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Definizione di Robotica

“I Robot utilizzati in riabilitazione e rieducazione funzionale


sono sistemi tecnologici costituiti da sensori, attuatori, sistemi
di controllo e software. Essi sono in grado di sostituire, supplire
e quando necessario rispondere attivamente, adattandosi alle
attività e funzioni, residue o assenti, dell’essere umano”
Questa e’ la defizione di :
• di Giacomo Francesco Forte* Serena Filoni** Emanuele
Francesco Russo**** Direzione Esecutiva – Area Strategica,
Comunicazione & Marketing Responsabile Aziendale
Professioni Sanitarie, Qualità, Formazione Fondazione
Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus ** Direzione
Esecutiva – Area Sanitaria Direttore Sanitario Presidio “Gli
Angeli di Padre Pio” Responsabile U.O. “Riabilitazione
Tecnologica” Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio
Onlus *** Responsabile Aziendale Servizio Ingegneria
Clinica Ricercatore c/o U.O. “Riabilitazione Tecnologica”
Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus
• I sistemi robotici e la realta’ virtuale sono
adatti per produrre un’ intenso training
motorio “ task oriented “ sotto la supervisione
di un terapista , come parte integrata di un
sistema di strumenti per la riabilitazione , che
dovrebbe includere anche gli approcci “classici
“.
• Le “ nuove tecnologie “ possone essere
utilizzate non solo per elaborare esercizi
semplici e ripetitivi , ma anche per creare nel
paziente una stimolazione multisensoriale piu’
complessa e controllata (ad es. stimolazione
visiva , uditiva e di forza ).
• Un ulteriore vantaggio delle nuove tecnologie
risiede nella possibilita’ di misurare una serie
di parametri cinematici e dinamici durante il
movimento dell’arto, permettendo di valutare
diversi indicatori relativi alle prestazioni del
paziente sia durante sia dopo l’esercizio .
• Questi valori possono essere utilizzati per
quantificare i progressi del soggetto in
maniera piu’ obiettiva rispetto a una scala di
valutazione clinica e anche per adattare
l’esercizio di riabilitazione in base alle esigenze
specifiche .
• la riabilitazione robot-assistita si basa sul
fenomeno dell’apprendimento motorio
risultante da attivita’ che sono ripetitive ,
orientate al compito richiesto e che
richiedono impegno e attenzione da parte del
paziente.
• Gli studi Nudo* e Lotze** (2003) hanno
dimostrato che il fenomeno
dell’apprendimento motorio favorisce i
processi di neuroplasticita’ nelle regioni
cerebrali lesionate e in quelle limitrofe .
• * j rehabil med , 41 suppl. pp.7-10, may 2003
• **brain , vol. 126 , no 4 ,pp866-72 , apr 2003
• SONO DISPONIBILI IN COMMERCIO VARIE
TIPOLOGIE DI ROBOT PER LA RIABILITAZIONE
DEGLI ARTI SUPERIORI E INFERIORI
lokomat
• COS'È E A COSA SERVE
• Esoscheletro robotizzato, per la rieducazione del cammino
di bambini ed adulti (quindi completo di modulo pediatrico);
Patologie trattate
• Esiti di stroke
• Malattia di Parkinson
• Mielolesioni
• Sclerosi multipla
• Paralisi Cerebrale Infantile
• Gravi Cerebro lesioni Acquisite
FINALITA’
• Recupero funzionale
• Miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione
• Miglioramento delle funzioni cardiovascolari e
respiratorie
• Mantenimento del trofismo ed elasticità muscolare
• Prevenzione di rigidità articolari
• Mantenimento di una postura eretta prolungata con
un’intensa stimolazione funzionale che apporta benefici
anche sul sistema gastro-intestinale e sfinterico
LOKOMAT
• E' costituito da quattro componenti principali:
l'esoscheletro che viene indossato dal paziente e ne
controlla il cammino, il tapis-roulant che si muove in
sincronia con i passi del paziente, un sistema per
alleggerire il peso e ridurre la fatica e l'interfaccia con
la realtà virtuale. L'utilizzo di sistemi di realtà
virtuale, avatar del corpo del bambino che simula il suo
cammino in ambienti diversi, consente un approccio
ludico alla terapia e motiva il piccolo paziente a
proseguire nel programma riabilitativo, spesso molto
lungo.
LOKOMAT
• Lokomat per adulto: grazie a questa complessa tecnologia il paziente, durante la
terapia, può vedere la propria immagine virtuale su uno schermo al plasma
collegato ad un tapis roulant e osservare, così nei minimi dettagli i
propri movimenti in modo da poter svolgere esercizi di riabilitazione molto più
efficaci e precisi. Infatti, il motore grafico in 3D, di cui è dotato Lokomat, proietta
immagini in tempo reale e con estrema precisione.
• Nei centri di riab ilitazione dove si stanno esplorando le potenzialità del Lokomat,
si osserva che "la precisione del Lokomat nell'evocare un movimento continuo ed
esatto è difficilmente attuabile con le strategie riabilitative comuni.“Grazie infatti
al “cervello del Lokomat” rappresentato da un computer che, sulla base dei
parametri motori del paziente inseriti dagli operatori, imposta e guida l'attività
riabilitativa. Una imbracatura consente di supportare il peso dei pazienti non più
in grado di sostenersi, mentre un esoscheletro applicato agli arti inferiori e
guidato dal computer fa camminare il paziente su un tapis roulant, con parametri
di velocità, lunghezza e carico del passo regolabili"
• LOKOMAT SYSTEM: EXPERIENCES LIVED IN THE
REAL WORLD
• Giovanni Taveggia (1) Habilita Care & Research
Rehabilitation Hospitals, Istituto Clinico di
Sarnico, Sarnico(BG), Italia (1)
INTRODUZIONE

• Protocolli riabilitativi efficaci promuovono il


recupero funzionale della deambulazione
mediante l’uso di tecnologie. Da circa 10 anni
in Habilita abbiamo rieducato alla
deambulazione pazienti con disabilità
neurologica mediante Lokomat System di
Hocoma.
INTRODUZIONE

• Secondo la nostra esperienza e le esperienze di altri


ricercatori pubblicate in letteratura il sistema è efficace
seppur rimangono da chiarire alcuni aspetti tecnici di
funzionamento. Non avendo trovato linee guida certe e
manuali d’uso dedicati, che suggeriscano una modalità
standard di trattamento, abbiamo adottato un criterio
compatibile con la compliance fisica del paziente e con i
vincoli della nostra organizzazione aziendale che
prevede un uso economicamente sostenibile delle
tecnologie applicate alla neuroriabilitazione
INTRODUZIONE

• . Il recupero funzionale del paziente dopo lesione del sistema


nervoso centrale è preceduto da una serie di fenomeni di
adattamento che riorganizzano le aree danneggiate a livello
molecolare, cellulare e di network neurali. È dimostrato che
la stimolazione del sistema nervoso attraverso esperienza
sensorimotoria può modificare nel tempo questi meccanismi
di riorganizzazione funzionale. Dobbiamo però approfondire
due aspetti cruciali dell’esperienza sensorimotoria: il timing e
la dose di trattamento da somministrare. L’orientamento
emergente è di procedere precocemente con trattamenti
intensivi usando stimolazioni multisensoriali ripetitive.
Materiali e metodi

– Abbiamo analizzato in modo retrospettivo la


casistica di pazienti ricoverati presso U.O. di
Riabilitazione Intensiva (degenza ordinaria + DH)
sottoposti a trattamento con Lokomat nel
semestre ottobre 2016–marzo 2017 nella sede
Habilita di Neuroriabilitazione di Sarnico in
provincia di Bergamo.
RISULTATI
• Risultati La media giornaliera di pazienti trattati con Lokomat System è di
7.0, la durata media di una seduta di rieducazione è di 31.2 minuti (al
netto della preparazione) con una distanza percorsa media di 886.2 metri,
alla velocità media di 1.76 km/h. Durante le deambulazione l’allevio di
carico medio è del 33% del peso corporeo con sospensione in gravità
decrescente dalla prima all’ultima seduta. La casistica reclutata
comprende pazienti ricoverati con diagnosi e tempi di degenza differenti,
ogni paziente è stato sottoposto oltre al trattamento convenzionale ad
una media di 31 sedute di rieducazione con tecnologia Lokomat. Il
numero totale di pazienti trattati è 57 con il seguente case mix: − 50%
Esiti di Stroke − 20% Paraplegia − 15% Sclerosi Multipla − 10 % Morbo di
Parkinson − 5% Esiti Trauma Cranio Encefalico L’età media dei pazienti è di
56 anni (77-33 aa), con una distribuzione percentuale M/F di 55%/45%.
RISULTATI
• I dati presentati in letteratura, sull’uso delle tecnologie per il recupero della
deambulazione, sono frequentemente incompleti e carenti di riferimenti tecnici. Le
descrizioni relative alle caratteristiche operative del trattamento sono spesso
generiche e non riproducibili. Il vantaggio di poter disporre di tecnologie robotiche
consente di arricchire l’esperienza di stimolazione sensorimotoria del paziente, di
riprodurre dati e di confrontare esperienze in modo preciso ed affidabile. Durante
una seduta robotica il paziente esegue in modo controllato esercizi terapeutici, i cui
dati biomeccanici vengono registrati ed archiviati in memoria su hard-disk. Anche a
distanza di tempo i dati tecnici della seduta possono essere recuperati, elaborati e
confrontati rappresentando un’importante database sulle caratteristiche qualitative e
quantitative della rieducazione. In questo modo la seduta di riabilitazione
rappresenta un momento terapeutico misurabile, standardizzabile e confrontabile.
Dopo danno cerebrale convivono aree cerebrali anatomicamente lesionate ed aree
funzionalmente silenti. I cambiamenti post lesionali, documentati attraverso la
registrazione di mappe motorie corticali, evidenziano un insieme di adattamenti
dovuti alla sovrapposizione di danni organici e fenomeni di “disuse”.
RISULTATI

• È noto che l’esperienza sensorimotoria eseguita dal paziente, durante il


trattamento con tecnologia, rappresenta un potente mezzo di
modulazione delle strutture corticali e che la mancanza di esperienza
potrebbe determinare un rallentamento dei fenomeni riparativi ed una
peggiore prognosi funzionale. La possibilità di riorganizzazione
funzionale del sistema nervoso mediante esperienza sensorimotoria è
stata dimostrata sia negli umani che nei primati. Nelle aree perilesionali
la risposta riparativa è sostenuta dalla numerosa presenza di cellule
piramidali, che consentono la ricostruzione di reti e di pattern di
attivazione sotto la guida di stimoli intensi multisensoriali e ripetitivi.
Come ogni terapia, anche la stimolazione sensorimotoria, ha bisogno di
essere somministrata con caratteristiche sufficienti affinchè i fenomeni
di neuroplasticità possano accadere.
RISULTATI

• Una stimolazione insufficiente (sotto soglia) non consente la


riorganizzazione dei network neurali e non garantisce unaripresa
significativa delle funzioni corticali, oppure nella migliore delle
ipotesi sfrutta un potenziale inferiore nel recupero del danno
cerebrale. Diventa quindi di estrema importanza per la prognosi,
stabilire nel programma riabilitativo le caratteristiche quali-
quantitative del trattamento che il paziente deve eseguire.
Conclusioni Nel mondo reale la riabilitazione robotica ha
conquistato un ruolo determinante nella strategia riabilitativa, i dati
riportati nella nostra esperienza sottolineano la necessità di creare
percorsi specifici di selezione dei pazienti da inviare alla terapia con
tecnologia e modalità controllate di standardizzazione del
trattamento.
EKSO GT

• COS'È E A COSA SERVE


• Esoscheletro indossabile per la riabilitazione del cammino in
pazienti affetti da vari livelli di paralisi o emiparesi.
• Patologie Trattate
• Lesioni midollari (incomplete e complete dal livello di
lesione C7)
• Ictus cerebrale
• Sclerosi multipla
• Malattia di Parkinson
• Neuropatie periferiche (ad esempio Guillan Barré)
Ekso-gt
L’esoscheletro permette alle persone neurolese e
paraplegiche di stare in posizione eretta e di muoversi,
gestendo da sole il proprio peso corporeo, appoggiandosi con
le braccia a stampelle o a un deambulatore. Le gambe sono
governate da motori a batteria ricaricabile e la camminata è
ottenuta attraverso sensori che rilevano il peso spostato e
fanno scattare i singoli passi. Il tutto è controllato da un
computer e la programmazione avviene attraverso un display
accessibile al fisioterapista, sempre presente durante la seduta
di utilizzo dell’esoscheletro.
 
Le sessioni di riabilitazione robotizzata durano circa un’ora ciascuna e sono
condotte su più persone durante una stessa giornata (il passaggio da
persona a persona dell’esoscheletro è veloce dato che viene indossato
sopra gli abiti). Il dispositivo consente al paziente di deambulare in
sicurezza fin dalle prime sessioni attraverso un sistema di programmazione
graduale che facilita la progressione dell’apprendimento.
La versione “GT” dell’esoscheletro consente una tipologia riabilitativa
“variable assist” in cui il paziente contribuisce al movimento con il grado di
forza posseduto da ogni gamba e la forza necessaria alla camminata è
compensata attraverso l’azione dei motori. Il riabilitatore può regolare il
livello di forza del dispositivo in tempo reale a seconda dei bisogni e degli
obiettivi della singola terapia, controllando la frequenza e la lunghezza dei
passi. È anche possibile misurare e tracciare i deficit e i progressi della
persona durante il percorso di riabilitazione.
EKSO-GT
HU.GO
LAVORI
• RIABILITAZIONE ROBOTICA DEL CAMMINO
CON ESOSCHELETRO SU TERRENO (EKSO) IN
PAZIENTE CON SCLEROSI MULTIPLA: UN CASO
CLINICO Roberta Benedetti (1) - Alessandro
Rustici (1) - Silvia Corbianco (1) - Carla D'Avino
(1) - Giulia Stampacchia (1) U.O. Mielolesi,
Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana,
Pisa, Italia (1)
INTRODUZIONE
• Molti pazienti affetti da Sclerosi Multipla (SM) presentano
localizzazione lesionale a livello del midollo spinale, che
compromette più o meno precocemente il cammino e le
funzioni viscerali. In questi pazienti è stata dimostrata
l’efficacia terapeutica di un training robot-assistito (Lokomat).1
Nel nostro centro, specializzato nella riabilitazione motoria e
del cammino di pazienti con lesione midollare, sono disponibili
due ausili robotici per il cammino, il Lokomat (per training su
tapis roulant) e uno indossabile per training su terreno (Ekso).2
L’interesse di questo caso clinico è la valutazione degli effetti
dell’utilizzo di Ekso in una paziente con SM.
MATERIALI E METODI
• E’ stata arruolata una paziente di 52 anni con diagnosi di SM
(dal 2000) e EDSS 7,5. All’ingresso sono state valutate
spasticità, dolore, fatica, funzioni viscerali (sintomi che
maggiormente influenzano la qualità di vita) sia
oggettivamente che soggettivamente, utilizzando le seguenti
scale: MAS (Modified Ashworth Scale); scala degli spasmi di
Penn; scala NRS di spasticità, fatica e dolore; BLCS (Bladder
Control Scale); BWCS (Bowel Control Scale); FSS (Fatigue
Severity Scale); MSQoL-54 (Multiple Sclerosis Quality of Life
54). La paziente ha eseguito 2 sedute di training del cammino
con Ekso al termine delle quali ha effettuato test di consumo
energetico.
MATERIALI E METODI
• Successivamente ha eseguito altrettante
sedute di training del cammino con ausilio
robotico e allevio del peso su tapis roulant
(Lokomat) e identica valutazione
calorimetrica. Al termine delle due prove, la
paziente ha compilato un test di gradimento
comparativo dei due ausili robotici. Sulla base
dei dati calorimetrici e dei punteggi di
gradimento, la paziente ha quindi
MATERIALI E METODI
• proseguito il training con Ekso per un totale di
20 sedute, al termine delle quali sono state
ripetute le valutazioni effettuate all’ingresso.
RISULTATI
• Nonostante dalle prove calorimetriche sia emerso un
maggior dispendio energetico durante il training con Ekso
rispetto a quello con Lokomat (MET 1,25 e frequenza
cardiaca media (FCm) 112 bpm, MET 1,08 e FCm 83 bpm
rispettivamente), la paziente ha manifestato un maggior
gradimento e potenziali benefici per questa metodica e
pertanto ha proseguito il training con Ekso. Confrontando
le valutazioni di inizio e fine protocollo è emerso un
miglioramento delle funzioni viscerali in termini di
riduzioni delle perdite urinarie e fecali, evidenziati dalla
riduzione dei punteggi BLCS (da 21 a 20) e BWCS (da 5 a 2).
RISULTATI
• ). È stata riscontrata una minor spasticità agli arti inferiori (MAS
0-5: da 3 a 2) e una riduzione della sintomatologia dolorosa
(NRS 0-10: da 4 a 3). Dall'analisi dei dati relativi al dispendio
energetico a fine protocollo è emersa una riduzione del
consumo di ossigeno (VO2 avg/BW da 3,54 a 3,33 ml/min/Kg) e
della FCm (da 112 a 91 bpm) durante il training con Ekso. È stata
rilevata inoltre una significativa riduzione della percezione di
fatica (FSS da 56 a 33). Tutti questi aspetti si sono tradotti in un
miglioramento della percezione della qualità di vita, valutata
con la scala autocompilativa MSQoL-54; è stato infatti
riscontrato un aumento del punteggio sia della QoL fisica (da
28,63 a 31,14), sia di quella psicologica (da 30,92 a 38,67).
CONCLUSIONI
• Dalla nostra esperienza emerge che il
trattamento riabilitativo con Ekso può trovare
applicazione anche in pazienti con SM
avanzata, con benefici sul piano clinico e della
qualità di vita. Inoltre questi risultati ci
spingono a proseguire con uno studio per
valutare l’impatto che questo tipo training può
avere su questa popolazione di pazienti.
ARMEO POWER
ARMEO POWER
• COS'È E A COSA SERVE
• Esoscheletro robotizzato per la rieducazione funzionale dell’arto superiore
• Patologie Trattate
• Ictus
• Sclerosi multipla
• Paralisi cerebrale infantile
• Recupero post-operatorio al sistema nervoso centrale
• Lesioni al midollo spinale
• Lesione cerebrale traumatica
• Malattie muscolari
• Malattia di Parkinson
• Atassia degli arti superiori
• Neuropatie periferiche (ad esempio sindrome di Guillain-Barré)
• Armeo Power utilizza sensori e algoritmi in grado di riconoscere quando il
paziente non puo’ eseguire un movimento e assiste il braccio del paziente
quanto necessario per raggiungere con successo lo scopo dell'esercizio.

Esercizi motivanti
Una vasta gamma di esercizi supportati dal Feedback del gioco permette
di allenare i modelli di movimento principali che sono comunemente
usati nelle attività della vita quotidiana.
• I dispositivi Armeo migliorano l'efficienza della terapia riducendo lo sforzo
fisico
• Consente ai pazienti gravemente compromessi di riacquistare l'apertura e
la chiusura della mano e di allenarsi a raggiungere e afferrare con il
supporto necessario dalle spalle alle dita.
ALEx
• ALEx è un esoscheletro per l'arto superiore umano.
L'esoscheletro presenta quattro articolazioni
sensorizzate e attivate (adduzione / abduzione della
spalla, rotazione, estensione e flessione,
estensione / flessione del gomito e due articolazioni
sensorizzate e passive (prono-supinazione
dell'avambraccio, Pro-Sup e estensione / flessione del
polso)
• Grazie alla sua speciale cinematica l'esoscheletro può
essere facilmente indossato e adattato facilmente a
diverse dimensioni antropometriche.
• Benefici nella riabilitazione
• I dispositivi robotici possono fornire un'alta intensità e frequenza
del trattamento riabilitativo, con monitoraggio continuo delle
prestazioni e biomarcatori di movimento che consentono di
adattare i livelli di trattamento in base alle esigenze del paziente.
• Inoltre i sistemi esoscheletrici consentono di ottenere un controllo
selettivo del movimento delle articolazioni e dei momenti di
articolazione.
• Alex è in grado di fornire assistenza guidata nell'esecuzione di
complessi movimenti degli arti superiori: il livello di assistenza può
essere regolato automaticamente o manualmente in base alle
esigenze del paziente.
• L'esoscheletro di Alex ha una configurazione a doppio braccio per consentire
il trattamento di entrambe le disabilità motorie del braccio sinistro e del
braccio, supportando anche schemi bilaterali di allenamento riabilitativo.
• Gamma di movimento
• Alex è raccomandato per la riabilitazione fisica nelle patologie degli arti
superiori, come disturbi neurologici, muscoloscheletrici, ortopedici e
disfunzioni, e in particolare:
• può essere impiegato con successo per la riabilitazione neuromotoria
dell'arto superiore e L'assistenza attiva può essere modulata a ciascuna
articolazione dell'arto superiore
• Riabilitazione della spalla:
• Grazie al controllo selettivo della gamma di movimenti e carichi singoli, ALEX
può essere utilizzato nella riabilitazione della chirurgia della spalla.
LAVORI
• EFFETTI DI UNA TERAPIA ROBOT-ASSISTIVA CON
ESOSCHELETRO PER ARTO SUPERIORE IN PAZIENTI
EMIPARETICI SUBACUTI Filoni Serena (1) - Maria Teresa Marino
(1) - Michele Russo (1) - Michele Pio Pompilio (1) - Maria
Teresa Gatta (1) - Laura Bonghi (1) - Rocco Salvatore Calabrò
(2) - Gianluca Sperandeo (3) - Eduardo Palermo (3) -
Alessandra Pacilli (3) - Emanuele Francesco Russo (1)
Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus, Gli Angeli
di Padre Pio, San Giovanni Rotondo, Italia (1) - IRCCS Centro
Neurolesi “Bonino-Pulejo”, IRCCS Centro Neurolesi “Bonino-
Pulejo”, Messina, Italia (2) - "Sapienza" Università di Roma,
Dip. di Ing. Meccanica e Aerospaziale, Roma, Italia (3)
INTRODUZIONE
• Il trattamento riabilitativo dell’arto superiore dopo
compromissione funzionale da stroke rappresenta una
sfida importante per la riabilitazione. L’utilizzo di
esoscheletri robotizzati ha dato dimostrazioni preliminari
di efficacia [1], ma, ad oggi, una rigorosa analisi cinematica
degli effetti di questi sistemi sulla qualità del movimento
non è stata condotta. Questo studio pilota si propone di
valutare, tramite l’analisi del movimento, gli effetti del
training riabilitativo eseguito con l’esoscheletro
robotizzato Armeo Power, sul recupero della funzione
motoria dell’arto superiore in pazienti post-stroke.
MATERIALI E METODI
• Nove pazienti subacuti affetti da emiparesi post-stroke sono
stati inclusi nello studio: età 57,6 ± 17,4 anni, mesi dall’evento
3,9±1,5, Functional Independence Measure (FIM) motoria
48,0±17,8, Barthel Index (BI) 55,0±20,8, Frenchay Arm Test
(FAT) 1,7±1,3, Fugl-Meyer Assessment (FMA) motor function
33,8±14,2. I soggetti, sono stati sottoposti ad un training di 5
sedute a settimana da 50 minuti di terapia robotica per l’arto
superiore, per 4 settimane utilizzando l’Armeo Power (Hocoma
AG), un esoscheletro con sei motori e sensori angolari per i sei
gradi di libertà. Le scale di valutazione cliniche (FIM, BI, FAT,
FMA) e le valutazioni strumentali sono state eseguite al
momento dell’inclusione (T0) e alla fine del training (T1).
MATERIALI E METODI
• I seguenti test di valutazione dell’Armeo Power sono stati effettuati:
Cattura Verticale, Tempo di Reazione e A Goal. Oltre alla metrica fornita
dall'esoscheletro, i pazienti sono stati sottoposti ad una valutazione di
analisi del movimento per l’arto superiore (protocollo RAB) mediante
sistema optoelettronico [2], al fine di studiare la cinematica del
movimento di pointing. Dalla traiettoria del marker del 3° metacarpo,
sulla base di 6 acquisizioni per paziente, sono stati calcolati con l’utilizzo
di Matlab (The MathWorks, Inc.) i seguenti parametri [3]: Hand path ratio
(HPR), Number of Movement Units (NMU), Peak velocity (PV), Trunk
Displacement (TD), Time to Peak Velocity (TPV), Movement Time (MT),
Normalized Jerk (NJ). Sono infine stati valutati i parametri angolari di
flesso estensione di spalla e gomito e di ab-adduzione di spalla alla fine
del task considerato. L’analisi statistica per tutti gli indicatori è stata
effettuata con test di Wilcoxon (livello di significatività p=0,05).
RISULTATI

• Al termine del training si è riscontrata una differenza statisticamente


significativa nelle seguenti scale cliniche: FMA, BI, FAT, FIM motoria
(p=0.004). Riguardo ai test di valutazione dell’Armeo Power, si è
notato un miglioramento statisticamente significativo dell’Hand path
ratio in Cattura Verticale (p=0,020) e del tempo di reazione
(p=0,008). Relativamente ai parametri estratti dall’analisi del
movimento, si evidenzia differenza statisticamente significativa in
tutti i parametri ad eccezione del PV e TPV: HPR, MT, NJ, TD
(p=0,008), NMU (p=0,016). Si evidenzia infine un trend al
miglioramento delle strategie di compensazione a carico dell’ab-
adduzione di spalla, sebbene le variazioni nei parametri angolari non
siano statisticamente significativi.
CONCLUSIONI
• Il generale miglioramento dei parametri clinici
e strumentali rilevato fornisce supporto
sperimentale ai risultati qualitativi
precedentemente riportati in letteratura:
l’analisi cinematica conferma il miglioramento
della funzione motoria dell’arto superiore a
seguito dell’utilizzo dell’Armeo Power in
pazienti post-stroke subacuti.
Per concludere :
• La riabilitazione robot-assistita sembra ad oggi
aprire nuovi e interessanti scenari nel
trattamento di pazienti colpiti da diverse
patologie neuromotorie . Essa non vuole
sostituire la relazione terapeutica basata
sull’interazione tra paziente e fisioterapista,
ma va considerata uno strumento aggiuntivo
per integrare e potenziare la riabilitazione.
• La sua efficacia da un punto di vista funzionale
e la conoscenza approfondita dei meccanismi
attraverso cui agisce restano ad oggi problemi
aperti . E’ pertanto auspicabile che tali aspetti
diventino oggetto di studio approfondito al
fine di ottimizzarne l’applicazione nell’ ambito
del programma riabilitativo.