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Gli uomini e la moda

Forme di maschilità moderne e


contemporanee

Gaia Peruzzi e
Raffaele Lombardi
KOEFIA
2017 2018
Tre storie, per cominciare Pagina 1
Voce Regina, ambientato agli inizi del 700 Pagina 2
Orgoglio e pregiudizio, ambientato nella fine del 700 Pagina 3
La grande rinuncia maschile

Secondo J. C. Flugel,
all’inizio del 19° secolo gli uomini hanno “rinunciato” alla moda.

La sua affermazione condizionerà


per molti decenni
lo studio della moda,
lasciando presumere che
la moda sia un fatto essenzialmente femminile
e di fatto rendendo secondar gli studi su quella maschile.

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La marginalizzazione
della moda maschile
Le donne sono alla moda ma gli uomini
no… di conseguenza, la retorica della moda
maschile assume la forma di una serie di
negazioni, tra cui le seguenti: non esiste
una moda maschile; gli uomini si vestono
per essere presentabili e stare comodi,
anziché per lo stile; le donne vestono gli
uomini e acquistano abiti per loro; gli
uomini che indossano abiti eleganti sono
peculiari (in un modo o nell’altro); gli uomini
non prestano attenzione ai vestiti; la
maggior parte degli uomini non si lascia
trascinare nell’infinita rincorsa ai trend
stagionali. Jennifer Craik, 1994

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I pregiudizi contro la moda maschile

• mascolinità = puritanesimo =
moderazione

• abito maschile non moderato =


effeminato = omosessuale

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Lo studio della moda maschile oggi

La moda maschile
è un punto di vista
importante
per comprendere:
la moda,
il genere maschile,
la società
contemporanea.

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5 assunti
per lo studio della moda maschile

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1.
L’abbigliamento maschile
è tradizionalmente diverso da quello femminile

Il vestiario e la moda hanno


la funzione pressoché universale
di creare e ribadire le differenze di genere.
Tale funzione è più marcata ed evidente
nelle società occidentali contemporanee.

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2.
I cambiamenti e gli sviluppi
della moda maschile
sono più lenti e limitati
di quella femminile.

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E alcuni tentativi
di cambiamento ….

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3 (punto controverso).
L’abbigliamento e la moda maschili
presentano un’oscillazione storica tra 2 modelli ricorrenti

• playboy •puritano

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4.

L’abbigliamento maschile
ha una storia importante di legami con
lo status sociale e il rango.

L’abbigliamento maschile è spesso


fortemente caratterizzato da
caratteri e costrizioni specifici,
di complessa lettura.

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 Se oggi alcuni dettagli dell’abito maschile sono
scomparsi, resta l’indicazione di status attraverso
la quantità di denaro spesa per il vestito.

 Restano, comunque, alcune regole (abito


adatto) e dettagli sartoriali (tipologia di nodo
della cravatta e taglio del colletto) che sono delle
costrizioni ben più rigide di quelle utilizzate
nell’abbigliamento femminile, soggetto ormai a
maggiore tolleranza e a un’ampia varietà di
scelta.

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5.
L’evoluzione maggiore
dell’abbigliamento maschile
si è avuta nel XX secolo,
per l’affermazione di
uno stile informale e casual.
In questo processo
è evidente
l’influsso crescente
della cultura nordamericana
Calvin Klein
Ralph Lauren

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 Il maglione
 Camice con colletto
fisso
 Jeans
 Abbigliamento
sportivo
…

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Tuttavia, l’abbigliamento maschile resta ancora
più limitato di quello femminile nella forma,
nello stile, nel design

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L’immagine della mascolinità vincente
è spesso legata
all’esecuzione di funzioni pubbliche:
lavoro, carriera militare, sport, politica….

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L’uniforme
maschile,
l’emblema dei
canoni
rigidi e formali,
esprime spesso
anche significati
sessuali
espliciti.
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La svolta nella moda maschile

figlia delle rivoluzioni degli anni Settantae


movimenti giovanili, hippies,
nuove culture di genere e omosessuali

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La rivoluzione di fine Novecento
L’abbigliamento maschile diventa moda
1.
ascesa
della moda maschile
griffata,
anche in passerella
2.
espansione di mercati
di prodotti di moda e
bellezza
rivolti agli uomini

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3.
ascesa di riviste
patinate e sofisticate di lifestyle
per uomini

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4.
aumento di pubblicità
dirette agli uomini

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Levi’s
(anni
Novanta)

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5.
diffusione
di una prospettiva nuova,
che vede
la figura maschile
come oggetto del desiderio
pornografia femminile
uomini spogliarellisti

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Cosa significa l’aumento
dell’interesse maschile per l’aspetto
esteriore?
 Gli uomini reagiscono a una crisi della mascolinità: nuova
ondata femminista; autonomia crescente delle donne;
declino della manifattura
 Mutano le definizioni della mascolinità vincente:
superamento dell’effemminatezza; accettazione della
sessualità gay; si riducono i confini tra mascolinità etero- e
omosessuale
 Sviluppi commerciali mirati ad allargare il target in
generale e, in particolare, che puntano sugli uomini in
quanto genere più abbiente

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New Man
categoria sociale / etichetta mediale,
che intende sottolineare gli sviluppi della maschilità nella direzione di
un’enfasi narcisistica e di un’attenzione forte alle politiche femministe

New Man
= uomo contemporaneo
femminilizzato (ma non per questo omosessuale)
attento alla dimensione affettiva e familiare, antisessista
che si prende cura dell’aspetto fisico
e magari della casa e del giardino

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Chi è il New Man?

• un vero nuovo alleato delle donne


e delle politiche femministe?

• un vecchio dongiovanni travestito?

• un concorrente nel mercato della


moda e dei cosmetici?

• una forma di difesa nei confronti delle


donne di oggi?

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New Lad
=
uomo
(generalmente giovane, 20-30 anni)
che si comporta
in modo da apparire
tipicamente maschio
macho

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Metrosexual

metrosexual = metro(politan) + (hetero)sexual


Mark Simpson

= uomo etero,
abitante in contesto metropolitano,
che esibisce
un interesse forte per l’aspetto
(cosmesi, fitness, depilazione, abbronzatura artificiale, etc.)
come ricerca quasi ossessiva di un ideale di
perfezione estetica
socialmente riconosciuto.

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effetto David Beckham
etero che sembrano gay

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Confusione tra la mascolinità gay e
eterosessuale

Uno degli aspetti più importanti e più


complessi di questa evoluzione è
l’attenuarsi dei confini, ovvero la
confusione, tra mascolinità etero e
omosessuale, dovuta sia a un’immagine
più positiva della cultura gay che all’ascesa
di una cultura gay più mascolina.

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Di sicuro,
siamo di fronte a
una pluralizzazione delle forme di
maschilità
e dei loro significati

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Il completo
Il completo
giacca + camicia + pantalone
è essenzialmente
la moda maschile.

Si tratta di un fenomeno
principalmente,
ma non esclusivamente,
occidentale.

Pur nella sua staticità,


il completo ha conosciuto
diverse evoluzioni.

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I significati del completo

Il completo ha una lunga storia di significante


di civiltà e conservatorismo.

È stato a lungo, ed è ancora in parte,


l’emblema della cultura
aziendale, capitalista, patriarcale e maschilista.

Come simbolo della modernità


il completo invece è sinonimo di
funzionalità, efficacia, scientificità, minimalismo.

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Il completo «grigio»
Le ragioni
degli attacchi al grigiore conservatore del completo:

• nel XX secolo il completo incarnava


la subalternità delle classi impiegatizie e operaie

• l’iconografia rivoluzionaria degli anni Sessanta e Settanta


vi ha visto il simbolo della tradizione e della rassegnazione

• la contrapposizione alla varietà e al colore della moda femminile

La Grande Rinuncia Maschile


poggia sul completo maschile più grigio
quello impiegatizio e commerciale

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Il completo come «divisa di successo»
Nella sua «irritante perfezione»,
il completo rimane
la divisa più potente
del potere e del successo
maschili
legato a
denaro, maturità, corporativismo,
sex appeal.

l’uniforme di
dirigenti, politici, militari
professionisti

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L’incarnazione del look dirigenziale

Con gli anni Ottanta


il completo diventa
l’emblema
del look dirigenziale
o power look
ambizione avidità
potere fallico
consumo vistoso
yuppismo

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Il «grande furto»

Dalla fine dell’Ottocento,


prima per esigenze
funzionali,
legate allo sport e al lavoro,
poi in maniera sempre più
disinvolta,
le donne
si sono impossessate
degli abiti e degli accessori
maschili

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