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CARAVAGGIO

Michelangelo Merisi
Milano 1571- Porto Ercole 1610

Caravaggio _ Ritratto di Ottavio Leoni, 1621,


Carboncino nero e pastelli su carta blu, 23,4 × 16,3 cm)
Firenze, Biblioteca Marucelliana
VITA
 Nasce a Milano nel 1571.
 Si forma presso la bottega del pittore Simone Peterzano (che si vantava
scolaro di Tiziano) a contatto con personalità lombarde e venete.
 A vent’anni si trasferisce a Roma ed entra in contatto con la bottega di
Giuseppe Cerasi detto il Cavalier d’Arpino (dal 1591).
 Si mette presto in evidenza per il suo talento entrando nelle grazie del
cardinale Francesca Maria del Monte ambasciatore del Granduca di
Toscana a Roma.
 Il suo carattere ribelle lo porta spesso ad essere coinvolto in risse.
 Nel 1606 durante un litigio uccide l’avversario (uomo di fiducia di un
personaggio importante presso la chiesa)
 Da allora inizia la sua tragica fuga che lo porta fino a Malta (dove lavorerà
per I cavalieri dell’Ordine).
 Dopo ulteriori risse fugge nuovamente per rifugiarsi in Sicilia.
 Nel 1609 è di nuovo a Napoli e viene ferito in un agguato.
 Fugge per la Maremma grossetana, dove nel 1610 muore a Porto Ercole
all’età di 39 anni.
OPERE

Nel periodo in cui


lavora per il Cavalier Fanciullo con canestro di frutta,
ca 1593-94. Olio su tela, 70 x 67
d'Arpino, Caravaggio cm. Roma, Galleria Borghese.

ha già composto
alcune delle sue opere
"importanti", quali il
Ragazzo con
canestro di frutta, il
Bacchino malato e
il Fanciullo morso
da un ramarro.
Testa di Medusa, c a. 1596-98, olio
su tela, riportata su scudo di legno cm
Bacchino malato, c a. 1593-94, olio su 60x55, Firenze Galleria degli Uffizi.
tela, cm 67 x 53, Roma Galleria
Borghese
Bacchino malato, c a. 1593-94, olio Fanciullo con canestro di frutta, c a. Ragazzo morso da un ramarro,
su tela, cm 67 x 53, Roma, Galleria 1593-94. Olio su tela, 70 x 67 1595-96, olio su tela, cm 65,8x52,3,
Borghese cm. Roma, Galleria Borghese. Firenze Fondazione Longhi

In questi sui primi ritratti di adolescenti abbigliati all’antica


con l’aggiunta di nature morte Caravaggio esprime
la propria assoluta adesione al ritratto dal vero e la sua
insofferenza per qualsia regola accademica
I Bari

I Bari, 1594, olio su tela, cm94×131, Zurigo, Kimbell Art Museum di Fort Worth

Caravaggio dipinge anche soggetti popolareschi e musicali.


I Musici

I Musici, 1595, olio su tela, cm 87,9x115,9, New York, Metropolitan Museum of Art.
BACCO
Fu commissionato
dal cardinal Del Monte per
un regalo a
Ferdinando I de' Medici in
occasione della celebrazione
delle nozze del figlio
Cosimo II.
La figura di Bacco è
estremamente realistica in
sintonia con la filosofia
artistica di Caravaggio che
rifiutava qualsiasi
idealizzazione e che cerca di
adeguarsi alla realtà nel
modo più rigoroso possibile. Bacco, olio su tela, cm 95 x 85, c a.1596-1597, Firenze,
Galleria degli Uffizi
Il Bacco di
Caravaggio è
molto umano
La posizione
non è più quella
del Bacco Tiziano, Bacco e Arianna

classico
ma è l’immagine
di un uomo
spossato

che sembra accasciarsi sul triclinio


Con lo sguardo un po' intorpidito dal vino
accenna un lieve sorriso.
Michelangelo Bacco
Il giovane è
parzialmente avvolto
in un lenzuolo
a ricordo delle vesti
romane
Ha una ghirlanda di
tralci di vite tra i
capelli
Con la sinistra regge
con delicatezza una
coppa in cristallo
colma di vino.
La natura morta in
primo piano anticipa
il tema della
«Canestra di frutta»
Con frutti marci e
foglie secche

simboli del tempo


che tutto
corrompe
e dissolve
Il giovane Bacco
può essere
interpretato in
un’ottica
cristiana.

Potrebbe alludere al
Redentore:
la melagrana spaccata,
la coppa di vino
la cintura nera
e il drappo alla destra
rimandano a simboli della
passione di Cristo.
Caravaggio, in questo periodo, risente ancora
dell'influenza di pittori veneti quali Lotto e Giorgione

Giorgione
La Tempesta
Riposo nella fuga in Egitto - 1595-96
Olio su tela (cm 135,5x166,5)
Galleria Doria Pamphilj Roma
La buona ventura

La buona ventura c a. 1596,


Olio su tela, 115 x 150 cm, Roma, Musei Capitolini
Davide e Golia, 1597-1598, Olio su San Giovanni Battista, 1602, olio
tela, 116 x 91 cm, Madrid su tela, 129x94 cm, Roma
TESTA DI MEDUSA
Il cardinale Del Monte
ospita a lungo Caravaggio
nel suo palazzo romano e
in questo periodo gli
commissiona diverse
opere.
Tra queste anche la
Testa di Medusa
E’ un olio su tela poi
incollata su uno scudo di Medusa, 1598-99
Olio su scudo di legno, 60 x 55 cm
legno. Firenze, Galleria degli Uffizi
Caravaggio rimane
fermo nel suo stile con un
realismo sconvolgente
con cui rappresenta
questa testa
tagliata e gocciolante di
sangue.
Lo sguardo della creatura
mostruosa è pieno di
paura e sgomento, gli
occhi atterriti, Medusa

la bocca aperta 1598-99


Olio su scudo di legno, 60 x 55 cm

nell’ultimo grido di rabbia.


Firenze, Galleria degli Uffizi
CANESTRA DI FRUTTA

Caravaggio, Canestra di frutta, 1599. Olio su tela, 31 x


47 cm. Milano, Pinacoteca Ambrosiana.
Nonostante l’apparente semplicità dell’insieme
la composizione è studiata in ogni sua parte

Il cesto viene rappresentato secondo una


visione perfettamente frontale
Inscrivibile in un semicerchio ideale
avente per diametro il lato inferiore del dipinto.
Il canestro sporge dal piano
di appoggio quasi a volerlo
avvicinare all’osservatore per
una Resa prospettica
Allontana la percezione dello
sfondo che campisce con un
colore caldo
fonte di luce diffusa
Mette in risalto con colori
freddi il cesto:
Il verde delle foglie e dell’uva
Attenzione maniacale ai
particolari:
Alcune Foglie della vite sono
accartocciate
Foglie della pesca
sbocconcellate
Foglie del limone maculate
Mela in primo piano con
verme
In Canestro di frutta, Caravaggio rappresenta
una realtà oggettiva
senza abbellimenti artificiali.
Ed è un suo modo per comunicare che la
realtà umana è sempre dominata dalla bruttura
e dall’incombere della morte.
La vita e le storie di San Matteo

La vocazione di Matteo San Matteo e l’angelo Martirio di San Matteo

Il 27 giugno 1600, Caravaggio viene nominato per la


prima volta nel carteggio ufficiale riguardante l'opera di
decorazione della Cappella Contarelli, nella chiesa di
San Luigi dei Francesi, a Roma.
In questi dipinti è
evidente
la sua maturazione
verso uno stile di
pittura molto personale
Per la cappella esegue
tre dipinti:
 la Vocazione di San
Matteo,
 il Martirio di San
Matteo
 San Matteo e
l'angelo. www.abcgallery.com
Il Martirio di San Matteo
Con La vita e
le storie di
San Matteo
ha inizio la
poetica
caravaggesca
del rapporto
luce-ombra
che poi si
svilupperà
nelle opere
successive.
Martirio di San Matteo - 1599-1600 Olio su tela ,cm 323x343, Roma, chiesa di San Luigi dei Francesi Cappella Contarelli
La Vocazione di San Matteo

La luce dialoga
con i
personaggi e
rende l’evento,
senza luogo, Vocazione di San Matteo, c a. 1599-1600, Olio su
e senza tempo tela , 322 x 340 cm. Roma, chiesa San Luigi dei
Francesi, Cappella Contarelli.
Il dipinto raffigura il La Vocazione di San Matteo
momento in cui
Gesù sceglie il
gabelliere Matteo
come suo apostolo.
L’ambiente in cui si svolge la
scena è un
locale oscuro e disadorno
Cristo ci appare in alto a
destra con il braccio teso in
direzione del suo futuro
apostolo;
è accompagnato da
Vocazione di San Matteo, c a. 1599-
Pietro, di spalle, 1600, Olio su tela , 322 x 340 cm.
che conferma Roma, chiesa San Luigi dei Francesi,

l’indicazione di Gesù. Cappella Contarelli.


Matteo reagisce accennando a se
stesso con l’indice della mano
sinistra come a chiedere conferma.
I due giovani al tavolo vicino a
Matteo si accorgono di quanto sta
succedendo. Ruotano le teste verso
Gesù incrociando un complesso
gioco di sguardi.
Gli atri giocatori
sono troppo intenti
a contare i denari
e rimangono in
disparte rispetto
alla scena
principale.
Come in gran parte delle
tele di Caravaggio anche
qui la grande
protagonista è la luce.
Proviene da una porta
(o finestra che non si vede)
da dove presumibilmente
è entrato Gesù e Pietro.
E’ una luce giallastra che
squarcia la penombre del
locale e ne mette in risalto
la povertà e lo squallore
Le figure risaltano dal fondo scuro e sono modellate
mettendo in risalto tutti i particolari.
Anche in questo dipinto il realismo di Caravaggio è ben
evidente: nei volti, nelle posture, negli abiti.
La rappresentazione non ha
alcun riferimento sacro anche se non mancano le allusioni e
la simbologia in questo incontro con la divinità.
La luce che si
irradia alle
spalle di Cristo
che con il suo
braccio sembra
indirizzarla sui
personaggi che
ne risultano
quasi accesi: è
quindi una luce
ideale, divina.

La chiamata di Dio è rivolta a tutti gli uomini ma


ciascuno è libero di scegliere se aderirvi o respingerla.
San Matteo e l’angelo
La prima versione
dell'opera
San Matteo e l’angelo 1602,
Olio su tela, 232 x 183 cm
Formerly Kaiser-Friedrich-
Museum, Berlino

La prima versione di questo quadro fu


rifiutata dalla congregazione perché
rappresentava il Santo come un popolano
semianalfabeta a cui l'angelo guida
materialmente la mano nello scrivere il
Vangelo, e perché rappresentava un San San Matteo e l’angelo, 1602, Olio
su tela , 292 x 186 cm,
Matteo in abbigliamento ritenuto Roma, San Luigi dei Francesi,
scandaloso. Cappella Contarelli
La seconda versione, di
grande bellezza,
raffigura invece San
Matteo vestito più
dignitosamente che,
penna in mano,
fissa lo sguardo
sull'angelo volteggiante
sopra al suo capo
intento a spiegargli
cosa scrivere.
Cappella Cerasi
L'Assunzione della Vergine _ Carracci
Crocefissione di San Pietro Conversione di san Paolo
CROCEFISSIONE DI SAN PIETRO
Anche in questa tela
Caravaggio dà una
interpretazione personalissima
dei consueti temi religiosi.
Ambienta la scena in
un’atmosfera cupa e
drammatica.
Con i tre carnefici intenti a
innalzare la croce.
Il primo aguzzino segue la
diagonale opposta a quella di
Pietro nella croce, con i piedi
ben piantati a terra fa forza con
la spalla sinistra per sollevare olioCrocifissione di san Pietro , 1600-1601,
su tela 230x175 cm, Roma, chiesa di Santa
Maria del Popolo, Cappella Cerasi
la croce.
Il secondo aguzzino è frontale, la
testa ruotata di tre quarti verso il
santo sorregge la croce tenendola
insieme ai piedi del santo.

Il terzo personaggio è più


arretrato e preso di spalle intento
a tirare la fune parallela alla
diagonale della tela.
L’unica figura piena di luce è quella del vecchio Pietro,
maestoso nel suo supplizio con una forte espressività nel volto
che riflette tutta la grandiosità del personaggio.
Il torso del santo è inclinato in direzione opposta a quella dei
carnefici creando una interruzione nella composizione
Cena in Emmaus 1600- 01, Olio su tela, 139x195, Londra, The National Gallery,

I due discepoli hanno appena riconosciuto il loro compagno


misterioso, il Cristo risorto. Cristo stende il suo braccio come
segno di benedizione. Gli sguardi delle locandiere e dei discepoli
esprimono la loro sorpresa con gesti drammatici.
Il discepolo di spalle, colto nell'atto di
alzarsi, ci proietta dentro il quadro,
spingendoci a seguirlo nello stupore.
Allo stesso modo la fruttiera, in
equilibrio al limite del tavolo, sembra
segnare il limite tra lo spazio dipinto e
quello reale.

Le braccia
aperte del
discepolo di
destra
determinan
o invece la
profondità
dello
spazio.
Cena in Emmaus, 1606, olio su tela, 141×175, Pinacoteca di Brera, Milano
Differenze fra le due tele:
nella prima c‘è più luce e la composizione è più complessa,
nella seconda la scena è estremamente semplice e scura, con pochi
oggetti sul tavolo, al posto dell'accurata natura morta che compariva
sulla tavola dell'opera londinese qui compaiono solo pochi elementi
poveri e dimessi: il pane, la brocca dell'acqua, due semplici piatti
Anche il momento raffigurato è diverso nella prima la benedizione del
pane nella seconda il momento del congedo (il pane appare sulla
tavola già chiaramente spezzato)
La Deposizione

La deposizione, 1602-03
Olio su tavola, 300 x 203 cm
Pinacoteca, Vaticano
Nel 1603 Caravaggio viene citato in giudizio assieme ad altri tre compagni
per aver diffuso un libello in cui viene diffamato Giovanni Baglione, pittore
egli stesso ed autore di una delle prime biografie caravaggesche.

L'11 Settembre 1603 Caravaggio viene


arrestato e, successivamente rilasciato il
25 dello stesso mese per intercessione
dell'ambasciatore di Francia.

Nel 1604 è nuovamente denunciato, stavolta dal


cameriere di un'osteria romana, che egli ha colpito
gettandogli in faccia un piatto di carciofi.

Il 20 Luglio 1605 aggredisce in Piazza Navona, il rivale in amore Mariano


Pasqualone, a causa di Lena, modella dei suoi quadri di quel periodo. Fugge a
Genova, ma appena un mese dopo rientra a Roma.
Madonna di Loreto

Madonna di Loreto
1603-05 , Olio su tavola, 260 x 150 cm, Roma
Morte della Vergine

La scena rappresenta la
Madonna subito dopo la
sua morte.
La Maddalena e gli
apostoli le sono intorno
e piangono
disperatamente.
Il corpo della Madonna
giace su una semplice
panca di legno.
Morte della Vergine, 1605-06 , Olio su tela,
369x245 cm, Musée du Louvre, Parigi
Il volto di Maria è ancora giovane nonostante sia
deceduta in tarda età.
Il ventre è innaturalmente gonfio
(assume il significato di scrigno della grazia divina).
L’opera commissionata
dai Carmelitani Scalzi
fu rifiutata perché
ritenuta blasfema nei
confronti della Vergine.

Caravaggio pare abbia


usato il cadavere di una
prostituta affogata nel
Tevere come modella
per il corpo di Maria.
Caravaggio colloca il dramma di questa morte in una dimensione
quotidiana e umanissima.
Ogni personaggio non ha nulla di ultraterreno ma è colto nell’espressione
più genuina e umana del proprio dolore.
Il drappo rosso ha un che di teatrale ma il palcoscenico di Caravaggio è
quello della vita sul quale si consuma il dramma quotidiano del dolore e
della sofferenza.
La luce proviene dal retro
e percorre la tela in
obliquo.
Non illumina
completamente i
personaggi ma indugia
solo sulle teste mettendo
in risalto le espressione
dei volti mentre scivola
via dai corpi che restano
nella penombra.
Nel 1607 Caravaggio lascia Roma per
Napoli, dove trova un ambiente
estremamente ricettivo nei propri
confronti: la sua pittura impressiona
moltissimo i giovani artisti che vi
operano.
Flagellazione

Nel 1607 Caravaggio


lascia Roma per Napoli

Flagellazione c. 1607
Olio su tela, 390 x 260 cm, Napoli,
Museo Nazionale di Capodimonte,
Madonna del Rosario

Madonna del Rosario, 1607


Olio su tela, 364,5 x 249,5 cm
Kunsthistorisches Museum, Vienna
14 LUGLIO 1608, il pittore è a Malta dai Cavalieri
del Santo Sepolcro, e realizza un importante ciclo di
opere, viene insignito della prestigiosa e ambita
Croce di Grazia.

Poteva essere l'occasione della sua vita: fama, onori,


ricchezze sembrano improvvisamente a portata di
mano. Invece, la storia si ripete: dopo aver offeso
un potente cavaliere ed essere stato gettato in
prigione, Caravaggio fugge dalle carceri scalando il
muro di cinta e si imbarca in fretta e furia per la
Sicilia.
San Gerolamo

San Gerolamo - 1608 , Olio su tela , cm 117x157,


La Valletta, Museo della Co-Cattedrale di San Giovanni
Decollazione del Battista

Decollazione del Battista – 1608, Olio su tela , cm 361x520,


La Valletta, Co-Cattedrale di San Giovanni
La Negazione di San Pietro

La Negazione di San Pietro,1609, Olio su tela, 94x125 cm. New York,


Metropolitan Museum of Art