Sei sulla pagina 1di 190

TEMA SAFETY & TRAINING

S.R.L.

“CORSO DI FORMAZIONE
PER FORMATORE”

3/9/2019
1
FINALITA’ E CAMPO DI APPLICAZIONE

Il corso di formazione per formatore marittimo,


fornisce le conoscenze e l'addestramento necessari
per acquisire le competenze in materia di
"formazione" per gli istruttori impiegali nella
pianificazione, sviluppo ed erogazione di corsi di
addestramento per il personale marittimo, In
conformità a quanto previsto nella sezione
A-1/6 del codice STCW.
2. Il programma del corso fornisce anche le
conoscenze sui metodi e le pratiche di
valutazione
3/9/2019 2
3/9/2019 3
Come insegnanti , le nostre azioni devono essere messe in
pratica in teorie che crediamo !
La psicologia dell'educazione è la branca della
psicologia focalizzata su:
2) la valutazione delle attitudini e dei progressi degli
studenti
Uno sguardo alla formazione degli adulti , non
sarebbe completa senza
visione delle teorie plasmare ,il nostro modo di
imparare e il modo in cui insegniamo

3/9/2019 4
• condizionamento classico , stimolo-risposta di
Behaviourism condizionamento operante

• Schema, schemata, elaborazione delle


Cognitivism informazioni, manipolazione di simboli ,
mappatura delle informazioni , modelli mentali

• L'apprendimento come l'esperienza ,


l'apprendimento attivo ; Problema Based Learning
Constructivism ( PBL ) ; sviluppo prossimale ( ZPD ) ; apprendistato
cognitivo ( impalcature ) ; apprendimento indagine
e scoperta
3/9/2019 5
…. Competenze e Obiettivi di
apprendimento
Obiettivi di
apprendimento e
competenze

cambiamenti
comportamentali Derivato dal bisogno
sono più facili da Analysis & atteso
misurare e comportamentale
quantificare Change

pratiche di Testato e riscontrato su


valutazione sulla base studenti utilizzato per
di psicologia migliorare i contenuti ,
comportamentale Delivery & Assessment

3/9/2019 6
…. Obiettivi
di apprendimento e
competenze

Formazione Adatto a E’ per


Basata sulle • Compito • cambiamento di
competenze orientato comportamento
• E’ un meccanismo • All’ • formazione di
di approcio alla apprendimento abilità & La
formazione valutazione su
criteri di
riferimento

3/9/2019
….L'apprendimento basato sulle
competenze

Aspetti Positivi In teoria, Dovrebbe


• Rendere • L’ educazione ridurre i divari
l’istruzione e la basata sulle tra
formazione efficace competenze
alle esigenze del dovrebbe • mente e la mano
posto di lavoro coniugare la teoria
con la pratica

3/9/2019 8
….L'apprendimento basato sulle
competenze

Ma in pratica Poi la Modelli


• il modello può competenza è, comportamentali
essere • suddivisi in ignorati
concettualizzato in l'esecuzione di
termini di compiti discreti • collegamento tra le
comportamento attività!

3/9/2019 9
…. Beyond compliance model?

Class
room

Work
place
Esperienza
trasformata a
nuova
conoscenza

3/9/2019 10
…. Un Modello costruttivo!

SAPERE - Insegnare i A BORDO –Imparare SAPERE – Trasforma


principi fondamentali attraverso l’esperienza l'esperienza in nuova
e come imparare e appendere da e rilevante
attraverso l'esperienza questa conoscenza

3/9/2019 11
a) Piano di processo di apprendimento
b) Fattori che influenzano l'apprendimento degli studenti

 Progettazione Pianificazione
didattica – inizio Corso
corso e completare
il programma Valutazione
Erogazione
 Il processo è Corso e
Corso
continuo e si può Revisione
iniziare in qualsiasi
momento. Valutazione
Studenti
3/9/2019 12
Part I

esigenze degli • Analizzare i bisogni degli studenti, il loro


studenti background e le loro aspettative

Obiettivi del • Decidere gli obiettivi del corso e gli obiettivi di


apprendimento
Corso
Contenuti e • Selezionare i contenuti, le attività di
apprendimento, l'insegnamento metodi e risorse
Attivita’ rilevanti alle finalità e gli obiettivi

3/9/2019 13
Part II

Valutazione degli • Sviluppare la valutazione degli studenti


(formativa e sommativa) - che riflettono
Studenti direttamente gli obiettivi di apprendimento

Apprendimento • Attuare il piano corso, la creazione di un


ambiente di apprendimento e una comunità di
Collettivo studenti

Valutazione e • Rivedere il piano dopo valutazioni e accertamenti


Revisione
3/9/2019 14
…. La creazione di un ambiente di apprendimento
Favorevole

Diversità & Stili di Apprendimento Altri Fattori


Formativa cultura e insegnamento • Attitudine, abilità
• Contesto familiare, • Le differenze individuali • capacità di
razza, opinioni rappresentati da tipi di memorizzazione,
politiche, sesso, ecc personalità capacità di studio
• Stabilire un • discenti induttivi e • Migliorare la qualità
ambiente "sicuro" deduttivi, ampliando modi dell'istruzione
di pensare degli studenti
• Aumentare il tempo

3/9/2019 15
…Motivating Students

Lezioni • Lezioni efficaci

Presentazioni • L'uso di PowerPoint per migliorare le Lezioni

• Coinvolgere i partecipanti nel fare attività


Attivita’ durante le sessioni in aula

3/9/2019 16
…Motivare gli Studenti

• Dite cosa avete intenzione di dire


Preparare • Dite che cosa li hai detto

• Cosa e’ stato detto nell’ ultima lezione


Revisione • Disegnare i legami tra la precedente e l’attuale di lezione

• Fornire esempi teorici o domande


Esempi • Utilizzare foto, immagini visive, di oggetti concreti

3/9/2019 17
…Motivare gli studenti

Tono Voce Testo Testo

Intonazione Valore
Pausa
Intensita’
Stress
voce

3/9/2019 18
…Motivare gli stumenti

corpo Visivi testo


gesti Lavagna
Veri e
propri
oggetti
Grafica/
movimenti
Video

3/9/2019 19
…. Sento e dimentico. Vedo e ricordo. Faccio e capisco.

Incoraggiare
l’apprendimento

Attivita’ di
gruppo
Piano di
classe
Fornire una serie
di domande e
lasciare che
cercano le risposte

3/9/2019 20
Perché è necessario utilizzare
la Progettazione Universale per l’Apprendimento

Gli individui portano un enorme varietà


di bisogni, interessi e competenze nell’apprendimento

Le Neuroscienze* rivelano che queste differenze


sono varie e uniche come
il nostro DNA o le impronte digitali

Riconoscimento della Variabilità


soggettiva nell’apprendimento

Flessibilità nell’insegnamento
*Le neuroscienze sono l'insieme degli studi scientificamente condotti sul sistema nervoso
3/9/2019
Recognition Networks Strategic Networks Affective Networks
Rete di Riconoscimento Rete Strategica Rete Affettiva
The "what" of learning The "how" of learning The "why" of learning
Il “COSA” dell’apprendimento Il “COME” dell’apprendimento Il “PERCHE’” dell’apprendimento

How we gather facts and categorize what Planning and performing tasks. How we How learners get engaged and stay
we see, hear, and read. Identifying letters, organize and express our ideas. Writing an motivated. How they are challenged,
words, or an author's style are recognition essay or solving a math problem are excited, or interested. These are affective
tasks. strategic tasks. dimensions.

Come raccogliamo i fatti e Pianificazione ed esecuzione di Come gli studenti vengono


classifichiamo ciò che vediamo, compiti. Come organizziamo ed impegnati e rimanere motivati.
sentiamo, e leggiamo. esprimiamo le nostre idee. Scrivere un Come sono coinvolti,
Identificazione di lettere, parole o lo saggio o risolvere un problema di stimolati, o interessati.
stile di un autore sono compiti di matematica sono compiti strategici Queste sono le dimensioni affettive
riconoscimento

Present information and content Stimulate interest and motivation


Differentiate the ways that students can
in different ways for learning
express what they know
Presentare informazioni e contenuti Stimolare l'interesse e la motivazione
Differenziare i modi in cui gli studenti
in modi diversi per l'apprendimento
possono esprimere ciò che sanno
Reti cerebrali interconnesse che intervengono nell’apprendimento
3/9/2019
Scienze dell’apprendimento
Psicologia cognitiva

Costruttivismo…
Piaget, Bloom…
Bruner, Wood, Ross
«scaffolding*» Gardner

In particolare Vygotsky
Zona di Sviluppo Prossimale(ZSP)
(Strutture di Sostegno)

3/9/2019 23
PROGETTAZIONE UNIVERSALE per l’APPRENDIMENTO
STRUTTURA

Minor livello di dettaglio


PRINCIPI 3

LINEE GUIDA 9

PUNTI DI VERIFICA 31

Molti
Suggerimenti
Maggior livello di dettaglio
3/9/2019 24
I PRINCIPI
DELLA PROGETTAZIONE UNIVERSALE
DELL’APPRENDIMENTO
PRINCIPIO I PRINCIPIO II PRINCIPIO III

Fornire molteplici Fornire molteplici Fornire molteplici


modalità di modalità di azione modalità di
rappresentazione ed espressione coinvolgimento

il “Cosa” il “Come” il “Perchè”


dell’Apprendimento dell’apprendimento dell’apprendimento

Percepire Elaborare Motivare


Chiarire Esprimere Costruire
Comprendere Agire Interagire

Rete Riconoscimento Rete Strategica Rete Affettiva


3/9/2019
Principio I
Fornire molteplici forme di Rappresentazione

Utilizzare molteplici modalità di presentazione e di rappresentazione, in


quanto gli studenti differiscono tra loro in relazione alle modalità di
percepire e comprendere le informazioni che vengono loro presentate. Per
esempio, quelli con disabilità sensoriali (cecità o sordità), disabilità
nell’apprendimento (dislessia), differenze linguistiche o culturali e così
via potrebbero richiedere tutti diversi modi di approcciarsi ai contenuti.
Altri potrebbero semplicemente assimilare le informazioni più
velocemente ed efficacemente attraverso mezzi visivi o uditivi piuttosto
che attraverso il testo scritto. Inoltre, l’apprendimento e il trasferimento
dell’apprendimento avvengono quando vengono usati rappresentazioni
multiple, perché permettono agli studenti di fare dei collegamenti interni,
così come tra i concetti. Non si tratta soltanto di fornire rappresentazioni
che coinvolgano quanti più sensi possibili, ma anche quanti più linguaggi
possibili
Non esiste un solo modo di rappresentazione
che sia ottimale per tutti gli studenti
Fornire molteplici opzioni di rappresentazione è fondamentale.

3/9/2019 26
Principio I
Fornire molteplici forme di Rappresentazione
LINEE GUIDA
1 fornire differenti
2 fornire molteplici 3 fornire diverse
opzioni per la lingua, le opzioni di
opzioni per la espressioni matematiche e i
percezione comprensione
simboli
1.1 offrire diversi 2.1 chiarire il vocabolario e i 3.1 attivare o fornire
modi di personalizzare simboli conoscenza pregressa
la visualizzazione delle
informazioni 2.2 chiarire la sintassi e la 3.2 evidenziare schemi,
Punti di verifica

struttura caratteristiche
1.2 offrire alternative fondamentali, grandi idee e
2.3 aiutare la decodifica del relazioni tra loro
per l’informazione
uditiva testo, note matematiche e dei
simboli 3.3 guidare
1.3 offrire alternative l’elaborazione
2.4 favorire la comprensione dell’informazione, la
per l’informazione
visualizzazione e la
visiva tra diverse lingue
manipolazione

2.5 illustrare le idee principali 3.4 massimizzare il


attraverso molteplici mezzi
transfer e la
generalizzazione

3/9/2019 27
Principio II
Fornire molteplici forme di Azione ed Espressione

Gli studenti differiscono nei modi in cui possono farsi strada in un


ambiente d’apprendimento ed in come esprimono ciò che sanno.
Per esempio, individui con significative disabilità motorie (paralisi
cerebrali), quelli che hanno difficoltà con le abilità strategiche e
organizzative (disturbi della funzione esecutiva), quelli che hanno
barriere linguistiche e così via, possono risolvere i compiti di
apprendimento in maniera molto differente. Alcuni potrebbero
sapersi esprimere bene nello scritto e non nell’orale, e viceversa.
Dovrebbe essere riconosciuto, inoltre, che l’azione e l’espressione
richiedono un gran numero di strategie, pratica organizzazione e
questa è un’altra cosa in cui gli studenti possono differenziarsi.

In realtà, non c’è un solo mezzo di azione o espressione che possa


essere ottimale per tutti gli studenti…
di conseguenza è essenziale fornire diverse opzioni
di azione e di espressione.

3/9/2019 28
Principio II
Fornire molteplici forme di Azione ed Espressione
LINEE GUIDA
4 fornire opzioni per
5 fornire opzioni di 6 fornire opzioni per
espressione e di le funzioni esecutive
l’interazione fisica
comunicazione

4.1 variare i metodi di 5.1 utilizzare molteplici mezzi 6.1 guidare la scelta di
risposta e di conduzione di comunicazione una meta appropriata
Punti di verifica

4.2 ottimizzare 5.2 utilizzare molteplici 6.2 aiutare la


strumenti per la costruzione e pianificazione e lo sviluppo
l’accesso a strumenti e
la composizione strategico
tecnologie di supporto

5.3 costruire competenze con 6.3 facilitare la gestione


graduali livelli di supporto per la dell’informazione e delle
pratica e la prestazione risorse

6.4 aumentare la
capacità di controllo dei
processi

3/9/2019
Principio III
Fornire molteplici forme di Coinvolgimento

La componente emotiva rappresenta un elemento cruciale


dell’apprendimento e gli studenti si differenziano notevolmente
nel modo in cui sono coinvolti e motivati all’apprendimento.
Ci sono numerosi motivi che possono influenzare la variazione
individuale nel coinvolgimento emotivo, compresa la neurologia,
la cultura, l’attinenza personale, la soggettività, la conoscenza
pregressa, insieme ad altre variabili presentata in queste linee
guida. Alcuni studenti sono altamente coinvolti dalla spontaneità
e dalle novità, mentre altri non sono coinvolti, o anche
spaventati, da questi aspetti, preferendo la rigida routine. Alcuni
studenti potrebbero preferire lavorare da soli, mentre altri
preferiscono lavorare in gruppo.

In realtà, non c’è un modo di coinvolgimento che possa essere


ottimale per tutti gli studenti in tutti i contesti…
quindi fornire molteplici opzioni di coinvolgimento
è fondamentale.
3/9/2019 30
Principio III
Fornire molteplici forme di Coinvolgimento
LINEE GUIDA
7 fornire opzioni 8 fornire opzioni per 9 fornire opzioni per
per attirare sostenere lo sforzo e la l’autoregolazione
interesse perseveranza

7.1 ottimizzare la 8.1 risaltare l’importanza di 9.1 promuovere


scelta individuale e mete e obiettivi aspettative e convinzioni
l’autonomia che ottimizzano la
motivazione
Punti di verifica

7.2 ottimizzare la 8.2 variare le domande e le


risorse per ottimizzare la sfida 9.2 facilitare strategie e
rilevanza, il valore e
l’autenticità abilità di efficace gestione
personale
8.3 promuovere
7.3 minimizzare collaborazione e comunità
minacce e distrazioni 9.3 sviluppare
l’autovalutazione e la
8.4 aumentare feedback riflessione
orientati alla padronanza

3/9/2019 31
UDL – Strumenti
LIM
Lavagna Interattiva Multimediale

CAST UDL Editions

Testi Digitali

didattiche
3/9/2019 32
Cosa è la «formazione»?

3/9/2019 33
Definizione
Le competenze didattiche sono quei
"microcomportamenti" che gli insegnanti efficaci
esprimono costantemente in classe. Comprendono
comportamenti come:
•coinvolgere tutti gli alunni nella lezione;
•usare la differenziazione in modo appropriato per
proporre "sfide" adatte a ciascun alunno;
•usare una varietà di attività o di metodi di
apprendimento;
•applicare metodi didattici coerenti con gli obiettivi del
curricolo nazionale;
•usare diverse tecniche di verifica per valutare le
conoscenze e la comprensione degli alunni.

3/9/2019 34
Le competenze didattiche sono descritte in
8 voci:
1.Aspettative elevate
2.Programmazione
3.Metodi e strategie
4.Gestione degli alunni/disciplina
5.Gestione del tempo e delle risorse
6.Valutazione
7.Compiti a casa
8.Concentrazione degli alunni e ritmo della lezione

3/9/2019 35
Gli insegnanti efficaci esprimono elevate aspettative nei
confronti dei loro studenti e gliele comunicano
direttamente. Li "sfidano", li ispirano, si aspettano il
massimo da loro.
Sanno porre obiettivi appropriati per ogni alunno.
Quando gli insegnanti esprimono questa
competenza al livello più alto conoscono e usano un
ampio repertorio di strumenti di differenziazione,
facendo fronte sia ai bisogni degli alunni più dotati che
di quelli meno dotati; al livello più basso
semplicemente si aspettano risultati diversi da alunni di
diverse capacità. In ogni caso, entro questi
parametri, gli insegnanti efficaci perseguono con tenacia
standard elevati per tutti gli allievi.
3/9/2019 36
Domande chiave:
a."L'insegnante incoraggia alti standard di impegno,
precisione, esposizione?"
b."L'insegnante usa strumenti di differenziazione in
modo appropriato così che tutti gli alunni possano
raccogliere le "sfide" che vengono loro proposte?"
c."L'insegnante usa strategie diverse per motivare
ragazzi diversi?"
d."L'insegnante crea occasioni per responsabilizzare gli
studenti nei confronti del loro
apprendimento?"
e."L'insegnante fa ricorso alle esperienze o alle idee
degli alunni quando queste possono interessare
la lezione?"
3/9/2019 37
Programmazione
Gli insegnanti efficaci sanno programmare.
Predispongono obiettivi chiari per ciascuna lezione, nel
contesto del curricolo e di una programmazione di più
lungo termine.
Il loro approccio alla lezione è strutturato.
La lezione comincia con il riepilogo di ciò che è stato
fatto in quelle precedenti e con una veloce
panoramica dei nuovi obiettivi.

3/9/2019 38
UN MIX DI:

INFORMAZIONE
trasmettere
conoscenze allo scopo di “far sapere

FORMAZIONE
trasmettere competenze
cioè
trasmettere “ saper fare “

3/9/2019 39
Pensieri Riassuntivi:
L’Apprendimento
Insegnare è imparare due volte. Joseph
Joubert,Pensieri, 1838 (postumo)

•Il fare è il miglior modo d'imparare.


Giacomo Leopardi, Epistolario, 1816/37
(postumo, 1860)

•Il recupero dell'informazione decade


rapidamente dopo 24 ore senza averla
ripassata

3/9/2019 40
•Le persone possono pensare 800 Parole al
Minuto (PaM) ma un formatore in media può
pronunciare solo 120 PaM

•Imparare è un esperienza; tutto il resto è


informazione - Albert Einstein

3/9/2019 41
Quando ascoltiamo qualcuno, ascoltiamo
sempre il discorso di due persone: quello del
nostro interlocutore e quello che noi facciamo a
noi stessi mentre ascoltiamo.

3/9/2019 42
Metodi e strumenti per progettare e
condurre sessioni interattive
Il docente

Sviluppo di competenze tecniche e


comunicative per assumere il ruolo di
docente. I contenuti

L’uso degli strumenti informatici per una


presentazione didattica efficace
La formazione

3/9/2019
agenda 43
SONO UN
DOCENTE?
Docenti si diventa, non si
nasce.

3/9/2019
Giochi di ruolo 44
La lista della spesa
Definire gli obiettivi del corso

Determinare i contenuti del corso

Determinare il passo passo e la sequenza

Impostare tempi e modi

Valuta i risultati

Raccoglie input per lo sviluppo dei contenuti del


corso
La responsabilità del docente
3/9/2019 45
oggi

3/9/2019
Il docente «oggi»46
Ma, mio cugino, che sa, ha detto che IO ho letto
su facebook che… Non vedo e questa aula è troppo
calda (fredda)
A me questo non serve. E se non capisco???
Vedo che non riesce, l’aiuto? Mi hanno obbligata, ma
io lo uso già da tanto. È sicuro? Le faccio una
domanda limite. Il mio computer non lo fa. Lo so, ho già
seguito un corso di dos… Non so chi sarà in
aula. Prepari un corso facile e
breve.

Criticità o Opportunità
3/9/2019 47
MA
3/9/2019
Il messaggio 48
Messaggero

Feedback Messaggio

Interlocutore

Comunicazione
3/9/2019 49
Interroghiamoci

Quale è il messaggio  la preparazione

Chi sono gli interlocutori  i destinatari

Quanti sono gli interlocutori  la tecnica

Come useranno il messaggio  la fruizione

Comunicazione ed insegnamento
3/9/2019 50
Cosa dobbiamo veicolare?
determiniamo l’obiettivo

Preparazione:
attuale, specifica,
dettagliata,
aggiornata, reale, concreta

3/9/2019
La preparazione 51
Insegnamento
Insegnamento riferito a sè
basato sulla
soluzione di
problemi

Insegnamento
incentrato su
Conoscenza del
perché
casistiche
qualcosa debba reali
essere appreso Insegnamento
arricchito da
esperienze di vita

Apprendimento

Insegnamento
adulto
fruibile

3/9/2019
Come si apprende52
Alcuni apprendono ascoltando

Alcuni apprendono facendo

Alcuni apprendono guardando

Stili di apprendimento
3/9/2019 53
E quindi???

3/9/2019 54
Calibrazione: tra contenuti e utenza, tra utente e
utente, tra necessità e contenuti.

Il
3/9/2019
trainer traina, allena, conduce
55
Gli studenti adulti devono essere in grado di
vedere l'applicazione pratica dei nuovi
concetti per imparare e comprendere.

Sessioni di formazione, che sono, per lo più,


conferenza, con poche opportunità di
applicare i concetti, può essere frustrante,
per non parlare noioso.

Diciamocelo!
3/9/2019 56
Assimilazione
3/9/2019 57
Spiego l’idea, il concetto, l’informazione

Dimostro l’idea/concetto/informazione

Progetto un lavoro sulla procedura in gruppo

Imposto un lavoro sulla procedura in autonomia

La lezione
3/9/2019 58
Scelta degli argomenti

Ricerca: tutorial, slideshare, youtube, libri,


articoli

Ottimizzazione: esperienza e didattica

Contenuti
3/9/2019 59
Schema
3/9/2019 60
I nostri
alleati:
Grafica
Font
Immagini
Video
Forma
3/9/2019 61
Esercitazioni
Test
Esami

Valutazioni
Feedback
Verifiche
3/9/2019 62
Link

Dispense Materiali

Supporti
3/9/2019 63
Brain storming
Storyboard
Presentazione efficace
Test presentazione
Stampa

La presentazione
3/9/2019 64
Scena
Spettacolo
Attori
Spettatori

3/9/2019
Public speaking 65
Postura

Il come
3/9/2019 66
Voce

Il come
3/9/2019 67
Cosa si intende per comunicazione?

Quanti tipi di comunicazione conosciamo?

Perché è importante comunicare?

Molti fenomeni ricadono sotto lo stesso


nome…….

3/9/2019 68
UNA PERSONA CHE PARLA COMUNICA

UN FIORE COMUNICA
LE IMMAGINI COMUNICANO

UN LIBRO COMUNICA

UN CANE CHE ABBAIA COMUNICA

3/9/2019 69
Frasi celebri sulla comunicazione:

– “La comunicazione avviene quando oltre al messaggio


passa anche un supplemento d’anima” (Bergson)
– “La comunicazione: gente che parla ad altra gente e si
comprende a vicenda” (G.Kemp)
– “I mezzi meccanici di comunicazione sono molto
importanti, ma sono soltanto strumenti ausiliari; nulla
può sostituire l’incontro personale tra esseri umani”
(William G.Werner)
– “Lo sai perché hai l’ulcera?Perché hai solo due forme di
comunicazione: il silenzio e la rabbia”
– (Dal film: “Prima di mezzanotte”)

3/9/2019 70
LA COMUNICAZIONE
• Concetti chiave:
– Definizione
– Elementi
– Comunicare/informare
– Aspetti: riconoscimenti e rappresentazioni
– La comunicazione interpersonale: CV e CNV
– Gli assiomi della comunicazione (Palo Alto)
– Stili comunicativi
– Approcci comunicativi: Rogers e Gordon
– Comunicazione assertiva ed ecologica
– Barriere alla comunicazione
– Linguaggio negativo e positivo
– Caso

3/9/2019 71
COMUNICAZIONE
• COMUNICARE viene dal latino
“communis”, “communicare” cioè
mettere in comune tra 2 o più persone
esperienze, informazioni, pensieri,
emozioni.

3/9/2019 72
COMUNICARE

A B

INFORMARE

A B
3/9/2019 73
COMUNICAZIONE

TRASMISSIONE RELAZIONE

CONDIVISIONE
PASSAGGIO DI
INFORMAZIONI COMPRENSIONE

3/9/2019 74
COMUNICAZIONE
Evento che “accade”
Aspetto “naturale” dell’uomo
Poca attenzione al controllo
Poca attenzione all’intenzionalità
Non considerata come strumento
importante per costruire relazioni
autentiche ed efficaci.

3/9/2019 75
CIRCOLARITA' DELLA
COMUNICAZIONE
continuo rapporto tra
emittente e ricevente
sulla base di un reciproco
feedback

A B
3/9/2019 76
LA COMUNICAZIONE UMANA

• Atto sociale reciproco mediato dall'uso


di simboli;
• Mette in gioco variabili complesse;
• Sono importanti le caratteristiche e le
qualità dell’interlocutore;
• Il messaggio diventa importante.

3/9/2019 77
CONTESTI E DIMENSIONI DELLA
COMUNICAZIONE
• Dimensione fisica: spazio fisico
• Dimensione temporale: tempo
quotidiano e tempo storico
• Dimensione sociale: posizioni sociali e
ruoli
• Dimensione psicologica: “clima”

3/9/2019 78
Dimensioni della comunicazione

3/9/2019 79
Gli elementi della comunicazione

3/9/2019 80
3/9/2019 81
GLI ELEMENTI DELLA COMUNICAZIONE
SOGGETTI emittente, ricevente
MESSAGGIO ciò che viene comunicato
CODICE insieme di regole condivise attraverso cui è
strutturato il messaggio
CANALE supporto fisico della comunicazione
CODIFICA processo di trasformazione delle idee per renderle
comprensibili
DECODIFICA tasformazione delle parole in significato (il
codice non sempre è condiviso)
FEEDBACK è la comunicazione “di ritorno”
(retrocomunicazione).
RUMORE qualcosa che disturba la comunicazione
3/9/2019 82
ELEMENTI DELLA
COMUNICAZIONE: IL CODICE
• Linguaggio verbale e non verbale
• Insieme delle regole a supporto del
messaggio:
– Alfabetico
– Stradale
– Braille…….

• Si modifica in relazione al contesto


3/9/2019 83
ELEMENTI DELLA
COMUNICAZIONE: IL CANALE
• Supporto fisico della comunicazione
• Mezzo attraverso cui si trasmette il messaggio
• “Il mezzo è il messaggio” (Mc Lhuan)
– Selezione il target
– Determina la decodifica
– Assolve funzioni comunicative
– È il contesto che permette la comprensione del
messaggio
• Prossemica – Cinesica –Timbro della voce….

3/9/2019 84
ELEMENTI DELLA
COMUNICAZIONE: IL FEEDBACK

• Momento della retroazione


• Verifica del ricevimento del messaggio
• Momento che condiziona la successiva
comunicazione

3/9/2019 85
ELEMENTI DELLA
COMUNICAZIONE: IL RUMORE
• Interferenze che influenzano la
recezione del messaggio (il messaggio
che si riceve è diverso da quello inviato)
• Esempio di interferenze sono le
rappresentazioni si di sé e sull’altro.

3/9/2019 86
RAPPESENTAZIONI DELLA
REALTA’
SULL’ALTRO SU DI SE’
“La profezia che si “Il comportamento
autoavvera è uno che provoca negli
dei altri una reazione
alla quale quel dato
meccanismi più
comportamento
potenti della sarebbe la risposta
comunicazione.” adeguata”

3/9/2019 87
«Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo, ma
non il martello. Il vicino ne ha uno, così decide di andare
da lui e di farselo prestare. A questo punto gli sorge un
dubbio: e se il mio vicino non me lo vuole prestare? Già
ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse
la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l'ha con me.
E perché? Io non gli ho fatto nulla, è lui che si è messo in
testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utensile, io
glielo darei subito. E perché lui no? Come si può rifiutare
al prossimo un così semplice piacere? Gente così rovina
l'esistenza agli altri. E per giunta si immagina che io
abbia bisogno di lui, solo perché possiede un martello.
Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino
apre, e prima ancora che questi abbia il tempo di dire
'Buon giorno', gli grida: 'Si tenga pure il suo martello,
villano!'»
P. Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici (1983),

3/9/2019 88
La comunicazione
interpersonale
VERBALE parola
scritta o pronunciata
NON VERBALE
enfasi, sguardi, tono
della voce…

comporta un passaggio di informazioni


da una persona ad un’altra con decodifica
3/9/2019 89
RICONOSCIMENTI
CONFERMA
(riconoscimento positivo) tu vai, sei OK

RIFIUTO
(riconoscimento negativo) tu non vali non sei
OK

DISCONFERMA
(nessun riconoscimento: tu non esisti)
3/9/2019 90
GLI STILI
COMUNICATIVI
• PASSIVO tendenza ad evitare le
responsabilità e i conflitti
• AGGRESSIVO tendenza a dominare e
a svalutare gli altri
• ASSERTIVO capacità di: esprimere
idee, sentimenti e bisogni, affermare i
propri diritti, considerando i diritti altrui.

3/9/2019 91
GLI ASSIOMI
DELLA COMUNICAZIONE
(Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
• NON SI PUO’ NON COMUNICARE.
• OGNI COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO
CONTENUTO E UNO DI RELAZIONE DI MODO CHE
IL SECONDO CLASSIFICA IL PRIMO E QUINDI E’
METACOMUNICAZIONE.
• LA NATURA DI UNA RELAZIONE DIPENDE DALLA
PUNTEGGIATURA DELLA SEQUENZA DI
COMUNICAZIONE TRA I COMUNICANTI.
• COMUNICAZIONE NUMERICA E ANALOGICA.
• TUTTI GLI SCAMBI DI COMUNICAZIONE SONO
SIMMETRICI O COMPLEMENTARI A SECONDA CHE
SIAMO BASATI SULL’EGUAGLIANZA O SULLA
DIFFEENZA.
3/9/2019 92
GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
(Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick

Il comportamento non ha un suo opposto


Non c’è il non comportamento.
Attività o inattività, parole o silenzio hanno sempre valore di
messaggio.
Es: uomo che guarda fisso davanti a sé mentre fa colazione in
una tavola calda affollata oppure passeggero dell’aereo.
3/9/2019 93
GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
(Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
2. OGNI COMUNICAZIONE HA UN ASPETTO CONTENUTO E
UNO DI RELAZIONE DI MODO CHE IL SECONDO CLASSIFICA IL
PRIMO E QUINDI E’ METACOMUNICAZIONE.

Contenuto (cosa) = trasmissione di dati, notizia


Relazione (come) = aspetto di comando, modo in cui si
deve assumere la comunicazione.
Il “come” è una comunicazione sul “cosa”
Es.: operazione con il pc

3/9/2019 94
GLI ASSIOMI
DELLA COMUNICAZIONE
(Scuola di Palo Alto) Paul
Watzslawick
1 LA NATURA DI UNA RELAZIONE DIPENDE DALLA
PUNTEGGIATURA DELLA SEQUENZA DI
COMUNICAZIONE TRA I COMUNICANTI.

La punteggiatura organizza gli eventi comportamentali


determinando la natura dell’interazione ed anche
ribaltandola:
es: Il topo dice – ho addestrato il mio
sperimentatore; ogni volta che premo la leva mi dà
da mangiare-.

3/9/2019 95
GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
(Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick
1 COMUNICAZIONE NUMERICA E ANALOGICA.

F-i-v-e- /c-i-n-q-u-e / g-a-t-t-o


convenzioni semantiche della lingua

Comunicazione

Gatto

Numerica o digitale (contenuto) analogica (relazione)

Verbale Non Verbale


3/9/2019 96
GLI ASSIOMI
DELLA COMUNICAZIONE
(Scuola di Palo Alto) Paul Watzslawick

5. TUTTI GLI SCAMBI DI COMUNICAZIONE SONO


SIMMETRICI O COMPLEMENTARI A SECONDA CHE SIAMO
BASATI SULL’EGUAGLIANZA O SULLA DIFFERENZA.

Interazione
simmetrica,
improntata
all’eguaglianza dei
due, si tende a
rispecchiare il Interazione
comportamento complementare,
dell’altro. improntata alla differenza,
il comportamento
completa quello dell’altro.
3/9/2019 97
APPROCCI COMUNICATIVI
• KARL ROGERS: LA COMUNICAZIONE
POSITIVA

• GORDON: IL MESSAGGIO IO

• LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA

3/9/2019 98
COMUNICAZIONE POSITIVA
CARL ROGERS
Caratteristiche in una relazione
d’aiuto:
• EMPATIA
• CONSIDERAZIONE POSITIVA
INCONDIZIONATA
• CONGRUENZA o AUTENTICITA’

3/9/2019 99
COMUNICAZIONE POSITIVA
CARL ROGERS
L’EMPATIA
Mettersi nei panni dell’altro, sentire il mondo dell’altro
come se fosse il proprio mondo
Riconoscere unicamente il proprio punto di vista
significa solo “comunicare se stessi” e non
comunicare con gli altri.

3/9/2019 Es: aiutare l'anziano a ricordare aiuta ad entrare


100 in empatia
COMUNICAZIONE POSITIVA
CARL ROGERS

LA CONSIDERAZIONE
POSITIVA INCONDIZIONATA

accettazione della persona nella sua


totalità , valori e atteggiamenti senza
giudizio né altre forme di valutazione

3/9/2019 101
COMUNICAZIONE POSITIVA
CARL ROGERS

CONGRUENZA – AUTENTICITA’
quando il modo di agire riflette quello
che si sente dentro e non è dettato da
una finzione difensiva, non ci si mettono
maschere e si esprimono i propri
sentimenti.

3/9/2019 102
RELAZIONE EFFICACE
TECNICA COMUNICATIVA DEL
“MESSAGGIO IO” (Gordon)
• E’ usata dallo stesso individuo che si trova in difficoltà
a causa del comportamento di un’altra persona;
• Tecnica del “confronto” poichè si mettono a
confronto I propri sentimenti con I comportamenti
inaccettabili dell'altro;
• Non esprime nessuna valutazione, ma mette il
soggetto di fronte al disagio creato dal proprio
comportamento negli altri: non “tu sei”, ma “io
sento”;
• Consente di costruire un dialogo e superare
estremismi: permissivismo, autoritarismo.

3/9/2019 103
LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA

• esplicitare e difendere il proprio punto


di vista in modo autentico, in condizioni
di calma e pacatezza che la fanno
sentire “emotivamente adeguata”
• suscitare e recepire l’espressione delle
posizioni altrui (Di Pietro e Rampazzo,
1997)

3/9/2019 104
COMUNICAZIONE ASSERTIVA:
OPERATIVITA’
• iniziare lo scambio con frasi come “ Dal mio
punto di vista penso che...”, “Se ho capito
bene...”, “ Se guardo le cose alla luce delle
mie informazioni attuali...”
• aiutare gli interlocutori ad esprimere il loro
punto di vista (non farlo al posto loro!!!), “Ho
notato questo o quel comportamento..., come
devo interpretarlo?”.
• Importante saper aspettare in SILENZIO la
risposta
3/9/2019 105
COMUNICAZIONE ECOLOGICA
Jerome Liss
La comunicazione rispetta l'equilibrio tra i
bisogni dell'individuo.
Il «principio ecologico» nella comunicazione
ci porta a rispettare l'individuo («rispettare
la diversità») e nello stesso tempo a
cooperare con il gruppo («rispettare il
contesto»). (Liss 1992)

3/9/2019 106
COMUNICAZIONE ECOLOGICA
Jerome Liss
• La comunicazione ecologica insegna a
trasformare i giudizi pesanti che si ricevono in
suggerimenti positivi (gestione del negativo);
• insegna a comunicare restando nel positivo
ed evitando le frasi negative;
• insegna ad integrare sistematicamente
negativo e positivo, educandoci a sostare nel
negativo, ad esplorarne le potenzialità, la
vitalità ed a trasformarle in energia positiva.
3/9/2019 107
Per una COMUNICAZIONE
ECOLOGICA Jerome Liss
Applicazione dei principi ecologici alle relazioni
umane:
– coltivare le risorse di ogni persona,
– rispettare la diversità e nello stesso tempo mantenere
una coesione globale in modo che le persone possano
agire insieme per un obiettivo comune. […]
– le parole chiave nella comunicazione ecologica sono:
«risorse», «crescita», «individualità» e «totalità».

3/9/2019 108
BARRIERE ALLA COMUNICAZIONE
(GORDON 1991)
• ORDINARE – ESIGERE
• MINACCIARE
• FARE LA MORALE
• DARE SOLUZIONI GIA PRONTE
• PERSUADERE CON ARGOMENTAZIONI LOGICHE,
• GIUDICARE – DISAPPROVARE - CRITICARE,
• FARE COMPLIMENTI ED APPROVARE IMMERITATAMENTE,
• UMILIARE – RIDICOLIZZARE
• INTERPRETARE - ANALIZZARE I COMPORTAMENTI ALTRUI,
• CONSOLARE – MINIMIZZARE
• CAMBIARE ARGOMENTO
• INFORMARSI - INTERROGARE

3/9/2019 109
COMUNICAZIONI DIRETTIVE
• MORALIZZARE: così deve essere ( si esercita
pressione)
• DOGMATIZZARE: è così (non accetta, rifiuta)
• DIAGNOSTICARE: (la tua situazione è questa. Tu
sei…)
• INTERPRETARE: questo è così perché (l’esperto…vedi
uso del cognome)
• GENERALIZZARE: succede spesso a tutti ( non
prendere sul serio)
• MINIMIZZARE: non è proprio niente.
• TROVARE SOLUZIONI: fai così ( non aiuta a prendere
decisioni).
3/9/2019 110
LINGUAGGIO NEGATIVO
TE NE
SEI UN FREGHI DI
INCAPACE! TUTTO!

NON SAI FARE CON UNO


PIU’NIENTE! COME TE….

3/9/2019 111
LINGUAGGIO POSITIVO
E’ IMPORTANTE
PUOI
ASCOLTARE.
ANCORA
IMPARARE!

C’E’
ANCORA
BISOGNO
DI TE!

FACCIAMO
PICCOLI
PASSI
CONCRETI!
3/9/2019 112
Ipotesi di un caso
• L’anziano manifesta un comportamento di
provocazione, di sfida o comunque inadeguato;
• l’assistente reagisce al comportamento problematico
e dà un’istruzione opposta al comportamento
dell’anziano
• l’anziano sfida l’assistente rifiutandosi di eseguire
l’istruzione e manifestando un altro comportamento
inappropriato;
• l’assistente reagisce dando un ultimatum;
• l’anziano raccoglie la sfida dell’ultimatum con
un’altra provocazione e manifesta un comportamento
ostile e aggressivo;

3/9/2019 113
Tenere conto che l’attenzione NON PUO’ essere
costante
Rispondere ACCURATAMENTE ad OGNI DOMANDA,
anche a quelle non espresse.

NON farsi MAI COINVOLGERE in POLEMICHE: le


emozioni negative non aiutano nessuno, per litigare
bisogna essere almeno in due.

3/9/2019 114
Un mestiere a rischio…

Gestire lo stress è il nostro


mestiere

3/9/2019 115
Sono in grado di essere percepito congruente?
Sono in grado di dare l’esempio?
Sono in grado di esprimere atteggiamenti positivi
(attenzione, rispetto, interesse, calore…)

Mi sento sicuro di me?


Mi sento sicuro del mio modo di essere formatore?
Sono in grado di esprimere atteggiamenti positivi
(attenzione, rispetto, interesse, calore…)?

3/9/2019 116
Quali sono per voi i partecipanti
difficili?

3/9/2019 117
Ognuno hai il proprio ruolo nel gruppo

3/9/2019 118
GESTIRE L’AULA

1.Partecipante che borbotta


2.Discussioni su argomenti non inerenti
3.Gruppo passivo
4.Conflitto tra due partecipanti
5.Chi parla sottovoce o scherza troppo
6.Partecipazione minima

Alcune possibili tipologie


il polemico, il killer occulto, l’assente, il logorroico,
l’indisciplinato,
3/9/2019 l’arrivato e il partecipante
119 ideale
7. Non si riesce a stare nei tempi
8. Sapientone nel gruppo
9. Dibattito su aspetti non riguardanti il training
10. Qualcuno ripete sempre le stesse cose
11. Interruzioni continue e aggressive
12. Continui commenti irrilevanti

3/9/2019 120
Il Polemico
•il polemico: tende a fare polemica e a voler
contraddire le posizioni espresse dal trainer.
•Occorre al massimo evitare di entrare in polemica con
lui (è tra l’altro quello che vuole).
•Farlo esprimere fino in fondo, non interromperlo,
incoraggiarlo e chiedere anche agli altri di esprimere
la loro opinione in merito.
•Fare utilizzo di dati e fatti oggettivi per ridurre al
massimo l’area delle opinioni.
•Proponiamo ogni nostro consiglio / strumento come
un’alternativa che ognuno può liberamente
confrontare con la propria esperienza e decidere se
farne
3/9/2019 tesoro o meno 121
Il killer occulto
•il killer occulto: all’apparenza sembra che tutto
vada bene mentre in realtà non apprezza nulla di
quanto viene fatto ed ogni occasione è buona per
parlar male del corso, ma sempre alle spalle del
trainer.
•Accorgersi per tempo della sua presenza e fargli tirar
fuori il suo malessere direttamente in aula e/o ad un
break avvicinandosi a lui.
•Se esistono delle criticità è sempre meglio farle
emergere per poi poterle affrontare rispetto a far
finta di nulla.

3/9/2019 122
L’assente

•l’assente: non parla, non interviene mai, non fa’


domande.
•Cercare di coinvolgerlo attraverso domande, dargli un
ruolo durante un’esercitazione, mantenere un contatto
visivo.
•Non dimenticarsi di lui, incoraggiarlo nel prendere parte
al corso.

3/9/2019 123
Il logorroico
•il logorroico: continua ad intervenire cercando di
monopolizzare il dialogo. Rispondere in forma sintetica
alle sue domande.
•Stopparlo (con i modi giusti!) per lasciar spazio anche
agli altri di intervenire. Imporre la regola che i
volontari nelle esercitazioni devono sempre essere
diversi.
•Non lasciargli troppo spazio altrimenti rischiamo di farci
portare fuori strada e non riuscire a mantenere il
giusto ritmo per il raggiungimento degli obiettivi del
corso
3/9/2019 124
L’indisciplinato
•l’indisciplinato: tiene il cellulare acceso, arriva in
ritardo, prolunga le pause, si fa i fatti suoi durante le
esercitazioni, ecc...
•Non fare finta di niente in quanto rischieremmo di
perdere il controllo del gruppo.
•Definire in fase di patto le Regole

3/9/2019 125
L’arrivato
•l’arrivato: assume l’atteggiamento del “non ho più
nulla da imparare”.
•Cogliere la sfida e dimostrargli con i fatti la qualità del
corso.
• Chiedergli la cortesia di sospendere il giudizio sul corso
fino al suo termine partecipando e condividendo con
noi la sua esperienza.
•Alla fine del corso non dimentichiamoci di ascoltare la
sua valutazione su quanto fatto

3/9/2019 126
Il partecipante ideale

•il partecipante ideale: è molto competente e


preparato, partecipa attivamente ed è pure simpatico.
•Accettare di buon grado il suo contributo evitando però
di focalizzare la nostra attenzione solo su di lui,
trascurando il resto dei partecipanti.

3/9/2019 127
Come si gestisce
il dissenso?

3/9/2019 128
Alcune bordate

•Non sono per niente d’accordo con te


•Ho già fatto questo corso e non è servito a nulla
•Questa roba è tutta aria fritta

3/9/2019 129
E’ un gioco di forze
Provocazione Provocabilita’
Offesa Suscettibilita’

Il gioco non alimentato si smorza

3/9/2019 130
Evitare di ……

Opporsi con troppa decisione per sostenere il proprio


punto di vista
Considerare l’obiezione un’offesa personale e
denigrarla
Cercare di dimostrare ad ogni costo il torto dell’altro
Sminuire l’importanza attribuita dal partecipante al suo
problema
Subissare di argomentazioni tecniche
Presumere di averne colto il senso senza approfondire

3/9/2019 131
In sintesi
1.Ascolto empatico ( i punti che possiamo apprezzare )
2.Non verbale di apertura
3.Riflettere quanto basta
4.Domande di precisione
5.Valorizzarla se possibile
6.Rispondiamo in modo conciso + tecnica del
rimbalzo

1. La stai prendendo troppo sul personale ?


2. E’ di contenuto o di relazione ?
3/9/2019 132
Formatore come Rieducatore emotivo

•indicare eventuali contraddizioni/criticità presenti


nelle affermazioni di dissenso
•indicare la presenza di pregiudizi, generalizzazioni
ecc…
•approfondire i motivi del dissenso, formulando
domande volte a capire il perché delle affermazioni
•incoraggiare, incanalare le potenzialità
•aiutare i partecipanti a coltivare la razionalità, il
dialogo costruttivo, privilegiando le esperienza positive
•restituire l’emotività
3/9/2019 133
Non possiamo insegnare direttamente nulla ad
un’altra persona, possiamo solo facilitarne
l’apprendimento

3/9/2019 134
"Se vuoi capire una persona non ascoltare le sue parole
ma osserva il suo comportamento
Comunicazione non verbale "

3/9/2019 135
Con il seguente schema andiamo quindi a rivedere i vari
aspetti manifesti della comunicazione:

Verbale Lingua Italiana


Verbale Scritto Alfabeto scritto Italiano

Non verbale Gesto


Non verbale scritto Disegno
Analogico Foto,Pianto
Simbolico Rosso,Verde
Locale Dialetto, Linguaggio Lav.
Universale
3/9/2019 Sorriso 136
Comunicazione verbale
È consapevole ed intenzionale;
fornisce informazioni sugli argomenti espressi;
è poco rilevante nelle relazioni

In gran parte inconsapevole, non interazionale e non


controllabile;
fornisce informazioni sul soggetto che la esprime;
è ambigua;
è fondamentale nelle relazione.

3/9/2019 137
3/9/2019 138
Caratteristiche della comunicazione non verbale

Segnala i mutamenti delle relazioni interpersonali,


sostiene e completa la comunicazione verbale fungendo
da canale di dispersione in quanto, non essendo
facilmente controllabile , lascia filtrare contenuti
profondi a volte latenti, a volte in contraddizione con il
messaggio verbale.

3/9/2019 139
Produzione, elaborazione, comprensione del messaggio;
- ripetizione di quanto detto verbalmente;
- sostituzione di parti del messaggio verbale;
- completamento e chiarimento di parti del messaggio
verbale;
- distinzione tra parti del messaggio verbale;
- rinforzo di parti del messaggio verbale;
- struttura e controlla l’interazione e la conversazione
attraverso i segnali non verbali che si usano per la
presa dei turni e per porre fine all’incontro.

3/9/2019 140
La comunicazione non verbale è così strutturata e
definita:
1- prossemica
2 - sistema paralinguistico
3 - sistema cinesico
4 - aptica

3/9/2019 141
La prossemica riguarda la gestione dello spazio e del
territorio dell'individuo.
Lo spazio può essere suddiviso in 4 zone principali:
zona intima
zona personale
zona sociale
zona pubblica.

3/9/2019 142
3/9/2019 143
Comunicazione non verbale
Il linguaggio prossemico secondo Hall
distanza intima (fino a 40 cm): l’interlocutore invade
il sistema percettivo dell’altro e tale distanza è di
frequente seguita dal contatto fisico;
distanza personale (da 40 a 120 cm): corrisponde
alla distanza di due braccia che si tendono ed è
utilizzata quando si vuol parlare più in segretezza con
qualcuno, isolandosi dagli altri;
distanza sociale (da 120 a 360 cm): è tipica del
contatto formale, solo di carattere oculare;
distanza pubblica (da 360 cm in poi): è usata nelle
conferenze, in cui c’è estraneità tra gli interlocutori.
In caso di contatto fisico volontario e ripetuto si
ha3/9/2019
la manifestazione espressa di intimità. 144
Particolare attenzione nell'osservazione della
comunicazione non verbale dev'esser data poi
dall'orientamento:
-disposizione spaziale tra i soggetti: indica la qualità
dei rapporti, con variazioni di significato che dipendono
dal contesto;

- disposizione degli arredi: sono gli arredi che


favoriscono o rendono difficoltose alcune forme di
comunicazione. Solitamente un tavolo circolare rende
fisicamente equidistanti i soggetti, per cui è un
presupposto per impostare rapporti paritetici

3/9/2019 145
Particolare attenzione nell'osservazione della
comunicazione non verbale dev'esser data poi
dall'orientamento:
-disposizione spaziale tra i soggetti: indica la qualità
dei rapporti, con variazioni di significato che dipendono
dal contesto;

- disposizione degli arredi: sono gli arredi che


favoriscono o rendono difficoltose alcune forme di
comunicazione. Solitamente un tavolo circolare rende
fisicamente equidistanti i soggetti, per cui è un
presupposto per impostare rapporti paritetici

3/9/2019 146
Il paralinguistico (già visto in precedenza) è il sistema
vocale non verbale
Indica l’insieme dei suoni emessi durante una
conversazione a prescindere dal loro significato
Ad esempio:
- il tono della voce
- la frequenza e l’intensità della voce
- il ritmo (la velocità delle frasi e le pause)

3/9/2019 147
La cinesica riguarda la comunicazione espressa dalla
mimica facciale, dai movimenti degli occhi e del
corpo (movimento delle mani, postura)
Ad esempio il guardare qualcuno negli occhi qualcuno è
spesso interpretato come segnale del fatto di voler
iniziare una conversazione o interazione

3/9/2019 148
L'aptica si riferisce alle diverse forme di contatto
fisico.
È una scienza giovane e fortemente in evoluzione.
La percezione aptica, secondo Wikipedia, è:
"…il processo di riconoscimento degli oggetti attraverso il
tatto."
Può esser distinta in:
Contatto formale (es. stretta di mano, doppio bacio)
Contatto informale (un abbraccio, una paca sulla
spalla)

3/9/2019 149
I gesti sono segnali non verbali.
Analizzeremo sinteticamente le cinque categorie di segni
definite da Ekman e Friesen nel 1969:
-gesti emblematici;
-gesti illustratori;
-gesti regolatori della comunicazione;
-gesti espressivi di emozioni;
-gesti di adattamento.

3/9/2019 150
Gesti emblematici:
sono quei gesti che hanno una traduzione verbale orale
diretta, nel senso che ripetono, esprimono in modo
autonomo, a volte sostituiscono il parlato (dire “ciao”
con la mano).
In questa classe rientrano i riti.

3/9/2019 151
Gesti illustratori:
sono gesti che accompagnano il parlato punteggiandone
il contenuto con esemplificazioni, chiarimenti,
illustrazioni (numerare con le dita, enfatizzare con le
mani, ecc.).

3/9/2019 152
Gesti regolatori della comunicazione:
servono soprattutto a coordinare i turni di intervento,
ossia a regolare gli scambi verbali fra i soggetti
(alzare il braccio per chiedere la parola, solo per citare
l'esempio più classico...).

3/9/2019 153
Gesti espressivi di emozioni:
sono usati, consapevolmente o inconsapevolmente, per
comunicare stati d’animo, sentimenti e atteggiamenti (il
tremore delle mani)

3/9/2019 154
Gesti di adattamento:
hanno una funzione di controllo e/o di espressione di
bisogni ed emozioni e sono per lo più gesti manipolatori
rivolti a se stessi (grattarsi la testa, giocare con i capelli,
nascondersi il volto, ecc...).

3/9/2019 155
3/9/2019 156
3/9/2019 157
3/9/2019 158
3/9/2019 159
3/9/2019 160
3/9/2019 161
3/9/2019 162
3/9/2019 163
3/9/2019 164
3/9/2019 165
3/9/2019 166
3/9/2019 167
Sviluppo di un piano di Lezione
1. Ogni attività d’insegnamento dev’essere pianificata e
organizzata con competenza per raggiungere gli
obbiettivi che ci si prefigge.
a. Prima di tutto, si devono determinare il livello, i
requisiti e gli obbiettivi del Corso.
b. In secondo luogo, occorre suddividere gli obbiettivi
generali in un sillabo sillabo. Un sillabo è una lista dei
segmenti (o blocchi) di apprendimento che costituiscono
il Corso.
1) Controllare che ciascun blocco sia una parte davvero
necessaria dell’obbiettivo
globale. Materiali o compiti non pertinenti generano
confusione e distrazione.

3/9/2019 168
Prevedere flessibilità. L’ordine dei blocchi e il piano
d’insegnamento possono (e debbono)
essere modificati quando si renda necessario:
a. per rimanere in contatto con i progressi degli studenti;
b. per rispondere a domande su argomenti
pertinentiche non troverebbero adeguata
spiegazione nel prosieguo del Corso;
c. per altre circostanze particolari che forniscano
l’occasione di trattare un argomento in modo più efficace
o interessante di quanto avverrebbe seguendo l’ordine
programmato (“didattica situazionale”). Quando è
necessario allontanarsi dal sillabo, occorre comunque
considerare come e quanto la deviazione influisca
sull’intelaiatura globale dei rapporti fra i blocchi.
3/9/2019 169
Se la lezione in programma non può essere tenuta per
qualche impedimento (es., indisponibilità o guasto degli
strumenti dei quali ci si doveva servire), dovrà essere
sostituita con una lezione o un’attività appropriata a
quello specifico stadio dell’apprendimento. “Saltare”
semplicemente ad una lezione successiva che pre-
supponga elementi che dovevano essere spiegati in
quella posposta è chiaramente controproducente.
b. Corollario: prevedere e predisporre lezioni
“alternative” e materiali di riserva per ogni stadio o
blocco del Corso. Poche cose sono più frustranti per gli
studenti che quella di trovarsi un’attività annullata
all’ultimo momento.

3/9/2019 170
Organizzazione del materiale
1. Il processo d’insegnamento può essere segmentato in
quattro passi fondamentali: preparazione, presentazione,
applicazione e verifica/valutazione.
2. La preparazione consiste nell’organizzazione dei
contenuti e del materiale, il che vuol dire:
a. redigere il sillabo del Corso (oppure effettuarne
un’accurata revisione se si adotta un sillabo già
esistente); stabilire quali segmenti del sillabo siano da
espletare mediante lezioni, seminari, di-
mostrazioni pratiche ecc.;
c. provvedere e verificare i materiali didattici da utilizzare
(testi, diapositive, registrazioni audio o video, strumenti
di laboratorio o quant’altro necessario);
d. ispezionare i luoghi dove avrà svolgimento il Corso
3/9/2019 171
verificandone l’idoneità, la capienza adeguata al
numero degli allievi previsti, la presenza e l’efficienza
delle attrezzature eventualmente necessarie;
e. fare una lista accurata ed esaustiva dei testi,
materiali, strumenti d’uso individuale ecc. che debbano
eventualmente procurarsi gli allievi (lista da rendere
disponibile agli aspiranti allievi con congruo anticipo
sull’inizio del Corso); Il sillabo di un Corso:
a. contiene i blocchi d’insegnamento ordinati nella
sequenza più efficiente per raggiungere i previsti
obbiettivi d’apprendimento;
b. presenta un sommario o un riepilogo dell’intero Corso;
c. prevede spunti di flessibilità per il caso in cui l’ordine
previsto debba essere adattato a circostanze impreviste
o a speciali esigenze individuali.
3/9/2019 172
4. Ogni lezione (= unità didattica che inizia e si conclude
in un tempo determinato) deve prevedere gli obbiettivi
specifici della lezione stessa, i contenuti da assimilare ed
il livello di competenza che si intende raggiungere.
5. Principio essenziale d’ogni lezione è quello di
determinare e far comprendere sia i punti
fondamentali dei suoi contenuti sia, soprattutto, i
rapporti che intercorrono fra tali punti.
6. Indipendentemente dal metodo d’insegnamento usato
(lezione frontale, discussione guidata, dimostrazione
ecc.) il docente ha il dovere di organizzarne
adeguatamente i contenuti. Ogni lezione dovrebbe avere
una struttura ben definita:

3/9/2019 173
a. Introduzione
introduzione, che include una chiara presentazione degli
obbiettivi, delle ideechiave e della loro relazione con gli
obbiettivi dell’intero Corso. Scopi fondamentali
dell’introduzione sono quelli di consolidare l’attenzione,
rinforzare la motivazione e fornire un quadro d’insieme
di ciò che verrà successivamente sviluppato;
b. Sviluppo
sviluppo, che presenta dettagliatamente i contenuti in
modo da far risaltare le connessioni fra le idee o i punti-
chiave. Per questo occorre procedere:
1) dal noto all’ignoto, muovendo da ciò che gli studenti
già sanno (o dovrebbero sapere) per introdurre le nuove
nozioni o esperienze;
2) dal più semplice al più complesso, e
3/9/2019 174
3) dagli elementi più familiari a quelli di meno comune
esperienza.
La pianificazione delle lezioni
1. Ogni lezione o attività d’insegnamento deve avere un
piano, cioè uno schema o un sommario di ciò che deve
svolgersi nel periodo prefissato.
2. Il piano della lezione deve essere preparato per ogni
singola attività, indipendentemente
dall’esperienza del docente o dal livello raggiunto dagli
studenti. Pertanto:
a. uno “schema mentale” non è un piano di lezione;
b. per essere efficiente, un piano deve essere redatto
per iscritto.

3/9/2019 175
3. Un piano di lezione si articola in più sezioni, che
comprendono: gli obbiettivi, gli elementi (contenuti), i
tempi, le azioni del docente, le azioni (se previste) degli
studenti, la verifica (eventuale) del livello raggiunto.
I piani di lezione sono anche strumenti che consentono
al docente di “monitorare” continuamente il proprio
insegnamento, come pure l’apprendimento da parte
degli studenti.
5. Un buon piano di lezione deve:
a. prevedere uno schema degli obbiettivi e dei contenuti
della lezione;
b. indicare i collegamenti degli obbiettivi a quelli generali
dell’intero Corso;
.
3/9/2019 176
c. specificare la progressione dagli elementi noti a quelli
ignoti;
d. determinare lo sviluppo delle conoscenze e delle
abilità degli allievi.
Gli obbiettivi di ogni lezione devono essere stabiliti in
modo chiaro e preciso.
a. Gli obbiettivi sono la ragion d’essere della lezione –
ciò che gli studenti si aspettano
di sapere o di saper fare al termine della lezione.
b. Lo studente che non riesca a vedere gli obbiettivi o gli
scopi di una lezione può sentirsi frustrato, non motivato
e meno disposto a imparare. Tenere informati gli
studenti sugli obbiettivi della lezione e sui livelli di
competenza da raggiungere è un
mezzo efficace per ridurre al minimo il senso
3/9/2019 177
d’insicurezza
Ogni lezione dovrebbe presentare materiali nuovi, siano
essi fatti, nozioni, principi, procedure o abilità da
raggiungere, ma:
a. i nuovi contenuti debbono potersi ricollegare in
progressione logica a quelli delle lezioni pregresse, per
cui
b. può essere utile includere nell’introduzione un breve
sommario della lezione immediatamente precedente.
La durata e la frequenza delle lezioni dovrebbe essere
determinata dall’affaticamento degli studenti. Quando
una lezione o un’esercitazione si prolunga
eccessivamente o affastella troppi contenuti insieme
produce fatica, che riduce a sua volta l’attenzione, la
motivazione e la capacità di assimilazione degli studenti.
3/9/2019 178
Questo principio ottimale è difficilmente applicabile nella
scuola, ove durata e frequenza delle lezioni sono
prefissate da una regolamentazione rigida. Si possono
tuttavia adottare alcuni accorgimenti atti a ridurre la
fatica dello studente:
a. alternanza delle materie nella giornata scolastica.
Salvo esigenze particolari (es., compito in classe) più ore
consecutive d’una stessa materia risultano
controproducenti (e faticosamente gestibili anche
dall’insegnante);
b. sufficiente distanziamento delle lezioni d’una stessa
materia. Ciò che è stato compreso ha bisogno di tempo
per venire assimilato al punto da potersi considerare
Appreso.
Una concentrazione eccessiva delle lezioni rischia di far
perdere lungo la strada nozioni o elementi fondamentali.
3/9/2019 179
Valutare l’ insegnamento e l’ apprendimento
Ogni insegnante per valutare usa metodi e tecniche più
o meno consolidati e rigorosi, ma usa anche il buon
senso e l'intuito, che gli deriva dall'esperienza.
Confrontai dati quantitativi delle misurazioni, delle
verifiche e quelli qualitativi delle descrizioni con i
traguardi prefissati e interpretai dati in rapporto ai
processi di apprendimento dell'alunno e alla
personalizzazione delle competenze. In questo modo la
valutazione appare come una sintesitra i risultati ottenuti
dalle verifiche e le informazioni significative, provenienti
dalle interpretazioni. In un senso più approfondito, per
valutazione si deve intendere un'operazione che
accompagna tutto il processo di apprendimento -
insegnamento,
3/9/2019
perché deve essere un atteggiamento
180
di
determinata situazione.
Si configura come un sistema aperto, perché deve
affrontare situazioni complesse.
Qualcuno usa indifferentemente i termini verifica e
valutazione e considera conclusa la valutazione con la
misurazione dei risultati, ben pochi adottano poi tecniche
di meta-valutazione, per cui sarà bene stabilire un ordine
metodologico:
•Prima si osservano le situazioni di apprendimento e si
rilevano gli elementi che si ritengono importanti. Si
potranno anche misurare prestazioni, abilità, ma altri
elementi, come atteggiamenti ,stili, processi, si potranno
solo descrivere e raccontare. Quindi si confrontano
i dati emersi con le ipotesi e i traguardi prefissati dal
progetto didattico e con i processi individuali di
3/9/2019 181
apprendimento, per avere informazioni significative sui.
modi personali di acquisire le conoscenze e sviluppare le
Competenze. La valutazione quindi è senza dubbio un
procedimento soggettivo, personale, che non deve però
rinunciare alla ricerca della massima oggettività
possibile, attraverso la consapevolezza delle possibili
interferenze( v. preconcetti e stereotipi ), appellandosi
dunque a:
•Trasparenza
nella comunicazione
delle valutazioni
•Condivisione dei criteri per la valutazione
•Triangolazione dei punti di vista
La valutazione, come si può dedurre da quanto detto
sinora, non si colloca alla fine di un percorso, ma lo
accompagna nel suo sviluppo e controlla l'adeguatezza
dei3/9/2019
mezzi ai fini, assumendo un atteggiamento.182
scientifico di ricerca di senso e di significato .
Con la meta-valutazione( consapevolezza del valutare/
la valutazione che valuta se stessa) infine, si
sottoporranno a controllo le strategie, le tecniche e gli
strumenti utilizzati nelle fasi precedenti, interrogandosi
sulla validità dei risultati, sulla coerenza dei criteri con gli
obiettivi formativi, sull'efficacia dei metodi utilizzati, sulla
qualità degli apprendimenti, sulla natura delle
difficoltà. Si tratta di una riflessione critica sulle
procedure e sugli strumenti attivati.
Cosa e come si valuta?
Moltissime ricerche hanno dimostrato la variabilità del
rendimento e delle opportunità di apprendimento in
rapporto a diversi fattori sociali, culturali e ambientali(
deprivazione culturale, povertà di linguaggio). Anche i
test3/9/2019
non verbali per misurare l'intelligenza 183non riescono
ad essere totalmente liberi da schemi indotti
dall'apprendimento all'interno di una determinata cultura
e delle esperienze, che questa ha o non ha consentito.
Anche in presenza di buoni test, si deve essere
consapevoli che essi forniscono elementi di
conoscenza, che avranno comunque bisogno di ulteriori
elementi per diventare significativi e che, anche a
misurazioni corrette, possono essere applicate
interpretazioni scorrette. Gli psicologi sanno comunque
che l'intelligenza non è un dato fisso ed assoluto e che
le attitudini ed interessi non sono innati, che il
ruolo delle influenze ambientali sui comportamenti è
notevole e che pertanto l'adeguatezza dei te
st si valuta in rapporto al campo complessivo
dell'esperienza di un soggetto, non al singolo
3/9/2019 184
individuo.
Si usano spesso i test psicologici per selezionare, ma la
loro funzione dovrebbe essere quella di fornire elementi
per l'osservazione e la conoscenza.
La valutazione e l'apprendimento
Non si valuta per valutare, ma per formare, per cambiare
in meglio, dove e quando necessario. E' bene che gli
alunni acquisiscano essi stessi degli strumenti dell'
autovalutazione, nel momento stesso in cui si avviano
percorsi rivolti alla conoscenza di sé, delle
proprie capacità, attitudini. ecc. L'insegnante attraverso
la "trasparenza", che si fa anche metodo, informa e
discute circa i criteri utilizzati, l'assegnazione motivata
dei punteggi e cura contemporaneamente gli aspetti
relativi al passaggio dal rinforzo positivo,
esterno, a quello personale, interno.
3/9/2019 185
Il ciclo della progettazione
Contestualizziamo ora i termini evidenziati all’interno del
ciclo della progettazione curricolare. La scelta di una
metodologia e i relativi metodi, sono decisioni che
devono essere prese nel contesto più generale della
pianificazione del corso nel quale vi è un’unione e un
legame tra ogni livello: i fini e gli obiettivi
identificati, influenzano la scelta delle metodologie
impiegate così come sono influenzate la scelta dei
metodi, dei contenuti del corso, la
valutazione dei risultati dell’apprendimento e la
rilevazione di competenze.

3/9/2019 186
Obiettivi Metodi Materiali Valutazione

Aspettative Decisioni educative, Mezzi/strumenti Processo di raccolta


dell’apprendimento approcci, procedure utilizzati per delle informazioni
o routine che gli presentare i sul rendimento
Essi rappresentano insegnati utilizzano contenuti dello studente
la conoscenza, i per accelerare o dell’apprendimento utilizzando una
concetti e le abilità migliorare e come ciò che lo varietà di metodi e
che tutti gli l’apprendimento studente utilizza materiali al fine di
studenti per dimostrare la determinare la
dovrebbero propria conoscenza conoscenza, le
padroneggiare e abilità e la
sono generalmente motivazione degli
allineati agli studenti, con il
standard proposito di
prendere delle
decisioni didattiche
consapevoli
FLESSIBILI
VARIABILITA’ FLESSIBILI VARIABILI PUNTUALITA’
STUDENTI ESPERTI VARIABILI MOLTEPLICI PRECISIONE
3/9/2019 187
OBIETTIVO GENERALE

BEN STRATEGICI
INFORMATI ORIENTATI
PIENI DI AGLI
RISORSE OBIETTIVI

Per acquisire e DETERMINATI Per pianificare,


trasformare le nuove organizzare e facilitare
informazioni in
MOTIVATI il proprio
conoscenza apprendimento
significativa e utile Per gestire nel miglior
modo possibile gli aspetti
quotidiani della vita

3/9/2019 188
3/9/2019 189
GRAZIE
3/9/2019 190