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LE EMOZIONI

DEFINIZIONE DI EMOZIONE, EMOTIVITÀ E SENTIMENTO


Emozione: dal latino emotionem, deriva a sua volta da
emòvere, ex + movere > portar fuori, smuovere, un
movimento che parte dall’interno verso l’esterno.
Emotività: Capacità più o meno intensa, a seconda degli
individui di provare emozione, di reagire cioè di fronte a
stimoli piacevoli o spiacevoli dell’ambiente attraverso
reazioni psichiche e somatiche.
Sentimento: Ogni forma di affetto, di impulso dell’animo,
di movimento psichico, di emozione, sia che rimangano
chiusi dentro l’animo, sia che si rivolgano e proiettino verso
gli altri.
TRE TEORIE
Gardner – Quando lo studente è entusiasta e stimolato apprende
con maggiore semplicità. Per rendere proprio un argomento è
necessario che questo susciti delle emozioni.
Goleman – Approfondisce il concetto di intelligenza emotiva
ritenuta fondamentale nelle pratiche quotidiane e responsabile dei
successi della persona. È dunque necessario sviluppare
un’educazione emozionale sin da subito.
Vygotskij – L’apprendimento non è una mera assimilazione passiva,
bensì implica un’attivazione emotiva-cognitiva.
KRASHEN: MODELLO DEL MONITOR
L’apprendimento è influenzato da diversi fattori ambientali e interni gestiti da
degli operatori mentali.
•Filtro: filtra l’input in L2 proveniente dall’ambiente esterno sulla base della
motivazione (integrativa o strumentale), delle attitudini personali e gli stati
emozionali.
•Organizzatore: elabora l’intake ed è legato al LAD.
•Monitor: componente di controllo della correttezza
delle espressioni linguistiche e il suo grado di utilizzo
è influenzato da vari fattori.
La teoria di Krashen, dunque, ci
permette di osservare che le
emozioni che si generano
nell’apprendente sulla base dei
vari fattori hanno un’influenza
estremamente profonda sul
processo di apprendimento.
EMOZIONI DI CLASSE
I principali bisogni psicologici riguardano:
Bisogno di sicurezza: bisogno di sentirsi in un ambiente sicuro, in cui sia
garantita la possibilità di libera espressione, senza il timore di poter
ricevere critiche, giudizi severi, minacce del ridicolo e umiliazioni;

Bisogno di autonomia: costante desiderio di scoprire


e sperimentare le risorse personali
ad ogni livello evolutivo;
Bisogno di comprendere se stessi e l’ambiente: clima di sicurezza e
comprensione empatica che eviti l’attivazione di meccanismi regressivi o
strategie di difesa (coping);
Bisogno di realizzazione e di efficienza personale: bisogno di creare o di
produrre, di provare stima di sé e di sentirsi competenti;
Bisogno di appartenenza, di amare e di sentirsi accettati: bisogni sociali,
di affiliazione, di relazione, che se non adeguatamente corrisposti e
rispettati suscitano sentimenti intensi di tristezza, solitudine, dolore e
alienazione.
Riconoscere e rispondere adeguatamente ai bisogni da parte
dell’insegnante consente agli allievi di poter realizzare
nelle attività scolastiche le risorse di sviluppo di cui
sono dotati.

La natura compensa le capacità in difetto


della persona grazie ad altri tipi di intelligenze.
Le emozioni influenzano il nostro modo di imparare, in
quanto sono alla base dell’apprendimento.

Buone relazioni nel gruppo dei pari, interesse dei docenti,


senso di appartenenza alla scuola migliorano la qualità
delle relazioni in classe e i risultati scolastici.
EMOTIVITÀ DOCENTE E DISCENTE
Nei primi anni 2000 si sviluppa l’interesse pedagogico per il ruolo delle
emozioni del docente, dal quale deriva la conclusione che le emozioni
influenzano la motivazione dell’insegnante, la sua gestione della
classe, ma anche la sua capacità cognitiva.

Novità: ci sono nella vita del docente dei momenti


di emozione positiva legata al desiderio di fare qualcosa di nuovo,
di cimentarsi in una nuova sfida, poiché la routinizzazione
dell’insegnamento può portare a noia ed emozioni negative.
•Piacevolezza, bellezza, qualità estetica degli strumenti didattici utilizzati;
•Sensazione che l’autostima e la propria immagine sociale non siano a
rischio. "Burnout": esaurimento delle energie e dell’autostima, la
demotivazione, che impedisce di vedere la connessione tra ciò che si fa e
l’utilità per sé e per gli altri;
•Gli insegnanti di lingue emergono per la loro convinzione dell’importanza
sociale dello studio delle lingue;
•Fattibilità del compito: La fattibilità dell’acquisizione linguistica si scontra
con una realtà che genera emozioni di frustrazione. La consapevolezza
che ogni classe ha abilità differenziate, ha infinite combinazioni possibili
di tipi di intelligenza, di stili cognitivi, di strategie di apprendimento, di
attitudine alle lingue può aiutare gli insegnanti a non cadere nella
frustrazione;
•Rilevanza funzionale: Lavoro in classe e lavoro "burocratico" determinano
un duplice set di emozioni: Il docente è attore non solo verso gli studenti,
ma anche nell’istituzione.
USO DELLE EMOZIONI DEL DISCENTE
Le emozioni sono una risorsa formativa se vengono nominate,
riconosciute e declinate.

La competenza emotiva è "l’insieme delle abilità necessarie per


essere efficaci nelle trasmissioni sociali."
L’insegnante è:
Contenitore in quanto accoglie tutti i sentimenti positivi e negativi della
classe;
Orientamento in quanto capace di usare il desiderio dell’alunno di
conoscere se stesso per l’apprendimento.

La risposta dell’insegnante può essere valutativa,


interpretativa, investigativa, di supporto, e di soluzione.
L’apprendimento felice avviene attraverso:
~Esperienza emozionale di condivisione
e unione;
~Empatia che permette l’attenzione e il
rispetto delle esperienze altrui;
~Trasposizione interiore nel rivivere
il vissuto dell’altro.
Secondo Rogers la capacità di apprendere passa attraverso il SEL
(Social Emotional Learning), ossia abilità che costituiscono
l’apprendimento e ne facilitano il suo progresso.
Conoscere attraverso le percezioni
Associare le emozioni a codici condivisi
Il programma educativo è anche chiamato Programma di
Prevenzione ed è costituito da abilità emozionali, cognitive e
comportamentali.
Didattica delle emozioni: costruire gradualmente e
costantemente i valori verso il divenire adulti.
EMOZIONI PRIMARIE E SECONDARIE
Le emozioni primarie sono emozioni innate e sono riscontrabili in
qualsiasi popolazione, per questo sono definite primarie, ovvero
universali. Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che originano
dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la
crescita dell’individuo e con l’interazione sociale.
Le emozioni primarie sono accostate ai colori primari (blu, rosso e giallo),
la cui mescolanza può generare ulteriori colori.
Silvian Tomkins fu tra i primi a proporre una classificazione delle
emozioni su base biologica, ispirando la ricerca
fondamentale di Paul Ekman e Wallace Friesen,
che hanno dimostrato che alcune espressioni
facciali sono universalmente associate
a particolari emozioni, che individuano
6 emozioni primarie:

Felicità
Paura
Rabbia
Disgusto/Disprezzo
Tristezza
Sorpresa
Plutchik ha proposto invece 8 tipi di emozioni primarie:
Gioia, Accettazione, Paura, Sorpresa, Tristezza, Disgusto,
Rabbia e Anticipazione, e le ha organizzate in cerchi.
La posizione che ognuna di queste emozioni
occupa all’interno del cerchio è in relazione
alla similarità che possiede rispetto alle altre.
EMOZIONI E DISTURBI
I bambini con DSA hanno un’autostima più bassa rispetto agli altri compagni poiché
incontrando un ostacolo e non riuscendo a superarlo pensano di essere meno validi.
Ciò porta ad un abbandono del compito.

Recenti studi di Nelson Harwood (2013) riportano


che il 70% dei bambini affetti da DSA soffrono
d’ansia manifestata spesso da: vomito; dolori
addominali; mal di testa. Di conseguenza,
all’assegnazione di un compito, si verifica
un peggioramento della prestazione.
(pratica clinica da esporre)
Moé et al. (2007) definiscono tutto ciò come particolare paura e
avversione per la scuola che poi sfocia in reazioni emotive negative
associate spesso all’ambiente scolastico (compagni, valutazione, docenti).
Le emozioni che entrano in azione sono Rabbia/Aggressività e portano ad
una condizione di isolamento. Fattori emotivi associati a difficoltà nella
classe possono portare ad un completo insuccesso nell’apprendimento.
Fiaba della Tartaruga e della Rabbia

Piccola e giovane, a scuola veniva


sempre infastidita e presa in giro dai
suoi compagni, e di conseguenza
rispondeva fisicamente facendo loro
del male, non conoscendo altro modo
per rispondere, per poi essere isolata.
Un giorno incontrò una tartaruga più grande e saggia, che la fece
fermare e osservare che dentro di sé aveva già la soluzione, anzi,
l’aveva intorno a sé: il guscio nel quale ritirarsi, respirare, calmarsi e
domandarsi cosa non andava bene e come si sentiva e come poteva non
far male. Provando e riprovando, la tartarughina riuscì a gestire la
propria rabbia.
-Jinan Alraheem
-Caterina Bosco
-Linda Caneva
-Sara Carera
-Daniele Ceci
-Felicia Criscino
-Mariana Iorio
-Margherita Mignini
-Ratih Ayu Suciati
BIBLIOGRAFIA
Paolo E. Balboni, Il ruolo delle emozioni di studente e insegnante nel processo
di apprendimento e insegnamento linguistico, ELLE Vol. 2 – Num. 1 – Marzo
2013
Isabella Poggi, Laura Bartolucci, Sissy Violini, Emozioni. Un’arma per
l’apprendimento, Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Università Roma
Tre
Rosanna Schiralli, Ulisse Mariani, Nuovi adolescenti, nuovi disagi, Milano,
Mondadori, 2011
Marina Chini, Cristina Bosisiso, Fondamenti di Glottodidattica, Carocci
Editore, 2014
SITOGRAFIA
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Veronica Gatta, Claudia Tropeano, Disturbi specifici dell’apprendimento: aspetti emotivi
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Immacolata Lagreca, Il ruolo delle emozioni nell’apprendimento https://www.edscuola.eu/wordpress/?p=89955
Didattica delle emozioni: ecco l’apprendimento socioemotivo https://www.tecnicadellascuola.it/didattica-delle-
emozioni-ecco-lapprendimento-socioemotivo
Gestione delle emozioni negli insegnamenti https://lamenteemeravigliosa.it/gestione-delle-emozioni-negli-
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http://treccani.it/vocabolario/emotivita/
http://treccani.it/vocabolario/sentimento/
https://www.corriere.it/salute/dizionario/emotivita/index.shtml
Stateofmind.it/tag/emozioni/