
Massa volumica e dilatazione termica
Le proprietà fisiche riguardano il comportamento del materiale rispetto agli agenti
esterni, come calore, elettricità, forza di gravità, e la loro conoscenza per il corretto
impiego del materiale è fondamentale.
Le proprietà fisiche più importanti per i materiali utilizzati nelle lavorazioni
meccaniche sono: massa volumica, dilatazione termica, temperatura di fusione,
capacità termica, conducibilità termica e conducibilità elettrica.
Massa volumica (densità)
La massa volumica p (che prima dell'adozione del SI era chiamata peso specifico) è definita
come il rapporto fra la massa m di un corpo espressa in kg e il suo volume V espresso in m³:
p = m/V [kg/ m³]
L'unità di misura nel SI è kg/ m³.
A seconda del valore della massa volumica i materiali possono essere:
materiali pesanti, p ≥ 4000 kg/m³; (ferro, rame, piombo, ottone, acciaio, vetro);
materiali leggeri, p ≤ 4000 kg/m³; (alluminio e sue leghe, calcestruzzo, ceramica);
materiali ultraleggeri, p ≤ 2000 kg/m³;(magnesio e sue leghe, legno, sabbia, laterizi).
I materiali leggeri e quelli ultraleggeri sono molto impiegati nell'industria aeronautica e spaziale.
Dilatazione termica
La dilatazione termica è la variazione ΔL = Lf – Li della lunghezza Li del materiale
per effetto di una variazione Δ T = Δ Tf – Ti, della temperatura (1). Essa è espressa
dal coefficiente di dilatazione termica lineare a:

che rappresenta la dilatazione lineare di un materiale di lunghezza unitaria, quando la


variazione di temperatura Δ T è di 1 °C. I materiali si possono distinguere in:
• materiali poco dilatabili: ad esempio vetro, ghisa, platino, acciaio;
• materiali molto dilatabili: ad esempio mercurio, piombo, alluminio, stagno.

Questa caratteristica va attentamente considerata in fase d progetto negli


accoppiamenti di organi meccanici, per prevenire grippaggi o rotture. Essa costituisce
anche un fattore molto importante nella scelta dei materiali per la costruzione di
strumenti di precisione.
Temperatura di fusione, capacità termica, conducibilità
Temperatura di fusione
La temperatura di fusione Tf è la temperatura alla quale il materiale inizia a
passare dallo stato solido a quello liquido. Nei metalli puri la fusione si realizza a
temperatura costante, mentre nelle leghe il passaggio da solido a liquido avviene
con una crescita della temperatura (1).
A seconda del valore della temperatura di fusione i materiali possono essere:
1. materiali refrattari (Tf> 2000 °C): leghe di metalli speciali, ceramiche, refrattari
silico-alluminati, refrattari magnesitici, tungsteno;
2. materiali normali (500 °C < Tf < 2000 °C): ferro, ghisa, acciaio, rame;
3. materiali fondenti (Tf < 500 °C): mercurio, piombo, stagno.
Questa è una caratteristica importante per i prodotti siderurgici, per i prodotti
refrattari di forni o di impianti siderurgici e per l'industria aerospaziale.
Capacità termica (calore specifico)
La capacità termica C, è la quantità di calore Q necessaria
per aumentare di 1 °C la temperatura di un corpo di massa
unitaria. Essa è data dalla formula:

dove Δ T è la variazione di temperatura e m la massa del corpo.


Si distinguono due categorie di materiali:
1. materiali con alta capacità termica: alluminio, cromo, nichel,
acqua, carbonio;
2. materiali con bassa capacita termica: ferro, piombo, oro,
stagno, argento.
Conducibilità termica

La conducibilità termica è la capacità del materiale


di permettere il passaggio di calore.
Si distinguono due categorie di materiali:
1. materiali buoni conduttori: rame, alluminio, oro,
argento, metalli in genere;
2. materiali cattivi conduttori: amianto, porcellana,
lana di vetro, polistirolo espanso, i non metalli in
genere.
I materiali cattivi conduttori di calore, detti anche
isolanti, vengono utilizzati negli impianti termici per
impedire dispersioni di calore e quindi sprechi di
energia.
Conducibilità elettrica

La conducibilità elettrica è la capacità del materiale di


permettere il passaggio di elettricità. L'inverso della
conducibilità elettrica è chiamato resistività.
A seconda della loro conducibilità elettrica i materiali
possono essere:
• materiali buoni conduttori: rame, alluminio, argento, oro,
metalli in genere;
• materiali cattivi conduttori (isolanti): carbonio, porcellana,
vetro, legno, i non metalli in genere.
• La conducibilità elettrica è una proprietà particolarmente
importante per i materiali impiegati nell'industria elettrica
ed elettronica.
Proprietà meccaniche
Le forze
Le caratteristiche meccaniche più importanti di un materiale sono: resistenza alla
deformazione, resilienza, resistenza a fatica, durezza, resistenza all'usura. Queste
proprietà determinano il comportamento del materiale all'intensità e alle modalità di
applicazione di forze esterne che possono essere statiche, dinamiche, periodiche,
concentrate o di attrito.
Forze statiche
Le forze statiche sono quelle la cui applicazione è graduale e continua (o soggetta a lente
variazioni). Il comportamento del materiale a queste sollecitazioni viene definito come
resistenza alle deformazioni.
In base alla direzione di applicazione queste forze possono indurre sollecitazioni di
compressione, trazione, flessione, torsione e taglio. La deformazione del materiale può
essere temporanea (deformazione elastica) o permanente (deformazione plastica).
Forze dinamiche
Le forze dinamiche sono quelle che
vengono applicate per periodi brevissimi,
dell'ordine di grandezza del decimo di
secondo. 1 Il martello che
Il comportamento del materiale a queste batte il metallo
sollecitazioni (dette urti) viene definito sull'incudine è un
resilienza. Per realizzare attrezzi come esempio di forza
martelli, mazze di magli, incudini vengono dinamica.
impiegati materiali con elevato grado di
resilienza (1).
Forze periodiche
Le forze periodiche sono quelle che
agiscono in modo discontinuo, con
frequenza che può essere costante o
irregolare. Il comportamento del
materiale a queste sollecitazioni viene
definito come resistenza a fatica (2).

Forze concentrate
Si dicono forze concentrate le forze che agiscono su 2 Le forze che sollecitano le
superfici molto ristrette. Il comportamento del sospensioni di un'auto sono un
esempio di forze periodiche.
materiale a queste sollecitazioni viene definito come
durezza. Ogni materiale ha una durezza propria che
viene misurata attraverso varie prove e strumenti; a
ogni prova è associato un simbolo, così ad esempio
un valore seguito da HBS indica che è stata eseguita
un prova di durezza Brinnell.
Forze di attrito
Le forze di attrito sono quelle che si manifestano tra due superfici a
contatto in movimento reciproco. Se il moto reciproco è di scorrimento
l'attrito sarà radente, se invece è di rotazione l'attrito sarà volvente. Il
comportamento del materiale a queste sollecitazioni viene definito come
resistenza all'usura.
Sollecitazioni statiche e tensioni interne
Sollecitazioni statiche
Le sollecitazioni statiche sono: la trazione, la compressione, la flessione, la
torsione e il taglio.
Trazione
E' la sollecitazione prodotta da forze uguali e opposte che tendono ad allungare
l'elemento sul cui asse sono applicate (1).

Compressione
E' la sollecitazione
prodotta da forze uguali
e opposte che tendono
ad accorciare
l'elemento sul cui asse
sono applicate (2).
Flessione
E' la sollecitazione prodotta da forze agenti perpendicolarmente all'asse dell'elemento che
tendono a fletterlo o piegarlo (3).

Torsione
E' la sollecitazione prodotta da forze (coppia o momento) che tendono a ruotare
l'elemento rispetto al proprio asse (4).
Taglio
E' la sollecitazione prodotta da forze
agenti perpendicolarmente all'asse
dell'elemento che tendono a
reciderlo (si pensi
all'azione delle cesoie) (5).

Le tensioni interne
Ogni carico esterno produce degli sforzi interni al materiale, detti
tensioni, che sono responsabili delle deformazioni dei corpi. Le forze di
trazione, di compressione e di flessione generano tensioni chiamate
assiali o normali, indicate in genere con la lettera σ (sigma), mentre le
forze di torsione e di taglio generano tensioni dette tangenziali, indicate
con la lettera τ (tau).
Le tensioni sono espresse come rapporto tra forza applicata e sezione
resistente, e quindi l'unità di misura nel SI è N/mm².

Carico di rottura
È il valore della sollecitazione oltre il quale le forze interne non sono più in grado di
contrastare quelle esterne, per cui si ha il collasso dell'elemento.
Carico limite a fatica
È il carico al di sotto del quale l'elemento sollecitato non si rompe per un numero infinito
di cicli; esso è sempre molto inferiore al carico di rottura.
Elasticità
Proprietà caratteristica di alcuni corpi solidi di deformarsi per una sollecitazione esterna
e di riprendere la forma e le dimensioni iniziali al cessare di tale sollecitazione.
Plasticità
Proprietà dei materiali di subire una deformazione permanente ad opera di una
sollecitazione esterna sufficientemente intensa.
Malleabilità, duttilità, imbutibilità, estrudibilità
Le proprietà tecnologiche riguardano l'attitudine del materiale a essere sottoposto a
determinate lavorazioni. Esse sono: malleabilità, duttilità, imbutibilità, estrudibilità, fusibilità,
saldabilità, truciolabilità, temprabilità. Tali proprietà vengono controllate e misurate con prove
specifiche, non sempre unificate.

Malleabilità
La malleabilità è l'attitudine del materiale a essere
trasformato in lamine mediante lavorazioni a caldo
o a freddo senza che avvengano screpolature o
rotture.
Questa proprietà è particolarmente importante per i
metalli, che vengono sottoposti alle seguenti
lavorazioni:
1. laminazione (1): è la lavorazione che consente di
ridurre il metallo in lamine facendolo passare
attraverso coppie di rulli contrapposti ,
2. fucinatura: è la lavorazione attraverso la quale
viene data forma, per mezzo di presse, martelli o
magli, a un metallo reso incandescente,
I materiali malleabili sono caratterizzati da elevato
allungamento, bassa durezza, bassa resistenza a
trazione. Tipici materiali malleabili sono: acciai
dolci, alluminio, rame. Essi vengono impiegati per
realizzare laminati, oggetti in ferro battuto,
Duttilità (o trafilabilità)
La duttilità (o trafilabilità) è l'attitudine di un materiale a essere trasformato in fili. Materiali
con alta duttilità sono l'acciaio dolce, l'argento, l'oro, l'alluminio e il rame, mentre la ghisa è
fra i materiali con bassa duttilità.
Questa proprietà è particolarmente importante per i metalli che vengono sottoposti a
trafilatura, cioè alla lavorazione che consente di rendere filiforme un materiale tirandolo
attraverso fori con dimensioni e sagome opportuni (2). I prodotti realizzati con questa
tecnica sono: cavi elettrici, profilati, tondini per cemento armato ecc.
I materiali duttili sono caratterizzati anche da elevato allungamento, alta resistenza a
trazione e bassa durezza.
Imbutibilità Estrudibilità
• L'imbutibilità è l'attitudine di un
materiale a essere deformato a
freddo attraverso uno stampaggio
profondo, detto imbutitura, senza • L'estrudibilità è l'attitudine di un
screpolarsi o rompersi (3). materiale ad acquisire determinate
forme quando viene spinto
• Materiali con buona imbutibilità attraverso un foro sagomato.
sono l'acciaio dolce, il rame, Questo tipo di lavorazione è detta
l'ottone e l'alluminio. estrusione (4). Materiali adatti
• L'imbutitura consente di produrre all'estrusione sono le leghe
pentolame, mobili metallici, leggere e gli acciai dolci.
carrozzerie di automobili,
elettrodomestici ecc.
• I materiali imbutibili sono anche
malleabili e caratterizzati da
elevato allungamento.
Fusibilità, saldabilità.
Fusibilità (o colabilità) Saldabilità
• La fusibilità (o colabilità) è l'attitudine La saldabilità è l'attitudine di un materiale a
di un materiale a prendere forma unirsi per fusione con un altro materiale (2).
mediante fusione (1). Sono colabili la Sono saldabili il ferro, gli acciai dolci, le
ghisa, i bronzi, gli ottoni, le leghe leghe leggere in genere, mentre non sono
leggere, mentre non sono colabili il saldabili le ghise e i bronzi.
ferro e gli acciai. La saldatura consiste sostanzialmente
• Sono prodotti tramite colata del nell'unione di manufatti metallici mediante
metallo fuso in stampi i blocchi motore, fusione di materiale d'apporto (saldatura a
i termosifoni, le statue. Altre filo continuo e a elettrodo) o dello stesso
caratteristiche dei materiali colabili materiale (saldatura per fusione).
sono la scorrevolezza e l'assenza di I materiali saldabili hanno un basso
spazi liberi (porosità indotte da contenuto di carbonio, sono pastosi vicino
soffiatura). alla temperatura di fusione e generalmente
non sono colabili.
Truciolabilità, temprabilità.
Truciolabilità
La truciolabilità è l'attitudine di un materiale a subire lavorazioni per asportazione di
truciolo (3). Sono truciolabili le ghise grigie, gli acciai, i bronzi e le leghe leggere, mentre
non sono truciolabili le ghise bianche e gli acciai temprati (perché troppo duri).
Questa proprietà è particolarmente importante per i metalli che vengono sottoposti a
lavorazioni per asportazione di truciolo, le principali delle quali sono:
• tornitura;
• fresatura;
• trapanatura;
• filettatura.

Temprabilità
.
La temprabilità è l'attitudine di un
materiale a subire trasformazioni della
struttura quando è sottoposto a cicli di
riscaldamento e di raffreddamento
(4). Sono temprabili tutti gli acciai.
Questa proprietà è particolarmente
Vengono sottoposti a
importante per i metalli che vengono trattamenti termici i manufatti
sottoposti alle seguenti lavorazioni; che necessitano di elevata
1. tempra; durezza e resistenza all'usura
o nei quali occorre eliminare
2. rinvenimento; tensioni interne.
3. normalizzazione;
4. ricottura