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Presentazione dell’articolo

TRADURRE TEATRO (SHAKESPEARE): LA RESA


LINGUISTICA E LA TRASMISSIONE DELL’ENERGIA
di Alessandro Serpieri

Corso: Teoria della traduzione


Studentessa: Anđa Belić
- Alessandro Serpieri era il professore di leterattura inglese all'Universita di Firenze,
noto studioso e traduttore di Shakespeare

- nel 1992 ha vinto il Premio Mondello per la traduzione dei Sonetti di William
Shakespeare (pubblicati da Rizzoli)

- marche linguistiche

- testi poetici o narrativi debbano, per entrare in scena, essere sottoposti ad una più o
meno esplicita drammatizzazione
- Nello scrivere un dramma, qualsiasi autore ha in mente la propria rappresentazione,
ma la virtualità teatrale del linguaggio drammaturgico non obbligherà registi e attori
a una sola attualizzazione scenica

- Nel caso dei tragici greci, come di Shakespeare, tale virtualità ha uno scarso
supporto prescrittivo, potendo contare solo su rare didascalie, non essendo
confortata da alcuna dichiarazione paratestuale degli autori ( ad esempio Amleto)

- È necessaria una particolare preparazione, sia sul genere che sulle sue
manifestazioni storiche, per poter leggere e quindi tradurre adeguatamente un testo
drammatico.
- la traduzione drammatica sarà ance traduzione delle virtualità intersemiotiche cui
puntano i dispositivi testuali dell’originale ( da non considerarsi limitati solo alle
didascalie)

Ad esempio:

"Take this from this, if this be otherwise" (II.2.)

(«Spiccate questa da questo se questo sta in altro modo»)

- il gioco linguistico del reiterato deittico this è figura linguistica dell’ampollosità


retorica di Polonio

"To be thus is nothing / But to be safely thus" (Macbeth, III.1.)

(«Essere così è nulla se non si è con sicurezza così»)


- la prima prova da traduttore di Serpieri fu Amleto. Da lì comprese quanto il testo
drammatico non sia mai “pieno” come lo è un romanzo o un poema epico o una
lirica, in quanto si presenta sempre come “virtuale”

- il testo tradotto deve sempre cercare di rimanere denso e ellittico come l’originale,
anche a costo di risultare talvolta ostico alla semplice lettura.

- il livello sintattico, secondo Serpieri è il più determinante agli effetti della resa delle
modalità discorsive dei vari personaggi che si muovono e si scontrano sulla pista di
peculiari articolazioni linguistiche
Though yet of Hamlet our dear brother’s death

The memory be green, and that it us befitted

To bear our hearts in grief and our whole kingdom

To be contracted in one brow of woe,

Yet so far hath discretion fought with nature

That we with wisest sorrow think on him

Together with remembrance of ourselves. (I.2.)

(Sebbene ancora della morte del nostro caro fratello Amleto

la memoria sia verde, e a noi si convenisse

di recare cordoglio nel nostro cuore e a tutto il nostro regno

di star contratto in un’unica fronte di dolore,

purtuttavia tanto la ragione ha combattuto con la natura

Che noi con più saggio dolore pensiamo a lui

E, insieme, ci ricordiamo di noi stessi.)


Alessandro Serpieri, Tradurre teatro (Shakespeare): la resa linguistica e la
trasmissione dell’energia, in Teoria, didattica e prassi della traduzione, a cura di
Giovanna Calabrò, Liguori, Napoli, 2001., pp. 159-172