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CORSO DI LAUREA L-22

TEORIA, TECNICA E DIDATTICA


DEGLI SPORT DI SQUADRA
Anno Accademico 2015/2016

1°Semestre
7CFU

Università di Urbino “Carlo Bo”


Scuola di Scienze Motorie-Urbino-DISB Prof. Riccardo E. Izzo
In the end, it is important to remember that
we cannot become what we need to be by
remaining what we are

Max De Pree
SETTORE GIOVANILE
Le seguenti
IDEE
Non uno spunto per la
DISCUSSIONE
…inizialmente….
ma un momento di
RIFLESSIONE
…..di
ulteriore conoscenza

PRIMO: acquisiamo…..
….. In un secondo momento la
DISCUSSIONE……. COSTRUTTIVA
Quindi
CONFRONTO
delle proprie idee, CON MOTIVAZIONE E VOLONTA’ DI
CRESCITA…
…scevre da qualsivoglia chiusura ideologica.

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SUGGERIMENTI
Che personalmente ho sempre utilizzato
Primo ASCOLTARE..
Poi
SEDIMENTARE
(fare propria l’informazione)

Infine
ELABORARE
(con Consapevolezza)
QUINDI:
A-Rafforzare le proprie Idee
B-Ottimizzare le proprie idee
C-Una Nuova Teoria

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QUINDI:
A- Rafforzare le proprie Idee
B- Ottimizzare le proprie idee
C- Una Nuova Teoria

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Come base del processo di insegnamento-
apprendimento va tenuto conto che:

… alle varie età, è indiscutibile, va data una


rilevanza specifica a causa delle diverse
tipologie di caratteristiche psicologiche e dei
vari differenti livelli di qualità e capacità
condizionali e coordinative nonché tecniche
oltre alle diverse capacità di apprendimento…

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Nel caso ad esempio dei dodici-tredici anni,
questa è senz’altro una età degna di particolare
e più attenta considerazione, età nella quale
la situazione del giovane pre-pubere spesso ha
del “drammatico” dal punto di vista psicologico
e sempre più anche dal punto di vista fisico,
viste le “galoppate ormonali” e a volte di
precocità alle quali l’uomo-preadolescente, nel
periodo di “proceritas secunda” è sottoposto.

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Spesso si è lavorato, soprattutto
nella prima fascia giovanile (12-15
anni), con una approssimazione
imbarazzante, dimenticandosi
quanto detto sopra e cioè della
grande importanza del periodo
trascorso dai ragazzi.

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… un periodo estremamente delicato
dove, al contrario di quanto pensano in
molti, istituzioni comprese, si possono
creare dei gravi scompensi psicologici ed
anche al limite fisici (sempre e
soprattutto per quanto riguarda la prima
fascia, 11 – 15 anni)…

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… va rilevato che quanto appena
riportato attiene ad un aspetto
puramente sociale e morale, senza
quindi aver ancora sottilizzato
sull’aspetto tecnico, dove gli “sprechi” e
le approssimazioni sono e sono stati a
nostro parere generalizzati e comunque
rilevanti …

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Forse sarebbe il caso di iniziare a
pensare ai giovani non come àncora o
peggio come attività da dover fare ma,
oltre all’aspetto sociale e morale già
precedentemente ricordati, ad un settore
che se ben incentivato ed organizzato,
può diventare, ai vari livelli, un valido e
vero investimento, sociale ed
economico, oltre che tecnico come
naturale ricambio del proprio gruppo
leader.

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E’ chiaro che prendendo in considerazione, ad
esempio, i dodici-tredicenni, noi operatori del
settore non possiamo pensare che la situazione
di sviluppo vista al momento possa essere
quella definitiva, o chiaramente prospettica per
i ragazzi, e quindi adeguare le azioni proposte
di conseguenza, senza cadere nello spesso
ingannevole riscontro del campo o dell’aspetto
fisico, o peggio ancora di piccole o grandi
simpatie o antipatie, che sono sempre in
agguato nelle normali dinamiche dei gruppi e
nella fattispecie tra istruttore ed allievi ….

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… cercare quindi di essere equilibrati non è
facile in assoluto, pensiamo quindi nel gestire
al meglio un gruppo o più gruppi di giovani
allievi, che oltretutto spesso pendono dalle
nostre labbra e ai quali sempre di più possiamo
dare una grossa mano, talvolta, ci si passi la
presunzione, più degli stessi genitori, ma ai
quali sempre per le stesse ragioni si possono
creare degli enormi scompensi psicologici se
non fisici che un ragazzo potrà portare poi con
se per molto, molto tempo.

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Tale strutturazione dovrebbe, a nostro
modo di vedere, inizialmente riguardare
in special modo la prima fascia
giovanile, dove naturalmente gli aspetti
pedagogici, psicologici e metodologico-
tecnici assumono una rilevanza basilare
e, a nostro avviso determinante nel
cammino della costruzione dei giovani.

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.

Più avanti lo stesso cammino, a diversi livelli,


dovrà essere comunque intrapreso anche
dalla seconda fascia di età, 16-19 anni, dove
gli aspetti psico-motivazionali, nonché fisici,
tecnici e tattici assumeranno diverso
significato ed obbiettivo

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Riccardo Izzo
Settore Giovanile Armani Jeans
Facoltà di Scienze Motorie-Urbino

Pedagogia Tecnica dell’allenamento

INDICAZIONI METODOLOGICHE
DIDATTICHE E TECNICHE

Categoria U-13

Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”


Facoltà di Scienze Motorie
La categoria U-13, è quel delicato passaggio, psicologico e tecnico, tra il mondo del
minisport, il minibasket nel nostro caso, un ambiente dedicato al gioco inteso come
elemento ludico, privo di regole drasticamente restrittive, dedicato alla creatività
personale al libero sfogo delle pulsioni del bambino, in linea di massima con un numero
limitato di norme, peraltro di sostanziale carattere disciplinare, sia comportamentale che
tecniche, volte al sano e corretto stare insieme e vivere civile, con il concetto del basket
inteso come sport di gruppo delineato in sostanza comportamenti normativi, le “regole”.

LO SPORT, nel quale però comincia a farsi strada l’addestramento, la


tecnica esecutiva, quello che in letteratura viene definito come primo
periodo della“specializzazione sportiva”.
L’elemento tecnico in buona sostanza comincia a richiedere una pratica applicativa
ADEGUATAMENTE RIPETUTA
per migliorarne la sua gestione, riproduzione e confidenza sul campo, progressivamente,
anche in funzione prestativa.
Nonché quindi come
-feed-back di lavoro
-feed-forward per il progetto didattico

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Certo si intende un cammino progressivo e ben commisurato alla situazione ed alla
crescita dell’allievo. La tecnica quindi, pur in un significato ed applicazione pedagogica,
per così dire, è sempre legata alla tipologia dell’atleta che ad ogni buon conto
necessiterà anche di un riscontro di tipo performativo e sportivo di un certo rilievo,
anche come feedback del lavoro proposto (motivazione ed automotivazione).
Le specifiche, le indicazioni, i suggerimenti qui di seguito riportati vogliono quindi
essere un trait d’union tra i due mondi, il ludico e la socializzazione generalmente
intesa degli “U-12” (Esordienti??), e l’inizio del concetto di addestramento pur nel
rispetto di situazioni personalizzate e diverse della stessa età, alle quali abbiamo
sopra accennato, nella speranza che possano essere utili, sia dal punto di vista
pedagogico che metodologico-didattico.

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INDICAZIONI OPERATIVE
(SPECIFICHE)

Metodologia e Tecnica

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- Iniziare ad instradare la tecnica dei vari fondamentali verso una corretta
meccanica esecutiva, e quindi con una diretta osservazione e cura degli stessi
sia da parte dell’istruttore che da quella dell’allievo.

- Porre particolare attenzione alla distribuzione del peso del corpo sui piedi
(sulla loro parte avanzata, avanpiede) e sulle gambe.

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-Somministrare dei correttivi base ad
eventuali errori di impostazione di
gesti tecnici stimolando la
partecipazione dell’allievo per stabilire
l’accaduto per una formazione più
cosciente, adeguata, completa,
flessibile nonché responsabile dello
stesso ,senza pur tuttavia esasperare
le richieste di precisione.
- Il lavoro tecnico si inizia dai
fondamentali individuali di attacco con
la palla per poi andare avanti con
quelli senza la palla e poi quelli di
difesa. Da un’idea ludico-pedagogica
nonché metodologica e utilitaristica
per l’età in questione.

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- Dedicare un po’ di tempo, al di
fuori dell’allenamento, per
quegli allievi arrivati in ritardo
rispetto agli altri, al rientro da
malattia o per allievi con
problemi più o meno gravi di
coordinazione od altro.

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Concetti da infondere
-Trovare piacere al gioco in generale e più nello specifico nella Pallacanestro.

- Trovare piacere a stare insieme in gruppo


- Trovare piacere al gioco anche inteso come lavoro impegnativo.

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ATTACCO
Transizione

Concetto di transizione : capire quando !

Contropiede
-Reazione mentale e fisica nel cambio da una situazione di difesa
ad una di attacco.
-“Verticalizzare” se stessi e la palla sempre e nel più breve tempo
possibile.
-Passare sempre la palla al compagno in migliore posizione.
(Fig.1)

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-Se si è più indietro della palla far di tutto per sorpassarla. (Fig.2)

F ig u r a 2 . Te n t a re s e m p re d i s o p r a v a n z a r e la p a lla .

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CONCETTI DI STRUTTURA
- Se si può, evitare il palleggio, o limitarlo allo stretto necessario.
- Rispetto degli SPAZI (Pattern di struttura) sul campo, anche se in forma
“embrionale”, andando verso i punti migliori dello stesso (“spot”). (Fig.3)

B A

B' A'

Fig ura 3. Risp e tto d e gli sp a zi sul c a m p o, p e rc o rre nd o tra ie tto rie
a m p ie .

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Note metodologiche per il contropiede

E’ consigliabile, riguardo al lavoro di struttura, dare traiettorie di base e


punti (spot) sul campo, più che informazioni troppo schematizzate.
Quindi idee logiche alle quali l’allievo si potrà ispirare, evitando così gli
errori più macroscopici;
Ad esempio: mentre si corre in avanti non seguire da vicino le
traiettorie intraprese già da un compagno, oppure, se un allievo che è
già in una posizione ottimale vede un compagno che sta
sopraggiungendo nella stessa posizione, il primo si sposti in un’altra
posizione anch’essa valida, lasciando così lo spazio libero per il
compagno così da avere, in tempi ottimali, ognuno una posizione da
poter sfruttare per giocare al meglio.

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Attacco su difesa schierata
-Non dare ruoli ma posizioni sul campo (almeno quelle essenziali, anche
senza rendere le cose esageratamente impegnative per i giovani di
queste età ). (Fig.4 e 4.1).

a la b a ssa a la b a ssa
sinistra d e s tra 5
3 4
4 5 a la b a ssa a la b a ssa
sinistra d e stra
Ce n tra le

3 2

1
a la a lta a la a lta
sin istra d e stra 1 2
p un ta g ua rd ia g ua rd ia
sinistra d e stra

Fig ura 4. Ese m p io di tip ic he p osizio ni Fig ura 4.1. Altro e se m p io d i tip ic he p osizio ni
e ste rne d i gioc o. e ste rne d i gioc o.

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-Tutti debbono provare a giocare in tutte le posizioni per aumentare il loro vissuto
tecnico corporeo (aumentare le esperienze motorie ).
-Non si è padroni assoluti della palla, ma tutti hanno il diritto di giocarla, se nelle
posizioni giuste, e non solo i più bravi.
-Posizionarsi in un posto utile per l’attacco e non a caso, senza disturbare il lavoro
(gioco) degli altri. (Fig.5)

SI NO NO SI

Fig ura 5. Po sizio na rsi in m o d o utile in


a tta c c o.

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-Non sostare nella postazione prescelta per troppo tempo (massimo 2
secondi) ,ma cambiare per una nuova posizione anch’essa utile, sempre nel
rispetto del movimento collettivo e dell’armonia generale. (Fig.6 e 6.1)

1c 1

F ig u r a 6 . U t iliz z o d e g li s m a r c a m e n t i d o p o F ig u r a 6 . 1 . U t iliz z o d e i t a g li d o p o le t t u r a
le t t u ra d e lla s it u a z io n e d if e n s iv a p e r p o t e r d e lla s it u a z io n e d if e n s iv a .
ric e v e re la p a lla .

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- Per ricevere la palla bisogna liberarsi (smarcarsi) usando movimenti (tagli e
smarcamenti ); quindi 1c1 senza palla, liberi di farlo spontaneamente, con i criteri
Esposti precedentemente, ovviamente nei limiti del possibile.
- Non utilizzare i blocchi in questa età è a nostro avviso un valido mezzo per far
crescere i ragazzi al meglio, facendo si che gli stessi imparino a togliersi d’impaccio da
soli senza iniziare, così giovani, a ricorrere ai “trucchi “ della tecnica.
-Si inizia a dover rispettare gli spazi a disposizione dei giocatori in funzione del gioco e
dei compagni (“spacing”). (Fig.7)

Fig ura 7. Ese m p io d i utilizzo d e g li sp a zi in


c a m po.

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- Iniziare a rispettare i tempi di movimento nel gioco proprio e nel gioco
d’assieme (“timing”).
- Dopo ogni passaggio eseguito da un compagno, eseguire un movimento, sia per
ricevere più facilmente sia per impegnare la propria difesa (eventualmente anche
altre). (Fig.8)
-Dopo ogni passaggio da chi ha la palla, “leggere” cosa accade e reagire di
conseguenza per creare le maggiori difficoltà a chi difende. (Fig.9 e 10)
4
Tir o
3
5
A z io n e d i a iu t o

F ig u r a 8 . E s e m p io d i m o v im e n t o d i F ig u r a 9 . A lt r o e s e m p io d i le t t u ra e f f ic a c e
re a z io n e a d u n p a s s a g g io d i u n d e l m o m e n t o in c a m p o e u s o d e lla
com p a gno. s o lu z io n e p iù o p p o rt u n a in q u e l m o m e n t o .
5 d o p o a v e re r ic e v u t o s i a c c o r g e d e ll’a iu t o
e s a g e ra t o d e lla d if e s a d i 2 e q u in d i g li
p a s s a la p a lla p e r u n t iro in d is t u rb a t o .

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- Occupare nel modo più consono gli spazi che si vengono a liberare. (Fig.11)
-Stimolare fortemente il tiro laddove ce ne sia bisogno (“non avere paura del
tiro”); base dell’idea tecnica dell’1c1(se l’avversario è distante, tirare, se
l’avversario è vicino, penetrare, ecc.).

a
Tir o 4

A iu t o 5 3
d if e n s iv o
b
Tir o

1c 1 1

F ig u r a 1 0 . A z io n e , le t t u ra d e lla s it u a z io n e e F ig u r a 1 1 . E s e m p io d i e f f ic a c e u t iliz z o
r e a z io n e a d e g u a t a a lla r ic h ie s t a d e l d e g li s p a z i r im a s t i lib e ri d o p o m o v im e n t o
m o m e n t o , c io è in q u e s t o c a s o , p a s s a g g io d e i g io c a t o ri.
a l g io c a t o re lib e r o .

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-Nell’1c1 in attacco stimolare sempre la lettura di ciò che propone le difesa con
un atteggiamento piuttosto che un altro, se essa risulta lontana o se al
contrario e molto vicina etc.; comunque considerare sempre l’istintività del
gesto proposto dall’allievo, ricordando che l’errore è sempre uno dei migliori
mezzi per imparare ed autocorreggersi nei giovani, e non solo in loro
(impostazione base dell’1c1).
- Sviluppare con particolare attenzione e con una didattica appropriata nonché
specifica la visione del gioco, o visione periferica, limitabile in questa età di,
dodici, tredici anni, almeno ai propri compagni, 1 o 2 di essi, lasciando il
controllo di tutti e cinque i compagni e degli avversari alle età successive (leggi
categoria U-14 e 15). (Fig.12)

Diffic o ltà d i c h ia ra
ind ivid ua zion e

Zo n a d i
visio ne p e rife ric a

Fig ura 12. Ese m p io di visio ne p e rife ric a , e


q uind i d i g io c o, m inim a p e r a llie vi d i que sta
e tà . Ne lle zo ne g rig io sc uro i d ife nso ri
p osso no e sse re tra la sc ia ti p e r que sta e tà .

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Per l’istruttore

Non giudicare mai un tiro effettivamente da eseguire, quindi tecnicamente e


tatticamente ben selezionato, ma magari mal riuscito, se non comunque con un
rinforzo positivo, lo stesso per altre tecniche ben utilizzate ma mal riuscite,
questo atteggiamento aiuterà l’allievo a migliorare la propria autostima e
sicurezza in quello che fa.

ATTENZIONE AL CONTRARIO

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DIFESA

Concetti essenziali
- Avere piacere e voglia di difendere (stimolare l’orgoglio personale) ed instaurare le
prime basi del principio legato alla mentalità difensiva.
- Difendere bene vuol dire avere migliori possibilità di vittoria.
-Senso di responsabilità individuale: non farsi battere facilmente in difesa, “se io
cedo, tutti gli altri ne subiscono le conseguenze”.

Tecnica
Difesa su uomo con palla
- Tenere sempre la “linea”: stare sempre sulla linea tra la palla ed il canestro
avversario, oppure tra il corpo dell’avversario ed il canestro. (Fig.13)
- Impostare l’idea di “distanza” dall’avversario. (Fig.14)

Fig ura 14. Ese m p io d i “d ista nza ” d ife nsiva


Fig ura 14. Ese m p io d i “d ista nza ” d ife nsiva
d a te ne re d a p a rte d e l dife nsore ..
d a te ne re d a p a rte d e l dife nsore ..

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Difesa su uomo senza palla
- Tenere nel campo visivo sia palla che avversario.
- Rendere difficoltosi tutti i passaggi degli attaccanti sul perimetro e di improbabile
realizzazione quelli all’interno dell’area (nella maniera più sentita, istintiva, non
richiedendo tecniche specifiche).
-Creare l’idea di tagliafuori sistematico al rimbalzo, almeno degli allievi più vicini
all’area dei tre secondi, omettendo ancora tecniche esecutive sofisticate. Allievi.
(Fig.15)

Fig ura 15. Ese m p io d i ta g lia fuori do p o tiro.

Transizione “difensiva” per contropiede


Capacità di reazione mentale nel passaggio da difensore ad attaccante
(transizione difensiva).

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PROPOSTE DIDATTICHE
- Equilibrio e distribuzione del peso del corpo.
- Migliorare la propriocezione, in special modo della mano sulla palla, utilizzando
particolarmente esercizi di ball-handling, e dei piedi, per esempio con esercitazioni a piedi
scalzi.
- Visione periferica.
- Situazioni di gioco agonistico anche se non richieste in forma esasperata.
- Controllo attento, anche se mai con richieste esagerate della meccanica (tecnica) dei
fondamentali proposti, come il palleggio e sue variazioni; uso della mano debole ,sempre
quando il caso lo richiede, anche in dinamismo; il passaggio con i criteri tecnici che lo
rivestono nei tipi, due mani dal petto, due mani sopra il capo e baseball, poi il tiro da fuori,
mai da distanze esagerate per gli individui, ed il tiro in corsa dai due lati; cura tecnica di
quest’ultimo, inteso come definizione dei parametri fondanti per stabilire una base ottimale
utile per il progetto di lavoro futuro, come, gli allineamenti degli assi braccio-corpo, piedi
sempre verso canestro, utilizzo propulsivo dei piedi, delle gambe fino al polso e non della
spalla, anche a costo di far tirare gli allievi che non arrivassero al canestro da più vicino degli
altri.

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- Difesa su uomo senza palla
- Tenere nel campo visivo sia palla che avversario.
- Difesa su tutti i tipi di passaggi degli attaccanti sul perimetro e anche se
superficialmente quelli all’interno dell’area (nella maniera più sentita, istintiva, non
richiedendo tecniche specifiche, diremmo di concetto).
- Creare l’idea di tagliafuori difensivo sistematico al rimbalzo, almeno degli allievi
più vicini all’area dei tre secondi, omettendo ancora tecniche esecutive sofisticate.
(Fig.15)

Fig ura 15. Ese m p io d i ta g lia fuori do p o tiro.

- Transizione “difensiva” per contropiede


- Capacità di reazione mentale nel passaggio da difensore ad attaccante
(transizione difensiva).

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- Ripetizione del gesto del tiro come affinamento della mira e della percezione
mano-palla e della sensazione del canestro, con particolare attenzione alle distanze
di tiro, da modulare anche in funzione della tipologia fisica degli allievi, comunque
mai eccessiva.
Familiarità con il tiro in corsa eseguito a velocità anche piuttosto sostenute, sia di
destro che in special modo di sinistro.
- Esercitazioni base sul contropiede, imperniato sull’ 1c0,1c1, ove possibile anche
con lavoro al massimo di 3c2, 3c2+1 e 3c3 (transizione e controtempo).
- Lavoro sull’1c1,sia per attacco che per la difesa.
- Difesa sull’1c1 tenendo conto della “linea e della “distanza” sia su uomo con palla
che senza palla (inizio del lavoro sui tagli e sui movimenti di smarcamento).
- Movimento continuativo sull’attacco a difesa schierata; non stare mai fermi.
- Idee di tagliafuori offensivo ed uso del corpo.

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C. A. Montgomery