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GLI ALOGENI

 Gli elementi del VII gruppo della tavola periodica, F , Cl ,


Br , I e At sono noti con il nome collettivo di alogeni.

 Gli alogeni e i loro composti forniscono molti esempi di


sostanze sia ioniche sia covalenti. Inoltre, le reazioni degli
alogeni comprendono due tipi molto importanti di trasformazioni
chimiche: le reazioni acido – base e le reazioni di ossido –
riduzione (redox).
GLI ALOGENI

 Gli alogeni sono tutti costituiti da molecole biatomiche


(legame covalente). Poiché, come è noto, le dimensioni atomiche
crescono scendendo lungo un gruppo, anche le dimensioni
delle molecole degli alogeni crescono nello stesso ordine.

 Gli alogeni sono elementi molto reattivi. Il loro ordine di


reattività è: F 2 > Cl 2 > Br 2 > I 2.
GLI ALOGENI
Tfusione Teboll. Colore Lunghezza Raggio cov.
(°C) (°C) legame (pm) Atomo (pm)
F2 - 223 - 187 giallo pallido 144 64[1]
Cl 2 - 102 - 35 giallo-verde 198 99
Br 2 -7 + 58 rosso bruno 228 114
I2 + 113 + 183 nero 266 133
[1] Il valore indicato per il raggio covalente dell’atomo di fluoro è
stato ottenuto come media dei raggi covalenti determinati su un
grande numero di composti del fluoro. Come si può osservare esso
è più piccolo di quello deducibile dalla lunghezza di legame nella
molecola F2 (repulsione tra doppietti solitari).
ALOGENI: FONTI E USI

► Il cloro è il più abbondante degli alogeni (0,2% della crosta


terrestre). Segue il fluoro (0,03%) e quindi, ancora meno
abbondanti, bromo e iodio.

► Naturalmente, essendo elementi molto reattivi, gli alogeni


non si trovano in natura allo stato libero, ma combinati in
composti.
ALOGENI: FONTI E USI
Cloro
 Si trova sotto forma di cloruri di metalli alcalini ( Na , K ) e
alcalino – terrosi ( Mg , Ca ) nelle acque dei mari (circa 3% di
NaCl ) e nei depositi formati per evaporazione di acque salate.
 Il cloro viene usato per la sbianca della polpa di legno
nella produzione della carta, per la sbianca dei tessuti,
nell’industria delle materie plastiche, in quelle degli
insetticidi e degli smacchiatori. In molte città viene
aggiunto alle acque potabili per la sua azione battericida.
L’ipoclorito di sodio (NaClO ) è il componente attivo della
candeggina.
ALOGENI: FONTI E USI
Bromo
 I bromuri metallici si trovano in quantità assai piccole
nelle acque dei mari, nei depositi di sale e nelle sorgenti
di acque minerali. La concentrazione degli ioni bromuro
negli oceani non supera le 70 ppm (parti per milione). Oggi il
bromo viene estratto dalle acque del mar morto o da acque
salmastre sotterranee che contengono 4000 – 5000 ppm di
ioni bromuro.

 Il bromo trova largo impiego nella produzione di additivi per


benzine e nell’industria dei pesticidi. Il bromuro di argento è
usato nella produzione di pellicole fotografiche.
ALOGENI: FONTI E USI
Iodio
 Le fonti di ioduri sono le medesime viste per i bromuri.
Le concentrazioni degli ioduri nelle acque salmastre sono
tuttavia molto più basse (fino a 100 ppm) di quelle dei
bromuri. Le ceneri ottenute dalla combustione delle alghe
marine possono contenere fino all’1% di ione ioduro.
 Le applicazioni dello iodio sono meno numerose di quelle
degli altri alogeni. Quelle degne di nota sono: l’uso di ioduro
di argento nell’industria fotografica; la tintura di iodio,
disinfettante costituito da una soluzione di iodio in alcool.
 Lo iodio è indispensabile nella dieta. La sua mancanza
porta a un ingrossamento della tiroide (gozzo).
ALOGENI: FONTI E USI
Fluoro
Il fluoro è contenuto nei minerali:
Fluospato [ CaF 2]
Criolite [ Na 3AlF 6]
Fluoro apatite [ Ca 5( PO 4) 3F ]

I nostri denti sono costituiti principalmente da idrossi apatite


[ Ca 5( PO 4) 3OH ]. La sostituzione di OH  con F  porta alla
formazione, sulla superficie dei denti, di uno strato di [ Ca 5( PO 4) 3F ]
più duro e più resistente agli acidi e che esercita quindi azione
protettiva contro la carie. Per questo motivo, in molte città, viene
aggiunto NaF all’acqua potabile.
REAZIONI DEGLI ALOGENI CON I NON – METALLI
L’idrogeno reagisce con tutti gli alogeni con formazione di
alogenuri di idrogeno. Per esempio:
H 2  g   Cl 2  g   2 HCl  g 

 Il fluoro reagisce violentemente;


 Il cloro reagisce lentamente al buio ma violentemente alla
luce;
 Il bromo reagisce lentamente e lo iodio ancora più
lentamente (ricordare l’ordine di reattività degli alogeni).

Gli alogenuri di idrogeno sono gas incolori, di odore pungente e


sono molto solubili in acqua.
REAZIONI DEGLI ALOGENI CON I NON – METALLI

T fusione T ebollizione Lunghezza Legame


(°C) (°C) (pm)
HF - 83 20 92
HCl - 112 - 85 127
HBr - 87 - 67 141
HI - 51 - 35 161

Proprietà chimico – fisiche degli alogenuri di idrogeno.


ALOGENURI DI NON – METALLI
C  s   2Cl 2  g   CCl 4  l  2 P  s   3 Cl 2  g   2 PCl 3  l 

S  s   Cl 2  g   SCl 2  l  2 S  s   Cl 2  g   S 2 Cl 2 ( l )

 Tutte le reazioni avvengono a caldo. Nella reazione con P ,


se il cloro è in eccesso, si può formare PCl 5(s).

 Molti alogenuri di altri non – metalli come PF 3, CF 4, CBr 4, F 2,


ICl , si possono ottenere in modo simile.
 Gli alogenuri di non – metalli sono tutti composti
covalenti, costituiti da molecole. Sono generalmente gas o
liquidi con bassi punti di ebollizione. Soltanto gli alogenuri degli
elementi più pesanti sono solidi.
ALOGENURI METALLICI
2 Na  s   Cl 2  g   2 NaCl  s  (Tfusione = 808 °C)
Ca  s   F2  g   CaF2  s  (Tfusione = 1418 °C)
Mg  s   Cl 2  g   MgCl 2 ( s ) (Tfusione = 714 °C)

 Gli alogenuri metallici sono solidi cristallini con elevati punti


di fusione. Gli alogenuri metallici sono composti ionici
(legami ionici).
 Così gli alogenuri di non – metalli sono composti covalenti
(legami covalenti) mentre gli alogenuri metallici sono
composti ionici (legami ionici). Di fondamentale importanza nel
determinare la natura del legame tra due atomi è
l’elettronegatività.
ELETTRONEGATIVITÀ
Se una molecola è formata da due atomi identici (per esempio, H 2,
Cl 2 etc) il doppietto elettronico di legame è equamente condiviso
dai due atomi. In altri termini, nessun atomo esercita
un’attrazione preferenziale per il doppietto di legame.
Tuttavia, quando gli atomi legati sono diversi (per esempio HCl ,
HF etc), un atomo esercita sul doppietto di legame
un’attrazione maggiore di quella esercitata dall’altro.

Si definisce elettronegatività la capacità di un atomo, in una


molecola, di attrarre verso di sé gli elettroni di un legame
covalente.
ELETTRONEGATIVITÀ: SCALA DI PAULING
Consideriamo la molecola A  B e indichiamo con D ( A  B )
l’energia di legame in detta molecola.
Se A e B avessero elettronegatività identiche, il legame A  B
sarebbe un legame covalente puro in quanto non esisterebbe
attrazione preferenziale per il doppietto di legame da parte di
nessuno degli atomi legati. Indichiamo con E cov l’energia che il
legame A  B avrebbe se fosse un legame covalente puro.

Poiché A  B , gli atomi A e B avranno elettronegatività diverse


e il legame A  B non può essere considerato un legame
covalente puro: il più elettronegativo degli atomi legati attrarrà
maggiormente verso di sé il doppietto elettronico di legame.
ELETTRONEGATIVITÀ: SCALA DI PAULING

Si realizzerà, in questo modo, una parziale separazione di carica


in conseguenza della quale il legame A  B risulterà avere un
contributo ionico.
Se indichiamo con  ( A  B ) detto contributo, dovrà essere:

D  A  B   E COV    A  B 

che può essere scritta:

  A  B   D  A  B   E COV
ELETTRONEGATIVITÀ: SCALA DI PAULING

Secondo la proposta di Pauling:

  A  B1 2  xA  xB  ( A  B ) è espressa in
eV
Pauling costruì la sua scala assegnando arbitrariamente
all’idrogeno x = 2,1.
È evidente che la costruzione della scala si basa sulla conoscenza
di  ( A  B ). La determinazione di  ( A  B ) è tuttavia
soggetta ad errori causa l’incertezza del valore E cov ; per questo
motivo ai valori delle elettronegatività deve essere associato
significato semi-quantitativo.