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LA GIOCONDA

«LA MONNA LISA LEONARDESCA»


NICOLA GALLUCCI
LA STORIA

Leonardo inizia a lavorare l’opera nel 1503-1504 a


Firenze avendo come soggetto Lisa Gherardini, moglie
di Francesco del Giocondo. Successivamente allo
spostamento dell’artista a Roma, lavorò per il fratello
del papa, Giuliano de’ Medici. Il soggetto, quindi, della
raffigurazione cambia e l’artista sceglie di
rappresentare Isabella Gualandi, gentildonna
napoletana amante dei Giuliano. Lo stesso Leonardo
portò la celeberrima opera in Francia per ultimarla.
Dopo la sua morte l’opera rimase in Francia,
inizialmente nelle collezioni reali e poi spostata, da
Luigi XIV, nella reggia di Versailles. Napoleone la
spostò, addirittura, nella sua camera da letto. Infine
venne conservato nel Louvre, dove oggi è l’opera più
visitata e famosa dell’intero mondo.

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IL FURTO
Nella notte tra il 20 e il 21 Agosto 1911, la
Gioconda venne rubata. La polizia francese
aveva una benda sugli occhi e arrivò a
sospettare di alcuni artisti, tra cui lo stesso
Pablo Picasso. Il vero ladro fu Vincenzo
Peruggia, un ex-impiegato del Louvre che
voleva riportare in Italia un quadro
totalmente italiano e che credeva fosse stato
sottratto all’Italia durante le incursioni
napoleoniche. Peruggia tenne per 28 mesi
l’opera per poi volerla rivendere ad un
antiquario fiorentino, ma fu scoperto e
arrestato. Fu processato e gli furono dati 1
anno e 15 giorni di prigione. Nel frattempo,
l’opera fece il giro dei musei di tutt’Italia per
poi essere restituita al Louvre.

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DESCRIZIONE E STILE

DESCRIZIONE STILE
Il ritratto mostra una donna seduta oltre un All’eccelsa rappresentazione pittorica,
parapetto leggermente girata di ¾ col viso Leonardo aggiunge l’uso dello sfumato che gli
rivolto allo spettatore. Le mani sono permise di dare una resa atmosferica che
appoggiate ad un bracciolo della sedia e sono unisce il soggetto allo sfondo. Leonardo sfuma
conserte. La Gioconda indossa un abito scollato gli angoli, invitando lo spettatore ad osservarla
con un ricamo all’altezza del torace. In testa più attentamente.
indossa un velo trasparente che le permette di
fermare i capelli e che poi le scende lungo le
spalle. Il volto mostra l’accenno di un sorriso (il
più famoso del mondo).

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IL PAESAGGIO

Il quadro di Leonardo è il primo ad avere


un paesaggio più immaginario. La parte
di sinistra è più bassa della destra e
questo fa pensare che sia stata aggiunta
dopo. Il soggetto si trova su un loggiato
panoramico come mostrano le basi delle
due colonne ai lati. Inoltre, la donna si
affaccia su un paesaggio molto
frastagliato costituito da numerosi rilievi
montuosi, da un fiume attraversato da un
ponte. Nel paesaggio si dimostrano gli
studi geologici e metereologici di
Base colonna Leonardo. Inoltre, egli stesso definisce un Ponte
pittore universale colui che, oltre a saper
indagare la natura umana, indaga anche il
paesaggio.

5
LA TECNICA

IL CONTRAPPOSTO E LO
LA PROSPETTIVA AEREA
SFUMATO
Il contrapposto è la rotazione delle Leonardo supera i dogmi matematici
gambe, del busto e della testa in direzioni della prospettiva dettati dalla maggior
opposte. Questa torsione infonde un parte degli artisti per avvicinarsi più alla
senso di movimento all’opera anche se realtà. Infatti, per Leonardo, il senso della
statica. distanza è dato anche da luce e colore.
L’aria ha una propria consistenza dovuta
Lo sfumato, largamente usato da alla sua densità e di conseguenza altera i
Leonardo, consiste in un paesaggio colori degli oggetti lontani.
soffuso delle superfici che descrive i volti
e gli incarnati circostanti. Nell’opera,
l’inesistenza di una linea che marca le
gote, il mento e le labbra fa sì che
l’espressione sia cangiante.

6
GRAZIE PER
L’ATTENZIONE
PRESENTAZIONE DI GALLUCCI NICOLA

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