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SYLVIE GUILLEM

- IL PERCORSO DI SYLVIE GUILLEM -

Sylvie Guillem è nata a Parigi il 25 febbraio 1965. Sua madre era un’insegnante di
ginnastica e Sylvie, che dimostrava una precoce e naturale attitudine e una grande
flessibilità, fin dalla più tenera infanzia ne seguì gli insegnamenti. Sotto lo sguardo
attento della madre ebbe modo di sviluppare forza elastica nella parte superiore
della schiena e nelle braccia e flessibilità nei movimenti in estensione. Ben presto
iniziò a partecipare a competizioni e pochissimo tempo dopo fu selezionata per la
squadra olimpica francese.
Durante un programma di incontri fra gli atleti della ginnastica artistica e l’École de
Ballet dell’Opéra di Parigi i sogni di Sylvie presero una strada differente. Infatti il
direttore della Scuola, Claude Bessy, notò la ragazzina e ne intravide il potenziale
come ballerina e le offrì una borsa di studio.
A 11 anni iniziò quindi a danzare e i cinque anni di permanenza alla Scuola
svilupparono in lei una solida e ben strutturata tecnica oltre che l’opportunità di
esibirsi nei gala di fine anno nei ruoli da lei preferiti.
A 16 anni entro a far parte del corpo di ballo dell’Opéra di Parigi e in soli due anni
scalò rapidamente la gerarchia del balletto. Nel 1983, subito dopo aver vinto la
medaglia d’oro al prestigioso Concorso Internazionale di Balletto di Varna, fece il
suo esordio sotto i riflettori. Il pubblico francese di balletto iniziò ad interessarsi a
lei.
Il 19 dicembre 1984, Sylvie Guillem fu promossa a prima ballerina ma, solamente
cinque giorni più tardi, dopo la sua interpretazione de “Il Lago dei Cigni” per la
coreografia di Nureyev, divenne la sua più giovane étoile. Nei principali ruoli da lui
stesso interpretati, Nureyev la volle spesso accanto come sua partner.
A partire dal 1989, pur continuando a danzare a Parigi,
decise di costruirsi una propria carriera che le avrebbe dato il
diritto di esibirsi ovunque con altre compagnie. Ma Nureyev
non era d’accordo; egli era stato il suo mentore, l’aveva
istruita alle sottigliezze della Scuola russa e l’aveva fatta
diventare una stella di prima grandezza. In cambio, si
aspettava che lei seguisse le sue direttive. Nonostante
questo, lei decise di insistere. Come Nureyev impulsiva e
poco paziente.
Sylvie colse quest’occasione per lasciare l’Opéra. Bussò alla
porta del Royal Ballet e fu istantaneamente accettata. La sua
partenza causò in Francia una terribile crisi il cui punto
culminante venne raggiunto quando l’allora ministro della
cultura Jack Lang dovette risponderne in una interrogazione
parlamentare.  
Le sue collaborazioni con coreografi di fama internazionale,
apportarono una nuova impronta alla sua carriera. Béjart in
particolare le permise di sviluppare la sua sensibilità verso
la danza moderna. Ek e Maliphant crearono per lei degli
assolo e dei duo che mettevano in evidenza le sue capacità
espressive anche nella danza contemporanea.
LE CARATTERISTICHE TECNICHE, FISICHE ED
ESPRESSIVE DI SYLVIE GUILLEM

Sylvie Guillem ha l’innata capacità, con la sua presenza


magnetica, di scatenare l’entusiasmo dei pubblici di danza
di tutto il mondo e di raccogliere critiche entusiastiche da
parte della maggioranza dei critici. Riesce ad adattare
perfettamente le sue capacità tecniche ed artistiche a tutti i
ruoli, caratterizzandoli con virtuosismo ed esotica
teatralità.
Dotata di una tecnica fenomenale, con una fluidità di linea
in tutte le parti del suo corpo e una grazia naturale che le
consente di interpretare sia i ruoli classici che quelli
contemporanei, cui unisce l’incredibile velocità di
esecuzione che dimostra in vorticosi fouettés, rimanendo
perfettamente in aplomb al termine di complicati passi ed
evoluzioni.
Ma ciò che letteralmente sorprende è
l’estensione, quasi innaturale, delle gambe,
che se a volte lascia perplesso qualche critico,
scatena l’entusiasmo del pubblico. In
equilibrio su una punta, è capace di sollevare
l’altra gamba, senza sforzo apparente, fino a
raggiungere una linea perfettamente a 180°,
e a volte anche oltre, rispetto alla gamba di
appoggio. Alcuni critici conservatori
sostengono che non vi sia spazio per simili
dimostrazioni nel balletto classico, che ciò
non sia estetico, bensì volgare. In ogni caso, è
diventato una sorta di suo personale
“marchio di fabbrica”, la sua personale
interpretazione della danza ed è ciò che
spinge il pubblico ad accorrere
numerosissimo agli spettacoli da lei
interpretati.
L’ULTIMA VOLTA IN SCENA

Nel 30 Dicembre 2015, a cinquant’anni, Sylvie


Guillem decise di dire addio alle scene con
l’applauditissimo tour mondiale “Life in
Progress”.

“Mi ritiro quando sono al massimo,


non volevo essere obbligata dai
segnali del corpo”
Life in Progress