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MODELLAZIONE DEGLI EDIFICI

IN MURATURA

La muratura è un materiale composito il cui


comportamento meccanico è caratterizzato da:

 disomogeneità (differenza di comportamento da


punto a punto)
 anisotropia (differenza di comportamento nelle
diverse direzioni)
 asimmetria di comportamento compressione-
trazione
 non linearità del legame sforzi-deformazioni
 non linearità di tipo geometrico
Modelli che tengano conto di tutte queste caratteristiche sono detti:
“micromodelli”, o “modelli a due materiali”
In tali modelli, la discretizzazione segue l’effettiva geometria del
sistema, adottando modelli costitutivi differenti per i blocchi
lapidei o mattoni e per i giunti di malta.
Particolare attenzione deve essere posta nella modellazione dei
giunti, dato che gli scorrimenti a livello dei giunti spesso
determinano l’attivazione e la propagazione delle fessure.
Quindi, in questo approccio, blocchi e malta sono rappresentati con
elementi continui, mentre l’interfaccia blocco-malta è rappresentata
attraverso elementi discreti.
Tale approccio può sembrare molto ragionevole, tuttavia, il suo
maggior svantaggio consiste nel numero estremamente elevato di
elementi da generare quando la struttura si fa appena più grande e
complessa.
E’ proprio questo motivo che rende improbabile l’utilizzo dei
micromodelli per l’analisi di grossi elementi strutturali, oltre al
fatto che l’effettiva distribuzione dei blocchi e dei giunti può essere
davvero difficile, se non impossibile, da identificare, a meno di non
eseguire indagini spesso invasive e costose.
Parete della navata sinistra della chiesa di S. Maria
Forisportam a Lucca
Il modello
Andamento della tensione principale massima per
carichi verticali – analisi lineare
tensione
principale
massima
per carichi
verticali
lungo le
lesioni 1 e 2
tensione principale massima: confronto risultati analisi
lineare e analisi non lineare (rosso: valore massimo)
30 485

trave in spessore 70 x 30 cm blocco rettificato


pilastro 30 x 30 cm 25x30x25 cm

pilastro 30 x 30 cm
giunto verticale
a secco
275

giunto orizzontale
spessore 2 cm
30

trave 30 x 30 cm
30 30 425 30 30
545
LA MODELLAZIONE DELLE
COSTRUZIONI IN MURATURA
Il più semplice edificio in muratura:
è un sistema spaziale di elementi piani (pareti verticali, solai)
con comportamento prevalente
• a lastra (sollecitata nel piano medio),
• a piastra (sollecitata ortogonalmente al piano medio),
• misto
Un procedimento di calcolo rigoroso, basato sull'analisi della
struttura come sistema scatolare di lastre piane, è praticamente
impossibile:
• per la complessità del sistema scatolare
• per le incertezze nel definire le condizioni di vincolo e le
caratteristiche di comportamento dei materiali
Procedimenti agli elementi finiti
• in campo elastico-lineare: possono essere utili per
interpretare comportamenti strutturali e la formazione
delle fessure
• in campo non lineare per ricercare meccanismi di
collasso, presentano notevoli difficoltà:
• comportamento dei materiali di difficile definizione
• disomogeneità e anisotropia del materiale
• comportamento dei giunti difficile da schematizzare
• non linearità geometriche (parzializzazione)

In definitiva, sono utilizzati solo nell'ambito di studi di


strutture particolari o particolarmente importanti, o nel campo
della ricerca relativamente a porzioni limitate di costruzioni.
Nella progettazione corrente, si adottano modelli e procedimenti
di calcolo approssimati, che suddividono la struttura in un certo
numero di sottostrutture – macroelementi – individuati sulla base
di ragionevoli meccanismi di comportamento.

Talvolta, lo stesso edificio può essere modellato con modelli


diversi in dipendenza del tipo di azioni che si considerano:
es. strutture soggette a carichi orizzontali dovuti al vento
oppure al sisma.
es: strutture soggette ad azioni orizzontali
 azioni del vento
 azioni sismiche

la risposta nei due casi è simile, ma solo in parte, perché c'è


una sostanziale differenza:
l'azione sismica (corrispondente a sisma violento) è una
azione eccezionale: si accettano livelli di danneggiamento
molto maggiori, quindi la risposta è notevolmente
influenzata dal comportamento non lineare, di cui occorre
tener conto
Nella risposta alle azioni sismiche, il
rapporto fra azioni orizzontali e verticali
è piuttosto grande, pertanto nei maschi decompressione

murari sopravento si verifica una notevole


decompressione, legata al comportamento
globale.
Tale decompressione ha come effetto una diminuzione della
capacità portante della parete (maggiore parzializzazione della
sezione), che non è trascurabile.

Questa differenza si riflette nella definizione del modello:


nell’analisi dell’edificio per le azioni verticali e da vento è
possibile effettuare due analisi separate e poi sommare gli effetti;
nell'analisi della risposta alle azioni sismiche non è lecito valutare
separatamente gli effetti delle azioni orizzontali da quelle verticali,
per l’importanza delle non linearità.
Per condurre l’analisi di costruzioni complesse si
deve ricorrere a modelli "semplificati", che peraltro
talvolta sono tutt'altro che semplici:
i "macro-modelli"
il cui scopo è di cogliere con sufficiente
approssimazione il comportamento di macro-
elementi (pannelli) semplici, mediante i quali è
possibile valutare la risposta globale della struttura.
Nell'ambito della macro-modellazione, si hanno
tipologie molto diversificate di modelli.
La base di tali modelli è costituita dall'osservazione
sperimentale, in particolar modo degli effetti dei
terremoti sulle costruzioni esistenti.
In ogni caso, la struttura viene scomposta in macro-
elementi, di forma semplice, il cui comportamento è
presumibile sulla base della qualità della muratura, e le
verifiche vengono effettuate a livello di ciascun macro-
elemento.
Metodi di verifica in campo lineare
le verifiche si conducono confrontando le
sollecitazioni di progetto con le resistenze di progetto

Sd  Rd
le sollecitazioni di progetto si valutano applicando al modello
strutturale le azioni di progetto, cioè la combinazione delle
azioni caratteristiche, ciascuna moltiplicata per l'opportuno
coefficiente di sicurezza lato azioni gF
le resistenze di progetto si valutano in base alle resistenze
caratteristiche dei materiali, divise per i coefficienti di
sicurezza lato materiali gM
gF e gM sono coefficienti di sicurezza anch'essi determinati
su base probabilistica

gF tiene conto sia dello stato limite che si sta considerando


(in generale, per gli stati limite ultimi i coefficienti sono "più
severi" che per gli stati limite di esercizio), sia del fatto che
non sempre la presenza di una azione nella combinazione
determina la situazione più sfavorevole

gM cambia da materiale a materiale, dipende dall'affidabilità


delle prove con cui si determinano le resistenze dei materiali,
dalla dispersione dei risultati delle prove, dalle possibili
differenze delle resistenze dei campioni su cui si effettuano
le prove rispetto al materiale in situ, ecc.
Coefficienti di sicurezza
Stati limite ultimi: per le murature coefficienti gM piuttosto alti,
a causa della elevata dispersione delle caratteristiche
meccaniche
NTC 2008: valori diversi per gM a seconda:
• della categoria (I o II) degli elementi resistenti e della
malta – funzione del controllo di produzione
• della classe di esecuzione della muratura – dipende dalla
qualificazione e competenza del personale e dall'attuazione
di efficaci controlli in cantiere
EC6: classificazione più articolata

gM
Materiale
Classe

Muratura realizzata con 1 2 3 4 5

A Elementi di categoria I, malta a prestazione 1,5 1,7 2,0 2,2 2,5


garantita
B Elementi di categoria I, malta a composizione 1,7 2,0 2,2 2,5 2,7
garantita
C Elementi di categoria II, qualsiasi malta 2,0 2,2 2,5 2,7 3,0
RESISTENZE DI ELEMENTI
STRUTTURALI IN MURATURA
Elementi strutturali:
pannelli semplici di muratura (pareti)
soggetti a stati di sollecitazione complessi:

• azioni ortogonali al piano medio


• azioni nel piano medio
• effetti del secondo ordine
1. elementi murari soggetti a carichi verticali e ad azioni
ortogonali al piano medio
- si eseguono verifiche di pressoflessione
(ortogonale al piano)
- non si eseguono verifiche a taglio:
considerata l’elevata snellezza della parete
in direzione ortogonale al piano medio, la
crisi avviene sempre per pressoflessione

2. elementi murari soggetti ad azioni nel


piano medio
si eseguono verifiche a taglio e a
pressoflessione nel piano medio
RESISTENZA A PRESSOFLESSIONE

M
e
N

et 
Mt • considerata che il materiale è non
N resistente a trazione, la resistenza a
flessione della parete dipende dall’entità
dello sforzo normale di compressione
• in presenza di trazione la resistenza a
flessione è nulla
• occorre ricavare un dominio di rottura
a) piccola eccentricità (risultante delle compressioni all’interno
del terzo medio): la sezione è tutta compressa
b) maggiore eccentricità: sezione parzializzata. Fessurazione al
bordo teso (fessure ortogonali alle tensioni di trazione, ovvero
orizzontali)
c) sezione nella situazione ultima (sia interamente reagente che
parzializzata): il diagramma delle tensioni non è più lineare:
stress-block
Compressione e flessione trasversale
nella situazione ultima

a  t  2et (equilibrio alla rotazione)

 2et 
N u    f u  l  t 1   (1)
 t 

N t  N 
M u  N  et  1   (2)
2  fult 

La (2) indica che la resistenza ai carichi trasversali di una


parete è subordinata alla presenza di sforzo normale di
compressione.
Pressoflessione longitudinale

nella situazione ultima

a  l  2e
 2e  (1')
N u    f u  l  t 1  
 l 
l/2 l/2

N l  N 
Mu  N  e  1   (2')
2  fult 

Con le (1) o (2) possiamo costruire il dominio di


resistenza a pressoflessione trasversale; con le (1') o (2')
il dominio di resistenza a pressoflessione longitudinale
Dominio di resistenza a pressoflessione

I domini di resistenza possono essere utilizzati in modi


diversi per le verifiche SLU
Verifiche di pareti soggette a carichi prevalentemente verticali

Si presume che sforzo normale e momento flettente aumentino


di pari passo; perciò l'eccentricità e rimane costante

La verifica si conduce nei confronti dello sforzo normale, con NR,d


valutato in presenza dell'eccentricità e, attraverso la (1) o la (1')
Verifiche per azioni sismiche
Si presume che lo sforzo normale (determinato dai carichi
verticali) sia più o meno pari a quello di progetto, mentre il
momento flettente (dovuto alle azioni sismiche eccezionali)
possa aumentare molto

La verifica si conduce nei confronti del momento flettente, con


MR,d valutato attraverso la (2) o la (2')
Effetti del secondo ordine
Le pareti in muratura, compresse o pressoinflesse, sono molto
sensibili agli effetti geometrici del secondo ordine:
• elevata snellezza per le azioni fuori piano
• trascurabile resistenza a trazione
• deformazioni differite nel tempo

evidenze sperimentali
Snellezza l = h0/t

h0 effettive condizioni di vincolo


t spessore effettivo della parete

h ef
NTC 2008: l20 EC6:  27
t ef
h ef
zona sismica 1 e 2: EC8:   1 2 alta sismicità
t ef 1 5 b assa sismicità
PARETI SOGGETTE PREVALENTEMENTE A
CARICHI VERTICALI
 2e 
N u    f u  l  t 1  t 
e / t  33%  t 

Resistenza di progetto per carichi verticali ed azioni fuori piano:


 coefficiente di riduzione
N Rd    t  l  f d tiene conto dell'eccentricità e
della snellezza
PARETI SOGGETTE PREVALENTEMENTE
AD AZIONI ORTOGONALI AL PIANO

La resistenza laterale di una parete è subordinata alla presenza


di sforzo normale di compressione.
Quando lo sforzo normale è piccolo, è essenziale il contributo
della resistenza a trazione, che però è alquanto aleatorio.

Sforzo normale di compressione modesto:


 edifici bassi
 ultimi piani di edifici alti
 pannelli di tamponamento di edifici intelaiati
Specialmente per muri soggetti a compressioni modeste, per la
resistenza ai carichi trasversali diventano essenziali le
condizioni di vincolo dei bordi, sia superiore e inferiore che
laterali:
• i solai, superiormente ed inferiormente
• ammorsamento con i muri trasversali, lateralmente

Per valutare la resistenza a flessione (o pressoflessione


trasversale) occorre riferirsi all'effettivo meccanismo che
può instaurarsi nella parete
1 – si può fare riferimento alla resistenza a flessione fuori
piano, che si determina attraverso prove sperimentali o
tabelle (v. EC6)

Si considerano le due situazioni:


• piano di rottura parallelo ai giunti di malta
• piano di rottura perpendicolare ai giunti di malta

fxk1 fxk2
2 - Nel caso di particolari condizioni al contorno (es: pannello di
tamponamento racchiuso in un telaio sufficientemente rigido), è
possibile che si instauri il funzionamento ad arco, grazie al quale
si genera sforzo normale di compressione nella parete, che
acquisisce così maggiore resistenza alle azioni laterali.
Occorre però che lungo i bordi
della parete vi siano efficaci
elementi di contrasto, in grado di
fornire le necessarie spinte
reattive e capaci di limitare gli
spostamenti.

Nell'EC6 metodo di valutazione della resistenza per effetto arco


PARETI SOGGETTE AD AZIONI
NEL PIANO MEDIO

pannello di muratura soggetto a sollecitazioni applicate alle


sezioni estreme superiore ed inferiore, le cui risultanti sono
contenute nel piano medio del pannello stesso
in ogni sezione della parete è possibile definire una azione
assiale, un taglio ed un momento risultante
Verifica a pressoflessione

condizione di rottura = schiacciamento della


muratura al lembo compresso
N  N 
Mu  
l  
2    fu t 

lc

0  0 
M u  l  t  1 
2

2  0,85 f d 
Verifica a taglio
formulazioni che tengono conto solo di sforzi medi ottenuti
dividendo la forza tagliante e la forza assiale per l'area della
sezione reagente

VRd  f vd  t  lc lc = lunghezza della zona compressa


calcolata assumendo una
distribuzione lineare delle tensioni
f vk di compressione
f vd 
gM

f vk  f vk 0  0,4d d = tensione normale considerando


solo la zona compressa
Metodi di verifica in campo non lineare
Per ogni macro-elemento si considera un diagramma di
comportamento in cui in generale si distinguono un tratto
elastico, fino a raggiungere i valori di resistenza determinati
come visto, un tratto di comportamento plastico ed un tratto
post-picco, variabile a seconda dei diversi tipi di sollecitazione.
Il tratto elastico può essere caratterizzato da due diverse
pendenze, corrispondenti al comportamento lineare prima della
fessurazione e quello non lineare post-fessurazione (sezione
parzializzata)