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Archimede e gli specchi ustori

Tra le tante invenzioni e scoperte di Archimede


andremo a scoprire i suoi specchi ustori e
verificheremo la loro autenticità.
Archimede
Nato 2300 anni fa nella massima
espansione dell’ ellenismo, ovvero
della cultura e lingua greca. Nacque
a Siracusa (Sicilia) figlio del patrizio
Fidia. Fu famoso per molte scoperte
in ambito geometrico, matematico
e fisico. Tra le sue più grandi
intuizioni ci sono l’inganno della
corona di re Gerone, oppure
quando riuscì a sollevare una nave
grazie al principio delle leve ma
soprattutto , che tratteremo, gli
specchi ustori che usò contro le navi
Romane.
Gli specchi ustori, tra
storia e leggenda..
Nell'immaginario collettivo gli specchi ustori
sono indissolubilmente legati all'assedio di
Siracusa, durante il quale Archimede li
avrebbe usati per bruciare le navi romane.
L'episodio non è ricordato da Polibio (che è la
fonte più attendibile sui congegni bellici
ideati da Archimede durante l'assedio)
I raggi del Sole concentrati dagli specchi in un
unico punto sarebbero stati in grado di
bruciare il legno delle navi romane. La
struttura è costituita da almeno 24 grandi
specchi piani, disposti in una figura esagonale
su un graticcio ruotante su un palo fissato al
terreno: lo specchio centrale serviva a
dirigere il raggio solare riflesso sull'obiettivo,
mentre gli specchi laterali venivano fatti
convergere con un sistema di cinghie.
Scienza o pura fantasia??
Nel corso della storia, molti scienziati si sono interessati agli antichi specchi
ustori. Secondo recenti ritrovamenti in Svezia il popolo dei vichinghi
possedeva delle lenti per concentrare i raggi solari. Leonardo, ad esempio,
cercò, invano, di utilizzare specchi per fondere il bronzo di alcune statue
commissionategli. Ma prima di lui Giovanni da Fontana lasciò
testimonianze sull'argomento. Anche Galileo ne accennò. Bonaventura
Cavalieri intitolò Lo specchio ustorio il suo trattatello sulle coniche, nel
quale propose una sua ricostruzione dell'ordigno di Archimede, che
avrebbe usato due specchi parabolici. Nel 1972 l'ingegnere Mario
Pincherle ha proposto e interpretato una riproduzione degli specchi ustori
riproducendone il funzionamento. Secondo Pincherle la macchina ustoria
era composta da migliaia di piccoli specchi che i Siracusani potevano
orientare verso le navi nemiche. Nel 2006 è stata ripetuta l'esperienza dal
prof. David Wallace del MIT, nel corso di una trasmissione televisiva, anche
questa volta senza successo. Con l'aiuto di 127 specchi da 30 cm egli ha
cercato di ripetere l'esperienza di Archimede concentrando l'energia solare
su una barca di legno lunga 30 metri, riuscendo solo a creare una piccola
fiamma. Nel 2010, durante la trasmissione televisiva Miti da
sfatare (Mythbusters), è stata ricostruita l'esperienza su espressa richiesta
del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nonostante siano stati usati
500 specchi (sia di bronzo lucidato che moderni di vetro), si è registrato un
incremento di appena un centinaio di gradi, molto distante dalla
temperatura di autocombustione della stoffa. Nonostante ciò è stato
chiaro come l'esperienza sia estremamente fastidiosa per eventuali soldati
a bordo delle navi. È possibile che fosse stato questo un elemento vincente
della strategia di Archimede, più che una vera e propria arma in grado di
bruciare gli scafi.
• Ad oggi il metodo di concentrazione dei raggi solari viene utilizzato in alcune centrali solari per la
produzione di energia elettrica. Un esempio di applicazione è la centrale sperimentale
Archimede nei pressi di Siracusa che sfrutta dei metodi innovativi.

• Uno specchio parabolico concavo viene usato anche durante la


cerimonia di accensione della fiaccola olimpica prima di ogni edizione
dei Giochi Olimpici