Sei sulla pagina 1di 13

LA DIVINA COMMEDIA

DANTE ALIGHIERI
Senso della commedia
• La Commedia parla dei destini dell’umanità compie una lettura puntuale e
insistita della più stretta attualità. Lettura profetica della storia dell’umanità
e autobiografia. (M. Santagata)
• La vicenda del Dante storico viene a coincidere con la vicenda universale
dello spirito dell'uomo», in un incontro tra storia ed eternità (A.M.
Chiavacci) .
• Il libro che parla del valore primario della persona, che non va sottoposto a
nessun altro: la sua dignità suprema, la sua inviolabilità e la sua libertà.
L’idea della libertà, della grande e perfetta razionalità dell’universo,
dominano tutto il poema di Dante
• Il suo viaggio ha un destino provvidenziale e un carattere sovrannaturale
poiché missione voluta da Dio, affinchè D. racconti ciò che ha visto e udito.
LA COMPOSIZIONE
• L’ipotesi più accreditata parla della composizione per intero
dell’Inferno nel 1309, del Purgatorio tra il 1310 e il 1313 e del
Paradiso 1318.
• Dante scrive nel 1315 l’Epistola a Cangrande della Scala (ep.XIII)
dedicandogli il Paradiso : “..Incomincia la Comedìa di Dante
Alighieri di Fiorenza , ne la quale tratta de le pene e punimetni
de’vizi e de’ meriti e premi de le virtù” scritta con l'intento preciso
da Dante dichiarato di “removere viventes in acqua vita” e cioè di
togliere i viventi dal loro stato di infelicità e condurli ad uno stato di
felicità.
• Il testo ci è giunto solo attraverso copie manoscritte essendo andato
smarrito l’autografo originale.
IL GENERE DELLA
COMMEDIA
• La Commedia è un grande testo poetico che ha per oggetto la storia.

• Necessità di contrapporre al nome di tragedìa, aulica e solenne


(Eneide)e al genere elegìaco plebeo e scurrile, un genere che
preveda uno stile intermedio , comico.
• Il poema sarà una commedia perché svolge argomenti avventurosi e
anche drammatici per concludersi in un lieto fine.
• La Commedia è più adatta al volgare, D. a tratti deve inventare dei
termini e molti dei suoi personaggi sono sconosciuti, vengono
direttamente dalla vita di D. stesso.
• D. ha il desiderio di parlare ad un pubblico più vasto
Il tema del viaggio
• Viaggio attraverso i tre regni dell’aldilà. Inferno purgatorio e paradiso. L’argomento è lo “stato
delle anime dopo la morte”, l’oggetto è dunque l’uomo in quanto essere libero che decide il
proprio destino.
• Dante è AUCTOR poiché narra il viaggio e VIATOR poiché lo compie. L’uso della prima persona
è una delle singolari invenzioni della DC.
• Il viaggio deve servire a D. deve fornirgli i mezzi per poter poi ripudiare il peccato e indicare agli
altri, all’umanità intera, la maniera per evitarlo. Il D. viator è uno strumento della “vendetta” di
Dio. Il poeta attua per primo il processo ascetico di prendere coscienza del male.
• Il viaggio si compie infatti in un anno preciso, il 1300 ad un’età di D. specifica, 35 anni, con il
ruolo di poeta e fiorentino, con una biografia fatta di condizione politica, morale, letteraria
concreta.
• Tutto il racconto si presenta come” cammino” di un viaggiatore che tende ad una meta sospirata
per cui la sua vita non è altro che un pellegrinaggio verso la patria che è Dio.
• L’esilio sofferto in vita è riproposto come esilio dalla patria divina oggetto del suo racconto.

• Il percorso sarà quindi ascensionale, dal basso verso l’alto, dalle tenebre alla Grazia Divina.
Il calendario del viaggio
• 1300 anno del Giubileo di Bonifacio VIII primo giubileo
(valore simbolico del pentimento) della storia e il giorno
d’inizio nel venerdì santo(morte di Cristo) 8 aprile 1300,
anche se il passaggio nella “selva” avverrà nella notte del
7. Datazione quindi adatta ad un viaggio che si pone come
purificazione dal peccato e conversione a Dio.
• Uscita dall’Inferno 10 aprile (giorno di Pasqua) per
giungere al Purgatorio in cui inizia il cammino di salvezza.
• Notte tra il 12 e il 13 aprile D. sale al paradiso ed arriva il
14 nell’Empireo.
Topografia della commedia
• D. rispetta la tradizione giudaico-cristiana della cosmologia tolemaica, dell’Etica di
Aristotele interpretata e sviluppata da S.Tommaso, della patristica, della scolastica e del
pensiero dei teologi e dei mistici medievali.
• La sua concezione teologica ed etica è però anche legata alla sua visione ideologico-
politica per cui D. darà a questi luoghi una collocazione geografica precisa proprio in
obbedienza all’estrema storicità dell’opera, di un racconto reale attraverso luoghi reali.
• La Terra è immobile al centro dell’Universo e intorno ad essa ruotano nove cieli al di là
dei quali c’è l’Empireo , il Paradiso vero e proprio.
• Lucifero si trova conficcato nel centro della Terra con il busto e la testa nell’emisfero
boreale e il resto in quello australe. Al centro dell’emisfero boreale si trova
Gerusalemme, mentre dall’altra parte, l’unica terra emersa la montagna del Purgatorio.
Sulla cui cima sorge il Paradiso terrestre. Dio è motore immobile, comprende tutto
senza essere compreso, con il suo amore pervade l’intero mondo attraverso gli angeli
ma non annulla il libero arbitrio perché ciascuno scelga il bene o il male in base alla
propria intelligenza e volontà.
Poema del reale
• Il narratore dell’oltremondo D. è un poeta del mondo terreno e della realtà perché
raffigura ogni elemento in presa diretta dalla maggiore abiezione alla
contemplazione più alta.”sì che dal fatto il dir non sia diverso”.
• Dante interviene sui modi di essere della sua società criticandola aspramente. I
vizi saranno quelli specifici dell’epoca municipalistica in particolare comunale di
Firenze. L’Inferno è rappresentato come lo svelamento nella prospettiva cristiana
del vero aspetto della vita comunale fondata sulla logica del profitto, dell’avidità,
della lussuria.
• Critica rivolta alle due istituzioni della sua epoca: Impero e Chiesa colpevoli di
aver rinunciato alla propria missione temporale e spirituale di guide.
• La Commedia è piena di date, luoghi geografici, fiumi, monti e ogni gesto
diventa fondamentale.
• D. presenta l’uomo così come è.
Poema allegorico
• Il viaggio ha un significato letterale di viaggio compiuto per Grazia e un significato
allegorico-morale dal peccato alla salvezza contemporaneamente dalla corruzione alla
giustizia e alla pace.
• Il viaggio ha un valore allegorico poiché racconta la Verità sotto alle favole (Convivio)

• Ha inoltre un valore morale che guarda all’utilità che si vuole raggiungere

• Infine ha il senso anagogico poiché rimanda un fatto storico ad uno spirituale.

• “Concezione figurale”di Auerbach: tutto quello che avviene sulla terra è provvisorio e
rivela il proprio significato soltanto alla luce della Verità divina. L’incontro di D. con le
anime un tempo personaggi reali, ha lo scopo di cogliere in essi la realizzazione
compiuta di quanto espresso da vivi in maniera figurale.(Virgilio e Beatrice). In D:
l’oltretomba è la vera realtà, il mondo terreno è solo umbra futurorum.
• Nella Commedia il mondo terreno è già interpretato dal giudizio divino.
STRUTTURA e metrica
• La Commedia è organizzata intorno al numero 3.

• E’ divisa in tre parti dette CANTICHE : Inferno, Purgatorio e Paradiso.

• La materia è divisa in CANTI col numero perfetto di 100, 33 per


cantica, più uno introduttivo premesso all’Inferno.
• 14.233 versi raggruppati in TERZINE di ENDECASILLABI a rima
incatenata.
• Tre le fiere, nove i cerchi, nove le cornici, nove i cieli.

• Ogni sesto canto è un canto politico,.

• Tutte le cantiche si concludono con la parola “stelle”


LA LINGUA E LO STILE

• PLURILINGUISMO: ricca e varia in cerca di continui registri


espressivi. Dante usa tutti i dialetti italiani con prevalenza del
fiorentino, ma vi unisce arcaismi, latinismi, provenzalismi, a tratti anche
neologismi.
• PLURISTILISMO: Dal parlato più truce alle sublimi dimostrazioni
teologiche.
• La terzina sarà eccellente nel suo uso logico e argomentativo, ed in D.
acquisterà anche il pregio della narrativa romanzesca e del rigore
dimostrativo.
• SIMILITUDINE: funzione comunicativa ed espressiva. Esse sono nella
DC abbondanti e varie. Il suo modello sono gli autori classici come
Virgilio e Ovidio.
Fonti della commedia

• Tradizione letteraria di visioni allegoriche . (vangeli


apocrifi, De Ierusalem Celesti VERONESE , il libro delle
Tre scritture BONVESIN DE LA RIVA)
• ENEIDE di Virgilio

• La BIBBIA

• Lettura dei classici pagani e cristiani dall’ETICA


NICOMACHEA e della RETORICA di Aristotele , il DE
OFFICIIS di Cicerone ma anche S.Alberto Magno,
S.Bonaventura, S.Tommaso d’Aquino, S.Agostino.

Potrebbero piacerti anche