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COME SI LAVORA IN GRUPPO?

Lavorare in gruppo in modo efficace non è affatto semplice perché


bisogna:
• Integrare personalità diverse (passando dall’«io» al «noi»).
• Interagire con stili comunicativi differenti dal proprio
• Mantenere il focus (attenzione, impegno ecc.) sull’obiettivo da
raggiungere
• Rispettare le regole e i ruoli
• Coniugare le esigenze e le aspettative individuali con quelle degli altri
membri del gruppo
• Gestire le emozioni (dentro di sé e nel rapporto con gli altri)
• Gestire i conflitti
• Esercitare uno stile di leadership adeguato
L’INTELLIGENZA EMOTIVA NEL LAVORO DI
GRUPPO
• L’intelligenza emotiva (IE) è una
dimensione fondamentale dell’intelligenza
umana: riguarda la capacità di riconoscere,
comprendere e utilizzare in modo
consapevole le proprie e altrui emozioni.
• Alla persona che lavora in un gruppo si
richiedono non solo abilità tecniche,
organizzative ed operative, ma anche
competenze emotive.
• Le emozioni sono «contagiose»: se nel
gruppo si instaura un clima emotivo
positivo, la comunicazione è più fluida, la
fiducia e la collaborazione aumentano, i
problemi possono essere affrontati in
maniera più efficace. Tutto questo
mantiene e/o rafforza le emozioni positive
(«circolo virtuoso»).
INTELLIGENZA EMOTIVA: CINQUE
CARATTERISTICHE DI BASE (Goleman, 1995)

• 1) Consapevolezza di sé: conoscere i propri bisogni, desideri,


aspettative («Conosci te stesso!»).
• 2) Controllo di sé: controllare e gestire le emozioni in modo
appropriato alle diverse situazioni (senza negarle o soffocarle).
• 3) Motivazione di sé: motivare se stessi, in rapporto alle decisioni da
prendere e agli obiettivi da raggiungere.
• 4) Empatia: entrare in un flusso di contatto con l’altro («sentire ciò che
l’altro sente»), evitando di formulare giudizi e di attribuire etichette.
• 5) Gestione delle relazioni: sviluppare le «arti sociali» (analizzare
situazioni sociali, comunicare efficacemente, stabilire legami,
negoziare soluzioni, ecc.).
• Secondo Goleman, l’empatia si basa
sull’autoconsapevolezza: quanto più siamo
aperti sulle nostre emozioni, tanto più saremo
bili nel comprendere gli altri e nel leggere i
loro stati d’animo
ASSERTIVITÀ: UNA RISORSA PER L’INDIVIDUO
E PER IL GRUPPO
• L’«assertività» (da asserire: affermare) è una caratteristica psicologica e comportamentale
che risulta preziosa per la consapevolezza di sé e per la comunicazione all’interno del gruppo.
• Indica la capacità di esprimere chiaramente ed affermare la propria posizione (un’idea, un
valore, un problema, un bisogno, un’emozione ecc.), mantenendo al tempo stesso un
atteggiamento di apertura, curiosità e rispetto per il punto di vista altrui.
• Il messaggio assertivo opera dunque una sintesi concreta ed efficace tra due poli opposti: a)
l’Affermazione di sé, b) l’Ascolto dell’altro.
• È una competenza naturale (es. nei bambini più piccoli), che viene rafforzata o indebolita da
determinati fattori sociali e che possiamo sempre «recuperare» nelle situazioni in cui ne
abbiamo bisogno.
• Ci aiuta non solo a comunicare meglio con gli altri nella vita quotidiana, ma anche a fare
emergere nuove idee, proposte, strategie, soluzioni quando dobbiamo risolvere insieme un
problema (problem solving) o collaborare per il raggiungimento di un obiettivo comune.
• Contesti della comunicazione assertiva: famiglia, scuola, relazioni sentimentali, lavoro,
politica, ecc.
STILI COMUNICATIVI: UN ESEMPIO

Problema: Giuseppe ha un appuntamento


importante con un nuovo cliente, ma non
riesce a trovare le chiavi della sua macchina. ll
messaggio comunicativo, rivolto alla moglie e
al figlio che sono con lui in quel momento, può
seguire tre modalità diverse:

• Modalità aggressiva: «Si può sapere dove


avete messo le mie chiavi? Siete i soliti
stronzi!»
• Modalità passiva: «Non è possibile! In
questa casa non si trova mai niente. Farò
un pessima figura con il cliente…»
• Modalità assertiva: «Sto cercando le mie
chiavi e non riesco più a trovarle. Sono
preoccupato di arrivare tardi
all’appuntamento. Potete darmi una
mano?»