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Operazione ACHEI 
Crotone, 18 novembre 2019
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale 
 
Le indagini svolte hanno, inequivocabilmente, acclarato l'esistenza di un vastotraffico su scala nazionale ed estera di reperti archeologici provenienti da scaviclandestini operati anche nei siti archeologici di
 “APOLLO ALEO”
 di Cirò Marina;
“CASTIGLIONE
 DI
 PALUDI”
 nel Comune di Paludi (CS);
 nell’area
 di
 “CERASELLO”
(che, seppur non soggetta a vincolo, riveste un indiscutibile interessearcheologico) ed in tante altre aree private nel territorio della provincia di Crotonee Cosenza.Si è accertato, in particolare, che le suddette aree sono state oggetto, per tutta ladurata
 dell’indagine
 e, ormai da diversi anni, di sistematici saccheggi posti inessere da una squadra di
 
tombaroli 
 che, con
 un’organizzata
 ed articolataspartizione di competenze, ha approvvigionato il mercato clandestino di materialiarcheologici anche di ingente valore economico, da instradare in Italia e
 all’estero
attraverso intricati canali di ricettazione.
L’indagine ACHEI 
 
Nei pressi di Punta Alice Cirò Marina (KR), promontorioche sancisce il limite del golfo di Taranto, si trovano iresti perimetrali e la crepidine (ovvero il basamento) diun tempio di circa 46 metri x 19. Immerso nella raduraerbosa,
 l’antico
 monumento è testimone della fase storicain cui i coloni greci intrapresero scambi sociali ecommerciali con il popolo indigeno: i Brettii o Bruzi.
IL TEMPIO DI APOLLO ALEO 
Scavato nel 1924 dallo storico Paolo Orsi, è datato alVI secolo a.C. e la sua attività di luogo sacro siprotrasse almeno per due secoli.

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