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RELATIVISMO LINGUISTICO DETERMINISMO LINGUISTICO

 SLOBIN  WHORF

 THINKING FOR SPEAKING  Lingua come processo inconsapevole

 Pensiero finalizzato alla parola  Influenza pervasiva della L1


Concetto completo
 Critica a Boas  SAE
universale
indipendentemente LINGUE EUROPEE LINGUA HOPI
dalla lingua PL. ± concreto + concreto
Dieci giorni Fino
all’undicesimo
giorno
Per Slobin non esiste un concetto completo
universale in quanto l’evento verbalizzato è TEMPO Ternario Marche assertive
costruito online nella formulazione del Pass./pres./fut. Reportive
Expective
messaggio. Gnomic

NOME/ Sostantivi e Verbi solo breve


VERBO
verbi durata
MICRO Corpi e sostanze Eventi ogg. e
COSMO sogg.
MODELLO DI
LEVELT
IPOTESI COGNITIVA (’70/80)

IPOTESI UNIVERSALISTICA percezione uguale per tutti i bambini

giustificano la lingua
 Basic Child Grammar
attraverso la percezione Brown: The original word game
 Operative principles

 Fonologici/semantici
Basic Child Grammar: Thinking for speaking:
-percezione e cognizione -il linguaggio guida il
guidano il linguaggio pensiero
Vera per il SAE relazioni proiettive

Lingue europee: Lingue amerinde:


Assi cartesiani Punti cardinali
INTERPENETRABILITA’ COGNITIVA

Pensiero più forte per il bambino:


legato alla percezione tattile e visiva pensiero linguistico

esperimento su inglese e lingua Maya

la marca del plurale e i classificatori di sostanza della lingua


Maya influenzano il pensiero non linguistico
Critica alla Basic Child Grammar 3 fenomeni nell’apprendimento dei
e alla teoria universalistica morfemi locativi:
- Apprendimento delle dinamiche
spaziali prima di iniziare a parlare
BOWERMAN - Stretta relazione tra struttura
linguistica e non linguistica dello
spazio
Esperimento su anglofoni e coreani - Acquisizione delle parole spaziali
preceduta dalla conoscenza
spaziale non linguistica
Concetto di Concetto di Concetto di
contenimento supporto incastro
(in) (on) (KKITA)
I primi locativi ad essere appresi
sono in e on, ovvero il concetto di
contenimento e di supporto, ma non
in tutte le lingue è così.
Dibattito Sapir-Whorf

Grammatica Friedrich: dimensione discorsiva

contesto d’uso della lingua

Testualità e le sue modelli interattivi


caratteristiche

Ogni lingua è abituata a meccanismi diversi diversa implementazione dei deittici


L’ESPRESSIONE DEL PASSATO NELLE INTERLINGUE DI IMMIGRATI DI AREA PARTENOPEA

Scopo: quali sono le forme del passato più attive


nell’area napoletana? Bertinetto:

passato prossimo passato remoto


funzione narrativa funzione emotiva

Funzione simile a vale solo se differenziamo tra momento culminante e non culminante
IMPERFETTO

Teoria enunciativa di CRIPTOTIPI


Adamczeski
AUSILIARE + PARTICIPIO PASSATO

persona contenuto
aspetto
tempo

Struttura analitica:
minor sforzo cognitivo fase post-
basica

Fase basica:

- Domani (tempo) io (persona) andare a Roma.


- In Cina (tempo) io (persona) sempre (aspetto) lavora.
TALMY (1985/’91/2000)

Bowerman & Choi: studio sul coreano


VERB FRAMED SATELLITE FRAMED Verbi di:
Movimento causato vs Movimento volontario
-transitività -intransitività
Staticità Traiettoria -verb framed -satellite framed
(spagnolo) (inglese) -metto il topo nella -il topo entra nella
scatola (entrare) scatola (entrare dentro)

Distinzione basata sul lessico critica di Slobin

analisi di causa e maniera


al di là del verbo

III categoria: EQUIPOLLENTLY FRAMED


(cinese)
SLOBIN & HOITINK:
TRIPARTIZIONE

Elementi di partenza: MANIERA


 Traiettoria
 Figure/theme
 Ground Alta salienza Bassa salienza
satellite framed verb framed
Possono essere verbi di maniera solo se
indicano cambiamento di stato: Non è espressa solo con i verbi (ad es. russo)
- Schizzò fuori (cambiamento)
È determinata da:
- *camminò fuori (attività)
 Minore/maggiore accessibilità dello strumento
 Costo cognitivo
BOUNDAY CROSSING COSTRAINT  Cultura

È determinata anche da un’elevata codificabilità


(unita al concetto di abitudine) e individuata da
tre fattori:
 Verbo finito
 Frequenza d’impiego
 Unica parola
DIMENSIONE EXTRALINGUISTICA

Distributed spacial semanntics Idiofoni


presenti in inglese e spagnolo e nelle lingue
con ordine SOV per anticipare l’informazione
del verbo

Un’altra caratteristica delle lingue


verb framed è la GESTUALITA’

La traiettoria è espressa solo se lo si può fare


in maniera economica:
- Lingua Tzeltal: non è possibile indicare partenza e arrivo nella stessa frase.
- Lingua Arrernte: associated motion
QUAESTIO

Teoria proposta tra il 1889 e il 1891 da


Klein & Stutterheim

Testo sottoforma di domanda inconscia che produciamo:


Che cosa succede al protagonista in un certo intervallo di tempo in un certo luogo?
(leit motiv del racconto)
3 elementi essenziali:
- Tempo
- Protagonisti Tutto ciò che risponde a questa domanda fa parte
- Eventi della trama, ciò che non risponde a questa
(non sempre facilmente domanda è sfondo. L’informazione nuova è il
individuabili dai bambini) focus, mentre quella già conosciuta è il topic.

[(Che cosa è successo) focus (a P in Tn) topic ] trama


(Che cosa) tema/fuoco (c’è) (in Ln) relatum/topic
MOVIMENTO REFERENZIALE

 INTRODUZIONE EX NOVO
- Arriva un uomo. La Quaestio è guidata da:
- Global restrictions
 MANTENIMENTO - Local restrictions
- Arriva un uomo…L’uomo…
- Ridotto se viene mantenuto solo uno dei due personaggi introdotti.

 SLITTAMENTO/CAMBIAMENTO
- Nella piazza c’è un chiosco…
nel chiosco…
FOCUS…TOPIC…

FOCUS….

…TOPIC

 REINTRODUZIONE
LA QUAESTIO NEI BAMBINI

Per quanto riguarda le descrizioni, Per quanto riguarda le narrazioni invece,


i bambini non sanno costruire testi descrittivi. in uno studio condotto da Giuliano
vengono presi bambini anglofoni e
Risultati: italofoni di 4,7 e 10 anni e le loro
- Descrizione zero (lista di entità) narrazioni basate su The Finite Story sono
- Inversione tema/relatum confrontante con quelle di adulti.

7 anni:
- Elementi di coesione additivi e Risultati:
restrittivi 4 anni
- Anglofoni: as well/ still - Incapacità di organizzare il discorso in narrazioni
- Italofoni: sempre, ri-, solo, olistiche
nemmeno, manco. - Confusione tra relazioni intratestuali e relazioni
deittiche
10 anni: - Problemi di posizionamento di particelle additive
- Prospettiva olistica coesiva e - Problemi con quantificatori temporali
integrata. - Mancanza della seconda struttura, mentre la quarta
- italofoni: non sfruttano tutte le è presente solo negli italofoni
particelle additive
- Anglofoni: non mostrano
sensibilità per la prosodia
LA QUAESTIO NEI BAMBINI- IT. L1/L2, FR. L1/L2

Italiano L2 e francese L2 sono più orientate verso l’entità.

Maggiore sfruttamento delle particelle additive.

In francese L2 c’è la particella scalare meme e l’accento prosodico sul sintagma nominale.

Altre particolarità sono:


- Toujours compare in francese L1 ma non L2
- Ancora compare in italiano L1 e L2.

Risultati: i bilingui di italiano L2 si avvicinano molto alle scelte italiane, mentre i bilingui di francese
L2 sono più vicini a francese L1.
PRODUZIONI DEGLI ADULTI

STRUTTURA ESEMPI STRATEGIA STRATEGIA


ANGLOFONI ITALOFONI
I: diverso TT, -Anche il signor Blu Particelle additive, Particelle additive,
diverso TE, stessa va a letto. verbi anaforici e verbi anaforici e
pol, stesso pred. -MR. BLUE goes to sintagmi nominali e sintagmi nominali
bed. prosodia
II: diverso TT, -Solo il signor Blu No uso di particelle Particella solo e
diverso TE, opposta non dorme. restrittive strategia
pol, stesso pred. -Mr Blue DOES NOT dell’unicità
sleep.
III: diverso TT, -Il Signor Blu Uso della particella Particelle additive
stessa TE, stessa chiama additiva again
pol, stesso pred. sempre/ancora/di
nuovo.
-Mr Blue calls
again…
IV: continuo TT, -Il Signor Rosso Marca del tempo Ancora e
stessa TE, stessa continua a dormire. continuare a
pol, stesso pred. -Mr Red is still
sleeping.
DESCRIZIONE SPAZIALE

Studio condotto da Giuliano, in cui ad anglofoni apprendenti di italiano veniva chiesto di descrivere
un’immagine ad un coenunciatore che parlava solo italiano e non vedeva l’immagine.

Tre gruppi: - Relazioni spaziali nello spazio di:


in, con, su, sopra, a, tra.
- Basici Ancoraggio iniziale, entità minori
non ancorate tra di loro.
- Post basici intermedi
- Verbi esistenziali e verbi lessicali,
- Post basici avanzati doppio relatum.

- Rappresentazione del quadro


globale, utilizzo eccessivo di
Inglese e italiano: tema da collocare in riferimento ad un deittici come là, lì, qui.
relatum, con preposizioni spaziali che accompagnano il
verbo esistenziale o locativo.
Italiano: ampia gamma di espressioni transitive e
intransitive.
Inglese: avverbi in posizione finale.
CARROLL ET AL.
Tre opzioni:
 Quadro deittico o relativo: l’origine del sistema di assi coordinati è il parlante o
l’ascoltatore.
 Quadro intrinseco: l’origine del sistema di assi coordinati è un oggetto specifico
che funge da relatum.
 Quadro estrinseco: l’origine del sistema di assi coordinati è esterno alla scena e il
più comune è quello dei punti cardinali.

Quando entrano in gioco compiti spaziali complessi, ci sono tre prospettive descrittive:
 Walking tour: passeggiata virtuale con verbi di movimento e quadro intrinseco
 Gaze tour: giro dello sguardo, verbi di stato e quadro estrinseco
 Survey tour: scena descritta dalla sommità di una collina, punti cardinali

La scelta dell’una o l’altra opzione dipende dalla scena da descrivere e dalle preferenze
di una certa comunità linguistica.
CARROLL ET AL.

Lingue orientate verso lo spazio Lingue orientate verso l’entità

Per verificare ciò bisogna guardare allo slittamento e mantenimento referenziale, che rappresentano le situazioni in
cui si possono avere dei deittici con funzione anaforica.
Es.: Accanto al chiosco…= lì accanto (anafora) - qui/qua, lì/là; relativi che si riferiscono
Al centro della piazza…sempre al centro della piazza= sempre lì.
all’elemento immediatamente precedente, selezione
+ orientata verso l’entità - Italiano del gaze tour, lì e là e lassù e laggiù non sono
elementi core.
- Francese - Ici/là.
- Spagnolo
- Aqui/ahi/alli, maggior uso di donde.
- Inglese
- Here/there. Si avvicinano all’italiano con un
- Svedese minimo di relativi, ma mantengono il pattern
materno.
+ orientata verso lo spazio - Tedesco
- Avverbi dar/har e dit/hit.
CARROLL/LAMBERT/STUTTERHEIM

Anglofoni vs tedescofoni e francofoni

2 prospettive:
- Ancorata all’osservatore Anglofoni:
- Basata sugli eventi - prospettiva deittica
- TT = TU
- Quadretto circostanziale
3 tempi:
- Utterance time - Unbounded
- Topic time
- Situation time
Tedescofoni:
- Prospettiva olistica, conclusiva e anaforica
Granularità: evento che si può sezionare in microeventi.
- Chiusa a destra
- TT ancorato alla situazione precedente
Tre quest: - Esplicitazione marca temporale
- Cosa accade al protagonista ora? (anglofono) - Bounded
- Cosa accade al protagonista poi? (tedescofono) - Azione centrata sul protagonista
- Cosa accade al protagonista e perchè? (francofono)
Francofoni:
- Endpoint
- Prospettiva mista
Tipo di introduzioni:
- Prominente
- Incassata

In italiano le principali sono proposizioni di trama, mentre i francofoni usano molto le subordinate di
causa, mentre ancora in inglese le temporali esprimono una contemporaneità che mette sullo sfondo
un protagonista e fa balzare in avanti un altro personaggio.
In tedesco invece in topic ci può essere solo il protagonista o un intervallo temporale, a causa della
mancanza di progressivo che fa sì che ad essere sempre in topi sia chi provoca un susseguirsi degli
eventi.

Quest 3: GRANULARITA’ TEMPORALE


Più microeventi per l’anglofono a causa della presenza del progressivo, mentre i tedescofoni
riportano solo gli eventi conclusi. (eye-checking).
ISPANOFONI E ITALOFONI

Video Quest

Granularità ± debole a seconda della competenza dell’apprendente

Ispanofoni: rapporto trama/sfondo = 50/50, mentre negli altri casi la trama è maggiore

3 ancoraggi:
- ancoraggio al quadro globale (el video empieza con…)
- Ancoraggio all’evento (intenta buscar…)
- Punto di vista dell’osservatore/narratore (creo que…)

Italiano L1: progressivo nelle subordinate, ancoraggio personale nella L1 e globale nella L2.
Spagnolo L1: perifrasi e ancoraggio personale.
DIMROTH ET AL.

Coesione discorsiva

Lingue romanze (it. E fr.) Lingue germaniche (ted. E ol.)


Modo romanzo: non orientato verso l’asserzione Modo germanico: orientato verso l’asserzione

The Finite Story

INFORMATION TOPIC TIME TOPIC ENTITY POLARITA’ PREDICATO


STRUCTURE
I ≠ ≠ = =
II ≠ ≠ ≠ =
III ≠ = ≠ =
INGLESE VS SPAGNOLO

non orientata verso l’asserzione orientata verso l’asserzione

3 strategie:

IS ANGLOFONI ISPANOFONI

I Accento prosodico Dimostrativo este

II Accento prosodico Accento prosodico

III Do auxiliary Sì que


ITALIANO VS SPAGNOLO

APPROCCIO ENUNCIATIVO

Apprendenti 2 tendenze:
- Transfer to somewhere
- Ristrutturazione della L1

5 strategie:

STRATEGIA ITALOFONI ISPANOFONI


I Strategia dell’unicità Dimostrativo este
II - Sì/sì que
III Accento prosodico (raro) Accento prosodico (raro)
IV Alla fine Acabar+ gerundio
V invece En cambio
ITALIANO VS INGLESE

4 domande:
- Gli apprendenti selezionano le stesse unità dei nativi?
Italofoni: entità e contrasto temporale predominante, mancanza del contrasto
di polarità. Anglofoni: entità predominante, marca del contrasto di polarità.
- Mezzo anaforico e prosodico usato da nativi e apprendenti?
Italofoni: strategia dell’unicità e del primato, avverbi temporali (transfer
nella lingua inglese)
Anglofoni: prosodia (transfer nella lingua italiana).
- Le caratteristiche della L1 hanno conseguenze sulla L2?
Mancanza del do auxiliary negli italofoni apprendenti di inglese.
- Strategie indipendenti dalla L1 ed L2?
No, solo sovraestensione di particelle additive da parte di apprendenti di
inglese.

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