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RISCHIO ELETTRICO

Formazione in materia di sicurezza e salute nel lavoro


sensi del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 “Testo Unico sulla Sicurezza”

Formazione LAVORATORI
ACCORDO STATO-REGIONI del 21/11/2011

Formazione SPECIFICA
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

RISCHIO ELETTRICO

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RISCHIO ELETTRICO

PROGRAMMA
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

1. Introduzione (corrente elettrica)


2. Alcune definizioni
3. Riferimenti Normativi
4. Principali rischi ELETTRICI
5. Uso dei DPI
6. Impianti nei cantieri
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RISCHIO ELETTRICO

1. INTRODUZIONE
CORRENTE ELETTRICA
Concetti di base

Intensità di corrente
L’intensità di corrente I è definibile come la
quantità di carica elettrica che attraversa una
sezione di un conduttore nell’unità di tempo.
L’intensità di corrente è una grandezza scalare,
l’unità di misura è l’ampere (A) e si misura con
l’amperometro, uno strumento che sfrutta
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l’effetto magnetico delle correnti.


Carica elettrica
La definizione quantitativa di unità di carica
elettrica segue immediatamente da quella di
Ampère. Con carica elettrica si intende il prodotto
dell’intensità di corrente I per l’intervallo di tempo
∆t di osservazione. Essa si chiama anche quantità di
elettricità o quantità di carica. L’unità di carica
elettrica, Q, nel SI è il Coulomb (C).
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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

Prima di conoscere il reale moto delle cariche in un conduttore, era stata già
stabilita una direzione convenzionale della corrente elettrica: per convenzione la
corrente scorre dal polo positivo a quello negativo ed è dovuta ad una
migrazione di cariche positive.
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in realtà si verifica un flusso di elettroni negativi.

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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

Tensione o potenziale
Perché ci sia corrente elettrica, deve esistere un campo di forze, ovvero una
differenza di potenziale agli estremi del conduttore.

La tensione elettrica è la causa


della corrente. La tensione si
genera dalla separazione di carica.
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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

La pila

Schema di funzionamento di una pila Daniell (1836)


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L'ossidazione La riduzione
corrisponde perciò corrisponde perciò
alla cessione di all'assorbimento di
elettroni (cariche elettroni (cariche
elettriche negative) elettriche negative)

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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

Analogia con un circuito idraulico


Si può paragonare la corrente elettrica,
generata dal movimento di portatori di
carica elettrica (elettroni) in materiali
conduttori, al flusso di un liquido attraverso
un tubo.

Così come la differenza di livello tra due liquidi è in grado di creare una corrente
del liquido, è necessaria una differenza di potenziale elettrico per far muovere le
cariche.
La quantità di acqua che passa nel tubo nell’unità di tempo viene chiamata
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portata, cioè q =V/t dove V è il volume dell’acqua e t è il tempo.

In modo analogo si definisce intensità di corrente elettrica la quantità di cariche


elettriche che transitano nella sezione di un conduttore nella unità di tempo,
ovvero I = Q/t
Nel Sistema Internazionale, la carica elettrica si misura in coulomb (simbolo C), e
la corrente elettrica in Ampère (simbolo A).
Ma anche I=V/R come q=Δquota/scabrezza

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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

La pompa è caratterizzata dalla differenza di


pressione ai suoi due estremi, che indichiamo
con Δp , pari al rapporto tra l’energia (E)
necessaria per mandare in circolo un volume
d'acqua e il volume stesso (V), cioè Δp = E V .

In modo simile, la differenza di potenziale elettrico (o tensione) genera una


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corrente elettrica. Man mano che fluisce, la corrente tende ad annullare la


differenza di potenziale iniziale, a meno che non intervenga un componente con
compito analogo a quello della pompa idraulica. Tale compito è svolto da un
generatore di tensione elettrico, un dispositivo che consente di mantenere ai suoi
capi una differenza di potenziale costante e quindi un flusso di corrente
all’interno del circuito.

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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

Il circuito elettrico è un percorso chiuso nel quale si muovono


gli elettroni. Alcuni elementi che possiamo trovare in un
circuito elettrico sono stati descritti nei paragrafi precedenti:
conduttori, interruttori, resistori, generatori e condensatori.
In particolare, in un circuito possiamo avere un utilizzatore che
ha la funzione di assorbire e quindi utilizzare l'elettricità. Sono
utilizzatori ad es. le lampade, gli elettrodomestici, ecc.

Una differenza che si


può notare tra il
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circuito elettrico e
quello idraulico, è che
mentre nel primo
l’interruttore deve
essere chiuso perché
possa passare
elettricità, nel secondo
il rubinetto deve essere
aperto perché possa
passare l’acqua.
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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

Analogia tra un circuito idraulico (a sinistra) e un circuito elettrico (a destra): la differenza di


potenziale elettrico tra i due punti A e B del circuito elettrico è analoga alla differenza di
pressione tra i due punti A e B del circuito idraulico corrispondente.
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Nella figura sono indicati inoltre i seguenti dispositivi, tra loro analoghi:
1 - pompa idraulica / generatore di tensione;
2 - turbina / lampadina;
3 - condotta e scabrezza/ resistore;
4 - valvola di chiusura / interruttore.

1 volt è la differenza di potenziale elettrico fra due punti di un conduttore


metallico, nel quale, per far scorrere una corrente costante di 1 A fra i punti dati,
si deve dissipare la potenza di 1 watt

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Prima Legge di Ohm: Resistenza elettrica
Corrente te elettrica
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Seconda legge di Ohm: Resistività

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Corrente elettrica
RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

La resititività è una caratteristica fisica dei materiali, più è alta, più la


corrente fa fatica a passare (25 ordini di grandezza).
Materiale Resistività (Ωm)
Argento 0,0159 × 10-6
Rame 0,017 × 10-6
Oro 0,0244 × 10-6
Alluminio 0,0282 × 10-6
Tungsteno 0,056 × 10-6
Ottone 0,07 × 10-6
Ferro 0,1 × 10-6
Platino 0,11 × 10-6
Acciaio 0,12 × 10-6
Piombo 0,22 × 10-6
Nickelcromo
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(Una lega di nichel e cromo usata negli elementi 1,50 × 10-6


riscaldanti)

Nitinol 0,80 × 10-6


(Una lega a memoria di forma a base di nichel e titanio)
Carbonio 35 × 10-6
Germanio 0,46
Silicio 640
Vetro tra 1010 e 1014
Gomma dura circa 1013
Zolfo 1015
Quarzo fuso 75 × 1016
Pelle umana circa 5,0 × 105

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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

In elettrotecnica la Potenza è in particolare il lavoro elettrico svolto su una carica


elettrica da un campo elettrico nell'unità di tempo, che tramite le grandezze comunemente
impiegate si esprime come:
Elettrodomestici che
scaldano molto (phon,
forno) sono dotati di alte
Tale fenomeno è detto Effetto JOULE. resistenze e quindi
richiedono molta potenza!!!

Facciamo un esempio.
P = 1.000 W (watt)
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T = 3.600 s (secondi) = 1h (1 ora)

E = P · T = 1.000 · 3.600 = 3.600.000 J ovvero 1 kW/h.

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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

Esempi

Una stufa da 1000 watt (1 kW) accesa per un'ora utilizza un chilowattora (pari a
3,6 megajoule) di energia.

Una lampadina da 60 watt accesa per un' ora consuma 0,06


chilowattora di elettricità.

Una lampadina da 60 watt accesa per mille ore (200 giorni per cinque
ore al giorno) consuma 60 chilowattora di elettricità.
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RISCHIO ELETTRICO Corrente alternata o corrente continua ?  Corrente elettrica

Il settore civile e terziario, case, uffici, negozi, studi, laboratori, etc. è sommerso
da alimentatori che convertono la tensione alternata di rete a 230 V in tensione
continua, in genere nel range 3-24 V, per alimentare ogni genere di dispositivi:
dai televisori, ai computer, dai cellulari alle stampanti, dagli stereo agli scanner,
dai lettori CD/DVD ai fax/modem, etc. Ed il numero di questi ed altri dispositivi
elettronici, le cui schede si nutrono di corrente continua, tende sempre di più ad
aumentare col tempo. Il trasporto di corrente avviene, però in alternata.

Il sistema di generazione e di distribuzione in alternata trifase, fu inventato nel


diciannovesimo secolo da Nicola Tesla. Il suo sistema di distribuzione a corrente
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alternata (240 V, 60 Hz) lo mise in contrasto con Thomas Edison, strenuo


difensore del sistema a 110 V in corrente continua. Dopo una lunga “guerra delle
correnti” tra i due, sappiamo come andò a finire: prevalse il più efficiente
sistema in corrente alternata, soprattutto a causa della facilità con la quale i
trasformatori permettevano (e permettono tuttora) di aumentare la tensione
AC, consentendo una trasmissione dell'energia elettrica su grandi distanze con
perdite limitate.

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RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica
ESEMPIO:

Nelle normali lampadine che abbiamo in casa scorre corrente alternata,


ma noi non avvertiamo questa alternanza di picchi di corrente, perché?

Entra in gioco il concetto di frequenza

Hz (Herz) = misura della


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frequenza, quanti cicli


completi della sinusoidale in
un secondo, 50 Hz sono 50
cicli in 1 secondo, cioè 1
ogni 20 millisecondi
(invisibile all’occhio umano
che non percepisce gli «alti
e bassi»).

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RISCHIO ELETTRICO Corrente alternata Corrente elettrica

La corrente alternata
(CA o AC dall'inglese: Alternating Current) è una
corrente, generalmente si intende una corrente
elettrica, caratterizzata da una intensità variabile
nel tempo.

Grafico del valore della tensione effettiva


1) tensione di picco
2) tensione picco picco
3) valore efficace
4) periodo
Corrente alternata trifase
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Si può considerare un generatore trifase come


costituito da tre generatori singoli di corrente
alternata con la stessa frequenza ma con le fasi
traslate o sfasate di 120°. Lo schema a destra
mostra come la somma delle tensioni (phase) dei
tre generatori sia sempre pari a 0 Volt.

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Corrente elettrica
RISCHIO ELETTRICO Corrente elettrica

La corrente elettrica è: silenziosa, invisibile, inodore,


insapore.
(Anonimo)
La corrente elettrica è pericolosa!
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RISCHIO ELETTRICO

2. ALCUNE DEFINIZIONI
PRINCIPALI DEFINIZIONI
Estratte da norme CEI

LAVORO ELETTRICO

LAVORO ELETTRICO FUORI TENSIONE

IDONEITÀ A SVOLGERE LAVORI ELETTRICI


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MASSA

MASSA ESTRANEA

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RISCHIO ELETTRICO Alcune definizioni

LAVORO ELETTRICO
(CEI EN 50110-1 - art. 3.4.2)
Lavori su, con o in prossimità di un impianto elettrico quali:
 Montaggi e ampliamenti
 Riparazioni, sostituzioni, modifiche
 Prove e misure
 Ispezioni
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RISCHIO ELETTRICO
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 Alcune definizioni

LAVORO ELETTRICO FUORI TENSIONE


(CEI EN 50110-1 - art. 3.4.8)
Attività lavorativa su impianti elettrici, che non sono attivi e non hanno carica
elettrica, eseguita dopo aver messo in atto tutte le misure per prevenire il
pericolo elettrico.

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RISCHIO ELETTRICO Alcune definizioni

LAVORO ELETTRICO SOTTO TENSIONE


(CEI EN 50110-1 - art. 3.4.4)
Tutti i lavori in cui un lavoratore viene a contatto deliberatamente con le parti
attive o raggiunga l’interno della zona di lavoro sotto tensione con parti del suo
corpo o con attrezzi, con equipaggiamenti o con dispositivi che vengono
maneggiati.
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IDONEITÀ A SVOLGERE LAVORI ELETTRICI


(CEI 11-27)
Condizione per la quale una persona può avere riconosciuta la capacità tecnica
ad eseguire specifici lavori sotto tensione.
L'idoneità, inoltre, sottende il possesso di un insieme di qualità personali e
professionali della persona interessata.

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RISCHIO ELETTRICO Alcune definizioni

MASSA
(CEI 64-8 - art. 23.2)
Parte conduttrice di un componente elettrico che può essere toccata e che non è
in tensione in condizioni ordinarie, ma che può andare in tensione in condizioni
di guasto. (Scatola metallica di un apparato elettrico, che si comporta come
una gabbia di Faraday, che in seguito ad un guasto dell'isolamento può andare
a contatto con la tensione di rete ed essere pericolosa. In letteratura scientifica
è anche chiamata col termine inglese chassis)
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in parole povere:
parte conduttrice che contiene o sostiene un impianto elettrico

se questa può essere toccata da un soggetto deve avere lo stesso suo potenziale,
quindi dovremo attaccarla ad un conduttore di protezione.

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RISCHIO ELETTRICO Alcune definizioni

MASSA ESTRANEA
(CEI 64-8 - art. 23.3)

Parte conduttrice non facente parte dell’impianto elettrico in grado di introdurre


un potenziale, generalmente il potenziale di terra.
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Una struttura non facente parte


dell’impianto elettrico si considera
“massa estranea”

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RISCHIO ELETTRICO

3. RIFERIMENTI NORMATIVI
LEGGI E NORME
Testo unico e le norme tecniche

 TESTO UNICO SULLA SICUREZZA (D. LGS. 81/2008 e s.m.i.)


 NORME CEI applicabili richiamate dal D. Lgs. 81/08

 CEI 11-27 “Lavori su impianti elettrici”


 CEI EN 50110-1 “Esercizio degli impianti elettrici”
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 CEI EN 60204-1 “Sicurezza del Macchinario – Equipaggiamento


elettrico delle macchine – PARTE 1: Regole generali”
…………… e altre ………………………

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Riferimenti normativi
RISCHIO ELETTRICO

MARCATURA E MARCHIATURA
Marcatura CE

Marcatura CE e marchi di conformità


Il Decreto Legislativo 25 novembre 1996, n. 626 (D.L. n. 626, 1996) relativo all’attuazione
della direttiva 93/68/CEE ha introdotto anche in Italia l’obbligo della marcatura CE del
materiale elettrico destinato a essere utilizzato entro taluni limiti di tensione, generando
talvolta confusione tra marcatura e marchiatura.
La marcatura CE è applicata dallo stesso costruttore (importatore o mandatario) che ha
costruito e/o messo in commercio il materiale in Europa. L’apposizione della marcatura CE
si effettua in alternativa, sul prodotto, sull’imballo, sulle avvertenze d’uso, sulla garanzia
ecc. e deve essere visibile, leggibile e indelebile.
La marcatura CE è obbligatoria e
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indica espressamente la rispondenza


di quel prodotto ai requisiti essenziali
di tutte le direttive europee che lo
riguardano e che costituiscono l’unico
vincolo tecnico obbligatorio. È lo
stesso costruttore che stabilisce per il
suo materiale l’applicabilità dell’una
e/o dell’altra direttiva.

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RISCHIO ELETTRICO
Marchiatura

La marchiatura invece, può essere richiesta dal costruttore (NON È UN MARCHIO


OBBLIGATORIO), per alcuni prodotti di grande serie, a specifici enti (in Italia all’Istituto per
il Marchio di Qualità IMQ).
Il marchio IMQ è previsto per materiale elettrico destinato ad utenti non addestrati e, per
fornire ad essi la massima garanzia, viene concesso a determinate condizioni, in
particolare:
• riconoscimento dei sistemi di controllo e di qualità del costruttore;
• approvazione del prototipo con prove di tipo;
• controllo della rispondenza della produzione al prototipo, su campioni prelevati dal
mercato.
L’aver sostenuto una serie di prove secondo
la normativa europea presso un laboratorio
riconosciuto per ottenere il marchio di
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qualità, abilita alla concessione del marchio


presso un altro paese CEE senza la necessità
di prove supplementari. Il Marchio di qualità
coesiste con la marcatura CE e nel caso
quest’ultima preveda l’avvallo di enti terzi,
l’istituto del Marchio può rivestire tale
funzione.
Il marchio attesta la conformità alle norme
tecniche e si rivolge al mercato, mentre la
marcatura CE attesta la conformità ai
requisiti essenziali delle direttive europee e
si rivolge prevalentemente all’autorità di
controllo e/o giudiziaria.
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RISCHIO ELETTRICO

DECRETO LEGISLATIVO N. 81/2008


TITOLO III - CAPO III - IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE:

Articolo 80 - Obblighi del datore di lavoro


1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano
salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei
materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione
ed, in particolare, da quelli derivanti da:
a) contatti elettrici diretti;
b) contatti elettrici indiretti;
c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature
pericolose, archi elettrici e radiazioni;
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d) innesco di esplosioni;
e) fulminazione diretta ed indiretta;
f) sovratensioni;
g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.

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RISCHIO ELETTRICO RIF. LEGISLATIVI – D. Lgs. 81/2008

2. A tale fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui al
precedente comma 1, tenendo in considerazione:
a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali
interferenze;
b) i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili.
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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

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Categorie
RISCHIO ELETTRICO RIF. LEGISLATIVI – D. Lgs. 81/2008

Articolo 81 - Requisiti di sicurezza


1. Tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonché le installazioni e gli
impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati, realizzati e costruiti a
regola d’arte.
2. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari di recepimento
delle Direttive comunitarie di prodotto, i materiali, i macchinari, le
apparecchiature, le installazioni e gli impianti di cui al comma precedente, si
considerano costruiti a regola d’arte se sono realizzati secondo le pertinenti
norme tecniche.
3. Comma abrogato dall’art. 50 del D.Lgs. 3 agosto.
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Dichiarazione
Di
Conformità

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RISCHIO ELETTRICO

4. PRINCIPALI RISCHI ELETTRICI


PERICOLI ELETTRICI
Rischi di natura Elettrica
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RISCHIO ELETTRICO Contatti diretti ed indiretti

Contatti diretti:
Contatto con una parte dell’impianto normalmente
in tensione, quale un conduttore, un morsetto,
l’attacco di una lampada, divenuti casualmente
accessibili.
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Il contatto diretto è ritenuto il più pericoloso,


essendo il soggetto sottoposto alla piena
tensione verso terra del sistema elettrico.

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RISCHIO ELETTRICO Contatto diretto - Definizione

CONTATTO DIRETTO
CEI 64-8/2
Si parla di contatto diretto quando si entra in contatto con una parte attiva
dell'impianto e cioè con conduttori che sono normalmente in tensione, ad
esempio i conduttori di una linea elettrica compreso il neutro ma escluso il
conduttore PEN (protezione+neutro).
Il contatto diretto può avvenire anche tramite una parte conduttrice purché non
sia una massa o in contatto con una massa. (CEI 64-8 art. 23-5 )
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RISCHIO ELETTRICO Contatti diretti

ESEMPI DI CONTATTI DIRETTI:


 TOCCARE UN FILO SCOPERTO.
 TOCCARE LA MORSETTIERA DI UN MOTORE ELETTRICO.
 TOCCARE LA GHIERA METALLICA DI UN PORTALAMPADE.
 TOCCARE LA VITE DI UN MORSETTO.
 ETC…
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RISCHIO ELETTRICO Contatti diretti ed indiretti

Il contatto indiretto è però molto più


subdolo.
Contatti indiretti:
contatto di persone con una massa, ad
esempio la carcassa di un motore, o con una
parte conduttrice connessa con la massa,
durante un guasto di isolamento.
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RISCHIO ELETTRICO Contatti indiretti

ESEMPI DI CONTATTI INDIRETTI:


 TOCCARE CUSTODIE O CARCASSE METALLICHE DI
APPARECCHI ELETTRICI CHE SONO IN TENSIONE A CAUSA DI
UN GUASTO INTERNO.
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RISCHIO ELETTRICO Contatto indiretto - Definizione

CONTATTO INDIRETTO
CEI 64-8/2
Un contatto indiretto è il contatto di una persona con una massa o con una parte
conduttrice a contatto con una massa durante un guasto all’isolamento (ad
esempio la carcassa di un elettrodomestico).

Contatto con parti MASSE o MASSE


ESTRANEE normalmente non in
tensione
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ATTENZIONE!!
Mentre ci si può difendere dal contatto diretto, mantenendosi a
distanza dal pericolo visibile, nel contatto indiretto, essendo un
pericolo invisibile, ci si può difendere solo con un adeguato
sistema di protezione (CEI 64-8 art 23-6)
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RISCHIO ELETTRICO

Incendio di origine elettrica

È un incendio dovuto ad una anomalia dell’impianto elettrico che causa l’innesco


della combustione, ad es. sovraccarico, sotto dimensionamento dei cavi elettrici
etc.
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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

Sistemi di protezione
PROTEZIONE DAI CONTATTI

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RISCHIO ELETTRICO Rischio elettrico

PER LA SICUREZZA ELETTRICA :


DOPPIO ISOLAMENTO: non si deve fare affidamento all’isolamento funzionale
È necessario aggiungere un ulteriore isolamento, il cui scopo è di protezione

ISOLAMENTO PRINCIPALE O FONDAMENTALE


Isolamento utilizzato a scopo di protezione

In un trasformatore o motore, dopo aver isolato le spire con


ESEMPIO isolamento funzionale, si protegge l’insieme con involucro isolante
in modo da evitare il contatto “operatore - avvolgimenti”
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Involucro ---> isolamento principale

ESEMPIO

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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

ESEMPIO

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Rischio elettrico
RISCHIO ELETTRICO

DOPPIO ISOLAMENTO

Il doppio isolamento consiste nel realizzare un ulteriore isolamento oltre


all'isolamento principale in modo da ritenere estremamente improbabile un
guasto che possa portare in tensione un'eventuale parte metallica dell'impianto.
In pratica si può dire che il doppio isolamento "elimina" le masse elettriche nel
senso che non esistono più parti di apparecchio od impianti che possano
andare in tensione per un guasto. Le apparecchiature così costruite sono
contrassegnate dal simbolo di due quadrati concentrici e denominate di classe II.

Anche se dotate di parti metalliche, la norma vieta di collegarle a terra.


E' infatti ritenuta minore la probabilità di un cedimento dell'isolamento doppio o
rinforzato rispetto alla possibilità che, a causa del collegamento a terra, la parte
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metallica  possa assumere tensioni pericolose, per un guasto senza intervento di


protezioni.

Funzionalmente equivalente al doppio isolamento è l'isolamento rinforzato. La


differenza è costruttiva. Il doppio isolamento ha due isolamenti distinti, mentre
l'isolamento rinforzato è unico ma è costruito con caratteristiche meccaniche
ed elettriche equivalenti al doppio isolamento.
Sia gli apparecchi con doppio isolamento sia quelli con isolamento rinforzato
sono contrassegnati dal doppio quadro stampigliato in targa in modo indelebile.
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RISCHIO ELETTRICO Rischio elettrico
CLASSIFICAZIONE APPARATI
LE NORME SUDDIVIDONO LE APPARECCHIATURE IN 4 CLASSI
. CLASSIFICAZIONE APPARATI

CLASSE 0 Apparecchiature che per la protezione da scossa elettrica sono dotate


solamente di isolamento principale (cioè delle parti in tensione,
necessario per evitare scosse elettriche). Ciò implica che non è previsto
alcun dispositivo per la connessione di eventuali parti conduttrici
accessibili al conduttore di protezione dell’impianto elettrico fisso
(terra) ; in caso di guasto dell’isolamento principale, la protezione
rimane affidata all’ambiente che circonda l’apparecchio.
Da molti anni gli apparecchi di Classe 0 non vengono più fabbricati e
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sono stati eliminati dalla normalizzazione internazionale. Tuttavia, in


alcuni Paesi, questo tipo è ancora presente, in particolare nelle vecchie
installazioni.
CLASSE 1 Apparecchiature nelle quali, oltre all’isolamento principale, è
previsto un sistema di protezione basato sul collegamento di tutte le
parti conduttrici accessibili dall’operatore ad un conduttore di terra
facente parte dell’impianto elettrico fisso
Hanno spina a tre poli: P, N e PE
ES. lavatrici, lavastoviglie, forni elettrici
Simbolo di messa a terra 47
RISCHIO ELETTRICO Rischio elettrico

CLASSE 2
Apparecchiature nelle quali, oltre all’isolamento principale, è
posto un isolamento supplementare (doppio o rinforzato)

Non hanno conduttore di terra (spina a due


poli: P, N)
Vengono contrassegnati con il simbolo:

Esempio: elettrodomestici portatili utilizzati in ambiente residenziale

Apparecchiature nelle quali la tensione massima che ogni loro


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punto può assumere anche in caso di guasto è molto bassa,


inferiore a circa 50 V

Non ci può essere pericolo di contatto accidentale dell’operatore


con parti in tensione

Non serve nessun collegamento di terra

ES. TV, l'asciugacapelli, le radio, videoregistratori e DVD

48
RISCHIO ELETTRICO Rischio elettrico

CLASSE 3
Un apparecchio viene definito di Classe III quando la protezione contro la
folgorazione si affida al fatto che non sono presenti tensioni superiori alla
bassissima tensione di sicurezza SELV (Safety Extra-Low Voltage). In pratica tale
apparecchio viene alimentato o da una batteria o da un trasformatore SELV.
La tensione prodotta, inferiore ai 25V (alternata) o 60V (continua), è bassa al
punto da non essere normalmente pericolosa in caso di contatto con il corpo
umano. Le misure di sicurezza previste per le classi I e II non sono necessarie.
Gli apparecchi di Classe III non devono essere provvisti di messa a terra di
protezione.
È interessante notare che le norme internazionali IEC (International
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Electrotechnical Commission) relative agli apparecchi elettromedicali non


riconoscono gli apparecchi di classe III, poiché la sola limitazione della tensione
non è ritenuta sufficiente ad assicurare la sicurezza del paziente.

49
RISCHIO ELETTRICO

MESSA A TERRA

• Tra tutti i requisiti di sicurezza che devono essere presenti in un impianto il più
importante è senza dubbio il sistema di messa a terra.
• Questo accorgimento ha lo scopo di scaricare a terra le correnti che si possono
attivare a seguito di alcuni guasti e che, se non «guidate» verso terra, possono
produrre gravi danni.
• Concretamente l'impianto di messa a terra si compone di un terzo filo (oltre ai
due di fase) di colore giallo/verde.
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RISCHIO ELETTRICO Sistemi di protezione

La messa a terra delle masse non è l'unico modo per la protezione dai contatti
indiretti.

Ricordiamo che per contatto indiretto si intende il contatto con una parte che fa
parte dell'impianto elettrico ma non è normalmente in tensione durante il
funzionamento.
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RISCHIO ELETTRICO

IMPIANTO DI TERRA
IMPIANTO di TERRA (cenni)

Negli edifici civili la protezione impiantistica fondamentale consiste nel realizzare


un impianto di messa a terra chiamato più semplicemente impianto di terra.
In teoria collegare una massa a terra vuol dire stabilire un collegamento elettrico
tra la massa e il terreno a potenziale zero; in pratica, collegare una massa a terra
vuol dire collegarla ad un dispersore cioè ad un elemento metallico in contatto
elettrico con il terreno.
Questo collegamento ha lo scopo di impedire che tali masse assumano, in caso
di guasto, potenziali verso terra pericolosi per le persone che ne vengono a
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

contatto, e provocare contemporaneamente l’intervento dei dispositivi di


protezione (posti a monte dell’impianto elettrico) atti ad interrompere
tempestivamente l’alimentazione elettrica.

Quindi l’impianto di terra deve disperdere facilmente nel terreno le correnti


elettriche che si manifestano in corso di guasto, in modo da abbassare il più
possibile i valori delle tensioni di contatto.

52
RISCHIO ELETTRICO

DIFFERENZIALE
Interruttore differenziale

→ È una protezione addizionale contro i contatti indiretti;


→ L’interruttore differenziale blocca il passaggio di corrente quando riscontra
una differenza di corrente nel circuito (la differenza viene quantificata in
base al tipo di interruttore scelto);
→ CEI 64-8/5 lo considera anche protezione addizionale contro i contatti
diretti se ha corrente nominale di intervento non superiore a 30 mA.
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

53
RISCHIO ELETTRICO Interruttore differenziale

• Come misura di protezione addizionale (che non dispensa dall’applicazione di


una delle misure precedenti) possono essere utilizzati interruttori differenziali
ad alta sensibilità (salvavita).
• Questi non evitano la scossa elettrica, ma hanno unicamente la funzione di
limitare nel tempo il passaggio della corrente elettrica attraverso il corpo
umano.

• Ricordarsi che:
– è opportuno verificare periodicamente la funzionalità di tali dispositivi
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

agendo sull’apposito pulsantino di prova;


– gli interruttori differenziali non intervengono per un contatto tra due fasi
(es. mano-mano).

54
RISCHIO ELETTRICO Interruttore differenziale

• Normalmente il quadro elettrico contiene un un interruttore differenziale ed


alcuni interruttori di tipo magnetotermico con cui si comandano e si
proteggono i circuiti luce e i circuiti che alimentano le prese.

• Quest’ultimo racchiude due interruttori:


– uno termico che interviene per sovraccarico ovvero quando assorbiamo
più corrente del consentito o quando viene riscontrato un
surriscaldamento dell’impianto: il sensore all’interno dell’interruttore si
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

riscalda provocando lo scatto.


– uno magnetico che scatta a causa di un istantaneo e consistente
aumento della corrente, ben oltre il limite consentito. Questa situazione
è tipica del cortocircuito.

ECCO COME FUNZIONANO I DUE INTERRUTTORI

55
RISCHIO ELETTRICO

SEPARAZIONE ELETTRICA
La separazione elettrica consiste invece nell'alimentare i circuiti interessati, per
i quali ad esempio si desidera assolutamente la continuità del servizio, 
mediante opportuno trasformatore di isolamento (permette di evitare
l'interruzione in caso di guasto; esso viene utilizzato nel locali ad uso medico).
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

Per circuiti poco estesi può essere conveniente adottare la protezione per
separazione elettrica. Le parti attive del generatore e dei circuiti sono isolate da
terra, un guasto su un apparecchio non è pericoloso per la persona a contatto
con la massa perché, mancando il collegamento a terra di un punto del circuito
separato, la corrente di guasto non può richiudersi verso terra.
56
RISCHIO ELETTRICO

Grado di Protezione IP

La norma CEI EN 60529/1997 (ex CEI 70-1) classifica i gradi di protezione degli involucri


per apparecchiature elettriche.

Le lettere IP del codice sono seguite da due cifre indipendenti e talvolta da lettere. Nel
caso in cui il grado di protezione corrispondente a una delle cifre non sia precisato (perché
non sia necessario o perché non sia conosciuto) viene sostituito con una X.

Prima cifra
La prima cifra caratteristica indica simultaneamente la protezione delle persone contro
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

l’accesso a parti pericolose e la protezione dei materiali contro la penetrazione dei corpi
estranei.

Seconda cifra
La seconda cifra caratteristica del codice IP indica il grado di protezione contro gli effetti
dannosi della penetrazione dell’acqua. È precisato che le prove sono effettuate con acqua
dolce senza agenti tensioattivi.

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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

59
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

60
Grado di protezione
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

61
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

62
Grado di protezione
RISCHIO ELETTRICO L’elettrocuzione

SCOSSAAAAAAAAAA!!!!!!!!
• L’evento elettrocuzione si manifesta quando, in seguito
all’applicazione di una differenza di potenziale fra due o più
punti del corpo umano, questo viene percorso da corrente.
• La condizione di elevato pericolo è direttamente
proporzionale:
– all’intensità di corrente attraverso il corpo umano;
– durata del contatto con parti in tensione (msec.).
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

• Inoltre anche il percorso della corrente è un fattore


importante e concorre a determinare l'entità del danno
per la salute.

63
RISCHIO ELETTRICO Elettrocuzione

Calcoliamo la
corrente elettrica.
QUANTA
CORRENTE?
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

Quanta intensità di corrente può passare


su un corpo umano?

64
RISCHIO ELETTRICO Elettrocuzione

• Esempio in corrente alternata :


– resistenza media del corpo umano bagnato (Ohm) di circa 1000 OHM;
– contatto con un
impianto a
230 Volt;
– Il rapporto tra i 2 dà una corrente di 0,23 A che passano nel nostro corpo
se inavvertitamente tocchiamo la rete casalinga di corrente elettrica
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

• La corrente continua è normalmente meno pericolosa della corrente


alternata: infatti il valore di corrente continua ritenuto potenzialmente
in grado di innescare il fenomeno della fibrillazione ventricolare è circa
4 VOLTE più elevato di quello corrispondente in corrente alternata.

65
RISCHIO ELETTRICO

ELETTROCUZIONE

Affinché il corpo umano sia attraversato da una


corrente elettrica, cioè subisca una scossa
elettrica, deve essere sottoposto a una
differenza di potenziale
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

Fra due punti differenti del corpo devono


essere applicate due differenti polarità o due
differenti fasi riconducibili a uno stesso sistema
elettrico

66
RISCHIO ELETTRICO Elettrocuzione

Una delle due parti che partecipano al formarsi della d.d.p. può
essere anche il terreno o qualsiasi elemento conduttore che si
trova in contatto con esso (anche l’impianto di terra)
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

Si instaura un circuito elettrico tra noi ed il


terreno

67
RISCHIO ELETTRICO

ELETTROFISIOLOGIA
Effetti della Corrente Elettrica sul Corpo Umano

Fin dagli esperimenti di Luigi Galvani (1790) è noto che l’attività biologica si
accompagna ad una attività elettrica. Quindi è facile intuire come correnti
elettriche esterne, sommandosi alle piccole correnti fisiologiche interne, possano
alterare le funzioni vitali dell’organismo, fino a provocare effetti letali.
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

68
RISCHIO ELETTRICO Elettrocuzione

Gli effetti più frequenti e più


importanti che la corrente produce
sul corpo umano sono
fondamentalmente quattro:

1. TETANIZZAZIONE
2. ARRESTO DELLA RESPIRAZIONE
3. FIBRILLAZIONE VENTRICOLARE
4. USTIONI
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

Unità di misura della corrente


elettrica = Ampère = 1000 mA

69
RISCHIO ELETTRICO Tetanizzazione
• Se uno stimolo elettrico è applicato ad una muscolo, esso si contrae, per poi
ritornare allo stato di riposo. Se al primo stimolo ne segue un secondo, prima
che il muscolo sia tornato allo stato di riposo, i due effetti possono sommarsi.
Più stimoli opportunamente intervallati contraggono ripetutamente il
muscolo in modo progressivo (contrazione tetanica).

• La “tetanizzazione dei muscoli” è la contrazione involontaria dei muscoli


interessati al passaggio della corrente.

• È per questo motivo che l’infortunato, se attraversato da corrente alternata,


può rimanere appiccicato alla parte in tensione; il contatto perdura nel
tempo e può produrre svenimenti, asfissia, collasso, stato di incoscienza.
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

70
RISCHIO ELETTRICO

Arresto della Respirazione

• Correnti superiori ai limiti sopra indicati per la corrente di rilascio producono


nell’infortunato difficoltà di respirazione e segni di asfissia: il passaggio della
corrente determina una contrazione dei muscoli addetti alla respirazione e
una paralisi dei centri nervosi che sovrintendono alla funzione respiratoria;
se la corrente perdura, l’infortunato perde conoscenza e può morire
soffocato.

• Circa il 6% delle morti per folgorazioni è dovuto ad asfissia. Di qui


SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

l’importanza della respirazione artificiale della tempestività con la quale è


applicata e della durata per cui è praticata. E’ necessario intervenire al max.
entro 3-4 min.

71
RISCHIO ELETTRICO

Fibrillazione Ventricolare

• La contrazione del muscolo cardiaco nel suo normale funzionamento è


prodotta da impulsi elettrici provenienti dal nodo senoatriale, che è un
generatore biologico di impulsi elettrici che comandano il cuore.

• All’attività elettrica normale corrisponde il pulsare ordinato e ritmico del


muscolo cardiaco; quando giungono segnali elettrici eccessivi ed irregolari, il
cuore viene sovrastimolato in maniera caotica e inizia a contrarsi in modo
disordinato.

• La fibrillazione ventricolare è responsabile di oltre il 90% delle morti per


SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

folgorazione.

• In passato la fibrillazione ventricolare era ritenuta un fenomeno irreversibile,


che prosegue fino alla morte dell’infortunato.

• Una scarica elettrica violenta opportunamente dosata può arrestare la


fibrillazione stessa (apparecchio defibrillatore). Essa deve essere però
applicata in breve tempo.

72
RISCHIO ELETTRICO

Ustioni

Le ustioni possono essere provocate sia dal passaggio della corrente attraverso il
corpo umano, sia dall’arco elettrico, sia da temperature eccessive prodotte da
apparecchi elettrici; il fenomeno è accentuato nei punti di entrata e uscita.

Le ustioni si possono classificare in tre tipi:


• Ustioni localizzate sulla cute detti "marchi"
• Ustioni localizzate in particolari distretti detti "folgorazioni"
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

• Grandi necrosi distrettuali; le parti colpite sono carbonizzate e la necrosi è


profonda e coinvolge cute, muscoli etc.; il rischio di morte è elevatissimo.

73
RISCHIO ELETTRICO
Effetti corrente nel corpo umano

4. Probabile fibrillazione ventricolare


2. Effetti fisiologici moderati
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

1. Nessuna percezione
3. Effetti severi ma reversibili

74
74
RISCHIO ELETTRICO
Effetti corrente nel corpo umano

Incidente avvenuto in Cina

Come si presenta una persona rimasta folgorata


SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

Misure generali
MISURE DI PREVENZIONE

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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

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Misure di prevenzione
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

80
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

81
PRESE industriali
Tipi di prese
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

82
Tipi di prese
RISCHIO ELETTRICO Tipi di prese
Prolunghe industriali

La colorazione delle prese a spina di tipo industriale consente


una immediata identificazione della
tensione nominale:
viola per tensioni nominali da 20 a 25 v,
blu per tensioni nominali da 220 a 250 v,
rosso per tensioni nominali da 380 a 480 v.

Gli avvolgicavo di tipo industriale devono essere conformi alla norma CEI EN 61316 e sono
dotati di una o più prese a spina anch’esse di tipo industriale. Devono essere protetti contro
il surriscaldamento mediante protettore termico di corrente incorporato. Il cavo deve
essere del tipo H07RN-F e la presa a spina deve essere IP67.
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83
RISCHIO ELETTRICO

ADDETTI LAVORI ELETTRICI


FIGURE PREVISTE
Competenza e formazione

PERSONA Persona che non è


COMUNE esperta e non è
(PEC) avvertita
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Norma CEI 11-27 Ed. III


Caratteristiche del personale - Definizioni

+ Testo Unico Sicurezza (D. Lgs. 81/08)

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RISCHIO ELETTRICO Formazione

PERSONA Persona con istruzione, conoscenza ed


ESPERTA esperienza rilevanti tali da consentirle di
(PES) analizzare i rischi ed evitare i pericoli che
l’elettricità può creare
PERSONA
IDONEA
PERSONA Persona adeguatamente avvisata (PEI)
AVVERTITA da persone esperte per metterla
in grado di evitare i pericoli che
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008

(PAV)
l’elettricità può creare

Persona Idonea allo


svolgimento dei Lavori
Elettrici sotto tensione

85
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

86
Formazione
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

87
Formazione
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO – D. LGS. 81/2008 RISCHIO ELETTRICO

88
DPI
RISCHIO ELETTRICO DPI

GUANTI ISOLANTI

Impiego su
S Vp Vt impianti Dati
Classe con Norme
(mm) (kV) (kV) tensione Marcature
fino a:
Doppio
triangolo
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00 0,5 2,5 5 500 V Marcatura CE


D. Lgs.
475/92 Nome del
costruttore

CEI EN Taglia e
60903 classe

0 1 5 10 1000 V Data

Nota
informativa

89
RISCHIO ELETTRICO DPI

attrezzature per lavori sotto tensione in bassa tensione

Gli attrezzi per lavori sotto ATTREZZI


tensione devono riportare il
simbolo del doppio triangolo, la
tensione nominale e l’anno di
costruzione
1000 V 01
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Giravite isolato

Pinza isolante

Cesoia isolata
90
RISCHIO ELETTRICO DPI

Sicurezza dell’operatore

Nei lavori elettrici a contatto è sempre G u a n ti is o la ti

richiesta la doppia protezione, ottenuta


mediante:
a) guanti isolanti + attrezzi isolati A ttr e z z o is o la to

b) guanti isolanti + tappeto isolante


c) guanti isolanti + tronchetti isolanti a)
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G u a n t i is o l a t i

G u a n t i is o l a t i

T a p p e t o is o la n te
T r o n c h e tt i is o la n t i

b) c)
91
RISCHIO ELETTRICO

E ricordate …

Sperare soltanto nelle certezze; è più sicuro.


Carlo Gragnani, A conti (quasi) fatti, 1989

Grazie per la cortese


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attenzione.

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