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Marco Pioppo Studi

Sistina

Il Discorso della Montagna


di
Cosimo Rosselli
Il Discorso della Montagna e la Guarigione
del lebbroso di Cosimo Rosselli
Titolo: Il Discorso della Montagna e la Guarigione del lebbroso.
Promulgatio evangelicae legis; Autore: Cosimo Rosselli;
Ubicazione: Parte Nord Cappella Sistina – Città del Vaticano; Ciclo:
Storie di Cristo; Dimensioni: 570 cm x 349; Data: 1481 – 1482;
Contestualizzazione storica

• Sappiamo che Francesco Della Rovere, asceso al


Soglio di Pietro col nome simbolico di Sisto IV, fu
la potente individualità che diede il grande
impulso alla rinascita della Chiesa e del
cristianesimo dopo i secoli più tenebrosi da questi
attraversati;
• Nel far questo, Sisto IV ricostruì fisicamente
anche il Tempio di Salomone che tornò a
esteriorizzarsi nella Sistina, così chiamata in suo
onore.
La Storia Spirituale umana e il Piano Divino
• Questo nuovo complesso templare, nuovo
fulcro dei Misteri Cristiani, simbolico
dell’Uomo e del Cosmo, venne fatto istoriare
con le più possenti immagini della “storia
scritturale” ad opera dei più grandi e profondi
artisti dell’epoca;
• Intesa la “Scrittura” come nostra Storia
Spirituale e Piano Divino per l’Uomo, questa fu
impressa nella Sistina per una costante azione
cultico – cognitiva, capace di risvegliare
l’uomo alla propria Verità interiore.
Un’immensa potenza iconica … un’immensa bellezza
La scelta degli artisti
Per realizzare l’ambizioso progetto templare di Sisto
IV occorrevano progettisti e artisti non solo capaci
tecnicamente, perché di questi l’Italia era piena da
Nord a Sud, ma, individualità che fossero addentro
a percorsi misterici tradizionali e, spesso, come
abbiamo già scoperto in questo corso, già
karmicamente legate al Mistero del Golgotha e a
quanto in esso era fluito da epoche precedenti.
Anzi, si può
dire che queste individualità proseguirono la loro
opera attraverso l’arte.
La forza che vuole il Male, ma che crea il Bene

Sappiamo della Congiura dei Pazzi, degli


eventi tragici e delle tensioni che questa creò.
Sotto altra luce, essa fu, invece, il presupposto
perché Sisto IV e Lorenzo il Magnifico si
incontrassero. La distensione che ne conseguì
fu foriera di qualcosa di molto importante ai
fini della nostra storia: Sisto IV, che disponeva
di ingenti capitali per i suoi progetti, ma non
disponeva delle conoscenze ne degli artisti per
realizzarli, ora poté averli.
Un’affermazione autorevole
Rudolf Steiner, già dalla prima conferenza della
sua Storia dell’arte come specchio di impulsi
spirituali, afferma a chiare lettere che fu
Firenze a dare a Roma quanto occorreva per
costruire il nuovo fulcro della cristianità.
Perché un Nuovo Tempio di Salomone?

• Che venne ricostruito un Nuovo Tempio di


Salomone è ampiamente per tabulas. E’ fatto
indiscutibile e ne abbiamo parlato a fondo.
• Oggi dobbiamo capire perché questo simbolo
doveva esteriorizzarsi ancora?
Una ragione profondamente esoterica
• Tappe di esteriorizzazione dei Segni della Discesa
del Divino nell’Umano e risalita:
Il Divino
dietro la Shamballa
Maya

Roveto Nuovo
Ardente Roveto
Ardente

Tempio di
Nuovo
Salomone
Tempio

Discesa di
Cristo sulla
Terra
Parete Nord della Cappella Sistina con le
cosiddette Storie di Cristo e posizionamento del
nostro affresco:

Conosciamo le ragioni esoteriche


della collocazione delle Storie di
Cristo sulla Parete Nord del Tempio,
ragioni legate a un simbolismo
cosmico e solare.
Osserviamo … la drammaturgia dell’affresco
Ancora una Triplicità fondamentale

• Il complesso principale delle azioni del Cristo è


triplice:
• Discesa dalla Montagna;
• Insegnamento della Legge Evangelica;
• Guarigione del lebbroso.

Non è difficile associare queste Tre Azioni alle


Tre Sfere Funzionali presenti nell’essere
umano: Pensare, Sentire e Volere.
La Discesa dalla Montagna o Catabasi
Il Centro dell’affresco è una possente Montagna.
Sulla cima v’è un tempio la cui torre si rastrema
nell’ineffabile oltre il Cielo, nel mistero
dell’Increato. Cristo discende da tali altezze.
Il nostro Spirito discende da tali altezze.

Questa discesa o
Catabasi avviene
per la prima volta
in modo
archetipico col
Cristo.
• La Montagna è simbolo potente e ancestrale.
• Essa rappresenta il Centro Spirituale dal quale
l’Uomo “caduto” si era allontanato. Da quel
Centro derivano e sono diretti i Misteri;
• La Montagna rappresenta anche la gerarchia
degli Esseri, dai più bassi ai più alti;
• Ascendere è conoscere le Gerarchie e realizzare
in se stati superiori;
• Cristo stesso è la Montagna, è il Centro Supremo
che si palesa all’umano, aprendo la Nuova Via
Ascendente, mostrando la Via della Nuova
Iniziazione. L’espressione “Discorso della
Montagna è molto significativa.
Siamo qui nella Sfera del Pensare. Di qui discende
l’Insegnamento. Parimenti da qui inizia l’Opus
iniziatico, ma inizia secondo una nuova modalità
dettata dall’esteriorizzarsi dell’Io sulla Terra.
La Montagna, il Mondo dei Misteri, inizia a
rinnovarsi in tal senso.

I Nuovi Misteri porteranno


l’Uomo all’esperienza del Divino
per via immanente, senza
l’appoggio del Cosmo esterno.
Questa è la strada aperta dalla
venuta del Cristo.
La Montagna e la Caverna

Cristo e gli apostoli sembrano uscire dal Cuore


della Montagna, da una Caverna.
Anche qui siamo totalmente nel simbolismo
tradizionale. La Caverna è luogo di catarsi e
rigenerazione, luogo segreto di iniziazione.

Cristo si pone come


Nuovo Grande Ierofante
per l’Umanità.
La seconda azione del Cristo coincide
con la Sfera del Sentire, con
l’Istruzione per il lavoro sull’Anima.
Realizzato l’assetto iniziatico di base,
secondo l’Io, col superamento delle
Tentazioni, e avendo così arrestato le
conseguenze della “Caduta”,
Cristo svela come debba ora essere
compiuto il percorso ascendente della
nostra evoluzione, tappa per tappa.
Lo fa, in particolare, nell’insegnamento
delle cosiddette Beatitudini.
Promulgazione della Legge Evangelica e
Insegnamento delle Beatitudini

• Il Discorso o Sermone della Montagna trova


collocazione nei Vangeli di:
• Matteo 5, 1-7, 28;
• Luca 6, 17 – 49;
• Le Beatitudini (Mt. 5, 1-12) sono la parte più
nota, ma anche altre parti sono iniziaticamente
rilevanti, come, in primo luogo, il Padre Nostro
(Mt. 6, 7-15), che è oggetto di altra nostra
specifica presentazione.
Ragioni della presenza del Discorso della Montagna nei soli Vangeli di
Matteo e Luca

• Il Vangelo di Giovanni è il Vangelo del Logos, di un


Cristo Cosmocrator. Quello di Marco descrive il
Cristo esprimere la sua potenza divina. In questi
due Vangeli non troviamo nemmeno le Tentazioni.
• In Matteo e Luca è diverso: questi due Vangeli
parlano di un Cristo che elabora la condizione
dell’umano a partire da quella corporea, un Cristo
che, ripetendo paradigmaticamente il processo
dell’iniziazione alla luce dell’Io, apre questa nuova
strada e la insegna all’Uomo.
Immensità del Discorso della Montagna

• Il Discorso della Montagna è la Summa del


nuovo insegnamento iniziatico portato dal
Cristo;
• Non contiene solo le Beatitudini, che sono
l’espressione della corretta progressio
iniziatica, ma anche il Padre Nostro e tanti altri
insegnamenti;
• Nelle parole di Cristo c’è un insistere costante
sull’Io. Egli rimarca sempre “Io vi dico”
(Mt. 5, 18. 22. 28. 32. 34. 39. 44).
Le Beatitudini

• Beatitudine semanticamente indica la


condizione di chi “si colma di Bene”, di chi
riempie il suo essere di Bene;
• Il Bene è il crescere e l’evolversi secondo il Piano
Divino per l’umano.
Cristo espone la strada che dovrà essere seguita
dopo la Caduta;
• “Colmarsi di Bene”, “intridersi di Bene” significa,
al contempo, redimere il Male.
Il passaggio dal Sette al Nove

Le Beatitudini sono Nove. Perché?


Esse segnano la nuova Ascesa realizzativa, che
coincide con la struttura enneadica delle
Gerarchie, fondata su Tre Triadi;
L’Uomo è specchio di questa realtà. Nel
considerare la sua struttura occulta ora bisogna
tenere conto anche del lavoro che l’Io compie
sulle tre parti dell’Anima, cioè, sull’Anima
Senziente, sull’Anima Razionale e sull’Anima
Cosciente.
Le Tre Triadi e l’evoluzione dell’Uomo

Corpo Fisico Corpo Fisico


Corpo Eterico Corpo Eterico
Corpo Astrale Corpo Astrale

Anima Senziente
Io Anima Razionale
Anima Cosciente

Manas Se Spirituale
Buddhi Spirito Vitale
Atma Uomo Spirito
Il simbolismo del Numero Nove

• La triplice triadicità trova una fondamentale


corrispondenza simbolica nella struttura
gerarchica del nostro Cosmo, dall’alto in
basso:
• Prima Triade: Serafini, Cherubini e Troni;
• Seconda Triade: Virtù, Potestà e Dominazioni;
• Terza Triade: Archai, Arcangeli e Angeli.

Questa struttura è posta in luce in tutte le


tradizioni e in tutte le teologie.
Ancora sul simbolismo del Numero Nove

• Nove sono le tappe di discesa per la nostra


incarnazione. Nove le tappe della vita dopo la
morte.
• Nove i mesi della gravidanza per l’uomo.
In ebraico la lettera Teth, ‫ט‬, ha valore nove e
significa “utero”.
• La gestazione terrena è una ripetizione della
preparazione che avviene nel Mondo
Spirituale.
Cristo, archetipo
dell’Io umano, è
disceso dal Sole.
Qui un Sol Occidens,
come espressione di
un’Opera al Rosso
compiuta, sovrasta
nove edifici che
simboleggiano le nove
tappe dei nostri
processi di ascesa al e
discesa dal Mondo
Spirituale, i nove stati
gerarchici dell’Essere.
Tutto si fonda sulla
figura del Cristo, l’Io
archetipico.
Le Beatitudini
• Le Prime Tre sono dette Gnoseologiche
perché formule per lo sviluppo iniziatico di
base;
• Le Seconde Tre sono dette Psicosofiche, cioè
riguardano la trasmutazione dell’Anima;
• Le Terze Tre sono dette Pneumatiche perché
puramente spirituali e riguardano un lontano
e futuro sviluppo per l’uomo e oggi rarissimi
iniziati.
La Prima Beatitudine
• “Beati i mendicanti dello Spirito, perché di essi è
il Regno dei Cieli” (Mt. 5, 3)
Il Corpo Fisico dell’Uomo era andato addensandosi pesantemente
nella seconda metà dell’Epoca Atlantidea. La conseguenza fu che
l’Uomo divenne “povero” dello Spirito, perse progressivamente
contatto coi Mondi Spirituali.
• In realtà, come anche Rudolf Steiner sottolinea, questa
Beatitudine potrebbe essere espressa così: “Beati i mendicanti
dello Spirito, perché troveranno in se stessi il regno dei Cieli”.
Questa è la nuova verità per il Corpo Fisico.
• Cfr. Steiner, R., Conferenza del 9 Settembre 1910, contenuta nel
ciclo sul Vangelo di Matteo, O. O. 123;
La Seconda Beatitudine
• “Beati gli afflitti perché verranno confortati” (Mt, 5, 5).
Qui viene espressa la nuova verità per quanto riguarda il
Corpo Eterico, e questa nuova verità s’incentra
sull’enunciazione di un nuovo principio: nel corpo eterico
risiede il principio del dolore. Solo gli esseri dotati del corpo
astrale possono soffrire, provare dolore, per i “guasti” causati
nel proprio corpo eterico. Quindi, l’origine del dolore, per
quanto il dolore stesso si manifesti attraverso il corpo astrale,
va cercata nel corpo eterico. E, allora, quale nuova forza
curativa può essere esercitata a favore di coloro che soffrono?
La forza dell’Io. Oggi, chi è afflitto scoprirà progressivamente di
non aver più bisogno di uscire da se per trovare le forze
curative, appoggiandosi al Cosmo esterno. Compassione.
Terza Beatitudine
• “Beati i miti, perché erediteranno la Terra”
(Mt. 5, 4).
Il Corpo Astrale può ora iniziare ad essere
governato e nessun suo impulso potrà
prevaricare la posizione dell’Io. Nessuno per
esempio, si potrà incollerire senza che il suo Io
sia presente. Lo scopo è divenire forti sul
Corpo Astrale, sulla propria interiorità e,
quindi, equanimi (Mt. 5,4). E’ il trionfo sulle
forze luciferiche.
La portata iniziatica delle Prime Tre Beatitudini

• Le Prime Tre Beatitudini sono in relazione allo


sviluppo di base della coscienza di iniziato.
• La Terza (Corpo Astrale) è in relazione con lo
sviluppo della Conoscenza Immaginativa;
• La Seconda (Corpo Eterico), con lo sviluppo della
Conoscenza Ispirativa;
• La Prima (Corpo Fisico), con lo sviluppo della
Conoscenza Intuitiva;
• Questa inversione funzionale spiega molti
programmi simbolici delle organizzazioni
iniziatiche tradizionali.
• Da qui in avanti, ci occupiamo degli elementi
più alti dell’entità umana e di come, così come
espresso nelle Beatitudini corrispondenti,
l’essere umano debba fare per “colmare di
Bene” anche queste parti di se, di come debba
fare per nobilitarle secondo quanto espresso
da Cristo col suo Altissimo Magistero.
• Sappiamo che l’Io trasforma progressivamente
l’Anima. Ed ecco le fasi dell’elaborazione, così
come, dunque, previste per la nostra
evoluzione ulteriore.
• “Beati coloro che avranno sete di giustezza …”:

Siamo al livello dell’Anima Senziente: per far esprimere al meglio l’Io e


giungere a Cristo in se, l’uomo dovrà portare l’Io a intridere della sua forza
l’Anima Senziente, e l’uomo potrà farlo solo se proverà nell’Anima Senziente
stessa una sete, un bisogno forte delle forze dell’Io, di Cristo, così come
può provare fortemente la sete nel Corpo Fisico. Su questa strada si potrà
procedere secondo l’Ordine Giusto, secondo il Piano Divino (Mt. 5, 6).
Giustizia è in questo senso espressione di ciò che è “Iustus”, da “Ius”,
“giogo”, di ciò che è aggiogato, cioè, collegato alla “Verità Divina”, a ciò che
si evolve secondo il Piano Divino, e che, di conseguenza, si presenta e si
svolge sempre secondo il giusto ordine.

Se l’Uomo pervade la sua Anima Senziente delle forze del Cristo non può
che essere giusto, ed evolvere in giustezza, seguendo il corretto ordine
morale dell’evoluzione. I tre aspetti dell’Anima, Anima Senziente, Anima
Razionale e Anima Cosciente, sono tenuti insieme dall’Io.
• “Beati i misericordiosi, perché riceveranno
misericordia”:

Siamo a livello dell’Anima Razionale. Nella sua costituzione


inferiore, ma anche fino all’Anima Senziente, l’Uomo è
piuttosto dipendente dalle forze spirituali, come si può
apprendere nello studio della Scienza Occulta. L’Uomo può
iniziare a considerarsi un essere veramente individuale solo dal
livello dell’Anima Razionale in su, ambito nel quale l’Io ha
iniziato a discendere, pervadendolo. Quindi, nell’Anima
Razionale si palesano le forze cristiche e, per questo, l’essere
umano inizia a dipendere molto meno dall’ambiente
circostante. Le qualità che l’uomo elabora a livello di Anima
Razionale iniziano a essere qualità essenzialmente umane e
individuali.
• “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”:

• Questo è il retto impulso per lo sviluppo dell’Anima


Cosciente; l’Io dell’Uomo inizia, in questa Epoca
che si aperta mezzo millennio fa circa, a esprimersi
in modo compiuto nel Mondo Materiale. Lo
abbiamo apprezzato nel corso delle nostre ricerche
sull’Arte, proprio quando abbiamo studiato il senso
occulto della scoperta della prospettiva e del
raggiungimento della capacità di rendere la
tridimensionalità da parte degli artisti. Cristo era
disceso fisicamente sulla Terra nel periodo di
sviluppo dell’Anima Razionale e aveva aperto la
strada all’Uomo: di qui, la via ascendente.
• Le Tre Beatitudini ulteriori attengono a uno sviluppo ancora
lontano per l’uomo normale: esse riguardano le
trasformazioni più alte e solo la prima, quella che riguarda il
Se Spirituale, sembra accessibile oggi.
• “Beati quelli che diffondono la pace, perché Dio li accoglierà
come suoi figli”:
• Chi avrà accolto l’elemento del Se Spirituale, chi avrà iniziato
ad accogliere la divinità in se, potrà essere chiamato “Figlio
di Dio”.
• “Beati quelli che sono perseguitati perché fanno la volontà
di Dio. Dio dona loro il suo Regno”: qui, si allude allo Spirito
Vitale.
• “Beati voi quando vi insultano e vi perseguitano per causa
mia … Dio vi ha preparato nei Cieli una grande ricompensa”:
qui, ci si riferisce all’Atma.
Il Figlio del Dio Vivente
• Dall’alto vengono incontro all’uomo il Se Spirituale,
detto anche Manas, lo Spirito Vitale, detto anche
Buddhi, e l’Uomo – Spirito o Atma. Il discendere
nell’Uomo del Triplice Spirito, è il “Figlio del Dio
Vivente”.
• Il “Figlio dell’Uomo” è tutto quanto prima si è
sviluppato dal basso verso l’alto fino a livello
dell’Anima Cosciente. Il “Figlio dell’Uomo” dovrà
poi svilupparsi ancora, congiungendosi col “Figlio
del Dio Vivente”. Il “Figlio del Dio Vivente” è quanto
discende direttamente dall’alto verso il basso.
In Matteo 16, 16, alla
domanda rivolta agli
apostoli da parte dello
stesso Cristo, “Chi dite
che io sia?”, è Pietro a
rispondere: “Tu sei il
Figlio del Dio Vivente”.
E’ Cristo, infatti,
l’archetipo dell’Io che
porta le più alte
componenti spirituali
nell’umano, aprendo la
strada allo futuro.
Gli Strati interiori della Terra
• Le Nove Gerarchie hanno la loro controimmagine
nei Nove strati interiori della Terra: da ognuna di
queste zone si esercita una controforza, un
contrasto per ogni tappa di ascesa intrapresa.
• Qui risiede ciò che chiamiamo Male.
• L’Ascesa iniziatica, grado per grado, implica il
contestuale discendere a redimere lo strato
corrispondente: in ognuna delle Beatitudini è
data l’istruzione per effettuare quest’Opus.
La Tradizione Ebraica
• Le tappe di Ascesa sono rappresentate anche dal percorso
lungo l’Albero Sefirotico che va da Malkut fino a Kether.
Quello che molti ignorano è che anche nell’esoterismo
ebraico (che non si chiama Cabala essendo questa un
complesso di metodi interpretativi del messaggio scritturale,
un metodo per penetrare nell’insegnamento tradizionale) è
previsto un contestuale percorso di Discesa a redimere il
Male. Infatti, accanto all’Albero Sefirotico, rappresentativo
dell’Uomo e dei vari stati gerarchici dell’Essere, è presente
anche un altro Albero detto Qlipothico o “Albero delle Bucce”.
La realizzazione di ogni
tappa iniziatica, associabile a ognuna delle sephirà, implica la
necessaria azione sulla “buccia”corrispondente che la avvolge
e che contiene la “carica dell’Ostacolo”, l’influenza delle
cosiddette Controforze.
Gli strati interiori della Terra

• Terra Minerale
Questi strati costituiscono una
• Terra Liquida struttura gerarchica
• Terra Vapore discendente, una vera
• controimmagine della
Terra Acqua
Montagna vista come luogo di
• Terra Frutto ascesa iniziatica.
• Terra Fuoco E, se la Montagna è
• assimilabile sotto questo
Terra Riflettore
aspetto all’Albero Sefirotico,
• Moltiplicatore questi strati sono associabili
• Nono strato all’Albero Qlipothico.
I “Contro – Impulsi” derivanti da ciascuno
strato

• Prima Beatitudine: il contro-impulso della Terra


Minerale allontana dallo Spirito;
• Seconda Beatitudine: il contro-impulso spinge a
curarsi solo di se, spinge alla sopravvivenza del più
adatto. Azione sul Corpo Eterico;
• Terza Beatitudine: il terzo strato lavora per tagliare
il nostro Corpo Astrale dall’astralità cosmica e
annullare la vita di Sentimento; vuole impedire la
“Cristificazione del Corpo Astrale”;
• Quarta Beatitudine: il Quarto Staro volge tutto al contrario. Siamo al
livello dell’Anima Senziente;
• Quinta Beatitudine: l’impulso della Quinta Sfera terrestre è molto
cruento. Esso è alla base di tutta la violenza e degli assassinii. Il contro
impulso è diretto all’Anima Razionale.
• Sesta Beatitudine: nella Terra di Fuoco è presente il contro impulso
all’Anima Cosciente. Esso fa dimenticare all’essere umano la sua natura
superiore. Qui sta la depravazione; non è difficile scorgere i potenti
contro impulsi oggi in azione contro lo sviluppo dell’Anima Cosciente.
• Nella Sfera della Cultura, è imperante un potente contro – impulso
proprio di tale genere che vorrebbe far dimenticare all’uomo la sua
natura superiore, la sua natura spirituale.
E’ proprio a questo livello che si gioca un confronto
decisivo col Male. Infatti, è proprio con lo sviluppo dell’Anima
Cosciente, iniziato come sappiamo coll’Età Rinascimentale, che l’Uomo
può iniziare a trovare in se le forze per intraprendere coscientemente e
individualmente la fase ascendente di questo suo ciclo evolutivo.
• I contro – impulsi derivanti dagli strati più
profondi sono ancora poco gestibili dall’Uomo
giunto all’attuale stadio di evoluzione. Solo pochi
alti iniziati possono raffrontarsi col Male fino in
fondo e redimerlo, ma la strada per il futuro stata
tracciata dallo stesso Cristo che, nella sua Discesa
agli Inferi, trionfò potentemente sul Male e
Risorse.
• La Redenzione totale e definitiva del cosiddetto
Male nel Nostro Cosmo sarà opera degli uomini
del Periodo di Venere, periodo che segretamente
viene preparato nei Misteri Manichei.
L’incontro con la Madre

• Non casualmente il Nove, proprio secondo


questo simbolismo, era il numero fondamentale
dei Templari. Da esso si evidenziava molto del
loro sistema cultico e iniziatico.
• Una svolta trasmutato tutto il Male in se, si
giunge a riunirsi con la Sophia, con la Nostra
Madre Cosmica.
• Quando, così rigenerati, siamo accolti da lei
stiamo realizzando il Graal in noi.
Qui sta anche il segreto delle Madonne
Nere sacre ai Templari. Si trattava del
culto di questa Madre Cosmica,
dell’essere della Sophia, pienamente
raggiungibile solo dall’iniziato che
redimeva il Male in se. Erano Madonne
Nere proprio perché, in senso
spirituale, l’incontro con loro poteva
avvenire solo quando si discendeva
nelle più oscure profondità del proprio
essere, degli Inferi, come Cristo aveva
fatto, a redimere il Male in se.
• Il simbolo dell’Anima è nel Cantico dei
Cantici: “Nigra sum …”.
• Alcune parole di Rudolf Steiner:
• Vedete che l’uomo è in relazione con tutti gli strati (delle
sfere sotterranee), poiché esse irradiano continuamente le
loro forze. L’umanità vive sotto l’influenza di tali strati e deve
vincere i loro poteri. Quando gli esseri umani avranno
imparato ad irradiare la vita sulla Terra, e io ho addestrato il
loro respiro così che possa promuovere la vita, essi avranno
vinto la Terra di Fuoco.
• Quando spiritualmente essi vinceranno il dolore con la
serenità, essi vinceranno la Terra d’Aria. Quando regnerà la
concordia, lo ‘strato della Divisione’ sarà conquistato.
Quando trionferà la magia bianca, nessun male resterà sulla
Terra. L’evoluzione umana implica così una trasformazione
dell’interno della Terra.
• Da una conferenza tenuta a Berlino il 21 Aprile 1906 sugli
Strati Interiori della Terra.
La Guarigione del lebbroso
Il significato occulto della lebbra
Abbiamo già definito la lebbra la “malattia per
antonomasia”, il “male della Caduta”, perché è
una somatizzazione di condizioni che
imprigionano l’uomo in un’impasse facendone
un “morto in vita”.
• Cristo non è solo il Maestro dei Maestri, ma è
il “Guaritore per antonomasia”, poiché è Lui
che apre all’Umano la possibilità ascendente
dell’evoluzione. La lebbra era l’espressione
della difficoltà dell’Uomo a trovare in se le
forze per progredire.
• Vincere la lebbra è vincere l’avviluppo
materialistico e violento delle forze arimaniche,
che iniziò ad affliggere pesantemente l’Uomo già
nell’Epoca Atlantidea.
• Prima di Cristo la lebbra poteva essere vinta
coll’aiuto del Cosmo esterno, stimolato attraverso
la corretta ritualità;
• Con l’Avvento di Cristo, la lebbra, l’irretimento
arimanico, può essere vinto con le Forze dell’Io,
senza il ricorso al Cosmo esterno.
• Così, avviene per la Iniziazione che ne sta
derivando.
Nella Temptatio Christi di Botticelli, Cristo
venne dipinto ad inviare il lebbroso guarito a
fare l’offerta per il Rito, cioè a ossequiare la
Vecchia Tradizione, perché non c’era soluzione
di continuità.

Rosselli, invece,
descrive il Vecchio
Sacerdote che affida il
lebbroso alle nuove e
potenti forze dell’Io.
La Guarigione del lebbroso
• Nel Vangelo di Matteo, al racconto delle Tentazioni e al
Discorso della Montagna fa seguito l’episodio della
guarigione del lebbroso.
Alla luce delle considerazioni svolte, possiamo affermare
che, dopo il triplice riassetto delle sfere funzionali e
l’acquisizione della padronanza delle corporeità inferiori,
oggetto del lavoro iniziatico basilare, Cristo dona in modo
solenne l’Insegnamento per la prosecuzione del Cammino.
Poi, dando un saggio della potenza dell’Io, guarisce la
lebbra, cioè quel male che può ostacolare il futuro
percorso dell’Uomo. Ecco perché l’episodio della
Guarigione del lebbroso è posto subito dopo le Tentazioni
e il Discorso della Montagna. E’ la descrizione di come l’Io
umano, sulla base delle sue forze di Volontà, smuova il
principale ostacolo evolutivo al suo percorso di
Reintegrazione.
La Sfera dell’Io

• L’Io dell’Uomo vive nel sangue e nel fuoco. Si


esprime attraverso gli arti.
• L’Io si esprime nella Sfera Funzionale della
Volontà, che è anche quella attraverso la quale
si esprime il nostro karma, attraverso la quale
andiamo verso il futuro.
• Questa guarigione diviene qualcosa di sempre
più attuale.
Gli uccelli simbolici
La presenza degli uccelli, soprattutto nell’arte
rinascimentale, che sappiamo essere espressione
della Cultura dei Misteri, è sempre associabile a
un preciso simbolismo, a un preciso codice che
veicola significati ben precisi.
La Lingua degli Uccelli
• La cosiddetta Lingua degli Uccelli è qualcosa a
cui fanno riferimento tutte le Tradizioni.
• Si tratta del linguaggio degli Iniziati.
• . In Corano, XXVII, 15, leggiamo: “E Salomone fu
l’erede di David e disse: O uomini! Siamo stati
istruiti al linguaggio degli uccelli (Ullimna
Mantiquat – Tayri) e colmati di ogni cosa”;
In altra tradizione, quando Sigfrido vince il Drago,
viene detto che egli comincia a comprendere la
“Lingua degli Uccelli”.
Nei testi sacri, il riferimento agli uccelli riguarda
sempre le “Creaturalità” gerarchiche del nostro
Cosmo.
Wa ec-caffati caffan “Per coloro che sono schierati in
Faz- zajirdti zajran, ordine, E che cacciano
Fat – taliyati dhikran … respingendo,
Corano, XXXVII, 1 – 3; E che recitano l’Invocazione …”.

Il riferimento è agli Esseri Gerarchici. Apprendere la


Lingua degli Uccelli significa apprendere a
comunicare progressivamente cogli Stati Superiori
dell’Essere. Significa apprendere progressivamente
la Conoscenza Immaginativa, quella Ispirativa …
Gli uccelli, da un punto di vista simbolico,
rappresentano gli Stati Gerarchici dell’Essere, e,
per altro verso, come vedremo, “parti dell’essere
umano”.

IL FALCO E LA PERNICE
La pernice è associata all’uomo caduto,
preda degli impulsi inferiori. Il falco che
cattura la pernice rappresenta l’azione di
Cristo, il Potere dell’Io che sottomette
quello dei Tentatori. E la pernice catturata
dal falco rappresenta l’uomo ricondotto
sotto il dominio del proprio Io, la natura
inferiore posta nella sua giusta condizione
gerarchica, sotto l’Io.
LE GRU
Le gru volano alte. Volano in ordine. Sono gli
uomini che procedono rettamente nel percorso,
secondo l’insegnamento trasmesso. Questi
uccelli cercano sempre la Primavera. Sono, cioè,
costantemente impegnati nelle operazioni di
crescita iniziatica. Rappresentano gli uomini che
hanno intrapreso la via ascendente
dell’evoluzione, il ritorno a Oriente.
L’UPUPA
L’upupa è un uccello di grande rispondenza
tradizionale. Presenta caratteristiche uniche e del
tutto peculiari. Questo uccello cova i genitori,
tendendo a stare a lungo con loro. Simbolicamente,
questo significa che l’upupa lavora sulla Tradizione,
cura la trasmissione dell’insegnamento tradizionale.
L’upupa è l’uccello che nel Corano porta a Re
Salomone la notizia dell’esistenza della Regina di
Saba. Salomone, a sua volta, la manda dalla Regina
di Saba affinché si avvicini, si converta alla “religione
monoteistica” che ormai è nata.
• E che cos’è il sorgere del monoteismo dal punto di vista occulto? E’
la conseguenza del sorgere dell’Io nell’uomo, di quella parte
spirituale che inizia a essere l’unico centro di convergenza delle
esperienze dell’anima.

La Regina di Saba, su un piano simbolico, rappresenta l’umanità


nel suo complesso, l’umanità che deve avvicinarsi al nuovo
insegnamento secondo l’Io, l’insegnamento del Divino che inizia a
discendere nell’umano. Salomone è il garante della Costruzione del
Tempio, della preparazione misterica del veicolo fisico perché per la
prima volta possa manifestarsi, attraverso l’essere del Cristo alla
Svolta dei Tempi. Salomone, dunque, attraverso l’upupa, cioè
attraverso gli insegnanti dei Misteri, rivolge questo messaggio a
tutta l’umanità, rappresentata dalla Regina di Saba.
Salomone, dunque, attraverso
l’upupa, cioè attraverso gli insegnanti dei Misteri, rivolge questo
messaggio a tutta l’umanità, rappresentata dalla Regina di Saba.
Nel testo sufico Il Verbo degli Uccelli di Farid Ad-Din
Attar, notevolissimo testo del Basso Medio Evo, è
l’upupa che istruisce gli altri uccelli sulla via di
conoscenza che porta fino alla realizzazione
suprema nel divino, fino al Ritorno in senso
esoterico.
Upupa Epops è il nome scientifico della
specie. Questo è un fatto rivelatore del richiamo
tradizionale che l’uccello porta con se. Epops
significa “Epopta”, “colui che vede sopra”, ed è un
vocabolo di origine e appartenenza totalmente
misterica. Epopta è colui che ha aperto i propri sensi
spirituali, è l’iniziato minimamente compiuto che
può trasmettere l’Insegnamento.
• L’aver inserito un complesso simbolico di
questo tipo nel contesto del dipinto ci dice che
tutto il Mondo delle Gerarchie e quello dei
Misteri collaborò all’Evento Centrale
dell’Evoluzione.
• Altresì, ci segnala come questi affreschi siano
creazioni del Mondo dei Misteri, ricchissime
d’insegnamenti celati nel simbolo e nella
drammaturgia allegorica delle immagini.
Ecco anche una mirabile eterogenesi dei fini:
col simbolo si parla a tutti, a più livelli.
Lo Zeffiro che spazza le nubi
• Lo Zeffiro è un elemento anch’esso di
rispondenza del tutto tradizionale.
• Nei criptici dipinti del Rinascimento è spesso
rappresentato (Primavera e Nascita di Venere
di Botticelli, per esempio).
• I Romani chiamavano questo vento Favonio,
da favere, che significa “favorire”, perché col
suo tepore favoriva lo schiudersi dei germogli
e annunziava l’arrivo della bella stagione;
in tedesco è detto Föhn.
• Lo Zeffiro preannuncia l’arrivo della Primavera;
spira da Occidente verso Oriente;
• Simbolicamente il “soffiare del vento” è associato
all’azione dello Spirito (Pneuma, in greco,
significa Spirito, ma anche “soffio”).
• I Greci chiamarono questo vento anche
Zophonoia, da Zophos che vuol dire “Occidente”
e Pneo, che significa “spiro”;
• Lo Zeffiro è il vento degli Iniziati di chi compie il
lavoro tradizionale, l’Opus. Infatti, esso spira da
Occidente, dalle Tenebre, e spinge verso Oriente,
verso la Luce, verso la Reintegrazione dell’Essere.
• E’ il vento dell’Uomo, è lo spirare dello Spirito
Umano che, esaurita la Caduta, la parte
discendente dell’evoluzione, dirada le nubi dal
suo Cielo e lavora alla propria “Riascesa”.
Altresì, la Primavera, annunziata da questo vento,
segna l’inizio dell’anno in senso esoterico;
Anche il Calendario dell’Anima di Rudolf Steiner,
vero strumento per accedere, attraverso un
vivente culto cosmico e un’interazione cosciente
con l’organismo dell’anno, alla Conoscenza
Superiore, inizia secondo la Tradizione proprio in
Primavera.
Cosimo Rosselli associa lo Zeffiro all’azione del
Cristo, che spazza le nubi aprendo all’Umano la
via per il suo ciclo d’evoluzione ascendente.
Il Bambino e l’Agnello
“Imparate da me che sono mite e umile di cuore”.
Il Bambino rappresenta qui l’umanità del futuro. Si tratta
di uomini rigenerati, ma che devono ancora crescere.

La “Mitezza” sarà la qualità


del futuro.
Il riferimento all’Agnello è sia
di carattere astronomico nel
grande tempo ciclico, sia
simbolico della figura del
Cristo e del suo sacrificio sul
Golghota.
Chi era Cosimo Rosselli?

• Cosimo Rosselli era un fiorentino. Nacque in


questa città nel 1439 e lì morì nel 1507. In
gioventù fu allievo di Neri di Bicci e di Alessio
Baldovinetti. Collaborò con Benozzo Gozzoli e col
cugino Bernardo di Stefano Rosselli. Confluì
anch’egli da giovane, come molti altri artisti
fiorentini, nelle cerchie “culturali” che
gravitavano intorno alla scuola neoplatonica
principale.

La sua pittura guarda molto al Verrocchio e a


Santa Barbara con San
Giovanni Battista e San
Matteo Evangelista.
E’ la prima opera di
rilievo del Rosselli.
E’ del 1469 e si trova
alla Galleria della
Accademia di Firenze.
Numerosi sono gli
elementi tradizionali.
Oltre la Triplicità
Primaria, la Torre, la
foglia di Palma,
Dioscuro smembrato,
e altro ancora.
• Quest’opera appartiene alla fase giovanile
dell’arte rosselliana. Essa fu commissionata
dalla Compagnia dei Tedeschi, presente in
Firenze, per la loro Cappella nella Chiesa della
SS. Annunziata. L’artista esprime già
compiutamente le sue grandi capacità e anche
non poche conoscenze teologiche e
simboliche. Il suo stile, come già detto, è meno
rotondo e leggero di quello più metafisico del
Botticelli, ma rimane unico e originale. E’,
come abbiamo già detto, più accostabile a
quello del Verrocchio e dei due Pollaiolo.
Il Miracolo Eucaristico in Sant’Ambrogio di Firenze, tra il 1484 e il 1486
Questo miracolo, in realtà, avvenne nella città di
Firenze, nel 1230. Il giorno dopo la funzione religiosa,
nel calice si manifestò il sangue vivo, divino,
espressione dell’Incarnazione. Rosselli lo ripropone ai
suoi tempi, riattualizzandolo.
Ma alcune cose vanno notate: una donna con
due bambini che guarda l’osservatore:

E’ significativo anche il
richiamo alla Triplicità posto
attraverso i Tre Gradini che
conducono al luogo della
“realizzazione misterica”.
Rosselli vi ritrae i
Tre Maestri del
Neoplatonismo
fiorentino: Angelo
Poliziano, Pico
Della Mirandola e
Marsilio Ficino.
Sono triadicamente
abbracciati a
simboleggiare il
triplice lavoro
dell’Io nel Mistero
del Sacro Amore.
L’incarico alla Sistina

• Nel 1481 si recò a Roma con il Dream Team


fiorentino, composto anche da Sandro
Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pietro
Perugino e Luca Signorelli, e vari aiuti.
Gli vengono affidati tre dipinti:
Uno per la parete Sud e le
storie di Mosè: la Discesa dal Monte
Sinai. Due
sulla parete Nord per le Storie di Cristo: Il
Discorso della Montagna e la Guarigione del
lebbroso, e l’Ultima Cena.
La Discesa dal Monte Sinai di Cosimo Rosselli, 1482, Sistina
Ultima Cena di Cosimo Rosselli, 1482, Cappella Sistina
Gli ultimi anni di Rosselli

Nell’ultima fase della vita, il Rosselli trasferì la


propria bottega in Piazza Duomo e si dedicò
anche all’insegnamento.
Da lui svolsero il proprio apprendistato
artisti come Piero di Cosimo, che da lui prese
il nome, Fra Bartolomeo e Mariotto
Albertinelli, i fratelli Del Mazziere e Andrea
di Cosimo Feltrini, nonché altre personalità
minori. E’ dal 1507, anno della sua morte,
sepolto in Santa Croce a Firenze.
Essential akcnowledgements
• Steiner, R., Storia dell’arte specchio di impulsi
spirituali, voll. I/V, Milano varie edizioni;
• Idem, Il Vangelo di Matteo, Milano varie
edizioni, O. O. 123;
• Idem, Conferenza tenuta a Berlino il 21 aprile
1906 su Gli Strati interiori della Terra, reperibile
in pdf in rete;
• Idem, Il Discorso sul Monte, conferenza tenuta a
Monaco il 15 Marzo 1910 e contenuta in O. O.
118;
• Idem, Gerarchie Spirituali, Milano varie
edizioni;
• Guénon, R., Simboli della Scienza Sacra,
Milano 1992;
• Farid Ad–Din Attar, Il Verbo degli Uccelli,
Milano varie edizioni;
• Un interessante articolo su Cosimo Rosselli:
http://www.bollettinodarte.beniculturali.it/
opencms/multimedia/BollettinoArteIt/
documents
/1437551800917_03_-_Berenson_537109.pdf
;
• Gabrielli, E., Cosimo Rosselli, Venezia 2007;
• Tomberg, V., Il Figlio dell’Uomo, Trento 2002;
• Machiavelli, N., La Congiura dei Pazzi e l’età di
Lorenzo il Magnifico, curato da Mugnaini, O.,
Firenze 2009;

Grazie per l’attenzione!

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