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La comunicazione

Economia dei media


si intende l'attività svolta da imprese private,
pubbliche o enti non profit, il cui valore è
fondato sulla comunicazione.
Sono attività destinate a produrre, distribuire e
vendere contenuti editoriali, che possono
essere scritti, sonori e audiovisivi.

Ma cosa sono i media e cos’è la


comunicazione?
Definizione di
comunicazione
 La comunicazione (dal latino cum, e munire = legare e dal
latino communico = mettere in comune, far partecipe) non è
soltanto un processo di trasmissione di informazioni. Il termine
comunicazione ha il significato semantico di far conoscere,
rendere noto.

 La comunicazione è un processo costituito da un soggetto


che ha intenzione di far sì che il ricevente pensi o faccia
qualcosa. Il concetto di comunicazione comporta la presenza
di un'interazione tra soggetti diversi: si tratta in altri termini di
una attività che presuppone un certo grado di cooperazione.

 Ogni processo comunicativo avviene in entrambe le direzioni


e, secondo alcuni, non si può parlare di comunicazione là
dove il flusso di segni e di informazioni sia unidirezionale. Se un
soggetto può parlare a molti senza la necessità di ascoltare,
siamo in presenza di una semplice trasmissione di segni o
informazioni.
La comunicazione oggi

La comunicazione avviene in presenza di


un’altra persona: persone che si vedono
o si sentono

O in assenza di altre persone: persone


distanti nel tempo o nello spazio
Mass Media: definizione classica

Un mezzo di comunicazione di massa o mass medium


è un mezzo, cioè uno strumento attraverso cui è
possibile diffondere un messaggio, secondo le
caratteristiche proprie del mezzo, ad una pluralità di
indistinti e diffusi destinatari.
La comunicazione nei
secoli
 Cultura orale
 Cultura chirografica (4 millennio a.c.)
 Cultura tipografica (metà XV secolo)
 Cultura dei media elettrici (XIX secolo)
 Cultura dei media elettronici (2 metà XX sec)
La cultura orale
Nella preistoria la comunicazione poteva
essere:
 Mimica: con essa si esprime il proprio
pensiero attraverso gesti e movimenti del
corpo
 Sonora: all’inizio l’uomo trasformò i suoni
inarticolati in “linguaggio”, attribuendo lo
stesso significato a gesti, suoni, parole. Ha
imparato a comunicare.
 Visiva: con essa inizia la comunicazione a
distanza: è necessario un “codice” fra
emittente e ricettore. Es: fuochi di
avvistamento, segnali di fumo
La cultura orale

La necessità di comunicare e di
tramandare la conoscenza si fa sempre
più importante man mano che la civiltà si
sviluppa. La conoscenza è limitata
all’esperienza e viene tramandata
oralmente da padre in figlio.
Il periodare è piuttosto ridondante con
frequenti ripetizioni, rime, filastrocche che
aiutino la memorizzazione.
La cultura manoscritta

Essa risale ai Sumeri (3.500 a.c.), poi agli


Egizi. I Fenici nel XV sec. a.c.
inventarono l’alfabeto.
I Greci nel 700 a.c., con la suddivisione
della sillaba fra consonante e vocale,
e 25 segni inventarono la scrittura
moderna.
L'uomo imparò a fissare le informazioni
su un sostegno permanente: il
messaggio fissato attraverso il mezzo
può essere infatti inviato lontano nello
spazio o conservato nel tempo.
La cultura tipografica

L'invenzione della stampa da parte di Gutenberg, a


metà del XV secolo, provocò una vera e propria
rivoluzione nel mondo della comunicazione. La
stampa fece sì che le edizioni dei libri fossero
sempre più curate e fedeli all'originale. Nacque
l’uso della punteggiatura che permise la lettura
dei testi, rendendola facilmente comprensibile.
La possibilità personale e collettiva di trasmettere
messaggi, informazione e cultura cambiò
completamente.
Si diffusero, inoltre, sempre più le biblioteche
pubbliche e private e nacque la censura.
La cultura dei media elettrici

Nel diciottesimo secolo, l’esigenza di


comunicare diventa sempre più importante
ed indispensabile. Nascono i primi servizi di
Posta a diligenza e a cavallo. Si realizzano o
si migliorano i collegamenti attraverso la
costruzione di nuove strade, la creazione di
ponti e di nuove rotte navali.
Il messaggio ha comunque sempre il bisogno di
essere trasportato fisicamente e consegnato
a domicilio.
La cultura dei media elettrici
Nel 1832 Samuel Morse inventa il telegrafo elettrico e nel
1844 viene realizzato il primo collegamento telegrafico
fra Washington e Baltimora.
L’invenzione del telegrafo rappresenta una svolta epocale
nelle comunicazioni: per la prima volta un messaggio
viene consegnato al destinatario senza bisogno di un
messaggero che porti di persona il messaggio stesso e in
un tempo decisamente più rapido.
Seguono in breve tempo, a cavallo fra l’ottocento e il
novecento, l’invenzione del telefono, della radio e del
cinema.
Attraverso questi nuovi mezzi di comunicazione basati
sull’elettricità, si possono raggiungere un numero infinito
di persone, indipendentemente dalla distanza da
percorrere e in un tempo molto ravvicinato.
La cultura dei media elettrici
Accanto alle innovazioni tecnologiche che si sono
succedute nel corso del diciannovesimo secolo, lo
sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa è
stato determinato dal verificarsi di un insieme di
fattori sociali, economici ed umani.
La rivoluzione industriale, nata in Inghilterra alla fine
del settecento e diffusasi in tutta Europa
nell’ottocento ha portato dei cambiamenti epocali
nella vita di ogni giorno nei principali Paesi Europei.
La rivoluzione industriale è un processo evolutivo che
in pochi anni modifica la civiltà occidentale
portandola da un sistema agricolo – artigianale -
commerciale ad un sistema industriale moderno
caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine
azionate da energia meccanica e dall'utilizzo di
nuove fonti energetiche (come ad esempio i
combustibili fossili).
La cultura dei media elettrici

Gli studiosi sogliono generalmente distinguere fra prima


e seconda rivoluzione industriale. La prima riguarda
prevalentemente il settore tessile-metallurgico e
comporta l'introduzione della spoletta volante e
della macchina a vapore; il suo arco cronologico è
solitamente compreso tra il 1760-1780 e il 1830. La
seconda rivoluzione industriale viene fatta
convenzionalmente partire dal 1870-1880, con
l'introduzione dell'elettricità, dei prodotti chimici e
del petrolio.
La rivoluzione industriale, intesa nel suo complesso,
comporta una profonda ed irreversibile
trasformazione che parte dal sistema produttivo fino
a coinvolgere il sistema economico nel suo insieme e
l'intero sistema sociale.
La cultura dei media elettrici
Alcune cause e conseguenze della rivoluzione industriale:
 Rivoluzione agricola (grandi proprietari, rotazione agraria,
introduzione di macchine e fertilizzanti chimici)
 Maggiore ricchezza accumulata per gli scambi e le esportazioni
 Scoperte scientifiche nel processo produttivo
 Incremento demografico e concentrazione urbana
 Nascita della fabbrica, del proletariato e della logica del profitto. Il
fordismo.
 Sviluppo della borghesia e dei consumi

la nascita della società di massa, lo sviluppo del settore terziario e la


diffusione dei mezzi di comunicazione.
La cultura dei media elettrici
Produzione e società di massa impongono nuovi
comportamenti sociali. La rivoluzione industriale ha
moltiplicato i prodotti sul mercato, ne ha ridotto i
prezzi e ha organizzato un rifornimento costante
attraverso una vasta rete ferroviaria. Nelle città
nasce la grande distribuzione, sorgono i grandi
magazzini e si affermano nuove tecniche di
vendita:
 si stabilisce un prezzo fisso che elimina la
contrattazione fra venditore e cliente
 si invita il cliente a entrare, guardare, provare i
prodotti senza l’obbligo di acquisto
 si studia la disposizione dei prodotti nel magazzino
per indurre il cliente ad acquistare
 c’è un rapido ricambio delle merci, per averne
sempre di nuove e moderne
La cultura dei media elettrici
La massificazione, cioè la perdita di individualità delle
persone annullata nell’insieme, è frutto della
seconda rivoluzione industriale che con la
produzione di massa ha reso possibili beni di
consumo accessibili a tutti. Si va creando una
moltitudine di uomini e di donne, omogenea negli
stili di vita, nei gusti, nei consumi, nella cultura.
Caratteristiche della cultura di massa sono
l’eclettismo, la semplicità del linguaggio, la
semplificazione degli argomenti proposti,
l’universalizzazione dei temi. Tutto ciò contribuisce a
formare un livello medio di pubblico e di cultura. Il
pubblico delle cultura di massa è per lo più passivo
e non brilla per spirito critico.
Nella nuova società di massa è possibile immettere sul
mercato merci di tipo culturale prodotte in serie e
sulla base di politiche imprenditoriali
sostanzialmente non dissimili da quelle di ogni altro
settore economico.
La cultura dei media elettrici
 Gli effetti della rivoluzione industriale e della società di massa si
sentirono anche nel sistema della comunicazione e dei mezzi di
informazione. Nuovi strumenti tipografici consentirono la
pubblicazione di giornali e lo sviluppo del settore editoriale.
 Le esigenze di comunicare a distanza in tempi veloci incentivarono
la ricerca nel settore della tecnologia della comunicazione: si
susseguirono così una serie di scoperte che in poco tempo
rivoluzionarono i modi di comunicare. Furono inventati tra
l’Ottocento e primo Novecento telegrafo, telefono, radio, cinema,
televisione. Questi mezzi di comunicazione offrono straordinarie
possibilità: essi innanzitutto consentono di inviare lo stesso messaggio
a un numero elevato di destinatari contemporaneamente e per
questo sono denominati mezzi comunicazione di massa. Il volume di
informazioni che è possibile inviare aumenta in questo modo in
maniera straordinaria.
 Le conseguenze dei mass-media sul mondo della cultura sono
dunque di grande rilievo: in precedenza, infatti, l'accesso alle
informazioni e al sapere era limitato e riservato solo alle élite. I mass
media consentono inoltre di comunicare a distanza in tempo reale.
Il cinema
La cinematografia intesa come la proiezione in sala di una pellicola
stampata, di fronte ad un pubblico pagante, è nata il 28 dicembre
1895, grazie ad un'invenzione dei fratelli Louis e Auguste Lumière, i
quali mostrarono per la prima volta, al pubblico del Gran Cafè del
Boulevard des Capucines a Parigi, un apparecchio da loro
brevettato, chiamato cinématographe.

Tale apparecchio
era in grado di proiettare
su uno schermo bianco
una sequenza di immagini
distinte,impresse su una
pellicola stampata con un
processo fotografico, in
modo da creare l'effetto
del movimento.
Nascita della tv

Il primo prototipo di televisione nacque nel


1926.
In Italia le prime prove vennero fatte a Torino
nel 1934.
Le prime trasmissioni televisive nascono nel
1954 con la programmazione della Rai
La cultura dei media elettronici

Molti studiosi parlano di una nuova rivoluzione nel


campo delle scienze e dei media che viene
fatta risalire nella seconda metà del XX secolo
con l’emergere dell’automazione,
dell’intelligenza artificiale e il loro uso su vasta
scala nei processi produttivi. Questa nuova
rivoluzione viene fatta coincidere con tutti i
cambiamenti tecnologici e industriali venutisi a
creare dall’inizio degli anni cinquanta del XX
secolo fino ai giorni nostri. L’enfasi va soprattutto
su: spazio, elettronica, telematica, informatica,
telecomunicazioni, e ruolo dei media.
La cultura dei media elettronici

L’elettronica, la telematica e l’informatica sono i


campi su cui è maggiormente incentrata la terza
rivoluzione industriale. Il più grande passo avanti
della storia dell’elettronica corrisponde
all’invenzione del personal computer (1977). La
diffusione dei PC è aumentata considerevolmente
dopo l’avvento di Internet, la più grande finestra
sul mondo.
La telematica è la coesione tra computer e mezzi di
comunicazione. Questo campo comprende
telecomunicazioni e media.
Infine l’informatica è l’insieme degli studi incentrati
sull’informazione e sulla sua trasmissione.
La cultura dei media elettronici

Oggi l’industria dei media si presenta sempre più vincolata


ad altri due settori industriali, l’informatica e le
telecomunicazioni
Si tende ad individuare un unico macrosettore, composto
da:
 Editoria: comprende attività di imprese impegnate alla
realizzazione di contenuti (giornali, film, prodotti
audiovisivi)
 Telecomunicazioni: comprendono attività di imprese
impegnate a fornire le infrastrutture e i servizi di
trasmissione
 Informatica: comprende le attività di imprese impegnate
a fornire hardware e software per il trattamento delle
informazioni
I mass media oggi

La nostra civiltà è dominata dai mass media:


 Ci hanno consentito di accorciare le distanze fra i
popoli
 Si è informati di tutto quello che succede nel
mondo
 Le notizie sono fresche ed immediate
 Vi è pluralità e ricchezza di informazioni
 Tutti possono accedere facilmente alle
informazioni
I mass media oggi

Ma è proprio così?
I mass media
Ma anche:
 Creazione di falsi bisogni che vengono presentati come
indispensabili
I mass media

Ma anche:
 Creazione di falsi bisogni che vengono presentati come
indispensabili
 La massificazione culturale che tende ad appiattire le
identità delle persone e dei popoli. E’ la globalizzazione
dell’informazione
La globalizzazione
Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di
crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a
livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto
principale è una decisa convergenza economica e
culturale tra i Paesi del mondo.
In campo economico la globalizzazione denota
la forte integrazione
degli scambi commerciali
internazionali e la crescente
dipendenza dei paesi gli uni
dagli altri.
La globalizzazione
 Globalizzazione è la crescente interconnessione di persone e
luoghi risultante dagli avanzamenti nelle tecnologie
dell’informazione, della comunicazione e dei trasporti, dalla
sempre minore importanza delle barriere e delle frontiere nelle
relazioni economiche internazionali, e dalla mondializzazione
degli stili, degli schemi e dei modelli economici e legali che
portano alla convergenza politica, cultural ed economica tra
paesi.
 Si osserva globalizzazione nella sfera economica, sociale,
culturale, politica, e religiosa. La globalizzazione economica
riguarda la convergenza di metodi di produzione e di consumo e
la conseguente omogeneizzazione di stili di vita e culture,
riguarda la convergenza di prezzi, salari, tassi di interesse, ma
anche standards, norme, tipologie di prodotti, verso gli standard
stabiliti dai paesi sviluppati.
 Il primo ad avere utilizzato il termine “globalizzazione” in un
contesto economico è stato Theodore Levitt nel 1983.
I mass media

Ma anche:
 Creazione di falsi bisogni che vengono presentati come
indispensabili
 La massificazione culturale che tende ad appiattire le
identità delle persone e dei popoli. E’ la globalizzazione
dell’informazione
 Troppa informazione disponibile rispetto alle possibilità di
consumo e di memorizzazione. Troppa superficialità
I mass media

Ma anche:
 Creazione di falsi bisogni che vengono presentati come
indispensabili
 La massificazione culturale che tende ad appiattire le identità
delle persone e dei popoli. E’ la globalizzazione
dell’informazione
 Troppa informazione disponibile rispetto alle possibilità di
consumo e di memorizzazione
 Troppa televisione e troppa internet portano alla dittatura delle
immagini rispetto alla parola scritta
I mass media

Ma anche:
 Creazione di falsi bisogni che vengono presentati come
indispensabili
 La massificazione culturale che tende ad appiattire le identità
delle persone e dei popoli. E’ la globalizzazione dell’informazione
 Troppa informazione disponibile rispetto alle possibilità di consumo
e di memorizzazione
 Troppa televisione porta alla dittatura delle immagini rispetto alla
parola scritta
 C’è il rischio di troppo appiattimento e superficialità
 I mass media alterano la realtà dei fatti?
I mass media

 Sono in grado di orientare l’opinione pubblica. Possono


definire l’agenda e stabilire ciò che è importante e quello
che non lo è.
E’ un mezzo per controllare le masse
I mass media

 Sono in grado di orientare l’opinione pubblica. Possono


definire l’agenda e stabilire ciò che è importante e quello
che non lo è. E’ un mezzo per controllare le masse
 Strumentalizzazione da parte dei media per attirare
l’attenzione, con il rischio di visioni incomplete e
ideologizzate
I mass media

 Sono in grado di orientare l’opinione pubblica. Possono definire


l’agenda e stabilire ciò che è importante e quello che non lo è.
E’ un mezzo per controllare le masse
 Strumentalizzazione da parte dei media per attirare l’attenzione,
con il rischio di visioni incomplete e ideologizzate
 Si dà troppa fiducia ai media (l’ha detto la televisione! L’ho
saputo da Internet!)
I mass media

 Sono in grado di orientare l’opinione pubblica. Possono definire


l’agenda e stabilire ciò che è importante e quello che non lo è.
E’ un mezzo per controllare le masse
 Strumentalizzazione da parte dei media per attirare l’attenzione,
con il rischio di visioni incomplete e ideologizzate
 Si dà troppa fiducia ai media (l’ha detto la televisione!)
 Invadenza crescente della pubblicità e conseguente
condizionamento
I mass media

 Sono in grado di orientare l’opinione pubblica. Possono definire


l’agenda e stabilire ciò che è importante e quello che non lo è.
E’ un mezzo per controllare le masse
 Strumentalizzazione da parte dei media per attirare l’attenzione,
con il rischio di visioni incomplete e ideologizzate
 Si dà troppa fiducia ai media (l’ha detto la televisione!)
 Invadenza crescente della pubblicità e conseguente
condizionamento
 Giornalisti e conduttori sempre più precari e quindi facilmente
ricattabili
I mass media

 Sono in grado di orientare l’opinione pubblica. Possono definire


l’agenda e stabilire ciò che è importante e quello che non lo è.
E’ un mezzo per controllare le masse
 Strumentalizzazione da parte dei media per attirare
l’attenzione, con il rischio di visioni incomplete e ideologizzate
 Si dà troppa fiducia ai media (l’ha detto la televisione!)
 Invadenza crescente della pubblicità e conseguente
condizionamento
 Giornalisti e conduttori sempre più precari e quindi facilmente
ricattabili
 Internet permette di uscire dagli schemi
Il consumo dei media
Il livello di istruzione italiano è inferiore a quello dei
principali partner europei ed è distribuito in modo
squilibrato a livello territoriale.
Il 40% degli Italiani non va oltre il titolo di studio
elementare.
PARI A 23 MILIONI DI PERSONE

Analfabetismo di ritorno
Analfabetismo funzionale
L’analfabetismo funzionale

Il 70 % degli Italiani legge, guarda, ascolta….

e non capisce un qualsiasi testo di media difficoltà.

Hanno perduto la funzione del comprendere e non se


ne rendono neppure conto.
L’informazione oggi

L’informazione poi può essere un ostacolo per chi


governa. Oggi si chiede trasparenza, ed invece
l’establishment in tutto il mondo occidentale non
accetta il dialogo ma comunica attraverso post
sui blog, twitter, Facebook.

Fonte: Calabresi, La Repubblica 8/2/2017


L’informazione oggi

Il fenomeno delle

Fake News
L’informazione oggi

Infine l’informazione punta su forme che fanno leva


sul sentimento, sull’emozione, per distaccarci dai
problemi reali.

Esempi:
Per comunicare
occorre conoscere il contesto, tutto quello che ci sta
intorno:

 Come sta cambiando l’economia


 Come sta cambiando la società
 Come cambiano i consumatori e come si evolvono
 Come cambia la popolazione
 Come cambiano i consumi dei media e la
tecnologia legata ai media
Problemi economici
comuni
 Sviluppo tecnologico (meno lavoratori)
 Mercati saturi
 Delocalizzazione delle imprese
 Maggior competitività dei Paesi in via di
sviluppo
 La globalizzazione
 Crisi del ceto medio
Andamento PIL in Europa
Andamento PIL in Europa
L’evasione fiscale

 il fenomeno dell'evasione fiscale in Italia rappresenta


una piaga sociale prima ancora che economica,
coinvolge una percentuale non trascurabile di cittadini
e operatori economici e compromette l'equilibrio dei
conti pubblici e l'equità del sistema fiscale;

secondo quanto evidenziato di recente dal presidente


dell'Istat in Italia è praticamente impossibile definire un
ammontare preciso dell'evasione fiscale, che si
aggirerebbe tra i 140 e i 180 miliardi di euro.

stando ai dati Istat, di contro l'economia sommersa è al


17 per cento del prodotto interno lordo; se si esclude la
pubblica amministrazione, dove non c‘è economia
sommersa, la media è del 20 per cento;
La corruzione
La corruzione in Italia vale circa 60 miliardi di
euro l’anno.
La Corte dei Conti ha ricordato che “il nostro
Paese nella classifica degli Stati percepiti più
corrotti nel mondo stilata da Transparency
International per il 2017 assume il non
commendevole posto di 69° su 182 Paesi
presi in esame e nella Ue è posizionata
avanti alla Grecia, Romania e Bulgaria”.
L’economia: i cambiamenti
necessari in Italia
Riforme strutturali:

 Riforma della giustizia (+ snella)


 Riforma della P.A. (ridurre gli sprechi e la burocrazia:
tempi lunghissimi ed efficienza minima. Si riduce
anche la corruzione)
 Liberalizzazioni (contro le corporazioni)
 Ammodernamento delle infrastrutture (ferrovie,
ponti, autostrade, collegamenti via cavo, ….)
 Messa in sicurezza del territorio
 ……….
L’economia: i cambiamenti
necessari in Italia
Problemi legati al lavoro:

 Mancanza di lavoro e precarietà


 Disoccupazione elevata
(soprattutto fra i giovani)
 Bassi salari (al di sotto del livello
europeo), con conseguente
difficoltà ad arrivare a fine mese
 Bassa produttività e bassa
competitività (soprattutto nel
settore pubblico)
Come aumentare il lavoro
 Rivedere il cuneo fiscale degli stipendi
 Diminuire la tassazione ai dipendenti,
pensionati e redditi bassi grazie anche alla
lotta all’evasione e corruzione
 Regolamentare i contratti di precarietà
 Fornire uno stipendio minimo
 Agevolare le aziende che assumono
 Pagare i fornitori
 Incentivare opere pubbliche e di difesa del
territorio
 Attirare nuove aziende ad investire sul nostro
territorio
L’economia: i cambiamenti
necessari in Italia

Il fisco:

 Pressione fiscale
 Ammontare del debito pubblico
 Crescita del PIL inferiore a quella
dei Paesi partner
L’economia: i cambiamenti
necessari
Riforme fiscali:

 Diminuire la pressione fiscale sui dipendenti e sulle


aziende. Riduzione del cuneo fiscale
 Ripartire la pressione fiscale in modo più equilibrato
 Abbattere il debito pubblico
 Pagare i lavori ai fornitori da parte della PA entro
30/60 gg
 Incentivare gli investimenti produttivi
 Incentivare i consumi delle famiglie
 Ridurre la spesa corrente