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L’età giolittiana

Renato Curreli
Storia e Filosofia
Giovanni Giolitti (Mondovì, 1842 – Cavour, 1928) Liceo Classico Statale
G.M. Dettori - Cagliari
1861 : Vittorio Emanuele II proclama il Regno d’Italia

« Il Senato e la Camera dei Deputati hanno


approvato; noi abbiamo sanzionato e
promulghiamo quanto segue:
Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume
per sé e suoi successori il titolo di Re d’Italia.
Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo
dello Stato, sia inserita nella raccolta degli
atti del Governo, mandando a chiunque spetti di
osservarla e di farla osservare come legge dello Vittorio Emanuele II (1820 – 1878)
Stato.
Da Torino addì 17 marzo 1861. »
• Subito dopo l’unità, lo stato italiano cominciò a coltivare
mire colonialistiche in Africa del nord.
• Negli anni ’90 ci fu un tentativo di avanzare verso l’Abissinia (ora Etiopia);
ma la pronta reazione delle truppe abissine costrinse l’esercito italiano
inizialmente alla resa.

• Dopo questa prima sconfitta l'Italia subì, il 1º marzo 1896, una vera e


propria disfatta a Adua, nella quale caddero sul campo circa 7.000 uomini.

• Il 26 ottobre 1896 fu conclusa la pace di Addis Abeba, con la quale l'Italia


rinunciava alle sue mire espansionistiche in Abissinia. La disfatta provocò un
acceso dibattito in tutta l’Italia:
- vi fu chi propose un immediato rilancio del progetto coloniale…
- e chi, come una parte del Partito Socialista, propose di abbandonarlo
immediatamente.
Battaglia di Adua: L’esercito abissino (etiope) del Negus Menelik II sopraffà la colonna comandata dal generale V. E. Dabormida. Le altre due
colonne impegnate erano al comando dei generali Arimondi e Albertone, l’unico dei tre a sopravvivere, ma fatto prigioniero.
In
Laquesta pagina
battaglia e nellavista
di Adua seguente,
daglilaetiopi
battaglia di Adua vista dagli Abissini.
• Il presidente del Consiglio Francesco Crispi (1818–1901), uno dei maggiori sostenitori e
fautori della politica coloniale, subito dopo la sconfitta di Adua è costretto a dimettersi.

• Col nuovo governo di Antonio Starabba di Rudinì, liberal-conservatore, le tensioni sembrano


inizialmente ridursi, ma poi riesplodono quando il prezzo del pane subisce un grande rialzo a
causa di una brutta annata.

• Il governo impiegò la forza per reprimere i vari moti di protesta.

• Rudinì decise inoltre di proclamare lo stato d’assedio in città importanti come Napoli e
Milano.

• A Milano, nel corso di due giornate di proteste (8-9


maggio 1898), il generale F. Bava Beccaris (foto a
fianco) utilizzò l’artiglieria contro i manifestanti: ci
furono più di 100 morti e circa 500 feriti.

•• https://www.google.it/search?q=bava+beccaris+spara+contro+la+folla+a+milano&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjglIOtkM7PAhVMuBoKHbG3AGQQ_AUICigD&biw=1366&bih=6
https://www.google.it/search?q=bava+beccaris+spara+contro+la+folla+a+milano&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjglIOtkM7PAhVMuBoKHbG3AGQQ_AUICigD&biw=1366&bih=6
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• Il re Umberto I di Savoia (1844-1900), il 5


giugno 1898, insignì Bava Beccaris della
Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia,
ricevendo l’approvazione della fazione
liberale ma anche suscitando le critiche
dell'opposizione anarchico-socialista e
repubblicana. Questa presa di posizione del
re condurrà ai tragici sviluppi che vedremo
tra breve.

Pietro Tremolada, Umberto I


• La stampa di impostazione liberale accolse con grande
consenso l’azione di Bava-Beccaris, che verrà a breve
nominato senatore (16 giugno 1898).

• A questa ondata reazionaria e conservatrice, fa eco l’attività in


parlamento di di Rudinì e del nuovo presidente del consiglio
Antonio Starabba di Rudinì
(1898-1900) Luigi Pelloux:
(1839 –1908),

- Restrizioni della libertà di stampa


- Limitazione della libertà di associazione

Luigi Pelloux (1839-1924)


• Si costituisce però una opposizione liberale guidata da
Giuseppe Zanardelli e Giovanni Giolitti che riuscirà a
impedire l’approvazione di leggi liberticide.

• G. Zanardelli (1826-1903), mazziniano e di idee molto


avanzate nel campo dei diritti civili (valore rieducativo della
pena; proposta di legge sul divorzio).

• G. Giolitti (1842-1928), già presidente del consiglio nel


1892-93, e poi – schieratosi con la sinistra – dal 1900 al
1914 figura dominante della politica italiana.
 L’assassinio di Umberto I e i precedenti attentati
.

• Il 29 luglio 1900, Umberto I fu assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci, che intendeva con
questo gesto vendicare l’eccidio di Bava Beccaris.
• Bresci voleva colpire non la persona di Umberto, ma le idee politiche che questi incarnava.
• Sottratto dai carabinieri alla folla che lo avrebbe probabilmente linciato, fu condannato
all’ergastolo . Morirà suicida in carcere, ma sono molti i sospetti che il suo decesso sia da
attribuire a un pestaggio da parte delle guardie carcerarie.
• Umberto I in precedenza era uscito indenne da due attentati: il primo a Napoli nel 1878, ad
opera dell’anarchico Giovanni Passannante. Questi fu condannato a morte ma il re tramutò
la pena in ergastolo. Comunque, Passannante perderà il lume della ragione a causa della
durezza del regime carcerario cui sarà sottoposto. Il secondo attentato avvenne a Roma nel
1897 per mano dell’anarchico Giovanni Acciarito, che subirà un destino simile a quello del
Passannante.
• Dopo l’attentato del 1897, vennero arrestati diversi esponenti socialisti, anarchici e
repubblicani, spesso senza reali motivazioni.
Gaetano Bresci spara e uccide il re Umberto I: 29 luglio 1900 (copertina per la Domenica del Corriere di Achille Beltrame)
• Succede al re suo figlio Vittorio Emanuele III il quale, con mossa del
tutto inaspettata, decide di affidare l’incarico di presidente del
consiglio a Zanardelli. Il ministro dell’interno del suo governo sarà
Giolitti.

Vittorio Emanuele III (1869-1947) Giuseppe Zanardelli (1826-1903)


• Giolitti è la figura centrale del
governo Zanardelli.

• La sua convinzione è che bisogna


integrare le masse entro lo stato
liberale.

• Lo stato e il governo davanti alle


varie tensioni sociali devono
svolgere un ruolo di mediazione.
Giovanni Giolitti
• Il 26 dicembre 1903, alla morte per malattia di
Zanardelli, Giolitti diviene capo del Governo, carica
che manterrà, con alterne vicende, per circa otto
anni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Presidenti_del_Consiglio_dei_ministri_del_Regno_d%27Italia
• L’atteggiamento più cauto delle forze di polizia consentirà una
più libera espressione del disagio sociale.

• Ci saranno manifestazioni e rivendicazioni soprattutto nel nord


industriale (Torino, Milano, Genova) e rurale (valle padana,
luogo di forti tensioni tra grandi proprietari e braccianti).

• Tutto ciò - unito al generale impegno di POLITICA SOCIALE del


governo - comporterà un generale aumento dei salari, con
crescita dei consumi e un complessivo buon andamento
dell’economia italiana.
Politica sociale della sinistra storica giolittiana
• Introduzione di misure di protezione del lavoro
femminile e minorile (viene vietato l’impiego dei
bambini al di sotto dei 14 anni nelle cave).

• Istituzione dell’INA (Istituto Nazionale


Assicurazioni), per contribuire a finanziare le
assicurazioni dei lavoratori per malattia, infortuni,
vecchiaia (1912, ma attivo solo nel 1923).
• Controllo e finanziamento statale dell’istruzione
elementare:

- nel 1914 la popolazione alfabetizzata al NORD supera


l’80%

- al CENTRO si attesta attorno al 60-80%

- al SUD oscilla tra 50 e 60%, ma con zone inferiori


al 50%, come Calabria, Puglia meridionale,
Sardegna
• 1905: nazionalizzazione delle Ferrovie (sotto il
governo Fortis, giolittiano).

Locomotiva FS 805
Giolitti e il Socialismo

Approfittando della buona situazione economica (anni 1889-


1914) e dell’intenso sviluppo industriale

Giolitti

Cerca di integrare la sinistra radicale (m a z z i n i a n a ,


g a r i b a l d i n a ) e i s o c i a l i s ti all’interno del sistema
liberale.
• Il tentativo di realizzare questa integrazione restò sul piano dei
contatti personali: in pratica si chiedeva a esponenti della sinistra
di entrare a far parte del governo o di appoggiarne l’azione.

• Nel complesso la sinistra giudicò debole e poco efficace la politica


sociale del governo e – dopo qualche primo entusiasmo – finì per
schierarsi all’opposizione:

• iniziale appoggio a Zanardelli (1900 – 1903)

• Opposizione ai governi Giolitti negli anni successivi .


• Il Partito Socialista Italiano

• Filippo Turati (1857-1932) - Anna Kulišëva (Kuliscioff ) (1855 -1925)

Fondazione: Genova, 1892 (inizialmente Partito dei lavoratori italiani)


Destra riformista

Centro

Sinistra rivoluzionaria
• I riformisti erano favorevoli a collaborare con Giolitti e anche con la
monarchia (Turati: appoggio al governo Zanardelli, 1900-1903)

• Nella sinistra rivoluzionaria prevaleva l’orientamento


MASSIMALISTA, favorevole a programma massimo da attuarsi non
con le riforme graduali ma con la rivoluzione.
• Sciopero generale 16-21 settembre 1904
• I massimalisti riponevano grandi speranze rivoluzionarie
nello sciopero.

• Il governo però optò per una linea morbida, smorzando


gli effetti delle manifestazioni.

• Nel partito socialista finì così per imporsi la tattica


riformista di non votare la fiducia ai governi liberali
(rappresentanti gli interessi della borghesia), ma di
sostenerli nell’eventualità di proposte di legge con finalità
sociali.
Ideato e realizzato da

Renato Curreli
Docente di Storia e Filosofia
Liceo Classico Statale G. M. Dettori – Cagliari

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