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INFERINFERMIERISTICA CL

CHIRURGIAMIERISTICA CL
CHIINFERMIERISTICA CL
CHIRURGIAINFERMIERISTICA
IN CHIRURGIA

INFERMIERISTICA CLINICA IN
CHIRURGIA
Corso di Laurea in Infermieristica 2° anno
Polo Didattico Lecce

Dr Fiorella Fabrizio
INFERMIERISTICA CLINICA IN
CHIRURGIA
Il nostro programma:
Obiettivi di insegnamento/apprendimento
Al termine del Corso di Infermieristica clinica in
Chirurgia , lo studente deve aver acquisito:
La capacità di pianificare l’assistenza
infermieristica in relazione ai bisogni della
persona afferente all’area chirurgica,
identificando i principali problemi e interventi
assistenziali, al fine di assicurare la corretta
applicazione delle procedure diagnostico
terapeutiche prescritte;

F. Fabrizio
INFERMIERISTICA CLINICA IN
CHIRURGIA
Il nostro programma:
Obiettivi di insegnamento/apprendimento
Al termine del Corso di Infermieristica clinica in
Chirurgia , lo studente deve conoscere i principi
di:
❑ assistenza generale alla persona sottoposta
ad intervento chirurgico

F. Fabrizio
INFERMIERISTICA CLINICA IN
CHIRURGIA
Il nostro programma:
Obiettivi di insegnamento/apprendimento
Al termine del Corso di Infermieristica clinica in
Chirurgia , lo studente deve:
❑ Identificare i principali problemi e interventi
assistenziali relativi al soddisfacimento dei
bisogni di
assistenza infermieristica alla persona con
patologia:
❑ chirurgia gastrica
❑ chirurgia intestinale
❑ chirurgia della via biliari F. Fabrizio
INFERMIERISTICA CLINICA IN
CHIRURGIA
Da dove partiamo?
Studio delle principali e comuni patologie:
❑ chirurgia gastrica
❑ chirurgia intestinale
❑ chirurgia della via biliari
❑ addome acuto

Siamo OK?

F. Fabrizio
INFERMIERISTICA CLINICA IN
CHIRURGIA
Da dove partiamo?
Studio delle principali e comuni tecniche
infermieristiche:
❑ cateterismo venoso periferico e centrale
❑ cateterismo vescicale
❑ sondino nasogastrico
❑ medicazioni
❑ gestione lesioni cutanee
❑ gestione stomia

Siamo OK?
F. Fabrizio
CLASSIFICAZIONI CHIRURGICHE

A SCOPO DIAGNOSTICO
(es. biopsie o laparotomie esplorative)
A SCOPO CURATIVO
(es. appendicectomie, interventi per
ernie ecc..)
A SCOPO PALLIATIVO es.
gastroenteroanastomosi (GEA) in caso
di tumori gastrici inoperabili

Nursing medico chirurgico; Brunner - Suddarth


F. Fabrizio
CLASSIFICAZIONI CHIRURGICHE

A SCOPO RIPARATIVO,
Quando si suturano ferite multiple

A SCOPO RICOSTRUTTIVO O
COSMETICO, es. in caso di chirurgia
ricostruttiva del seno, lifting ecc.

Nursing medico chirurgico; Brunner - Suddarth


F. Fabrizio
CLASSIFICAZIONI CHIRURGICHE
(GRADO URGENZA)

EMERGENZA: pericolo di vita,


indicazione IMMEDIATA
ALL’INTERVENTO CHIRURGICO.
Es. gravi emorragie, ferite d’arma da
fuoco, aneurisma aorta, ecc..
URGENZA:il paziente necessita di
sollecita attenzione; indicazione
intervento chirurgico ENTRO 24 ORE
es. Empiema della colecisti

Nursing medico chirurgico; Brunner - Suddarth


F. Fabrizio
CLASSIFICAZIONI CHIRURGICHE
(GRADO URGENZA)

NECESSARIO il paziente necessita


di essere operato entro qualche
settimana o mese es. cataratta
ELETTIVA: Il paziente dovrebbe
essere operato e la mancanza di
intervento non ha gravi conseguenze
es. ernia inguinale
OPZIONALE: La decisione spetta al
paziente, è personale es. chirurgia
estetica
Nursing medico chirurgico; Brunner - Suddarth
F. Fabrizio
L’ assistenza infermieristica in chirurgia
Alcune domande:
E’ diversa dall’ assistenza infermieristica in area
medica?
E’ diverso il modello concettuale?
E’ diversa la metodologia di approccio?
Perché?

F. Fabrizio
L’ assistenza infermieristica in chirurgia
E’ diversa dall’ assistenza
infermieristica in area medica?
 La professione non è organicistica
 Le specializzazioni sono funzionali
alla gestione della persona
ammalata o sana
 Lo specifico disciplinare è la presa
in carico della persona con i suoi
bisogni/problemi

F. Fabrizio
BENE: qualunque cosa (materiale e non) a cui si
attribuisce un valore.

I beni non hanno valore assoluto.

F. Fabrizio
L’ assistenza infermieristica in chirurgia
E’ diverso il modello
concettuale?

I modelli concettuali sono


diversi, ma si applicano in
contesti legati più a
problematiche sociali o di
tipo relazionali

In Italia i modelli più applicati


nell’ assistenza sono
Henderson, Gordon o
Cantarelli F. Fabrizio
Virginia Henderson
"L'unica funzione dell'infermiere è di assistere
l'individuo, malato o sano, nello svolgimento di
quelle attività che contribuiscono alla salute o il
loro recupero (o di morte pacifica) che egli
avrebbe eseguito senza aiuto se ha avuto la
forza necessaria, volontà o conoscenza "

F. Fabrizio
I 14 bisogni fondamentali
Virginia Henderson

Respirare bene
Mangiare e bere adeguatamente
Eliminare le sostanze di rifiuto
Muoversi e mantenere posizioni
confortevoli
Dormire e riposare
Scegliere l’abbigliamento adatto
Mantenere la temperatura corporea

F. Fabrizio
I 14 bisogni fondamentali
Virginia Henderson

Mantenersi puliti e in ordine


Evitare i pericoli dell’ambiente
Comunicare con gli altri
Partecipare alla vita religiosa
Lavorare e sentirsi realizzati
Partecipare a varie forme ricreative
Imparare, scoprire, soddisfare la propria
curiosità.

F. Fabrizio
I MODELLI FUNZIONALI DI M. GORDON

F. Fabrizio
MODELLI FUNZIONALI DELLA SALUTE
• Modello di percezione e gestione della
salute
• Modello nutrizionale – metabolico
• Modello di eliminazione
• Modello di attività – esercizio fisico
• Modello di sonno – riposo
• Modello cognitivo – percettivo
• Modello di percezione di sé – concetto di sé
• Modello di sessualità – riproduzione
• Modello di adattamento – tolleranza allo
stress
• Modello di F.
valori
Fabrizio– convinzioni
ERTAMENTO INFERMIERISTICO
se all’ingresso/ammissione/ricovero della persona assi
ODELLO PERCEZIONE-GESTIONE DELLA SALUTE
non valutabile □ M.
disfunzionale :

Storia di salute Problemi
Diabete □ ipertensione □ problemi cardiaci □ /diagnosi
infermieristich
Problemi respiratori □ altro e
□___________________________
Consumo di alcool no □ si □ bicchieri di
vino □
Fumo □ no □ si □ n° sigarette
fumate/dì_______
Uso di altre sostanze no □ si □
_________________
Tipo di dieta:
F. Fabrizio
RTAMENTO INFERMIERISTICO
e all’ingresso/ammissione/ricovero della persona assistita
1 MODELLO PERCEZIONE-GESTIONE DELLA M.
SALUTE non valutabile □ disfunzionale
:□
Fa attività fisica □ quale _____________________ Problemi
Allergie note no □ si □ □ lattice □ iodio /diagnosi
infermieristic
farmaci □ ___________ □alimenti____________ he
□ altro _______________
Terapia a domicilio/in corso : no □ si □
Rispetto della prescrizione a domicilio si □ no □

Farmaci Dosaggi Frequenz Ultima


o a /die dose
       
       
       

F. Fabrizio
2 MODELLO NUTRIZIONALE – METABOLICO

non valutabile □ M.
disfunzionale
:□
Dieta speciale / supplementi: no □ si □ Problemi
_____________________________ /diagnosi
Abitudini infermieristi
che
alimentari_________________________
restrizioni dietetiche___________
Appetito: normale □ aumentato □
diminuito □ gusto diminuito □ nausea
□ vomito □ stomatite □
Variazioni di peso negli ultimi 6 mesi:
no □ si □ ____ kgF. di
Fabrizio
2 MODELLO NUTRIZIONALE – METABOLICO

non valutabile □ M.
disfunzionale
:□
Esame fisico: Problemi
Temperatura corporea (TC) /diagnosi
infermieristi
Peso attuale Kg
che
____altezza_______________
IMC (peso Kg./ altezza m 2)________

F. Fabrizio
1° 2°
SCALA DI CONLEY (prevenzione e valutazione valutazione
segnalazione cadute)
 
Data……… Data……

Precedenti cadute (domande al SI NO SI NO


paziente/caregiver):
E’ caduto nel corso degli ultimi tre mesi? 2 0 2 0
Ha mai avuto vertigini o capogiri negli ultimi tre 1 0 1 0
mesi
Le è mai capitato di perdere urine o feci mentre si 1 0 1 0
recava in bagno?...................................
Deterioramento cognitivo: (osservazione        
infermieristica) 
Compromissione della marcia, passo strisciante, 1 0 1 0
ampia base d’appoggio, marcia instabile 
Agitato (Definizione: eccessiva attività motoria, 2 0 2 0
solitamente non finalizzata ed associata ad
agitazione interiore)
Deterioramento della capacità di 3 0 3 0
giudizio/mancanza del senso del pericolo
       
F. Fabrizio
Come sviluppare le soluzioni?

Basandosi sui 3 livelli funzionali

-sostituzione (integra ciò che manca al


paziente per essere sano)
-aiuto (“sostiene” il paziente dove non ha la
forza per…)
-accompagnamento (rapporto relazionale ed
educativo)

F. Fabrizio
Marisa Cantarelli
I bisogni di assistenza infermieristica Per ogni bisogno una prestazione infermieristica

1.Bisogno di respirare 1.Assicurare la respirazione

2.Bisogno di alimentarsi ed idratarsi 2.Assicurare l’alimentazione e l’idratazione

3.Bisogno di eliminazione urinaria ed intestinale 3.Assicurare l’eliminazione urinaria e intestinale

4.Bisogno di igiene 4.Assicurare l’igiene

5.Bisogno di movimento 5.Assicurare il movimento

6.Bisogno di riposo e sonno 6.Assicurare il riposo e il sonno

7.Bisogno di mantenere la funzione circolatoria 7.Assicurare la funzione cardio-circolatoria

8.Bisogno di un ambiente sicuro 8.Assicurare un ambiente sicuro

9.Bisogno di interazione nella comunicazione 9.Assicurare l’interazione nella comunicazione

10.Bisogno di procedure terapeutiche 10.Applicare le procedure terapeutiche

11.Bisogno di procedure diagnostiche 11.Eseguire le procedure diagnostiche


Come sviluppare le soluzioni?
Nell’ambito di ciascuna prestazione
l’infermiere si preoccuperà di :

1) Indirizzare
2) Guidare
3) Sostenere
4) Compensare
5) Sostituire

Richiesto >empowerment, >autonomia,


>motivazione
F. Fabrizio
L’ assistenza infermieristica in chirurgia
E’ diversa la metodologia di
approccio?

L' approccio è orientato alla


soluzione dei problemi o
Problem solving

F. Fabrizio
Assistenza infermieristica
I fattori che influiscono l’assistenza
infermieristica in ambito chirurgico:
•La malattia
•La risposta del paziente
•L’intervento chirurgico
•Le modificazioni anatomiche
•Le conseguenti modificazioni fisiologiche
•Gli interventi sia medici che infermieristici
•Gli aspetti personali e sociali della malattia

F. Fabrizio
Assistenza infermieristica
I fattori che influiscono l’assistenza
infermieristica in ambito chirurgico:
•La malattia
•Il decorso
•Gli esiti post - chirurgici

FATTORE UMANO
FORMAZIONE/COMPETENZA

F. Fabrizio
Accettazione del paziente

Legata alla tipologia di ricovero


Urgente
Ordinario

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi
addominali

Traumi compe
tenza

Emorragie tempe
stività

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Traumi Emorragie


addominali
1. Traumi
addominali 1. Emorragie gastrointestinali
1. Appendicite acuta 1. Lesione
2. Colecistite acuta e colica del fegato
biliare 2. Lesione
3. Occlusione intestinale della milza
4. Pancreatite acuta 3. Ischemia
5. Diverticolite acuta 4. Lesioni
6. Perforazioni gastrointestinali dell’
apparato
g.e.

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Appendicite acuta


addominali
1. •Dolore in fossa iliaca destra
2. •Associato o meno a nausea e/o
3. vomito
4. •Temperatura differenziale
5. •Leucocitosi
6. Segno di Blumberg +++
7. •Dolore evocato alla palpazione in
FI dx con difesa di parete (manovra di
Rosving
1. Manovra di Psoas
2. Manovra del muscolo otturatore

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Appendicite acuta


addominali

Manovra di Psoas

Manovra del muscolo


otturatore

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Appendicite acuta


addominali

Manovra del
muscolo otturatore

tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Appendicite acuta


addominali

Trattamento

APPENDICECTOMIA TRADIZIONALE

VIDEOLAPAROSCOPICA tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Colecistite acuta

COLICA EPATICA
Dovuta ad improvvisa distensione della
colecisti

F. Fabrizio
Colecistite acuta

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Colecistite acuta


addominali

FEMALE
FATTY
FERTILE
FORTY

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Colecistite acuta


addominali
Altri Fattori
FATTORI RAZIALI:
Indiani americani > donne
FATTORI EREDITARI:
Fra i parenti I°grado o di litiasici raddoppiata
frequenza di litiasi
tempe
ALTRA PATOLOGIA: stività
compe
Diabete > rischio 2-3 volte, Obesità, M. di tenza
Crohn,
F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Colecistite acuta


addominali
•DOLORE
sede:
ipocondrio dx o epigastrio
irradiazione:
11° spazio intercostale posteriore regione
lombare, ascende punta della scapola faccia
tempe
anteriore torace stività
compe
tipologia: tenza
continuo con accessi parossistici
esacerbato dalla inspirazione
F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Colecistite acuta


addominali
•In genere litiasica
•Segno di Murphy positivo
•Spesso presente vomito
•Temperatura differenziale
tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Colecistite acuta


addominali
Meteorismo
Fattori scatenanti:
pasti grassi, abuso di alcol, freddo
Non esiste posizione antalgica
Paziente relativamente immobile tempe
stività
che trattiene il respiro, facies pallida, compe
tenza
tirata, sudata «viso patetico»
F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Colecistite acuta


addominali
ESAMI DIAGNOSTICI
(obsoleti)
Colecistografia per os e colangiografia e.v.
Rx diretta calcoli calcifici
Ecografia
Leucocitosi e movimento degli indici tempe
stività
di stasi: compe
bilirubina, fosfatasi alcalina, transaminasi, tenza

lipasi, amilasi, ygt


F. Fabrizio
Evoluzione della
colecistite cronica litiasica
complicanze 25 - 30 %

lo
lco
l ca

ne
de

o
e

zi
ion

Infe
raz
Mig

Cistico VBP/ Papilla


di Vater
Angiocolite, ittero
e/o pancreatite

Idrocolecistite

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Colecistite acuta


addominali
Evoluzioni e complicanze gravi:
Rottura della colecisti (idrocolecistite)
Piocolecistite
Empiema della colecisti
Ascessi (pleura, fegato)
Peritoniti
Odditi tempe
stività
Pancreatiti compe
tenza
Fistole biliari
Forme necrotiche, fulminanti
F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Colecistite acuta


addominali
Trattamento

COLECISTECTOMIA TRADIZIONALE

VIDEOLAPAROSCOPICA
tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Pancreatite acuta


addominali

Processo flogistico insorto


acutamente interessante il
pancreas ed in misura variabile
i tessuti circostanti
tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Pancreatite acuta


addominali

•Dolore addominale a barra,


vomito, ittero, febbre,
disidratazione, tachicardia,
ipotensione, insufficienza
respiratoria, versamenti pleurici, tempe
stività
ecchimosi, shock emodinamico compe
tenza

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Pancreatite acuta


addominali

AMILASEMIA
RX ADDOME
RX TORACE
ECOGRAFIA
TC ADDOME tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Fattori prognostici di Ranson :

Sindromi Pancreatite acuta


addominali
Entro 48 ore: 
All'ingresso: 
- Decremento Ht > 10% 
- Età' > 55 aa 
- Incremento AZOTEMIA > 5
- Leucociti >16.000
mg/dl 
- Glicemia > 200 MG/DL 
- CALCEMIA < 8 mg/dl 
- LDH > 350U/L 
- PaO2 < 60 mmHg - BE > 4
- SGOT > 250 U/L 
mEq/L -
Perdita liquidi stimata > 6 L

F. Fabrizio
Sindromi Pancreatite acuta
addominali

TRATTAMENTO
Raramente un intervento chirurgico urgente
Colecistectomia o drenaggio
Pancreasectomia  
ERCP (colangiopancreatografia retrograda
endoscopica)

F. Fabrizio
Sindromi Pancreatite acuta
addominali

TRATTAMENTO
Raramente un intervento chirurgico urgente
Colecistectomia o drenaggio
Pancreasectomia  
ERCP (colangiopancreatografia retrograda
endoscopica)

F. Fabrizio
Pancreatite acuta

Sindromi
TRATTAMENTO medico addominali
Digiuno
Reintegro di liquidi ed elettroliti
Farmaci specifici
Antibiotici
Antidolorifici
Antisecretori
Antiproteasici
Sondino nasogastrico

F. Fabrizio
Fattori prognostici di Ranson :

Pancreatite acuta
TRATTAMENTO
Raramente un intervento chirurgico urgente
Colecistectomia o drenaggio
Pancreasectomia  
Digiuno
Reintegro di liquidi ed elettroliti
Farmaci specifici
Antibiotici
Antidolorifici
Antisecretori
Antiproteasici
F. Fabrizio
Sindromi
addominali
OCCLUSIONE INTESTINALE

Aderenze, tumori, ernie


MECCANICO
strozzate, volvoli intestinali
diverticoli

PARALITICO Amiloidosi, distrofia


muscolare, malattie
neurologiche, postumi
intervento chirurgico

F. Fabrizio
Sindromi
addominali
OCCLUSIONE INTESTINALE

QUADRO CLINICO ESAMI

Progressiva disidratazione, Esami ematici


squilibrio elettrolitico, rx addome
batteriemia, Endoscopia
produzione di tossine Tc addome

F. Fabrizio
Sindromi
addominali
OCCLUSIONE INTESTINALE

TERAPIA CV
CVC
Riequilibrio idroelettrolitico
SNG,
Resezione intestinale

F. Fabrizio
Sindromi
addominali
PERFORAZIONE INTESTINALE

TERAPIA CV
CVC
Decompressione
Resezione intestinale
Colostomia escludente

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Traumi Emorragie


addominali
1. Traumi
addominali 1. Emorragie gastrointestinali
1. Appendicite acuta 1. Lesione
2. Colecistite acuta e colica del fegato
biliare 2. Lesione
3. Occlusione intestinale della milza
4. Pancreatite acuta 3. Ischemia
5. Diverticolite acuta 4. Lesioni
6. Perforazioni gastrointestinali dell’
apparato tempe
stività
g.e.
compe
tenza

F. Fabrizio
Traumi

Prima causa di morte nei soggetti sotto i 45 anni

Gravità
•Sede anatomica del trauma
•Dinamica del trauma

F. Fabrizio
Traumi

Prima causa di morte nei soggetti sotto i 45 anni

Traumi chiusi: Traumi penetranti:


•lesioni da scoppio •arma bianca,
•lesioni da decelerazione •arma da fuoco
•lesioni da compressione •infilzamenti

F. Fabrizio
Traumi

Prima causa di morte nei soggetti sotto i 45 anni

Complicanze frequenti nei traumi


toracici inferiori:
lesioni spleniche,
renali,
epatiche,
pancreatiche
dei grossi vasi

F. Fabrizio
Traumi

Diagnosi
Esami ematici
Ecografia
TAC addome
DPL

F. Fabrizio
Traumi Trattamento

F. Fabrizio
Accettazione del paziente Ricovero
Urgente

Sindromi Traumi Emorragie


addominali
1. Traumi
addominali 1. Emorragie gastrointestinali
1. Appendicite acuta 1. Lesione
2. Colecistite acuta e colica del fegato
biliare 2. Lesione
3. Occlusione intestinale della milza
4. Pancreatite acuta 3. Ischemia
5. Diverticolite acuta 4. Lesioni
6. Perforazioni gastrointestinali dell’
apparato tempe
stività
g.e.
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Urgente

Emorragie
Emorragie dell’ esofago
1. Emorragie gastrointestinali
1Esofagite
2. Varici esofagee
3.Carcinoma
Ulcera peptica gastrica o
duodenale
Tumori gastrici tempe
stività
Tumori intestinali compe
tenza
Malattie emorragiche
F. Fabrizio
Diagnosi /terapia Ricovero
Urgente

Emorragie
ENDOSCOPIA
DIAGNOSTICA E
1. Emorragie gastrointestinali
TERAPEUTICA

INTERVENTO
CHIRURGICO tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Sintomi Ricovero
Urgente

Emorragie
Ematemesi
1. Emorragie gastrointestinali
Melena
Enterorragia

tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Trattamento Ricovero
Urgente

Emorragie
TRATTAMENTO
Digiuno 1. Emorragie gastrointestinali
Trasfusione
Reintegro di liquidi ed
elettroliti
Farmaci specifici
Antidolorifici
tempe
Sondino nasogastrico compe
stività
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Urgente

Assistenza pre operatoria

Assistenza peri operatoria

Assistenza post operatoria


tempe
stività
Assistenza domiciliare compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

Identificazione del paziente

Descrizione del problema principale

Valutazione rapida infermieristica


tempe
Ridurre lo stato d’ansia stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

Accogliere il paziente ed i familiari


con atteggiamento empatico
Effettuare una rapida valutazione
dell’aspetto generale del paziente

tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

1. Valutazione rapida
2. Anamnesi mirata
3. Rilevazione dei parametri vitali
assistenza alla visita medica
4. Esami preoperatori
5. Preparazione del paziente per l’
intervento tempe
stività
6. Rivalutazione del paziente nell’ compe
tenza
attesa
F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

1. Valutazione rapida
•Stato di coscienza (privo di
coscienza, confuso, agitato e/o
irrequieto, incapacità a mantenere la
stazione eretta, etc.)
tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

1. Valutazione rapida
• Respiro (assente, dispnea)
• Circolo (cianosi, pallore con
sudorazione)
• Deficit motori
• Esposizione (evidenza di ferite, tempe
stività
emorragie massive, deformità) compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente
2. Anamnesi mirata
breve raccolta di informazioni
attraverso un’ intervista rivolta al
paziente e/o agli accompagnatori:
•individuazione e del problema
principale,
•presenza di sintomi associati,
•raccolta dati relativi a patologie
concomitanti e/o pregresse
tempe
•informazioni aggiuntive (allergie, stività
compe
vaccinazioni, farmaci in uso) tenza

•Situazione socio economica


F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente
Coma gaslow scale

tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente
Stabilizzazione del paziente
Prelievi di routine per intervento
•Emocromo
•Gruppo
•Assetto coagulativo
•Elettroliti
•Creatininemia
•Glicemia
•Es. urine
•Test di gravidanza
tempe
ECG stività
Rx torace compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente
Rx torace evidenze

•(grado B)
• pazienti con malattie polmonari
acute o croniche
• pazienti con malattie
cardiovascolari
•(grado C)
• fumatori
• pazienti in trattamento per
tempe
neoplasie o immunodepressi stività
compe
• soggetti in condizioni socio- tenza
sanitarie precarie.
F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo venoso
Urgente
Il prelievo o la venipuntura per terapia e.v.
sono manovre invasive non prive di
compilanze:
Flebiti
Batteriemie
Ematomi

In caso di terapia anche lesioni da stravaso

tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo venoso
Urgente
Fattori di rischio per le vie infusionali
Difetti del contenitore
Contaminazione intrinseca
Cambi di flacone
Giunzione con altre soluzioni (compatibilità)
Cateteri misurazione PVC
Somministrazioni estemporanee
Rubinetti o connettori
Tecnica non sterile di venipuntura
Filtri

F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo venoso
Urgente
Preparazione del materiale occorrente
•Bacinella reniforme
•Provette con etichette posizionate
•Camicia e riduttore
•Ago butterfly o ago cannula
•Laccio emostatico
•Batuffolo con disinfettante
•Cerotto medicato
•Guanti in vinile
•Telino
tempe
•Contenitore per provette stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo venoso
Urgente

Procedura
L’infermiere esegue il prelievo
venoso

Le vene di elezione sono:


vena basilica o cefalica all’altezza
della piega
dell’avambraccio.
Nel caso di venipuntura difficoltosa
si ricorrere alla vene superficiali
della mano o alla vena radiale

F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo venoso
Urgente

Lavaggio antisettico delle mani

F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo venoso
Urgente

Tecnica del prelievo 1/5

•Verificare e informare il paziente


•Trovare un appoggio per la
bacinella e preparare la camicia con
il suo innesto
•Posizionare il laccio emostatico a
monte della vena da cui verrà
effettuato il prelievo (10 cm)
•Aprire la confezione dell’ ago
butterfly o ago cannula

F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo venoso
Urgente

Tecnica del prelievo 2/5

•Indossare i guanti monouso


•Invitare il paziente a stringere il
pugno
•Individuare il vaso da cui effettuare
il prelievo
•Disinfettare accuratamente la parte
lasciando agire il disinfettante per
circa un minuto

F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo Ega
Urgente

Tecnica di prelievo EGA 1/3

• Divaricare lungo il decorso dell’


arteria indice e medio della mano
non dominante
• Pungere l' arteriacon un'
angolazione di 45°
• Attendere che il sangue risalga in
siringa eparinata
• Posizionare un tampone rimuovere
la siringa e comprimere il sito di
prelievo
• Ruotare dolcemente la siringa
F. Fabrizio
Ricovero
Tecnica del prelievo Ega
Urgente

Tecnica di prelievo EGA 3/3

• Smaltire l’ago nell’ halibox


• Smaltire il batuffolo nell’ halipack
• Posizionare un bendaggio compressivo
• Eseguire immediatamente, e comunque entro 10
minuti dal prelievo al fine di evitare alterazioni del
campione, l’esame con l’apparecchiatura a
disposizione secondo le modalità indicate nel
manuale d’uso
• Registrare l' esame e i risultati

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. Preparazione del paziente per l’


intervento
PRELIEVO PER PROVA CROCIATA (SE RICHIESTA)
PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA
TIPOLOGIA DI INTERVENTO
( peretta,clistere,lassativo)
INFORMA IL PAZIENTE SULL’ORARIO DI
EFFETTUAZIONE DELL’INTERVENTO
SUGGERISCE L’EVENTUALE USO DI UNA FASCIA
ADDOMINALE
RICORDA AL PAZIENTE DI MANTENERE IL DIGIUNO
PREOPERATORIO tempe
stività
SOMMINISTRA I FARMACI PRESCRITTI DAL MEDICOcompe
(TERAPIA ANTIBIOTICA,ANTITROMBOTICA,SEDATIVA tenza
ecc.)

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Materiale
Traversa e cerata
Apparecchio per clistere pluriuso o
monouso
Contenitore con acqua a temperatura
adeguata
Sonda rettale monouso tempe
stività
Vaselina o lubrificante idrosolubile competenz
a

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Materiale

Guanti e camice monouso


Padella e/o sedia a comoda
Garze non sterili
Biancheria di ricambio
Necessario per l'igiene personale tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Accertarsi che tutto il materiale necessario sia


disponibile.
1. Fornire alla persona e/o al care
giver le informazioni di competenza
relative alla procedura.
2. Garantire il diritto alla
riservatezza individuando adeguati te
mpest
ambienti per l'esecuzione della com ività
petenz
procedura a

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO
3. Proteggere il letto con cerata e
traversa
4. Lavaggio sociale delle mani e
utilizzo di guanti e camice
5. Preparare la soluzione da irrigare
secondo le disposizioni cliniche con
temperatura tra i 37°- 40°C tempe
stività
(nei casi in cui è necessaria una pulizia c
ompet
specifica aggiungere O.V. O P.L.) enza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO

6. Posizionare la persona sul fianco


sinistro con arto inferiore destro
flesso
7. Lubrificare l'estremità della
sonda
8. Introdurre delicatamente con
tempe
movimento rotatorio la sonda nel stività
compe
retto per circa 7 centimetri tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO

9. Posizionare l'irrigatore ad una


altezza non superiore a 40-50
centimetri dall'ano
10. Collegare la sonda all'irrigatore
e aprire il rubinetto lasciando
defluire lentamente la soluzione
tempe
(5-10') stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO

11. Durante l'irrigazione rassicurare


la persona ponendo attenzione al
manifestarsi di qualsiasi evento non
previsto.
12. Terminata l'infusione rimuovere
delicatamente la sonda e chiedere
tempe
alla persona di ritenere stività

la soluzione almeno per 10 minuticompetenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO

13. Posizionare la persona sulla


padella o sulla comoda se presenta
problemi di mobilizzazione,
altrimenti accompagnarla al bagno
14. Dopo l'evacuazione garantire le
cure igieniche alla persona
tempe
15. Riordino del materiale stività
compe
impiegato. tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA


TIPOLOGIA DI INTERVENTO

16. Informare il case manager


sull'efficacia della procedura.
17. Documentare sulla cartella
quanto di competenza rispetto alla
procedura effettuata.
tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. Preparazione del paziente per l’


intervento
PRELIEVO PER PROVA CROCIATA (SE RICHIESTA)
PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA
TIPOLOGIA DI INTERVENTO
( peretta,clistere,lassativo)
INFORMA IL PAZIENTE SULL’ORARIO DI
EFFETTUAZIONE DELL’INTERVENTO
RICORDA AL PAZIENTE DI MANTENERE IL DIGIUNO
PREOPERATORIO
SOMMINISTRA I FARMACI PRESCRITTI DAL MEDICO
(TERAPIA ANTIBIOTICA, ANTITROMBOTICA, SEDATIVA tempestivit
à
ecc.) compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente
5. Preparazione del paziente per l’ intervento

PRELIEVO PER PROVA CROCIATA (SE RICHIESTA)


PREPARAZIONE INTESTINALE SPECIFICA PER LA
TIPOLOGIA DI INTERVENTO
( peretta,clistere,lassativo)
INFORMA IL PAZIENTE SULL’ORARIO DI
EFFETTUAZIONE DELL’INTERVENTO
RICORDA AL PAZIENTE DI MANTENERE IL DIGIUNO
PREOPERATORIO
SOMMINISTRA I FARMACI PRESCRITTI DAL MEDICO
(TERAPIA ANTIBIOTICA, ANTITROMBOTICA, SEDATIVA
ecc.)
tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. Preparazione del paziente prima


dell’ intervento
L’infermiere si accerta che il pz. sia
digiuno
invita il pz. a rimuovere protesi
dentarie,lenti a contatto,oggetti metallici e
cosmetici ripone in custodia oggetti
personali preziosi (compilazione modulistica
idonea)
tempe
fa indossare al pz. il camice monouso,il stività
compe
bracciale identificativo e le eventuali calze tenza

antitrombo
F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

5. Preparazione del paziente prima


dell’ intervento

esegue la tricotomia specifica


posiziona il sondino nasogastrico ed il
catetere vescicale (su disposizione del
medico)
consegna al personale di Sala Operatoria la
documentazione clinica del paziente e
tempe
l’antibioticoterapia da eseguire all’induzione stività
compe
dell’anestesia tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

6. Rivalutazione del paziente nell’


attesa

tempe
stività
compe
tenza

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

Le evidenze scientifiche

Le raccomandazioni hanno un
diverso valore a seconda che siano:
Categoria IA Fortemente
raccomandata l’implementazione
e supportata da studi
sperimentali, clinici o
epidemiologici ben disegnati. tempe
stività
Categoria IB Fortemente
raccomandata l’implementazione
e supportata da alcuni studi
sperimentali, clinici o F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

Le evidenze scientifiche

Le raccomandazioni hanno un
diverso valore a seconda che siano:

Categoria II Suggerita
l’implementazione e supportata
da utili studi clinici od
epidemiologici o da razionali tempe
stività
teorici.
Mancanza di raccomandazioni;
problema irrisolto. L’evidenza è
inadeguata o insufficiente o
F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

Le evidenze scientifiche

Le raccomandazioni hanno un
diverso valore a seconda che
siano:

I Condizioni per le quali ci sono


evidenze e/o un consenso
generale che una determinata
tempe
procedura o trattamento è utile stività
ed efficace
II Condizioni per le quali vi sono
evidenze in contrasto e/oF. Fabrizio
divergenze d’opinione
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

Le evidenze scientifiche

Le raccomandazioni hanno un
diverso valore a seconda che
siano:
II a Il peso delle evidenze/opinioni
appare in favore
dell’efficacia/efficienza
II b L’utilità/efficacia è di minore
tempe
consistenza nelle stività
evidenze/opinione
III Condizioni per le quali c’è
evidenza e/o un generaleF. Fabrizio
consenso che le procedure
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

Le evidenze scientifiche

TRICOTOMIA PREOPERATORIA
Anche in questo caso la linea guida è molto categorica, tanto
che le raccomandazioni sono di tipo IA, ossia, l’adozione e la
messa in atto delle stesse è fortemente raccomandata, perché
sono supportate da studi sperimentali, clinici od epidemiologici,

tempe
stività

F. Fabrizio
Ricovero
Assistenza pre operatoria
Urgente

Le evidenze scientifiche

TRICOTOMIA PREOPERATORIA
A
i1. Non praticare la tricotomia nel preoperatorio, a
meno che i peli in corrispondenza o attorno al sito
chirurgico interferiscano con l’intervento (Categoria
IA). accomandata, perché sono supportate da studi
sperimentali, clinici od epidemiologici, c2. Laddove possibile
è preferibile procedere alla chirurgia senza eseguire la
tricotomia piuttosto che utilizzare rasoi a lametta e
questo per diminuire il rischio d’infezione della ferita tempe
stività
chirurgica. (Categoria IA e IB) ome le seguenti:

3. In pazienti sottoposti a chirurgia pulita addominale


la depilazione è preferibile alla rasatura con lametta al
fine di ridurre il rischio d’infezione della ferita
F. Fabrizio
chirurgica. (Categoria IB)
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
E’ utilizzato per:
• aspirare il contenuto gastrico, anche in caso di
occlusione intestinale;
• somministrare la nutrizione enterale;
• svuotare lo stomaco da contenuti pericolosi (gastrolusi
o lavanda gastrica);
• prevenire la distensione dello stomaco prima o dopo
un intervento chirurgico, anche se non c’è
accordo in letteratura riguardo all’efficacia di questo
utilizzo tempe
stività

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
fare particolare attenzione ai seguenti pazienti:
• non coscienti, il paziente potrebbe non manifestare
alcuna reazione;
• in stato confusionale o deliranti, per la maggior difficoltà
della manovra e per il maggior rischio di lesioni;
• con malformazioni o lesioni della cavità orale o
dell’esofago, per la maggiore difficoltà nel posizionamento;
• sottoposti a intervento chirurgico dell’esofago o dello
stomaco, per il rischio di lesione
• con varici esofagee in atto tempe
•pazienti con trauma cranico facciale o con rinorrea per il stività
rischio di passaggio nello spazio endocranico.

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
Il sondino può essere in silicone o poliuretano morbido e
flessibile
Nei pazienti adulti si utilizzano sonde con un diametro
compreso fra gli 8 e 12 French , nei bambini si usano
sonde con diametro compreso tra i 6 e gli 8 French
I sondini possono variare anche per lunghezza (90-145
cm).
Il sondino utilizzato per la somministrazione di farmaci è di
dimensioni maggiori (almeno 14 French)

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
E’ una manovra invasiva
Prima di inserire un sondino nasogastrico bisogna
informare il paziente e chiedergli il consenso.
Le narici devono essere pervie e si deve verificare
che non ci siano ulcerazioni o arrossamenti.
L’introduzione del sondino non è generalmente
dolorosa, ma può essere fastidiosa perché può stimolare il
riflesso del vomito.

tempe
stività

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
MATERIALE OCCORRENTE
sondino naso gastrico
bacinella reniforme
una siringa da 60 ml o schizzettone(a cono grande)
un bicchiere d'acqua
cerotto di tela o pretagliato e sagomato
garze
guanti monouso
traversa
Sacca di raccolta
forbici
fonendoscopio tempe
stività
lubrificante idrosolubile
pinza di Magyl 

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
Se possibile posizionare il paziente semiseduto
Misurare la lunghezza del sondino da inserire:
sommare la distanza fra la punta del naso e l’apice del
lobo auricolare e quella fra il lobo auricolare e l’estremità
inferiore dello sterno, aggiungendo circa 15 cm,
evidenziare il punto

E’ preferibile inserire il sondino nel digiuno per ridurre il


rischio di rigurgito e la possibile aspirazione tracheale
tempe
stività

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
Paziente collaborante si chiede di inclinare leggermente la
testa all’indietro mentre si inserisce il sondino nelle narici.

Una volta che il sondino ha raggiunto l’orofaringe, si deve


far piegare la testa del paziente in avanti chiedendogli di
bere e di deglutire

Far procedere fino al punto precedentemente previsto


accertarsi dell’arrivo del sondino in stomaco, si deve
aspirare con una siringa da almeno 30 ml tempe
stività

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
Il sondino va fissato al naso con un cerotto.
Si può confezionare una sorta di “cravatta” con 2
strisce sottili di cerotto che si incrociano sul sondino
Può essere fissato sulla fronte fra 2 strati
di cerotto: uno inferiore, a contatto con la cute, e uno
superiore, sovrapposto al cerotto inferiore,
evitando così che il sondino tocchi la cute.
Esistono anche i sistemi di fissaggio già predisposti,
che bloccano il sondino e lo posizionano sul naso o sulla
fronte con una striscia adesiva

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
Segnare sul sondino (con un pennarello) il punto di
fuoriuscita dalla narice
annotare nella cartella clinica la lunghezza della porzione
esterna della sonda nasogastrica e confrontarla con la
misurazione effettuata al momento del posizionamento

Lavare il sondino periodicamente con almeno 30 ml di


acqua a temperatura ambiente per impedire la
cristallizzazione dei sali biliari

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG
Controllo del paziente
L’operatore sanitario deve controllare periodicamente il
paziente verificando:
• la tolleranza del paziente al sondino
• il corretto posizionamento del sondino nel tubo digerente;
• le caratteristiche dell’aspirato quantità, colore, qualità.
•se si sono formate lesioni da decubito nella narice dove è
appoggiato il sondino e nella cute sottostante il cerotto di
fissaggio

F. Fabrizio
Assistenza pre operatoria

SONDINO NG

L’ aspirazione di materiale gastrico andrebbe


effettuata a intermittenza e con basse pressioni (fino a 30-40
mmHg).

L’aspirazione può essere


effettuata con un aspiratore a muro o con una siringa da 50 ml.

F. Fabrizio
Ricovero
Urgente

Assistenza pre operatoria

Assistenza peri operatoria

Assistenza post operatoria


tempe
stività
Assistenza domiciliare compe
tenza

F. Fabrizio
Assistenza peri operatoria

Dall’ U.O.al gruppo operatorio


La check list

F. Fabrizio
Assistenza peri operatoria

Dall’ U.O.al gruppo operatorio

Verificare il paziente e la documentazione


presente in cartella

Il trasporto va sempre effettuato con barella


Conoscere la logistica e le criticità

Il paziente è affidato al collega di sala o all’


infermiere di anestesia

F. Fabrizio
Assistenza peri operatoria

Nel gruppo operatorio

Verificare il paziente e la documentazione


presente in cartella

Preparazione dei materiali e dei dispositivi


Preparazione del paziente.
Incannulamento vena
Sistemi di monitoraggio NI e piastra
Posizionamento del paziente sul lettino

F. Fabrizio
Assistenza peri operatoria

Fase intraoperatoria
Inizia quando il paziente viene trasferito sul
letto operatorio
Termina quando esso viene rinviato alll’ U.O.
chirurgica o ricoverato nella unità di cure
postanestesiologiche (P.A.C.U.)

F. Fabrizio
Assistenza peri operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Inizio terapia endovenosa (sotto prescrizione
medica)
Collaborazione con medico anestesista
durante anestesia generale
Monitoraggio parametri vitali
Collaborazione con l’infermiere strumentista e
con gli operatori socio-sanitari

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Decubito supino (dorsale)
Decubito in Trendelenburg
Anti-Trendelenburg
Decubito per Laminectomia
Semiseduto
Prono
Ginecologico
Laterale dx o sn
Capo flesso
Capo iperesteso
F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Decubito supino (dorsale)

La posizione in decubito supino si impiega per


gli interventi addominali, per gli interventi a
viso e collo, al torace ed alla spalla. Si usa
anche per la chirurgia vascolare. In ortopedia
viene impiegata quando garantisca una
esposizione adeguata.

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Decubito supino (dorsale)

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Decubito in Trendelenburg

Il bacino si deve trovare più in alto della testa.


Questa posizione si impiega principalmente
per gli interventi sul piccolo bacino e la pelvi.
L'obiettivo è far si che gli organi addominali si
dislochino verso il diaframma liberando la
pelvi.
Mantenere costante il controllo respiratorio

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Anti-Trendelenburg

Si impiega per la chirurgia della testa e del


collo è impiegata per la chirurgia della regione
addominale sottodiaframmatica e mira a far si
che gli organi addominali scendano verso la
pelvi liberando la regione sottodiaframmatica.
Per il raggiungimento e il mantenimento di
questa posizione può essere richiesto l'uso di
un poggia-piedi (specialmente se il paziente è
un obeso)
F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio

Decubito per Laminectomia


Questa posizione viene impiegata per gli
interventi sulla colonna vertebrale, colonna
dorsale e lombare, specialmente per la
laminectomia microscopica.

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio

Decubito per Laminectomia


Mira ad allargare gli spazi intervertebrali e
consentire al chirurgo di giungere alla lamina
posteriore vertebrale per il trattamento
dell'ernia discale. Questa posizione permette
di agire sulla colonna dorsale e lombare

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Decubito per Laminectomia

Per raggiungere e mantenere questa


posizione occorrono appositi accessori del
letto e la collaborazioni di molto personale.
Il diaframma deve essere libero di muoversi,
gli arti superiori in posizione naturale, il collo
del paziente sia in posizione comoda e sicura,
che il paziente non si muova e mantenga
assolutamente la posizione.
F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Decubito per Laminectomia

Il paziente viene indotto in posizione supina,


poi una volta che l'anestesista da il consenso,
il paziente viene girato. Per effettuare questo
posizionamento sono necessarie almeno sei
persone in modo che siano evitate torsioni agli
arti e che la testa sia ruotata in accordo con il
resto del corpo.

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Decubito per Laminectomia

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Semiseduto

La posizione di Fowler si impiega per la


chirurgia della spalla, per la chirurgia
otorinolaringoiatrica e per la chirurgia
ricostruttiva della mammella. Viene impiegata -
con gli opportuni accessori - anche per la
chirurgia della colonna cervicale e per le
craniotomie posteriori. -

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Semiseduto

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Prono

Il paziente viene dapprima indotto ed intubato


in posizione supina. Con il consenso
dell'anestesista, il paziente viene girato da
almeno 4 persone, mantenendo l'allineamento
corporeo e la testa deve girare
consensualmente al resto del corpo. Questa
posizione viene impiegata per interventi sulla
regione dorsale o quando sia richiesto un
accesso posteriore. -
F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Prono

La testa deve essere allineata con il resto del


corpo. Gli arti superiori si mantengono ai lati
Ladeltestapaziente
deve essere se possibile,
allineata con il resto altrimenti ai lati della
del corpo e si impiegano gli accessori per
testaGliinartiposizione
questo. comoda.
superiori si mantengono ai latiLe
del ginocchia
paziente se possibile, altrimenti ai la
della testa in posizione comoda. Le ginocchia devono essere leggermente flesse con
devono diessere
l'inserimento leggermente
uno spessore sotto le caviglie. flesse con
- See more at:
l'inserimento di uno spessore sotto le caviglie.
http://strumentistaso.altervista.org/posizioni-paziente.html#sthash.VGmOg9XM.dpuf

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Prono

La testa deve essere allineata con il resto del corpo e si impiegano gli accessori per
questo. Gli arti superiori si mantengono ai lati del paziente se possibile, altrimenti ai la
della testa in posizione comoda. Le ginocchia devono essere leggermente flesse con
l'inserimento di uno spessore sotto le caviglie. - See more at:
http://strumentistaso.altervista.org/posizioni-paziente.html#sthash.VGmOg9XM.dpuf

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Ginecologico
Questa è una posizione che si impiega per la
chirurgia perineale, trans-vaginale e ano-
rettale. Questa posizione richiede l'intervento
di due persone che innalzino gli arti inferiori in
modo simultaneo, applicando una lieve
rotazione delle anche per mantenere l'assetto
fisiologico dell'articolazione coxo-femorale.

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Ginecologico
Per quanto possibile sarebbe importante
ottenere questa posizione con il paziente
ancora sveglio e che collabori eosservare se il
paziente abbia limitazioni articolari o impianti
protesici che possano lussarsi e comunque il
raggiungimento della posizione deve essere
graduale e ottenuta lentamente, poichè un
cambio troppo rapido potrebbe portare
alterazioni alla pressione sanguigna.
F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Ginecologico
A fine intervento le anche non vanno
abbandonate o lasciate cadere per evitare
lussazioni.

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Laterale dx o sn
Il decubito laterale si impiega per la chirurgia
toracica e per la chirurgia del rene. Si tratta di
una posizione difficile da ottenere e si fa
raccomandazione di impiegare il comodissimo
cuscino a depressione che aiuta nel
mantenere tale collocazione.

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Laterale dx o sn
Il paziente giace sul fianco con il braccio
inferiore abdotto su un reggibraccio, mentre il
braccio superiore può essere collocato in
sospensione ad un archetto a ponte, oppure
su un secondo reggibraccio. La gamba
inferiore è leggermente flessa, mentre quella
superiore è distesa. Queste due estremità
sono separate da un cuscino morbido.

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Laterale dx o sn
La testa deve essere posizionata in modo che
il collo sia in asse con la restante colonna
vertebrale e per mantenere la posizione della
testa si può impiegare un apposito cuscino
morbido incavato che blocchi la testa. Viene
applicata una fascia di contenimento a livello
delle anche ed una a livello della gamba

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio


Laterale dx o sn
Nb Testa sollevataper allineamento rachide
braccio a 90°

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto ortopedico

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Posizionamento paziente sul letto operatorio

I responsabili del posizionamento del paziente


sono anzitutto l'anestesista, il chirurgo e
l'Assistente di Sala che, con l'aiuto di
personale di supporto, pongono il paziente in
posizione

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Durante l’ intervento l’ equipe infermieristica è


composta solitamente da:

Infermiere strumentista

Infermiere di sala

Infermiere di anestesia

Per alcune specialità sono previste altre


professioni quali il tecnico ortopedico o inferm.
gessista, tecnico perfusionista, ostetrica….
F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Infermiere strumentista:
Prepara il carrello madre e il carrello servitore,
effettua il conto dello strumentario, delle garze,
degli agli dei loop.
Assiste il chirurgo e conosce tutti i tempi dell’
intervento
Propone il cambio guanti
Effettuata la medicazione finale e controlla
eventuali drenaggi

«Certified nurse anesthesists»*


F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Infermiere di sala

a)Verifica della pulizia, della disinfezione e della


sterilizzazione delle apparecchiature e del
materiale occorrente per l’ intervento
b)Preparazione del paziente in sala operatoria
c)Applica la piastra dell’ elettrobisturi
d)Verifica nome del paziente con la lista operatoria
e sede di intervento
e)Assiste l’ infermiere strumentista e i chirurghi
dalla vestizione alla fine intervento
f)Rinnova il materiale necessario
g)Effettua la conta ferri, garze, aghi, loop
F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Infermiere di sala Responsabilità nell’ uso della


piastra da eb

riutilizzare la piastra
insufficiente tricotomia, indispensabile per la
perfetta aderenza della placca al corpo del
paziente, favorendone con ciò lo scollamento
adattare piastre di misura maggiori provvedendo a
tagliarne una parte (perde dal lato tagliato la sua
capacità autoisolante)
conservazione in luoghi e a temperature non
idonee favorendo l’essicamento del gel.
In questi casi l’infermiere risponde lesioni colpose

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Infermiere di anestesia

a)Preparazione delle apparecchiature e del


materiale necessario all’anestesia generale o
perifierica
b)Verifica della pulizia, della disinfezione e
della sterilizzazione delle apparecchiature e
del materiale occorrente per anestesia
c)Preparazione del paziente in sala operatoria
d)Verifica nome del paziente con la lista
operatoria e sede di intervento

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Infermiere di anestesia

a)Collabora con l’anestesista nell’ induzione,


nell’ intubazione/estubazione del paziente o
nelle procedure di anestesia periferica, nel
posizionamento cateteri venosi
b)Sorveglia terapia di supporto (trasfusioni,
cec, emogas arteriosi o venosi intraoperatori)
c)Sorveglia parametri vitali (polso, pressione,
respiro) durante, nell’immediato periodo post
operatorio e in sala risveglio

F. Fabrizio
Assistenza intra operatoria

Infermiere di anestesia

a)Sorveglia la regolarità del funzionamento


degli apparecchi di respirazione automatica
(taratura), di monitoraggio, di emorecupero di
sangue intraoperatorio, del broncoscopio,
delle lame del laringoscopio, del defibrillatore..
b)Conosce i farmaci per anestesia e le
diluizioni
c)Conosce i farmaci necessari per urgenze
cardiocircolatorie o emorragiche

F. Fabrizio
Ricovero
Urgente

Assistenza pre operatoria

Assistenza peri operatoria

Assistenza post operatoria


tempe
stività
Assistenza domiciliare compe
tenza

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria

Inizia alla fine dell’ intervento chirurgico

In questa fase sono:


Confezionate le medicazioni
Controllati i drenaggi
Viene controllato il risveglio del paziente
Pulizia della cute e rimozione di piastra ed altri
sistemi di monitoraggio
Passaggio sulla barella o letto di presala

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria

Alla fine dell’intervento chirurgico, il paziente


può uscire dalla sala operatoria in due modi:
• Sveglio (al termine dell’anestesia):
respiro spontaneo, stato di coscienza +,
• Sotto anestesia: Intubazione naso-oro
tracheale, assistenza ventilatoria,
monitoraggio continuo parametri vitali.
Nel primo caso il paziente viene
riaccompagnato presso la propria U.O. nel
secondo nella terapia post chirurgica o
intensiva
F. Fabrizio
Assistenza post operatoria

Trasferimento del paziente in U.O.


• L’infermiere di anestesia, quando ritiene che il
paz. sia completamente sveglio lo comunica
all’anestesista per il Nulla Osta al
trasferimento contatta l’.U.O. per la preparazione
del letto
• Il paziente viene trasferito in barella con la
cartella clinica completa presso la degenza;
• L’infermiere comunica l’intervento chirurgico
effettuato e le eventuali complicanze osservate al
collega di reparto.

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria nell’ U.O.

L’infermiere prepara la stanza del paziente


prima del suo arrivo

Verifica che il personale di supporto abbia


effettuato il cambio biancheria
Verifica la temperatura, la luminosità, la
disponibilità di coperte aggiuntive, di traverse
monouso, la presenza di sostegni per flebo e
drenaggi, il funzionamento di O2 e vuoto
centralizzato

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria nell’ U.O.

Spiega ai parenti le situazioni che potrebbero


verificarsi, li invita a non sostare in più di una
persona nella stanza e a non stimolare il paziente
nelle prime ore, mostra l’ uso dell’ attivatore di
chiamata.
Effettua un ricambio aria

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria nell’ U.O.

Osservazione dopo il posizionamento a letto:

• Osservazione dello stato di coscienza, colorito


della cute e delle mucose;
• Rilevazione: FC, FR, PA (pressioni invasive se
richiesto), PVC, SO2, T°, emogasanalisi;
• Controllo accessi venosi centrali e periferici;
• Ossigenoterapia se prescritta (anestesista);
• Terapia infusionale in corso;
• Controllo e fissaggio eventuali cateteri, SNG,
Drenaggi
F. Fabrizio
Assistenza post operatoria nell’ U.O.

Osservazione dopo il posizionamento a letto:

• Osservazione dello stato di coscienza, colorito


della cute e delle mucose;
• Rilevazione: FC, FR, PA (pressioni invasive se
richiesto), PVC, SO2, T°, emogasanalisi;
• Controllo accessi venosi centrali e periferici;
• Ossigenoterapia se prescritta (anestesista);
• Terapia infusionale in corso;
• Controllo e fissaggio eventuali cateteri, SNG,
Drenaggi
F. Fabrizio
Assistenza post operatoria
Trasferimento del paz. dalla S.O. in T.I.

•L’infermiere si deve accertare della


disponibilità del letto presso la T.I.;
•Prima del termine dell’intervento chirurgico,
fa prelevare il letto dalla T.I. per il trasporto del
paz.;
•Il letto deve essere attrezzato di monitoraggio
cardiaco, pressione incruenta, saturimetro,
bombola di ossigeno (piena);

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria
Trasferimento del paz. dalla S.O. in T.I.

•Va e vieni, pallone di Ambu, maschere


facciali, cannule di Guedel;
•Una volta trasferito il paz. dal letto operatorio
al letto di trasporto, un inf.re accompagna
l’anestesista durante il trasferimento in T.I.

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria nell’ U.O.

Mobilizzazione del paziente precoce (anche


dopo le prime ore dopo l’intervento;
• Monitorizzazione periodica dei parametri;
• Esecuzione ad orario delle terapie prescritte;
• Controllo dei drenaggi, catetere vescicale,
SNG;
• Mantenimento del digiuno se prescritto, o
alimentazione del paziente;
• Gestione della ferita chirurgica

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria nell’ U.O.

Mobilizzazione del paziente precoce, anche


dopo le prime ore dall’intervento:
Incoraggiare il paziente a girarsi e muovere le
gambe
Ad effettuare respiri profondi e se necessario
tossire
Far penzolare le gambe dal letto la sera dell’
intervento
A camminare il 1^ giorno dopo l’ intervento

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria nell’ U.O.

• Controllo SNG:
Mantenere la pervietà iniettando 30ml ogni 2
ore
• Bilancio idro elettrolitico
• Valutare la ferita chirurgica per segni di:
Eritema
Gonfiore
Drenaggio

F. Fabrizio
Assistenza post operatoria nell’ U.O.

L’infermiere deve conoscere :

Le condizioni o i processi della malattia che


hanno un impatto sul cliente.

La chirurgia può richiedere il


confezionamento di una
stomia temporanea o permanente

Tipo di stomie

F. Fabrizio
Tipo di stomie

La parola “stomia” deriva dal greco e


significa “bocca”, “apertura”.

 È il risultato di un intervento chirurgico


attraverso il quale si crea un'apertura,
simile ad una bocca, sulla parete
addominale, consente di far fuoriuscire il
contenuto dell’intestino

F. Fabrizio
Tipo di stomie

La stomia non presenta sfintere, ovvero


non è dotata di un muscolo in grado di
controllare la fuoriuscita di gas e feci

Il nome dato alla stomia deriva dal nome


del tratto di intestino che è stato utilizzato
per realizzarla.

 La stomia può essere temporanea o


definitiva.

F. Fabrizio
Classificazione

Ileostomie
Enterostomie
Colostomie

STOMIE
Nefrostomie
Urostomie Ureterocutaneostomie

Ureteroileostomie
Faringostomie

Esofagostomie

Gastrostomie
Sedi e natura delle secrezioni

F. Fabrizio
Cura della stomia

Controllo Stomia:
Valutare il colore dello stoma, il gonfiore e
sanguinamenti
Colore rosa-rosso normale
Colore rosso scuro ischemia
Colore bruno o nero necrosi

F. Fabrizio
Cura della stomia

 La pelle attorno alla stomia è molto


delicata e necessita di attenzioni e cure
igieniche ogni giorno.
 È continuamente esposta a sollecitazioni
meccaniche durante il cambio dei presidi e
a irritazioni chimiche causate dalle feci.

F. Fabrizio
Cura della stomia

 Detergerla ogni giorno con acqua


tiepida e sapone neutro a pH 5.5 o sapone
liquido tipo Marsiglia

Evitare assolutamente prodotti a


base di alcool, etere, benzina, Amuchina o
altre sostanze irritanti: la pelle si
disidrata (si secca) e diventa ipersensibile

F. Fabrizio
MATERIALE PER
L’IGIENE QUOTIDIANA
 Un presidio di raccolta nuovo
 Forbicine a punta ricurva per modellare e
tagliare su misura il foro della placca (solo in
caso di placca da ritagliare);
 Sapone neutro a pH 5.5 o sapone liquido
tipo
Marsiglia e acqua corrente tiepida;
 Carta igienica o panno carta;
 Salvietta morbida per asciugare;
 Pasta protettiva da applicare nella cute
attorno alla stomia (ileostomia);
 Sacchetto per i rifiuti.
F. Fabrizio
raccomandazioni

Lasciare uno spazio di 2-3mmtra stoma e


placca
 Vuotare la sacca tra 1/3 e ½
 Fare attenzione all’ integrità cutanea
(eruzioni e candidosi
Incoraggiare la deambulazione precoce
Monitorare la qualità delle feci, se necessario
usare un ammorbidente

F. Fabrizio
raccomandazioni

insegnare al paziente la gestione anche


attraverso opuscoli
 Valutare i cambiamenti di dieta (aumento di
fibre e liquidi)
 Informare

F. Fabrizio
bibliografia

L. Carpenito – Moyet, Diagnosi Infermieristiche


Applicazione alla pratica clinica
M. Cantarelli, Il modello delle prestazioni infermieristiche
S.M. Nettina, Vademecum per infermiere
Anin, Procedure protocolli e linee guida di assistenza
infermieristica
Brunner e Saddart Nursing medico chirurgico

F. Fabrizio
Esofago stomia
AS OBIETTIVI
SI
ST
EN
ZA
•ASSICURARE un’adeguata raccolta
della saliva
•MANTENERE l’integrità della cute
circostante
•NON RENDERE difficoltosi o fastidiosi i
movimenti del collo
Sonda gastrostomica PEG
Cura della Sonda
 Controllare quotidianamente la flangia cutanea
 Detergere la cute con acqua ossigenata,e
successivamente con acqua e sapone
 Ruotare la flangia cutanea
 Controllare la presenza di segni di infezione
 Lavare sempre il lume della sonda dopo ogni
utilizzo
ASSISTENZA
 Valutazione attenta della
quantità e colore del ristagno
gastrico e ripresa graduale
dell’alimentazione
 Posizione semiseduta
 Controllo zona peristomale
(complicanze locali)
 Controllo complicanze sistemiche
ASSISTENZA AL BAMBINO IN
ALIMENTAZIONE PER SONDA

Peso corporeo
Condizioni generali e nutrizionali
Controllo dell’alvo
Pulizia del cavo orale
IMPORTANTE
mantenere attivo il riflesso di
suzione/deglutizione (o
masticazione) utilizzando un
succhiotto con quantità minime di
liquido zuccherato
attaccare al seno materno
RUOLO INFERMIERISTICO

Addestramento dei genitori ad una corretta


assistenza e gestione della PEG, per
raggiungimento di un’ autonomia domiciliare
aiutare i genitori a combattere l’ansia e la paura di
non essere in grado di alimentare correttamente
di provocargli fastidio
disagio e dispiacere di dover “dar da mangiare” al
suo piccolo artificialmente e non naturalmente, e
quindi in maniera forzata e “fredda”, temendo che
ciò possa interferire sulla sua dimostrazione di
affetto
INTERVENTI EDUCATIVI

Educare a riconoscere e gestire le possibili


complicanze

Prima della dimissione i genitori devono


dimostrare di saper gestire in modo efficace e
sicuro la gastrostomia
AS
SI
ST
EN
ZA OBIETTIVI

Prevenire, con tutti i mezzi a nostra


disposizione, la dermatite
peristomale !!

Mantenere l’equilibrio metabolico


/nutrizionale
INTERVENTI

Integrità cutanea

rafforzare la protezione cutanea mediante


l’uso di tinture, film e pasta protettiva
applicate nell’area intorno allo stoma
 isolare la ferita laparotomica
Gli ureteri sono in
genere incanulati con  stent J
tutori per mantenere  appositi cateteri
pervio lo sbocco con alette
cutaneo
COMPLICANZE PRINCIPALI
 Stenosi
 Necrosi uretere terminale
 Infezioni ascendenti,
 Dermatite peristomale
 Ostruzione del catetere
Apparecchiatura della stomia

QUANDO ?

IL PERCORSO VERSO UNA “STOMIA E


UNA CUTE SANA” HA INIZIO IN SALA
OPERATORIA !!
COMPLICANZE
con maggiore frequenza si riscontra la
DERMATITE PERISTOMALE

PRIORITA’

Mantenere l’integrità della cute peristomale


CAUSE

 Impossibilità di apparecchiare
correttamente la stomia (disponibilità)
 Malposizionamento,
 Presenza di altre complicanze
stomali
 Utilizzo di sostanze inadeguate e scorretto
stoma-care
Il bambino al termine dell’intervento chirurgico
presenta un’incisione chirurgica e una stomia,
ma possiede ancora la cute integra, essa è il
suo patrimonio fondamentale.

Responsabilità dell’infermiera è
mantenerla intatta fino a che non
insegnerà ai genitori la tecnica
EVOLUZIONE

Dermatite Escoriazioni
semplice facilmente
sanguinanti

Vere e proprie piaghe

Sovrainfezione di agenti patogeni


la stomaterapista deve, fare il possibile per
prevenirne l’insorgenza delle complicanze e di
ciò deve rendere consapevoli anche i genitori
ASSISTENZA POST-
OPERATORIA

IMMEDIATA
CURATIVI
PREVENTIVI

EDUCATIVI
DI SUPPORTO

TARDIVA
NURSING POST-OPERATORIO

educare i genitori a “prendersi cura”

bambino stomia

Informazione e partecipazione alle procedure


POST-OPERATORIO TARDIVO

obiettivi

 Gestione della stomia,


 Scelta corretta dei presidi,
 Accettazione della stomia
BAMBINO

comportamento di rifiuto,
non vuole guardare la stomia,
non apprezza le cure e le attenzioni
non ascolta le spiegazioni
”Il bambino ha bisogno di sentire che gli altri
si occupano del suo stoma e delle
sue escrezioni con assoluta
naturalezza”
INTERVENTI

 aiutare i genitori ad incoraggiare il bambino


ad occuparsi della stomia,
 stimolare il suo interesse per l’igiene
ed un’aspetto curato
 lasciare al bambino il tempo a lui più
idoneo per prendere confidenza della sua
stomia
GENITORI

subito dopo aver vissuto un felice evento, si trovano


improvvisamente messi di fronte ad una cruda
realtà.

costretti a modificare l’immagine del loro


bambino

presenti sensi di colpa per aver generato un


bambino "imperfetto",

rammarico, dolore, dispiacere


PAURE/PREOCCUPAZIONI
dover rispondere a domande imbarazzanti circa la
sua diversità a causa del sacchetto
rischio che altri sappiano
timore del rapporto coi coetanei e soprattutto a
scuola quando il figlio inizia ad accorgersi di essere
“visivamente diverso” dagli altri bambini
timore di quando deve soggiornare lontano dai
genitori
LA SCELTA DEL DISPOSITIVO DI RACCOLTA

Tappa importante e delicata nel processo riabilitativo

cercare ciò che meglio si


adatta alle esigenze del
nostro piccolo paziente
REQUISITI DEL SISTEMA DI RACCOLTA
ESSERE GRADITO
DAL BAMBINO
CHE LO INDOSSA

flessibilità adesività anellergico


e tenuta
resistenza facilità
di rimozione
adattabilità
impermeabile
protezione
totale pratico
maneggevole
Il successo del programma di riabilitazione
presuppone:

 Preparazione e colloquio preoperatorio


 Supporto emotivo/psicologico
 Una stomia ben posizionata, ben
confezionato, ben funzionate e ben
apparecchiata
 Un’adeguata informazione, istruzione ed
educazione dei genitori
 Un’assistenza infermieristica individualizzata
nel peri-operatorio
 Un’assistenza ambulatoriale continua di natura
clinica, tecnica, rieducativa e riabilitativa
Quando possibile….

PREPARARE

ASCOLTARE

INFORMARE
OBBIETTIVO EDUCATIVO
ridurre il più possibile il periodo di ospedalizzazione
è molto importante per la tranquillità psicologica il
ritorno al più presto nel loro “habitat famigliare”

elevare il grado di autonomia


dell’unità bambino-genitore
 Controllare lo stato di salute generale e la
stomia
 Verificare il grado di gestione da parte dei
genitori e/o del bambino
 Valutare il livello di riadattamento nella realtà
domestica incoraggiando a esprimere sensazioni,
paure
 Valutare i presidi Informare
sui vari prodotti
Assistere nell’iter
burocratico per la richiesta di
fornitura e di invalidità
Aspetti nutrizionali:
1 mantenere il suo stato
di adeguata nutrizione
2 poter crescere e
sviluppparsi