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IL TEATRO DEL

RINASCIMENTO
All’inizio del 1400, i Signori delle varie Corti italiane avevano accolto presso di loro letterati,
pittori, scultori e architetti a cui avevano dato il compito di abbellire le residenze e le città.
La magnificenza delle corti si legò all’eccezionale diffusione delle rappresentazioni festive,
sia sacre che profane: i ricevimenti, il carnevale, e le processioni furono organizzati con
il massimo dispiego di mezzi artistici e in pompa magna per simboleggiare la magnificenza
del potere.
Anche l’attività teatrale si sviluppò presso le corti dei grandi mecenati quali gli Este a Ferrara,
i Gonzaga a Mantova, i Bentivoglio a Bologna, i Visconti a Milano, i Montefeltro a Urbino.
Al centro, Firenze assunse un ruolo culturale determinante con la famiglia Medici.
A Roma gli umanisti furono protetti e incoraggiati nel loro lavoro dalla presenza della sede
papale.
Nacque dapprima la commedia dell’Umanesimo all’interno delle scuole, nei laboratori
d’avanguardia e d’élite, dove docenti e allievi si esercitavano nello studio della tradizione
greca e latina, mediante l’esercizio della filologia (studio della parola).

Nelle corti italiane cominciarono ad essere recitati gli antichi testi prima in latino e poi in
Volgare.
Gli spazi scenici
All’inizio del Quattrocento gli
intrattenimenti teatrali ebbero luogo
in giardini privati, cortili di conventi e
saloni adattati a teatro dei palazzi di
potenti committenti, che assistevano
alle rappresentazioni insieme a pochi
invitati, come nel caso del Salone dei
Cinquecento nel Palazzo Vecchio in
piazza della Signoria a Firenze, che
Cosimo I fece allargare dal Vasari per
poter fare corte.
Col tempo, però, si avvertì l’esigenza di
costruire nuovi spazi recitativi adatti a
contenere scenografie ingombranti e
complesse, necessarie per la
messinscena dei testi della cultura
greco-latina, tornati alla luce e
rinnovati grazie al lavoro degli scrittori
umanisti.
Il Teatro Olimpico di Vicenza è considerato generalmente il primo teatro stabile
coperto, commissionato dall’Accademia Olimpica al celebre architetto Palladio
Teatro all’antica di Sabbioneta
LE OPERE
• La prima rappresentazione in prosa che
rivoluzionò i canoni della scrittura,
costituendo una novità rispetto al passato, fu
La Calandria, una commedia in cinque atti con
intermezzi cantati e danzati tra un atto e
l’altro, scritta da Bernardo Dovizi, cardinal
Bibbiena, un influente cardinale consigliere
del pontefice Leone X, e messa in scena per la
prima volta alla corte di Urbino, il 6 gennaio
1513.
La scenografia per l’allestimento alla corte
d’Urbino fu disegnata da Girolamo Genga, il
più celebre scenografo del secolo, che
introdusse la scena di città, con scorci della
Roma contemporanea, un’illusione prospettica
con elementi in rilievo a tre dimensioni. La
commedia scritta dal cardinal Bibbiena fu
interpretata da attori esordienti in splendidi
costumi, che parlavano un toscano cadenzato
sulla prosa del Decameron di Boccaccio.
https://youtu.be/9ycHOhyN4XY

https://youtu.be/hipLuMwALD0
La trama è la seguente: i gemelli Lidio e Santilla, separati dal
destino in tenera età, si trovano entrambi a Roma, senza
sapere l'uno dell'altro. Santilla vive, travestita da uomo e con il
nome di Lidio, in casa del mercante Perillo, che vuole darle in
sposa la figlia Virginia. Lidio, giunto in città con il servo
Fessenio, amoreggia con Fulvia, moglie dello sciocco Calandro,
e ne frequenta la casa travestito da donna, sotto il nome di
Santilla. L'ambiguità insita nella coppia Santilla-Lidio e Lidio-
Santilla inizia ad agire quando Calandro si innamora della
presunta Santilla (Lidio), e ricorre a Fessenio come mezzano.
Ne deriva un vortice indiavolato di peripezie ed equivoci. La
balordaggine di Calandro viene sbeffeggiata senza pietà.
• La storia di Calandro riproducendo i temi della beffa
amorosa, diventò l’archetipo della commedia
cinquecentesca adottato anche da Ariosto, Machiavelli e
altri autori del tempo: travestimenti, scambi di persona,
giochi di parole, imbrogli e raggiri. I personaggi che
popolarono la nuova forma comica d’avanguardia furono
una combinazione di figure del repertorio degli antichi, che
comprendeva giovani e anziani, mogli trascurate e mariti
vecchi e cornuti, padri, madri e figli, servi scaltri e padroni,
balie, soldati arroganti, cuochi, prostitute e mercanti di
schiave, e figure più attuali della società contemporanea,
quali la giovane moglie inquieta, l’umanista pignolo, il mago
alchimista imbroglione.
Per la corte estense di Ferrara, Ariosto
scrisse divertenti commedie come
La Cassaria (1508) e La Lena (1528)
. Le novità introdotte da Ariosto e daglI
autori della sua generazione nelle
commedie riguardavano vari aspetti:
pianificazione generale dell’opera,
coerenza strutturale (inizio,
sviluppo centrale, fine), presenza della
finzione in scena, imitazione della
realtà quotidiana.
La Cassaria
• La Cassaria, nella sua prima versione in prosa, fu
rappresentata per la prima volta nel palazzo
ducale di Ferrara, durante il Carnevale del 1508,
precisamente il 5 marzo. L'allestimento della
scenografia fu affidato al pittore Pellegrino da
Udine, il quale ideò una scena destinata ad
imporsi come prototipo, perché interpretava e
traduceva visivamente i fondamenti della ricerca
prospettica, ed era così ricca nel rappresentare la
città greca dove si svolge la commedia “tanto che
il pubblico non se poteva satiare a guardarla”.
• L'ambientazione è nella città greca di Metellino
dove due giovani, Erofilo e Caridoro, sono
innamorati di altrettante fanciulle, Eulalia e
Corisca, schiave del ruffiano Lucrano . Seguendo i
consigli del servo Volpino, Erofilo tenta di
riscattare Eulalia dando in pegno a Lucrano una
cassa di ori filati.
Nel corso della commedia però vari equivoci
produrranno il fallimento del progetto iniziale di
Volpino; in ogni modo, grazie alla prontezza e
all'ingegno , alla fine i due innamorati riusciranno
a farla franca e a riunirsi alle loro innamorate.
• https://youtu.be/_87e5YhSq-4
La Lena

• E’ ritenuta la migliore commedia ariostesca, di


ambientazione ferrarese e scritta in versi, caratterizzata da
elementi comici e realistici che si inseriscono tra la ‘scena’ e
la ‘città’.
• Al centro della commedia vi è la vicenda del giovane Flavio,
figlio di Ilario, innamorato di Licinia, figlia di Fazio. Per avere
la fanciulla Flavio fa affidamento su Lena, ruffiana e vicina
di casa, da tempo amante di Fazio. Complice della donna è
il sordido marito Pacifico, mentre il regista delle operazioni
è il servo Corbolo. Dopo alterne vicende segnate dai
perversi disegni di Lena, la mezzana è condannata ad una
frustrante sconfitta mentre Flavio e Licinia coronano il loro
sogno d’amore.
Di ambientazione ferrarese, la Lena fu composta subito dopo il sacco di Roma e
fu rappresentata per la prima volta nel Castello Estense nel1528.
LA MANDRAGOLA
• La mandragola è una commedia di Niccolò
Machiavelli, considerata il capolavoro del teatro
del Cinquecento e un inestimabile classico della
drammaturgia italiana.
• Composta da un prologo e cinque atti, è una
potente satira della corrotta società italiana del
tempo.
• Prende il titolo dal nome di una apianta a cui si
attribuivano poteri afrodisiaci e di fecondità
• Fu pubblicata la prima volta nel 1524.
https://youtu.be/Vpa0x8E9my0

Riduzioni cinematografiche:

- La mandragola, film del 1965


- diretto da Alberto Lattuada;

La mandragola, film del 2009


Diretto da Edoardo Sala

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