Sei sulla pagina 1di 60

Problematiche dell’infanzia e patologie

SVILUPPO MOTORIO

- variabilità individuale nell'acquisizione delle tappe evolutive.

- La sequenza è la stessa in tutti i bambini ma la VELOCITA’


varia da bambino a bambino.

- Comportamenti che la "media" dei bambini normodotati


manifestano alle varie età.  
SVILUPPO MOTORIO
- variabilità individuale nell'acquisizione delle tappe
evolutive.

- La sequenza è la stessa in tutti i bambini ma la VELOCITA’


varia da bambino a bambino.

- Comportamenti che la "media" dei bambini normodotati


manifestano alle varie età.  
TAPPE EVOLUTIVE
1MESE:
Segue con lo sguardo per un angolo di 90°
Solleva il capo in posizione prona
Le mani sono chiuse a pugno
Emette suoni
2 MESI
Sorride in risposta a stimoli
Gorgheggia
Apre le mani
Solleva il capo di 45° da prono
3 Mesi
Socializza (sorride e vocalizza con estranei)
Segue con lo sguardo con un angolo di 180° Apre le mani, le guarda e
ci gioca
Mantiene in capo oltre i 45° in posizione prona
4 Mesi
Buon controllo del capo
Comincia ad afferrare gli oggetti
Socializza
5 Mesi
Raggiunge, afferra, manipola oggetti
Punta i piedi
Inizia a rotolare da prono a supino e viceversa
Posizione seduta con tronco flesso a 45°
6 Mesi
Sta seduto con sostegno
Passa un oggetto da una mano all'altra
Manifesta ansia quando la madre si allontana
7 Mesi
Sta seduto anche senza appoggio
Manipola gli oggetti con opposizione del pollice
Inizia a mangiare da solo
8 Mesi
Si porta in posizione eretta con appoggio
Striscia sull'addome
Primi monosillabi (da, ba, ga...)
9 Mesi
Gattona
Mantiene un oggetto opponendo il pollice alle altre dita
10 Mesi
Cammina lungo le pareti
Sta in piedi da solo per un breve periodo Imita i suoni
Indica un oggetto
Afferra un oggetto opponendo pollice ed indice
12 Mesi
Sta in piedi da solo
Cammina senza sostegno con base allargata
Dice una parola con significato (oltre mamma e papà)
Restituisce un oggetto su richiesta
Costruisce una torre di due pezzi con le costruzioni

15 Mesi
Cammina senza sostegno
Corre e si arrampica
Sale i gradini tenuto per mano
Si toglie le scarpe
Lancia una pallina
Si alimenta da solo con le mani
Riconosce 5-10 parole (oltre mamma e papà)
Costruisce una torre con tre pezzi
18 Mesi
Cammina, corre, si arrampica
Lancia la palla
Calcia la palla
Sale e scende le scale con aiuto

Si alimenta da solo con cucchiaio


Solleva una tazza
Scarabocchia
Cammina all'indietro
Riconosce 10-20 parole
Costruisce una torre con quattro pezzi
Si toglie scarpe e calzini, apre una cerniera lampo
24 Mesi
Si spoglia
Si arrampica su una sedia per raggiungere un oggetto
Sfoglia un libro girando una pagina per volta

Apre la porta
Nomina gli oggetti più familiari
Pronuncia 2-3 o più frasi
Saltella sul posto
Comincia a controllare gli sfinteri
36 Mesi
Articola frasi di quattro o più parole
Sa farsi capire
Conosce il suo nome, età e sesso
Si sbottona i vestiti
Controlla gli sfinteri
SVILUPPO EMOTIVO-RELAZIONALE

Si sviluppa all’interno della relazione genitore-


bambino attraverso processi di imitazione e
soprattutto attraverso la sintonizzazione emotiva e
il processo di attaccamento.
E’ un processo FLESSIBILE con potenzialità e
possibilità di cambiamento e miglioramento
sempre possibile lì dove si modifica la relazione di
accudimento.
3 Mesi
organizza tutte le sensazioni che gli arrivano dall'interno e dall'esterno del
suo corpo, mostrando interesse verso le cose che lo circondano, ad esempio
si gira verso una fonte sonora, o reagisce su oggetti e avvenimenti esterni
anche se ancora in un modo "abbozzato”.

5 Mesi
Comparsa del Sorriso. Bambino sorridere se si interagisce con
lui, a guardare in modo più direttivo, produce dei suoni che
comunicano chiaramente il piacere verso qualcosa, come l'essere
buttato per aria o l'essere cullato e accarezzato. Si mostra felice
di vedere le persone a lui familiari.
9 Mesi
Sviluppo dell'intenzione, il volere. Gesto dell’indicare: punta il
dito verso l'oggetto con l’intenzione di mostrare e condividere.
( Non si verifica nelle sindromi a spettro autistico ).
Inizio di reciprocità comunicativa: lallazione, gorgheggio,
produce dei suoni quando ci si rivolge a lui.
14-18 Mesi
Si arricchisce la modalità di interazione: porta il genitore verso ciò
che vuole, guida la mano dell'adulto per farsi aprire una scatola,
imita gli adulti che gli stanno intorno.

24-30 Mesi
Passaggio dallo stadio senso-motorio concreto allo stadio
delle IDEE e SIMBOLI. 
Il bambino fa esperienza che l'immagine di un oggetto può
rappresentare l'oggetto stesso e un oggetto può "fare le
veci" di un altro oggetto. 
*Gioco del "far finta", ad esempio prendendo una banana e
facendo finta di telefonare. Il bambino inizia anche a
dire le prime parole, fino ad utilizzare delle frasi semplici
per esprimere i suoi desideri e bisogni. Riesce a condividere
sentimenti come gioia, interesse, tristezza
36-48 Mesi
Periodo dei "cosa?" e dei "perché?": una competenza emotiva più
complessa e l’interazione sempre più frequente con adulti e pari
consentono un’esplorazione e curiosità che si esprime con la
scoperta di tutto ciò che li incuriosisce.

Il bambino comincia a creare delle connessioni tra ciò che


accade e le emozioni. Arrivano ai 4 anni che sono in grado
di spiegare il perché vogliono qualcosa e di scambiare una
conversazione logica di almeno quattro battute.
età Comportamento osservato

4mesi agisce intenzionalmente sull’oggetto al fine di


riprodurre risultati interessanti
 
8 mesi Cerca un oggetto nascosto
(“permanenzadell’oggetto”)
 
12 mesi Sperimenta e trova nuove strategie
 
18 mesi Linguaggio verbale, imitazione, gioco
simbolico
CAPACITA’ DI APPRENDIMENTO
L’essenza dell’apprendimento è il significato (capacità di
comprensione)

• Il valore del potere personale, nel senso di sentirsi in grado di.. è


centrale per l’educazione scolastica
APPRENDIMENTO E ASPETTI
PSICOFISIOLOGICI
COSA SERVE PER APPRENDERE?
DA COSA DIPENDE?:
- Soddisfazione dei Bisogni di sicurezza e di difesa + bisogni di
sviluppo del Sé
- Apprendimento autonomo
- Il processo di apprendimento dipende da:
abilità motorie
comunicazione verbale
atteggiamenti individuali
- abilità intellettuali
- strategie cognitive
- L’ Apprendimento dipende dal coinvolgimento personale ( un
bambino piccolo è totalmente coinvolto da ciò che impara)
- Parte dall’interno, da una MOTIVAZIONE
- È totalizzante
- Si può solo facilitare l’apprendimento
- Si apprende solo ciò che mantiene e sviluppa il nostro Sé
(inclinazione spontanea e individuale)
ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE
Apprendimento e Linguaggio (Vygotskij)
“l’apprendimento umano presuppone una natura sociale specifica e un
processo attraverso il quale i bambini si inseriscono gradualmente nella
vita intellettuale di coloro che li circondano”:

la competenza prima è sociale e poi diventa competenza individuale.


Possiamo definire questa zona di sviluppo prossimale come:
“la distanza tra il livello effettivo di sviluppo, così com’è determinato
da problem-solving autonomo, e il livello di sviluppo potenziale, così
com’è determinato attraverso il problem-solving sotto la guida di un
adulto o in collaborazione con i propri pari più capaci” (Vygotskij,
1934)
LA TEORIA DEGLI STADI DI J.
PIAGET
Il bambino nasce con un patrimonio genetico che costituisce la base
dello sviluppo sia biologico che mentale. La crescita avviene
nell'incontro tra strategie innate e rapporto con la realtà: da questo
incontro, sulla base delle esperienze, le strategie iniziali non solo
cambiano, ma diventano sempre più complesse.
Secondo l'Autore esiste una stretta correlazione tra sviluppo somatico
e mentale, sviluppo che si basa su due processi continuamente
interagenti tra loro:
-L'ADATTAMENTO
-L'ORGANIZZAZIONE
Il bambino fin dalla nascita, è fondamentalmente un "esploratore",
un soggetto attivo di ricerca che si rapporta con l'ambiente sulla base
di due processi:
l'assimilazione :
processo mediante il quale le nuove esperienze e le nuove informazioni
vengono assorbite e poi elaborate in modo da adattarsi alle strutture
già esistenti
l'accomodamento: processo fondamentale che comporta la
modificazione delle idee o delle
strategie, a seguito delle nuove esperienze
Il bambino mentre si adatta al mondo, costruisce i propri schemi
mentali, rendendoli sempre più complessi
STADI DI SVILUPPO
STADIO SENSO-MOTORIO 0-2 anni
Piaget paragona lo sviluppo mentale del bambino alla sua crescita
organica: entrambi tendono verso progressivo equilibrio
Alla fine del primo anno di vita il tempo diventa progressivamente
indipendente dall'io, è ancora un momento di transizione tra
soggettività e obiettività. Per la prima volta il bambino ricorda gli
spostamenti dell'oggetto in cui non è intervenuto, egli ricorda dunque
gli spostamenti come tali e
non la propria attività
STADIO PRE-OPERATORIO 2-6 anni

alle capacità acquisite dal bambino


alla fine del secondo anno di vita, si aggiungono,
ora, la deambulazione, il riconoscimento di Sé ed il
linguaggio

Con l'apparire del linguaggio, la vita affettiva del


bambino ed il suo pensiero, si modificano
profondamente.
• Egli è ora capace di raccontare le azioni passate e di anticipare
quelle future, trasformando in tal modo le condotte concrete in
pensiero.

L'azione da puramente percettiva e motoria diventa immagine,


immagine di rappresentazioni interiori.
• Ha inizio la socializzazione dell'azione, i rapporti di scambio e di
comunicazione con altri individui
Tra i due e i sette anni, il linguaggio non ha come
obiettivo primario la comunicazione, in quanto è
ancora egocentrico
Grazie alla socializzazione dell'azione e all'uso del linguaggio,
l'intelligenza senso-motoria o pratica, qual era all'inizio, diventa
pensiero propriamente detto.
Attraverso l'uso del linguaggio il bambino può ora comunicare la sua
vita interiore. Compaiono i primi "perchè"
STADIO PRE-OPERATORIO 6-12 anni
• Le caratteristiche dello stadio pre-operatorio sono:
a) l'egocentrismo
b) la concentrazione (una cosa alla volta)
c) l'irreversibilità
d) il ragionamento primitivo o trasduttivo
e) l'identità dell'oggetto
f) l'inizio della capacità di classificazione
STADIO OPERATORIO FORMALE
Pensiero astratto

Pensiero adulto: capacità di simbolizzare,


immaginare e pianificare azioni per obiettivi
ICF E DISABILITA’
• l’ICF elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel
2001 supera il modello medico di disabilità, fondato sulla valutazione
delle conseguenze della malattia, optando invece per il modello bio-
psico-sociale che pone al centro della valutazione il “funzionamento”
della persona, inteso come interazione tra questa stessa e l’ambiente
circostante.
• La disabilità rappresenta dunque, il risultato dell’interazione tra il
soggetto e un ambiente non favorevole cioè dalla presenza di
ostacoli/barriere vario tipo che ne ostacolano l’attività e la partecipazione
nei vari contesti di vita.
• Ognuno di noi, in definitiva, può trovarsi in un contesto ambientale non
favorevole che può determinare una condizione di disabilità
INCLUSIONE E ACCESSIBILITA’
• E’ importante sottolineare l’opportunità che l’ICF offre di realizzare
una progettazione inclusiva in cui il significato di “accessibilità”
diviene la chiave di lettura fondamentale del processo di inclusione
stesso e per il successo delle iniziative che vengono intrapresi in
contesti diversi. (Chiappetta Cajola, 2012).
• E’ infatti proprio l’esercizio del diritto all’accessibilità sancito dalla
già citata Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone
con disabilità che può permettere loro “di vivere in maniera
indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della
vita” (ONU, 2006, art.9).
• Ciò comporta l’eliminazione di barriere o di ostacoli di qualsiasi
genere e in qualunque contesto possibile. Soltanto mettendo al
centro la persona e il suo diritto a disporre di condizioni ambientali
ideali per la propria autodeterminazione, si può parlare di inclusione
reale.
COSA POSSIAMO FARE?
Creare ambienti lavorativi, sociali, ambientali SENZA BARRIERE
ICF- CY OMS 2007
• Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e
della Salute: Bambini e Adolescenti
• pone in evidenza che i soggetti in età evolutiva svolgono attività
diverse da quelle degli adulti e i loro ambienti di vita cambiano
notevolmente durante la crescita
• universalmente utilizzata per bambini e adolescenti nei settori della
salute, dell’istruzione e dei servizi sociali
B.E.S. Bisogni Educativi Speciali
Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012

“Strumenti di intervento per alunni con Bisogni


Educativi Speciali e organizzazione territoriale per
l’inclusione scolastica”
La Direttiva stessa ne precisa il significato: “L’area dello
svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile
esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono
alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per
una varietà di ragioni:
-svantaggio sociale e culturale,
-disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici,
-difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della
lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”
L’utilizzo dell’acronimo BES sta quindi ad indicare una vasta
area di alunni per i quali il principio della personalizzazione
dell’insegnamento, sancito dalla Legge 53/2003
va applicato con particolari accentuazioni in quanto a
peculiarità, intensività e durata delle modificazioni.
D.S.A.
Disturbi Specifici di Apprendimento
Disabilità specifica di apprendimento di origine
Neurobiologica
-Basi genetiche della dislessia: sembrerebbero coinvolti
cromosoma 6-2-18
- Legge 8 ottobre 2010, nº 170 riconosce la Dislessia, la
Disgrafia, la Disortografia e la Discalculia quali disturbi
specifici di apprendimento
Il diritto allo studio degli alunni con DSA è garantito
mediante molteplici iniziative, attraverso la realizzazione di
percorsi individualizzati nell'ambito scolastico

I DSA si verificano in soggetti che hanno intelligenza almeno


nella norma, con caratteristiche fisiche e mentali nella
norma, e la capacità di imparare
Per la diagnosi di DSA, è necessario:
- Funzionamento Intellettivo nella Norma
- Almeno No.2 prove diagnostiche con valori sotto le 2
Deviazioni Standard
- Funzionamento scolastico deficitario
Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento DSA
adeguatamente certificate (diagnosi Funzionale Asl),

la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese


quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono
tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali
alunni.
Per questo motivo, nello svolgimento dell'attività didattica e
delle prove di esame, sono adottati, gli strumenti
metodologico-didattici Compensativi e Dispensativi ritenuti
più idonei.
Fattori di rischio per la strutturazione di disturbi
psicopatologici nei DSA

 
• segnalazione tardiva
• discontinuità nella presa in carico terapeutica
• discontinuità nella presa in carico terapeutica
• discontinuità nella storia scolastica e nelle relazioni
educative
• modalità di elaborazione dei conflitti e organizzazione di
personalità
• peso del DSA nelle interazioni familiari e sociali
• ruolo del dsa nel processo di identificazione
ADHD
Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività

è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo:


include difficoltà di attenzione e concentrazione, di
controllo degli impulsi e del livello di attività
secondo il DSM-IV per poter porre diagnosi di DDAI,
un bambino deve presentare almeno 6 sintomi per
un minimo di sei mesi e in almeno due contesti;
inoltre, è necessario che tali manifestazioni siano
presenti prima dei 7 anni di età e soprattutto che
compromettano il rendimento scolastico e/o
sociale.
EZIOLOGIA DELL’ ADHD
La maggior parte delle ricerche scientifiche che indagano le
cause del DDAI riguardano la genetica. Da una serie di
risultati ottenuti su familiari di bambini con DDAI e dalla
genetica molecolare, si è visto che il 57% dei genitori di un
bambino con DDAI presenta a loro volta lo stesso disturbo, la
percentuale scende al 32% se si tratta di fratelli non gemelli;
percentuali che sono da 6 a 12 volte superiori rispetto
all’incidenza del disturbo nella popolazione normale.
Secondo un ampio studio di Goodman e Stevenson (1989), la
percentuale di causalità del DDAI attribuibile a fattori
genetici si aggira tra il 70% e il 91%, mentre il restante 10%-
30% è attribuibile a fattori ambientali.
E’ plausibile ipotizzare che l’insorgenza del DDAI sia da attribuire,
per la maggior parte, a Fattori Ereditari.
la gravità, l’evoluzione e la prognosi dei sintomi

dipendono da fattori legati all’educazione e all’ambiente


sociale in cui si trova inserito il bambino (Barkley, 1998).

Sintomi secondari e disturbi associati

Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e


del livello di attività.
un secondo fattore che toglie ogni responsabilità ai genitori è il
fatto che la presenza di critiche, rimproveri e atteggiamenti
negativi della madre verso il figlio si attenuano non appena il
bambino con DDAI risponde positivamente al trattamento con
farmaci stimolanti

Non sono le critiche, i rimproveri e le incoerenze educative


dei genitori a causare il DDAI (semmai questi rappresentano
dei fattori che possono far persistere o aggravare il
disturbo), ma sono i fattori neurobiologici controllati da
specifici geni che determinano l’insorgenza del DDAI.
Questi problemi derivano sostanzialmente
dall’incapacità del bambino di regolare il proprio
comportamento in funzione del trascorrere del
tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle
richieste dell’ambiente.
L’ADHD è un vero problema, per l’individuo stesso,
per la famiglia e per la scuola, e spesso
rappresenta un ostacolo nel conseguimento degli
obiettivi personali.
manifestano anche altri comportamenti disturbanti
ritenuti secondari in quanto si presume derivino
dall’interazione tra le caratteristiche
patognomoniche del disturbo e il loro ambiente.
COMPORTAMENTI ADEGUATI NELLA
GESTIONE DI UN BAMBINO ADHD

• Non umiliatelo. SOSTENETE la sua autostima a tutti i costi


• Ascoltatelo
• -Coerenza e gentilezza nella comunicazione e quando si stabiliscono
delle regole.
• -dividere con il bambino doveri e compiti aiutano a costruire
autodisciplina e senso di responsabilità.
• -Molti bambini ADD sono distraibili e facilmente dimenticano: fare
una lista, un calendario delle attività è utile-
• -Siate preparati ad accettare le dimenticanze
- Allungare progressivamente i tempi di attenzione: uso di giochi che
lo impegnano e che diventano man mano più complessi.
- Hanno grandi difficoltà nel riferire un evento nella sua giusta
sequenzialità. Organizzate a casa una esistenza calma, strutturata e
prevedibile
• Aiutatelo a sapere da dove cominciare, quando finire e come
esprimere chi, cosa, quando e dove.
• La regola deve essere usare modi non critici e calmi.
-A causa dell'impulsività del bambino, paura di dimenticare e/o
essere dimenticato, spesso agirà e parlerà senza rispettare il turno.
Escludetelo
• -Prevenire le situazioni a rischio: meglio evitare le sfide e dover
affrontare le cose quando già sono successe.

• Evitare la fatica: la stanchezza aumenta la perdita di controllo.

• permettere di Scaricare l’Energia: sport, gioco libero, senza essere


ripresi se fanno confusione/rumore.
SINDROMI DELLO SPETTRO AUTISTICO

La sindrome clinica è caratterizzata da:


-incapacità relazionali
-resistenza al cambiamento
-atipie del linguaggio (deficit di acquisizione,
ecolalia, mutismo occasionale, inversione dei
pronomi)
-gioco ripetitivo e stereotipo
-eccellente memoria meccanica
-reazioni emotive eccessive e impaccio motorio
dati della letteratura più recente suggeriscono che il Disturbo
Autistico ha origine da fattori organici che interferiscono nella fase
dello sviluppo del Sistema Nervoso Centrale anche se non sono
state individuate specifiche disfunzioni del sistema nervoso

In altri casi è stato evidenziato il ruolo dei fattori


esogeni infettivi, tossici, farmacologici, traumatici,
e vascolari.
L’autismo è una sindrome caratterizzata dalla presenza di
deficit specifici che riguardano le seguenti abilità:

• l’attenzione condivisa
• l’orientamento sensoriale e la regolazione dell’arousal
•l’imitazione
il gioco simbolico
• la comunicazione e il linguaggio
• l’attaccamento
• il comportamento intenzionale o finalistico

-Allergie ed intolleranze alimentari cominciano a ricevere


maggior attenzione come possibili contributori di
comportamenti autistici.
Molte famiglie hanno osservato cambiamenti piuttosto
evidenti dopo l'eliminazione di certi alimenti dalla dieta dei
figli.
Il Glutine (p.es. contenuto nel frumento, orzo e avena) e la
Caseina (presente nel latte umano e vaccino). Molti genitori
hanno eliminato queste sostanze dalla dieta dei figli
TRATTAMENTO

I due trattamenti che hanno ricevuto il maggiore supporto


empirico sono:
-la modifica comportamentale fa uso di una varieta' di
strategie (p.es. rinforzo positivo (incoraggiamento), "time
out") per sviluppare comportamenti corretti, quali la
comunicazione e la socializzazione, e per scoraggiare quelli
inadeguati, quali i comportamenti auto-stimolatori ed i
comportamenti autolesionistici.
-l'uso di vitamina B6 associata a supplementi di Magnesio ha
dimostrato di poter migliorare il benessere generale, la
consapevolezza e l'attenzione in circa il 45% dei bambini
autistici.
RITARDO MENTALE
Si definisce Ritardo mentale, uno sviluppo intellettivo,
valutato con test standardizzati, inferiore ad un quoziente
intellettivo complessivo di settanta (QI<70).

sono stati distinti diversi livelli di ritardo mentale:


- Ritardo Mentale Lieve (QI tra 50 e 70);

-Ritardo Mentale Moderato (QI tra 50 e 35);

- Ritardo Mentale Severo (QI tra 35 e 20);

- Ritardo Mentale Profondo (QI<20).


CAUSE
I soggetti con ritardo mentale sono circa l'1,5% della
popolazione.

Le cause più note di ritardo mentale sono alcune Sindromi


genetiche, come la Sindrome di Down, la Sindrome di X fragile
e le più rare Sindromi di Williams, di Prader-Willi, di Cornelia
de Lange e di Cri du chat(pianto simile miagolio del gatto).
-In numerosi casi di ritardo mentale la causa non è nota

-Ognuna delle varie sindromi caratterizzate da ritardo mentale


presenta un quadro di deficit linguistici differenti.
SINDROME DI DOWN (TRISOMIA 21)
La sindrome può essere causata da un errore nella
distribuzione dei cromosomi che viene definito non-
disgiunzione. La non disgiunzione può interessare il
cromosoma 21, essa produce un oocita o uno spermatozoo
senza alcuna copia di cromosoma e un altro oocita o
spermatozoo con 3 copie del cromosoma 21 (trisomia).
Caratteristiche della trisomia 21:
- basso QI
- pieghe sopra gli occhi
- mani corte e tozze
- statura al di sotto della media
La sindrome di Down è la causa cromosomica di ritardo
mentale più diffusa.
Essa interessa tutte le etnie, sia maschi che femmine

A livello comportamentale si possono osservare più


frequentemente l'ostinazione, l'aggressione, la ritrosia,
l'autolesionismo.
Trattamento dei bambini con Sindrome di Down:
- Intervento precoce, già dai primi mesi di vita
- Coinvolgimento dei genitori attraverso training speciali per
l'assunzione di un ruolo attivo nel coadiuvare l'insegnamento
del linguaggio e delle abilità
Un sostegno psicologico, per aiutare la famiglia ad affrontare
nella maniera migliore la sofferenza e le difficoltà connesse
alla presenza di un bambino portatore di handicap
- assistenziali e riabilitative per assicurare un aiuto
veramente specialistico
L'addestramento degli operatori scolastici all'uso di programmi
didattici in funzione del livello cognitivo del bambino
- L'instaurarsi e il mantenimento dei contatti con le varie
organizzazioni

STRATEGIE di INTERVENTO rivolte a:


- rapporto tra bambino e genitori;
- stimolazione della percezione visiva e uditiva;
- sviluppo della comunicazione non verbale e gestuale;
stimolazioni della lallazione;
- stimolazione delle conoscenze relative al mondo familiare e
fisico del bambino;
- riduzione stimolazione al gioco simbolico e di altri mezzi di
espressione simbolica;
- dell'ipotonia orale e delle disfunzioni bucco-facciali.
SINDROME DI X FRAGILE
E' la seconda causa di ritardo mentale in ordine di importanza dopo
la Sindrome di Down, è ereditaria ed è più comune nei maschi che
nelle femmine.
E' causata dall'espansione di una ripetizione di triplette (CGG)
sul cromosoma X. A causa di queste numerose ripetizioni, il
cromosoma X tende a rompersi durante la produzione di
preparati cromosomici in laboratorio, da qui il nome di X
fragile.
Sintomi sono:
- QI decresce dopo l'infanzia
- orecchie a sventola
- viso allungato e mandibola prominente
- disturbi del linguaggio
- avversione allo sguardo fisso