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Metabolismo

dei
composti azotati:
aminoacidi e nucleotidi
Ciclo
dell’azoto

Le piante possono assimilare l'azoto tramite l'assorbimento di alcuni composti azotati (nitriti, nitrati e sali
d'ammonio) che disciolti nell'acqua del terreno giungono fino alle loro radici.
Una volta organicato, l'azoto viene trasferito agli organismi eterotrofi, come gli animali, mediante la catena
alimentare. Nella catena alimentare, l'azoto presente nelle piante viene ingerito dagli erbivori, successivamente prede dei
carnivori di dimensioni modeste che vengono poi predati dagli altri carnivori di dimensioni generalmente più grosse.
In questo modo l'azoto rimane dentro il corpo degli esseri viventi fino alla loro morte: in seguito tramite l'azione degli
organismi decompositori esso ritorna nel terreno dove viene riassorbito dalle piante.
Questo ciclo risulta molto complesso proprio perché l'atomo di azoto può entrare a far parte di un elevato numero di
molecole: azoto molecolare, ammoniaca e sali d'ammonio, nitriti, nitrati ed azoto organico

La decomposizione dei resti organici restituisce al terreno l'elemento, che può ritornare nell'atmosfera
grazie all'azione di alcuni batteri specializzati.
Metabolismo degli aminoacidi
I composti azotati
• L’azoto contenuto nella cellula è presente
soprattutto negli AMINOACIDI delle proteine
e nelle BASI AZOTATE degli acidi nucleici.
• Queste sostanze sono sottoposte ad un
continuo ricambio che vede un flusso
costante in entrata attraverso gli alimenti e la
sintesi endocellulare e in uscita attraverso il
loro catabolismo in modo tale che il bilancio
dell’azoto sia zero.
Metabolismo degli
aminoacidi
• A differenza dei carboidrati e
dei lipidi, la cui principale
funzione è quella di fornire
energia, il ruolo principale
degli aminoacidi è quello di
partecipare a reazioni
biosintetiche, in particolare
la sintesi delle proteine.

• Le proteine (gli aminoacidi)


sono usate come fonte
secondaria di energia. Infatti
forniscono solo il 15% del
fabbisogno energetico
giornaliero complessivo
nell’uomo adulto.
Pool di aminoacidi
• E’ di circa 100g, distribuito nell’organismo.

• E’ piccolo a confronto con l’ammontare delle


proteine dell’organismo (circa 18kg per un uomo di
70kg).

• Il 75% degli aminoacidi ottenuti dall’idrolisi delle


proteine endogene (=dell’organismo) è riutilizzato
nella biosintesi di nuove proteine.

• L’azoto presente negli aminoacidi non viene


utilizzato per scopi energetici e solo in piccola parte
per la biosintesi delle basi azotate dei nucleotidi.
Turnover delle proteine
• Ammonta a circa 400g al giorno di proteine
dell’organismo che vengono costantemente
degradate e risintetizzate.
• La vita media (EMIVITA) varia molto da proteina a
proteina.
• Per es. le proteine che funzionano fuori dalle cellule
(enzimi digestivi, proteine plasmatiche…) ed enzimi
regolatori delle vie metaboliche hanno vite medie
molto brevi (ore o giorni), mentre proteine strutturali
(collagene, cheratina..) sono metabolicamente stabili
ed hanno emivite lunghe (mesi o anni).
• Proteine ricche in sequenze dette PEST (prolina,
glutammato, serina e treonina) hanno vite medie
brevi.
• Proteine danneggiate per es. da ossidazioni o
marcate con ubiquitina (piccola proteina
intracellulare) sono preferenzialmente degradate.
Catabolismo delle proteine
• Gli aminoacidi derivano dalla demolizione delle
proteine cellulari, dalla degradazione delle proteine
ingerite e dalla demolizione delle proteine del corpo
in mancanza di sostanze nutrienti (come nel digiuno
o nel diabete non controllato).

• Le proteine assunte con la dieta sono digerite da


parte degli ENZIMI PROTEOLITICI del tubo gastro-
enterico. La maggior parte delle proteasi vengono
sintetizzate sotto forma di zimogeni inattivi e
successivamente attivati nello stomaco o
nell’intestino mediante la rimozione proteolitica di
parti della loro catena polipeptidica. Altre proteasi
idrolizzano enzimi ed altre proteine presenti nella
cellula.
Fasi della digestione di una generica
proteina. Nello stomaco, la proteina
subisce una idrolisi e viene scissa in
piccoli peptidi.

Nell'intestino, ad opera di un pool


enzimatico, i peptidi sono scissi in
singoli aminoacidi, subito disponibili
per il metabolismo.
Catabolismo degli aminoacidi
• Non esistono forme di deposito nell’organismo per gli
aminoacidi.
• Gli aminoacidi in eccesso rispetto alle necessità
biosintetiche delle cellule vengono immediatamente
degradati.
• Gli aminoacidi, oltre a C,H,O, contengono N che non può
essere conservato nell’organismo e deve essere eliminato
in forma non tossica. L’N viene eliminato dall’organismo
attraverso le urine come:

• UREA (86%)
• AMMONIACA (3%)
• CREATININA (5%)
• ALTRI PRODOTTI del metabolismo degli aminoacidi (6%)

• L’N viene assunto dall’organismo in vari composti presenti


nella dieta, ma i più importanti sono proprio gli aminoacidi
contenuti nelle proteine della dieta.
• Si distinguono 2 fasi nel catabolismo degli aa:

• 1a fase: RIMOZIONE DELL’a-AMINOGRUPPO mediante reazioni di


transaminazione e di deaminazione ossidativa che trasformano
l’aminoacido nel corrispondente a-chetoacido.

• 2a fase: TRASFORMAZIONE DELLO SCHELETRO CARBONIOSO


dell’α-chetoacido in intermedi comuni delle vie metaboliche.
• Questi intermedi possono essere poi completamente degradati a
CO2 e H2O con produzione di energia (ATP) oppure essere usati per
produrre glucosio (→AMINOACIDI GLUCOGENETICI) o acidi grassi
e corpi chetonici (da acetil-CoA: →AMINOACIDI CHETOGENETICI).
• Si distinguono 2 fasi nel catabolismo degli aa:

• 1a fase: RIMOZIONE DELL’α-AMINOGRUPPO mediante reazioni di transaminazione e di


deaminazione ossidativa che trasformano l’aminoacido nel corrispondente α-chetoacido.ù
• 2a fase: TRASFORMAZIONE DELLO SCHELETRO CARBONIOSO dell’α-chetoacido in
intermedi comuni delle vie metaboliche.
Rimozione dell’azoto
dagli aminoacidi
• Avviene mediante 2 tipi di reazione:
• TRANSAMINAZIONE
• DEAMINAZIONE OSSIDATIVA

Attraverso queste reazioni si ha la


formazione di ammoniaca (NH3) e di
aspartato che forniscono ciascuna un
amino gruppo nella sintesi dell’urea
(H2N-CO-NH2)
-Transaminazione
• Consiste nel passaggio reversibile del gruppo amminico
legato al C da un aminoacido ad un chetoacido.
L’aminoacido si trasforma nel chetoacido corrispondente e
il chetoacido nell’aminoacido relativo.
-Transaminazione
• Consiste nel passaggio reversibile del gruppo amminico legato
al C da un aminoacido ad un chetoacido. L’aminoacido si
trasforma nel chetoacido corrispondente e il chetoacido
nell’aminoacido relativo.

• Gli enzimi che catalizzano queste reazioni sono detti


AMINOTRANSFERASI O TRANSAMINASI e usano come
coenzima il piridossale-5’-fosfato (derivato della vitamina B6).
• Queste reazioni sono usate anche per produrre aminoacidi dai
corrispondenti chetoacidi.
• La transaminazione avviene praticamente in tutti gli organi, nel
citoplasma cellulare.
-Transaminazione
• Le reazioni di transaminazione che portano alla sintesi di urea spostano il
gruppo aminico degli aminoacidi da degradare all’a-chetoglutarato che così
diventa glutammato:

• Tra le transaminasi la più abbondante e importante è la GLUTAMMICO-


PIRUVICO TRANSAMINASI detta anche ALANINA AMINOTRANSFERASI
(GPT o ALT):

• Parte del glutammato che si produce dalla reazione subisce un’altra reazione
di transaminazione catalizzata dalla GLUTAMMICO-OSSALACETATO
TRANSAMINASI o ASPARTATO AMMINOTRANSFERASI (GOT o AST) che
sposta l’amino gruppo dal glutammato all’ossalacetato che diventa aspartato.
Le transaminasi sono enzimi intracellulari, la loro presenza
a livelli elevati nel plasma indica un danno a carico di
organi ricchi di questi enzimi (malattie del fegato come
l’epatite, l’infarto del miocardio o malattie muscolari).
Deaminazione ossidativa
• Tramite questa reazione un aminoacido perde il gruppo
aminico (-NH2) sotto forma di ammoniaca (NH3) e si
trasforma nel corrispondete -chetoacido:

• Importantissima è la deaminzione ossidativa reversibile del


glutammato catalizzata dall’enzima glutammato
deidrogenasi che utilizza NAD+ (→NADH) e avviene nei
mitocondri:
Produzione e trasporto
dell’ammoniaca
L’NH3 viene costantemente prodotto nei tessuti:
• Per deaminazione ossidativa degli aa
• Per degradazione di purine e pirimidine
• Per degradazione di neurotrasmettitori
• Per degradazione di altri composti azotati della dieta
• Per azione della flora batterica che degrada i composti
azotati presenti nel tubo gastroenterico liberando NH3

• I livelli ematici di NH3 sono però bassi (NH3 è tossica,


soprattutto per il cervello, perché aumenta il pH del plasma
e consuma a-chetoglutarato e glutammato), grazie al fatto
che l’NH3 viene convertita in un composto non tossico, la
glutammina, e che il fegato la rimuove rapidamente
trasformandola in urea.
• Nei tessuti l’NH3 viene ceduta al glutammato che si
converte in glutammina secondo la reazione catalizzata
dalla glutammina sintetasi:

Glutammato + NH3 + ATP → glutammina + ADP + Pi

• La glutammina rappresenta una forma non tossica di


trasporto dall’NH3 verso il fegato (che la trasformerà in
urea) o verso il rene (che la eliminerà nelle urine come
NH3) dove avviene la reazione inversa catalizzata dalla
glutamminasi, presente nei mitocondri.
Produzione di ammoniaca
CICLO DELL’UREA
• Poiché l’ammoniaca è molto tossica per i tessuti, gli
animali uretelici allontanano l’azoto aminico sotto forma
di urea (H2N-CO-NH2).

• L’UREA è prodotta solo nel fegato tramite il ciclo


dell’urea che avviene in parte nella matrice
mitocondriale e in parte nel citoplasma.

• La reazione complessiva del ciclo è:


2NH+4 + HCO-3 + 3ATP + H2O →
→ urea + 2ADP + 4Pi + AMP + 5H+

• La sintesi di una molecola di urea consuma 4 legami


fosforici ad alta energia ed è quindi un processo
irreversibile .
Il ciclo dell’urea parte dal mitocondrio con una molecola di ione ammonio
che viene attivata mediante trasformazione in un composto ad alta
energia di idrolisi: il CARBAMILFOSFATO.
Questa reazione è catalizzata dalla CARBAMILFOSFATO SINTETASI 1
e richiede l’idrolisi di 2 ATP.
Il carbamilfosfato si combina con l’ornitina per formare citrullina che reagisce
con l’aspartato (il secondo donatore di un amino gruppo) per dare
argininosuccinato che rilascia arginina e fumarato. L’arginina si decompone
in urea e ornitina.
La regolazione del ciclo
dell’urea avviene proprio a
livello della carbamilfosfato
sintetasi 1. Questo enzima
richiede la presenza di un
attivatore allosterico, l’N-
acetilglutammato, che è un
derivato del glutammato che
rappresenta un segnale di
abbondanza di aminoacidi.
Alcuni degli intermedi e
sottoprodotti del ciclo dell’urea
sono anche intermedi del ciclo
di Krebs, creando un
collegamento tra le 2 vie
metaboliche.
Trasformazione dello scheletro carbonioso
• Il catabolismo dello scheletro carbonioso degli aminoacidi
converge nella produzione di 7 composti:

• Acetil-CoA e acetoacetato (→ da aa. chetogenetici: possono


essere utilizzati per la sintesi di corpi chetonici, acidi grassi e
colesterolo ma non per la sintesi del glucosio)
•Piruvato, -chetoglutarato,
succinil-CoA, fumarato,
ossalacetato (→ da aa
glucogenetici: sono precursori
del glucosio attraverso la
gluconeogenesi)

•Tutti e 7 i composti possono


dare luogo alla produzione di
energia (ATP) mediante la loro
completa ossidazione a CO2 e
H2O
• Gli aminoacidi sono precursori nella
sintesi di altri composti:
• Porfirine (gruppo eme
dell’emoglobina e della mioglobina)
• Creatina (deposito di energia nel
muscolo, fosfocreatina)
• Purine e pirimidine (basi azotate dei
nucleotidi)
• Neurotrasmettitori (noradrenalina,
serotonina..) e ormoni (adrenalina…)
Biosintesi degli aminoacidi
• Nell’uomo 8 aminoacidi sono considerati ESSENZIALI:
essi non possono essere sintetizzati dall’organismo o sono
sintetizzati solo in quantità insufficienti. Quindi devono
essere assunti con l’alimentazione. (fenilalanina, isoleucina,
lisina, leucina, metionina, treonina, triptofano e valina)

• Gli aminoacidi NON ESSENZIALI possono invece essere


sintetizzati da intermedi del metabolismo o da aminoacidi
essenziali (alanina, aspartato, asparagina, cisteina,
glutammato, glutammina, glicina, prolina, serina, tirosina).

• Esistono poi reazioni di interconversione attraverso le


quali molti aminoacidi possono essere trasformati uno
nell’altro assicurando che tutti siano presenti nei rapporti
ottimali per essere usati nella biosintesi proteica.
Catabolismo
dei
nucleotidi
Catabolismo degli acidi nucleici
• Gli acidi nucleici DNA ed RNA sono idrolizzati
nei loro nucleotidi da cui vengono rimossi
successivamente il gruppo fosfato e il ribosio.
• Le basi azotate sono sottoposte ad una serie di
reazioni con lo scopo di renderle più idrofiliche
e quindi facilmente eliminabile con le urine
• Le pirimidine sono degradate ad ammoniaca
(urea), anidride carbonica e -alanina o altri
composti idrosolubili.
• Le basi puriniche sono trasformate attraverso
una serie di reazioni di deaminazione in acido
urico.