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IL REDDITO

…la determinazione del reddito e il conto economico

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IL PROFILO ECONOMICO DELLA GESTIONE
Osservare la gestione sotto il profilo economico
significa considerare il contributo delle operazioni
di gestione alla produzione di ricchezza
L’attenzione, quindi, è concentrata sul processo
produttivo visto nei suoi due «attori» chiave:
fattori produttivi;
prodotti.
I fattori produttivi costituiscono le risorse
(ricchezza) impiegate nel processo
produttivo; dunque, la ricchezza
consumata.
I prodotti, invece, rappresentano i
risultati del processo produttivo;
dunque, la nuova ricchezza creata 2
IL RISULTATO ECONOMICO O “REDDITO”
Il risultato economico (o reddito) è quella grandezza che
si ottiene dalla somma algebrica dei valori assegnati ai
fattori produttivi impiegati nel processo di produzione
economica con i valori attribuiti ai proventi derivanti dal
disinvestimento della produzione realizzata.
Pertanto, tale risultato scaturisce dalle operazioni della
gestione

Più semplicemente, si può affermare che il


risultato economico è frutto della
differenza tra i componenti positivi di
reddito (ricavi) e i componenti negativi di
reddito (costi)

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IL RISULTATO ECONOMICO O “REDDITO”
Schematizzando, se:

il risultato a “valore” del


R>C processo produttivo è
positivo, quindi…
UTILE

il risultato a “valore” del


R<C processo produttivo è
negativo, quindi……
PERDITA

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IL REDDITO TOTALE
Considerando l’intera vita dell’azienda il risultato
economico prende il nome di reddito totale
Esso può essere determinato come:
1) CN finale – CN iniziale (+ prelevamenti – successivi
conferimenti) [metodo patrimoniale];
2) S entrate – S uscite (eccetto E/U relative al capitale di
rischio) [metodo finanziario];
3) S ricavi – S costi [metodo reddituale]
Questi tre metodi conducono allo stesso risultato se:
tutti i fattori produttivi sono utilizzati per l’attività produttiva o
venduti per stralcio;
tutti i processi produttivi sono stati ultimati e i prodotti venduti;
tutti i crediti sono stati incassati e tutti i debiti pagati;
non sussiste alcun rischio che possa determinare costi o perdite.

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LE TRE VIE PER IL CALCOLO DEL
REDDITO TOTALE
TEMPO – T0
1) Costituzione: apporto di CN
- Socio A 200 €
- Socio B 400 €
- Socio C 300 €
Totale 900 €

VF+ VF–

Cassa 900
VE– VE+
Capitale netto 900

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LE TRE VIE PER IL CALCOLO DEL
REDDITO TOTALE
TEMPO – T0
REDDITO TOTALE t0-tn CAPITALE FINALE tn
Componenti Componenti
Impieghi Fonti
negativi positivi

Cassa 900 CN0 900

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LE TRE VIE PER IL CALCOLO DEL REDDITO
TOTALE
TEMPO – T1
2) Acquisto di fattori produttivi in contanti
- Merce 250 €
- Altro 350 €
Totale 600 €
VF+ VF–

Cassa 600
VE– VE+
Merce 250
Altro 350

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LE TRE VIE PER IL CALCOLO DEL REDDITO
TOTALE
TEMPO – T1
REDDITO TOTALE t0-tn CAPITALE FINALE tn
Componenti Componenti
Impieghi Fonti
negativi positivi

Merce 250
Cassa 900
Altro 350 – 600 CN0 900
Costi 600

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LE TRE VIE PER IL CALCOLO DEL REDDITO
TOTALE
TEMPO – T2
3) Vendita di prodotti per 1.000 €
– La riscossione avviene per 1/2 in contanti e per la restante
metà a 30 giorni. Alla data pattuita l’importo è regolarmente
riscosso

VF+ VF–
Cassa 500
Crediti 500
VE– VE+
Ricavi vendita 1.000

VF+ VF–
Cassa 500 Crediti 500

VE– VE+
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LE TRE VIE PER IL CALCOLO DEL REDDITO
TOTALE
TEMPO – T2
REDDITO TOTALE t0-tn CAPITALE FINALE tn
Componenti Componenti
Impieghi Fonti
negativi positivi

Merce 250 Cassa 900


Prodotti 1.000 – 600
Altro 350 Ricavi 1.000 1.000 CN0 900
Costi 600 1.300

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DETERMINIAMO IL REDDITO…
REDDITO TOTALE t0-tn CAPITALE FINALE tn
Componenti Componenti
Impieghi Fonti
negativi positivi

Cassa 900
Merce 250 – 600 CN0 900
Altro 350 Prodotti 1.000 1.000 Redd t2 400
Costi 600 Ricavi 1.000 1.300 CNt0-t2 1.300

Utile 400
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VERIFICHIAMO LE RELAZIONI…

RT = CN finale – CN iniziale
RT = 1.300 – 900 = 400

RT = S Ricavi – S Costi
RT = 1.000 – 600 = 400 Corrispondono
perché i cicli
sono conclusi.

RT = S Entrate – S Uscite
No sfasamento

RT = 1.000 – 600 = 400


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IL REDDITO DI ESERCIZIO
Il reddito totale è di scarsissimo interesse sul piano operativo: i soggetti
che governano le aziende non possono certo attendere il termine
dell’attività per conoscere la validità o meno delle decisioni adottate.
Pertanto, è necessario spezzare “artificiosamente” il flusso continuo della
vita aziendale in periodi amministrativi (esercizi)
Reddito totale
 Per verificare la validità delle strategie
adottate
 Per stabilire un limite al prelievo di
ricchezza da parte dei proprietari
Reddito  Per fornire informazioni ad interlocutori
d’esercizio esterni
 Per ottemperare agli obblighi di legge in
materia di redazione dei bilanci
 Per ottemperare agli obblighi fiscali 14
I PERIODI AMMINISTRATIVI (ESERCIZI)
L’individuazione, dei periodi amministrativi parziali (o
esercizi amministrativi) risente di numerosi fattori
(tipologia di attività svolta dall’azienda, carattere stagionale
dei prodotti o dei servizi, ecc. )

La durata dell’esercizio, tenuto conto delle norme di carattere


civilistico e fiscale, è fissata convenzionalmente in misura pari a
12 mesi
Non è detto però che l’esercizio coincida sempre con l’anno solare
(1° gennaio - 31 dicembre)
Inoltre, per particolari tipologie di società (ad es. quotate) o per il
verificarsi di operazioni di gestione straordinaria (fusioni,
scissioni, conferimenti d’azienda…) il reddito può dover essere
determinato con riferimento a un periodo inferiore a 12 mesi

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IL REDDITO DI ESERCIZIO
Metodi di determinazione
Solo due vie possono essere seguite per determinare
il reddito di esercizio:
1) CN finale eserc. – CN iniziale eserc. (+
prelevamenti – successivi conferimenti) [metodo
patrimoniale o sintetico];
2) S ricavi – S costi [metodo reddituale o
analitico]

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DAL REDDITO TOTALE AL REDDITO DI
ESERCIZIO

Per determinare il reddito di un singolo esercizio è


necessario isolare opportunamente i costi e i ricavi
che sono di pertinenza di quel periodo
Le maggiori difficoltà derivano dal fatto che la
continuità dei processi economici aziendali fa
emergere numerosi valori che sono comuni a due o
più esercizi e che devono essere artificiosamente
spezzati quando si costruisce la tavola dei valori dalla
quale scaturisce il risultato economico annuale

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LA COMPETENZA ECONOMICA

 COMPETENZA  COMPETENZA
FINANZIARIA ECONOMICA
si ha nel periodo di si ha nel periodo di
manifestazione effettiva utilità
finanziaria economica,
indipendentemente
dai risvolti finanziari

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QUALCHE ESEMPIO

 Affitto annuo (1/9/n - 31/8/n+1) riscosso


anticipatamente in data 01/09/n per 120
euro
– competenza finanziaria “n” = 120
– competenza economica “n” = 40
– competenza economica “n+1” = 80

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QUALCHE ESEMPIO

 Affitto annuo (1/6/n - 31/5/n+1) riscosso


posticipatamente in data 31/05/n+1 per 60
euro
– competenza finanziaria “n+1” = 60
– competenza economica “n” = 35
– competenza economica “n+1” = 25

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QUALCHE ESEMPIO

 Polizza RC auto (1/4/n - 31/3/n+1) pagata in


data 1/04/n per 240 euro
– competenza finanziaria “n” = 240
– competenza economica “n” = 180
– competenza economica “n+1” = 60

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QUALCHE ESEMPIO

 Impianto acquistato nell’esercizio “n” per 500


euro - durata 4 anni
– competenza finanziaria “n” = 500
– competenza economica “n” = 125
– competenza economica “n+1” = 125
– competenza economica “n+2” = 125
– competenza economica “n+3” = 125

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IL PRINCIPIO DELLA COMPETENZA
ECONOMICA
Principio con cui si individuano i componenti positivi e
negativi di pertinenza dell’esercizio del quale si vuole
determinare il risultato economico
Secondo la logica maggiormente adottata nella pratica, sono:
costi e ricavi di competenza dell’esercizio,quelli che si
riferiscono a processi produttivi compiuti nell’esercizio
considerato, cioè chiusi con il conseguimento dei ricavi,
sempre che siano state effettuate nel periodo stesso anche le
relative prestazioni da parte dell’azienda,
costi e ricavi sospesi dalla determinazione del reddito, quelli
relativi a processi produttivi per i quali i ricavi non sono stati
ancora conseguiti e quelli per i quali (pur essendo stati
conseguiti i ricavi) devono ancora essere effettuate tutte le
prestazioni o parte di esse
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IL PRINCIPIO DELLA COMPETENZA
ECONOMICA
I Step - Competenza dei RICAVI:

• il processo produttivo dei beni/servizi è stato


completato;
• lo scambio è già avvenuto (per i beni: momento della
spedizione; per i servizi: momento in cui sono conclusi e
fatturabili);
II Step - Competenza dei COSTI:

• i costi devono essere correlati ai ricavi, ossia ai ricavi


di competenza di un esercizio devono essere
contrapposti i costi sostenuti o da sostenere per il loro
conseguimento (anche se presunti);
• in caso di non correlabilità sono di competenza
dell'esercizio in cui si manifestano.
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LA CORRELAZIONE TRA RICAVI E COSTI DI
ESERCIZIO

Ricavi riconosciuti Costi correlati


• Correlazione causa-
effetto con specifici ricavi
Beni e servizi
prodotti e • Correlazione mediante
ripartizione sistematica
scambiati

• Correlazione con la
produzione dell’esercizio

• Correlazione con il venir


meno dell’utilità futura

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VALORI STIMATI E CONGETTURATI NEL
REDDITO DI ESERCIZIO
Il reddito d’esercizio ha natura astratta
A formare tale risultato concorrono anche
valori stimati e congetturati, fondati su
previsioni più o meno incerte circa il
futuro andamento della gestione
aziendale

Questi valori conferiscono inevitabilmente una


natura ipotetica al reddito

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LA VALORIZZAZIONE DEI PROCESSI IN
CORSO ALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
OPERAZIONI IN CORSO

31 dicembre
Attività Passività
 Rimanenze di fattori  Debiti
- a fecondità semplice  Passività presunte

- a fecondità ripetuta
 Crediti

Il problema si pone, soprattutto, per la valutazione delle


rimanenze finali di materie prime, semilavorati, prodotti
in corso di lavorazione, servizi in corso di esecuzione,
prodotti finiti e merci
27
LA VALORIZZAZIONE DEI PROCESSI IN
CORSO ALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
Il valore dei beni in rimanenza è funzione dei ricavi futuri
che, da essi, una volta completati i cicli produttivi, potranno
derivare

per le merci e i prodotti finiti, il valore è legato al


prezzo che si presume di poter realizzare dalla loro
vendita (realizzo diretto)
per le materie prime, i semilavorati (non destinati
alla vendita) e i prodotti in corso di lavorazione, il
valore è legato al prezzo dei prodotti e dei servizi che
con l’utilizzo di tali beni si potranno ottenere e
vendere (realizzo indiretto)

Nel rispetto del principio della continuità della gestione


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IL VALORE DI PRESUMIBILE REALIZZO

I valori di presumibile realizzo diretto e indiretto


rappresentano, in un’azienda «in funzionamento», i
valori massimi che possono essere assegnati alle
rimanenze, poiché eventuali valori assegnati oltre
questi limiti sarebbero privi di contenuto
economico e, in ogni caso, non ragionevoli

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COSTO VS
VALORE DI PRESUMIBILE REALIZZO
Se il valore di Se il valore di
presumibile presumibile
realizzo è realizzo è
superiore al costo inferiore al costo

valore di valore di
costo presumibile costo presumibile
Spazio realizzo realizzo
valori
ragionevoli

Unico valore
ragionevole
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LA SCELTA DEI VALORI
La logica del reddito realizzato, ottenuto dalla differenza tra i ricavi e
i costi relativi ai soli processi conclusi, implica l’adozione del

PRINCIPIO DELLA PRUDENZA


in base al quale, i valori da assegnare alle attività sono definiti
scegliendo i più bassi tra quelli ragionevoli
Se VPR > Costo: Se VPR < Costo:
Valutazione al costo Valutazione al VPR
Così non anticipati gli utili La scelta del valore più
futuri presunti, che basso determina
potrebbero derivare dalla l’anticipazione a carico del
vendita dei prodotti e periodo considerato delle
servizi. Tali utili saranno di perdite anche se soltanto
pertinenza del periodo nel probabili
quale sono realizzati
31
attraverso la vendita
IL PRINCIPIO DELLA PRUDENZA: IMPLICAZIONI

 Gli utili sperati non devono partecipare alla


determinazione del reddito
 Le perdite temute devono partecipare alla
determinazione del reddito

Se le perdite temute non partecipassero alla formazione


del reddito dell’esercizio, il risultato economico rischierebbe
di essere sopravvalutato con la conseguente possibilità di
distribuire o prelevare utili non effettivamente realizzati
Per lo stesso motivo non devono essere considerare, nella
formazione del risultato, componenti positivi di reddito
soltanto sperati, cioè non finanziariamente realizzati

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UN ESEMPIO
 Nell’anno sono acquistate 100 unità di merce a 2
euro ciascuna
 Sono vendute 60 unità
 Il prezzo di presumibile realizzo è di 4 euro per
unità
 Le rimanenze sono vendute nel periodo
successivo

Costi = prezzo x quantità = 2 x 100 = 200


Ricavi = prezzo x quantità = 4 x 60 = 240
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UN ESEMPIO
CASO A: Valutazione al costo (2 euro)

Valori economici anno 1


Costi Ricavi
Acquisto merce 200 Vendita merce 240
Rimanenze 80

Utile 120

Valori economici anno 2


Costi Ricavi
Rimanenze iniz. 80 Vendita merce 160

Utile 80
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UN ESEMPIO
CASO B: Valutazione al prezzo presumibile (4 euro)

Valori economici anno 1


Costi Ricavi
Acquisto merce 200 Vendita merce 240
Rimanenze 160

Utile 200

Valori economici anno 2


Costi Ricavi
Rimanenze iniz. 160 Vendita merce 160

Utile 0
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LA LOGICA DEL REDDITO REALIZZATO
Dall’applicazione dei principi di competenza economica e
della prudenza, derivano le seguenti regole essenziali:
a) il reddito (realizzato) è ottenuto come differenza tra i ricavi
derivanti dai processi produttivi conclusi e i costi correlati
a tali processi (+ i costi che non presentano un’utilità futura);
b) i valori dei processi in corso di svolgimento da trasferire ai
futuri esercizi sono determinati adottando queste regole:
le attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione
o al valore di presumibile realizzo, se inferiore al costo
le passività sono iscritte al valore nominale cui sono sorte
o al valore di presumibile estinzione, se superiore
è necessario anticipare a carico dell’esercizio considerato
quote di costi futuri presunti la cui futura manifestazione è
probabile
IL CONTO ECONOMICO
La struttura a sezioni divise e contrapposte
Conto economico “n”
Componenti negativi di reddito (costi) Componenti positivi di reddito (ricavi)
Costi trasferiti dall’es. “n-1” all’es. “n” Ricavi conseguiti nell’esercizio
Costi di acquisizione di FP correnti Costi da trasferire dall’es. “n” all’es. “n+1”
Beni e servizi
Personale subordinato e componenti organi di
governance
Quote di ammortamento di FP pluriennali Proventi finanziari e patrimoniali
Oneri finanziari Proventi da dismissione FPP e altri proventi
Oneri e rischi futuri
Oneri da dismissione FPP e altre perdite
Oneri tributari
Ricavi da trasferire dall’es. “n” all’es. “n+1”
Totale componenti negativi di reddito (CNR) Totale componenti positivi di reddito (CPR)

Utile di esercizio (se CPR > CNR) Perdita di esercizio (se CPR < CNR) 37
IL CONTO ECONOMICO A STRUTTURA
SCALARE A) Ricavi caratteristici
B) - Costi caratteristici
C) Risultato operativo caratteristico (A-B)
D) Ricavi accessori
E) -Costi accessori
F) Saldo gestione accessoria (D-E)
G) Risultato operativo (C+F)
H) -Oneri finanziari
I) Risultato ordinario (G-H)
L) Ricavi straordinari
M) -Costi straordinari
N) Risultato straordinario (L-M)
O) Risultato ante imposte (I+N)
P) -Imposte sul reddito
Q) Risultato dell’esercizio (O-P)
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IL CONTO ECONOMICO EX C.C.
Uno schema di sintesi

A) Valore della produzione


B) Costi della produzione
Differenza tra valore e costi della prod.ne (A-B)
C) Proventi e oneri finanziari
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie
E) Proventi e oneri straordinari
Risultato prima delle imposte
22) Imposte sul reddito di esercizio correnti, differite e anticipate
23) Utile (perdita) di esercizio

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