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I DISTURBI SCHIZOFRENICI

La Schizofrenia è una malattia mentale “primitiva”


(non dipendente da altre malattie del SNC)
caratterizzata da
DELIRI
(una distorsione soggettiva della realta’)
ALLUCINAZIONI
(disturbi percettivi caratteristici)
DISSOCIAZIONE IDEATIVA
(alterazioni del pensiero e della comunicazione)
Il decorso è peggiorativo con impoverimento delle
capacità di funzionare adeguatamente a livello
familiare, lavorativo e sociale.
Kraepelin
• la storia concettuale della schizofrenia risale alla fine del XIX secolo,
alla descrizione della “dementia precox” da parte di Kraepelin.
• i sintomi caratteristici includevano le allucinazioni, le esperienze di
influenzamento, i disturbi dell’attenzione, della comprensione e del
flusso del pensiero, l’appiattimento affettivo e i sintomi catatonici
• l’eziologia era endogena, vale a dire il disturbo originava da cause
interiori
• la “dementia praecox” fu distinta dal disturbo maniaco-depressivo e
dalla paranoia in base ai sintomi e al decorso
• Kraepelin prese in considerazione la possibilità che la multiformità
psicopatologica con cui si presentavano all’osservazione clinica fosse
in realtà non sostanziale, dato che comunque tutte queste forme
progressivamente si avviavano a una particolare qualità di
indebolimento psichico.
E. Bleuler 1911

“Chiamo schizofrenia la dementia praecox perché


una delle sue caratteristiche più importanti è la
scissione delle diverse funzioni psichiche. Solo per
comodità utilizzo la parola al singolare anche se è
probabile che il gruppo comprenda diverse
malattie”
E.
Bleuler
• Bleuler propose che la “demenza” di Kraepelin non fosse in realtà un vero
decadimento intellettivo, come nell’anziano demente, ma una sorta di
sconnessione fra le varie funzioni psichiche, così da risultarne una perdita
dell’unità della struttura personologica, una “disgregazione della
personalità”.
• Questa prospettiva permise a Bleuler di prendere le distanze dal termine
“demenza” e di optare per una definizione che facesse riferimento al modo
abnorme ed insieme specifico con cui si presentava l’alterato
funzionamento psichico degli “Schizofrenici”.
• Bleuler conservò la separazione effettuata da Kraepelin del disturbo dalla
malattia maniaco-depressiva e diede al disturbo il suo nome attuale di
schizofrenia
• Per Bleuler la schizofrenia è una “malattia cerebrale”; condizioni e
circostanze esterne possono tuttavia contribuire ad aggravarla e a
precipitarla. Egli distinse i sintomi oltre che in fondamentali (essenziali per
la diagnosi e l’inquadramento nosografico) e accessori, anche in primari e
secondari, in base alla derivabilità psicologica.
Bleuler

Bleuler distinse i sintomi fondamentali (specifici e permanenti, connessi alla


dissociazione) da quelli accessori (presenti ma non determinanti per la
caratterizzazione del disturbo)
- Sintomi fondamentali:
associazione compromessa,
affettività inadeguata
ambivalenza
autismo
- Sintomi accessori:
Disturbi dispercettivi
Idee deliranti
Dismnesie
Disturbi del linguaggio
Sintomi catatonici
Schneider

Schneider distingue la sintomatologia schizofrenica


in

sintomi di primo rango e di secondo rango; tale


distinzione non è sovrapponibile a quella proposta
da Bleuler e ha un significato diverso
Schneider

I sintomi di primo rango non sono specifici della


schizofrenia (come lo sono invece i fondamentali di
Bleuler), ma sono di grande significato ai fini diagnostici
e sono rappresentati da:
• eco del pensiero
• udire voci sotto forma di discorsi e repliche, udire voci
che accompagnano le proprie azioni
• esperienze di influenzamento somatico
• furto del pensiero, diffusione del pensiero
• percezione delirante
Schneider

I sintomi di secondo rango hanno un significato


diagnostico minore, pur essendo di frequente
riscontro nella schizofrenia e includono:
• disturbi psicosensoriali
• intuizioni deliranti
• perplessità
• ottusità affettiva
• disturbi depressivi o euforici dell’umore
Dementia Praecox Oder Gruppe Schizophrenien
Eugen Bleuler – Vienna 1911

Con il nome di DEMENTIA PRECOX, O SCHIZOFRENIA


indichiamo un gruppo di psicosi dal corso ora cronico
ora a poussè, le quali ad ogni stadio possono
arrestarsi o regredire, ma non consentono mai una
completa restitutio ad integrum . Il gruppo nosologico è
caratterizzato da un’alterazione specifica, non
riscontrabile altrove, del:
PENSIERO
SENTIMENTO
RAPPORTO COL MONDO ESTERNO
CRITERI DIAGNOSTICI E SCHIZOFRENIA: “PRO” E “CONTRO”
DEFINIZIONE “CATEGORIALE”
E’ una definizione basata sulla costellazione sintomatologica trasversale.
Risulta insufficiente poiché:
 Nessuno dei sintomi della schizofrenia è specifico per essa
 Molti sintomi associati alla sindrome schizofrenica possono essere
assenti rispetto alle varie fasi del disturbo

DEFINIZIONE DIMENSIONALE
L’approccio dimensionale considera gruppi di sintomi giustificati da
una comune alterazione di funzione a loro volta sostenuta da un
meccanismo patofisiologico specifico. Tra i vantaggi ha:
 La possibilità di avere un modello validabile sul piano clinico
 Permette di correlare in modo specifico quadri psicopatologici con
alterazioni biologiche
 Permette di adattare in modo più selettivo la farmacologia
disponibile al quadro clinico in funzione delle dimensioni dominanti
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEL DSM-5

1 SINTOMATOLOGICO
2 CRONOLOGICO
3 FUNZIONALE
4 DI ESCLUSIONE
CRITERI DIAGNOSTICIPER LA SCHIZOFRENIA
DSM-5 American Psychiatric Association
A Sintomi caratteristici: due o più dei sintomi seguenti, ciascuno presente per un periodo
di tempo significativo durante un periodo di un mese (o meno se trattati con successo)
1.Deliri
2.Allucinazioni
3.Eloquio disorganizzano (ad es. frequenti deragliamenti o incoerenza)
4.Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico
5.Sintomi negativi

B Disfunzione sociale/lavorativa per un periodo di tempo significativo dall’esordio


del disturbo, una o più delle principali aree di funzionamento come il lavoro, le
relazioni interpersonali, o la cura di sè si trovano notevolmente al di sotto del livello
raggiunto prima della malattia (oppure quando l’esordio è nell’infanzia o nella
adolescenza, si manifesta un’incapacità di raggiungere il livello di funzionamento
interpersonale, scolastico o lavorativo prevedibile)
CRITERI DIAGNOSTICIPER LA SCHIZOFRENIA
DSM-5

C Durata: segni continuativi del disturbo persistono per almeno 6 mesi. Questo periodo
di 6 mesi deve includere almeno 1 mese di sintomi (o meno se trattati con successo)
che soddisfano il criterio A (cioè sintomi nella fase attiva) e può includere periodi di
sintomi prodromici o residui. Durante questi periodi prodromici o residui, i segni del
disturbo possono essere manifestati soltanto soltanto da sintomi negativi o da due o
più sintomi elencati nel criterio A presenti in forma attenuata. (ad es convinzioni
strane, esperienze percettive inusuali).

D Esclusione dei Disturbi Schizoaffettivo e dell’Umore: Il Disturbo Schizoaffettivo ed il


Disturbo dell’Umore con Manifestazioni Psicotiche sono stati esclusi poiché:
1. nessun Episodio Depressivo Maggiore, Maniacale o Misto si è verificato in
concomitanza con i sintomi della fase attiva
2. oppure, se si sono verificati episodi di alterazione dell’umore durante la fase dei
sintomi attivi, la loro durata totale risulta breve relativamente alla durata
complessiva dei periodi attivo e residuo
CRITERI DIAGNOSTICIPER LA SCHIZOFRENIA
DSM-5

E Esclusione di sostanze o di una condizione medica generale: il disturbo non è dovuto


agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es una sostanza di abuso, un farmaco)
o ad una condizione medica generale

F Relazione con un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo: se c’è una storia di Disturbo
Autistico o di altro Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, la diagnosi addizionale di
Schizofrenia si fa soltanto se sono pure presenti deliri o allucinazioni rilevanti per
almeno un mese (o meno se trattati con successo)

Classificazione di decorso longitudinale e di sottotipo:

Primo Episodio Singolo in Fase Acuta


Primo Episodio Singolo in Remissione Parziale
PrimoEpisodio Singolo in Remissione Completa
Episodi Multipli (Acuto, in Remissione Parziale, Completa)
Modalità Non Specificata
Con Catatonia
IL DSM, CON SANO QUANTO BRUTALE
PRAGMATISMO SANCISCE CHE:

1 LA SCHIZOFRENIA ESISTE COME REALTA’ CLINICA

2 PER FARE DIAGNOSI DI SCHIZOFRENIA BASTA


ATTENERSI AI CRITERI DEL BUON VECCHIO
KRAEPELIN:
Deliri
Allucinazioni  2 dei sintomi
per almeno 6 mesi
Disorganizzazione
Apatia - Alogia - Abulia
SCHIZOFRENIA: DIMENSIONI CLINICHE
Rappresentano la “perdita dei confini

PSICOTICA DELIRI dell’ego”. Il paziente non riesce a distinguere


tra i pensieri e le proprie percezioni da quelli
ALLUCINAZIONI che derivano dalla sua osservazione del
mondo esterno

ALOGIA Talvolta possono creare


difficoltà nella diagnosi
APPIATTIMENTO AFFETTIVITA’ differenziale con disturbi dell
NEGATIVA ANEDONIA ’Umore
AVOLIZIONE- APATIA
DISTURBI ATTENZIONE

LINGUAGGIO DISORGANIZZATO Per Bleuler sono i


sintomi principali
DISTURBI FORMALI DEL PENSIERO della Schizofrenia
DISORGANIZZAZIONE COMPORTAMENTO DISORGANIZZATO
INCONGRUITA’ DELL’AFFETTIVITA’

Black DW, Andreasen NC; In The American Psychiatric Textbook of Psychiatry III th
Edition
SCHIZOFRENIA

DIMENSIONE PSICOTICA
SCHIZOFRENIA: DIMENSIONE PSICOTICA
DELIRIO
Sintomo aspecifico, può essere presente in altri disturbi mentali
di origine organica, in disturbi affettivi oltre che nei disturbi
deliranti (paranoia, psicosi reattive brevi ecc).

Falsa convinzione basata su erronee deduzioni riguardanti la


realtà esterna, che viene fermamente sostenuta contrariamente a
quanto tutti gli altri credono e quanto costituisce prova ovvia e
incontrovertibile della verità del contrario…. Le convinzioni
deliranti si manifestano sulla base di un continuum e possono
essere dedotte dal comportamento di un individuo. Spesso è
difficile la distinzione tra idea prevalente (il soggetto ha un idea o
una convinzione irragionevole, ma non la sostiene così
fermamente come nel caso del delirio) e delirio.
GLOSSARIO DSM-5
PRINCIPALI ASPETTI PSICOPATOLOGICI
DEL DELIRIO

TRASFORMAZIONE FANTASTICA DELLA REALTÀ – GIUDIZIO DI


1 REALTA’ ALTERATO
( il paziente non riesce a discriminare tra le proprie fantasie e la realtà esterna )

INACCESSIBILITÀ ALLA CRITICA E NEGAZIONE DELL’EVIDENZA


2 ( la convinzione delirante è totalmente e profondamente radicata, non alterabile
da alcuna evidenza, inaccessibile a qualsiasi tentativo di introdurre qualsiasi
critica o dubbio )

STRUTTURA AUTOCENTRICA
3 ( il paziente è nello stesso tempo oggetto e soggetto del contenuto del delirio. Il
pz si sente il centro attorno a cui ruota l’universo: Lui è oggetto di persecuzioni,
Lui possiede capacità sopranaturali, Lui impersonifica Cristo ecc )
PRINCIPALI CONTENUTI DEL DELIRIO
DELIRIO E PSICOPATOLOGIA DELIRIO E PSICOPATOLOGIA
GENERALE DELLA SCHIZOFRENIA

1. Di Controllo 1. PERSECUTORIO
2. Erotomanico 2. INFLUENZAMENTO SOMATICO
3. Grandezza 3. INFLUENZAMENTO PSICHICO
4. Inserzione del pensiero 4. TRASFORMAZIONE SOMATICA
5. Persecutorio 5. DI RIFERIMENTO
6. Di Riferimento 6. VENEFICIO
7. Somatico, (trasformazione corporea) 7. MISTICO
8. Influenzamento
9. Di colpa, di indegnità, di rovina
10. Di Negazione (Nichilistico)
11. Gelosia
12. Mistico
13. Ipocondriaco
14. Bizzarro
RANGO DEI SINTOMI DI SCHNEIDER
Specificità Della Dimensione Delirante nella Schizofrenia

ECO DEL PENSIERO


UDIRE VOCI SOTTO FORMA DI DISCORSI E REPLICHE
DELIRIO DI INFLUENZAMENTO SOMATICO, DEGLI
SINTOMI DI PRIMO IMPULSI, DELLA VOLONTA’
FURTO DEL PENSIERO O ALTRI INFLUEMENTI DEL
RANGO PENSIERO
DIFFUSIONE DEL PENSIERO
PERCEZIONE DELIRANTE

ALTRI DISTURBI PSICOSENSORIALI

STATO D’ANIMO DELIRANTE


SINTOMI DI SECONDO
PERPLESSITA’
RANGO
ALTERAZIONI DELL’UMORE EUFORICHE O DEPRESSIVE

IMPOVERIMENTO DELL’AFFETTIVITA’
DELIRIO E SCHIZOFRENIA: “ il delirio persecutorio”
Paziente: Ragazzo di 18 anni secondogenito.
Personalità premorbosa: tipo chiuso, introverso, poche amicizie.
A.P.R.: Ottimo rendimento scolastico, da circa 1 anno, senza apparente
motivo, comincia a divenire più isolato e più chiuso fino ad interrompere quasi
completamente i rapporti con i familiari. Ha cominciato a trascurare la scuola e
ad interessarsi a libri di teologia, meccanica, psicologia. E’ divenuto più
sospettoso con familiari, amici, conoscenti, da alcuni mesi non desidera
vedere nessuno.
A.P.P.: Alcuni giorni fa ha cominciato a dire in famiglia che doveva fare molta
attenzione, poiché c’erano delle persone che volevano ucciderlo e che ciò
faceva parte di un complotto politico macchinato ai suoi danni. Ha sbarrato
porte e finestre non esce più di casa.
Afferma di aver capito che tutte le persone che incontra lo guardano con
intenzione minacciosa.
Dice che per la strada le automobili lo seguono per scoprire tutto quello che fa,
che una potenza straniera sta tramando ai suoi danni
Status: Al colloquio il ragazzo appare chiuso, silenzioso, taciturno, ansioso; si
guarda intorno con sospetto, riferisce che da qualche tempo la gente parla
male di lui, dice che è un omosessuale.
SCHIZOFRENIA: DIMENSIONE PSICOTICA
ALLUCINAZIONE
Sintomo aspecifico, in seguito al quale il paziente riferisce
esperienze percettive in assenza di stimolo reale. Forme
transitorie possono presentarsi in assenza di disturbi mentali

Percezione sensoriale che ha il senso impellente di realtà di una


oggettiva percezione, ma si manifesta in assenza di una
stimolazione esterna del relativo organo di senso. Le allucinazioni
devono essere distinte dalle illusioni nelle quali uno stimolo
esterno viene erroneamente percepito o interpretato. Il termine
allucinazione non viene usato per le false percezioni che si
manifestano in fase di addormentamento (ipnagogiche) o di
risveglio (ipnopompiche).
GLOSSARIO DSM-5
PRINCIPALI ASPETTI PSICOPATOLOGICI
DELL’ALLUCINAZIONE

PERCEZIONE SENZA OGGETTO


1 ( Lo stimolo esterno che da origine al fenomeno percettivo è assente. I recettori
sensoriali non vengono pertanto impressionati )

CARATTERISTICHE FISICHE
2 ( l’allucinazione ha le caratteristiche fisiche della percezione normale. Le
allucinazioni sono perfettamente spazializzate e sensorializzate e sono sempre
chiaramente esterne al paziente )

CARATTERISTICHE DELIRANTI
3 ( Trasformazione fantastica della realtà – Inaccessibilità alla critica – Struttura
autocentrica)
PRINCIPALI TIPI DI ALLUCINAZIONE
ALLUCINAZIONI E ALLUCINAZIONI E PSICOPATOLOGIA
PSICOPATOLOGIA GENERALE DELLA SCHIZOFRENIA

1. Uditive 1. UDITIVE: voci bisbigliate, sussurate,


2. Visive dialoganti, commentanti,
3. Tattili e Cenestesiche imperanti, accusatorie,
minacciose, meno spesso
4. Olfattive
chiare, distinte,
5. Gustative
2. VISIVE: hanno struttura di scene,
variano i contenuti (misti-
che, terrifiche, persone
conosciute ecc.)
3. TATTILI E CENESTESICHE: percezio-
ne di essere ferito, bruciato, punto,
lacerato
RANGO DEI SINTOMI DI SCHNEIDER
Specificità Della Dimensione Allucinatoria nella Schizofrenia

ECO DEL PENSIERO. Allucinazione che il proprio pensiero


venga pronunciato ad alta voce
UDIRE VOCI SOTTO FORMA DI DISCORSI E REPLICHE.
Allucinazioni di voci sotto forma di continuo commento sul
SINTOMI DI PRIMO paziente. Voci che conversano sul paziente (allucinazione
della 3a persona) o che litigano
RANGO
DELIRIO DI INFLUENZAMENTO SOMATICO, DEGLI IMPULSI,
DELLA VOLONTA’
FURTO DEL PENSIERO O ALTRI INFLUEMENTI DEL
PENSIERO
DIFFUSIONE DEL PENSIERO
PERCEZIONE DELIRANTE
ALTRI DISTURBI PSICOSENSORIALI. Allucinazione
SINTOMI DI SECONDO somatica attribuita a forze esterne (raggi X, ipnosi)
STATO D’ANIMO DELIRANTE
RANGO PERPLESSITA’
ALTERAZIONI DELL’UMORE EUFORICHE O DEPRESSIVE
IMPOVERIMENTO DELL’AFFETTIVITA’
ALLUCINAZIONI E SCHIZOFRENIA: “allucinazioni uditive”

Paziente: Ragazza di 19 anni figlia unica.


Personalità premorbosa: tipo chiuso, introverso, assai timida e sensibile,
studiosa.
A.P.R.: Ottimo rendimento scolastico, prima dell’esame di licenza liceale, si
isola smette di studiare, rifiuta di uscire di casa, è aggressiva verso la famiglia.
A.P.P.: Alcuni giorni fa la madre entra nella sua camera e la trova impegnata in
un colloquio immaginario. Dopo un primo atteggiamento d’ascolto la pz
risponde: “non è vero” aggiunge altre parole poi segue una nuova pausa. La
madre racconta di aver avuto l’impressione che la figlia fosse impegnata in un
colloquio. Più tardi la ragazza le racconta che qualcuno le vuole fare del male e
la accusa di essere una prostituta.
Status: Al colloquio la ragazza riferisce che quando cammina per strada sente
chiaramente che la gente le dice “puttana”. Anche nella sua casa sente voci
che l’accusano, ritiene che si tratta dei vicini, pensa di essere al centro di un
complotto, che vogliono farle del male e anche i suoi genitori non ne sono
esclusi.
SCHIZOFRENIA

DIMENSIONE NEGATIVA
SCHIZOFRENIA: DIMENSIONE NEGATIVA

ALOGIA: Diminuzione della quantità e dei contenuti del linguaggio.


I pazienti tendo a dire poco e a replicare in modo concreto

APPIATTIMENTO Diminuzione dell’intensità dell’espressione e della risposta


Emozionale. Il paziente tende alla ipomimia facciale, a ridurre
AFFETTIVITA’ i movimenti spontanei, ad uno scarso contatto visivo …

ANEDONIA Incapacità a provare piacere anche in attività nelle quali prima


provavano interesse e piacere

AVOLIZIONE - Incapacità nel programmare, progettare e portare a termine


APATIA qualsiasi attività. Il paziente trova difficile – impossibile a
formulare e seguire piani a lungo termine

DISTURBI Difficoltà di concentrazione, facile distraibilità


ATTENZIONE
SCHIZOFRENIA

DIMENSIONE DISORGANIZZAZIONE
SCHIZOFRENIA: DIMENSIONE DISORGANIZZAZIONE

LINGUAGGIO Allentamento dei nessi associativi, pensiero illogico, perdita


delle capacità di astrazione
DISORGANIZZATO

DISTURBI FORMALI E’ presente deragliamento, tangenzialità, povertà del contenuto


DEL PENSIERO del discorso

COMPORTAMENTO Può andare dallo stupor catatonico all’agitazione psicomotoria.


DISORGANIZZATO Il paziente può mostrarsi immobile e muto mantenendo la piena
coscienza oppure manifestare un’eccitazione motoria afinalistica,
incontrollata. Può presentare manierismi, stereotipie, ecoprassia

DETERIORAMENTO Il paziente presenta ritiro sociale, trascuratezza nella pulizia e


COMPORTAMENTO nella cura della persona, presentare comportamenti in contrasto
SOCIALE alle convenzioni sociali (masturbarsi in pubblico, raccogliere
rifiuti, gridare oscenità ecc)
Le espressioni emotive risultano improprie rispetto ai contenuti
INCONGRUITA’ espressi dai discorsi. Il paziente può essere fatuo, sorridere,
DELL’AFFETTIVITA’ ridacchiare senza motivo
DESCRITTORI SEMEIOLOGICI DEI
DISTURBI FORMALI DEL PENSIERO

• Accelerazione • Illogicità
• Rallentamento • Blocco
• Concretismo • Impoverimento
• Deragliamento • Perseverazione
• Tangenzialità • Distraibilità
LL’’ANALISI
ANALISI ““DIMENSIONALE
DIMENSIONALE”” SU
SU BASE
BASE CLINICA
CLINICA
DELLA
DELLA SCHIZOFRENIA
SCHIZOFRENIA –– Bleuler
Bleuler 1911
1911 --

TIPOLOGIA SINTOMATOLOGIA DOMINANTE

Paranoide Deliri
Ebefrenico Disorganizzazione
Catatonico Alterazioni della Psicomotricità
Simplex Sintomi “Negativi”
LL’’ANALISI
ANALISI ““DIMENSIONALE
DIMENSIONALE”” SU
SU BASE
BASE CLINICA
CLINICA
DELLA
DELLA SCHIZOFRENIA
SCHIZOFRENIA DSM
DSM IV
IV -- TR
TR
TIPOLOGIA SINTOMATOLOGIA DOMINANTE

Paranoide Deliri ed Allucinazioni

Comportamento e Linguaggio Disorganizzato,


Disorganizzato Affettività Appiattita o Inadeguata

Catatonico Alterazioni della Motricità (catalessia, stupor; eccessiva


attività motoria; negativismo estremo – mutacismo; stereotipie,
manierismi, smorfie; ecolalia, ecoprassia )

Residuo Sintomi Negativi associati a sintomi attenuati del


criterio A
Indifferenziato Sintomi che soddisfano il criterio A della ma non i
criteri degli altri tipi di Schizofrenia
LL’’ANALISI
ANALISI ““DIMENSIONALE
DIMENSIONALE”” SU
SU BASE
BASE CLINICA
CLINICA
DELLA
DELLA SCHIZOFRENIA
SCHIZOFRENIA
Bleuler, 1911 DSM –IV, 1994
Tipo Paranoide Tipo Paranoide
Tipo Ebefrenico Tipo Disorganizzato

Tipo Catatonico Tipo Catatonico


Tipo Simplex Tipo Residuo
Tipo Indifferenziato
CLASSIFICAZIONE
CLASSIFICAZIONE DELLA
DELLA SCHIZOFRENIA
SCHIZOFRENIA EE
DEGLI
DEGLI ALTRI
ALTRI DISTURBI
DISTURBI PSICOTICI
PSICOTICI (DSM-5)
(DSM-5)
E DISTURBO
DISTURBO PSICOTICO
PSICOTICO BREVE
BREVE
–– Con
Con rilevante(i)
rilevante(i) fattore(i)
fattore(i) di
di stress
stress
–– Senza
Senza rilevante(i)
rilevante(i) fattore(i)
fattore(i) di
di stress
stress
A SCHIZOFRENIA
SCHIZOFRENIA –– Con
Con inizio
inizio nel
nel post-partum
post-partum

B DISTURBO
DISTURBO
SCHIZOFRENIFORME
SCHIZOFRENIFORME F
F DISTURBO
DISTURBO PSICOTICO
PSICOTICO DOVUTO
DOVUTO A
A
C DISTURBO CONDIZIONE
CONDIZIONE MEDICA
MEDICA GENERALE
GENERALE
DISTURBO –– Con
SCHIZOAFFETTIVO
SCHIZOAFFETTIVO Con Deliri
Deliri
–– Tipo –– Con
Con Allucinazioni
Allucinazioni
Tipo Bipolare
Bipolare
–– Tipo
Tipo Depressivo
Depressivo
G
G DISTURBO
DISTURBO PSICOTICO
PSICOTICO DOVUTO
DOVUTO A
A
D DISTURBO
DISTURBO DELIRANTE
DELIRANTE SOSTANZE
SOSTANZE

H
H DISTURBO
DISTURBO PSICOTICO
PSICOTICO NAS
NAS

American Psychiatric Association


Schizofrenia disorganizzata
(o schizofrenia ebefrenica)
• Si caratterizza prevalentemente per la presenza della dimensione
sintomatologica disorganizzata che domina il quadro clinico
• Esordisce in età giovanile, nella maggior parte dei casi sotto i 20 anni,
e con una familiarità per il disturbo più elevata rispetto alla
popolazione totale degli schizofrenici
• Nella sua forma più caratteristica tale patologia si stabilisce in modo
lento e progressivo, pertanto l’esordio è subdolo e insidioso
• Il decorso è cronico con periodiche poussées di riacutizzazione che
lasciano ogni volta, dopo la remissione, delle sequele che peggiorano
ulteriormente il quadro clinico di base
• Nei primi anni di disturbo le fasi di riacutizzazione sono più frequenti e
di intensità maggiore, tendono invece a rarefarsi e a presentarsi in
forma più lieve con il progredire della malattia, con il trascorrere del
tempo è soprattutto la condizione psicopatologica di base che diviene
importante e grave
Schizofrenia paranoide
• In questa forma di schizofrenia è la dimensione sintomatologica
positiva che prevale e caratterizza il quadro clinico
• Esordisce più tardivamente rispetto alle forme ebefreniche, la
maggior parte dei casi inizia a manifestarsi tra i 20 e i 35 anni
• L’esordio può essere acuto oppure subdolo e insidioso, in
continuità con le disposizioni patologiche di personalità che
gradualmente si strutturano in veri e propri sintomi (ad es. dalla
sospettosità al delirio persecutorio, dalla grandiosità ai deliri di
onnipotenza)
• Il decorso è cronico fluttuante con periodiche poussées di
riacutizzazione, durante le quali dominano sintomi positivi
floridi, vissuti con grande partecipazione emotiva ed è in genere
presente uno stato di agitazione psicomotoria
Schizofrenia paranoide
• Nei periodi di remissione parziale il paziente presenta una
sintomatologia positiva lieve, vissuta con scarsa partecipazione emotiva.
• I deliri dello schizofrenico paranoide si presentano sul piano formale
come idee ben strutturate, le allucinazioni sono vivide, ricche di
particolari
• I sintomi disorganizzati possono accompagnare i sintomi positivi
soprattutto nelle fasi più floride del disturbo.
• L’evoluzione naturale non è quella di un progressivo impoverimento
affettivo e intellettivo

• Il rischio suicidario è da tener presente soprattutto nelle fasi iniziali del


disturbo e nei periodi di recupero dopo una esacerbazione acuta.
Schizofrenia catatonica

La manifestazione essenziale è un notevole disturbo


psicomotorio che può comportare
• arresto motorio (catalessia o stupor)
• eccessiva attività motoria
• estremo negativismo (mantenimento di una postura
rigida contro i tentativi di mobilizzazione o resistenza a tutti
i comandi)
• mutacismo
• ecolalia o ecoprassia
Schizofrenia simplex o indiffereinziata
• Esordio in adolescenza o in età giovanile in modo lento subdolo
e insidioso
• Spesso in continuità con personalità schizoide
• Progressivo svanire dell’iniziativa e dell’interesse per le abituali
attività
• Affievolimento e coartazione delle attività cognitive, volitive ed
affettive
• Spesso esita in vagabondaggio, barbonaggio, tossicomania
Schizofrenia residua
• Si caratterizza prevalentemente per la presenza della dimensione sintomatologica
negativa che domina il quadro clinico
• Esordisce più frequentemente in età giovanile e con una distribuzione tra i sessi a
favore dei soggetti di sesso maschile
• Sono molto spesso presenti dei fattori premorbosi del disturbo: appiattimento
affettivo, difficoltà nel rendimento scolastico, ritiro sociale
• L’esordio della malattia è quasi sempre lento e in continuità con questi elementi
preclinici
• Il decorso è cronico con rare poussées di scompenso acuto, in cui compaiono
sintomi positivi o grossolani comportamenti disorganizzati
• Il quadro sintomatologico preponderante è quello cronicizzante in cui il paziente
appare chiuso in se stesso, parla poco, ha una scarsa reattività emotiva
• Il paziente è scarsamente interessato alle relazioni sociali e ai rapporti affettivi o
sessuali.
• L’evoluzione è quella di un progressivo impoverimento affettivo e intellettivo.
SCHIZOFRENIA: DIAGNOSI DIFFERENZIALE
MALATTIE MALATTIE FARMACI
PSICHIATRICHE MEDICHE GENERALI
Depressione Maggiore Epilessia Lobo Temporale Stimolanti ad es
Anfetamine
Disturbo Schizoaffettivo Tumori, Cocaina
Psicosi Reattiva Breve Vasculopatie, Allucinageni ad es
Disturbo Schizofreniforme Traumi cranici Fenilciclidina (PCP)
Disturbo Delirante Disturbi endocrino-metabolici Anticolinergici ad es
(ad es porfiria) Alcaloidi della belladonna
Disturbo Psicotico Indotto
Disturbo di Panico Deficit di Vitamine (ad es Vit B12) Sospensione da
Infezioni (ad es Neurosifilide) Alcool
Disturbo di Depersonalizzazione
Autoimmunità (ad es LES) Barbiturici
Disturbo Ossessivo Compulsivo
Disturbi di Personalità Cluster A Tossici (ad es avvelenamento
da metalli pesanti)
(Paranoide-Schizoide- Schizotipico)
Disturbo Fittizio con Sintomi Psichici
Simulazione

Black DW, Andreasen NC; In The American Psychiatric Textbook of Psychiatry III th
Edition
SCHIZOFRENIA: SINTOMI E FUNZIONI
SINTOMI POSITIVI: eccesso o distorsione di una funzione
Sintomo Funzione
ALLUCINAZIONE Percezione
DELIRI Pensiero cognitivo e deduttivo
DISTURBO DEL PENSIERO FORMALE POSITIVO Linguaggio
COMPORTAMENTO BIZZARRO Organizzazione e controllo
del comportamento
SINTOMI NEGATIVI: perdita o diminuzione di una funzione
Sintomo Funzione
ALOGIA Fluidità pensiero ed eloquio
APPIATTIMENTO AFFETTIVO Fluidità espressività emotiva
ABULIA Volontà ed iniziativa
ANEDONIA Attaccamento emotivo,
capacità di provare piacere
DEFICIT ATTENZIONE Attenzione
Andreasen N 1998
SCHIZOFRENIA: Scheda Clinica

ASPETTI CLINICI: disturbo psicotico eterogeneo caratterizzato dalla presenza di


deliri, allucinazioni, disorganizzazione, apatia - alogia - abulia
ANDAMENTO: cronico con esacerbazioni e remissioni
INCIDENZA NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI: 15 nuovi casi/100.000
persone/anno (dati aggiornati 1999)
PREVALENZA: 0.5-1%
ESORDIO: lento ed insidioso,
in genere i 15 e i 45 anni,
talvolta più precocemente o tardivamente
ETÀ TIPICA DI INSORGENZA: maschi 23-28 anni,
femmine 28-32 anni
PERSONALITA’ PREMORBOSA: emotivamente e socialmente distaccata.
TEMPI DIAGNOSTICI: settimane o anni, i sintomi psicotici, spesso insorgono
dopo un evento apparentemente precipitante.
SCHIZOFRENIA
IPOTESI EZIOLOGICHE
E PROBABILI MECCANISMI
PATOGENETICI
SCHIZOFRENIA UNA “PSICOSI FUNZIONALE”
IPOTESI EZIOPATOGENETICHE
• ALTERAZIONI GENETICHE
– Cromosoma 13 sembra essere maggiormente interessato
– Familiarità per lo stesso tipo di lieve deficit neurocognitivo
– Familiarità per alterazioni morfofunzionali
• Dilatazione ventricolare
• Segni neurologici sottili (soft neurological signs)
• Alterazioni nei potenziali evocati (P300)
• Alterazioni dei movimenti oculari lenti

• FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI


– Complicanze ostetriche ( ipossia - ischemia )
– Deficit Nutrizionali
– Infezioni
– Fattori tossici
• ALTERAZIONI NEUROBIOLOGICHE
– Iperattività del sistema dopaminergico D1 - D2 (Carlson 1988; Davis 1991)
• ALTERAZIONI MORFOFUNZIONALI
– Alterazioni della citoarchitettura cerebrale
UN MODELLO INTERPRETATIVO DELLA
PATOGENESI DELLA SCHIZOFRENIA
• Eventi biologici
(tossici, virali,
metabolici, immunitari) • Eventi stressanti
• Infezioni virali ad alta intensità
materne in • Complicanze ostetriche
obiettiva e soggettiva
gravidanza

I° PERIODO II° PERIODO


BASE ALTERAZIONI CRITICO CRITICO
GENETICA NEUROSVILUPPO POST-NATALE POST-NATALE SPETTRO
0 – 3 ANNI 12 – 18 ANNI SCHIZOFRENICO
Latenza
4 - 11 anni
• Alto stress
materno in • Alterazioni nei • Stress
gravidanza normali processi fisiologico
di attaccamento e puberale
separazione
SCHIZOFRENIA

ESORDIO E DECORSO
FAMILIARITA’ ALTERAZIONI QUALITATIVE:
COMPLICAZIONI OSTETRICHE COGNITIVE
SEGNI NEUROLOGICI “SOFT” AFFETTIVE
SOCIALI

SINTOMI
ASPECIFICI PRODROMI
POSTPUBERALI SCHIZOFRENIA
PRODROMI 1

IINN MEDICINA
MEDICINA II PRODROMI
PRODROMI DI
DI UNA
UNA MALATTIA
MALATTIA
SONO
SONO QUEI
QUEI SINTOMI
SINTOMI CHE
CHE PRECEDONO
PRECEDONO
CON
CON ALTA
ALTA PROBABILITÀ
PROBABILITÀ LA
LA COMPARSA
COMPARSA DEL
DEL
QUADRO
QUADRO CLINICO
CLINICO CONCLAMATO.
CONCLAMATO.

C
COME
OME TALI,
TALI, ESSI
ESSI SONO
SONO
L
L’’ESPRESSIONE
ESPRESSIONE SINTOMATICA
SINTOMATICA DELL
DELL’’INIZIO
INIZIO DI
DI UN
UN
PROCESSO
PROCESSO MORBOSO
MORBOSO
L ’ADOLESCENZA E’ IL PERIODO DELLA
VITA
A PIU’ ALTO STRESS ESISTENZIALE
1 LA TRASFORMAZIONE DEL CORPO

2 LA SEPARAZIONE DAI GENITORI

3 L’ATTACCAMENTO SESSUALE

4 LA SPINTA ALLA FINALIZZAZIONE


LA SCHIZOFRENIA E’ UNA MALATTIA CHE INIZIA NEL PERIODO
PREPUBERALE (10-15) ANNI, HA UN PERIODO PAUCISINTOMATICO
VARIABILE A CUI SEGUE IL PRIMO EPISODIO “PSICOTICO”

ANNO DELLA VITA


0 5 10 15 20 25 30 35 40

CRISI
PUBERALE

LATENZA
PAUCISONTOMATICA

DISORGANIZZAZIONE
CRISI PUBERALE EPISODIO INDICE
10 - 15 anni 18 - 24 anni

PRODROMI RITARDATI
ALTERAZIONI DEL
NEUROSVILUPPO

PRODROMI PRECOCI

PRODROMI EVOLUTIVI

ASSENZA DI PRODROMI
SCHIZOFRENIA: EVOLUZIONE CLINICA
PERIODO INIZIALE: SINTOMI D’ESORDIO IN TAB
1
Sintomo % dei sg
Tendenza all’isolamento 27.1
Deterioramento del rendimento 18.8
Cambiamento nelle relazioni interpersonali 18.0
Preoccupazioni somatiche immotivate 9.8
Interruzione degli studi 9.0
Stranezze comportamentali 9.0
Abulia 9.0
Comportamenti aggressivi immotivati 5.3
Comportamenti impulsivi 5.3
Cambiamento interessi 4.5
Dubbi sull’identità sessuale 4.5
Età del “primo cambiamento” 18.5 ± 4.7
Età dell’esordio psicotico 21.1 ± 4.5
(studio su 94 pz schizofrenici)

2
PERIODO DI STATO: SINTOMATOLOGIA CONCLAMATA = FASE ATTIVA
SINTOMI POSITIVI, NEGATIVI, DISORGANIZZAZIONE
SINTOMATOLOGIA ATTENUATA= FASE DI STABILIZZAZIONE
ADATTAMENTO CONSERVATIVO SU LIVELLI FUNZIONALI INFERIORI

PERIODO DEGLI ESITI: ”RESTITUTIO AD INTEGRUM “ ?


RISOLUZIONE PARZIALE
DETERIORAMENTO PROGRESSIVO 3