Sei sulla pagina 1di 3

NERONE

Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico (nato ad  Anzio il 15 dicembre 37 e morto a Roma
nel 9 giugno 68), conosciuto semplicemente come Nerone, è stato il quinto imperatore romano,
l'ultimo appartenente alla dinastia giulio-claudia. Regnò circa 14 anni dal 54 al 68, anno in cui si
suicidò.
Nerone fu un principe molto discusso nella sua epoca però  ebbe alcuni innegabili meriti.
Inizialmente governava con la madre Agrippina e con l'aiuto di Seneca,
Accusati sommariamente di congiure contro di lui o crimini vari, caddero vittime della
repressione la stessa madre, la prima moglie e lo stesso Seneca, costretto a suicidarsi, oltre a
vari esponenti della nobiltà romana, e molti cristiani.
Per la sua politica assai favorevole al popolo, di cui conquistò i favori con elargizioni e giochi del
circo, e il suo disprezzo per il Senato romano, fu - come era già stato per lo zio Caligola - molto
inviso alla classe aristocratica (tra i quali i suoi principali biografi, Svetonio e Tacito).
L'immagine di tiranno che di lui è stata tramandata venne parzialmente rivista dalla maggioranza
degli storici moderni, i quali ritengono che non fosse né pazzo - come lo descrissero alcune fonti
- né particolarmente crudele per l'epoca, ma che i suoi comportamenti autoritari fossero simili a
quelli di altri imperatori non ugualmente giudicati. Negli ultimi anni la paranoia di Nerone si
accentuò, ed egli si rinchiuse in se stesso e nei suoi palazzi dedicandosi all'arte e alla musica, in
pratica lasciando il governo nelle mani del prefetto del pretorio, il sanguinario Tigellino.
Anche se il suo comportamento ebbe certamente eccessi violenti e stravaganze, si può dire che
non tutto ciò che gli venne imputato dagli storici contemporanei sia vero: ad esempio fu
accusato del grande incendio di Roma, con l'obiettivo di ricostruire la città ed edificare la propria
maestosa residenza, la Domus Aurea; di tale fatto tuttavia gli studiosi moderni tendono a
discolparlo. Nerone accusò dell'incendio i cristiani, che furono arrestati e condannati in massa.
Infine, qualche anno dopo, abbandonato anche dai pretoriani e dall'esercito, venne deposto dal
Senato (che riconobbe il generale Galba come nuovo princeps) e, dopo un primo tentativo di
fuga, alla fine, vistosi perduto, si tolse la vita nei pressi di Roma, nella villa di uno dei suoi liberti.
Nerone fu considerato un tiranno e un folle, ma a differenza di
imperatori come Commodo e Caligola, non pare verosimile che
avesse problemi mentali, né che fosse particolarmente crudele,
o perlomeno era assai simile ai predecessori Tiberio e Claudio,
molto severi con gli oppositori. Furono Tacito, senatore e
nemico di Nerone, Svetonio e gli storici cristiani a rivestirlo della
"leggenda nera" che ancora lo accompagna, soprattutto quella
che lo vuole folle incendiario. È innegabile che fu responsabile
di gravi persecuzioni, ma in maniera simile ad altri
governanti.Nella dinastia giulio-claudia erano all'ordine del
giorno gli omicidi fra parenti. Sui delitti di Nerone molto si è
detto: spesso si tratta di falsi storici, delitti ed esecuzioni volti a
difendere la propria persona da possibili congiure, assassinii
voluti da altri in nome suo.

Potrebbero piacerti anche