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Bertrand Russell
1872 - 1970
 Le descrizioni definite
• Russell espose la teoria delle descrizioni in un articolo del 1905
intitolato Sulla denotazione (On denoting).

• Una descrizione sostituisce il nome di una persona o di una cosa


con una frase che esprime una caratteristica peculiare di quella
cosa o di quella persona.

• Facciamo qualche esempio:


"Alessandro Manzoni" può essere sostituito da "l’autore dei Promessi Sposi".
"Donald Trump" ha come sua possibile descrizione "l’attuale presidente degli Stati Uniti".
• La nozione di Descrizione era presente già nella logica stoica, dove
indicava un logos che rinvia a un oggetto qualsiasi mediante le
impronte di esso. Un discorso di tal genere non ha come scopo quello
di circoscrivere l’eidos (le caratteristiche fondamentali) di una cosa,
bensì quello di riferirsi alla cosa singola nella sua individualità.

• Si può definire l’imperatore come il sovrano di un impero, ma con


l’espressione l’imperatore che si autoincoronò ci si riferisce a
Napoleone Bonaparte. Nelle formule definitorie l’accento cade
particolarmente sulla connotazione (il Sinn di Frege) mentre nelle
descrizioni si sottolinea la denotazione (il Bedeutung).
• Le descrizioni non sono del tutto innocue, perché mentre L’attuale
presidente della repubblica italiana indica un ben preciso oggetto,
un’altra espressione avente la stessa forma come L’attuale re di
Francia non ha riferimento alcuno, o sembra riferirsi a qualcosa che
non esiste.

• La soluzione data da Frege al problema consistette nell’assimilare le


descrizioni ai nomi propri (cosa che sottolinea il fatto che esse si
riferiscono a oggetti ben precisi): se la descrizione denota
effettivamente l’oggetto a cui si riferisce, allora un enunciato che la
contenga potrà essere vero o falso, in caso contrario l’enunciato sarà
né vero, né falso.
• Russell cercò di risolvere il problema trovando un modo per
analizzare la struttura profonda delle frasi.

• Consideriamo un enunciato descrittivo come "L’attuale re di Francia è


calvo", dove la descrizione è L’attuale re di Francia, che è una
descrizione impropria, in quanto priva di denotazione-riferimento
(non ci sono al momento re di Francia). Tale enunciato può essere
interpretato nel seguente modo:
"Esiste una entità x tale che è ora re di Francia ed è calvo e per ogni y che regni ora in
Francia, y=x, e x è calvo".
L’enunciato, così riformulato, è falso.

• Va notato che in tal modo la descrizione definita è scomparsa.


• Questo tipo di analisi mostra che anche gli enunciati descrittivi hanno
un valore di verità, e nel caso esaminato tale valore equivale al falso.
(cfr. appendice)

 L’atomismo logico
• Nel 1911 Russell conobbe L. Wittgenstein (Vienna,
1889 – Cambridge, 1951) ed ebbe modo di
discutere con lui su una serie di problemi filosofici
e logico matematici. Uno degli esiti di
quest’incontro è una teoria che ricorre sia negli
scritti del periodo di Russell che nel Tractatus
logico-philosophicus (1922) di Wittgenstein:
l’atomismo logico. Ludwig Wittgenstein
• Russell espose la teoria in una serie di conferenze denominate The
philosophy of logical atomism (1918) e nel saggio omonimo uscito nel
1924.

• Il mondo è costituito da fatti atomici; un fatto atomico è un evento


semplice, perché non contiene al suo interno altri fatti.

• In un fatto atomico accade che una proprietà appartiene a un certo


dato sensoriale o anche che si stabilisca una relazione tra i dati
sensoriali.
• I fatti atomici sono descritti dal loro corrispettivo linguistico, le
proposizioni atomiche, p. e. "Questo è verde", che corrisponde
all’attribuzione di una proprietà (verde) a un oggetto semplice
(questo), oppure "x precede y", che esprime una relazione tra
oggetti.

• Russell è convinto che vi sia un isomorfismo perfetto tra i fatti atomici


e le proposizioni atomiche: i nomi propri o i sostantivi corrispondono
a oggetti, mentre gli aggettivi alle qualità e i verbi alle relazioni.

• Sulla scorta delle proposizioni atomiche si possono costruire le


proposizioni molecolari utilizzando i connettivi logici, "o, e,
se…allora, se e solo se, etc.: "Il banco è verde e l’armadio è grigio".
• La verità della proposizione molecolare dipende da (è in funzione di)
quella delle proposizioni componenti: si parla a proposito di vero-
funzionalità. "Il banco è verde e l’armadio è grigio" sarà perciò vero
se e solo se i valori di verità di "il banco è verde" e di "l’armadio è
grigio" sono entrambi veri.

La proposizione molecolare (o complessa)

Principio
di è funzione di verità
vero-funzionalità

delle proposizioni atomiche che la costituiscono

La proposizione è una funzione di verità delle proposizioni elementari.


L. Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 5
 La teoria dei tipi
• L’intento di Russell – che avrà come esito i Principia Mathematica (3
voll.,1910-1913), scritto in collaborazione con A.N. Whitehead – era
quello di costruire la teoria dei numeri naturali mediante le nozioni
logiche di classe e relazione. Questa costruzione fa ricorso agli
operatori (o costanti logiche): ~ (non), ˄ (e), ˅ (o), ⊃ (se…allora,
implicazione).

• Russell si rese conto però che il concetto di classe di classe, cui è


necessario ricorrere per definire i numeri naturali, dà luogo a gravi
antinomie e mette in tal modo in pericolo il programma logicista.
• Per affrontare questo problema, Russell elaborò la teoria dei
tipi. I paradossi, secondo Russell, si creano quando una classe
fa riferimento a se stessa (autoriferimento)1 , cosa che può
essere evitata distinguendo tra vari tipi di oggetti:

1) Tipo 1: oggetti o individui singoli (questo uomo);


2) Tipo 2: proprietà o classi di individui (il raggruppamento
caratterizzato dalla proprietà Uomo);
3) Tipo 3: proprietà o classi di classi di individui (p.e., la classe di
insiemi di vari animali);
4) etc.
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1Famoso è il paradosso del mentitore risalente a Eubulide di Mileto (IV sec. a.C.), che aiuta a comprendere la nozione di autoriferimento : «io sto
mentendo». Mento o dico la verità?
 Appendice: Senso e denotazione in Russell e Wittgenstein

• Nel citato articolo del 1905 On denoting e poi nei Principia mathematica del 1910
(scritto in collaborazione con Alfred N. Whitehead), Russell esprimeva l’idea che
non vi fosse alcun significato da cercare ma solamente, talvolta, una denotazione,
ossia il riferimento del segno linguistico in esame.
• Il significato di un simbolo consiste nel dato sensoriale a cui esso si riferisce: il
significato si identifica con il riferimento.
• Ogni termine dovrebbe corrispondere a un oggetto semplice, così come a un
oggetto semplice dovrebbe corrispondere un termine: questo sarebbe un
linguaggio ideale in cui ciò che conta è il rapportarsi reciproco segno-oggetto,
senza alcun bisogno (perché inutile) di dizionario in cui cercare inesistenti
significati avulsi da questo rapporto.
• Troviamo le stesse convinzioni in Wittgenstein: «Il nome significa l’oggetto.
L’oggetto è il suo significato (Bedeutung).»
Ideato e realizzato da
Renato Curreli
docente di Filosofia e Storia
Liceo Classico G. Siotto Pintor – Cagliari

https://sites.google.com/view/lo-studio-della-filosofia/home

Nota: Testi, schemi grafici e mappe concettuali sono produzioni originali dell’autore. Laddove si fanno citazioni, si riporta la fonte
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