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PERCORSI DI CITTADINANZA E COSTITUZIONE

Testo Unico sulla salute e


sicurezza sul lavoro
D.Lgs.81/2008 e s.m.i

A cura del consiglio di classe della 5 MS


del corso serale
dell’Istituto Carlo Calvi di Voghera
Anno 2018/2019
PRINCIPI FONDAMENTALI TITOLO III RAPPORTI ECONOMICI
Art. 1 Art. 35
L’Italia è una Repubblica democratica, La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue
fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al forme ed applicazioni. Cura la formazione e
popolo, che la esercita nelle forme e nei l’elevazione professionale dei lavoratori.
limiti della Costituzione.
TITOLO II RAPPORTI ETICO-SOCIALI TITOLO III RAPPORTI ECONOMICI
Art. 32 Art. 41
La Repubblica tutela la salute come L’iniziativa economica privata è libera. Non può
fondamentale diritto dell’individuo e svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in
interesse della collettività, e garantisce cure modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà,
gratuite agli indigenti. Nessuno può essere alla dignità umana. La legge determina i
obbligato a un determinato trattamento programmi e i controlli opportuni perchè
sanitario se non per disposizione di legge. La l’attività economica pubblica e privata possa
legge non può in nessun caso violare i limiti essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
imposti dal rispetto della persona umana.
CONCETTI PRINCIPALI DELLA SICUREZZA
La sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro devono essere il risultato concertato di più
azioni svolte da una molteplicità di soggetti, lavoratori compresi.
La sicurezza sul lavoro non può essere ritenuta “un qualcosa in più”, ma deve essere, a tutti
gli effetti, “parte integrante” dell’organizzazione aziendale.
FIGURE, RUOLI E RESPONSABILITÀ
FIGURE, RUOLI E RESPONSABILITÀ
Qui di seguito vengono specificate le competenze e le responsabilità dei soggetti
sopraelencati, precisando che tutte le responsabilità in materia di sicurezza sui luoghi di
lavoro sono di carattere penale, essendo finalizzate alla prevenzione di lesioni fisiche della
persona. Si precisa anche che la normativa di riferimento è applicabile a qualsiasi azienda,
dalle multinazionali con migliaia di dipendenti all’artigiano con un solo dipendente,
passando per qualsiasi esercizio commerciale ovviamente comprendendo anche gli uffici di
qualsiasi tipo. Anche tutto il cosiddetto terziario è soggetto a pieno titolo a questa
normativa, indipendentemente dalla tipologia contrattuale dei lavoratori.
LAVORATORI Art.2
Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività
lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o
privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte
o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
OBBLIGHI DEI LAVORATORI Art. 20
Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle
altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o
omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal
datore di lavoro.
I lavoratori devono in particolare:
a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza
sui luoghi di lavoro;
b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed
individuale;
c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza;
d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi, nonché qualsiasi
eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie
competenze e possibilità per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza;
f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la
sicurezza propria o di altri lavoratori;
h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.
SANZIONI PER I LAVORATORI Art. 59
I lavoratori sono puniti con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 200 a 600 euro per
la violazione degli obblighi specifici precedentemente elencati!
DIRITTI DEI LAVORATORI
in caso di pericolo grave ed immediato Art.44

1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato,
si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio
alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa.

2. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell'impossibilità di


contattare il competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le
conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che
non abbia commesso una grave negligenza.
DIRIGENTI E PREPOSTI Art.2
DIRIGENTE: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e
funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di
lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa.
PREPOSTO: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri
gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende
alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la
corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di
iniziativa
DIRIGENTI E PREPOSTI: OBBLIGHI E SANZIONI
Art.18 e Art. 19; Art.55 e Art. 56
Gli obblighi dei Dirigenti sono gli stessi del datore di lavoro che vedremo in seguito.
I preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono:
a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei
loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza
sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro
disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;
b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li
espongono ad un rischio grave e specifico;
c) richiedere l'osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare
istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di
lavoro o la zona pericolosa;
f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature
di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante
il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;
g) FREQUENTARE APPOSITI CORSI DI FORMAZIONE
DIRIGENTI E PREPOSTI: OBBLIGHI E SANZIONI
Art.18 e Art. 19; Art.55 e Art. 56
I preposti sono puniti, nei limiti dell'attività alla quale sono tenuti, con pene massime
consistenti o nell’arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da 500 a 2.000 euro
DATORE DI LAVORO Art. 2
Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto
che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore
presta la propria attività, ha la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità
produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

N.B.
Nelle pubbliche amministrazioni, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale
spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario individuato dall'organo di vertice delle
singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli
uffici nei quali viene svolta l'attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.
DATORE DI LAVORO: OBBLIGHI Art. 18
Il datore di lavoro ha due fondamentali
OBBLIGHI NON DELEGABILI:

La valutazione di tutti i rischi La designazione del


con la conseguente elaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione
Documento di Valutazione dei Rischi e
DVR Protezione dai Rischi (R.S.P.P)
E’ UNA RELAZIONE CHE
INDIVIDUA I RISCHI
PRESENTI
NELL’AMBIENTE DI
LAVORO E DEFINISCE LE
RESPONSABILITA’ DEL
DATORE DI LAVORO E
DEI LAVORATORI
DATORE DI LAVORO: OBBLIGHI Art. 18
Altri Obblighi:
a) nominare il medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal
presente decreto legislativo.
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e
lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio,
di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;
d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del
servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente;
e) prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e
specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
f) richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti (nonché delle disposizioni
aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei
dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione);
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni
affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la
zona pericolosa;
i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il
rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento
DATORE DI LAVORO: OBBLIGHI Art. 18
n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.),
l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;
s) consultare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro,
nonché per il caso di pericolo grave e immediato;
v) nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare una riunione periodica in numero di almeno
una l’anno;
z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno
rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della
prevenzione e della protezione.
DATORE DI LAVORO: SANZIONI Art. 55
È punito con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 5.000 a 15.000 euro il
datore di lavoro:
a) che omette la Valutazione dei Rischi e l'adozione del Documento di Valutazione dei
Rischi (o che lo adotta incompleto)
b) che non provvede alla nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Tutti gli altri obblighi sono puniti con sanzioni penali (arresto fino a un anno)
e ammende fino a 10.000 euro.
MEDICO COMPETENTE Art.2 – Art. 38
Medico in possesso di specifici titoli e requisiti formativi e professionali, che collabora
con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per
effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti.

Titoli e requisiti:
a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei
lavoratori e psicotecnica;
b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e
psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia
e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
c) autorizzazione specifica;
d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale.
Aggiornamento obbligatorio
MEDICO COMPETENTE Art.2 – Art. 38
Il Medico Competente provvede all’effettuazione della sorveglianza sanitaria.
Il Medico Competente è nominato nel caso in cui dalla Valutazione dei Rischi emerga
che i lavoratori sono esposti a fattori di rischio al di sopra dei limiti consentiti
dallo stesso D.lgs. 81/08.

Se si eccedono i limiti di esposizione a determinati rischi (rumore, vibrazioni, campi


elettromagnetici, movimentazione manuale dei carichi, esposizione ai
videoterminali, sostanze chimiche, biologiche …) è prevista l’effettuazione obbligatoria
di sorveglianza sanitaria
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Art. 2 – Art. 31
Insieme di persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di
prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori.

Tale servizio è composto da:

Responsabile del servizio di prevenzione e protezione


R.S.P.P

Addetti del servizio di prevenzione e protezione


A.S.P.P

Squadre di Prevenzione Incendi, Primo Soccorso,


Emergenza
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Art. 2 – Art. 31
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Art. 2 – Art. 31
Il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione all'interno della azienda
o della unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni.
Gli addetti e i responsabili dei servizi, interni o esterni, devono possedere specifiche
capacità e requisiti professionali, devono essere in numero sufficiente rispetto alle
caratteristiche dell'azienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei
compiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa della attività svolta
nell'espletamento del proprio incarico.
Nell'ipotesi di utilizzo di un servizio interno, il datore di lavoro può avvalersi di persone esterne alla azienda in
possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, ove occorra, l'azione di prevenzione e
protezione del servizio.

Ove il datore di lavoro ricorra a persone o servizi esterni non è per questo esonerato
dalla propria responsabilità in materia.
COMPITI DEL S.P.P Art. 33
Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede:

a) all'individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all'individuazione


delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della
normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale;
b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive, e i sistemi di
controllo di tali misure;
c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro,
nonché alla riunione periodica;
f) a fornire ai lavoratori tutte le informazioni necessarie.
RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Art. 32
Figura interna o esterna all’azienda scelta dal Datore di Lavoro, con il benestare del
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o
esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di
lavoro e relativi alle attività lavorative.

Per lo svolgimento delle funzioni di RSPP è necessario essere in possesso di un titolo di


studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un
attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione
adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative
Formazione in materia di :
• prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-
correlato
• di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative
• di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA Art.2 – Art.47
Persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti
della salute e della sicurezza durante il lavoro.

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è istituito a livello territoriale o di comparto,


aziendale e di sito produttivo. In tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno
oppure è individuato per più aziende nell'ambito territoriale o del comparto produttivo.
In ogni caso il numero minimo dei rappresentanti è il seguente:
a) 1 rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori;
b) 3 rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;
c) 6 rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori.
NON CI SONO LIMITI INFERIORI
Anche una azienda con un solo dipendente deve avere almeno
un R.L.S.
ATTRIBUZIONI DEL R.L.S. Art.50
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza:
a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione,
programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;
c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di
prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;
d) è consultato in merito all'organizzazione della formazione;
e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di
prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli
impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
g) riceve una formazione adeguata (con modalità sancite nello stesso D.lgs. 81/08);
i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di
norma, sentito;
l) Partecipa alla riunione periodica;
m) Fa proposte in merito all’attività di prevenzione.

NON HA DOVERI E NON E’ SANZIONATO


ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO
L’addetto al primo soccorso è un lavoratore designato dal datore di lavoro. Attua tempestivamente e
correttamente, secondo la formazione ricevuta, le procedure di primo intervento interno e di chiamata dei
soccorsi, utilizzando i presidi previsti nella cassetta di pronto soccorso o nel pacchetto di medicazione.
Attori e procedure operative debbono essere inseriti in un piano di primo soccorso aziendale, i cui obiettivi
generali sono:
● salvaguardare la vita di chiunque, a causa di un incidente o un malore, abbia subito un
danno fisico;
● allertare in modo tempestivo e adeguato i soccorsi;
● assistere l’infortunato senza arrecare ulteriori danni;
● integrare l’attività delle squadre incaricate di gestire le emergenze (antincendio,
evacuazione ecc.).

Il primo soccorso è l’aiuto dato al soggetto infortunato o malato,


da personale non sanitario,
in attesa dell’intervento specializzato.
ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO
CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO
Guanti sterili monouso (5 paia).
Visiera paraschizzi.
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1).
Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml (3).
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10).
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2).
Teli sterili monouso (2).
Pinzette da medicazione sterili monouso (2).
Confezione di rete elastica di misura media (1).
Confezione di cotone idrofilo (1).
Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2).
Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2).
Un paio di forbici.
Lacci emostatici (3).
Ghiaccio pronto uso (due confezioni).
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2).
Termometro.
Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.
ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO
CONTENUTO MINIMO DEL PACCHETTO DI MEDICAZIONE
Guanti sterili monouso (2 paia).
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1).
Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1).
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1).
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3).
Pinzette da medicazione sterili monouso (1).
Confezione di cotone idrofilo (1).
Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1).
Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1).
Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1).
Un paio di forbici (1).
Un laccio emostatico (1).
Confezione di ghiaccio pronto uso (1).
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1).
Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del
servizio di emergenza
ADDETTI ANTINCENDIO
L’addetto al servizio antincendio è un lavoratore designato dal datore di lavoro. Attua tempestivamente e
correttamente, secondo la formazione ricevuta, le procedure del piano d’emergenza.

Esempio di comportamento da adottare quando si scopre un incendio LAVORATORE GENERICO:

• Comportarsi secondo le procedure del piano d’emergenza;


• Avvertire subito il responsabile di piano e/o addetto antincendio
• Comunicare il luogo ove avete avvistato l’incendio, il piano, la stanza e l’entità stimata dell’incendio
incendio di piccole dimensioni - cestino,ciabatta elettrica,computer ecc
incendio di medie dimensioni - poltrona, armadio, scaffale ecc.
incendio di grandi dimensioni - stanza, piano, ecc.
• Non tentare di iniziare lo spegnimento con i mezzi portatili se non fate parte della squadra antincendio;
• Allontanare le persone esposte al fuoco;
• Allontanare i materiali prossimi all’incendio;
• Intercettare le alimentazioni di gas, energia elettrica, ecc.;
• Limitare la propagazione del fumo e dell’incendio chiudendo le porte di accesso/compartimenti;
• Attenersi alle istruzioni che vi verranno impartite dai responsabili interni delle operazioni di soccorso
ADDETTI ANTINCENDIO
Ridurre la probabilità dell’insorgenza di un incendio
PERICOLO, DANNO E RISCHIO
Si intende per PERICOLO una proprietà intrinseca (della situazione, oggetto, sostanza, ecc.)
non legata a fattori esterni; è una situazione, oggetto, sostanza, etc. che per le sue proprietà
o caratteristiche ha la capacità di causare un danno alle persone.

Si intende per DANNO


Una conseguenza negativa derivante dal verificarsi dell’evento;
Lesione fisica o danno alla salute;
Gravità delle conseguenze che si verificano al concretizzarsi del pericolo
La magnitudo delle conseguenze (M) può essere espressa come una funzione del numero
di soggetti coinvolti in quel tipo di pericolo e del livello di danno ad essi provocato.

Il RISCHIO è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento capace


di causare un danno alle persone. La nozione di rischio implica l’esistenza di una sorgente
di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno.
MISURE GENERALI DI TUTELA - Art. 15
Le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro sono:
a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella
prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e
dell'organizzazione del lavoro;
c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle
conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro,
nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di
ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;
f) la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;
g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;
h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
i) la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
l) il controllo sanitario dei lavoratori;
m) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e
l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione;
n) l'informazione e formazione adeguate per i lavoratori;
o) l'informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;
MISURE GENERALI DI TUTELA - Art. 15
p) l'informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
q) l'istruzioni adeguate ai lavoratori;
r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori;
s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli
di sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi;
u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei
lavoratori e di pericolo grave e immediato;
v) l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di
sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti.
VALUTAZIONE DEI RISCHI
LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO SI EFFETTUA CONSIDERANDO 3 PARAMETRI:

AMBIENTE DI LAVORO FATTORI DI RISCHIO ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

 Impianti elettrici  Rumore  Orari


 Illuminazione naturale ed  Vibrazioni  Turni di lavoro
artificiale  Composti organici volatili  Carichi/stress
 Aerazione  Videoterminali  Rapporti gerarchici ed
 Ricambio d’aria  Movimentazione carichi interindividuali
 Riscaldamento  Agenti biologici e chimici  Rapporti con terzi e con il
 Microclima  Fumo passivo pubblico
 Uscite  Radon
 Porte  Mobbing
 Attrezzature
 Pulizia ed igiene dei locali
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Stima del rischio: Definizione della probabile gravità del danno e della probabilità del suo
accadimento.

R=PxD

R = rischio
P = probabilità o frequenza del
verificarsi delle conseguenze
D = magnitudo (gravità) delle
conseguenze (danno ai lavoratori)
SCALA DELLE PROBABILITA’
SCALA DELLA GRAVITA’ DEL DANNO
STIMA DEL RISCHIO

12 ≤ R ≤ 16 AZIONI CORRETTIVE INDILAZIONABILI PRIORITA’ P1 RISCHIO


ALTISSIMO
6≤R≤9 AZIONI CORRETTIVE NECESSARIE DA PROGRAMMARE CON URGENZA PRIORITA’ P2 RISCHIO ALTO

3≤R≤4 AZIONI CORRETTIVE E/O MIGLIORATIVE DA PROGRAMMARE NEL PRIORITA’ P3 RISCHIO


BREVE, MEDIO TERMINE MEDIO

1≤R≤2 AZIONI MIGLIORATIVE DA PROGRAMMARE NON RICHIEDENTI UN PRIORITA’ P4 RISCHIO


INTERVENTO IMMEDIATO BASSO
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI (DPI)
Si intende per DPI qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal
lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi.
Sono equipaggiamenti, attrezzature, sistemi o accessori e complementi che hanno lo scopo
di eliminare o, qualora ciò non fosse possibile, limitare al minimo indispensabile le
probabilità di infortunio alla persona o alle specifiche parti del corpo per le quali sono
studiati.
Quando può rendersi necessario l’uso contemporaneo di più DPI, si dovrà accertare la
compatibilità tra i diversi dispositivi adottati.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI (DPI)
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI (DPI) - Art. 78
Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI:
 Effettua l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi
 Individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi,
tenendo conto di ulteriori fonti di rischio dei DPI
 Valuta, sulla base delle informazioni sui DPI le loro caratteristiche
 Ne aggiorna la scelta quando interviene una nuova valutazione

Il datore di lavoro inoltre:

 Mantiene in efficienza i DPI


 Provvede a che i DPI siano utilizzati per l’uso previsto
 Fornisce istruzioni ai lavoratori
 Assicura una formazione adeguata
 Destini ogni DPI ad uso personale
 Informa i lavoratori dei rischi dai quali il DPI lo protegge
 Rende adeguate informazioni sui DPI
La segnaletica prevista dal D.lgs 81/08
Il decreto legislativo 81/08 dà disposizioni riguardanti la segnaletica di sicurezza che deve essere presente in tutte le aziende
e unità produttive. Tali disposizioni fanno sempre parte dell'informazione dei lavoratori.
La segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, di seguito indicata segnaletica di sicurezza indica una segnaletica
che, riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione
concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale
luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale;

DIVIETO ANTINCENDIO AVVERTIMENTO


Segnale che vieta un Segnale che vieta un Segnale che avverte di un
comportamento comportamento rischio o un pericolo

I SEGNALI
PRESCRIZIONE POSSONO SOCCORSO
ESSERE: Segnale che fornisce
Segnale che prescrive un
indicazione alle uscite di
comportamento
sicurezza e mezzi di soccorso
La segnaletica prevista dal D.lgs 81/08
La segnaletica di divieto

DIVIETO
Segnale che vieta
un comportamento

 Forma rotonda
 Pittogramma nero su
fondo bianco ; bordo e
banda di colore rosso.
La segnaletica di prescrizione

PRESCRIZIONE
Segnale che
prescrive un
comportamento

 Forma rotonda
 Pittogramma bianco su
fondo azzurro.
La segnaletica di soccorso
SOCCORSO
Segnale che
fornisce indicazione
alle uscite di
sicurezza e mezzi di
soccorso

 Forma quadrata
 Pittogramma bianco su
fondo verde.
La segnaletica di soccorso (Antincendio)

SOCCORSO
Segnale che
fornisce indicazione
alle uscite di
sicurezza e mezzi di
soccorso

 Forma quadrata o
rettangolare
 Pittogramma bianco su
fondo rosso
La segnaletica di avvertimento

AVVERTIMENTO
Segnale che avverte di
un rischio o un
pericolo

 Forma triangolare
 Pittogramma nero su
fondo giallo.
COMPORTAMENTO IN CASO DI INFORTUNIO O MALORE

Le presenti istruzioni sono da considerarsi delle semplici informazioni circa il comportamento da tenere in caso di
infortunio o malore di persone all'interno dell'azienda.

Nell'ambito delle proprie competenze, gli addetti:


• non devono compiere, in nessun caso, interventi non conosciuti o non autorizzati sull'infortunato;
• non devono muovere l'infortunato, a meno che non sia necessario sottrarlo a ulteriori pericoli;
• non devono mai somministrare alcolici all'infortunato e, se è in stato di incoscienza, alcun tipo di bevanda;
• non devono mai prendere iniziative che siano di competenza del medico (ad esempio somministrare medicinali);
• devono prestare assistenza all'infortunato, nell'attesa dell'arrivo dei soccorsi esterni, tranquillizzandolo;
• all'arrivo dei mezzi di soccorso medico esterni, devono comunicare la situazione dei feriti presenti ed
eventualmente di quelli che ancora si trovino all'interno della struttura;
COMPORTAMENTO IN CASO DI INCENDIO
• mantenere la calma;
• avvertire direttamente il coordinatore di piano/settore o il responsabile
dell'emergenza o il suo sostituto;
• interrompere immediatamente ogni attività;
• lasciare tutto come si trova senza raccogliere nulla se non lo stretto necessario;
• accertarsi che la via di fuga sia praticabile;
Ove la via di fuga sia praticabile: Ove la via di fuga NON sia praticabile:
• uscire ordinatamente e con calma dall'ambiente in cui ci • rimanere nell'ambiente in cui ci si trova;
si trova; • chiudere tutte le porte in direzione del
• se il locale è invaso dal fumo procedere strisciando sul
focolaio;
pavimento o andando carponi;
• chiudere bene le porte dopo il passaggio; • chiudere le fessure, crepe, serrature e
• seguire sempre le indicazioni dei cartelli verdi o delle luci buchi con stracci possibilmente bagnati;
verdi che portano alle uscite; • se il fumo o il fuoco provengano
• non tornare indietro per nessun motivo né prendere dall'esterno, chiudere le finestre;
iniziative personali; • se il fumo o il fuoco provengano
• non appena raggiunto il punto di raccolta, non disperdersi dall'interno dello stabile, aprire le finestre e
ed attendere che il personale incaricato del controllo abbia richiamare l'attenzione;
verificato la situazione;
• aspettare i soccorsi sdraiandosi sul
• attendere presso il punto di raccolta l'arrivo dei Vigili del
Fuoco; pavimento e proteggendosi le vie
• rientrare nella struttura/luoghi di lavoro solo dopo che il respiratorie con fazzoletti possibilmente
responsabile dell'emergenza o il suo sostituto abbiano dato bagnati;
indicazioni in tal senso • non prendere iniziative personali;
LA SICUREZZA NON E’ FORTUNA…
LA SICUREZZA NON E’ FORTUNA…
LA SICUREZZA NON E’ FORTUNA…
Sitografia:
http://www.vigilfuoco.it/sitiVVF/ascoliPiceno/viewPage.aspx?s=85&p=11181
https://www.ispettorato.gov.it/it-it/strumenti-e-
servizi/Documents/TU-81-08-Edizione-Febbraio-2019.pdf
https://www.senato.it
https://www.unibo.it/it

Il materiale riprodotto e riportato in queste slide non ha nessuno scopo di lucro, ma puramente didattico, non si intende quindi ledere
diritti di copyright o privacy in alcun modo.