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RISCHIO

MECCANICO
COS’È IL RISCHIO MECCANICO?

Nella maggior parte dei casi per rischio meccanico si intende il pericolo legato

all’uso di macchinari e attrezzature da lavoro.

Ciò non è sufficiente per dare una definizione completa di rischio meccanico.

Basti pensare alla caduta di un operaio da un ponteggio.

La caduta è contemplata nel rischio meccanico, ma ciò non significa per forza che

l’incidente sia causato da macchine o attrezzature.


COS’È IL RISCHIO MECCANICO?

Volendo trovare un elemento comune che spieghi cosa si intende

per rischio meccanico dovremmo far riferimento all’energia cinetica.

È il movimento di un macchinario ad esempio che può causare un incidente!

Così come è la gravità unita all’impatto col suolo che genera l’infortunio.
COS’È IL RISCHIO MECCANICO?

Rischio generato da elementi di macchine, impianti e strutture parzialmente in

grado di produrre lesioni a parti del corpo.


RISCHIO MECCANICO

NORMATIVE DI RIFERIMENTO

1. D.Lgs. 81/08 - Titolo III

2. La Direttiva 2006/42/CE (DIRETTIVA MACCHINE)


La nuova revisione della direttiva macchine si applica:
a. macchine;
b. quasi-macchine;
c. apparecchi di sollevamento, catene, funi e cinghie;
DLgs. 81/08 – TESTO UNICO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO
Titolo Nome Articoli legislativi Allegati
TITOLO 1 PRINCIPI COMUNI 1 - 61 I - III

TITOLO 2 LUOGHI DI LAVORO 62 - 68 IV

TITOLO 3 USO ATTREZZATURE DI LAVORO E D.P.I. 69 - 87 V - IX

TITOLO 4 CANTIERI TEMPORANEI E MOBILI 88 - 160 X - XXIII

TITOLO 5 SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO 161 - 166 XXIV - XXXII

TITOLO 6 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI 167 - 171 XXXIII

TITOLO 7 ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI 172 - 179 XXXIV

TITOLO 8 AGENTI FISICI 180 - 220 XXXV - XXXVII

TITOLO 9 SOSTANZE PERICOLOSE 221 - 265 XXXVIII - XLIII

TITOLO 10 ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI 266 - 286 XLIV - XLVIII


TITOLO 11 PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE 287 - 297 XLIX – LI

TITOLO 12 DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE 298 - 303

TITOLO 13 NORME TRANSITORIE E FINALI 304 - 306


DLgs. 81/08

TITOLO III : USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI


DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO I : USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO


Art. 69 - Definizioni
a. attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il
complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all’attuazione di un processo
produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro;

b. uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura
di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l’impiego, il trasporto, la riparazione, la
trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio;

c. zona pericolosa: qualsiasi zona all’interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro
nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello
stesso;

d. lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona
pericolosa;

e. operatore: il lavoratore incaricato dell’uso di una attrezzatura di lavoro o il datore di lavoro che
ne fa uso
- Art. 70 - Requisiti di sicurezza (rif. ALLEGATO V);

- Art. 71 - Obblighi del Datore di Lavoro (rif. ALLEGATO VI);

- Art. 72 - Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso (rif. ALLEGATO V);

- Art. 73 - Informazione, formazione e addestramento;

- Art. 73bis - Abilitazione alla conduzione dei generatori di vapore;


DLgs. 81/08

TITOLO III : USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI


DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO II : USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


Art. 74 – Definizioni

a. Dispositivo di Protezione Individuale, “DPI”,:

qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di

proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante

il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.


a. Non costituiscono DPI:
i. gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la
sicurezza e la salute del lavoratore;
ii. le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;
iii.le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del
personale del servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico;
iv.le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto;
v. i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività
lavorative;
vi.i materiali per l’autodifesa o per la dissuasione;
vii.gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.
Art. 75 - Obbligo di uso

I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente

ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi

o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.


Art. 76 - Requisiti dei DPI

1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992 n.
475(N)78, e sue successive modificazioni.

2. I DPI devono:
a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;
b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
d) poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.

3. In caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI, questi devono essere
tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei
confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.
Art. 77 - Obblighi del datore di lavoro

1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI:

 effettua l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri
mezzi;

 individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati;

 aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi
di valutazione.

(2…3)
Art. 77 - Obblighi del datore di lavoro

(2…3)

4. Il datore di lavoro:

 mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d’igiene, mediante la


manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali
indicazioni fornite dal fabbricante;

 provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi
specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;

 fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;


 destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di
uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale
uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;

 informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge;

 rende disponibile nell’azienda ovvero unità produttiva informazioni adeguate su


ogni DPI;

 stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dell’utilizzo, per la


riconsegna e il deposito dei DPI;

 assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico


addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI.
Art. 78 - Obblighi dei lavoratori

1. I lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal


datore di lavoro.

2. I lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all’informazione e alla


formazione ricevute e all’addestramento eventualmente organizzato ed espletato.

3. I lavoratori:
a. provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione;
b. non vi apportano modifiche di propria iniziativa.

4. Al termine dell’utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna


dei DPI.

5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto


qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione.
ALLEGATO V
Parte I – Requisiti generali applicabili a tutte le attrezzature di lavoro

1. Osservazioni di carattere generale


2. Sistemi e dispositivi di comando
3. Rischi di rottura, proiezione e caduta di oggetti durante il funzionamento
4. Emissioni di gas, vapori, liquidi, polveri, ecc.
5. Stabilità
6. Rischi dovuti agli elementi mobili
7. Illuminazione
8. Temperature estreme
9. Segnalazioni, indicazioni
10. Vibrazioni
11. Manutenzione, riparazione, regolazione, ecc.
12. Incendio ed esplosione
ALLEGATO VI
Disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro

1. Disposizioni generali applicabili a tutte le attrezzature di lavoro


2. Disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro mobili, semoventi o no
3. Disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro che servono a sollevare carichi
4. Disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro che servono a sollevare persone
5. Disposizioni concernenti l’uso di determinate attrezzature di lavoro
6. Rischi per energia elettrica
7. Materie e prodotti infiammabili o esplodenti
8. Impianti ed operazioni di saldatura ossiacetilenica, ossidrica e simili
9. Macchine utensili per legno e materiali affini
10. Macchine per filare e simili
11. Impianti ed operazioni di saldatura o taglio ossiacetilenica, ossidrica, elettrica e simili
Come si calcola il rischio?

R= G*P

R= Rischio

G= Gravità di un Danno

P= Probabilità
Come si calcola il rischio?

Dettagliatamente si può anche scrivere:

R= G*F*P/(Ep +Em)

 R = Valore del Rischio


 G = Gravità del possibile danno
 F = Frequenza con cui le persone si espongono al rischio
 P =Probabilità che si verifichi un evento pericoloso
 Ep = Evitabilità (intesa come formazione ed informazione degli addetti)
 Em = Evitabilità (intesa come possibilità di evitare il danno)
Livelli dei fattori di rischio
Fattori di rischio Livelli Definizione livello valore
Lieve (danno normalmente reversibile e comunque
Lesioni reversibili 1
di entità contenuta)
Gravità del possibile danno (G) Grave (danno normalmente irreversibile di entità
Lesioni permanenti 6
significativa)
Morte Morte 9

Da raramente ad abbastanza spesso Meno di 15 minuti per turno di lavoro 1


Frequenza e durata dell’esposizione e/o tempo di esposizione breve Da 15 minuti ad 1 ora per turno di lavoro 2
(F)
Da frequente a continuo
Oltre 1 ora per turno di lavoro 3
e/o tempo di esposizione lungo
Bassa (Così improbabile che si può presumere che
Sicurezza garantita da dispositivi tecnici idonei 1
non si verifichi)
Probabilità che si verifichi un evento Media (probabilità che si verifichi prima o poi nella Sicurezza garantita da dispositivi tecnici (non del
2
pericoloso (P) vita di un elemento) tutto idonei) e dal comportamento umano

Elevata (probabilità che si presenti frequentemente) Sicurezza garantita solo dal comportamento umano 3

Persona non informata/formata 1

Possibilità di evitare il rischio (Ep) Informazione/formazione addetto Persona informata tramite OPL, cartellonistica, etc. 2

Persona formata 3

Presenza di ostacoli alla fuga e movimento veloce 1

Possibilità di evitare il rischio (Em) Possibilità di evitare il danno Nessun ostacolo, ma il movimento è veloce 2

Nessun ostacolo e movimento lento (<5mt/min.) 3


Trasformazione dell’indice di rischio in Valutazione del rischio
P R Condizione Azione da intraprendere

Nessuna: il rischio è talmente ridotto da poter


P=1 Qualunque TRASCURABILE
essere considerato ragionevolmente nullo

Non necessaria a meno che la riduzione del


R≤4 ACCETTABILE rischio non possa essere conseguita con interventi
semplici
Attuare i provvedimenti atti a ridurre
ulteriormente il rischio. Qualora, pur adottando
4 ≤ R ≤ 12 TOLLERABILE diversi provvedimenti, il valore del rischio
P>1 permanesse all’interno di questo intervallo,
questo sarà accettato (tollerato)

Salvo i casi in cui non sia in alcun modo possibile


GRAVE ridurli, si dovrà obbligatoriamente intervenire,
12 ≤ R ≤ 81
INACCETTABILE fintanto non sia stato raggiunto un valore almeno
tollerabile.
RISCHIO
MECCANICO
RISCHIO MECCANICO
Il rischio meccanico
è principalmente associato all’utilizzo di macchine
o attrezzature di lavoro
ed alle lavorazioni meccaniche.
RISCHIO MECCANICO

Tutti gli organi che possono costituire pericolo (pulegge, cinghie, cremagliere,
ingranaggi, parti sporgenti, attrezzature varie, ecc.) devono essere muniti di
protezioni, essere segregati o provvisti di idonei dispositivi di sicurezza per
evitare possibili afferramenti, urti e contatti con gli operatori.
RISCHIO MECCANICO
D.P.I.
PRINCIPALI RISCHI LEGATI ALLE MACCHINE

MACCHINA: Insieme equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla


forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti,
di cui almeno UNO MOBILE

MACCHINA MACCHINA
FISSA MOBILE
PRINCIPALI RISCHI LEGATI ALLE MACCHINE
ATTREZZATURA DI LAVORO:
qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e
componenti necessari all'attuazione di un processo produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro
(D.Lgs.81/2008 Art. 69)
Principali rischi legati alle macchine
Pericoli di natura meccanica:
• schiacciamento;
• cesoiamento;
• taglio o di sezionamento;
• impigliamento;
• trascinamento o intrappolamento;
• urto;
• perforazione o puntura;
• attrito o abrasione;
• proiezione di un fluido ad alta pressione;
• proiezione delle parti (della macchina o materiali/pezzi lavorati);
• perdita di stabilità (della macchina o di parti);
• scivolamento, di inciampo e di caduta in relazione alla macchina;
Principali rischi legati alle macchine
Pericoli di altra natura:

• Pericoli di natura elettrica


• Pericoli generati da rumore
• Pericoli generati da vibrazioni meccaniche
• Pericoli di natura ergonomica
• Pericoli di natura termica
• Pericoli derivanti dall’emissione di sostanze pericolose
• Pericoli generati da radiazioni ionizzanti e non-ionizzanti
Principali rischi legati alle macchine
Rischi diversificati sulla stessa macchina per:

• Addetti produzione
• Manutentori
• Tecnici di processo
• Addetti pulizia
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
SCHIACCIAMENTO
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
SCHIACCIAMENTO :
due parti che vengono a contatto
o si avvicinano tra di loro
PERICOLI DI NATURA MECCANICA

CESOIAMENTO / STRITOLAMENTO :
effetto forbice quando 2 elementi
(non affilati) passano uno vicino all'altro
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
TAGLIO O SEZIONAMENTO
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
TAGLIO O SEZIONAMENTO: su parti affilate della macchina in movimento o ferme

Elementi taglienti
per la lavorazione
(lame, seghe,…) Spigoli o bordi taglienti
su parti della macchina
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
TAGLIO O SEZIONAMENTO
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
IMPIGLIAMENTO: parti del corpo (capelli, mani, ecc.) o abbigliamento (cravatte,
maniche, sciarpe, ecc.)
o altro (catenine, orologi, anelli, ecc.) restano impigliati in parti
di macchina seguendo poi il moto delle stesse o impedendo la
fuga.
Es: organi in rotazione (mole, cilindri rotanti ecc.), sulle catene
e le cinghie di trasmissione.
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
IMPIGLIAMENTO
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
TRASCINAMENTO: parte della macchina in movimento può trascinare o spingere
una persona.
Pericoli aggiuntivi: caduta, schiacciamento ecc. se zona
pericolosa (coclee, nastri trasportatori).

ATTENZIONE rulli rotanti Rischio di trascinamento


PERICOLO di trascinamento del braccio nella cinghia
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
TRASCINAMENTO
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
INTRAPPOLAMENTO: si rimane bloccati all’interno della macchina
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
URTO: l'urto con parti di macchina in movimento è un fatto
comune nei luoghi di lavoro.

Parti mobili di macchine Con braccirobotizzati


PERICOLI DI NATURA MECCANICA

PERFORAZIONE O PUNTURA: Effetti prodotti da elementi dell’attrezzatura,


provvisti di punta o di taglienti (tipo coltello).
• Utensili per la lavorazione del legno
• Trapani, Avvitatori
• Sparapunti, Sparachiodi, Spillatrice
• Attrezzature con aghi (CUCITRICI)
• Manipolazione di materiali in lavorazione che
possono determinare puntura (vetri rotti)
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
PERFORAZIONE O PUNTURA
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
ATTRITO o ABRASIONE: danno subito a seguito dello sfregamento su superfici
ruvide.
Dipende da:
• Stato della superficie
• Velocità tra superficie e la parte del corpo
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
PROIEZIONE DI UN FLUIDO AD ALTA PRESSIONE :
quando del fluido sotto pressione viene proiettato o fuoriesce da tubazioni,
raccordi, ugelli, recipienti, tubi, ecc. (per esempio aria compressa, olio idraulico,
liquido refrigerante per utensili )
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
PROIEZIONE DI PARTI MACCHINA O FLUIDO O MATERIALE SOLIDO:
rottura delle tubazioni o parti del circuito idraulico ad alta pressione o rottura di
parti della macchina lavoranti (utensili ) e non, o produzione di materiale (truciolo)
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
PERDITA DI STABILITÀ DELLA MACCHINA O DI UNA SUA PARTE:
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
SCIVOLAMENTO, INCIAMPO O CADUTA :
Si ha quando le superfici di passerelle, piattaforme di
lavoro, scale, scale a pioli, ecc. sono scivolose o le superfici
dei pavimenti sono irregolari o presentano sporgenze;
Oppure si può avere quando il materiale di processo o i
dispositivi di trasporto dello stesso (per esempio tubi,
bobine, subbi, ecc.) sono caduti a terra o vi vengono
lasciati.
I pavimenti e le vie di circolazione devono essere
mantenuti puliti e liberi da materiali.
Le superfici dei pavimenti devono essere mantenute
asciutte, in uno stato tale da evitare qualsiasi infortunio e
privi di discontinuità o
buche.
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
SCIVOLAMENTO, INCIAMPO O CADUTA
PERICOLI DI NATURA MECCANICA
PERICOLI DI NATURA TERMICA :
Sono da considerarsi anche RISCHI MECCANICI in quanto provocano BRUCIATURE
E/O SCOTTATURE da contatto con oggetti o materiali a temperature estreme,
fiamme o esplosioni e radiazioni da sorgenti di calore

UNI EN 563/2003
Prevede che un contatto non intenzionale con una superficie calda e ritiro veloce a seguito di
una sensazione di dolore, duri fino a 1 sec.
RICONOSCI IL RISCHIO?

• Taglio • Taglio • Trascinamento • Stritolamento


• Proiezione • Proiezione • Stritolamento • Trascinamento
• Rottura • Rottura • Rottura • Cesoiamento
• Impigliamento • Urto

• Cesoiamento • Trascinamento
• Stritolamento
• Trascinamento • Stritolamento
• Cesoiamento
• Stritolamento • Strappo
• Schiacciamento
• Urto • Urto - Taglio
RICONOSCI IL RISCHIO?

• Puntura • Cesoiamento
• Proiezione • Impigliamento
• Aggrovigliamento
• Urto
• Stritolamento
• Trascinamento

• Schiacciamento
• Urto • Schiacciamento • Urto
• Stritolamento • Stritolamento • Crolli
LA SICUREZZA

La sicurezza della macchina è garantita dal costruttore


SOLO SE viene usata secondo le modalità d’uso stabilite

Chi può usare un’attrezzatura/macchina?


Chi è in possesso dei seguenti requisiti:

INFORMAZONE Libretto d’uso, montaggio, smontaggio e


manutenzione
FORMAZIONE Corso e Test

ADDRESTAMENTO Prova pratica


MAI IMPROVVISARE

MAI AVVICINARSI/USARE MACCHINE E


ATTREZZATURE

PORRE SEMPRE MASSIMA ATTENZIONE


DIRETTIVA MACCHINE

Nuove, acquistate DOPO il 21/09/1996:


Acquistate PRIMA del 21/09/1996:
Rispettare
Rispettare All. V D.Lgs.81/2008
DIRETTIVA MACCHINE D.Lgs. 17/2010
DIRETTIVA MACCHINE

“PALESEMENTE SICURE”
Cioè gli elementi mobili che presentano rischi di contatto meccanico,
sono dotati di protezioni o di dispositivi di sicurezza che
impediscano il verificarsi di incidenti
MANUTENZIONE DELLE MACCHINE
La manutenzione delle macchine necessita di adeguata pianificazione.
La base di tale pianificazione è fornita dal “manuale di uso e manutenzione”,
documento indirizzato all’utente finale e a tecnici specializzati che fornisce le
indicazioni necessarie per eseguire la corretta manutenzione della macchina
MANUTENZIONE DELLE MACCHINE
La macchine possono diventare fonte di pericolo sia durante l’uso
che quando sono oggetto di interventi di manutenzione, anche se, per la loro
realizzazione, sono stati rispettati tutti i RES (“Requisiti Essenziali di Sicurezza”)
delle direttive europee ad esse applicabili.
MANUTENZIONE DELLE MACCHINE
Qualsiasi zona all’interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di
lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute
o la sicurezza dello stesso, è una zona pericolosa.
MANUTENZIONE DELLE MACCHINE
E’ vietato pulire, oliare o ingrassare a mano gli organi e gli elementi in moto delle
macchine, a meno che ciò non sia richiesto da particolari esigenze tecniche.

E’ vietato compiere su organi in moto qualsiasi operazione di manutenzione o


riparazione e registrazione.
PROTEZIONI
Le principali misure di sicurezza per la gestione del rischio meccanico prevedono
l’utilizzo di:
• ripari e dispositivi di protezione;
• dispositivi di sicurezza;
• dispositivi di protezione individuale (D.P.I.).
PROTEZIONI
I ripari di protezione sono elementi della macchina/attrezzatura usati in modo
specifico per fornire protezione mediante una barriera fisica.
Alcuni esempi di ripari di protezione sono:
• riparo fisso;
• riparo a segregazione totale;
• riparo mobile;
• riparo motorizzato;
• riparo interbloccato;
• riparo con comando dell’avviamento.
PROTEZIONI
CARATTERISTICHE DELLE PROTEZIONI/RIPARI

In generale i ripari ed i dispositivi di sicurezza:


- devono essere robusti
- non devono generare pericoli aggiuntivi
- non devono essere facilmente elusi
- devono essere collocati ad una distanza adeguata
- non devono ostacolare la visuale
- devono consentire gli interventi di manutenzione
PROTEZIONI

È severamente vietata la rimozione anche temporanea delle protezioni e dei


dispositivi di sicurezza.
PROTEZIONI
RIPARI FISSI
mantenuti in posizione in modo sicuro:
• permanentemente (ex. con saldatura);
• mediante dispositivi di fissaggio (viti, dadi) e rimozione o apertura impossibile senza
utensili. Non dovrebbero rimanere chiusi senza i relativi dispositivi di fissaggio.
PROTEZIONI

RIPARO MOBILE

Un riparo di protezione mobile è efficace solo se è fissato correttamente o


associato ad un dispositivo di interblocco regolarmente funzionante.
PROTEZIONE
RIPARO MOBILE
PROTEZIONE
RIPARO MOBILE

Le protezioni mobili:
• devono essere provviste di un dispositivo di blocco collegato con gli organi di
messa in moto e di movimento della attrezzatura di lavoro;

• devono impedire di rimuovere o di aprire il riparo quando l’attrezzatura di


lavoro è in moto o devono provocare l’arresto dell’attrezzatura di lavoro all’atto
della rimozione o dell’apertura del riparo;

• non devono consentire l’avviamento dell’attrezzatura di lavoro se il riparo non è


nella posizione di chiusura.
PROTEZIONE
RIPARO MOBILE
RISHI/PROTEZIONI MACCHINE UTENSILI
Tornio parallelo
RISHI/PROTEZIONI MACCHINE UTENSILI

Impigliamento degli indumenti nel mandrino rotante Proiezione del materiale in lavorazione
con conseguente trascinamento nella rotazione. per effetto della forza centrifuga.

Avviamento accidentale della macchina, specialmente nei torni Schiacciamento degli arti con il
di vecchia costruzione dove il comando di messa in moto del mandrino durante la sua sostituzione
mandrino è del tipo a leva sporgente.
RISHI/PROTEZIONI MACCHINE UTENSILI
Trapano a colonna
RISCHI MACCHINE UTENSILI

Pericoli connessi all’utensile che, durante la Pericoli connessi all’eventuale rottura


rotazione, può afferrare e trascinare indumenti o dell’utensile con proiezione di frammenti.
capelli e causare gravi ferite agli arti superiori.

Pericoli dovuti al contatto con le


Pericoli dovuti alla rotazione del pezzo in lavorazione
pulegge del variatore dei giri.
non adeguatamente fissato.
RISCHI MACCHINE UTENSILI
Apparecchiatura per il
taglio ossiacetilenico

Saldatrice
RISCHI MACCHINE UTENSILI

Pericolo scintille e Pericolo ustioni per ritorno di fiamma al


materiali incandescenti cannello, dovuto a ostruzione
e/o contatto con le parti fuse.

Pericolo incendio o scoppio


Pericolo esposizione a radiazioni ultraviolette
DISPOSITIVI DI SICUREZZA
I Dispositivi di sicurezza sono elementi (comando a due mani sincronizzato,
interblocco, fotocellula, …) che garantiscono che:

• l’avvio della macchina/attrezzatura non sia possibile se l’operatore tocchi


inavvertitamente parti pericolose;
• l’operatore non possa accedere a elementi in movimento;
• le regolazioni o i comandi non possano essere involontari;
• la mancanza o il non funzionamento del dispositivo di sicurezza impedisca
l’avvio o provochi l’arresto in sicurezza degli elementi mobili della
macchina/attrezzatura.
DISPOSITIVI DI SICUREZZA
I dispositivi di allarme e di sicurezza delle macchine
devono essere ben visibili
e le relative segnalazioni comprensibili
senza possibilità di errore.
PROTEZIONE
Arresto di emergenza
Ogni macchina deve essere munita di un comando che arresti tutti gli organi in
movimento e la ponga in condizioni di sicurezza.

Obbligatorio in ogni macchina eccetto:


Macchine portatili e macchine a guida manuale;
il dispositivo di arresto di emergenza non può
ridurre il rischio perché:
• non riduce il tempo per ottenere l'arresto
normale
• non permette di prendere le misure specifiche
che il rischio richiede
PROTEZIONE
Tappeti di sicurezza sensibili alla pressione
Il TAPPETO SENSIBILE è un componente di
sicurezza con funzione di “dispositivo
elettropressosensibile progettato per il
rilevamento di persone.
La presenza di una o più persone o di parte del
peso di una di esse provoca la chiusura di un
contatto posto all’interno del sensore; la
chiusura del circuito che fa capo a detto
contatto, viene elaborata dal dispositivo di
controllo che provvede a sua volta ad
emettere il comando di arresto, tale da
annullare la situazione di pericolo venutasi a
creare.
PROTEZIONE
Barriere Fotoelettriche di Sicurezza
PROTEZIONE
La protezione dei lavoratori può essere ottenuta mediante una distanza ottenuta
fra l’elemento pericoloso e l’operatore
PROTEZIONE

Altezza zona Altezza della struttura di protezione b


pericolosa a
1000 1200 1400 1600 1800 2000 2200 2400 2500
Distanza orizzontale dalla zona pericolosa c
--- --- --- --- --- --- --- --- ---
100 100 100 100 100 100 100 100 ---
600 600 500 500 400 350 250 --- ---
1100 900 700 600 500 350 --- --- ---
1100 1000 900 900 600 --- --- --- ---
1300 1000 900 900 500 --- --- --- ---
1300 1000 900 800 100 --- --- --- ---
1400 1000 900 500 --- --- --- --- ---
1400 1000 900 300 --- --- --- --- ---
1300 900 600 --- --- --- --- --- ---
1200 500 --- --- --- --- --- --- ---
1200 300 --- --- --- --- --- --- ---
1100 200 --- --- --- --- --- --- ---
1100 200 --- --- --- --- --- --- ---
PROTEZIONE
Spazi minimi in funzione della parte del corpo che può esporsi al pericolo
PROTEZIONE
Spazi minimi in funzione della parte del corpo che può esporsi al pericolo
PROTEZIONE
Illuminazione

Occorre garantire una adeguata illuminazione delle zone di lavoro delle


macchine, in funzione della attività da svolgere.
PROTEZIONE
Le macchine e le attrezzature di lavoro in disuso,
prive di protezioni, di sicurezze o di funzionalità completa
devono essere scollegate dall’alimentazione (elettrica,
pneumatica, …) e comunque segnalate con un cartello che
ne indichi il divieto di utilizzo.
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO
I cassetti delle scrivanie e degli schedari e le ante e gli sportelli dei mobili
possono costituire un rischio di urto o infortunio se lasciati aperti.
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO
• I mobili devono essere mantenuti puliti ed in buone condizioni, senza difetti,
schegge, spigoli vivi e parti sporgenti e/o taglienti.

• La disposizione degli elementi d’arredo deve essere effettuata in funzione


dell’illuminazione, di eventuali ostacoli pericolosi (es. rubinetti dei
termosifoni, sportelli dei quadri elettrici, ecc.) e della collocazione di
classificatori, armadi, scrivanie, attrezzature e schedari che potrebbero essere
causa di ostacolo, urto o inciampo.
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO
Si deve verificare che l’alimentazione elettrica delle attrezzature necessarie sul
piano di lavoro sia ben protetta e si deve evitere l’eventuale attraversamento di
fili volanti
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO
Un utilizzo “improprio” delle sedie o dei ripiani delle scaffalature può essere
causa di cadute ed infortuni.
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO
Scaffalature non opportunamente fissate al muro
o schedari non provvisti di dispositivi che impediscano la contemporanea
apertura di più cassetti
può causare rischi di investimento per il ribaltamento della stessa scaffalatura o
dello schedario.
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO

Molti piccoli incidenti o infortuni che accadono negli uffici, durante le normali
attività, sono provocati dall’utilizzo scorretto o disattento di forbici, tagliacarte,
temperini od altri oggetti taglienti o appuntiti (anche gli abituali portamina e le
matite lo sono), che possono essere causa di ferite o fastidiose lacerazioni
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO
Occorre fare attenzione anche al semplice utilizzo di fogli e buste di carta poiché
i bordi, specie quello dei fogli nuovi, sono particolarmente taglienti: è quindi
opportuno prenderli senza toccare i lati e inumidire eventuali buste o strisce
gommate, eventualmente usando le apposite spugnette.
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO

La fotocopiatrice deve essere posizionata in un


locale ben aerato.
Durante l’utilizzo della macchina, inoltre, il pannello
copri piano deve essere mantenuto abbassato per
permettere all’operatore di lavorare senza
affaticamento, fastidio o danno alla vista.
Dopo l’uso e comunque alla fine della giornata
lavorativa, inoltre, bisogna togliere l’alimentazione
elettrica della fotocopiatrice agendo sull’apposito
interruttore principale.
RISCHIO MOBILI, ARREDI E ATTREZZATURE D’UFFICIO
Per la rimozione dei fogli inceppati e per la sostituzione della cartuccia del toner della
stampante o della fotocopiatrice bisogna seguire attentamente le procedure descritte nel
manuale di uso e manutenzione, facendo attenzione a non far cadere oggetti estranei (graffette
o punti metallici) all’interno dell’apparecchiatura (poiché possono essere causa di cortocircuiti e
provocare incendi o scosse elettriche) e prestando la massima attenzione alle parti soggette ad
alte tensioni (pericolo elettrocuzioni) e alte temperature (pericolo ustioni), disalimentando
l’alimentazione elettrica quando richiesto
RISCHIO ASCENSORE

Il rischio
Urto violento contro il soffitto
Il rischio
del vano a causa dell’assenza o
Cadute nel vano ascensore in
cattivo funzionamento del
caso di apertura della porta
dispositivo contro la velocità
con cabina non al piano
eccessiva in salita della cabina,
per gli impianti elettrici a fune.

La sicurezza
Installazione/controllo e La sicurezza
verifica funzionamento del Installazione e manutenzione
dispositivo per la chiusura periodica del dispositivo contro la velocità
automatica delle porte di eccessiva in salita della cabina, per gli
piano anche in assenza impianti elettrici a fune.
della cabina
RISCHIO ASCENSORE

Il rischio
Stress e panico a causa della
Il rischio
mancanza di funzionamento dei
Cadute e possibili incidenti a
dispositivi di illuminazione di
Causa della inadeguata
emergenza e richiesta di aiuto
“precisione di arresto” della
24 ore su 24 all’interno della
cabina dell’ascensore.
cabina ascensore.

La sicurezza
Installare un dispositivo a La sicurezza
regolazione elettronica del Verificare periodicamente il corretto
motore, per il controllo funzionamento ed effettuare la regolare
permanente della velocità manutenzione.
di cabina e quindi del
livellamento al piano.
DPI
(RIEPILOGANDO) LE RESPONSABILITÀ
RISPETTIAMO SE NON LE ALTO RISCHIO DI ALTO RISCHIO PER GLI
LE REGOLE RISPETTIAMO! INFORTUNIO, DI ALTRI
SALUTE, DI MORTE
DdL: obbligato a
informare/formare/addestrare e
“Sono regole Lettera di richiamo controllare, fino alla pedanteria, che
antipatiche”
le norme siano assimilate dai
L’ASL può intervenire lavoratori nella ordinaria prassi di
“Non mi è mai stato Dopo 3 lettere sul lavoratore lavoro.
detto niente” Licenziamento per
Ordinare ed esigere!!
giusta causa
Responsabilità dei lavoratori
La legge non Art. 20. - Obblighi dei lavoratori
ammette ignoranza • Osservare le disposizioni del datore di lavoro e dai preposti
• Utilizzare correttamente le attrezzature
• Utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione
• Segnalare immediatamente le condizioni di pericolo
• Non rimuovere i dispositivi di sicurezza
• Non compiere di propria iniziativa operazioni che possono
Maggiore è la sicurezza, compromettere la sicurezza
Maggiore è il comfort per il lavoratore, • Partecipare alla formazione e all’addestramento
Maggiore è l’efficienza, • Sottoporsi ai controlli sanitari previsti
Maggiore è la qualità Arresto fino a 1 mese; Multe fino 600 euro
GRAZIE PER
L’ATTENZIONE