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Daniele Gallo

Professore associato di diritto UE


Dipartimento di Giurisprudenza
Luiss Guido Carli

Università di Cagliari,12 05 2017


I recenti accordi globali sul libero
scambio dell’Unione europea
I. COMMERCIO INTERNAZIONALE E UE

• Più grande economia del mondo


 Esportazioni, importazioni, investimenti, aiuti
 7% popolazione mondiale ma ¼ del PIL mondiale
• Merci, servizi, capitali e settori trade related (diritti di proprietà intellettuale)
• Ratio del libero scambio
 Crescita economica, occupazione
 Apertura alle importazioni: prezzi più bassi per imprese e singoli
 Apertura alle esportazioni: nuovi mercati, nuove opportunità per le imprese
 Secondo la Commissione: dalla conclusione dei negoziati in corso in materia
commerciale deriverebbe un aumento del 2% del PIL complessivo
• Trump, Brexit, commercio internazionale e “ordine giuridico del mercato”
 Protezionismo o nuova forma di neoliberismo?
 Posizione dell’UE e prospettive future
II. UNIONE DOGANALE

• Mercato interno e mercato internazionale


Articoli 26 ss. TFUE
Strumentalità reciproca
• Unione doganale
Tariffa esterna comune
Specialità rispetto ad altre zone d’integrazione
regionale (NAFTA, per esempio)
• Articolo 206 TFUE
III. POLITICA COMMERCIALE COMUNE E ACCORDI GLOBALI DI LIBERO SCAMBIO
• Cosa significa politica commerciale comune?
 Accordi di libero scambio, compresi quelli recenti globali
 Sono di libero scambio anche gli accordi di associazione, cooperazione, vicinato?
 Clausole di condizionalità, istituzione di organi, varietà di obiettivi (pre-adesione, alternativà alla membership, aiuto
allo sviluppo) e valori + Deep and Comprehensive Free Trade Agreement come nell’Accordo di associazione con
l’Ucraina del giugno 2015
• Comune significa esclusiva?
 Art. 3 TUE
• Competenza esclusiva dell’UE de jure ma anche de facto?
 OMC
 Accordi di associazione (nonostante la sentenza CGUE Demirel del 1987)
 Nuovi accordi di libero scambio: per esempio, con Singapore e Canada
• Quali sono, in concreto, gli accordi di libero scambio?
 Ucraina (in applicazione provvisoria), Moldova, Georgia (non più Armenia …)
 Perù, Colombia, Cile, Messico, America centrale (Panama, Honduras, ecc.)
 Corea del Sud
 Sudafrica
 Mediterraneo meridionale (Israele, Libano, ecc.)
 ACP (Africa, Caraibi, Pacifico)
• Quali sono gli accordi globali recenti di libero scambio?
 Singapore, Vietnam, Canada: in fase di ratifica
 Stati Uniti, India, ASEAN, Giappone, Marocco, Tunisia, Golfo: in fase di negoziazione
 Cina, Russia: ancora in fase di definizione …
IV. PROCEDURA DI CONCLUSIONE DEGLI ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO

•Articoli 207 e 218 TFUE


 Commissione, Consiglio e Parlamento
 Corte di giustizia
 Art. 218.11: Singapore e forse CETA
• Ms. PESC?
 No
V. STRUTTURA DEGLI ACCORDI GLOBALI DI LIBERO SCAMBIO

• http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/ceta-chapter-by-chapter/index_it.htm
• Esempio del CETA quale accordo definitivo in tutte le sue parti, in attesa di ratifica
• Accesso privilegiato ai mercati dei paesi partners e deroga concordata agli accordi OMC
• Obiettivo:
 Riduzione delle tariffe doganali e delle altre barriere commerciali tra l’UE e il Canada
 Secondo l’UE: supporto alle rigorose norme europee in settori quali la sicurezza
igienico-sanitaria dei prodotti alimentari, i diritti dei lavoratori e l’ambiente + rispetto
della democrazia
• Trattamento nazionale
• Difesa commerciale, tra cui misure antidumping
• Ostacoli tecnici
• Misure sanitarie e fitosanitarie
• Dogane e agevolazione degli scambi
• Sovvenzioni (trasparenza e scambio d’informazioni)
• Investimenti (esteri diretti e non, risoluzione delle controversie)
• Servizi, professioni (riconoscimento delle qualifiche), servizi finanziari, trasporto
marittimo internazionale, telecomunicazioni, commercio elettronico, concorrenza,
imprese pubbliche e SIEG, appalti pubblici, proprietà intellettuale, cooperazione
regolamentare, sviluppo sostenibile, lavoro, ambiente, eccezioni generali, risoluzione
delle controversie
VI. NON TRADE ISSUES: SVILUPPO SOSTENIBILE
• Rinvio alle dichiarazioni internazionali principali su ambiente e sviluppo
• Obiettivi:
 promuovere lo sviluppo sostenibile rafforzando il coordinamento e l’integrazione delle
rispettive politiche e misure in materia di lavoro, ambiente e commercio
 promuovere la consultazione e la partecipazione del pubblico nel dibattito sulle
questioni relative allo sviluppo sostenibile e nell’elaborazione delle pertinenti politiche e
disposizioni legislative.
• Commercio deve promuovere lo sviluppo sostenibile
 ciascuna parte si adopera per promuovere flussi economici e commerciali e pratiche
connesse che contribuiscano a migliorare la dignità del lavoro e la protezione
dell’ambiente
sistemi volontari relativi alla produzione sostenibile di beni e servizi
responsabilità sociale delle imprese
fissazione, mantenimento o miglioramento di norme ed obiettivi di rendimento ambientale
• Comitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile
 composto di rappresentanti di alto livello delle parti
 sovrintende all’attuazione delle norme dell’accordo
 promuove la trasparenza e la partecipazione pubblica
• Organizzazione di un forum congiunto della società civile
VII. NON TRADE ISSUES: LAVORO

• Riconoscimento del diritto di stabilire, per ogni Parte, le sue priorità in


materia di lavoro e i suoi livelli di protezione del lavoro
• Incorporazione, nella legislazione e nella prassi di ogni Parte, dei principi e
diritti fondamentali + rinvio all’OIL
 libertà di associazione e riconoscimento effettivo del diritto di
contrattazione collettiva
 eliminazione di ogni forma di lavoro forzato od obbligatorio
 abolizione effettiva del lavoro minorile
 eliminazione della discriminazione in materia di impiego e professione
 salute e sicurezza sul lavoro, ivi compresi la prevenzione di infortuni o
malattie professionali
 il risarcimento in caso di tali infortuni o malattie
 fissazione di standard minimi di occupazione accettabili per i lavoratori
subordinati
 non discriminazione per quanto riguarda le condizioni di lavoro, anche per i
lavoratori migranti
• Partecipazione del pubblico
VIII. NON TRADE ISSUES: AMBIENTE
• Diritto di legiferare e livelli di protezione
• Rilevanza della governance e degli accordi internazionali in materia di ambiente
 Impegno a dare efficace attuazione ai MEAs
 Scambio d’informazioni in materia
• Accesso ai mezzi di ricorso e garanzie procedurali
 ciascuna parte provvede affinché le proprie autorità preposte all’applicazione della
legislazione ambientale tengano in debita considerazione le presunte violazioni della
legislazione ambientale ad esse segnalate da qualunque persona interessata residente o
stabilita nel territorio della parte
 ciascuna parte provvede affinché le persone che hanno un interesse giuridicamente
riconosciuto in una determinata questione o che contestano la violazione di un diritto a
norma della legislazione di tale parte possano avviare procedimenti amministrativi o
giudiziari, al fine di consentire una riparazione efficace delle violazioni della legislazione
ambientale, anche tramite mezzi di ricorso adeguati per combattere le violazioni di tale
legislazione
 procedimenti non complicati, eccessivamente costosi, lunghi, equi e trasparenti
• Informazioni scientifiche e tecniche
 le parti riconoscono che, laddove esista il rischio di danni gravi o irreversibili, la mancanza di
una certezza scientifica assoluta non deve essere addotta quale motivo per posticipare
l’adozione di misure efficaci in termini di costi atte a prevenire il degrado ambientale
• E il principio di precauzione?
IX. NON TRADE ISSUES: ECCEZIONI GENERALI

• V. Articolo 28.3 del CETA


• Perché necessaria una clausola sulle eccezioni generali?
 Articolo 31.3 della Convenzione di Vienna e principio di specialità
• Un rinvio al GATT, insieme all’aggiunta di un ulteriore paragrafo, è
sufficiente?
 e la giurisprudenza OMC relativa?
 identico discorso per commercio e investimenti? Per il commercio
deroga, mentre per gli investimenti non proprio (at stake non è
l’espropriazione per se)
 e la protezione dei consumatori?
• Articolo 28.6 sulla sicurezza nazionale
 SWFs e SOEs
X. NON TRADE ISSUES AND CETA: ONE MODEL FITS ALL?

• TTIP, Vietnam e altri accordi globali identici al CETA?


• TTIP e ambiente
• Vietnam e lavoratori
• Cina e sicurezza nazionale
• Geometria variabile con molteplici elementi in comune
XI. INVESTIMENTI E RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE STATO/INVESTITORE

• One model fits all?


 Sì, per il momento
• Oggetto e ratio delle c.d. ISDS clauses
 Alternativa a State/State-protezione diplomatica e ai rimedi interni: vs
politicizzazione
 Ma anche per paesi con simili standard di tutela?
 Eterogeneità, inefficienze, lentezza delle procedure giurisdizionali
 Assenza di effetto diretto degli accordi: Vietnam, art. X.19 Capitolo XX:
“No Direct Effect” – “[N]othing in this Agreement shall be construed
as conferring rights or imposing obligations on persons, other than
those created between the Parties under public international law”
• Da ISDS a ICS
 Vedi la TTIP Proposal
 Autonomia del diritto UE e le possibili soluzioni
XII. CONCLUSIONI

• Nuova generazione di accordi con un giusto


bilanciamento tra esigenze del mercato e valori non
commerciali … ma assenza dell’approccio precauzionale
e criticità della clausola sulle eccezioni generali
• Nuova generazione di accordi con un adeguato sistema di
risoluzione delle controversie Stato/investiture … ma
problemi di rispetto dell’autonomia del diritto UE
 Necessità di riforme
• Istituzioni, diritto, mercato: i nuovi accordi (tutto
sommato) quale punto di equilibrio tra istanze
protezionistiche e finalità liberalizzatrici
• Regulatory powers under pressure … ma è la “globalizzazione,
bellezza”
FINE

Grazie

dgallo@luiss.it