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tettonica

Questa teoria è in grado di spiegare, in maniera integrata ad altre conclusioni


interdisciplinari, i fenomeni che interessano la crosta terrestre quali: attività
sismica, orogenesi, la disposizione areale dei vulcani, le variazioni di chimismo
delle rocce magmatiche, la formazione di strutture come le fosse oceaniche e gli
archi vulcanici, la distribuzione geografica delle faune e flore fossili durante le ere
geologiche e di come le attività vulcaniche e sismiche siano concentrate su
determinate zone.
DEFINIZIONE
La tettonica è il processo che controlla e interessa l’intera superficie della crosta
terrestre, nonchè la sua evoluzione. In particolare descrive i cambiamenti
rocciosi e i movimenti delle placche della terra, ( la tettonica delle placche è il
modello che si basa sulla dinamica della terra).
La maggioranza delle deformazioni a cui sono sottoposti i corpi rocciosi è dovuta
all’orogenesi,che è la formazione delle montagne, . A questo fenomeno fanno
riferimento pieghe, faglie, falde e sovrascorrimenti la cui formazione è legata a
diversi fattori come la pressione litostatica, la temperatura, la presenza di fluidi e
altre caratteristiche riguardanti il comportamento meccanico delle rocce stesse.
LA STORIA DELLA TETTONICA
Alfred Wegener ipotizzò che più o meno 250 milioni di anni fa tutti i continenti
erano uniti in uno solo chiamato Pangea.
Lo intuì guardando i confini dei continenti sulle cartine e osservò che coincidevano
perfettamente. inoltre si trovarono fossili di dinosauri della stessa specie su
entrambe le sponde dell’Atlantico meridionale.
Nel 1947 l’Atlantis (una nave oceanografica americana) fece una scoperta molto
importante per la teoria di Wegener, grazie ai suoi rilevatori scoprì una catena
montuosa lunga 74.000 km che si era formata dallo staccamento dei continenti.
LE PLACCHE E I MOTI CONVETTIVI
Il motore che muove le placche sono i lenti moti convettivi che rimescolano il mantello. I moti convetivi servono a
disperdere il calore imma gazzinato all’interno della terra fin da quando il nostro pianeta era ancora una massa
incandescente. Varie sono le ipotesi che tentano di spiegare questi meccanismi ma nessuna per ora è
avallata da fatti certi:

● IPOTESI1 il peso del materiale che fuoriesce dalle dorsali oceaniche spinga da tergo le placche, che
contemporaneamente sono tirate giù dalla fredda e pesante litosfera nelle zone di subduzione.
● IPOTESI2 le placche siano trascinate per attrito dalle correnti convettive presenti nella sottostante
astenosfera.
● IPOTESI3 i pennacchi, che in superficie sono evidenziati dai punti caldi, sono la causa della spinta
laterale che muove le placche.

Vi è infine un approccio globale all’intero processo.


Le placche sarebbero la parte superficiale, raffreddata, del mantello in lento moto convettivo.
Il materiale caldo che risale nelle zone di espansione, si raffredda nella parte superficiale e diventa la dura e rigida
litosfera che, raffreddandosi e appesantendosi, sprofonda nuovamente nel mantello, dove è riassimilata.
SUBDUZIONE E OROGENESI
La subduzione è un fenomeno geologico che ha un ruolo chiave nella teoria della tettonica delle placche.
La litosfera Nel primo caso la litosfera che sprofonda è quella oceanica in quanto è la sola a possedere una
densità pari se non superiore a quella del mantello sottostante, mentre la litosfera continentale è troppo leggera
Nel secondo caso una placca oceanica finirà per incunearsi al di sotto dell'altra placca oceanica.
L'inclinazione della placca in subduzione è inoltre dipendente dalla direzione in cui avviene il movimento a causa
del movimento relativo tra crosta e mantello.

L’ orogenesi indica il processo di formazione di qualsiasi rillievo. il termine si riferisce alla formazione degli
orogeni, derivanti da masse rocciose, che hanno subito una deformazione tettonica per prevalenza di spinte
laterali, arrivando quindi ad impilarsi creando una catena montuosa.
MARGINI DELLE PLACCHE
Secondo la teoria della tettonica delle placche, le fascie sismiche della terra corrispondono alle zone di contatto tra
le placche, chiamate margini di placca. Le zone sismiche definiscono un mosaico di placche in movimenti relativo
tra loro, delimitate da tre tipi di margini:I

margini trasformi o conservativi si trovano in corrispondenza delle grandi fratture oceaniche e delle grandi faglie
continentali (14 %)* dove le placche scorrono l’una accanto all’altra.

I margini divergenti o in accrescimento si trovano lungo l’asse delle dorsali oceaniche dove le placche si separano
e si genera nuova crosta. (21 %)*

I margini convergenti o in consunzione si trovano lungo le zone di subduzione dove le placche convergono e una di
esse sprofonda e si consuma nell’astenosfera. (20,05 %)*

Il rimanente 44,5 % dei margini di placca è caratterizzato da movimenti obliqui rispetto al margine.