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FOTOGRAMMETRIA

AEREA

prof.ing. P.Bracaglia - ITG


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"F.BRUNELLESCHI" - FROSINONE
Introduzione
 E’ possibile utilizzare per il rilievo del
territorio delle fotografie prese da terra o in
volo?
 E’ possibile ricavare delle carte
topografiche da fotografie prese da terra o
in volo?
 Se si, quali problematiche bisogna saper
risolvere?

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Argomenti della
discussione
 Concetti generali di fotogrammetria.
 Calcolo del piano di volo relativo al
rilievo topografico di un’area mediante
fotogrammetria aerea.

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 La fotogrammetria è un metodo di rilievo completo che
consente di determinare la posizione nello spazio di
qualsiasi oggetto, essenzialmente assumendo come fonte
di informazione due o più fotografie dell’oggetto stesso.
 PRINCIPIO FONDAMENTALE DELLA
FOTOGRAMMETRIA: TRARRE INFORMAZIONI
METRICHE DA DUE FOTOGRAFIE EFFETTUATE DA
DUE PUNTI DI VISTA DIVERSI.
 Supponendo di conoscere l’esatta posizione spaziale delle
fotocamere in A e in B, combinando le due fotografie si
può determinare la posizione del punto fotografato P
dall’intersezione dei raggi luminosi uscenti da A e B.
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 Allo stesso modo si può quindi determinare la posizione di
un qualunque altro punto che sia impressionato su
entrambi i fotogrammi.
 Un fotogramma è una fotografia su cui è possibile eseguire
misure riferite ad un sistema di assi cartesiani ottenuti
congiungendo le immagini delle marche visibili sui negativi.
 Il rilievo fotogrammetrico presenta dunque delle analogie
con il rilievo tradizionale: la determinazione dei punti rilevati
avviene in entrambi i casi per intersezione in avanti; una
presa fotogrammetrica è equivalente ad una stazione
effettuata col teodolite.

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Rilievo con Rilievo con
teodolite fotocamera
Parametri di Coordinate X,Y,Z Coordinate X,Y,Z
orientamento del punto di del centro di
stazione e presa e 3 angoli di
orientamento del orientamento
C.O.
Tipo di misura Direzione Due coordinate di
orizzontale e lastra
angolo verticale
Metodo di rilievo Intersezione in Intersezione in
dei punti avanti avanti
Tipo di punti Punti isolati Nel continuo
rilevati
Tipo di rilievo Planimetria- Tridimensionale
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altimetria
La visione stereoscopica
dell’occhio umano

 La possibilità di osservare le immagini


contemporaneamente con due occhi
permette la percezione spaziale degli oggetti
osservati.
 Poiché la posizione e l’orientamento degli
occhi sono noti al cervello, sono verificate le
condizioni indicate nel principio
fondamentale della fotogrammetria: la
visione stereoscopica ci consente quindi di
ricavare informazioni metriche relative agli
oggetti osservati.
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Dalla coppia di fotogrammi alle
coordinate dei punti osservati.

 Ciò è possibile attraverso la restituzione


fotogrammetrica stereoscopica: essa mira
ad ottenere un modello tridimensionale
dell’oggetto rilevato dalla fusione dei due
fotogrammi che rappresentano l’oggetto da
due diversi punti di presa, da osservare con
particolari e sofisticate apparecchiature (gli
stereorestitutori analitici).

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CARTOGRAFIA

 La quasi totalità delle carte è oggi realizzata


mediante l’aerofotogrammetria.
 Essa consente di realizzare in tempi
estremamente ridotti carte topografiche di
vaste zone, che con le tecniche tradizionali
avrebbero richiesto anni di lavoro.
 Il geometra, in quanto utilizzatore di carte,
deve conoscere le basi ed i principi
fondamentali della fotogrammetria.

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PIANO DI VOLO
 Fotocamera metrica, saldamente fissata alla
fusoliera dell’aereo, con obiettivo
grandangolare (distanza principale\focale
p=150 mm.) e pellicola fotografica con
fotogrammi lato utile l= 23x23 cm.
 Velivolo stabile (con grande superficie alare)
e che consenta basse velocità di crociera
(V=200-400 km\ora)
 Presa generalmente nadirale (asse ottico
verticale) che in presenza di dislivelli del
terreno consente di ottenere un fotogramma
con scala variabile da punto a punto (scala
media N)
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PIANO DI VOLO

 Preferire le ore centrali della giornata in cui


si ha una illuminazione uniforme ed
omogenea del terreno. In montagna evitare
le riprese invernali a causa della neve che
copre gran parte dei particolari da riportare
sulla carta; analogamente in pianura,
durante l’estate, attenzione alla vegetazione
molto folta.
 Evitare le giornate con presenza di foschia o
di nuvole a bassa quota.

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PIANO DI VOLO
 Calcolo quota di volo (presa nadirale): p/H=1/N=l/L
 Ingrandimento della pellicola senza pregiudicare la risoluzione

della fotografia : pancromatiche (bianco\nero) ingrandimento


fino a 10 volte, infracolor (a colori) fino a 5 volte.
 Formula empirica di von Gruber:

N=200 x radice quadrata di n.


N=scala media fotogramma
n=scala carta topografica
n.b. il valore N può scaturire anche confrontando la distanza
terreno tra due punti di appoggio con quella sul fotogramma tra i
punti immagine corrispondenti.
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PIANO DI VOLO
 Il piano di volo si effettuerà in base alla cartografia a piccola
scala già disponibile, evidenziando le zone che devono essere
coperte dalle foto.
 Per garantire il rispetto del principio fondamentale della
fotogrammetria, due fotogrammi successivi dovranno essere
sovrapposti per il 60-70% della loro lunghezza (overlap) a
causa delle variazioni di velocità dell’aereo:
b = (1-ηl)•L
b=base di presa (distanza coperta dall’aereo tra uno scatto ed il
successivo).
Quindi l’intervallo di scatto tra 2 foto sarà:
Δt = b/v con V(km/h) = 3.6•v(m/sec)
Valore imposto automaticamente con il cinederivometro.
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PIANO DI VOLO

 La successione di fotogrammi sovrapposti in


senso longitudinale si chiama strisciata.
 In generale una sola strisciata non basta per
coprire tutta la zona da rilevare, ma sarà
necessario affiancarne due o più, con un
ricoprimento trasversale (overside) del
15/30% tale da compensare la deriva
dell’aereo:
s = (1-ηt)•L

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PIANO DI VOLO

 Per determinare il numero totale di


fotogrammi (m•n) necessari per coprire una
zona rettangolare di dimensioni A•B (A>B),
detto m il numero di strisciate ed n il numero
di fotogrammi per strisciata, si impongono le
relazioni:
B = (m-1)•s + L
A = (n-2)•b + ηlL
N.B. dalle relazioni isolare le incognite m ed n.

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PIANO DI VOLO

 Per determinare il numero totale di


fotogrammi (m•n) necessari per coprire una
zona rettangolare di dimensioni A•B (A>B),
detto m il numero di strisciate ed n il numero
di fotogrammi per strisciata, si impongono le
relazioni:
B = (m-1)•s + L
A = (n-2)•b + ηlL
N.B. Dalle relazioni isolare le incognite m ed n oppure approssimarle così:
m = B/s (n.ro strisciate); n = A/b (n.ro fotogrammi per strisciata)

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IL TRASCINAMENTO
DELL’IMMAGINE NEL
FOTOGRAMMA
 Poiché la presa aerea avviene in
movimento, durante il tempo di esposizione
te si sovrappongono sulla lastra fotografica
diverse immagini dell’oggetto ripreso
(trascinamento), causando l’effetto mosso
delle fotografie. Il trascinamento ‫ ح‬non deve
superare il valore massimo di 0.03 mm.
 Con la relazione seguente:

‫ ح‬/ p = v•te / H
si può calcolare a scelta vmax o te max.

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FOTOCAMERE AEREE
Obiettivo Distanza Angolo di campo
focale (mm.) (gradi
sessagesimali)
Super grandangolare 85 125

Grandangolare 150 95

Normale 300 57

Teleobiettivo 600 30

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FOTOCAMERE AEREE

 Funzionano in modo completamente automatico


(otturatore e spostamenti della pellicola); esse
riportano sui bordi del fotogramma il data strip che
mostra: quota di volo, ora della ripresa, livella sferica,
distanza focale e numero fotogramma.
 L’obiettivo più utilizzato è il grandangolare; il normale
ed il teleobiettivo vengono utilizzati per realizzare
carte a grande scala (1:500 – 1:1.000, ad es. rilievo
di centri abitati); il super grandangolare invece per
carte a piccola scala (1:25.000 – 1:50.000).
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LA RESTITUZIONE
ANALITICA
 Con la fotogrammetria il rilievo del terreno viene ricavato da un
modello osservabile mediante una coppia di fotografie, le quali
lo ricostruiscono tridimensionalmente in scala opportuna.
 La restituzione si avvale di cinque punti di coordinate note,
detti di appoggio, che dovranno essere ben visibili su ogni
modello.
 I punti di appoggio possono essere o vertici trigonometrici, o
punti appositamente rilevati a terra dopo il volo, rintracciabili
utilizzando le fotografie stesse.
 Di questi 5 punti, 4 saranno posizionati agli spigoli del modello
ed uno al centro di esso.
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LA RESTITUZIONE
ANALITICA
 Le differenze fra i valori delle coordinate
terreno sui punti di appoggio e le coordinate
modello non dovranno superare certi valori
limite detti tolleranze (ad es. nelle carte
1:5000 dei centri urbani la t. planimetrica è di
cm.20, quella altimetrica di cm.40).
 Le tolleranze permetteranno di verificare la
precisione del rilievo fotogrammetrico.

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LA RESTITUZIONE
ANALITICA
 Oggi si sono sviluppati metodi di restituzione fotogrammetrica
numerici che sfruttano la potenza di calcolo degli elaboratori:
le coordinate dei punti osservati si determinano
matematicamente partendo da misure effettuate direttamente
sulle fotografie con gli stereocomparatori.
 Per ridurre il numero dei punti di appoggio da rilevare a terra,
oggi si va sempre più affermando la tecnica del GPS, vista la
possibilità di installare il ricevitore GPS accoppiato alla
fotocamera direttamente a bordo dell’aereo.
 La modalità prevista è quella differenziale, con un secondo
ricevitore GPS fisso a terra.

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LA FOTOGRAMMETRIA
DIGITALE
 Di recente diffusione, essa utilizza il
calcolatore elettronico non solo per il
calcolo delle coordinate dei punti, ma
anche per il trattamento delle
immagini che vengono memorizzate
in forma digitale mediante scanner.
 L’immagine sarà costituita da tante
piccole aree elementari denominate
pixel.
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